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18 November 2017

Il Piccolo Principe

Il Piccolo Principe

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Regia: Mark Osborne

Sceneggiatura: Irene Brignull

Anno: 2015

Durata: 108′

Nazione: Francia

Montaggio: Carole Kravetz Aykanian, Matt Landon

Scenografia: Celine Desrumaux, Lou Romano

Colonna sonora: Richard Harvey, Hans Zimmer

Articolo originale sul Fachiro

TRAMA

Un aviatore, una bambina, una volpe e un fiore. Adattamento dell’opera letteraria francese più letta al mondo. La fiaba moderna per eccellenza.

RECENSIONE

Anche i Piccoli Principi crescono… ed io non ci avevo mai pensato. Eppure, conservando i suoi riccioli biondi, ha corso il rischio dei baobab, ha smesso di annaffiare la sua rosa, di annusarla e ammirarla, non guarda più i tramonti, nemmeno quando è triste, non è più alla ricerca di un amico. Ora il Piccolo (Grande?) Principe non sa più vedere la pecore attraverso le casse ed un serpente boa che mangia un elefante assomigliava così tanto a un cappello (e se gli avessero offerto la pillola che, placando la sete, ti fa risparmiare 53 minuti, l’avrebbe presa?). Crescendo è diventato un lavoratore, un po’ imbranato, che vive su di un pianeta che è molto più grande di lui, senza luce né tramonti. Un vigile vanitoso sorveglia il pianeta buio, un Re, solo se le condizioni sono favorevoli, ti conduce sul tetto dove il Piccolo (Grande?) Principe lavora per un uomo d’affari, che prima si accontentava di possedere le stelle ma ora ne ha creato un business.

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Sapevo che tutti i grandi sono stati bambini una volta e che pochi di essi se ne ricordano, ma ho sempre creduto che il Piccolo Principe fosse un’eccezione. Invece no! Ed è così che feci la conoscenza del Signor Principe, che non voleva una pecora e che non sentiva la mancanza della sua rosa. Forse meritavano più rispetto i ricordi di tutti quelli che, crescendo, hanno continuato ad avere un Piccolo Principe a fianco, ogni istante, che ti chiedeva quale fosse il tono di voce del tuo nuovo amico e quali fossero i suoi giochi preferiti, che, come lui, ti ha insegnato a simpatizzare per quella strana personcina che accendeva e spegneva il lampione del suo piccolissimo pianeta, senza poter dormire, perché non pensava solo a se stesso. Il Piccolo (grande?) Principe è quindi cresciuto, diventando un adulto, un po’ stonato, in un mondo scuro e così diverso dal B612. I ricordi dei lettori sono però tranquillizzati dall’avvento di una Piccola Principessa che, con il suo aeroplano ed una volpe silenziosa, tenta un difficile obbiettivo: far ricordare il Signor Principe quello che è stato.

Crescere non è un problema, il problema è dimenticare.

Voto: 8

Giulia Di Feliciantonio

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