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24 November 2017

Babbo Natale, Ebola, e altre Simpatiche Fregnacce

Babbo Natale, Ebola, e altre Simpatiche Fregnacce

Prima di affrontare qualunque altra questione, riteniamo sia fondamentale risolvere una volta per tutte il problema che da ormai troppo tempo deteriora i nostri sogni e guasta le nostre notti: mi spiace doverlo fare, ma la stampa -In molti sembrano averlo dimenticato- nasce prima di tutto per riportare la verità, anche quando risulta scomoda e dolorosa; dunque signori, mi duole informarvi del fatto che Babbo Natale non esiste. Fatevene una ragione.
Appurato questo dato cruciale, con la coscienza più leggera, posso apprestarmi ad analizzare l’argomento principale di questo articolo: il Virus Ebola e le sue concrete possibilità di diffusione in Italia.
Per molti mesi, i principali Mass Media occidentali ci hanno martellato con frequenti, apocalittici e ripetitivi servizi sull’Ebola. La rete, ormai fonte inesauribile di mestizia per le persone di una certa sensibilità intellettuale, è stata invasa in pochi giorni dalle personali osservazioni dei cittadini italiani, che, con la ricercata eloquenza che solo noi discendenti di Dante sappiamo sfoggiare, ci hanno allietati con perle di saggezza del calibro di: “Fuori i negri appestati dal nostro paese!!!!”, “Xchè continuano a far entrare queste scimmie?”, “Accolgono questi sporchi malati ma non fanno nulla per i Marò!!”.
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Ma che cos’è esattamente l’Ebola? Il termine “Ebola” deriva dal nome della valle in cui si manifestò per la prima volta la malattia. Era il lontano 1976 quando il virus venne maneggiato per la prima volta da un gruppo di inesperti ricercatori Belgi, i quali lo avevano inizialmente scambiato per una forma di febbre gialla con manifestazioni emorragiche. Quell’anno l’Ebola uccise 280 persone nell’ex Zaire (l’88% dei contagiati). Ben presto fu nota a tutti la natura letale del virus, il quale venne molto saggiamente archiviato e dimenticato per quarant’anni. Dopotutto era solo morto qualche negro no?
La musica è cambiata solo di recente, quando – guarda caso – la malattia ha cominciato a diffondersi in misura tale da divenire potenzialmente pericolosa anche per i cosiddetti popoli civilizzati. Chi si sarebbe mai aspettato che un Virus letale ed estremamente contagioso, prima o poi, avrebbe avuto la faccia tosta di cominciare a diffondersi! Se le sperimentazioni per l’ottenimento di una cura fossero cominciate prima, forse le vite di migliaia di persone oggi non sarebbero state brutalmente stroncate.
Un ruolo fondamentale in questo esaltante festival dell’ipocrisia è stato giocato dai mezzi di comunicazione. Se, inizialmente, alla questione non fu dato alcun peso, oggi Il fenomeno Ebola, al pari di altri mostri mitologici come Mucca Pazza e Aviaria, è stato riplasmato in modo tale da fungere solamente da ennesimo scoop “innalza-audience”. Con questo non intendiamo sminuire la gravità della malattia, né ridicolizzare tutti gli sforzi che migliaia di persone stanno compiendo per arginare il fenomeno. In Africa la situazione è veramente drammatica ed è nostro dovere intervenire. Tuttavia, le peculiarità della malattia rendono praticamente impossibile la possibilità che i contagiati possano giungere in Italia attraverso i barconi. Riteniamo scandaloso il fatto che alcune testate giornalistiche abbiano ancora una volta strumentalizzato una tragedia al solo scopo di diffondere il panico e innalzare gli ascolti. La percezione comune è quella di un morbo contagioso e pericoloso che in qualsiasi momento potrebbe essere trasportato sulle nostre coste dagli sporchi immigrati ma NON è così.
Secondo la quasi totalità degli studiosi, la malattia si manifesta con sintomi molto severi, che rendono estremamente improbabile uno spostamento intercontinentale del soggetto contagiato: considerata la rapida incubazione (mediamente circa 7 giorni, al massimo 21), l’ipotesi che l’infezione possa giungere via mare con persone che, partite dalle zone interessate dall’epidemia, abbiano attraversato il nord Africa via terra per poi imbarcarsi verso l’Europa è assurda. Il virus potrebbe giungere nel nostro continente solo attraverso i mezzi aerei. Tenuto conto dei controlli a cui sono sottoposti i passeggeri, e del fatto che le compagnie che operano in suolo Italiano non prevedono voli diretti verso le zone contagiate, le probabilità che in Italia scoppi prossimamente un’epidemia di Ebola sono minime. Difatti, l’unico contagiato italiano, fino ad ora, è stato un medico di Emergency che operava nelle zone colpite dal morbo.
Se state leggendo questo articolo e se siete scettici in merito all’attendibilità di queste considerazioni, vi invitiamo a spegnere quella dannata TV e a cominciare a documentarvi seriamente, magari leggendo il sito del Ministero Della Salute.<
Il seguente Link vi invierà proprio alla sezione riservata all’Ebola. gmus-pd-0240-ebola-cluster

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