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	<title>Torquemada &#187; syriza</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>La risposta di Varoufakis a Renzi (TRADUZIONE INTEGRALE)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 01:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell&#8217;originale http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l&#8217;insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare.  Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca qui per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><em><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>ubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell&#8217;originale <a href="http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/" target="_blank">http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/</a>] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l&#8217;insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare. </em></p>
<p style="text-align: justify">Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/09/21/direzione-pd-renzi-a-minoranza-scissioni-a-sinistra-anche-sto-varoufakis-se-lo-semo-tolti/416834/" target="_blank">qui</a> per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a mare. La sua è una illusione motivata. <strong>Lo scorso luglio “loro” si sono “sbarazzati” di qualcosa di molto più importante rispetto a me.</strong> Qui c’è il mio messaggio al primo ministro italiano…</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il signor Renzi mi dipinge come un apostata che ha lasciato SYRIZA e che adesso si trova nella savana della politica. La verità è più complessa.</strong> Diversamente da molti dei miei compagni, io sono rimasto leale al programma di SYRIZA che ci ha visto eletti quel 25 gennaio come il partito unito che ha ridato la speranza ai Greci e ai popoli Europei. Speranza per cosa? Speranza di farla finita una volta per tutte con le <strong>formule di salvataggio “extend-and-pretend”</strong> <em>[quelle in cui si dilazionano i termini del prestito e si riducono i tassi di interesse, pretendendo alla nuova scadenza il suo ammontare e gli interessi sugli interessi n.d.r.]</em>, che costano all’Europa un caro prezzo, e che hanno condannato la Grecia alla depressione permanente facendoci presagire altre politiche fallimentari per il resto d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cos’è successo?</strong> Sotto la coercizione formidabile dei governanti europei, compreso il signor Renzi (il quale si è rifiutato di discutere in modo avveduto le proposte della Grecia) il mio primo ministro, <strong>Alexis Tsipras, è stato soggetto il 12 e 13 luglio ad incredibili prepotenze</strong>, a manifeste intimidazioni e ricatti, a pressioni inumane. <strong>Il signor Renzi ha giocato un ruolo di primo piano nella gazzarra, ha contribuito ad “ammorbidire” Alexis con la “tattica del poliziotto buono”, ripetendo sempre la stessa solfa: “se non cedi ti distruggono – per favore digli di sì”.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Alexis ed io abbiamo diviso le nostre strade perché eravamo in disaccordo sul fatto che “loro” stessero bluffando o meno, e sul fatto che noi, in ogni caso, avessimo avuto o non avessimo avuto il diritto morale e politico di firmare l’ennesimo accordo che non avremmo potuto onorare, consegnando le chiavi di quello che è rimasto allo stato Greco ad una troika spietata. <strong>È stato, e rimane, un dissidio tra me e Alexis.</strong></p>
<p style="text-align: justify">In seguito a questa divergenza, Alexis ha forzato <strong>una inversione a U nella politica di SYRIZA</strong> riguardo i prestiti extend-and-pretend (accettandoli per la prima volta nella storia di SYRIZA, seppur come mali necessari), e di conseguenza, una larga fetta di membri del partito ha deciso che non poteva seguirlo ancora, giù per questo cammino. <strong>È non è stato solo il segmento di Unità Popolare ad aver lasciato. C’è stata gente come Tasos Koronakis, il segretario del partito, io stesso e molti, molti altri che non hanno mai condiviso l’agenda di Unità Popolare.</strong> Noi non fummo apostati, solo compagni che non credevano che SYRIZA dovesse diventare il nuovo PASOK, che non hanno voluto ingrossare le fila dei partiti scheggia, frammenti di altri, come Unità Popolare; e che hanno scelto di stare fuori da queste tristi elezioni parlamentari, che non avrebbero dovuto (e non l’hanno fatto), produrre un parlamento in grado di dar vita ad un programma di riforme effettivamente realizzabile per la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify">Torniamo a Mr. Renzi adesso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mr. Renzi, ho un messaggio per te. Puoi rallegrarti quanto vuoi </strong>riguardo al fatto che non sono più ministro delle finanze, e nemmeno in parlamento.<strong> Ma non ti sei affatto “sbarazzato” di me. Io sono politicamente vivo e scalciante</strong>, come mi ricorda la gente quando cammino per le strade del tuo bellissimo paese. No, <strong>quello di cui ti sei sbarazzato, partecipando a quella ignobile orgia contro Alexis Tsipras e la democrazia greca lo scorso luglio, è stata la tua integrità personale di democratico europeo. E, può darsi, anche della tua anima.</strong> Grazie al cielo questa non è una cosa irreversibile. Ma prima <strong>devi fare ammenda seriamente</strong>. Non vedo l’ora che tu possa di nuovo tornare ad essere uno dei democratici d’Europa.</p>
<div id="attachment_2344" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/pd_ren12.jpg"><img class="wp-image-2344 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/pd_ren12-300x193.jpg" alt="pd_ren12" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo Renzi</p></div>
<p style="text-align: justify"><em>Ci sono due tipi di persone, da una parte quelli che partecipano allo sviluppo di un determinato pensiero (o nella politica, quelli che prendono le decisioni necessarie ad attuare un certo piano), e dall&#8217;altra parte ci sono gli stupidi. </em><em>I secondi fanno tutto quello che fanno i primi, e si distinguono soltanto quando parlano: si illudono di essere dotati dicendo quello che gli altri presumibilmente pensano, ma non si sognerebbero mai di dire.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Credo che il commento alla dichiarazione odierna di Renzi possa essere ridotto a questa affermazione generale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Traduzione e commento di Eugenio Runco.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Grassetto nostro.</em></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Grecia e Unione Eurasiatica: un matrimonio che (per il momento) &#8220;non s&#8217;ha da fare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 01:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Centini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da almeno 5 anni a questa parte l&#8217;Europa politica (l&#8217;Unione Europea, cioè il costrutto finanziario e non l&#8217;Europa &#8220;reale&#8221;) è sottoposta a tre spinte disgregative convergenti, una da sud, una da est e una dal centro. Queste tre crisi sono: la disgregazione (foraggiata o meno) dell&#8217;ordine politico nel mondo arabo-africano venutosi a creare dopo la fine dell&#8217;URSS e contestuale assalto alla Siria di Assad, l&#8217;inceppamento del motore europeo indipendentemente dalla crisi economica globale, e la rinascita di un fronte orientale con Mosca, quasi chiuso nel decennio 1998-2008. Queste tre spinte diventano particolarmente potenti nella parte sud-orientale del Mediterraneo, dove un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>a almeno 5 anni a questa parte l&#8217;<strong>Europa politica (l&#8217;Unione Europea, cioè il costrutto finanziario e non l&#8217;Europa &#8220;reale&#8221;) è sottoposta a tre spinte disgregative convergenti, una da sud, una da est e una dal centro. Queste tre crisi sono: la disgregazione (foraggiata o meno) dell&#8217;ordine politico nel mondo arabo-africano</strong> venutosi a creare dopo la fine dell&#8217;URSS e contestuale assalto alla Siria di Assad, l&#8217;inceppamento del motore europeo indipendentemente dalla crisi economica globale, e la rinascita di un fronte orientale con Mosca, quasi chiuso nel decennio 1998-2008.</p>
<p style="text-align: justify">Queste tre spinte diventano particolarmente potenti nella parte sud-orientale del Mediterraneo, dove un paese come la Grecia, statualmente debole e ridotto negli anni a frontiera discrasica della NATO sul mondo mediorientale, soffre le infiltrazioni dei tre processi sopracitati.</p>
<p style="text-align: justify">La Grecia, come capitalismo esile ed esposto agli equilibrismi monetari e politici (mancando di un comparto industriale di una certa consistenza e un economia legata al turismo) <strong>ha subito sentito i contraccolpi della crisi tricefala che ha smosso le acque dal 2010 circa in poi. Il risultato ovvio è stata la progressiva debolezza del governo greco, che fino alla vittoria di Syriza (25 Gennaio 2015) aveva colpevolmente rinunciato ad opporsi alla progressiva sostituzione delle agenzie eurocratiche allo Stato legittimo greco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La presidenza Tsipras, dichiaratamente riformista, non ha quindi smagnetizzato la Grecia attivamente, ma il suo governo ha labilmente intepretato un processo popolare endogeno, che porta la Grecia fuori dalla dicotomia Europa-Euro, verso però lidi ignoti. Tsipras non ha saputo far altro che prender tempo, e flirtare con la Russia, che vanta da molti anni un ottimo rapporto con la Grecia post-Euro.</p>
<p style="text-align: justify">La discrasia tra il processo endogeno del tutto comprensibile (stante il fallimento totale della cura-Troika) e l&#8217;attendismo di Tsipras e Varoufakis ha portato la Grecia in un limbo in cui i tre aspetti della statualità greca, Militarismo (A), Diplomazia (B), e Burocrazia (C), prendono strade diverse.</p>
<p style="text-align: justify">In questo contesto di caos, in cui la Troika detiene il pallino del gioco (giacchè ha molte armi con cui ricattare Atene) si sono fatte strade in alcuni gruppi di contropensiero antiatlantista lontane prospettive di un avvicinamento della Grecia ai BRICS, soprattutto dopo il viaggio di Tsipras a Mosca (8 Aprile), con contestuali contumelie tedesche. <strong>Un avvicinamento che però pare appartenere alla fantasia, soprattutto se da un piano economico-monetario (adesione alla Banca dei BRICS) ci si sposta su un piano di corposità politica, con la Grecia che entra nell&#8217;Unione Eurasiatica promossa da Mosca</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Tsipras-Putin.jpg"><img class=" wp-image-2815 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Tsipras-Putin-300x241.jpg" alt="Tsipras Putin" width="403" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">La discrasia che ricordavano poc&#8217;anzi tra l&#8217;effettivo corso del paese-Grecia e l&#8217;attendismo dei suoi governanti, non giustifica uno scatto centometristico verso lo scioglimento dei legami formali con l&#8217;Euro-Occidente e un involata verso le pianure eurasiatiche. A<strong>lla realtà socio-economica popolare si contrappone un governo che, seppur spregiudicato, appare pienamente inserito nella logica eurocratica di mantenimento dello status quo,</strong> e francamente incapace di dare uno strappo al declino in cui, da solo, ha voluto porsi in compagnia (&#8220;La Grecia non uscirà dall&#8217;Euro&#8221; ripeteva Tsipras in campagna elettorale, e ha continuato a ripeterlo anche una volta presidente).</p>
<p style="text-align: justify">Vediamo alcuni motivi per cui un effettivo avvicinamento della Grecia ai BRICS e in particolare all&#8217;Unione Eurasiatica promossa da Mosca.</p>
<p style="text-align: justify">A) <strong>Da un punto di vista militare l&#8217;esercito è ridotto ai minimi termini, per svariati ragioni</strong>. Storicamente, dopo la soppressione della dittatura militare dei colonnelli (1975) l&#8217;esercito è stato rigidamente controllato dagli apparati civili, e il ridotto zoccolo demografico/economico è dissanguato per mantenere una coltre militare con la Turchia (sebbene siano frequenti passaggi di personale di grado all&#8217;interno delle logiche NATO tra i due paesi) e un presidio ad alto valore aggiunto a Cipro sulla linea che divide l&#8217;isola tra la Grecia e la Turchia<strong>. La recente crisi economica ha accellerato questi processi, e ormai l&#8217;esercito greco è ridotto ad un agenzia di controllo immigrazione</strong>. Seppur di robusta cultura ortodossa e genericamente ben disposto verso Mosca, culturalmente parlando, la marina (il comparto più strutturato) e l&#8217;aviazione sono terreno di caccia della NATO. Non da ultimo la Grecia ha partecipato ad Ottobre 2014 ad un esercitazione generale NATO nel Mediterraneo (chiarendo quindi la sua eventuale partecipazione ad una cordata anti-siriana o anti-russa). <strong>Uno spiraglio verso un futuro filorusso potrebbe essere l&#8217;accordo con Mosca, nonostante le sanzioni, per alcuni pezzi di ricambio per sistemi di difesa aerea, siglato a Dicembre 2014. Tuttavia sia la non sponsorizzazione dell&#8217;accordo sia la relativa pochezza dello stesso lasciano pensare che esso sia solo normale routine, normale scambio tecnologico nell&#8217;ambito militare.</strong></p>
<p style="text-align: justify">In generale la mancanza di peso dell&#8217;esercito nella catena di montaggio nelle decisioni politiche e l&#8217;ingerenza, anche economica, degli USA sul comparto militare (nel 2010 gli Stati Uniti hanno venduto il 42 % degli armamenti necessari ai greci, seguiti da altri due paesi NATO, Francia e Germania) impediscono che il comparto militare e in generale l&#8217;esercito possano essere un reale pungolo verso l&#8217;Unione Eurasiatica.</p>
<p style="text-align: justify">B) <strong>La Grecia è un paese diplomaticamente diviso tra un lontano legame ortodosso e un presente mediterraneo-occidentale</strong>. Legata a doppio filo alla militanza NATO della Turchia, con la quale forma un tutt&#8217;uno strategico (tanto che furono proprio gli States a premere perchè entrassero insieme nella NATO, nel 1952, durante il primo allargamento). L&#8217;unica vera faglia militare, quella con la Turchia (giacchè quella con la Macedonia è una boutade su un nome, poca cosa) è forzosamente rimarginata dal paternalismo sovranazionale di Washington. <strong>Ultimamente la Grecia ha però firmato sia le sanzioni contro la Russia</strong> (Settembre 2014) <strong>sia l&#8217;allargamento delle stesse non molto dopo</strong>. Atene si è allineata alla vulgata atlantista anche astenendosi (come quasi tutti i paesi del blocco europeo) riguardo alla proposta putiniana di mettere al bando il revisionismo nazista, quando un governo di Sinistra avrebbe quasi importo un adesione alla proposta russa.</p>
<p style="text-align: justify">A dimostrazione del bipolarismo del governo greco tuttavia stanno le parole del ministro degli esteri Kotzias, che a Febbraio 2014, dopo un colloquio con Lavrov, parlava della necessità di cercare altre vie, che non fossero le sanzioni, per dialogare con la Russia.</p>
<p style="text-align: justify">L<strong>a Grecia diplomaticamente è particolarmente costretta dai lacciuoli eurocratici, e può quindi permettersi meno di quanto non potrebbe fare Berlino, o Parigi, ma anche Roma</strong>. E&#8217; pur vero che nessuna reprimenda, nemmeno flatus vocis è giunta da Atene, in riferimento all&#8217;allargamento delle sanzioni o come abbiamo visto, almeno sulla questione storia del Nazismo. Un voto contrario non solo avrebbe polarizzato la opinione pubblica greca ma avrebbe ragionevolmente galvanizzato alcuni paesi dentro la UE che malsopportano la russofobia spinta (Ungheria,Rep.Ceca ecc).</p>
<p style="text-align: justify">Bisogna quindi chiedersi in che modo Atene pensa di utilizzare diplomaticamente un appoggio gracile alla Russia. <strong>Probabilmente la Grecia spera in una risoluzione travagliata ma positiva del conflitto in Ucraina</strong> (vedi l&#8217;interesse per gli accordi di Minsk) e di diventare in futuro mediatrice tra Mosca e Bruxelles.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Eurasiatic-Emblem.png"><img class="size-medium wp-image-2816 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Eurasiatic-Emblem-300x148.png" alt="Eurasiatic Emblem" width="300" height="148" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><i>                                                                                 Emblema ufficiale dell</i><b><i>&#8216;Unione Economica Eurasiatica </i></b><br />
<strong>C) I segmenti pesanti del paese sono più interessati ad una apertura al credito europeo che a sfidare apertamente la Troika con provocazioni filorusse.</strong> La Banca Centrale Greca è una roccaforte della reazione eurocratica, ed essendo la voce in capitolo più grande per gli investimenti greci e l&#8217;economia ellenica in generale preme per una risoluzione filo-europea della crisi. Anche le parole concilianti rivolte da Putin a Tsipras l&#8217;8 Aprile, durante la sua visita a Mosca, si sono comunque concluse con una rassicurazione del Presidente russo circa la non volontà russa di minare la stabilità politica europea.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un campo in cui il gran capitale greco può trovare conveniente una ripolarizzazione verso la Russia potrebbe essere quello dell&#8217;energia, con la sponda garantita da Tsipras al progetto di Turkish Steam che coinvolgerebbe anche la Fed.Russa</strong>. L&#8217;energia è il reale ventre molle dell&#8217;eurocratismo, e da qui può partire la magnetizzazione russa del Capitale greco, il quale tuttavia rimane largamente legato, controvoglia, al campo occidentale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Anche a livello di partiti l&#8217;unico che si sia schierato con convinzione con Mosca è Alba Dorata, che ha recentemente partecipato ad alcune rassegne politiche della galassia nazional-rivoluzionaria a Mosca</strong>. Alba Dorata da qualche anno, dopo aver superato la sua vicinanza con Slovobda (in modo simile a quanto ha fatto Forza Nuova in Italia), preme per un avvicinamento della Grecia alla Russia, sia in funzione antieuropea che antiamericana. <strong>Il resto dei partiti greci tuttavia registra posizioni farraginose</strong> (PASOK e Nea Dimokratia )<strong> o improntate all&#8217;opportunismo</strong> (Syriza, come ricordavamo), <strong>o apertamente filorusse ma solo per quanto concerne la questione ucraina</strong> (KKE).<br />
A queste condizioni, a meno di stravolgimenti (che potrebbero essere un nuovo governo magari a guida Alba Dorata o una sterzata vampiresca della Troika) epocali,<strong> l&#8217;adesione di Tsipras all&#8217;Unione Eurasiatica rimane solamente una carta buona da giocare per esacerbare il dialogo con i soloni eurocratici. Più probabile rimane l&#8217;adesione alla ba</strong><strong>nca dei BRICS, che tuttavia rimane troppo legata a progetti diplomatici e non politici tout court. Nel qual caso quest&#8217;adesione non sarebbe impossibile, ma solo poco produttiva su un piano di rapporti di forza</strong>.</p>
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		<title>La Grecia e l&#8217;ultima chance dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 11:30:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo sinceramente orgogliosi di pubblicare un articolo dell&#8217;amico Giovanni Carissimo: blogger, attivista e scienziato politico, panificatore. &#160; Cominciare un articolo con note autobiografiche &#8211; soprattutto se ha l&#8217;ambizione di dare qualche spunto di riflessione &#8211; non mi è mai sembrato un granché interessante. Tuttavia mi viene da fare un&#8217;eccezione, nella speranza di spiegare meglio quel che mi passa per la testa.Ho ventotto anni ed una laurea specialistica in &#8216;economia, politica e istituzioni internazionali'; oggi sono un lavoratore precario, uno dei tanti che si arrabattano. Appartengo con orgoglio a quella che certi giornalisti etichettano come &#8216;generazione Erasmus': sia nel corso degli studi che dopo, infatti, ho usufruito delle occasioni che l&#8217;Unione Europea mi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><em><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>iamo sinceramente orgogliosi di pubblicare un articolo dell&#8217;amico Giovanni Carissimo: <a href="http://bollettinobaltico.blogspot.it/" target="_blank">blogger</a>, attivista e scienziato politico, panificatore.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div id="msgText_preview223" dir="ltr">Cominciare un articolo con note autobiografiche &#8211; soprattutto se ha l&#8217;ambizione di dare qualche spunto di riflessione &#8211; non mi è mai sembrato un granché interessante. Tuttavia mi viene da fare un&#8217;eccezione, nella speranza di spiegare meglio quel che mi passa per la testa.Ho ventotto anni ed una laurea specialistica in &#8216;economia, politica e istituzioni internazionali'; oggi sono un lavoratore precario, uno dei<br />
tanti che si arrabattano. Appartengo con orgoglio a quella che certi giornalisti etichettano come &#8216;generazione Erasmus': sia nel corso degli studi che dopo, infatti, ho usufruito delle occasioni che l&#8217;Unione Europea mi ha offerto per accrescere le mie competenze e vivere in altri paesi membri. Ho svolto un tirocinio ad Amsterdam ed uno a Jerez de la Frontera (Andalusia); ho studiato all&#8217;università di Santiago de Compostela e lavorato in una biblioteca lituana con il Servizio di Volontariato Europeo (Sve). In tutti questi anni non ho mai dubitato che il mio futuro fosse saldamente radicato nell&#8217;Unione, e ho sempre sperato che l&#8217;Europa potesse in qualche modo aiutare l&#8217;Italia a superare le sue numerose anomalie (gerontocrazia, maschilismo, razzismo, clientelismo, corruzione, scollamento delle istituzioni dalle vite delle persone, ecc) e &#8211; perché no &#8211; anche aiutarla a sprovincializzarsi e diventare, finalmente, un paese più civile, più accogliente, più aperto e rispettoso delle differenze.Intendiamoci, sono stato e resto molto critico sulle scelte alla base dei trattati fondativi e della maggior parte delle azioni dell&#8217;Unione: fondamenta di tipo monetario anziché politico e sociale; scarso peso del Parlamento (l&#8217;unico corpo democraticamente eletto dai cittadini); chiusura razzista verso migranti e rifugiati provenienti dal bacino del Mediterraneo; imposizione di politiche economiche neoliberiste che, dopo aver salvato chi ha contribuito a causare la crisi, rovinano la vita della maggior parte della popolazione. La lista e le argomentazioni sarebbero molte, ma immagino ci siamo capiti (e poi non è questa la sede in cui entrare in dettaglio).È con questo spirito che, dal 22 al 26 gennaio scorsi, ho partecipato alla Brigata Kalimera, la delegazione italiana di appoggio a Syriza promossa dal gruppo di organizzazioni, partiti e pezzi di società civile che si sono riconosciuti nell&#8217;appello &#8220;Cambia la Grecia, cambia l&#8217;Europa&#8221;. Giusto per far capire meglio chi sono, preciso di non aver mai avuto la tessera di alcun un partito e di essere sempre stato attivo nei movimenti sociali, prima della scuola, poi dell&#8217;università (contro i tagli ai finanziamenti pubblici e le riforme privatizzatrici) e successivamente nel territorio in cui abito, all&#8217;interno del variegato mondo degli spazi autogestiti.Ho deciso di andare ad Atene perché non ne posso più di avere la nausea ogni volta che leggo il giornale, di avere quasi trent&#8217;anni e l&#8217;unica certezza di vivere peggio della generazione dei miei genitori. Sono volato ad Atene perché la paura deve cambiare di lato: non più tra le fila di precari, esodati, disoccupati, pensionati, lavoratori, ma tra quelle di banchieri, speculatori, grossi e grassi imprenditori e i loro tristi referenti politici, che passo a passo stanno svuotando il senso della democrazia e trasformando l&#8217;Europa in una oligarchia economico-finanziaria.</p>
<p>E con questo vengo al dunque: oggi, di fronte all&#8217;oltranzismo ottuso con cui i vertici europei insistono nel rifiutare il negoziato con il governo greco di Syriza, la mia fiducia verso l&#8217;Europa si è incrinata tanto da essere sul punto di infrangersi.</p>
<p>Non penso di essere particolarmente originale: nella mia stessa condizione ci sono milioni di giovani in tutto il continente, stretti tra disoccupazione alle stelle, lavori di merda, assenza di prospettive, precarietà occupazionale e, a cascata, precarietà esistenziale. Ne ho incontrati tanti ad Atene in quei giorni, da vari angoli dell&#8217;Unione, così come ne incontro a decine nella vita di tutti i giorni che si snoda tra Milano e il suo hinterland nord-est.</p>
<p>L&#8217;orgogliosa resistenza della Grecia ai memorandum della Troika e al dogma dell&#8217;austerità mi ha restituito una sferzata di speranza ed entusiasmo dopo anni di preoccupazione e di cupezza. La società greca ha risposto alla crisi umanitaria creata dalle politiche neoliberiste con l&#8217;autorganizzazione: una fitta rete di ambulatori e farmacie gratuiti, mense e punti di distribuzione di cibo, mercati a chilometro zero senza intermediari della grande distribuzione, comitati di opposizione agli sfratti, scuole di greco per migranti, centri culturali di quartiere ha fatto sì che il tessuto sociale non si lacerasse e che non si diffondesse la feroce e stupida ideologia della guerra tra poveri &#8211; la stessa che i nazisti di Alba Dorata e le destre identitarie del resto d&#8217;Europa stanno tentando di rendere egemone. La vittoria elettorale di Syriza non si può comprendere a fondo senza questa consapevolezza: il voto della maggioranza dei greci e delle greche è andato verso la forza politica percepita come l&#8217;unica in grado di farsi interprete ed incanalare in un cambio sistemico le istanze della società che resiste e risponde alla crisi con più democrazia (reale), più solidarietà, più partecipazione popolare. L&#8217;esatto opposto del progetto a &#8220;larghe intese&#8221; dei vari Juncker, Dijsselbloem, Draghi, Schultz, Renzi, Merkel, Hollande, Cameron, Rajoy e soci.</p>
<p>Oggi, per concludere, nei confronti della Grecia si gioca una partita che ha come posta in gioco l&#8217;ultima chance dell&#8217;Europa: l&#8217;ultima occasione di costruire un&#8217;Europa sociale che metta al primo posto le persone e non i profitti, il benessere e non i mercati. Sarà una partita lunga e dura, durissima, di cui la Grecia è solo il primo tempo, e da cui non possiamo restare fuori. Se vincerà il partito arcigno dell&#8217;austerità neoliberista non solo la Grecia, ma tutti gli altri paesi membri avranno perso, Italia in primis.</p>
<p>E a noi della &#8216;generazione Erasmus&#8217;, per non continuare a patire l&#8217;esclusione e la frustrazione sofferte fino ad oggi, probabilmente non rimarrà che la strada dell&#8217;esilio.</p>
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		<title>Estremismo: malattia infantile del comunismo greco ed italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 11:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo Tsipras ha giurato, Syriza ha vinto le elezioni ed ha formato un governo di coalizione con un gruppo di fuoriusciti dal partito di centro-destra Nea Demokratia, i Greci Indipendenti. Syriza non avrebbe potuto formare un governo monocolore, perché non aveva i seggi necessari e, così, ha dovuto aprire ad altre compagini politiche. La notizia di un&#8217; alleanza con un gruppo di destra, seppur anti-troika e contrario all&#8217;austerità imposta alla Grecia, ha fatto vacillare buona parte dei fan di Tsipras in Italia ed ha dato una “conferma” alle solite critiche di altre organizzazioni politiche di sinistra convinte del fatto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l governo<strong> Tsipras</strong> ha giurato,<strong> Syriza</strong> ha vinto le elezioni ed ha formato un governo di coalizione con un gruppo di fuoriusciti dal partito di centro-destra Nea Demokratia, i Greci Indipendenti. Syriza non avrebbe potuto formare un governo monocolore, perché non aveva i seggi necessari e, così, ha dovuto aprire ad altre compagini politiche. La notizia di un&#8217; alleanza con un gruppo di destra, seppur anti-troika e contrario all&#8217;austerità imposta alla Grecia, ha fatto vacillare buona parte dei fan di Tsipras in Italia ed ha dato una “conferma” alle solite critiche di altre organizzazioni politiche di sinistra convinte del fatto che Syriza sia una sorta di “montatura borghese” o un calmiere che il capitalismo transnazionale ha usato contro lo stupido proletariato greco.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Nonostante questo patto insolito, una buona fetta della classe politica italiana ha applaudito Tsipras e , dopo averlo dipinto come un folle comunista, lo ha eletto a novello<strong> Simon Bolivar</strong>. Ora, è evidente che, almeno da un punto di vista programmatico, il governo di Syriza dista anni luce dal governo italiano di centro-centro-centro-centro-sinistra (?) appoggiato dalla destra. <strong>Le idee sul lavoro e sul debito pubblico rendono risibili quanto opportunisti i tentativi di parte del PD italiano e non solo di appoggiarsi alla stampella greca per giustificare un atteggiamento anti-troika che, in effetti, i governi Monti, Letta e Renzi non hanno  tenuto.</strong> D&#8217;altronde, Tsipras si appresta ad aumentare il salario minimo mentre da noi si tagliano tutele ai lavoratori, si fanno scrivere riforme del lavoro ai grandi imprenditori ed il tanto atteso reddito di cittadinanza è rimasto promessa elettorale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Un punto centrale è, invece, capire perchè Syriza si allea con i Greci Indipendenti e non con i comunisti o i socialisti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><span style="font-size: small">La Grecia si presentava a queste elezioni con una situazione sociale disastrata, </span><span style="font-size: small">che smentisce anche tante idee apparse su alcuni quotidiani, secondo le quali Tsipras avrebbe</span> <span style="font-size: small">conquistato una classe media che, ormai, </span><span style="font-size: small">nel paese ellenico </span><span style="font-size: small">non esiste praticamente più. (Per un breve sunto statistico della situazione greca, si veda <a href="http://www.torquemada.eu/2015/01/24/la-grecia-al-voto/">http://www.torquemada.eu/2015/01/24/la-grecia-al-voto/</a> )</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Tsipras ha sfondato, è vero, ma non è riuscito a superare quella soglia del 37% che gli avrebbe consentito di governare in completa autonomia. Così, bisognava cercare le alleanze. Alla sua sinistra avrebbe potuto esserci un alleato naturale, il Partito Comunista greco (KKE). Tuttavia, fin dall&#8217;inizio delle proteste, i “comunisti” hanno preferito distaccarsi dal movimento che ha innalzato Syriza, rimanendo da soli anche nelle più accese manifestazioni di piazza. Alla immediata destra del partito vincitore sedeva il Pasok, i cui consensi sono ormai ridotti all&#8217;osso visto il disastroso governo di coalizione con Nea Demokratia e di sudditanza nei fatti ai diktat della finanza e dell&#8217;Europa. C&#8217;era, inoltre, un altro partito di centro sinistra,<strong> To Potami</strong>, che, secondo i più autorevoli analisti -che puntualmente colgono le più autorevoli cantonate-, sarebbe stato un buon alleato di Syriza. Ovviamente, Tsipras ha detto no. Questo perchè “Il fiume” (questa è la traduzione italiana di To Potami) ha cercato, negli ultimi giorni della campagna elettorale, di<strong> accreditarsi come il moderatore del furente e rivoluzionario Tsipras nei confronti delle istituzioni europee</strong>, cercando di ritagliarsi un ruolo di cane da guardia che sicuramente ha colpito positivamente alcune banche europee, una su tutte Credit Suisse, ma ha scavato un solco profondo con il partito vincente. Così, restavano solo i Greci Indipendenti ed un gruppo di fascisti, Alba Dorata, che tra un attacco agli immigrati ed un assassinio contro i comunisti si è presentato alle elezioni. La scelta, per quanto facile a questo punto, è stata obbligata e, forse, sarà anche felice. Infatti, Syriza ha dato il “contentino” del ministero della Difesa al loro leader e si appresta così a governare con una maggioranza numericamente non esigua e con un alleato reale -almeno così pare- nella battaglia contro il cappio economico che alla Grecia è stato imposto.  <strong>Qualora Tsipras vincesse, riuscendo a migliorare le condizioni di vita dei greci (anche se non creerà dei Soviet), sarà sicuramente il primo beneficiario della vittoria e consoliderà il bagaglio di voti di Syriza.</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Ci sarà, dunque, una <strong>maggioranza disposta a ribellarsi ai diktat della troika</strong>, mentre, su temi come diritti civili ed immigrazione, qualora i Greci Indipendenti dimostrino la natura omofoba e razzista di cui sono stati accusati, Syriza potrà trovare facilmente altri alleati tra le persone dotate di semplice buon senso sedute tra gli scranni del Parlamento greco. La situazione, dunque, sembrerebbe essere buona, anche perchè, in un altro paese dei Pigs (così chiamano gli stati “deboli” dell&#8217;Ue), il movimento Podemos sembra essere in ascesa, oltre che in sintonia con i progetti di drastico cambiamento di rotta che Tsipras vorrebbe imporre all&#8217;Europa. Tsipras, ovviamente, non è Lenin né tantomeno c&#8217;è un&#8217;Internazionale, anche perchè in paesi come l&#8217;Italia i comunisti sono prevalentemente impegnati o a dar torto al proletariato oppure ad appaltare la propria attività politica al carro di turno (da De Magistris ad Ingroia e via di seguito), tuttavia l&#8217;esito delle elezioni greche dimostrerebbe che l&#8217;antiliberismo e l&#8217;anticapitalismo in Europa non sono più soltanto dei miti letterari.</span></p>
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		<title>La Grecia al voto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 21:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco. Si tratta, probabilmente, di un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale crisi dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, Alexis Grigoropoulos, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>omani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco.</strong> Si tratta, probabilmente, di <strong>un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo</strong>. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale <strong>crisi</strong> dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, <strong>Alexis Grigoropoulos</strong>, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, <strong>da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello Stato ellenico</strong>; addirittura, anche i cani si sono schierati contro le “forze dell&#8217;ordine greche”.<strong> Le elezioni di domani sono state un evento teoricamente imprevisto, deciso dopo il fallimento del governo dei partiti centrosinistra e centrodestra</strong> (Pasok e Nea Demokratia) nell&#8217;elezione di un Presidente della Repubblica. Tuttavia, l<strong>e larghe intese non hanno fallito solo politicamente, ma hanno macellato la popolazione greca in un ghiros a (presunto) vantaggio dei “creditori” della Grecia</strong>. Infatti, secondo il rapporto 2013 dell&#8217; ΕΣΤΑΤ &#8211; l&#8217;Istat greco -, <strong>892.763 famiglie si trovano sull’orlo della povertà assoluta</strong>. <strong>Quattro famiglie su dieci non sono in grado di pagare il mutuo della casa, una su tre non può riscaldarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il 23,1% della popolazione greca vive in povertà</strong>, questa percentuale equivale a <strong>più di 2,5 milioni (sugli 11 milioni di greci)</strong>, mentre la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale ammonta a 3.903.800 persone.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il dati raccolti dall’ΕΣΤΑΤ <strong>il 20,3% della popolazione vive in condizione di “deprivazione materiale”</strong>,</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’ΕΣΤΑΤ tiene conto dell’accessibilità della popolazione a una lista di nove punti come pagamento di bollette o possibilità di acquistare alimenti proteici, che dovrebbe dimostrare il benessere reale dei greci.</strong> Nei rapporti che vanno <strong>dal 2010 al 2013 si è osservato un aumento delle percentuali di coloro che non hanno addirittura accesso ad almeno quattro di questi punti.</strong> Nel 2010 era del 11,6%, nel 2011 di 15,2%, nel 2012 di 19,5%, nel rapporto 2013 è salita al 20,3%</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre<strong>, le famiglie hanno perso il 40% del potere d&#8217;acquisto negli ultimi cinque anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il leader di Nea Demokratia, <strong>Samaras</strong>, ha paventato il rischio che la Grecia possa diventare la Corea del Nord qualora vincesse il principale partito di sinistra, Syriza, ma a leggere le statistiche si capisce bene che il governo da lui presieduto non ha di certo arginato la crisi e che, anzi, potrebbe far invidia anche ai fondatori della Juche! <strong>Gli ultimi sondaggi davano Syriza con il 33-38% seguita a 4-7 punti da Nea Demokratia. Per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, il leader Tsipras dovrà oltrepassare la soglia del 37%. Altrimenti dovrà cercare di formare un governo di coalizione</strong>. I partner più probabili sono <strong>To Potami</strong> (il nuovo partito del giornalista <strong>Stavros Theodorakis</strong>) e i socialdemocratici del <strong>Pasok</strong>. Ci sarebbe anche il <strong>KKE</strong>, il partito comunista greco che, però, sin dall&#8217;inizio ha cercato di distinguersi da Syriza, organizzando manifestazioni diverse ed attacando il blocco di sigle guidato da<strong> Alexis Tsipras</strong>, come la forza di riserva del capitalismo internazionale per tenere sotto controllo la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In caso di vittoria, il programma di Syriza prevede:</strong></p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>audit debito pubblico</strong>, rinegoziando gli interessi e sospendendo i pagamenti fino a quando l’economia del paese non si sarà ripresa e siano tornate la crescita e l’occupazione;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>incremento dell’imposta sul reddito</strong> al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno;</p>
<p style="text-align: justify">-La <strong>nazionalizzazione delle banche</strong> e <strong>delle imprese ex-pubbliche in settori strategici</strong> per la crescita del paese;</p>
<p style="text-align: justify">-Il <strong>ritorno del salario minimo al livello che aveva prima dei tagli</strong> (751 euro lordi al mese) ; inoltre sempre nell&#8217;ambito del lavoro il patito di Tsipras programma l&#8217;<strong>abolizione del precariato</strong>, il recupero del <strong>contatto collettivo</strong> in modo da fornire ai sindacati gli strumenti per orientare i contratti individuali verso il cosiddetto &#8220;tempo indeterminato&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;aumento dei sussidi per i disoccupati nonché delle misure di <strong>previdenza sociale</strong> per le famiglie monoparentali, gli anziani, i disabili e le famiglie senza reddito.</p>
<p style="text-align: justify">Se Syriza dovesse fallire (ammesso che riesca ad andare al governo) , c&#8217;è comunque qualcuno che è convinto di essere in grado di risolvere la situazione della Grecia: il partito di estrema destra <strong>Alba Dorata</strong>, recentemente ospitato da Casa Pound in Italia, <strong>che parte dal 9% conquistato alle ultime europee</strong> con il solito copione della destra europea contro l&#8217;Islam, gli stranieri, l&#8217;Europa; un altro obiettivo di questo gruppo sembrerebbero essere anche i comunisti, visto che 3 dei loro deputati sono indagati in seguito all&#8217;uccisione del rapper anti-fascista Giorgos Roupakias.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1356" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1-300x182.jpg" alt="foto1" width="300" height="182" /></a> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1357" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg" alt="foto 2" width="275" height="183" /></a></span></span></span></p>
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