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29 June 2017

Trimalchione legge le stelle: sotto il Capricorno nascono i cornuti?

Trimalchione legge le stelle: sotto il Capricorno nascono i cornuti?

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Simone S. Pagliaro:

Nel Satyricon di Petronio – più in particolare nell’episodio più ampio e meritatamente più celebre del romanzo, la Coena Trimalchionis -, si trova la descrizione di una portata assai particolare: un piatto zodiacale, sul quale i cibi sono disposti in modo da significare i singoli segni. Nel cap. 39, è lo stesso padrone di casa, il bizzarro e ricco liberto Trimalchione, a spiegare la portata, dissertando semplicisticamente sui segni dello zodiaco e sugli influssi che ne deriverebbero. Con l’umorismo proprio dei cafoni arricchiti (ben lontano dal fine umorismo petroniano, che, si sa, è una delle principali caratteristiche del Satyricon), Trimalchione s’improvvisa astrologo e, quando tocca al Capricorno, afferma che nascono sotto questo segno gli aerumnosi, quibus prae mala sua cornua nascuntur, gli sfortunati, ai quali, per via dei loro guai, nascono le corna.

Che sotto questo segno nascano gli sfortunati non sembra essere cosa strana a livello astrologico, dal momento che il Capricorno è la domus del pianeta Saturno, le cui influenze negative provocherebbero disgrazia, sfortuna, miseria. Di più difficile interpretazione sembra essere la caratterizzazione degli sfortunati come persone alle quali, a causa dei propri mali, nascono le corna. Senz’altro, come avviene per altri segni (basti pensare ai coglioni posti sotto i Gemelli), siamo in presenza di un arguto gioco di parole, visto che il segno in questione le corna le ‘porta’ nel nome.

trimalchione

Ma sul perché ai nati sotto questo segno spuntino le corna abbiamo pareri differenti. Molti studiosi, tra i quali l’autorevole Martin S. Smith, hanno pensato che le corna siano quelle dei coniugi traditi. Questa interpretazione, tuttavia, per quanto degna del nostro parvenu, si scontra con un problema gravissimo, già studiato da Antonucci, poiché pare che agli antichi fosse sconosciuta l’immagine del coniuge tradito come “cornuto”. Altri pensano che le corna nascano agli sventurati a causa di una malattia, il cosiddetto morbus Campanus (del quale ci parla Orazio), che produceva escrescenze carnose simili a corna sulla testa. Ida Caiazza e Carlo Martino Lucarini, che forniscono una convincente soluzione interpretativa di questo passo, ritengono che una spiegazione più soddisfacente possa venire da una migliore comprensione di quello che, nell’immaginario degli antichi, significava habere cornua. A questo proposito, assai istruttivi si rivelano alcuni passi di Orazio e Ovidio, nei quali l’espressione ha a che fare con la forza: la nascita delle corna è vista come momento di riscatto rispetto ad una pregressa situazione di sottomissione e sofferenza. I nati sotto il Capricorno, dunque, avrebbero in sorte una vita di sottomissione e sofferenza, ma da tale situazione essi non si lascerebbero vincere, anzi ne trarrebbero la determinazione necessaria a riscattarsi. Non i cornuti, allora, bensì i caparbi nascerebbero sotto il Capricorno.
Tutto ciò sarebbe in linea con la ‘filosofia’ trimalchionica quale emerge proprio dal cap. 39: Trimalchione è uomo che conosce le cose del mondo, che mai si lascia scoraggiare dalla sorte avversa, ma che pure si sofferma sulla morte, sulla caducità dell’essere umano e che, anche nel guardare alle stelle, manifesta il suo attaccamento alla vita, a quei beni materiali cui vorrebbe rimanere abbarbicato, dono sublime non tanto di un benevolo destino astrale, quanto della Terra, madre d’ogni bontà.

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