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	<title>Torquemada &#187; Tecnologia</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Il futuro non è la prossima settimana.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 13:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Taurino]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Se nel lungo periodo saremo tutti morti, nel breve invece siamo tutti invalidi resi ciechi da irrefrenabile impazienza. Osservando il susseguirsi di dichiarazioni sull’andamento della economia europea, sembra quasi di guardare un film di Charlie Chaplin: ognuno degli attori va in giro meccanicamente e senza la minima idea di ciò che fa. Ci sono poi i commenti dei “comuni mortali”, di chi legge il giornale e ascolta il telegiornale  e comprende, forse, un terzo di ciò che succede. Ma si sa, “gli italiani sono tutti allenatori” a tavola. Allora, lungi, dal volerci assurgere a demiurgo della economia europea o,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>e nel lungo periodo saremo tutti morti, nel breve invece siamo tutti invalidi resi ciechi da irrefrenabile impazienza. Osservando il susseguirsi di dichiarazioni sull’andamento della economia europea, sembra quasi di guardare un film di Charlie Chaplin: ognuno degli attori va in giro meccanicamente e senza la minima idea di ciò che fa.</p>
<p style="text-align: justify">Ci sono poi i commenti dei “comuni mortali”, di chi legge il giornale e ascolta il telegiornale  e comprende, forse, un terzo di ciò che succede. Ma si sa, “gli italiani sono tutti allenatori” a tavola.</p>
<p style="text-align: justify">Allora, lungi, dal volerci assurgere a demiurgo della economia europea o, peggio, di quella italiana, ci avventuriamo nella lettura di qualche scritto di “addetti ai lavori” e cerchiamo di capire cosa succede se il futuro è adesso, quando parliamo di investimenti e innovazione.</p>
<p style="text-align: justify">Partiamo da un lavoro del 2011 a firma di Andrew Haldane, chief economist della Banca di Inghilterra, e del suo collega Richard Davies. Da una robusta analisi su dati panel dal 1980 al 2009, i due economisti dimostrano come in ambito finanziario la visione a breve termine sia statisticamente ed economicamente significativa. Nel periodo in esame, infatti, nel Regno Unito e negli USA, i cash-flow a cinque anni sono scontati a tassi più appropriati per quelli a otto anni; i cash-flow a dieci anni vengono valutati come se fossero a 16 e quelli a più di 30 anni sono scarsamente valutati.  Il lungo è breve. Le scelte finanziarie, come altre scelte di vita, vengono sintonizzate su lunghezze d’onda più corte. Gli autori utilizzano una metodologia basata sul modello tradizionale di analisi costi-benefici e “equity pricing”. La presenza di logica di breve termine significherebbe che gli agenti scontano eccessivamente i  flussi di cassa futuri. Gli investimenti non vengono intrapresi, anche se il tasso di sconto (dopo aver incluso il premio di rischio) suggerisce l’opportunità razionale di investire in una determinata azienda.</p>
<p style="text-align: justify">Tralasciando di addentrarci nelle cause di questo comportamento, ci preme sottolineare quanto i due economisti concludono: anche piccoli eccessi di attualizzazione possono avere grandi effetti cumulativi. In questo modo, sia gli investimenti che la crescita si smorzano.</p>
<p style="text-align: justify">Questa logica del venture capital è alla base dell’operazione di smantellamento del mito che lo vede foriero di imprese innovative, nonché della sua capacità di generare crescita, portata avanti dalla economista Mariana Mazzucato nel suo bel libro “Lo Stato innovatore”. In realtà, anche altri economisti sottolineano come l’orizzonte del venture capital sia quello della “uscita anticipata” dall’investimento, a causa degli onorari di gestione e delle gratifiche incassate in caso di rendimenti elevati. Quindi la maggior parte dei finanziamenti, soprattutto in settori di ricerca e sviluppo, si concentra su progetti che prevedono di arrivare alla fase di commercializzazione della “scoperta” entro i tre, cinque anni (Gosh e Nanda, 2010). Tuttavia, in alcuni settori come ad esempio quello biotecnologico o energetico, l’arco temporale richiesto dal processo di esplorazione scientifica è più ampio, oltre a richiedere la disponibilità ad accettare un insuccesso.</p>
<p style="text-align: justify">Esattamente il contrario di quanto avvenuto progressivamente nelle ultime decadi, stando a Lazonick e Mazzucato (2013), che dimostrano come la cosidetta “finanziarizzazione” della economia sia dovuta a un eccesso di speculazione e in particolar modo a due fattori. Il primo riguarda la tendenza del settore finanziario a cedere prestiti a se stesso, piuttosto che alla “economia reale”.<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>Il secondo concerne una eccessiva concentrazione di finanziamenti ad opera delle grandi corporation in attività altamente profittevoli nel breve periodo &#8211;  acquisizioni e fusioni (M&amp;A) &#8211; contemporaneamente ad un progressivo disimpegno in attività redditizie sul lungo periodo come ricerca e sviluppo (R&amp;D).</p>
<p style="text-align: justify">In questo modo, la finanza non è né lo “schumpteriano” eforo del capitalismo, né il settore privato gioca il suo ruolo di investitore a la Keynes. In sostanza, banche e fondi di venture capital sono diventati “risk-averse”.  Un recente studio del Mit (2013) fa notare come il problema reale nel campo della innovazione sia la mancanza di un settore privato interessato a investire prepotentemente in ricerca e sviluppo. Al contrario di quanto accadeva negli anni ’60 all’interno di aziende come Xerox, Bell e altre, oggi esiste un vuoto spaventoso di laboratori di ricerca all’interno delle grandi corporations.</p>
<p style="text-align: justify">Questo accade in virtù della miopia da “breve termine” del settore e della visione del venture capital focalizzata sulla “uscita” entro tre anni, solitamente attraverso una offerta pubblica iniziale (IPO) (Lazonick and Tulum, 2011). Tuttavia, questo modo di agire, questo tipo di finanza può servire a sviluppare quelli che Mazzucato chiama “gadgets”, ovvero prodotti che si basano sull’assemblaggio di tecnologia già esistente (famoso è, nel libro, l’esempio dell’iPhone), ma certamente non serve a generare le “onde lunghe” del futuro.</p>
<p style="text-align: justify">Le ricette per cambiare questo modo di agire vanno da una maggiore trasparenza, una governance più forte, cambiamenti negli incentivi e nelle remunerazioni degli executive manager (Mazzucato fa notare come le stock option siano uno degli strumenti più adatti a questo tipo di finanza dall’occhio corto), fino a tasse e sussidi, laddove necessario.</p>
<p style="text-align: justify">Non è una questione di quantità degli investimenti, secondo Mazzucato, quanto la qualità di questi. In tempi di quantitative easing da parte della BCE e di “tesoretto” da spendere per il governo italiano, riteniamo che una strategia mirata da navigante con la bussola ben orientata sia essenziale. La Germania ha lavorato bene e predicato male. Dovremmo guardare a cosa ha fatto, più che soffermarci su cosa dice. Investire in settori strategici, che definiscono l’orizzonte del futuro piuttosto che quello dell’uscio di casa.</p>
<p style="text-align: justify">E’ difficile vincere il futuro, se pensiamo esso sia la prossima settimana.</p>
<p style="text-align: justify">Serena Fiona Taurino</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Per “economia reale”, si intende crescita produttiva sia nel settore manifatturiero che dei servizi, e creazione di nuovi posti di lavoro.</p>
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		<title>GALAXY S6, LA RIVOLUZIONE DISCRETA.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 11:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la presentazione a Barcellona si avviano alla commercializzazione i grandi protagonisti, analizziamo il più interessante. L&#8217;S6. Perché è il più interessante? Perché segna la svolta di Samsung per il suo Top di gamma. Dopo aver provato ad introdurre lentamente materiali come l&#8217;alluminio sui suoi terminali, iniziando con il Galaxy Alpha (sovraprezzato, e per questo &#8220;quasi-fantasma&#8221; nel mercato) e poi ancor più di recente sul Note 4 e la linea A, porta questi cambiamenti anche sull&#8217;S6. Abbandono della tanto vituperata plastica e passaggio ad alluminio per i bordi, che ricordano un po&#8217; quelli di iPhone. Addio al design cerottato del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>opo la presentazione a Barcellona si avviano alla commercializzazione i grandi protagonisti, analizziamo il più interessante. L&#8217;<strong>S6</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Perché è <strong>il più interessante</strong>? <strong>Perché segna la svolta di Samsung per il suo</strong> <strong>Top di gamma</strong>. Dopo aver provato ad introdurre lentamente materiali come l&#8217;alluminio sui suoi terminali, iniziando con il Galaxy Alpha (sovraprezzato, e per questo &#8220;quasi-fantasma&#8221; nel mercato) e poi ancor più di recente sul Note 4 e la linea A, porta questi cambiamenti anche sull&#8217;S6.<br />
<strong>Abbandono della tanto vituperata plastica e passaggio ad alluminio per i bordi, </strong>che ricordano un po&#8217; quelli di iPhone. <strong>Addio al design cerottato del posteriore, per un disegno morbido e allo stesso tempo affilato, grazie all&#8217;uso del vetro per la back cover e della fotocamera sporgente</strong>. Contribuisce alla pulizia delle linee del posteriore anche la scomparsa dello speaker, che passa sul bordo inferiore dello smartphone, finalmente.</p>
<div id="attachment_2348" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/galaxy-s6-galaxy-s5-atras.jpg"><img class="size-full wp-image-2348" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/galaxy-s6-galaxy-s5-atras.jpg" alt="S6 a sinistra e S5 con design &quot;cerottato&quot; a destra" width="628" height="562" /></a><p class="wp-caption-text">S6 a sinistra e S5 con design &#8220;cerottato&#8221; a destra</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>Spazio, oltre ai materiali nobili, anche ad una nuova versione, l&#8217;Edge, che presenta uno schermo con doppia curvatura ai lati</strong>. Quest&#8217;ultima novità poteva certamente essere sfruttata meglio da Samsung, ad esempio come sul Note Edge, che si limita invece a 2 o 3 funzioni che utilizzano questa innovazione. <strong>Bruttino invece il sensore per i battiti cardiaci, integrato insieme al Flash singolo della fotocamera</strong>.</p>
<div id="attachment_2349" style="width: 1930px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/1_edge_pc.jpg"><img class="size-full wp-image-2349" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/1_edge_pc.jpg" alt="S6 Edge nei colori Oro e Blu" width="1920" height="1026" /></a><p class="wp-caption-text">S6 Edge nei colori Oro e Blu</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>Se dal punto di vista estetico i passi avanti sono stati sostanziali, lo stesso non si può dire per alcune <em>feature</em> presenti su S5 ma eliminate su S6, come, ad esempio, l&#8217;impermeabilità e la memoria espandibile.</strong><br />
L&#8217;impermeabilità probabilmente verrà riportata in gamma attraverso una versione Active (come accadde per S4). Gamma che quindi sarà più frammentata che mai, essendo quasi sicura la versione Mini, e che conterà quindi 4 dispositivi della<strong> famiglia S6 (Flat, Edge, Active e Mini)</strong>.<br />
Si può dire che Samsung ha tratto ispirazione da Apple, purtroppo, per quanto riguarda l&#8217;assenza della memoria espandibile, andando quindi a creare smartphone con 32 o 64 Gb di memoria integrata.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Altra novità è l&#8217;abbandono della piattaforma Qualcomm in favore di quella Exynos, di proprietà Samsung, per il processore</strong>. Abbiamo un <strong>Exynos 7420 con un Quad-core 1.5 GHz Cortex-A53</strong> più un <strong>Quad-core 2.1 GHz Cortex-A57</strong> corredato da <strong>3 GB di RAM</strong>. <strong>L&#8217;Exynos 7420 è quindi un octa-core che sfrutta il processo di produzione a 14 nanometri 3D FinFET, che permette un minor consumo energetico del chip stesso. Lo schermo è una unità Super Amoled da 5,1&#8243; con risoluzione QHD</strong>.<br />
Le novità introdotte giustificano o almeno danno un senso ad <strong>un prezzo più alto del solito, da 739€ per il Flat da 32 Gb fino ai 999€ della versione Edge 64GB</strong>. Quasi sicuramente però i prezzi online subiranno un<strong> rapido calo</strong>, come è accadut<span class="anchor"><a name="cut"></a></span>o per i modelli precedenti.<br />
L&#8217;S6 quindi spazza via il passato e cerca di recuperare il terreno perso con l&#8217;S5, soprattutto a causa del design e della pesantezza della Touchwiz, adesso migliorata proprio per il lancio di S6. Ma <strong>rispetto ad S5 trova concorrenti meno agguerriti, complici gli errori fatti da HTC con l&#8217;M9 e da Qualcomm con il suo Snapdragon 810, che sembrerebbe avere non pochi problemi, e l&#8217;assenza del G4 di LG che sarà lanciato prossimamente</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/galaxys6-18.0.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/galaxys6-18.0.png" alt="galaxys6-18.0" width="2040" height="1360" /></a></p>
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		<title>H2O: quando diamo per scontato un diritto da difendere</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 11:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Speroni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hai mai pensato all’acqua come ad un diritto inalienabile? Il 22 marzo è stato il “World Water Day”: ricordiamoci dell’acqua, bene insostituibile. “L’acqua pura per bevanda… sconviene, perché questa è troppo poco stimolante, mette troppa mollezza e rilassatezza nei corpi e troppi sudori facilita”. Questa è la balzana idea sostenuta da Domenico Cervesi, ahimè ancora a metà del 1800, quando si pensava che il vino fosse la bevanda ideale, da preferire, e si continuava imperterriti a credere che l’acqua fosse fonte di gravissime malattie. Infatti, mentre i romani trascorrevano le loro giornate alle terme, tra bagni e saune, i medioevali sono stati i]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify" align="CENTER"><span title="H" class="cap"><span>H</span></span>ai mai pensato all’acqua come ad un diritto inalienabile? Il 22 marzo è stato il “<strong>World Water Day</strong>”: ricordiamoci dell’acqua, bene insostituibile.</p>
<p style="text-align: justify">“L’acqua pura per bevanda… sconviene, perché questa è troppo poco stimolante, mette troppa mollezza e rilassatezza nei corpi e troppi sudori facilita”. Questa è la balzana idea sostenuta da Domenico Cervesi, ahimè ancora a metà del 1800, quando si pensava che il vino fosse la bevanda ideale, da preferire, e si continuava imperterriti a credere che l’acqua fosse fonte di gravissime malattie. Infatti, mentre i romani trascorrevano le loro giornate alle terme, tra bagni e saune, i medioevali sono stati i primi a temere l’acqua e a non usarla affatto, preferendo vivere tra pulci e pidocchi, certo, ma vivere. Perchè per loro <strong>acqua significava: veleno micidiale.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Che dire di Versailles, 1700? <strong>Lì l’acqua era tabù</strong>, le donne si lavavano (forse) una volta all’anno, indossavano parrucche per intrappolare i tanti parassiti annidati tra i capelli e si cospargevano di profumi e oli con la speranza di nascondere il proprio odore nauseabondo.</p>
<p style="text-align: justify">E pensare che oggi, invece, l’acqua è definita <strong>“oro blu”</strong>, il <strong>“nuovo petrolio”</strong> e ci sono anche molte guerre, soprattutto nell’America Latina, che hanno come oggetto del loro contendere questo composto, il più semplice e il più versatile dell’Universo, due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, la molecole alla base della vita, che gli scienziati cercano sugli altri pianeti. L’acqua è l’ “ingrediente” principale del nostro corpo, un uomo può vivere circa un mese senza mangiare nulla, ma non può sopravvivere più di due giorni senza bere.<br />
<strong>Usiamo l’acqua in qualsiasi nostra attività</strong>: la beviamo, ci laviamo, cuciniamo, puliamo le nostre case, la usiamo per irrigare i campi e nei processi industriali. Ogni anno i consumi aumentano ed è un’escalation che non conosce limiti, anche se questo vale soltanto nei paesi ricchi, non in quelli del terzo mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, infatti, al giorno d’oggi ancora <strong>molte persone non hanno la possibilità di servirsi di acqua potabile</strong>; in Asia e Africa sono milioni i bambini che muoiono ogni anno perché si ammalano dopo aver bevuto acqua sporca … O per non averne bevuto abbastanza.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2376 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua2-300x199.jpg" alt="artacqua2" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia, nei paesi industrializzati, <strong>l’acqua continua ad essere un business</strong> e se sulla carta, la Risoluzione ONU del 2010, <strong>il diritto all’acqua è un diritto umano universale e inalienabile</strong>, non lo è poi nei fatti, dato che l’acqua viene trattata al pari di una qualsiasi merce che crea mercato e guadagno.<br />
Levissima, Ferrarelle, Boario, Sant’Anna, Panna, Fiuggi… l’acqua in bottiglia muove un giro d’affari di centinaia di miliardi di euro, soprattutto in Europa, specialmente in Italia, anche se l’acqua del rubinetto è altrettanto buona e fa bene anche al portafoglio.</p>
<p style="text-align: justify">L’acqua è sempre più scarsa, più inquinata, più rara e se si vuole garantire a tutti l’accesso all’acqua potabile lo si può fare lottando per <strong>arrestare i processi di privatizzazione e mercificazione e mettendosi in gioco per rendere l’acqua un vero bene comune, equamente condiviso.</strong><br />
Condivisione: questa è la parola chiave. Creare, omogeneità tra i consumi permetterebbe di evitare, in futuro, gravi problematiche legate alla reperibilità di acqua potabile.<br />
Al giorno d’oggi, invece, esistono solo grandi squilibri: si va dai 4/5 litri che un italiano fa scorrere per lavarsi i denti, al litro di acqua circa che i nomadi dei deserti del mondo si fanno bastare per una intera giornata.</p>
<p style="text-align: justify">La nostra nazione è, infatti, tra i <strong>maggiori consumatori di acqua potabile</strong> e un italiano su due compra ancora acqua in bottiglia, con la convinzione che abbia un sapore migliore… e per abitudine.<br />
Sfortunatamente non esiste un’altra alternativa: il primo passo avanti per migliorare le cose si può fare solo se si è disposti in primo luogo a cambiare se stessi, le proprie consuetudini, il proprio modo di pensare e a mobilitarsi per salvare questo bene partendo dal semplice gesto di chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2377" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua3-300x224.jpg" alt="artacqua3" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify">In Italia, poi, le produzioni agricole assorbono circa il 70% dei consumi, ma purtroppo è tanta l’acqua che fuoriesce dagli impianti e non raggiunge i campi. Per tagliare queste perdite si potrebbero usare <strong>nuovi sistemi di irrigazione</strong>, come quello “goccia a goccia”, grazie al quale si fornisce acqua in quantità precise alle singole piante.<br />
Nel settore secondario, invece, si potrebbe puntare su riciclaggio e riutilizzo dell’acqua impiegata nei processi industriali, che viene normalmente scaricata come rifiuto.</p>
<p style="text-align: justify">Andando avanti di questo passo stiamo rischiando di arrivare, nel 2020, con tre miliardi di persone senza accesso all’acqua potabile e allora dovremo <strong>sviluppare sistemi nuovi per la depurazione e desalinizzazione dell’acqua di mare</strong>, che ci costeranno miliardi e miliardi di euro e metteremo ancor più in crisi la nostra economia già seriamente ammalata.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La nostra civiltà di consumi si sta trasformando in quella degli sprechi</strong>, a partire da quel bene prezioso e sempre più raro che è l’ “oro blu”. Se le cose non cambieranno subito e in fretta fra pochi anni il vero problema non sarà la scarsità di cibo… ma di acqua.</p>
<p style="text-align: justify">Rischierà l’estinzione?</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2375" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua1-300x250.jpg" alt="artacqua1" width="300" height="250" /></a></p>
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		<title>Consigli per gli acquisti capitolo II</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2015 12:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>
		<category><![CDATA[Zenfone 5]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver analizzato la fascia più bassa, passiamo a quella tra i 100 e i 200€. Qui le cose si fanno più difficili, perché in questo differenziale di prezzo sono presenti terminali di fascia bassa e fascia media, ma anche qualche ex-top di gamma aggiornato. I terminali consigliati sono acquistabili in una qualsiasi catena di negozi oppure online su siti consigliati(come Amazon o gli Stockisti) e sono questi (in ordine di prezzo crescente): -Microsoft Lumia 535 -Honor (by Huawei) 3C -Asus Zenfone 5 -Motorola Moto G (II Generazione) -Samsung Galaxy S3 Neo -Nokia Lumia 735 (o 730) Il Lumia 535 si propone]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>opo aver analizzato la fascia più bassa, passiamo a quella tra i 100 e i 200€. Qui le cose si fanno più difficili, perché in questo differenziale di prezzo sono presenti terminali di fascia bassa e fascia media, ma anche qualche ex-top di gamma aggiornato. I terminali consigliati sono acquistabili in una qualsiasi catena di negozi oppure online su siti consigliati(come Amazon o gli Stockisti) e sono questi (in ordine di prezzo crescente):</p>
<p style="text-align: justify">-Microsoft Lumia 535<br />
-Honor (by Huawei) 3C<br />
-Asus Zenfone 5<br />
-Motorola Moto G (II Generazione)<br />
-Samsung Galaxy S3 Neo<br />
-Nokia Lumia 735 (o 730)</p>
<p style="text-align: justify">Il<strong> Lumia 535</strong> si propone con un display 5&#8243; con risoluzione qHD (960&#215;540) e processore Snapdragon 200 corredato da 1 GB di Ram. A parte i problemi iniziali al touch, che sembrano essere stati risolti, il 535 si presenta come un dispositivo economico ed equilibrato. È presente il flash che va a migliorare un reparto fotografico altrimenti abbastanza scarso, poiché è presente una fotocamera da 5 MegaPixel. Discorso diverso invece per la fotocamera frontale, evidentemente pensata per i selfie, che ha la stessa risoluzione della fotocamere principale, cioè 5 MegaPixel. È disponibile anche in versione Dual Sim ed ha 8Gb di memoria espandibili con MicroSD. È consigliato per chi è alla ricerca di un telefono economico con un display generoso e che non cerca la multimedialità ad ogni costo.</p>
<div id="attachment_2081" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/MicrosoftLumia535.jpg"><img class="size-medium wp-image-2081" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/MicrosoftLumia535-300x150.jpg" alt="Microsoft Lumia 535" width="300" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Microsoft Lumia 535</p></div>
<p style="text-align: justify">SO: Windows Phone 8.1<br />
Prezzi: tra 100 e 120€</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong>Honor 3C</strong> si presenta con un processore MediaTek quad-core da 1.3Ghz corredato da 2 Gb di Ram. Acquistabile solo online per scelta societaria, ha un display 5&#8243; HD ed un comparto multimediale completo, con una fotocamera principale da 8MPx con Flash LED, che permette anche la registrazione di video in Full HD, e la fotocamera frontale da 5Mpx. È un dispositivo Dual Sim con 8 Gb di memoria espandibili con MicroSD. Svetta rispetto al Lumia per i 2Gb di Ram e il display HD.</p>
<div id="attachment_2082" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Honor-3C.jpg"><img class="size-medium wp-image-2082" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Honor-3C-300x300.jpg" alt="Honor 3C" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Honor 3C</p></div>
<p style="text-align: justify">SO: Android 4.2.2 con EMUI (interfaccia personalizzata di Huawei).<br />
Prezzi: intorno a 140€ su Amazon.it</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong>Asus Zenfone 5</strong> anche lui con display 5&#8243; HD ha invece un processore Intel Atom Z2560 dual core da 1.6GHz e 2Gb di Ram. Si pone come antagonista principale del Motorola Moto G, che viene consigliato a destra e a manca essendo il terminale di riferimento per questa fascia. Anche lui, come l&#8217;Honor, monta una fotocamera principale da 8Mpx con flash LED, ma all&#8217;anteriore troviamo una fotocamera da 2Mpx. In compenso però ha 16Gb di memoria integrata espandibili con MicroSD (Bisogna stare attenti quando si effettua l&#8217;acquisto, essendoci più versioni in vendita di questo smartphone. Possono variare sia la Ram che la memoria interna). È Dual Sim, ma è presente anche una versione Single Sim con supporto alla rete LTE che ha anche un processore diverso, lo Snapdragon 400. Questa versione però ha un prezzo molto più elevato, intorno ai 250€.</p>
<div id="attachment_2083" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/asus_zenfone5.jpg"><img class="size-medium wp-image-2083" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/asus_zenfone5-300x195.jpg" alt="Asus Zenfone 5" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Asus Zenfone 5</p></div>
<p style="text-align: justify">SO:Android 4.4 con ZenUI (interfaccia personalizzata di Asus).<br />
Prezzi: tra i 150 e i 180€</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Moto G 2014</strong>, come detto prima, viene preso come riferimento per questa fascia, soprattutto per merito del modello 2013. Ha un display 5&#8243; HD e troviamo a bordo un processore Qualcomm Snapdragon 400 quad-core da 1.2GHz e 1 GB di Ram, uno in meno dei concorrenti sopra citati. Il vantaggio del Moto G è che fa girare Android Stock, quasi senza personalizzazioni proprietarie, come avviene sui Nexus. Ha una fotocamera posteriore da 8Mpx con flash LED che registra video ad una risolzione massima di 720p. La fotocamera anteriore è da 2Mpx. È acquistabile in versione Single Sim o Dual Sim e con tagli di memoria da 8 a 16 Gb espandibili con MicroSD. Encomiabile il lavoro svolto da Motorola per gli aggiornamenti, essendo garantito l&#8217;aggiornamento a Lollipop.</p>
<div id="attachment_2084" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Motorola-Moto-G-2014-LTE.jpg"><img class="size-medium wp-image-2084" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Motorola-Moto-G-2014-LTE-300x173.jpg" alt="Moto G 2014" width="300" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">Moto G 2014</p></div>
<p style="text-align: justify">SO:Android 4.4 (aggiornabile a Lollipop)<br />
Prezzi: tra i 160 e i 190€</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong>S3</strong>, terminale top di gamma del 2012, può campare un altro pò. Questo deve aver pensato Samsung mettendo in vendita una versione aggiornata di questo smartphone. L&#8217;aggiornamento ha riguardato il processore, adesso un Qualcomm Snapdragon 400 quad-core da 1.4GHz, e la Ram, che è stata portata a 1,5GB. Il display è un 4,8&#8243; HD Super Amoled, proprio come l&#8217;S3, e la fotocamera rimane da 8Mpx con Flash LED e registrazione in FullHD. Il modulo fotocamera frontale è invece da 2MPx. Disponibile solo in versione Single Sim e con memoria integrata da 16Gb espandibile con MicroSD, presenta il classico design dell&#8217;S3, che non è stato toccato.</p>
<div id="attachment_2085" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Samsung-S3-Neo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2085" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Samsung-S3-Neo-300x300.jpg" alt="Samsung S3 Neo" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Samsung S3 Neo</p></div>
<p style="text-align: justify">SO: Android 4.4 KitKat con TouchWiz (interfaccia personalizzata di Samsung)<br />
Prezzi: tra i 170 e i 200€</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Nokia Lumia 730 o 735</strong> si può trovare poco sotto i 200€ ed è caratterizzato da un display 4,7&#8243; HD di tipo Oled. Il processore è lo Snapdragon 400 in versione 1.2GHz e ha a supporto 1GB di Ram. Le differenze tra 730 e 735 sono minime, il primo è Dual Sim e non ha connettività LTE, mentre il secondo è Single Sim LTE. Montano una fotocamera posteriore da 6,7 MPx con Flash LED e registrazione video FullHD. La fotocamera frontale è una 5MPx con ottica grandangolare perfetta per i selfie ( per chi li vuole fare). Ha 8Gb di memoria interna espandibili con MicroSD.</p>
<div id="attachment_2086" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Nokia-Lumia-730-e-735.jpg"><img class="size-medium wp-image-2086" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Nokia-Lumia-730-e-735-300x150.jpg" alt="Nokia Lumia 730 e 735" width="300" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Nokia Lumia 730 e 735</p></div>
<p style="text-align: justify">SO: Windows Phone 8.1<br />
Prezzi: intorno ai 200€</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Come potete vedere dalle descrizioni, in questa fascia c&#8217;è un sostanziale appiattimento intorno a delle caratteristiche standard. Quasi tutti montano Snapdragon 400, si varia da 1 Gb a 2 Gb di Ram. Quindi come effettuare la scelta?</strong><br />
Si può scremare la lista in base al prezzo che si vuole spendere e poi scegliere in base al design, perché <strong>con questi smartphone si cade quasi sempre in piedi</strong>. Gli aggiornamenti futuri sono garantiti su Motorola e I Windows Phone, metre gli altri smartphone potrebbero non ricevere altri aggiornamenti. A questo punto che dirvi, se non: <strong>Buoni Acquisti!</strong></p>
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		<title>Cinafonini: dalla clonazione alla dominazione!</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/cinafonini-dalla-clonazione-alla-dominazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 08:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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		<category><![CDATA[novità]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla fine degli anni 2000 si è sviluppata in Europa, soprattutto in Italia, la mania dei cinafonini. All&#8217;inizio, ma anche oggi, si è sviluppato il mercato di questi terminali perché clonavano e clonano l&#8217;estetica e talvolta anche il software dei vari telefonini e smartphone più venduti. Tra i primi a subire la clonazione furono la Nokia e ovviamente gli iPhone, cioè i cellulari più venduti all&#8217;epoca. Basti pensare ai cloni dei Nokia E71, N97, N95 ed altri ancora e ai primi Cect, che clonavano l&#8217;iPhone 3G. Tenuto conto che i cloni continuano ad essere prodotti, anche se sono cambiati i modelli]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>alla fine degli anni 2000 si è sviluppata in Europa, soprattutto in Italia, la mania dei <strong>cinafonini</strong>. All&#8217;inizio, ma anche oggi, si è sviluppato il mercato di questi terminali perché clonavano e clonano l&#8217;estetica e talvolta anche il software dei vari telefonini e smartphone più venduti. <strong>Tra i primi a subire la clonazione furono la Nokia e ovviamente gli iPhone</strong>, cioè i cellulari più venduti all&#8217;epoca. Basti pensare ai cloni dei Nokia E71, N97, N95 ed altri ancora e ai primi Cect, che clonavano l&#8217;iPhone 3G.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cinafonini-2.png"><img class=" wp-image-1547 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cinafonini-2-300x225.png" alt="cinafonini 2" width="325" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Tenuto conto che i cloni continuano ad essere prodotti, anche se sono cambiati i modelli da clonare, alcune aziende cinesi si sono distinte. <strong>Parliamo di Huawei, Xiaomi, Meizu, Oppo e One Plus</strong>. Ebbene, perché si sono distinte dalle altre? Come ci sono riuscite? La strada per il successo non è stata semplice, ma si può certamente dire che i prezzi concorrenziali e nettamente più bassi dei marchi blasonati hanno aiutato molto, senza ovviamente rinunciare alla qualità. Xiaomi, Meizu e Oppo hanno puntato molto sulla personalizzazione dei loro sistemi operativi, basati comunque su Android, rispettivamente MIUI, FlyMe OS e Color OS. Tutti molto colorati e personalizzati rendono sicuramente gli smartphone di queste aziende più accattivanti. <strong>Inoltre non disdegnano la fascia bassa del mercato e hanno recentemente presentato le loro proposte per questo settore</strong>: Xiaomi Redmi 2, Meizu M1 e Oppo Mirror 3 che comunque hanno hardware di tutto rispetto con processori quadcore o octacore di Qualcomm o Mediatek e con un minimo di 1 GB di Ram. Huawei ha cominciato prima di tutte le altre a farsi un nome anche nei mercati smartphone europei, soprattutto grazie al Vodafone Ideos, che era proprio un modello Huawei. Subito dopo ha cominciato la commercializzazione dei suoi prodotti in Europa ufficialmente, tra i più innovativi l&#8217;Ascend P6, all&#8217;epoca il più sottile al mondo. Anche Huawei ha intrapreso la strada della personalizzazione del sistema operativo con la sua Emotion UI che ricorda molto iOS come funzionalità.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cinafonini-3.png"><img class="wp-image-1548 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cinafonini-3-300x168.png" alt="cinafonini 3" width="329" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Diverso il caso di OnePlus, che nel 2014 ha lanciato il suo primo e per il momento unico smartphone, il One, diventato famoso per molti motivi. Prima di tutto la modalità di acquisto che, tuttora, impedisce di comprare direttamente il telefono. <strong>Infatti l&#8217;acquisto è possibile solo se si ha un invito che si può ricevere da altri acquirenti oppure dalla casa madre stessa</strong>. Il sistema di acquisto è nato perché si prevedeva una richiesta elevata per il telefono, che puntualmente è avvenuta, essendo basso il prezzo richesto a fronte di caratteristiche da top di gamma. Il sistema operativo a differenza degli altri non è modificato in casa, ma è la famosa CyanogenMod, sistema operativo basato su Android di cui riprende quasi totalmente le fattezze, ma andando ad aggiungere alcune interessanti funzionalità di modding.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cinafonini-4.png"><img class=" wp-image-1549 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cinafonini-4-300x168.png" alt="cinafonini 4" width="338" height="189" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Come non citare poi Lenovo, che produce oltre agli smartphone anche tablet e pc, che l&#8217;anno scorso ha acquistato Motorola da Google, andando così ad accrescere le sue quote di mercato globali</strong>. Perciò, come si evince, la chiave di volta per arrivare al successo è stata il prezzo concorrenziale dei primi modelli lanciati dalle case, che però adesso iniziano a diventare un pò più costosi, a fronte comunque di una migliore ricercatezza di alcuni prodotti e di un continuo rinnovamento. Riusciranno nel 2015 a crescere ancora e magari a spodestare le grandi case dal trono?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Windows 10: La rivoluzione</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/22/windows-10-la-rivoluzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 13:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Computer]]></category>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha mostrato la scala reale nella partita a poker coi competitor: è composta da Windows 10 (per PC, Tablet, Smartphonee anche Xbox One), Project Spartan, Microsoft Surface Hub e le HoloLens. Iniziato alle 18:00 (ore italiane), l&#8217;evento di Microsoft si è protratto per 2 ore e ha introdotto tutte le novità che si vedranno in questo 2015. Windows 10, già disponibile in versione Insider, viene mostrato con una interfaccia probabilmente molto simile alla versione definitiva e con alcuni affinamenti molto importanti. Prima di tutto abbiamo una integrazione di Cortana, l&#8217;ormai noto assistente vocale presente finora solo su Windows Phone,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="M" class="cap"><span>M</span></span>icrosoft ha mostrato la scala reale nella partita a poker coi competitor: è composta da Windows 10 (per PC, Tablet, Smartphonee anche Xbox One), Project Spartan, Microsoft Surface Hub e le HoloLens.<br />
Iniziato alle 18:00 (ore italiane), l&#8217;evento di <b>Microsoft</b> si è protratto per 2 ore e ha introdotto tutte le novità che si vedranno in questo 2015.<br />
Windows 10, già disponibile in versione Insider, viene mostrato con una interfaccia probabilmente molto simile alla versione definitiva e con alcuni affinamenti molto importanti. Prima di tutto abbiamo una integrazione di <b>Cortana</b>, l&#8217;ormai noto assistente vocale presente finora solo su Windows Phone, su tutto l&#8217;ecosistema, quindi <b>PC</b>, <b>Tablet</b> e <b>Xbox One</b>.<br />
Gli altri affinamenti vanno da un action center unico su tutti i device e quindi finalmente disponibile anche su PC e la possibilità di scegliere fra una visualizzazione in modalità Tablet e la normale interfaccia a finestre a seconda dell&#8217;uso che si sta facendo in quel momento del dispositivo.<br />
Novità anche su smartphone dove troviamo lo sfondo sotto le classiche tile, un <b>action center </b>rinnovato, più personalizzabile, e <b>sincronizzato con il pc</b>, nuovo menù, finalmente più ordinato, per le impostazioni e altri piccoli affinamenti come tastiera flottante e possibilità di rispondere ad un messaggio direttamente dalla notifica. A tutto ciò si vanno ad aggiungere Office e Outlook, molto migliorati, ed un perfezionamento dell&#8217;app Musica, che permetterà di gestire anche i brani presenti su OneDrive, il Cloud di Microsoft.<br />
<b>Project Spartan</b> è invece il nuovo browser che sarà implementato su Windows e, come può far intendere il nome, nasce per battagliare con Chrome e Firefox, e probabilmente per buttare nel pozzo (come nel film 300) Internet Explorer.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1175 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/winzoz10-2-300x130.jpg" alt="winzoz10 2" width="300" height="130" /></p>
<p>Oltre ad una integrazione di Cortana, presente anche qui e capace di mostrare brevi info nella barra degli indirizzi, è possibile selezionare parti della pagine e condividerle tramite app o salvarle su One Note ed inoltre si può visualizzare la pagina in modalità lettura che la impaginerà (scusate il gioco di parole) come un libro. Si potrà provarlo tramite il programma Insider entro 3-4 mesi.<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1176" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/winzoz10-3-300x200.jpg" alt="winzoz10 3" width="300" height="200" /><br />
Il Surface Hub invece è uno schermo da <b>84”</b> con risoluzione <b>4K</b> con multitouch, penna stylus e doppia fotocamera integrati.<br />
È una soluzione pensata soprattutto per le aziende, essendo possibile usare il dispositivo come una <b>lavagna multimediale</b>, in grado tra l&#8217;altro di effettuare videochiamate e condividere tutto ciò che è presente sulla lavagna multimediale con le altre persone connesse. A bordo troviamo ovviamente il nuovo Windows 10 e tutte le sue innovazioni.<br />
Concludiamo con la vera sorpresa dell&#8217;evento, il visore HoloLens, tenuto nascosto fino ad oggi, con Windows Holographic.<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1177" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/winzoz10-4-300x200.jpg" alt="winzoz10 4" width="300" height="200" /><br />
Questo visore è in grado, grazie ad una CPU e una GPU avanzate, di leggere e capire i nostri movimenti e tutto ciò che ci circonda e proietta una sorta di <b>ologrammi</b> nell&#8217;ambiente circostante, il tutto senza alcuna connessione a smartphone o Pc, quindi standalone. Le API sono già state rese disponibili agli sviluppatori che hanno già iniziato a progettare e sviluppare applicazioni apposite. Una delle prime applicazioni disponibili è <b>HoloStudio</b>, che è in grado di farci disegnare e progettare oggetti in <b>3D</b> facendoceli ammirare nello spazio a noi circostante e promette anche una integrazione con le stampanti 3D.<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1178" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/winzoz10-5-300x200.jpg" alt="winzoz10 5" width="300" height="200" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blackberry e la svolta del 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 15:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[BBOS]]></category>
		<category><![CDATA[Blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[Technomada]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>

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		<description><![CDATA[Blackberry la conosciamo più o meno tutti, o almeno tutti quelli che seguono il mondo tecnologico. È stato un colosso della telefonia mobile fino a pochi anni fa, poi il baratro, ma andiamo con ordine. RIM Blackberry (acronimo di Research In Motion) nasce per il grande pubblico nel 1999, introducendo sul mercato l&#8217;850, un cercapersone con tastiera QWERTY, cosa molto rara ai tempi, in grado di mandare messaggi, leggere email ed essere usato come agenda con un display monocromatico a 8 linee! Per i tempi era una rivoluzione, che aprì la strada all&#8217;azienda Canadese che rapidamente acquisì un notevole successo,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><strong><span title="B" class="cap"><span>B</span></span>lackberry</strong> la conosciamo più o meno tutti, o almeno tutti quelli che seguono il mondo tecnologico. È stato un colosso della telefonia mobile fino a pochi anni fa, poi il baratro, ma andiamo con ordine.<br />
RIM Blackberry (acronimo di <strong>Research In Motion</strong>) nasce per il grande pubblico nel 1999, introducendo sul mercato l&#8217;850, un cercapersone con tastiera QWERTY, cosa molto rara ai tempi, in grado di mandare messaggi, leggere email ed essere usato come agenda con un display monocromatico a 8 linee!<br />
Per i tempi era una rivoluzione, che aprì la strada all&#8217;azienda Canadese che rapidamente acquisì un notevole successo, sfruttato sapientemente fino al 2007.</p>
<p>Già, perchè fino a quel momento pochi offrivano quello che offriva Blackberry. Ma allora cosa è successo?<br />
Il problema di Blackberry consiste nella lentezza a rinnovare e a innovare. Il 2007 è stato l&#8217;anno, come molti sapranno, della comparsa sul mercato statunitense di un dispositivo molto innovativo per l&#8217;epoca, l&#8217;iPhone, che portava il touchscreen e le applicazioni come innovazioni principali e aveva in comune con il BlackBerry un difetto, la connessione Edge, considerata già la più lenta, essendo all&#8217;epoca già disponibile il 3G, e quindi meno veloce per scaricare dati sullo smartphone.</p>
<p>Per vedere un touchscreen sostituire la classica trackball dei BB ci vorrà novembre 2008 con la serie <strong>Storm</strong> e sempre nel 2008 arriverà la connessione <strong>3G</strong> per qualche modello, come il <strong>9000 Bold</strong> e lo stesso Storm. Nonostante tutto questo, nel 2009 BB continua a proporre smartphone, come l&#8217;8900 Curve, senza connessione 3G.<br />
Nel 2011 si cerca di svecchiare la line-up con il <strong>Torch</strong> che integra in un solo dispositivo sia l&#8217;interfaccia touch screen che la tastiera QWERTY, e il tablet <strong>PlayBook</strong> con BB Tablet OS, sistema operativo creato appositamente per questo dispositivo e in grado di eseguire applicazioni sviluppate con Adobe AIR e anche di eseguire applicazioni Android. Il tablet non riscontrò un elevato successo, soprattutto a causa del prezzo elevato e delle poche app presenti sullo store. Solo dopo un aggiornamento al ribasso del prezzo si riuscì ad incrementare parzialmente le vendite. Inoltre, sempre nel 2011, si sono verificati degli inconvenienti nei servizi della RIM che hanno comportato il blocco del servizio e-mail dalla notte del 9 ottobre alla giornata del 13 ottobre ed è stato seguito dalle scuse pubbliche da parte dell&#8217;azienda e da offerte effettuate dai competitor per invogliare gli acquirenti a cambiare il proprio smartphone BB.</p>
<p>La svolta si ha all&#8217;inizio del 2013 con la presentazione di <strong>BlackBerry Z10 </strong>e <strong>Q10</strong>, i primi dispositivi dotati di <strong>BB10</strong>, il nuovo sistema operativo della casa Canadese. Il sistema operativo viene riconosciuto come uno dei migliori, in grado di sopperire alla mancanza delle applicazioni sullo store BB con quelle di <strong>Android </strong>installabili attraverso alcuni particolari procedimenti oppure attraverso lo store di Amazon. BB10 è innovativo soprattutto per l&#8217;uso delle <strong>gestures </strong>con cui praticamente si può comandare ogni funzione, a partire dallo sblocco dello schermo. È presente anche il multitasking, attivabile sempre con una gesture, il <strong>BlackBerry Hub </strong>che è il centro notifiche, comandi vocali, ottima tastiera e molto altro ancora.<br />
Il vero problema è stato proprio lo Z10, che aveva dalla sua una buona costruzione e qualità dei materiali e un ottimo sistema operativo, ma era dotato di una batteria dalla durata insufficiente ed era venduto in Italia ad un prezzo esagerato che non gli ha permesso di attaccare il mercato in maniera aggressiva. Oltre a tutto ciò si aggiungeva un market con poche applicazioni essendo appena nato.<br />
Discorso diverso per il Q10 che è stato più apprezzato dalla stampa e dalla gente, ma non ha contribuito a far riacquisire fette di mercato ormai perse da BB. Dopo poco tempo venne presentato lo <strong>Z30</strong>, che migliorava non poco lo Z10, e il Q5 versione entry-level del Q10.<br />
Detto ciò si arriva al 2014, dove volevamo arrivare con questo lungo discorso che segna l&#8217;arrivo di <strong>Passport </strong>e <strong>BB OS10.3.</strong><br />
Il Passport si presenta come rivoluzionario, avendo finalmente unito un display abbastanza grande (4,5 pollici in aspect ratio 1:1) e la classica tastiera QWERTY (dotata di funzioni smart, come lo scrolling touch). Un processore up-to-date, <strong>Snapdragon 801 </strong>quad-core, <strong>3 GB di RAM </strong>e fotocamera <strong>da 13 mpx</strong>. Quindi dovrebbe avere tutto ciò che serve sia ai manager, sia agli smanettoni tecnomaniaci, corredato ad un OS migliorato costantemente. Il problema anche qui potrebbe essere dato dal prezzo, che ,tuttavia, in questo caso sento di giudicare giusto e non elevato date le innovazioni introdotte da BlackBerry.<br />
In Dicembre 2014 è stato presentato il <strong>Classic</strong>, che segna un ritorno al passato, esteticamente, per accontentare la fascia di clienti abituata ai vecchi Bold e Curve, ma che monta chiaramente BBOS10.3.</p>
<p>Basteranno questi interventi a risollevare le sorti di BlackBerry?<br />
Si spera di si, altrimenti perderemmo sicuramente un competitor di primo ordine che dopo gli errori commessi a cavallo della fine degli anni &#8217;00 e dell&#8217;inizio di questo lustro, ha cominciato ad innovarsi per raggiungere gli avversari, ma proponendo sempre qualcosa che è nello stile proprio di BlackBerry e che porta perciò una <strong>boccata di aria fresca</strong> ad un settore, quello degli smartphone, fatto di device sempre più simili fra loro sia dal punto di vista dell&#8217;hardware sia dal punto di vista software. Perciò, <strong>Buon 2015 </strong>BlackBerry!</p>
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		<title>I nuovi smartphone</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 16:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2014 è stato un anno di cambiamenti anche per gli smartphone, basti pensare agli iPhone 6 e 6 Plus o al Note Edge, processori a 64 bit come lo Snapdragon 410 della Qualcomm o l’A7 dell’iPhone 5S. Ma cosa possiamo aspettarci dal 2015? In ambito Windows Phone, si sta creando una certa aspettativa nei confronti di Microsoft Mobile, cioè la divisione mobile di Microsoft venutasi a creare dopo l’acquisto della divisione Devices &#38; Services di Nokia, in quanto il primo dispositivo, Lumia 535, non è certo un top di gamma ma uno smartphone a buon mercato, che però non]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l 2014 è stato un anno di cambiamenti anche per gli smartphone, basti pensare agli iPhone 6 e 6 Plus o al Note Edge, processori a 64 bit come lo Snapdragon 410 della Qualcomm o l’A7 dell’iPhone 5S. Ma cosa possiamo aspettarci dal 2015?</p>
<p>In ambito Windows Phone, si sta creando una certa aspettativa nei confronti di <strong>Microsoft Mobile</strong>, cioè la divisione mobile di Microsoft venutasi a creare dopo l’acquisto della divisione Devices &amp; Services di Nokia, in quanto il primo dispositivo, <strong>Lumia 535</strong>, non è certo un top di gamma ma uno smartphone a buon mercato, che però non è stato in grado di porsi al livello dei precedenti entry level Nokia Lumia, complice una ottimizzazione poco curata che ha causato problemi agli utenti.<br />
Quindi ci si aspetta un nuovo top di gamma che vada magari a sostituire il Lumia 1520, ormai sul mercato da oltre un anno, o anche a migliorare il 930, che ha alcune carenze come la schermata glance assente e una durata della batteria non tra le migliori. Ma anche per non lasciare troppo terreno agli avversari, essendo Microsoft in Europa sola contro Android e iOS, data la non commercializzazione di HTC One M8 nel vecchio continente e la mancanza totale di altre proposte High-End da parte di altri produttori. Tutto ciò si spera prima dell’uscita della versione mobile di <strong>Windows 10</strong>, prevista per il secondo semestre dell’anno.</p>
<p>Per quanto riguarda Android entro i primi 6 mesi dell’anno vedremo molto probabilmente il <strong>Galaxy S6</strong>, che ha l’arduo compito di ri-entusiasmare gli acquirenti rimasti delusi dal <strong>Galaxy S5</strong>, ottimo terminale che è si riuscito a migliorare il <strong>Galaxy S4 </strong>dal punto di vista delle prestazioni aggiungendo plus come l’impermeabilità, ma che dal punto di visto estetico ha lasciato molti utenti perplessi soprattutto per il design a “cerotto” della parte posteriore dello smartphone. Molti rumor come al solito girano intorno all’S6, che potrebbe avere, come il Note 4, una versione con schermo laterale denominata Edge,  la scocca laterale in alluminio e forse uno schermo ancora più grande dell’attuale, già abbastanza grande, 5.1 pollici.</p>
<p>Sicuramente ci sarà il <strong>Flex 2 </strong>di <strong>LG</strong> appena presentato al <strong>CES </strong>di Las Vegas, con processore <strong>Snapdragon Octacore 810 a 64 bit </strong>(il primo a montarlo) e 2 o 3 GB di memoria RAM a seconda del modello (16gb o 32gb di memoria utente). Punti cardine di questo smartphone, ripresi e migliorati rispetto alla prima versione, il <strong>display curvo </strong>e la <strong>vernice autoriparante </strong>per la cover posteriore, capace di far scomparire i graffi dovuti all&#8217;uso quotidiano. Il display curvo, per quanto possa essere sbalorditivo, è molto probabilmente inutile, in quanto non ci si può aspettare una immersività maggiore rispetto agli altri dispositivi nell&#8217;uso quotidiano. Perciò il vero flagship di LG sarà <strong>G4</strong> che dovrebbe avere hardware e software simile al G Flex 2 ma con display <strong>QHD</strong> (da non confondere con lo standard qHD) e 3 gigabyte di RAM.</p>
<p>Sicuramente ci saranno <strong>Sony </strong>e <strong>HTC </strong>con i loro dispositivi top di gamma. Per Sony ci sarà <strong>Z4</strong>, magari nelle versioni normali e Compact e perché no anche Z4 ultra, che sforerebbe nel segmento di mercato dei phablet se dovesse confermare le dimensioni del predecessore uscito ormai più di un anno fa. Probabilmente vedremo anche Z5, poiché la casa giapponese ha adottato una politica aggressiva aggiornando la sua line-up ogni 6 mesi.<br />
HTC invece dovrebbe presentare il successore di <strong>One M8</strong>, tra l&#8217;altro disponibile (solo in USA, scelta che non condivido) anche con Windows Phone, da cui ci si aspetta un <strong>miglioramento nel comparto fotocamera</strong>, che è un passo indietro rispetto agli altri competitor, e il rispetto della tradizione nel design e materiali.<br />
Verosimilmente monteranno tutti il nuovo processore  Qualcomm Snapdragon 810 oppure la versione 805 sempre della Qualcomm, dato il trend delle case produttrici che ormai adottano quasi tutte, tranne Huawei e qualche altra, le CPU della azienda statunitense.</p>
<p>Apple, invece, avendo presentato di recente i suoi dispositivi di punta, <strong>iPhone 6 </strong>e<strong> 6 Plus</strong>, rompendo col passato e creando così degli smartphone più grandi, potrebbe riproporre un iPhone con schermo da <strong>4 pollici </strong>per non scontentare la clientela ormai fidelizzata, mantenendo lo stesso hardware dei fratelli maggiori. Ma si tratta solo di rumors, le reali possibilità sono molto basse.</p>
<p>Il 2015 quindi non si configura come anno di novità stupefacenti dato il livello ormai molto elevato raggiunto per le tecnologie che riguardano gli smartphone. Resta solo da capire chi predominerà nel mercato e se le aziende che propongono smartphone di qualità a prezzi più bassi, come <strong>Wiko </strong>o <strong>Honor </strong>(sottobrand di Huawei) riusciranno a rubare acquirenti ai marchi più blasonati.<br />
Voi cosa ne pensate?<br />
Commentate e Condividete</p>
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		<title>Smartwatch, conquisteranno il 2015?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2015 14:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2014 è stato un anno di grandi cambiamenti per la tecnologia. Uno di questi è stato l&#8217;avvento prepotente degli smartwatch, orologi da polso tecnologici creati per essere sempre connessi e aiutarci nella vita quotidiana. Cosa possiamo aspettarci perciò da questo 2015? Gli smartwatch. Discendenti dell’ormai vintage Casio Databank, gli smartwatch si sono affermati sul mercato tecnologico nel 2014 con tantissimi dispositivi immessi sul mercato ad ampliare un offerta che prima comprendeva solo Sony (una delle prime a credere in questi dispositivi) e altri costruttori di nicchia. Questa espansione è dovuta soprattutto ad Android Wear, primo SO (Sistema Operativo) di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l 2014 è stato un anno di grandi cambiamenti per la tecnologia. Uno di questi è stato l&#8217;avvento prepotente degli <b>smartwatch</b>, orologi da polso tecnologici creati per essere sempre connessi e aiutarci nella vita quotidiana. Cosa possiamo aspettarci perciò da questo 2015?<br />
Gli smartwatch.<br />
Discendenti dell’ormai vintage Casio Databank, gli smartwatch si sono affermati sul mercato tecnologico nel 2014 con tantissimi dispositivi immessi sul mercato ad ampliare un offerta che prima comprendeva solo Sony (una delle prime a credere in questi dispositivi) e altri costruttori di nicchia. Questa espansione è dovuta soprattutto ad <b>Android Wear</b>, primo SO (Sistema Operativo) di Google creato appositamente per questi orologi intelligenti che viene utilizzato da Motorola per il suo Moto360, da LG per i suoi G watch e G watch R, da Samsung per il Gear Live, da Sony su Smartwach 3 e da Asus, una delle ultime ad uscire con lo ZenWatch.<br />
Questi dispositivi consentono di essere sempre connessi con il proprio smartphone e controllare cosa accade allo stesso senza toglierlo ogni volta di tasca. Quindi, è possibile controllare notifiche, inviare sms e creare note attraverso i comandi vocali o &#8211; magari se si è in vacanza &#8211; controllare la mappa della città che si sta visitando direttamente sul polso.<br />
Ma grazie ad altre implementazioni fatte da alcuni costruttori &#8211; in particolare Samsung &#8211; gli smartwatch sono molto utili anche per chi pratica attività sportive, potendo controllare il battito cardiaco attraverso un sensore montato sotto la cassa dell’orologio.<br />
Proprio in questo mercato si inserisce anche Apple che, per non rimanere indietro, metterà presto in vendita il suo <b>iWatch</b>, che si presenterà con un design molto pulito, in perfetto stile Apple, con quadrante dalla forma rettangolare con angoli smussati e cassa in 3 differenti materiali: Acciaio, Alluminio e Oro che andranno a distinguere così le 3 versioni disponibili: Apple Watch, Watch Sport e Watch Edition.<br />
Oltre alle funzioni presenti su tutti gli smartwatch già in commercio, è presente un sistema combinato di vibrazioni, pulsazioni e suoni per rimandare all’utente sia un feedback aptico che tattile delle funzioni in uso chiamato <b>Taptic Engine</b>. Altra caratteristica interessante è la corona digitale che permette di zoomare le immagini presenti sullo schermo o di interagire con le varie app. Ovviamente l’Apple Watch non sarà stand-alone, ma avrà bisogno di un iPhone con cui comunicare per funzionare.<br />
Microsoft non è da meno avendo presentato non molto tempo fa la sua <b>Microsoft Band.</b> Come suggerisce il nome stesso è un bracciale con funzioni smart, compatibile ovviamente con Windows Phone, ma &#8211; cosa meno ovvia &#8211; anche con iOS e Android. Fa tutto quello che fanno gli altri smartwatch e smartband, cioè monitora il nostro corpo, misura battito cardiaco, la durata e la qualità del sonno e ci notifica quello che avviene sullo smartphone. A differenza degli altri dispositivi però, può essere usato anche stand-alone con funzionalità ridotte.<br />
In definitiva gli smartwatch sono indispensabili per i malati di tecnologia ed hanno sicuramente una marcia in più rispetto ai normali orologi, ma a determinati prezzi converrebbe prendere un secondo telefono, attaccare un cinturino e metterselo al polso! Vedremo, quindi, in questo 2015 chi riuscirà a vendere di più e conquistare maggiori fette di mercato. Considerando ovviamente la maggiore scelta degli smartwatch Android sembrerebbero essere avvantaggiati, ma Apple e Microsoft potrebbero riservare dei colpi di scena!</p>
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		<title>Il &#8220;Chirurgo&#8221; Da Vinci: la nuova frontiera della chirurgia &#8221;robotica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 18:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmine Bruno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Robot chirurgico progettato e prodotto negli Stati Uniti si sta diffondendo in tutto il mondo. Garantisce maggiore precisione e minore invasività in molte tipologie di operazioni. Un limite? I costi. Si chiama Robot Da Vinci, in onore dello scienziato ed artista italiano, ma viene prodotto dalla società californiana Intuitive Surgical e da qualche anno è presente in diverse sale operatorie di tutto il mondo, Italia compresa. Si tratta dell&#8217;ultima tappa dell&#8217;innovazione tecnologica applicata alla medicina, uno strumento capace di &#8220;potenziare&#8221; le mani e la vista del chirurgo, permettendo interventi di estrema precisione, ridotta invasività e garantisce notevoli vantaggi terapeutici.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><i><b><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l Robot chirurgico progettato e prodotto negli Stati Uniti si sta diffondendo in tutto il mondo. Garantisce maggiore precisione e minore invasività in molte tipologie di operazioni. Un limite? I costi.</b></i></p>
<p>Si chiama <i><b>Robot Da Vinci</b></i>, in onore dello scienziato ed artista italiano, ma viene prodotto dalla società californiana <i><b>Intuitive Surgical</b></i><i> </i>e da qualche anno è presente in diverse sale operatorie di tutto il mondo, Italia compresa.<br />
Si tratta dell&#8217;ultima tappa dell&#8217;innovazione tecnologica applicata alla medicina, uno strumento capace di &#8220;potenziare&#8221; le mani e la vista del chirurgo, permettendo interventi di estrema precisione, ridotta invasività e garantisce notevoli vantaggi terapeutici. I settori della chirurgia in cui il Robot viene utilizzato spaziano dall&#8217;urologia alla chirurgia addominale: nelle asportazioni di tumori della prostata o dell&#8217;intestino, ad esempio. In futuro si prevede di ampliare sempre di più le indicazioni.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/chirurgia-medievale.jpg"><img class="wp-image-352 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/chirurgia-medievale-300x256.jpg" alt="chirurgia medievale" width="384" height="328" /></a></p>
<p>Per quanto l&#8217;appellativo <i><b>robot</b></i> possa stuzzicare pensieri <i>fantascientifici</i>, in realtà il <i>Da Vinci</i> non si sostituisce all&#8217;operatore. Il chirurgo controlla i movimenti e le azioni del complesso strumentario in dotazione attraverso una consolle remota interattiva. Sfruttando la visione 3D del campo operatorio, garantita dal sistema di telecamere a fibre ottiche di cui è dotato il dispositivo, l&#8217;operatore è in grado non solo di ingrandire le immagini, ma può controllare in modo più preciso i movimenti, attraverso un sofisticato servomeccanismo che consente una precisione millimetrica, annullando al massimo ogni forma di tremore ed imperfezione nei movimenti.<br />
Ma in cosa consiste il <i>Robot da Vinci</i>? Il dispositivo è composto da 4 bracci meccanici, ognuno di essi equipaggiato con strumenti per tagliare, suturare, cauterizzare di dimensioni estremamente ridotte, capaci di entrare nel corpo del paziente attraverso un forellino, per esempio sfruttando l&#8217;ombelico.<br />
Questo genere di approccio non solo potenzia le capacità del chirurgo quanto a precisione ed accuratezza, ma costituisce una tecnica mini-invasiva che può ridurre sanguinamenti, cicatrici e sequele post operatorie.<br />
Attualmente in Italia sono circa settanta i centri che hanno a disposizione questo &#8220;prezioso&#8221; dispositivo. Prezioso, non a caso, anche per il costo, che si aggira intorno ai 3 milioni di euro. Non è irrilevante, dunque, il problema della sostenibilità economica degli interventi eseguiti in chirurgia robotica. Appare evidente che eseguire un intervento chirurgico con Robot Da Vinci costi di più, e ad oggi il SSN rimborsa solo parzialmente le aziende ospedaliere che utilizzano la tecnologia <i>Da Vinci</i>, che quindi sono costrette a coprire &#8220;di tasca propria&#8221; la differenza di costi rispetto agli interventi tradizionali o in laparoscopia.<br />
Se solo alcuni decenni fa le tecniche laparoscopiche hanno cominciato ad imporsi a scapito della chirurgia tradizionale &#8220;a cielo aperto&#8221;, e la chirurgia robotica appare altrettanto promettente con una diffusione a macchia d&#8217;olio. <i>Sarà vera gloria? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza!</i></p>
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