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18 November 2017

Più credito ai docenti

Più credito ai docenti

Se pensate che i punti di credito riguardino solo gli studenti vi sbagliate, o almeno finora potreste avere ragione, ma le cose stanno per cambiare. Infatti, in uno dei suoi 12 punti, “La buona scuola” stabilisce che grazie alla prossima riforma i crediti verranno assegnati anche ai docenti, così da “non accontentarsi di carriere fondate sul mero dato dell’anzianità”, ma di permettere l’accredito di scatti stipendiali in base a meriti “didattici, formativi e professionali”.

Il documento emesso dal MIUR esprime la volontà di voler premiare economicamente i docenti in base alla qualità dell’insegnamento, alla loro formazione e al miglioramento che porteranno nella scuola. Questo nuovo sistema dovrebbe da una parte, migliorare la qualità dell’insegnamento, dall’altra differenziare il singolo operato ed evitare di porre tutti i docenti su un piano comune. Per quanto riguarda l’assegnazione dei crediti, se ne occuperà una commissione composta da una maggioranza appartenente all’ambiente scolastico (dove il docente insegna) e da una minoranza esterna.

renzi la buona scuola

Questo sistema migliorerà davvero la qualità dell’insegnamento? I crediti verranno assegnati in modo imparziale? Alcuni sono fiduciosi, altri più critici. Secondo Marco (uno studente liceale): “con l’introduzione di punti di credito diventerà impossibile evitare favoritismi e assegnazioni ingiuste”. Affermazione ben fondata visto che l’assegnazione è affidata in maggioranza a una componente scolastica interna. Pertanto più che una politica scolastica, il sistema crediti somiglia a una politica aziendale dove l’imprenditore decide di premiare i “traguardi” raggiunti, favorendo così carrierismo e competizione fra i dipendenti.

Tale politica, che potrebbe funzionare in un’impresa, potrebbe non essere applicabile al sistema educativo. Esistono dunque docenti di serie A e di serie B? È formativo applicare determinate politiche aziendali al sistema educativo italiano?

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