10:35 am
23 November 2017

LA B(rrr)UONA SCUOLA

LA B(rrr)UONA SCUOLA

Un altro articolo di Franco Di Pede sulla pubblica istruzione, questa volta più ispirato alla realtà locale dell’autore: una manifestazione studentesca contro l’amministrazione di Cosenza, che non si esclude abbia ulteriori sviluppi la prossima settimana in occasione della visita in città del ministro Stefania Giannini.

 

A Cosenza sono le 9:45 del 13 gennaio e Piazza J. F. Kennedy (la piazza principale della città) ospita un raggruppamento di circa 350 studenti. Il corteo è previsto per le ore 10:00 ma la tolleranza non manca. Nella piazza sono presenti parte delle scuole cosentine e una minoranza di studenti che frequentano istituti al di fuori della città ma nella provincia brutia. Sono le 10:20 e la piazza conta un numero considerevole di giovani, gli organizzatori dello sciopero con megafono alle mani raggruppano tutti i ragazzi, innalzano lo striscione di apertura e la marcia comincia. “LA BrrUONA SCUOLA, non si risparmia sulla nostra salute”, questo è lo slogan dello striscione di apertura e la frase rappresenta lo scopo della manifestazione. Infatti pochi giorni prima gli organizzatori Mario Russo ed Enrico Cosenza hanno annunciato lo sciopero per mettere alla luce il problema della temperatura nelle aule che è ben noto alle istituzioni ma ogni anno riaffiora durante il periodo invernale. Secondo i manifestanti il riscaldamento nelle scuole non sarebbe adeguato e chiedono il rispetto della legge 23/1996 che in uno dei suoi punti impone una temperatura intorno ai 20 gradi (massimo 2 in più, minimo 2 in meno). Pertanto l’obbiettivo principale dei ragazzi è quello di avere un dialogo con le istituzioni per risolvere questa mancanza nelle scuole. Dunque il corteo si dirige verso Piazza XV Marzo dove si trova il Palazzo della Provincia di Cosenza. Innalzati un paio di cori (noi il freddo non lo vogliamo) il Presidente della Provincia decide di accogliere una rappresentanza di 12 studenti. I ragazzi si confrontano con l’istituzione rappresentata dal Presidente della Provincia Mario Occhiuto. Lo stesso Presidente prende le difese dell’istituzione dicendo che la Provincia rispetta i parametri indicati mantenendo in funzione i termosifoni 7 ore al giorno con 2 ore di preriscaldamento. Il barile viene quindi scaricato ai dirigenti scolastici che non hanno segnalato il problema. Affermazione diversa da quella sostenuta dai presidi che qualche anno fa quando venne proposta questa problematica si difesero dicendo che la colpa è da una parte della ditta che detiene l’appalto, dall’altra delle strutture che sono troppo dispersive e molto spesso non adatte a mantenere la temperatura prevista. Insomma uno scarica barile continuo che vede come vittime gli studenti, i docenti e i membri della scuola che ogni inverno sono costretti a lavorare e studiare al freddo.

brr

 

 

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