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	<title>Torquemada &#187; zerocalcare</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Dal web alla carta: Sin Título di Cameron Stewart</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 22:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Samarini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche settimana è disponibile nelle librerie italiane una bella edizione del romanzo grafico Sin Título di Cameron Stewart: un libro davvero interessante che non ha mancato di suscitare la mia attenzione (e di mettere in pericolo il mio portafogli). L&#8217;autore canadese, già noto nel mondo del fumetto americano per la sua collaborazione a serie importanti come la Catwoman di Ed Brubaker e il Batman e Robin di Grant Morrison, ha iniziato questo progetto nel lontano 2007, pubblicando progressivamente le tavole su un apposito sito internet. Il fumetto, liberamente accessibile, è così cresciuto sotto gli occhi dei lettori fino al compimento]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span lang="it-IT"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>a qualche settimana è disponibile nelle librerie italiane una bella edizione del <strong>romanzo grafico <em>Sin T</em></strong></span><strong><em><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span lang="it-IT">í</span></span></em></strong><span lang="it-IT"><strong><em>tulo</em> di Cameron Stewart</strong>: un libro davvero interessante che non ha mancato di suscitare la mia attenzione (e di mettere in pericolo il mio portafogli). L&#8217;autore canadese, già noto nel mondo del fumetto americano per la sua collaborazione a serie importanti come la <strong><em>Catwoman</em> di Ed Brubaker</strong> e il <strong><em>Batman e Robin</em> di Grant Morrison</strong>, ha iniziato questo progetto nel lontano 2007, <strong>pubblicando progressivamente le tavole su un apposito sito internet</strong>. Il fumetto, liberamente accessibile, è così cresciuto sotto gli occhi dei lettori fino al compimento definitivo. Baciata da un ottimo successo di critica e di pubblico, l&#8217;opera è stata insignita di vari premi, tra cui il prestigioso <strong>Eisner Award</strong> 2010 come &#8220;Best Digital Comic&#8221;. <strong>Nonostante la pubblicazione su carta, <em>Sin T</em></strong></span><strong><em><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span lang="it-IT">í</span></span></em><span lang="it-IT"><em>tulo</em> è ancora interamente leggibile <em><a href="http://www.sintitulocomic.com/2007/06/17/page-01/" target="_blank">online</a></em></span></strong><span lang="it-IT">.</span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/sin-titulo-copertina.jpg"><img class="wp-image-1564 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/sin-titulo-copertina-300x167.jpg" alt="sin titulo copertina" width="340" height="189" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Almeno in origine, quindi, <em>Sin T<span style="font-family: Arial, sans-serif">í</span>tulo</em> era uno dei tanti esempi di <strong><em>web-comic</em></strong> – cioè lavori grafici pubblicati esclusivamente <em>online</em> – che si sono moltiplicati negli ultimi anni. Le nuove tecnologie hanno permesso a chiunque di mettere a disposizione del pubblico le proprie realizzazioni, ma la grande abbondanza dell&#8217;offerta, peraltro non sempre di alta qualità, ha fatto sì che solo un numero esiguo di autori si sia veramente giovato di questa forma di distribuzione, sia a livello di notorietà, sia a livello economico. Per fare un esempio eclatante di successo nato dalla pubblicazione sul <em>web</em> si può ricordare l&#8217;americano <strong><a href="http://scottmccloud.com/" target="_blank">Scott McCloud</a></strong>, sempre attivissimo (e lodatissimo) con i suoi lavori tra il teorico e lo sperimentale. In Italia, non si può fare a meno di citare <strong>Zerocalcare</strong>, che deve molta della sua fama al <a href="http://www.zerocalcare.it/" target="_blank">blog</a> avviato nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cameron Stewart fa parte del ristrettissimo gruppo di autori che sono riusciti ad emergere, e aggiungerei con merito, dal <em>mare magnum</em> di internet</strong>. Il <em>graphic novel</em> ha infatti il potere di coinvolgere immediatamente il lettore e di tenerne sempre alta l&#8217;attenzione grazie ai continui colpi di scena. Il protagonista è Alex Mackay, un uomo che vive una vita monotona e insignificante, almeno fino alla scoperta della morte del nonno, avvenuta tempo prima ma mai notificata al nipote. Da questo fatto e dal conseguente ritrovamento di una fotografia che ritrae il defunto con una donna sconosciuta ha inizio una spirale inarrestabile di avvenimenti inspiegabili e di rivelazioni sconcertanti. Forse proprio per allontanarsi dalla propria deludente esistenza, <strong>Alex si tuffa a capofitto negli enigmi</strong> che emergono uno dopo l&#8217;altro, trascurando del tutto le sue attività quotidiane e trovandosi, in breve, senza più un lavoro né una compagna. Le nuove ed inaspettate avventure, che prendono presto <strong>una piega violenta e drammatica</strong>, costringono il protagonista a ripensare al proprio passato e alle scelte, spesso sbagliate, che lo hanno contraddistinto. <strong>All&#8217;assoluta chiarezza del tratto si contrappone l&#8217;oscurità della trama</strong>: la continua alternanza tra realtà e allucinazione fa presto perdere ogni certezza tanto ad Alex quanto al lettore. Non mancano alcune parentesi pienamente filosofiche, in cui vengono discusse questioni sempre attuali, come la differenza tra creazione e imitazione.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/sin-titulo-1.jpg"><img class="wp-image-1565 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/sin-titulo-1-300x222.jpg" alt="sin titulo 1" width="334" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>La struttura del fumetto è fortemente cinematografica</strong>: ogni pagina è suddivisa in una griglia di otto vignette delle stesse dimensioni, come in un rigoroso <strong><em>storyboard</em></strong>. La storia ha l&#8217;impianto di un film d&#8217;azione e di mistero, in cui più si prosegue e più si è mossi dal desiderio di sapere come finirà. Ed <strong>è forse proprio il finale a costituire il punto debole di tutta l&#8217;operazione</strong>: dopo molte pagine di piacevolissima tensione, la soluzione della vicenda appare un po&#8217; debole, anche se non priva di fascino. <strong>I paragoni tra il fumetto di Stewart e i film di David Lynch si sono sprecati</strong>, tuttavia mi pare che proprio <strong>il finale troppo esplicativo</strong> costituisca la differenza principale con il modello: il regista americano, infatti, non fornisce mai un chiarimento definitivo sugli enigmi di cui le sue pellicole sono disseminate, lasciando sempre aperto uno spazio di ambiguità. Qui invece compare un personaggio (non dico chi sia, niente <em>spoiler</em>) che, quasi svolgendo la funzione di <em>deus ex machina</em>, svela il segreto che ha mosso tutta la storia, <strong>escludendo di fatto ogni spiegazione alternativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Al di là di questo difetto – che per altri lettori potrebbe benissimo essere invece un pregio – il giudizio su <em>Sin T<span style="font-family: Arial, sans-serif">í</span>tulo</em> è certamente positivo: l&#8217;opera merita almeno una lettura, tanto più che è gratis!</p>
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		<title>Perché piace Zerocalcare</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 11:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo dell&#8217;amico Luca Palombo. È il fumettista italiano del momento. Un successo, il suo, dilagante e arrivato all&#8217;improvviso; lui stesso non si aspettava di riuscire a vendere centinaia di migliaia di copie dei suoi &#8220;disegnetti&#8221;. Lui è Zerocalcare (al secolo Michele Rech) che, a dirla tutta, il successo non se l&#8217;è nemmeno cercato. Ha lavorato per anni nel circuito invisibile dei centri sociali, disegnato fumetti su fanzine fotocopiate e locandine dei concerti punk hardcore, collaborato con riviste e giornali che non gli avrebbero mai dato visibilità. La sua prima vera produzione la deve al fumettista Makkox, che,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="R" class="cap"><span>R</span></span>iceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo dell&#8217;amico Luca Palombo.</p>
<p style="text-align: justify">È il fumettista italiano del momento. Un successo, il suo, dilagante e arrivato all&#8217;improvviso; lui stesso non si aspettava di riuscire a vendere centinaia di migliaia di copie dei suoi &#8220;disegnetti&#8221;. Lui è <strong>Zerocalcare (al secolo Michele Rech)</strong> che, a dirla tutta, il successo non se l&#8217;è nemmeno cercato. Ha lavorato per anni nel circuito invisibile dei centri sociali, disegnato fumetti su <em>fanzine</em> fotocopiate e locandine dei concerti punk hardcore, collaborato con riviste e giornali che non gli avrebbero mai dato visibilità. La sua prima vera produzione la deve al fumettista <strong>Makkox</strong>, che, dopo aver letto qualche sua sconosciuta storiella, lo ha spinto all&#8217;autoproduzione del primo libro, La profezia dell&#8217;armadillo, e all&#8217;apertura di un blog a fumetti.</p>
<p style="text-align: justify">Dal blog all&#8217;essere il più famoso fumettista italiano per Zerocalcare è stato un passo brevissimo. Perché? In fondo di blog e di autoproduzioni internet ne è pieno. Perché Zerocalcare piace a tutti quelli che lo leggono, è geniale, sa far ridere di gusto, il suo personaggio è genuino, impacciato, proiettato com&#8217;è nella cruda quotidianità. Chiunque legga le scapestrate avventure di Zerocalcare non può fare a meno di identificarsi in lui, nelle sue passioni e nelle sue manie. <strong>In tutti noi c&#8217;è un po&#8217; dello Zerocalcare perennemente indeciso</strong>, che non sa assumersi alcuna responsabilità, odia gli &#8220;accolli&#8221;, rimanda il più possibile gli impegni, si rimpinza di plumcake davanti alla tv. È voce di generazioni cresciute a suon di <strong><em>Street Fighter</em> e</strong> <em><strong>Star Wars</strong></em>, coscienza di chi ha colmato la crisi di valori con i videogiochi e le serie televisive americane; citazionismo e rivendicazioni sociali lo rendono qualcosa di simile a un&#8217;enciclopedia tribale.</p>
<p style="text-align: justify">La forza della comicità delle sue storie a fumetti è nella spassionata quotidianità in cui sono immerse; <strong>sullo sfondo c&#8217;è una Roma caotica</strong>, che scorre veloce e non sembra accorgersi delle cose importanti, dei dettagli. Il mondo di Zero è, al contrario, tutto nei dettagli, nei particolari che l&#8217;affogano e lo immobilizzano nella paranoia. La quotidiana routine è la più grande avventura in cui possano imbattersi tutti i protagonisti dei suoi fumetti. <strong>I personaggi sono caratterizzati così bene da fissarsi immediatamente nell&#8217;immaginario del lettore</strong>; la maggior parte di loro è associata ad una figura celebre, una star del cinema, della musica o, più spesso, dei cartoni animati anni ’80-&#8217;90. Per intenderci, una volta vista la madre di Zero nelle vesti di Lady Cocca di Robin Hood, difficilmente la si dimentica. Allo stesso modo di Secco resta impressa la scelleratezza delle sue scelte di vita, di Cinghiale le sue massime a dir poco imbarazzanti. Una menzione d’onore è doverosa per la spalla artistica di Zerocalcare, <strong>l’Armadillo</strong>. Non è altro che un amico immaginario, che, a fini narrativi, rappresenta la coscienza di Zero, ma che possiede una sua propria personalità; è burbero, misantropo e suscettibile, e nondimeno i suoi consigli cacciano il protagonista puntualmente in un nuovo guaio.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è di più; i fumetti fanno ridere, ma si portano dietro profonde riflessioni, che, alla fine &#8211; se non di ogni storia, quantomeno di ogni libro -, lasciano l&#8217;amaro in bocca. La sua è di quell&#8217;ironia sboccata e grossolana, ma a tratti tagliente, che catapulta il lettore di fronte alla realtà lasciandolo disarmato. La storyline dei suoi libri segue sempre la stessa falsariga: una serie di brevi racconti comici intrecciati a una trama principale che si snocciola lentamente e che conferisce all’insieme un impalpabile velo di mistero. Il linguaggio è un altro punto forte, lo slang che mescola di continuo romanesco e italiano risulta comunicativo e diretto, comico e popolare; ciò che Makkox ha definito <em>natural</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Zerocalcare piace sempre di più, alle fiere i suoi libri vanno a ruba, gli eventi a cui partecipa sono affollatissimi. Dal 2011 ad oggi ha pubblicato cinque libri a fumetti (editi da Bao Publishing), venduto oltre duecentomila copie e creato attorno a sé un&#8217;aura di popolarità degna di un Magnus o di un Leo Ortolani.</p>
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