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	<title>Torquemada &#187; Stampa</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Papa Francesco: pontificato breve o disinformazione?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 17:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eugenio Runco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella serata del dodici marzo (era già il tredici in Europa) l&#8217;emittente messicana Televisa ha trasmesso l&#8217;intervista concessa dal Papa alla vaticanista Valentina Alazraki in occasione del secondo anniversario della Sua elezione. Oltre atlantico l&#8217;intervista è stata dapprima compendiata in un comunicato di Radio Vaticana e poco più tardi riportata integralmente in italiano dall&#8217;Osservatore Romano (eccola), e in spagnolo dalla stessa Radio Vaticana (qui). La conversazione tra Papa Francesco e la giornalista messicana è durata all&#8217;incirca un&#8217;ora e mezzo, e anche la sua trascrizione certamente non può definirsi corta. Nel sintetizzarla la stampa in molti casi si è soffermata, con precisione a dir poco chirurgica, solo su]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="N" class="cap"><span>N</span></span>ella serata del dodici marzo (era già il tredici in Europa) l&#8217;emittente messicana Televisa ha trasmesso l&#8217;intervista concessa dal Papa alla vaticanista Valentina Alazraki</strong> in occasione del secondo anniversario della Sua elezione. Oltre atlantico l&#8217;intervista è stata dapprima compendiata in un comunicato di <strong>Radio Vaticana</strong> e poco più tardi riportata integralmente in italiano dall&#8217;<strong>Osservatore Romano</strong> (<a href="http://www.osservatoreromano.va/it/news/due-anni-di-pontificato">eccola</a>), e in spagnolo dalla stessa Radio Vaticana (<a href="http://www.news.va/es/news/los-primeros-dos-anos-de-la-era-francisco-en-entre">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La conversazione tra Papa Francesco e la giornalista messicana è durata all&#8217;incirca un&#8217;ora e mezzo</strong>, e anche la sua trascrizione certamente non può definirsi corta. Nel sintetizzarla<strong> la stampa in molti casi si è soffermata, con precisione a dir poco chirurgica, solo su alcune espressioni usate dal Santo Padre</strong>, propinando a volte notizie dal senso poco coerente con quello del discorso del Sommo Pontefice, e presumibilmente distanti dalle Sue intenzioni. Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma frequente, in particolar modo per le notizie che riguardano, in ordine crescente, la Chiesa Cattolica, il Romano Pontefice e Papa Francesco.</p>
<p style="text-align: justify">In questo caso ci riferiamo ai temi dell&#8217;intervista, e <strong>in luogo specifico al clamore suscitato dalle parole di Francesco I con le quali ha affermato di presagire la brevità del pontificato</strong> corrente.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/cq5dam.thumbnail.624.351.jpg"><img class=" wp-image-2129 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/cq5dam.thumbnail.624.351-300x168.jpg" alt="cq5dam.thumbnail.624.351" width="314" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Una asserzione giunta allorché si è fatto notare al Papa che il Suo operato ha potuto a volte  far pensare ad &#8220;una certa <strong>fretta nel modo di agire</strong>&#8221; oppure a una visione del <strong>pontificato a &#8220;breve termine&#8221;</strong>. Eccola per intero:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve. Quattro o cinque anni. Non so, o due o tre. Beh, due sono già passati. È come una sensazione un po’ vaga. Le dico, forse no. È come la psicologia di chi gioca e allora crede che perderà per non restare poi deluso. E se vince è contento. Non so che cos’è. Ma ho la sensazione che Dio mi ha messo qui per una cosa breve, niente di più&#8230; Ma è una sensazione. Per questo lascio sempre aperta la possibilità.&#8221;</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Questa ci appare come una risposta affermativa alla prima ipotesi. <strong>Il Papa tiene effettivamente a realizzare i Suoi propositi al più presto</strong>, impegnandosi dal primo momento.<strong> Questa premura è suggerita dalla sensazione che il tempo a disposizione sia poco</strong>. Si tratta di<strong> una semplice sensazione</strong>, forse <strong>dettata dalla gravità non da poco della Missione</strong>, come specificato dalla metafora del giocatore. Non è opportuno interrogarsi sulla natura di questo mandato affidato a Francesco, magari lanciandosi in passionali ma arditi paragoni al Poverello d&#8217;Assisi e al &#8220;riparare la Chiesa&#8221;;o molto peggio a sensazionalistiche fantasticherie di gusto luteranesco sul &#8220;riformarla&#8221;. Qui si parla &#8220;semplicemente&#8221; (le virgolette sono d&#8217;obbligo) del compito di Pastore della Chiesa Universale, che deve essere svolto, come ogni altro, tenendo sempre presente la <em>&#8220;missione d&#8217;identità con Gesù Cristo&#8221;</em> che Francesco ha in altre occasioni ricordato e che ribadirà, come vedremo, più avanti nell&#8217;intervista. <strong>Il Papa intende svolgere dunque il Suo pontificato sotto la guida di Cristo,  con la sollecitudine di chi sa di poter essere in ogni momento sorpreso dai ladri</strong> (cfr. S.Matteo 24, 43-44), senza però escludere di poter esser chiamato dalla Provvidenza ad un lungo regno.</p>
<p style="text-align: justify">Una frase allusiva come &#8220;<em>Per questo lascio sempre aperta la possibilità&#8221; </em>può dare la sensazione che si rimanga in ambiguo e, considerando quanto poco remota è l&#8217;abdicazione di <strong>Benedetto XVI</strong>, si potrebbe pensare che il Santo Padre consideri aperta la possibilità di seguire anche in questo il cammino del Suo predecessore. Immediatamente dunque l&#8217;intervistatrice chiede  una precisazione in tal senso al Pontefice, il quale risponde:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;[&#8230;]Io credo che Papa Benedetto abbia aperto una porta. Settant’anni fa non esistevano i vescovi emeriti. Oggi ne abbiamo 1400. [&#8230;] Credo che Benedetto con grande coraggio abbia aperto la porta ai Papi emeriti. Non bisogna considerare Benedetto come una eccezione. Ma come una istituzione. Forse sarà l’unico per molto tempo, forse non sarà l’unico. Ma è una porta aperta dal punto di vista istituzionale. Oggi il Papa emerito non è una realtà strana, ma si è aperta la possibilità che possa esistere.&#8221;</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Una risposta perfettamente in linea colla precedente, cui segue la domanda, che è più una affermazione: <em>&#8220;Si potrebbe pensare, come per i vescovi, un Papa che rinunci a ottant’anni.&#8221;</em> Ecco la replica del Papa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Anche. Si può, ma a me non piace fissare un’età. Credo che il papato ha qualcosa di ultima istanza. È una grazia speciale. Per alcuni teologi il papato è un sacramento, i tedeschi sono molto creativi in tutte queste cose. Io non sono di questo parere, ma questo vuol dire che c’è qualcosa di speciale. Allora parlare di ottant’anni crea una sensazione di fine di pontificato che non farebbe bene, qualcosa di prevedibile. Non sono dell’idea di fissare un’età ma sono dell’idea di Benedetto. [&#8230;]&#8221;</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>Francesco insomma non pensa di rinunciare al Ministero Petrino, e soprattutto non crede che si possa porgli un termine</strong>. Riconosce comunque, come la Chiesa ha sempre fatto, la possibilità della rinuncia, e il coraggio della scelta di Benedetto XVI, che servirà in futuro da ammonimento laddove se ne verifichino le circostanze. Il Papa Emerito è quindi una istituzione per l&#8217;importanza del Suo esempio. Lo è anche per la recente istituzione del titolo, ispirato a quello dei vescovi emeriti. Se esso verrà usato ancora nei prossimi anni non ci è dato sapere.</p>
<p style="text-align: justify">Tornando al nostro tema specifico, <strong>la ricezione da parte dei giornali delle attestazioni citate</strong>, nonché di altre risposte, <strong>è stata spesse volte incoerente</strong>, al punto che una veloce <strong>rassegna stampa</strong> delle più note testate svela un <strong>carosello di proclami tanto scandalistici quanto menzogneri</strong> e di condotte in qualche caso poco diligenti per dei giornalisti.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/papa_francesco.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2127" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/papa_francesco-300x187.jpg" alt="papa_francesco" width="300" height="187" /></a></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;intenzione originaria era di occuparsi esclusivamente della stampa nostrana, ma la menzione di quella straniera è d&#8217;obbligo in un caso esemplare. Infatti di tanto in tanto la notizia è riportata onestamente, e<strong> l&#8217;articolo più fedele alle parole del Papa</strong>, per quanto succinto, è del <strong>Time</strong> (<a href="http://time.com/3743995/pope-francis-anniversary-five-years/">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify">In Italia si è appreso il contenuto dell&#8217;intervista tramite <strong>il comunicato della Radio Vaticana</strong> (<a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/13/il_papa_a_televisa_racconta_i_due_anni_di_pontificato/1129053">qui</a>) che <strong>ha avuto una considerevole &#8220;circolazione&#8221;</strong> nelle redazioni dei quotidiani. Diversi suoi trafiletti sono stati &#8220;copia-incollati&#8221; dall&#8217;<strong>Huffington Post</strong> (<a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/03/13/papa-pontificato-breve_n_6862568.html?utm_hp_ref=italy">qui</a>) – l&#8217;unico giornale a riconoscere espressamente la citazione – dall&#8217;agenzia di informazione <strong>ANSA</strong> (<a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/03/13/papa-festeggia-2-anni-pontificato-ma-ammette-ho-sensazione-che-sara-breve_c5fc3eb9-561a-42d2-abd4-2d020be915c5.html">qui</a>), da <strong>Repubblica</strong> (<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/03/13/news/papa_curia_ultima_corte_d_europa_-109421858/?ref=search">qui</a>), dal <strong>Sole 24 Ore</strong> (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-03-13/papa-francesco-ho-sensazione-che-mio-pontificato-sara-breve-144154.shtml?uuid=ABRjLt8C">qui</a>), e perfino da <strong>&#8220;Vatican Insider&#8221;</strong> (<a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-39708/">qui</a>), lo spazio dedicato da &#8220;<strong>La Stampa</strong>&#8221; alle vicende di Chiesa, dove invero era presente anche un&#8217;articolo di Andrea Tornielli (<a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-39722/">questo</a>) che riportava le risposte del Papa.</p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia<strong> il Sole 24 ore</strong> correlava il suo articolo ad una datata recensione (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-05-29/bergoglio-papato-termine-francesco-i-lupi-segreto-una-rivoluzione-libro-marco-politi-150754.shtml?uuid=ABD3xCMB">questa</a>) alludendo ad altrettanto datate quanto poco affidabili argomentazioni. <strong>Si tratta del primo, e meno attendibile, dei due ordini di equivoci che una informazione distorta o quantomeno disattenta può generare sull&#8217;argomento.</strong> La rinuncia di Benedetto XVI sarebbe stata il primo segno di <strong>una imminente rivoluzione nella guida della Chiesa</strong>, destinata all&#8217;evoluzione nella scia dei moderni ordinamenti democratici, e culminante nell&#8217;istituzione di un <strong>&#8220;papato a termine&#8221;</strong>. In pratica il Papa dovrebbe presto avere a disposizione un &#8220;settennato&#8221; come il presidente della repubblica. <strong>Una previsione tanto distante dalle parole de Pontefice quanto poco cattolica</strong>, specie se si afferma che i futuri Successori di Pietro non potranno più &#8220;salire sul trono pretendendo di essere plenipotenziari di Cristo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Corre quasi sulla stessa linea di pensiero <strong>il pessimo articolo della redazione online del Corriere della Sera (<a href="http://www.corriere.it/cronache/15_marzo_13/papa-francesco-sento-mio-pontificato-breve-15c43080-c984-11e4-84dd-480351105d62.shtml">qui</a>), che addirittura arriva ad attribuire al Santo Padre asserzioni da lui mai pronunciate</strong>, come  nel grassetto: «i papi emeriti dovrebbero diventare un&#8217;istituzione», posto in rubrica con tanto di virgolette, a titolo di un piccolo capoverso contenente un <em>collage</em> di frasi dell&#8217;intervista. <strong>Contro l&#8217;evidenza, il quotidiano milanese lascia intendere invece una imminente istituzionalizzazione delle dimissioni per <em>ingravescentem aetatem</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il secondo tipo di equivoci, e che forse può apparire maggiormente plausibile, è quello per cui sarebbe possibile desumere dalle risposte di Papa Francesco a Valentina Alazraki, la Sua intenzione di rinunciare al Soglio Pontificio in un prossimo futuro.</strong> Questa interpretazione ha avuto però enorme risonanza anche sui media internazionali, infatti è il filo conduttore di numerosi articoli, come quello del <strong>Guardian</strong> (<a href="http://www.theguardian.com/world/2015/mar/13/pope-francis-two-year-anniversary-lord-chose-me-short-mission">qui</a>), e di servizi televisivi. Abbiamo già visto come a nostro avviso simili conclusioni non possano essere tratte da quel dialogo, ed <strong>è significativo come la stessa Valentina Alazraki abbia voluto smentirli in alcuni tweet che riportiamo in immagine</strong>.</p>
<p style="text-align: center"> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Cattura-alazraki-1.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2121" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Cattura-alazraki-1-300x211.png" alt="Cattura alazraki 1" width="300" height="211" /></a></p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Cattura-alazraki-2.png"><img class="size-medium wp-image-2120 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Cattura-alazraki-2-300x211.png" alt="Cattura alazraki 2" width="300" height="211" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Nel Bel Paese tra banalità, fraintendimenti e strumentalizzazioni l&#8217;argomento in questione non ha mancato di dar vita a una <strong>fiumana di servizi grotteschi</strong>, alcuni dei quali menzionabili. Come <strong>&#8220;Papa Francesco: non durerò a lungo&#8221;</strong> dell&#8217;<strong>Avanti</strong> (<a href="http://www.avantionline.it/2015/03/papa-francesco-non-durero-a-lungo/">qui</a>), redivivo quotidiano socialista, il quale domandandosi &#8220;cosa ci sia di non detto nelle Sue parole?&#8221; ci presenta un Papa depresso, che nell&#8217;intervista a Televisa, sembrerebbe<span class="Apple-style-span"> lanciare dall&#8217;inconscio e in modo indiretto &#8220;un allarme, un appello accorato, un segnale di difficoltà&#8221;. O anche <strong>Libero Quotidiano</strong> che in <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11767468/Papa-Francesco-e-il--pontificato.html">questo</a> articolo calcola, con l&#8217;invadente <em>nonchalance</em> di uno iettatore navigato, le <strong>incognite</strong> che il Sommo Pontefice dovrebbe mettere in conto. Ne individua essenzialmente due: la &#8220;morte naturale&#8221; e il rischio di essere finito <strong>&#8220;nel mirino dell&#8217;ISIS&#8221;</strong>. In ultimo ci diverte molto anche <strong>il Fatto Quotidiano</strong> (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/13/francesco-ior-pedofili-mafia-divorziati-2-anni-rivoluzione-sfidando-curia-lobby/1501217/">qui</a>) che, accennando sommariamente all&#8217;intervista, coglie l&#8217;occasione per sciogliere una filippica che sorprende Papa Francesco mentre si spoglia per un attimo delle vesti eroiche, dando sfogo alla frustrazione di non essere in grado di compiere la Sua missione titanica. La Chiesa non merita di essere salvata né può esserlo. Francesco I infatti, a due anni dall&#8217;elezione, starebbe per essere travolto da una valanga di Curia, Ior, pedofili, divorziati e gay, mentre viene stritolato da una &#8220;corte curiale&#8221; ostile guidata probabilmente dal cardinal <strong>Raymond Leo Burke</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify">Tornando a questioni più serie, <strong>un&#8217;altra parte dell&#8217;intervista ad aver avuto molta risonanza è quella in cui il Santo Padre ha definito la Curia come <em>&#8220;l&#8217;ultima corte d&#8217;Europa&#8221;</em></strong>. Una affermazione giunta quando Gli è stata chiesta conferma di voler cambiare nella Curia, <em>molto più delle struttur</em>e, cioè la<em> mentalità</em> e il <em>cuore</em>.  <strong>Il Papa dunque dopo aver descritto l&#8217;ambiente della Corte Papale</strong> come diverso da quello delle altre corti rimaste nel continente e <em>&#8220;ormai democraticizzate&#8221;</em>, precisando di non avere intenti polemici, <strong>ha confermato di non voler agire sulla forma, ma sulle persone:</strong> <strong>quello di cui c&#8217;è bisogno è una conversione personale</strong>. Il Papa renderà esplicito il senso di queste parole più avanti nell&#8217;intervista, quando ricorderà l&#8217;allocuzione da Lui tenuta alla curia prima di Natale. Un esame di coscienza in cui aveva evidenziato <strong>quindici malattie</strong>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Ho pensato per esempio a una a cui nessuno ha fatto caso e per me è la principale: dimenticare il primo amore. Quando cioè uno si trasforma in un buon impiegato e dimentica di avere una missione di identità con Gesù Cristo, che è il primo amore.&#8221;</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Concludendo, ricordiamo come il Papa abbia accettato l&#8217;aggiunta, propostagli da un cardinale in occasione dell&#8217;ultimo concistoro, di <strong>una sedicesima malattia</strong> alle quindici del discorso di Natale: <em>&#8220;Quella di chi non ha il coraggio di criticare apertamente. Se uno non è d’accordo con il Papa deve andare a dirglielo&#8221;. </em>Dunque forte dell&#8217;esortazione del Santo Padre, e pur essendo con Lui pienamente d&#8217;accordo, vorrei con affetto filiale rivolgergli una piccola considerazione. Papa Francesco ci ha abituato ormai da due anni al <em>&#8220;<strong>Gesuitese&#8221;</strong></em><strong>: un linguaggio apparentemente compiacente, ma dalle scarse concessioni</strong>. Forse però usandolo di meno si eviterebbero numerose distorsioni come queste che abbiamo appena esaminato.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/topic.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2126" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/topic-300x164.jpg" alt="topic" width="300" height="164" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Je ne suis pas Charlie!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 08:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso e volentieri, ci sono cose che vanno dette, anche se risultano sgradevoli o scomode. Nessuna solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo, colpita da un violento attentato terroristico, che è costato la vita a 12 persone e ha lasciato ferite altre 11. Nel migliore dei casi, saremmo ipocriti, a solidarizzare con chi ha più volte offeso deliberatamente Dio e la fede cattolica. Nel peggiore dei casi, faremmo la figura della vecchia e gloriosa Cattedrale di Notre Dame de Paris, ridottasi a suonare le campane per solidarietà verso coloro che l’avrebbero volentieri ridotta a granaio. Chiariamo prima un punto: quando Nostro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>pesso e volentieri, <strong>ci sono cose che vanno dette, anche se risultano sgradevoli o scomode</strong>. <strong>Nessuna solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo, colpita da un violento attentato terroristico</strong>, che è costato la vita a 12 persone e ha lasciato ferite altre 11. Nel migliore dei casi, saremmo ipocriti, a solidarizzare con chi ha più volte offeso deliberatamente Dio e la fede cattolica. Nel peggiore dei casi, <strong>faremmo la figura della vecchia e gloriosa Cattedrale di Notre Dame de Paris, ridottasi a suonare le campane per solidarietà verso coloro che l’avrebbero volentieri ridotta a granaio.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Chiariamo prima un punto: quando Nostro Signore parlava di amare i propri nemici, si riferiva alle persone. E<strong> noi non possiamo che deplorare l’assassinio a sangue freddo di dodici esseri umani, che non hanno avuto il tempo di ravvedersi dei propri errori, né di risponderne davanti ad un tribunale terreno. Al tempo stesso, nessuna pietà dobbiamo verso l’istituzione, e nessuna giustificazione verso la loro condotta.</strong> Se i terroristi si fossero limitati a distruggere la redazione, rendendone impossibile il lavoro, senza cagionare danno alle persone, allora non avremmo potuto che approvare, anche moralmente, il loro gesto. Lo stesso vale nel caso di altre strutture di peccato, a partire dalle cliniche dove si pratica l’aborto. Tuttavia, <strong>non tutti sono tolleranti come i cattolici.</strong></p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/charlie-hebdo-021.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1576" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/charlie-hebdo-021-247x300.jpg" alt="charlie-hebdo-021" width="247" height="300" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Intanto si è scatenata la ridda dei complottari vari, che vedono in qualsiasi azione, fosse anche l’opera di un folle isolato, chissà quali oscure trame. È pieno così, del resto, di poteri occulti che vorrebbero favorire il nazionalismo e l’avversione per la società multiculturale in Europa! <strong>È piuttosto vero che il fondamentalismo e il terrorismo islamico esistono anche nel nostro continente</strong>, come testimoniano centinaia, se non migliaia, di <strong>volontari partiti per ingrossare le fila dello Stato Islamico</strong>, o anche attentati come <strong>l’assassinio di Theo Van Gogh</strong>. Né potrebbe essere altrimenti, visto che<strong> gli Stati europei chiudono tutti e due gli occhi sui finanziamenti degli sceicchi del Golfo alle moschee e ai predicatori islamisti</strong>. Sia mai, del resto, che vengano meno gli affari con questi beduini arricchiti grazie al petrolio!</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Esiste anche, d’altra parte, un’islamofobia becera e ignorante che si presta magistralmente alle strumentalizzazioni imperialiste, in particolar luogo sioniste; un’islamofobia la cui matrice è in ampia parte liberale e libertaria, dunque da respingere</strong>, anche quando si veste di patriottismo.<strong> L’islam dà fastidio principalmente perché insiste nel ribadire la preminenza di Dio rispetto all’uomo.</strong> È una lezione che molti cristiani, o presunti tali, paiono aver dimenticato. <strong>Tutti, invece, ora, bruciano incenso a idoli come la libertà d’espressione e la laicità, trascurando la schifosa ipocrisia con cui questi “valori” sono applicati e difesi in Francia e nel resto d’Europa.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Un colosso della filosofia politica novecentesca come <strong>Schmitt</strong> resta ignorato, ovvero si ignorano bellamente quali siano i propri nemici e i propri amici. <strong>Questo vale prima di tutto per i “nazionalisti” e per i “cattolici”. Eccoli che esprimono solidarietà non tanto verso le vittime, quanto verso il periodico in sé, e si riempiono la bocca di espressioni quali “libertà di stampa”. Questi utili idioti, dal Front alla Lega, dimenticano che quella stessa stampa li ha sempre attaccati, insultati, offesi e vilipesi, ben oltre la legittima critica e discussione delle idee! Essi dimenticano che nella Francia che si batte il petto per Charlie Hebdo, intere categorie di persone, bollate con nomi d’infamia: “razzisti”, “negazionisti”, “omofobi”, “antisemiti”, sono escluse dal godere di questa libertà!</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Questa è la libertà di espressione che i cialtroni della destra populista, baciando le mani che li schiaffeggiano, difendono: <strong>se sostieni che il matrimonio è tra un uomo e una donna, sei un pericoloso intollerante da rinchiudere; se bestemmi ripetutamente a mezzo stampa, offendendo Dio e miliardi di credenti, sei un martire del libero pensiero.</strong> E naturalmente, per loro, il pericolo è l’islam, non questo <strong>totalitarismo del politicamente corretto di stampo individualista-progressista</strong>. Eppure non solo non hanno il coraggio per dire la verità, ma non di rado non ne hanno nemmeno gli strumenti, tanto sono culturalmente subordinati.</p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1578" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992-300x168.jpg" alt="gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992" width="300" height="168" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La libertà di espressione è sacrosanta per le questioni mondane, dove invece è spesso limitata da leggi, codici espressivi, galatei e altri legacci. <strong>Chi di noi si sente libero di esprimere il proprio parere con il proprio datore di lavoro? E che dire delle varie leggi e leggine Scelba, Mancino, Gayssot, del vilipendio alle cariche dello Stato, ecc. ? Viceversa, in ambito religioso, vige la piena licenza di diffondere ogni sorta di oscenità e di blasfemie.</strong> Tale è l’inversione satanica dei valori che domina la nostra società. <strong>Eppure, la democrazia ateniese, tanto spesso esaltata a radice dell’Occidente, a fianco della parrhesía (libertà di parola) puniva l’empietà con la morte.</strong> Anche coloro che in Dio non credono, dovrebbero nondimeno evitare di offendere il Sacro e la Divinità, per rispetto a coloro che vi credono e per i quali costituisce una parte intima e fondamentale della loro vita. Invece, nel caso di Charlie Hebdo, in sé solo la punta di un iceberg, la bestemmia è impugnata come esempio di satira e libertà di pensiero.</p>
<p align="JUSTIFY">Immaginiamo il caso di uno che sia solito dare del “figlio di puttana” ai suoi interlocutori. Noi potremmo anche lasciar passare in cavalleria, ma sicuramente non ci stupiremmo, se un altro rispondesse prendendolo a ceffoni, e tantomeno lo difenderemmo. Ecco, lo stesso, mutatis mutandis, può essere detto di Charlie Hebdo. Il sangue delle vittime ricade piuttosto su chi ha scelleratamente provocato una reazione tanto violenta, e magari ora si batte il petto fingendosi perseguitato. <strong>Ebbene, gli sia data ragione, una buona volta! Si torni – come avviene in ogni Paese dabbene, non solo religioso, ma anche laico – a punire la blasfemia</strong>, e tanto più quando questa non è semplicemente uno sfogo verbale, ma piuttosto è rivendicata come forma d’espressione culturale e sociale. <strong>È semplicemente una questione di civiltà e rispetto.</strong></p>
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