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	<title>Torquemada &#187; ULD</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Animali e Filosofi all&#8217;Università Cattolica: i filmati della conferenza</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 12:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo i video della conferenza &#8220;Animali e filosofi&#8221; che si è tenuta all&#8217;Università Cattolica di Milano il 16 aprile 2015 e che abbiamo presentato precedentemente su questa rubrica. Cogliamo l&#8217;occasione per ringraziare ancora, oltre a tutt* i relatori e i partecipanti, gli amici e le amiche di ULD &#8211; Studenti di Sinistra, per l&#8217;aiuto che ci hanno dato nell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, Alessandra Picci per le riprese e Silvana Ferrara (di Oltre la Specie) per la locandina. L&#8217;incontro è stato presieduto dal Professor Massimo Marassi, Direttore del Dipartimento di filosofia dell&#8217;Università Cattolica. &#160; Dopo una breve introduzione è intervenuto per primo Enrico Giannetto (professore ordinario di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>egnaliamo i video della conferenza &#8220;Animali e filosofi&#8221; che si è tenuta all&#8217;Università Cattolica di Milano il 16 aprile 2015 e che abbiamo presentato <a href="http://www.torquemada.eu/2015/04/11/animali-e-filosofi-alluniversita-cattolica/" target="_blank">precedentemente su questa rubrica</a>. Cogliamo l&#8217;occasione per ringraziare ancora, oltre a tutt* i relatori e i partecipanti, gli amici e le amiche di <strong><em>ULD &#8211; Studenti di Sinistra</em></strong>, per l&#8217;aiuto che ci hanno dato nell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, <strong>Alessandra Picci</strong> per le riprese e <strong>Silvana Ferrara</strong> (di <em><a href="http://www.oltrelaspecie.org/" target="_blank">Oltre la Specie</a></em>) per la locandina. L&#8217;incontro è stato presieduto dal Professor <strong>Massimo Marassi</strong>, Direttore del Dipartimento di filosofia dell&#8217;Università Cattolica.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/animali_e_filosofi_1604_A4-WEB.jpg"><img class="size-medium wp-image-2380 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/animali_e_filosofi_1604_A4-WEB-212x300.jpg" alt="animali_e_filosofi_1604_A4-WEB" width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=DtFSPqT-cbU" target="_blank">Dopo una breve introduzione</a> è intervenuto per primo <strong>Enrico Giannetto</strong> (professore ordinario di <em>Storia del pensiero scientifico</em> presso l&#8217;Università di Bergamo), che ha proposto di distinguere non solo tra delle etno-filosofie, come già è stato fatto, ma anche tra delle vere e proprie speci-filosofie. Si tratta cioè di tener conto di come il modo di percepire e di vivere nel mondo (elaborando quindi una sorta di filosofia) differisca non solo a seconda di ciascuna popolo e civiltà, ma anche a seconda di ciascuna specie animale.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='680' height='413' src='http://www.youtube.com/embed/vylz2-JUXfo?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0' allowfullscreen='true'></iframe></span></p>
<p style="text-align: justify">Dopo di lui ha parlato <strong>Gianfranco Mormino </strong>(professore di <em>Storia della filosofia morale</em> presso l&#8217;Università degli Studi di Milano), che sulle orme di Montaigne ha discusso della relatività dei comportamenti umani nei confronti degli altri animali e della vacuità dell&#8217;idea di natura, quando la si voglia intendere in senso normativo: non bisogna commettere l&#8217;errore di rendere assoluti e meta-storici dei fatti che variano invece da cultura a cultura, come nel caso del consumo di carne.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='680' height='413' src='http://www.youtube.com/embed/P_j8QeKV2XI?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0' allowfullscreen='true'></iframe></span></p>
<p style="text-align: justify">Per terzo ha parlato il Professor <strong>Massimo Filippi </strong>(ordinario di <em>Neurologia </em>al San Raffaele di Milano e autore di numerosi volumi dedicati ai problemi dell&#8217;animalità e dello specismo): il suo intervento ha preso sagacemente le mosse dalla &#8220;paroletta e&#8221; che si pone di solito a separare, in maniera dicotomica, le categorie dell&#8217;umano e dell&#8217;animale (persino nel titolo della nostra conferenza, &#8220;Animali e filosofi&#8221;). Chiamando quindi in causa, tra gli altri, pensatori quali Jacques Derrida, Giorgio Agamben e Judith Butler, ha cercato di rendere ragione della complessità della cosiddetta questione animale e della luce inquietante che essa getta sulla struttura e i meccanismi della nostra società.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='680' height='413' src='http://www.youtube.com/embed/XW5UeA48nbU?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0' allowfullscreen='true'></iframe></span></p>
<p>Durante il dibattito conclusivo hanno preso la parola i Professori dell&#8217;Università Cattolica <strong>Roberto Diodato </strong>(<em>Estetica</em>), <strong>Mariachiara Tallacchini</strong> (<em>Filosofia del Diritto</em>) e <strong>Franco Riva</strong> (<em>Etica Sociale e Antropologia Culturale</em>), che hanno gentilmente accettato di presenziare al nostro incontro: l&#8217;ultimo filmato, comprendente le loro domande e osservazioni e le risposte che i relatori hanno dato loro, sarà pubblicato qui sotto appena sarà disponibile online.</p>
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		<title>Expo-entusiasti, Expo-critici, Expo-clasti</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 17:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
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		<description><![CDATA[A questo link è disponibile la registrazione della conferenza che abbiamo organizzato all&#8217;Università Cattolica di Milano il mese scorso, in collaborazione con il gruppo ULD &#8211; Studenti di Sinistra. Purtroppo mancano i minuti iniziali in cui gli studenti e la prorettrice dell’Università Cattolica, Antonella Sciarrone Aldibrandi, hanno introdotto l’argomento. Si può ascoltare però tutta la parte successiva in cui hanno parlato il Professor Pier Sandro Cocconcelli (00.00.30), ordinario di Microbiologia degli alimenti e direttore del progetto Expo Lab UCSC; Alberto di Monte – detto Abo – (00.24.00), attivista della rete No Expo; Roberto Maggioni (00.54.45), giornalista di Radio Popolare e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="A" class="cap"><span>A</span></span> questo <a href="http://lnx.oltrelaspecie.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/No_Expo_UniCatt_27mag2015.mp3" target="_blank">link </a>è disponibile la registrazione della conferenza che abbiamo organizzato all&#8217;<strong>Università Cattolica di Milano</strong> il mese scorso, in collaborazione con il gruppo <strong>ULD &#8211; Studenti di Sinistra</strong>.</p>
<p>Purtroppo mancano i minuti iniziali in cui gli studenti e la prorettrice dell’Università Cattolica, <strong>Antonella Sciarrone Aldibrandi</strong>, hanno introdotto l’argomento. Si può ascoltare però tutta la parte successiva in cui hanno parlato il Professor <strong>Pier Sandro Cocconcelli</strong> (00.00.30), ordinario di Microbiologia degli alimenti e direttore del progetto <em>Expo Lab UCSC</em>; <strong>Alberto di Monte</strong> – detto Abo – (00.24.00), attivista della <a href="http://www.noexpo.org/">rete No Expo</a>; <strong>Roberto Maggioni</strong> (00.54.45), giornalista di <em>Radio Popolare</em> e coautore – insieme ad Abo e altri – di <a href="www.agenziax.it/expopolis" target="_blank"><em>Expopolis</em></a>, e infine <strong>Ester Castano</strong> (01.02.00) de <em>Il Fatto Quotidiano</em>, di cui è attesa a breve la pubblicazione di un libro sui numerosi casi di malaffare legati ad Expo. Seguono alcune domande dal pubblico e il dibattito tra i relatori.</p>
<p>Coerentemente con quanto abbiamo fatto fin’ora su questa rubrica, crediamo opportuno dare spazio ad una riflessione che interpelli la realtà nella sua interezza, senza separare un discorso politico legato alla sfera dell’umano da uno invece che riguarda strettamente gli altri animali e la loro liberazione. In questo senso si chiarisce il nostro interesse per un tema come Expo 2015, che potrebbe sembrare altrimenti fuori luogo rispetto alle tematiche e alle prerogative dell’animalismo classico. Questo vale a maggior ragione se si considera che avevamo invitato all’incontro del 27 maggio anche Marco Reggio, uno dei rappresentanti di <em>Oltre la Specie</em>, come voce autorevole sulle intersezioni che sono emerse e si sono venute a creare all’interno della rete No Expo tra i movimenti di opposizione al capitalismo, al sessismo e allo specismo (si veda per esempio il suo articolo sulla rivista <a href="www.liberazioni.org/articoli/reggio_liberazioni20.pdf" target="_blank">Liberazioni</a>). <strong>A Marco, come ad altri due attivisti No Expo (Luca Trada e Massimiliano Goitum), è stato scandalosamente negato il permesso di partecipare alla conferenza dal personale amministrativo dell’Università, in quanto è stato considerato non pertinente o evidentemente disturbante un loro contributo</strong>. Abbiamo deciso di realizzare ad ogni modo la conferenza, per non precludere agli studenti e alle studentesse interessati la possibilità di assistere ad un momento di approfondimento e discussione su Expo 2015, nel loro stesso Ateneo, che per la prima volta lasciasse il campo ad una critica del grande evento e non fosse teso piuttosto alla sua promozione.</p>
<p>L’intento degli organizzatori era quello di superare l’empasse di un mero bisticcio tra Expo-entusiasti ed Expo-scettici: i primi sicuri della buona riuscita del maxi-evento, delle sue ripercussioni positive sul territorio, della buona fede dei promotori e degli sponsor rispetto al tema che si sono dati, i secondi (quei brontoloni) che additano con sdegno il ritardo nei lavori, l’impatto negativo che Expo ha sulla città di Milano, la corruzione politica e le infiltrazioni mafiose. Si sperava piuttosto di instaurare un dialogo più serio tra coloro che vedono in Expo il simbolo di un sistema politico ed economico negativo di per sé (potremmo definirli gli Expo-critici o Expo-clasti addirittura, quando non disdegnano le azioni di protesta violenta) e quei buontemponi raggianti di retorica renziana e ottimismo liberal progressista, che potremmo definire gli Expo-entusiasti. Insomma, <strong>a prescindere dal</strong><strong>le rivendicazioni sindacali, dalla cronaca giudiziaria e dalla critica agli effetti collaterali di Expo (per quanto nefasti), si voleva aprire un confronto sulla natura e il significato profondo di un evento come questo, che a partire dallo slogan “Nutrire il pianeta, energia per la vita” esalta dei rapporti di potere e un sistema di produzione che inquinano il pianeta, ne spossano le risorse, affamano i popoli e sfruttano i corpi dei lavoratori (umani e non)</strong>. Da questo punto di vista, si può affermare che l&#8217;obiettivo prefissato per la conferenza del 27 sia stato in buona parta mancato. Essa mantiene comunque un suo valore se inserita in quella catena di incontri che si stanno tenendo dopo la disfatta del primo maggio (e l’idiozia degli spazzini, il 2 maggio) al fine di sostenere, dare nuovo slancio e coesione alle varie anime della rete No Expo. A questo proposito segnaliamo gli eventi organizzati presso il teatro Verdi e il parco Baden Powell di Milano, rispettivamente stasera e domani, che si trovano descritti a questo <a href="http://cox18.noblogs.org/post/2015/05/26/il-primo-maggio-di-milano/" target="_blank">link</a>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/verdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-2791 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/verdi-212x300.jpg" alt="verdi" width="212" height="300" /></a></p>
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		<title>Animali e Filosofi all&#8217;Università Cattolica</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 17:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>er dirla col signor Paleari, de <em>Il fu Mattia Pascal</em>, che farebbe l&#8217;Oreste di Sofocle se mentre si accinge a compiere l&#8217;atto supremo della sua vendetta, uccidendo la madre che ha ucciso suo padre, il fondale del teatro d&#8217;un tratto si strappasse e insieme ad esso si sfaldasse tutto quell&#8217;universo di valori che muove il braccio dell&#8217;eroe e lo spinge a portare a termine i suoi propositi omicidi? Non rimarrebbe Oreste basito e interdetto, messo di fronte alla necessità di rivedere tutti i presupposti che riempiono di significato la sua azione, ora che il contesto è stato stravolto e al tempo stesso ingigantito? Da quando all&#8217;umanità sono state inferte quelle <strong>tre ferite narcisistiche</strong> (per mano rispettivamente di Copernico, Darwin e Freud) che le impediscono di continuare a pensare se stessa al centro dell&#8217;universo, separata ontologicamente e cognitivamente dalla schiera multiforme degli altri abitanti di questo pianeta, la questione dei nostri rapporti con le diverse specie animali non è mai stata radicalmente messa in discussione: o meglio, ad una sua (recente) messa in discussione non è corrisposta una doverosa presa di coscienza collettiva e una seria ricaduta nella prassi. Pratiche di dominio e un&#8217;ideologia autogiustificante ben consolidate nel corso della storia hanno permesso che cambiando tutto, tutto rimanesse come prima. Ieri come oggi,<strong> &#8220;gli animali&#8221; sono trattati e percepiti alla stregua di mezzi in balia dei bisogni e degli interessi umani. Qualsiasi modalità alternativa di convivenza è rigorosamente relegata al campo dell&#8217;utopia.</strong></p>
<p>Il titolo dato alla conferenza che si terrà all&#8217;<strong>Università Cattolica di Milano questo giovedì alle 17</strong>, &#8220;Animali e Filosofi&#8221;, lungi dal voler rappresentare un&#8217;offesa alla dignità dei relatori che vi parteciperanno, si riferisce al contrario alla banale considerazione secondo cui tutti i filosofi sono innanzitutto esseri umani e tutti gli esseri umani, prima ancora, devono per forza essere animali (sempre che le teorie evoluzionistiche meritino una qualche stima da parte nostra). <strong>Enrico Giannetto</strong>, Professore di Filosofia Contemporanea e di Storia del Pensiero Scientifico all&#8217;Università di Bergamo, <strong>Gianfranco Mormino</strong>, Professore di Storia della Filosofia Morale all&#8217;Università di Milano e <strong>Massimo Filippi</strong>, Professore di Neurologia al San Raffaele e filosofo antispecista interverranno in questo incontro dedicato ai temi dell&#8217;antropocentrismo e dell&#8217;animalità. Il dibattito sarà presieduto dal Professor <strong>Massimo Marassi</strong>, Direttore del Dipartimento di Filosofia dell&#8217;Università Cattolica, e vi prenderanno parte anche altri docenti dell&#8217;Ateneo tra cui <strong>Lucia Urbani Ulivi</strong> (Filosofia della Mente), <strong>Roberto Diodato</strong> (Estetica), <strong>Mariachiara Tallacchini</strong> (Filosofia del Diritto) e <strong>Franco Riva</strong> (Etica Sociale e Antropologia Culturale). L&#8217;evento sarà aperto al pubblico, anche se in caso di esaurimento posti la priorità sarà data agli studenti e alle studentesse universitari.</p>
<p>Si considera specista il pensiero di chi legittima la discriminazione, lo sfruttamento e la violenza su animali di altre specie in base alle mancanze che le contraddistinguono rispetto a quella umana, secondo un ragionamento appunto prettamente antropocentrico. Le nozioni di specismo e antispecismo nascono in filosofia in ambito anglosassone, negli anni Settanta del Novecento, coniate sui concetti affini di razzismo e antirazzismo, sessismo e antisessismo. Da allora sono stati tentati approcci interpretativi anche molto lontani dall&#8217;utilitarismo di Peter Singer e dal giusnaturalismo di Tom Regan (considerati i due apripista dell&#8217;antispecismo), spaziando &#8220;dall&#8217;hegelo-marxismo alla fenomenologia e all’ermeneutica, dal pensiero della differenza al postumanismo&#8221;. Nei limiti di tempo che saranno dati, <strong>questi tentativi di criticare e superare il baratro culturale e materiale che si è spalancato a separare l&#8217;umano dal resto del vivente saranno affrontati e discussi all&#8217;incontro di giovedì, che è stato organizzato dai rappresentanti degli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia con il gruppo ULD – Studenti di Sinistra e la redazione della rivista Torquemada.</strong></p>
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