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	<title>Torquemada &#187; Violenza</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>&#8220;Signore e signori, buonanotte!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 12:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Per una buffa coincidenza, la tanto discussa, folkloristica e giustamente vituperata apparizione televisiva dei parenti di Vittorio Casamonica nel salotto di Bruno Vespa ha coinciso per me con la visione di un film satirico degli anni ’70, da cui il mio breve articolo trae il suo titolo. Per questa ragione le righe che seguiranno non cercheranno di riassumere la peraltro ben nota vicenda dei funerali, definiti “principeschi” ma più simili a una sagra di paese, né di analizzare le responsabilità del sindaco, del questore o del parroco &#8211; che peraltro ha commentato, non senza uno sprazzo di &#8216;sense of humour':]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>er una buffa coincidenza, la tanto discussa, folkloristica e giustamente vituperata apparizione televisiva dei parenti di Vittorio Casamonica nel salotto di Bruno Vespa ha coinciso per me con la visione di un film satirico degli anni ’70, da cui il mio breve articolo trae il suo titolo.</p>
<p style="text-align: justify">Per questa ragione le righe che seguiranno non cercheranno di riassumere la peraltro ben nota vicenda dei funerali, definiti “principeschi” ma più simili a una sagra di paese, né di analizzare le responsabilità del sindaco, del questore o del parroco &#8211; che peraltro ha commentato, non senza uno sprazzo di &#8216;sense of humour': <em>“Se era un criminale tanto pericoloso potevano arrestarlo da vivo. Dovevo forse arrestarlo io, da morto?”</em>.<br />
<strong>Queste righe si propongono invece di fare alcune rapide osservazioni sulla società moderna attraverso un parallelismo con gli episodi del telegiornale satirico condotto dallo speaker Paolo T. Fiume</strong>, interpretato magistralmente da<strong> Marcello Mastroianni</strong> (un predecessore del Mentana comico di Maurizio Crozza, nomen omen?).</p>
<div id="attachment_2928" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/00962903.jpg"><img class="wp-image-2928 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/00962903-300x210.jpg" alt="00962903" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Mastroianni con Monica Guerritore nel ruolo dell&#8217;assistente del conduttore.</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>L’episodio che ha attirato dapprima la mia attenzione è quello degli onorevoli Lo Bove.</strong> Nel film lo speaker cerca di intervistare quattro politici napoletani che, curiosamente, hanno tutti lo stesso cognome ma negano recisamente di essere parenti e perfino di conoscersi. Ogni tentativo di porre loro delle domande sarà però vano, dal momento che lo speaker sarà continuamente interrotto dalle missive degli spettatori, infarcite di insulti &#8211; quelli sì che si evolvono nel tempo! &#8211; nei confronti dei politici, che peraltro considereranno folcloristico e colorito essere definiti “fetentoni” e “teste di ***”, e finiranno per mangiarsi a quattro palmenti, in senso proprio e figurato, (il plastico del)la città di Napoli. Non serve certo un’arguzia particolare per notare il collegamento con le tante mafie che infestano il nostro paese, di cui quella dei Casamonica non sembra nemmeno la più minacciosa e moderna, come ha sottolineato, tra gli altri, Vittorio Sgarbi.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo spezzone del film, dopo <strong>una bizzarra lezione di inglese un po’ osé</strong> (anche questo parametro possiamo confermare che si evolve!), ci rappresenta il surreale omicidio di un dignitario nero di fronte a un’ambasciata, perpetrato da un agente della CIA che finge nel frattempo di visitare la stanza di un modesto stabile della zona. La visita però è guidata dall’insegnante di inglese che si rivela anch’ella un’agente segreto della DIA, che elimina il collega che ormai sa troppe cose, ricordandoci che <strong>la violenza è “una lingua per tutti”</strong>. E come non ricordare, giusto per citare qualche esempio, l’omicidio di J.F. Kennedy, l’attentato alle Torri Gemelle, le extraordinary renditions perpetrate dalla CIA anche negli ultimi vent’anni?</p>
<div id="attachment_2929" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/Signoreesignoribuonanotte-Villaggio.jpg"><img class="wp-image-2929 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/Signoreesignoribuonanotte-Villaggio-300x159.jpg" alt="Signoreesignoribuonanotte-Villaggio" width="300" height="159" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo Villaggio imita Carl Schmitt, ma solo nel nome e nell&#8217;aspetto.</p></div>
<p style="text-align: justify">Ancora sulla violenza è, in un certo senso, incentrato l’episodio <em>“La bomba”</em>, che raffigura <strong>un presunto attentato a una caserma della polizia, a cui segue la scoperta che la tanto temuta bomba è in realtà la sveglia di un’anziana signora</strong>. I vertici della polizia però non vogliono assolutamente ammettere il proprio ridicolo errore, perché gli eventi della giornata stanno mutando in positivo il parere dell’opinione pubblica sull’operato delle forze dell’ordine. Di conseguenza si procurano un ordigno vero, ma saltano in aria nel tentativo di installarlo nella caserma. Certamente l’episodio si riferisce alle numerose stragi di (più o meno presunta o dimostrata) matrice terroristica, rossa e nera, degli anni di piombo, ma <strong>come non andare con la mente alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo sui recenti fatti della scuola Diaz, in cui gli agenti avevano nascosto armi e materiale esplosivo per giustificare a posteriori il proprio intervento violento?</strong> E come non ripensare con orrore alla ratio che la Corte Europea sembra aver rinvenuto in questi comportamenti, proprio quella di invertire la tendenza, trasmettendo un’immagine efficiente e forte, di forze dell’ordine con il pugno di ferro?</p>
<div id="attachment_2918" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/caserma-diaz.jpg"><img class="wp-image-2918 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/caserma-diaz-300x200.jpg" alt="caserma-diaz" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Gli eventi della scuola Diaz.</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>E che dire del <em>&#8216;disgraziometro&#8217; </em>?</strong> L’episodio mostra una trasmissione televisiva in stile Mike Bongiorno, in cui trionfa il concorrente che racconta con maggior dovizia di particolari le proprie sfortune e sofferenze esistenziali. Difficile, anche qui, non trovare delle somiglianze con la televisione trash di <em>“Chi l’ha visto?”</em>, Barbara D’Urso et similia. La realtà ha superato di gran lunga la fantasia e la parodia.<br />
Altri due episodi, <em>“Il personaggio del giorno”</em> e <em>“Il salone delle cariatidi”</em> tratteggiano l’uno, significativamente sottotitolato “Poco per vivere, troppo per morire”, la vita di stenti di un pensionato “normale”, interpretato da uno splendido Ugo Tognazzi, l’altro <em>“l’orgia del potere”</em> degli altrettanto anziani vertici dello stato e della Chiesa alla fantomatica “inaugurazione dell’anno pregiudiziario”.</p>
<p style="text-align: center"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='680' height='413' src='http://www.youtube.com/embed/ZfVB1ICIR-4?version=3&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=0&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0' allowfullscreen='true'></iframe></span>
<p style="text-align: justify">E se già è una conclusione inquietante da trarre, e non solo per i fautori delle “magnifiche sorti e progressive”, quella per cui la società di oggi sarebbe quasi perfettamente sovrapponibile a quella di quarant’anni fa, a questa conclusione inquietante si accompagna l’impressione che le recenti riforme della scuola, a cui ha fatto cenno (seppur en passant) Eugenio nel suo <a title="Prima di criticare la scuola di Gentile sciacquatevi… (i panni nell’Arno)" href="http://www.torquemada.eu/2015/09/14/scienzalive-contro-fusaro-prima-di-criticare-la-scuola-di-gentile-sciacquatevi-i-panni-nellarno/" target="_blank">articolo su Gentile</a>, debbano mirare ancora più in basso di quanto non sembri, per adeguarsi al “servizio pubblico” offerto dalla RAI e al suo target!</p>
<div id="attachment_2921" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/casamonica-porta-a-porta.jpg"><img class="wp-image-2921 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/09/casamonica-porta-a-porta-300x198.jpg" alt="Vera e Vittorino Casamonica a 'Porta a Porta'" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Un fotogramma della discussa puntata di &#8216;Porta a Porta&#8217;</p></div>
<p style="text-align: justify">Forse, più che Leopardi, aveva ragione <strong>Spengler</strong> quando riteneva incombente il <em>“Tramonto dell’occidente”</em>, e chissà che lo stesso titolo del film che mi ha ispirato non sia, in qualche modo, la previsione (o l’auspicio, seppur in tono semiserio) di una simile conclusione?</p>
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		<title>Milano devastata dall&#8217;Expo: May Day, May Day!</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 16:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
		<category><![CDATA[Black bloc]]></category>
		<category><![CDATA[No Expo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono tornato dal corteo di ieri pomeriggio con la testa macchiata di rosso, non certo per il sangue versato durante gli scontri con la polizia (che sono stati ben poca cosa nel complesso), ma per i brillantini colorati che mi ha versato addosso un&#8217;altra manifestante, come ricompensa cordiale per un volantino antispecista che le ho lasciato. Il corteo è stato immenso, gioioso, tumultuante. Un serpentone variopinto che ha attraversato il cuore di Milano da Piazza XXIV Maggio a Piazza Amendola, sotto gli occhi minacciosi degli elicotteri che lo sorvegliavano dall&#8217;alto, e dello smisurato schieramento di polizia che ad ogni svolta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>ono tornato dal corteo di ieri pomeriggio con la testa macchiata di rosso, non certo per il sangue versato durante gli scontri con la polizia (che sono stati ben poca cosa nel complesso), ma per i brillantini colorati che mi ha versato addosso un&#8217;altra manifestante, come ricompensa cordiale per un volantino antispecista che le ho lasciato. <strong>Il corteo è stato immenso, gioioso, tumultuante</strong>. Un serpentone variopinto che ha attraversato il cuore di Milano da Piazza XXIV Maggio a Piazza Amendola, sotto gli occhi minacciosi degli elicotteri che lo sorvegliavano dall&#8217;alto, e dello smisurato schieramento di polizia che ad ogni svolta ne monitorava il percorso (con transenne metalliche e furgoncini blindati, agenti-soldato equipaggiati come centurioni romani).</p>
<p style="text-align: justify">Migliaia di attivisti e simpatizzanti hanno sfilato in nome delle cause più nobili, uniti sotto il vessillo di chi si oppone all&#8217;Esposizione Universale. Non soltanto a quello che Expo rappresenta per il territorio lombardo in termini di sfruttamento dei lavoratori, cementificazione, grandi industriali, mafiosi e corrotti arricchiti et cetera, ma anche al sistema economico-produttivo di cui Expo 2015 si pone come la massima esaltazione e glorificazione: <strong>un&#8217;assurda mascherata auto-assolutoria in cui i principali responsabili della devastazione ambientale, delle diseguaglianze sociali, della cultura consumistica della predazione e del dominio (a livello planetario) si ripropongono con un sorriso di trovare da sè la soluzione a questi problemi che, per essere risolti, dovrebbero passare inevitabilmente sui loro cadaveri</strong>. Il discorso di Bergoglio &#8211; sulle radici strutturali dell&#8217;iniquità, sulla condizione delle donne, sulla tutela del pianeta, sul binomio pane-lavoro e sulla necessità di subordinare i mercati agli interessi della comunità &#8211; sarebbe davvero notevole (tra tante ipocrisie e cerimonie) se a pronunciarlo non fosse proprio il rappresentante di una delle istituzioni culturalmente e materialmente più colluse con la realtà che egli denuncia.<img class="size-medium wp-image-2551 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/05/intreccerai-lotte-630x250-300x119.jpg" alt="intreccerai-lotte-630x250" width="300" height="119" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Naturalmente la stampa è di parte e per coprire con una nube lacrimogena le ragioni di chi ieri è sces* in piazza si è concentrata esclusivamente sulla scaramuccia tra la polizia e i guerriglieri anarchici.</strong> Ebbene sì: nel tardo pomeriggio due macchine sono state incendiate, le vetrine di qualche banca infrante e già il giorno prima (al corteo degli studenti contro Expo) erano state lanciate palle di vernice contro i palazzi degli uffici di Expo. Ma è solo l&#8217;ignoranza delle motivazioni dei No Expo a suscitare l&#8217;indignazione della società perbenista. L&#8217;incapacità generale di distinguere un&#8217;azione di rivolta dal mero sfogo degli ultrà della domenica non sussisterebbe se vi fosse (oltre ad una maggiore cultura politica) una reale percezione della subdola gravità di quello che ci viene continuamente presentato come un grande evento benefico, patinato e luccicante.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La violenza contro beni o persone, in quanto atto liberante, non ha nulla di sbagliato di per sé</strong>: nessuno oggi si sognerebbe di criticare gesti di sabotaggio o vandalismo compiuti contro le sedi del regime fascista in Italia, durante il ventennio. Ugualmente, per salvare i prigionieri di un campo di concentramento (o di sterminio, come nel caso delle vacche e dei maiali che ogni giorno vengono trascinati al macello) dovremmo essere tutti d&#8217;accordo sull&#8217;opportunità di ricorrere alla violenza. Anche per rovesciare un sistema di rappresentanza politica marcio e inaffidabile, profondamente ingiusto, come è avvenuto a Parigi 226 anni fa con la rivoluzione francese, bisogna considerare la violenza uno strumento necessario e ben accetto.</p>
<p style="text-align: justify">Lo scontro con le forze dell&#8217;ordine (ma bisogna chiedersi: quale ordine?), preso atto dell&#8217;innocenza di gran parte degli agenti che per mestiere si trovano a contenere le pulsazioni di quella parte della società che non si è fatta assuefare alla retorica di Expo, non può essere letto a prescindere dalla consapevolezza del <strong>ruolo che la polizia ha sempre svolto nel mantenimento dello status quo e degli interessi dei più forti</strong>. Tanti italiani e italiane che si dicono feriti nel loro piccolo orgoglio patriottico dall&#8217;immagine che gli stessi giornalisti italiani (farabutti!) hanno voluto trasmettere della giornata di ieri, è dovuto solo all&#8217;incomprensione e all&#8217;indifferenza per la causa dei No Expo: sia di quelli che hanno scelto di manifestare pacificamente, sia di quelli che hanno aggredito fisicamente i luoghi simbolici del potere asfissiante a cui si ribellano. E&#8217; su questa incomprensione e questa indifferenza che occorre interrogarsi.</p>
<p style="text-align: justify">Probabilmente la massa degli astanti non prenderà parte fino a che non si scoprirà realmente lesa nei propri beni e nei propri interessi da Expo e dal suo corredo di multinazionali e potentati finanziari. Probabilmente non uscirà mai dall&#8217;ipnosi in cui attualmente si lascia cullare fino a che le condizioni economiche ed ecologiche non precipiteranno anche qui, nel vecchio continente. Probabilmente della violenza a fini politici andrebbe fatto un uso più accorto e mirato di quello dei cosiddetti balck bloc durante il corteo del primo maggio (pur così bello e festoso nell&#8217;insieme). L&#8217;unico dato a cui mi sento di non anteporre un &#8220;probabilmente&#8221; è la necessità di <strong>eludere la propaganda terroristica condotta in queste ore sui mezzi di comunicazione e di continuare ad operare per rimuovere quella pellicola di fumo e di caligine che ancora ottenebra lo sguardo di coloro non si sono resi conto della nocività del modello Expo</strong> e della violenza (quella sì intollerabile) delle sue implicazioni.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Per una critica di parte antispecista ad Expo 2015, rimando all&#8217;<a href="http://www.liberazioni.org/articoli/reggio_liberazioni20.pdf" target="_blank">articolo di Marco Reggio</a> pubblicato sul numero 20 della rivista Liberazioni. Segnalo inoltre questa sera al campeggio No Expo di Trenno la performance porno vegan &#8220;Vassoi Umani&#8221; a cura di Frangette Estreme &#8211; Liberati da Expo.</em></p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/05/expo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2547 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/05/expo1-212x300.jpg" alt="expo1" width="212" height="300" /></a></p>
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