05:56 pm
24 November 2017

Cosa accomuna un appuntamento al buio a una vendita di auto usate?

Cosa accomuna un appuntamento al buio a una vendita di auto usate?

Con l’avvento dei social network, si è sempre più esposti alla possibilitá di essere abbordati da gente sconosciuta.
Immaginate la situazione in cui, un po’ per noia e un po’ per gioco, cominciate a sentire una persona mai vista nè sentita che, dopo un po’ di tempo, vi chiede di uscire. Che fate, ci andate? E se fosse un serial killer? E se fosse brutto? O peggio, e se avesse un alito pestilenziale?
Gli appuntamenti al buio sono un po’ come la vendita di auto usate: non saprete mai bene chi, o cosa, avete davanti!
In economia, una situazione di questo tipo viene definita asimmetria informativa.
Immaginate di mettervi nei panni di una banca che deve concedere un finanziamento ad una neonata azienda farmaceutica per lo sviluppo di un nuovo farmaco.
Se voi foste la banca, sareste portati a fare il seguente discorso: Cara azienda, non ti conosco, sei nuova, non hai nessuna garanzia, nessuna storia di solidità finanziaria, nè tanto meno una relazione duratura con una banca. Io ti concedo il finanziamento, ma ad un alto prezzo (sotto forma di tasso di interesse), e se e solo se tu mi convinci della validità del tuo progetto.
D’altra parte però, se voi foste l’azienda, preferireste non rivelare informazioni confidenziali, sia per una questione di protezione di conoscenze maturate, sia perchè non vorreste mai che la banca vi chiedesse un costo più alto sottoforma di dividendi.
Questa è una situazione caratterizzata da asimmetria informativa, ovvero una situazione in cui una delle parti ha interesse a non rivelare tutte le carte in tavola.
Per quanto possa sembrare un argomento facile ed intuitivo, l’asimmetria informativa è una delle cause principali dei fallimenti di mercato.
L’esempio più eclatante è stato illustrato da Akerlof nel 1970 nel suo articolo “The Market for Lemons: Quality Uncertainty and the Market Mechanism”.
Considerate il mercato di auto usate in cui sono presenti solo due tipi di auto: un’auto “buona” che vale 1000 e un’auto non buona, una lemon per l’appunto, traducibile con l’italiano “bidone”, che vale 800. Facendo la media fra i prezzi, emerge che nel mercato le auto verranno vendute a 900.
I venditori di auto lemon avranno interesse a rimanere sul mercato in quanto percepirebbero un profitto di 100, viceversa i venditori di auto buone usciranno in quanto percepirebbero una perdita pari a -100.
Morale della favola, sul mercato rimarrebbero solo auto lemon, nessuno comprerebbe più auto usate e il mercato scomparirebbe, in gergo fallimento di mercato.
È abbastanza ragionevole no?
Se noi applicassimo lo stesso ragionamento all’esempio visto in precedenza, saremmo portati a credere che solo i peggiori progetti di investimento rimangono sul mercato.
Nella realtà accade che, tolte le grandi aziende farmaceutiche, quelle piccole che rivelano di essere particolarmente brillanti, o meglio, presentano idee innovative, vengono finanziate dalle Venture Capital, istituti di finanziamento a capitale privato, che si specializzano in determinati settori e che non solo sono in grado di capire l’impatto del progetto nel lungo termine, ma che forniscono il denaro in tranche. Geniale no?
Da anni la comunità economica si interroga sul come fornire soluzioni al problema dell’asimmetria informativa, ma purtroppo ancora nessuno ha sviluppato un meccanismo valido per la prevenzione dall’ incontro di individui strani.
Quindi, appuntamento al buio sì o no?
Personalmente l’idea non mi alletta, ma un mio caro amico ingegnere mi ha fatto notare che piuttosto che rimanere a piedi è sempre meglio muoversi su un catorcio, quindi … a voi la conclusione!usedcar

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