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29 June 2017

LETTERE E MISOGINIA ALL’UNIVERSITA’ CATTOLICA

LETTERE E MISOGINIA ALL’UNIVERSITA’ CATTOLICA

Quanto sono diffusi ancora nel fulgido 2015 la diffidenza e il disprezzo verso le donne? Per lunedì 9 marzo, a Milano, gli studenti dell’Università Cattolica hanno organizzato un evento dedicato proprio alla misoginia. Si terrà in aula G152, alle 16.30. In opposizione alla frivolezza inconsistente e quasi offensiva della “Giornata internazionale della Donna” (domenica 8 marzo), con il suo carico di formalismi e di mimose, quattro docenti dell’Ateneo sono stati invitati a setacciare la storia della letteratura in cerca di tracce tangibili di questa vena pregiudiziosa che attraverso i secoli (ed ancora oggi, sebbene in forma più velata) ha accompagnato e alimentato la discriminazione femminile.

La scelta di affrontare tale argomento, così delicato e sempre attuale, da una prospettiva puramente letteraria è stata presa dai rappresentanti degli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia, per evitare derive sociologiche indigeste e discorsi convenzionalmente vittimistici, giocando invece con la rigogliosa tradizione poetica e narrativa che il mondo occidentale ha alle sue spalle. A cercar bene, essa porta visibilmente i segni di quest’astio ingiustificato e sessista verso le esponenti del “gentil sesso”: martoriate di insulti e marginalizzate, oppresse e subordinate dagli uomini per tempi immemorabili. Scambiate come merce, a prescindere dalla loro volontà, nei contratti matrimoniali e vilipese per la loro presunta natura debole e difettosa, a lungo hanno avuto una delle loro poche occasioni di riscatto (?) proprio come oggetto d’interesse letterario, nella poesia amorosa e nei romanzi. Ma non è della donna angelicata e idealizzata dello Stil Novo (o a quella del Romanticismo) che si parlerà il 9 marzo. Ci si occuperà invece di tutti quei testi che, tra il tragico e l’ilare, costituiscono una prova del trattamento ingiusto e della pessima considerazione di cui le donne hanno goduto nelle opere di poeti e scrittori famosi, che in questo senso sono stati un po’ la cartina torna sole della sensibilità e degli umori della loro epoca. Rileggere e discutere insieme testi come la Satira delle Donne del lirico greco Semonide Di Amorgo, gli epigrammi sprezzanti di Marziale, i sonetti dell’Aretino o alcune novelle di Svevo e Pirandello, non può che acuire la conoscenza e ravvivare la consapevolezza di quanto di male è stato fatto e creduto contro le donne, dai cantori dei poemi omerici fino ai giorni nostri (così rumorosamente e ipocritamente progressisti).

Sebbene gli intenti dei promotori di questo seminario siano dichiaratamente femministi, ai quattro relatori (quattro istituzioni per la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica) sarà lasciata piena libertà di esprimere il proprio pensiero, evidenziando e riportando all’attenzione del pubblico anche indizi discordanti con quanto abbiamo detto appena adesso sulla condizione femminile e sulla tendenza, nella letteratura, a rappresentare le donne in maniera dispregiativa. Al termine dei quattro interventi ci sarà largo spazio per le domande e le osservazioni del pubblico, con cui si spera che si potrà intrattenere un dialogo costruttivo e fecondo.

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