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	<title>Torquemada &#187; Sesso</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>BDSM, CONFESSIONI DI UN MASTER</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 13:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucciola della Ribalta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è per te il BDSM? Hai avuto molte esperienze? «Sì abbastanza direi, ho un bel po&#8217; di esperienza. Per me il BDSM è un fatto soprattutto mentale, certo l&#8217;aspetto fisico e sessuale è fondamentale, ma ciò che più conta è la mente… la psicologia. È una passione da tener nascosta e da condividere solo con persone come me». Quando hai scoperto questo mondo e in che modo? «Da ragazzino sono sempre stato attratto dal sesso spinto. Quando ho scoperto l&#8217;esistenza dei film porno ero attratto da quelli più spinti, le cose che vedevano i miei amici mi annoiavano. Poi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>he cos&#8217;è per te il BDSM? Hai avuto molte esperienze?</strong><br />
«Sì abbastanza direi, ho un bel po&#8217; di esperienza. Per me il BDSM è un fatto soprattutto mentale, certo l&#8217;aspetto fisico e sessuale è fondamentale, ma ciò che più conta è la mente… la psicologia.<br />
È una passione da tener nascosta e da condividere solo con persone come me».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quando hai scoperto questo mondo e in che modo?</strong><br />
«Da ragazzino sono sempre stato attratto dal sesso spinto. Quando ho scoperto l&#8217;esistenza dei film porno ero attratto da quelli più spinti, le cose che vedevano i miei amici mi annoiavano.<br />
Poi durante il liceo vidi <em>Histoire d&#8217;O</em> e la scena dell&#8217;abuso mi faceva eccitare parecchio. Così iniziai un po&#8217; a vedere roba su internet e ho iniziato a capire che quel mondo mi affascinava. All&#8217;epoca ero fidanzato e così con la mia ragazza provavo a far roba un po&#8217; più spinta, ma lei non era d&#8217;accordo.<br />
Il secondo fatto determinante è avvenuto quando avevo 19 anni. C&#8217;era una mia amica con cui uscivo, lei mi piaceva, così una sera quasi scherzando lei iniziò a dire che sognava di essere legata, frustata, bendata sottomessa. Così quasi per caso iniziammo ad incontrarci e man mano il nostro divenne un rapporto molto intenso: Master-slave.<br />
Purtroppo con il tempo lei si innamorò anche del lato &#8220;normale&#8221; di me&#8230; e questo portò a conclusione il nostro rapporto. Da allora ho avuto svariate esperienze di vario tipo».</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/1449399_1_l.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2908" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/1449399_1_l-211x300.jpg" alt="1449399_1_l" width="211" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: justify"><strong>Cosa significa per te essere Master?</strong><br />
«Partiamo da una cosa fondamentale: bisogna saper distinguere questo dalla vita vera. Io nella vita vera sono Pietro, un ragazzo di 32 anni che ha la fortuna di aver studiato e di avere un signor lavoro che al giorno d&#8217;oggi è davvero una fortuna. Quando invece faccio il Master io lascio uscire la parte più nascosta e più recondita di me<br />
Per me essere Master vuol dire essere capace di portare una slave a godere della propria umiliazione e sofferenza. Anche se io non sono per infliggere dolore fisico, ma mentale. Il BDSM ha diverse sfumature».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Non sei per infliggere dolore dici, o perlomeno non in maniera esagerata. Detta così è generica potresti essere più esplicito? La percezione del dolore è soggettiva… cosa significa poco dolore?</strong><br />
«Non amo fare del male alla mia slave, non uso pratiche come aghi, fisting, sospensioni e quella roba lì. Io sono più per l&#8217;umiliazione, non sono un sadico ecco. Certo un po&#8217; di dolore per una slave è indispensabile, formativo aggiungerei, ma io credo che un vero Master debba riuscire a farsi rispettare senza l&#8217;uso eccessivo della violenza. Amo altre pratiche, tipo usare le mollette, la cinta, il cucchiaio di legno, ma soprattutto io uso le mani una bella sculacciata oppure qualche schiaffo».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Urina e sperma possono essere umilianti? Loro sono sempre disposte o possono rifiutarsi di fare qualcosa?</strong><br />
«Io adoro far bere alla slave il il mio sperma e praticare pissing.<br />
Se sono slave certo possono dire di no, è un rapporto alla pari. Anzi in realtà è sempre la slave che &#8220;comanda&#8221;, che pone i limiti. Solitamente metto una <em>safeword</em>, una parola usata per interrompere qualunque pratica in qualunque istante».</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/07/bn1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2820" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/07/bn1.jpg" alt="master slave" width="930" height="588" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Si chiarisce prima cosa sì e cosa no?</strong><br />
«Prima ovviamente, ma su alcune cose non si transige. Magari il pissing su una novizia si può anche evitare, ci si arriva in modo graduale ma altre pratiche no, sono fondamentali. Alcune credono che farsi sculacciare durante una pecorina sia BDSM, non è così! La sculacciata è una delle pratiche ma non si ferma tutto lì, c&#8217;è ben altro.<br />
Se vuoi una mia definizione: il BDSM è un gioco di ruoli dove in piena consapevolezza le parti in gioco godono nel donarsi piacere reciprocamente, una parte subisce, l&#8217;altra domina, ma è un rapporto alla pari con un unico scopo: provare piacere. Bisogna godere dell&#8217;essere quello che si è. È un gioco di ruoli!»</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Frequenti club?</strong><br />
«No, mai frequentati, non voglio farmi vedere in giro.<br />
Magari sono un po&#8217; bigotto su questo, ma io ho la mia vita, il mio lavoro, i miei giri. Non voglio che si sappiano in giro queste mie pulsioni. In Italia la gente ha la mente chiusa; per molti fare queste cose è da malati mentali, però poi tutte e tutti si eccitano come pazzi a pensare di essere schiava o Padrone in base alle proprie inclinazioni. C&#8217;è chi ha il coraggio di lasciarsi andare e chi no! Tutto qui!»</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Hai perfettamente ragione. Ma come riesci allora a trovare slave nella vita reale?</strong><br />
«Fino a oggi sempre per caso, nella mia cerchia di amicizie e conoscenze<br />
sai si finisce spesso a parlare di sesso e io cercavo di comprendere chi potesse in realtà nascondere un lato da slave e solitamente ci prendevo sempre. Comunque non ho avuto masse di slave, ne ho avute tre-quattro in tutto. Quando non ne ho posso farne a meno, sono stato a lungo fidanzato, ho avuto le mie &#8220;trombamiche&#8221;. Non è che senza quello non so vivere, attenzione. Da quando mi sono trasferito in Emilia per lavoro ho iniziato a cercare su internet, ho trovato due slave con cui ho fatto alcune “sessioni”».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E nel web si trovano?</strong><br />
«Troppi fake, pazzi, esauriti in giro su internet.<br />
Per le donne è ancora più difficile aprirsi a questo mondo nel nostro Paese».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per concludere, cosa ne pensi del porno? Può avere conseguenze negative?</strong><br />
«Il porno può divenire un problema certo, come tutte le cose il troppo stroppia. Spesso a causa del porno le persone perdono il contatto con la vita reale, quella vera».</p>
<p><a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/" target="_blank">Lucciola della Ribalta</a></p>
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		<title>Alla ricerca dell&#8217;eros perduto con Lady Chatterley</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 13:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucciola della Ribalta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient&#8217;altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!» Con L&#8217;amante di Lady Chatterley  prende inizio il mio percorso alla scoperta della letteratura erotica. Come molti già sapranno il libro narra la storia di una giovane donna, Connie, sposata con Lord Clifford, uomo della bassa aristocrazia, ipocrita e formale . La vicenda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="first-child " style="text-align: justify"><em>«Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient&#8217;altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!»</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>on<b><i> L&#8217;amante di Lady Chatterley</i></b>  prende inizio il mio percorso alla scoperta della<b> letteratura erotica</b>. Come molti già sapranno il libro narra la storia di una giovane donna, Connie, sposata con Lord Clifford, uomo della bassa aristocrazia, ipocrita e formale . La vicenda è ambientata in Inghilterra, nel piccolo paese di Wragby, nel dopo guerra, in quella fase di ascesa animata da una forte spinta verso la modernità e il progresso. Nel corso del romanzo l&#8217;unione tra i coniugi Chatterley si allenta sempre più e la giovane donna cerca altrove il suo appagamento sessuale e morale.</p>
<p style="text-align: justify">Non voglio dilungarmi ad analizzare il tortuoso percorso di pubblicazione né le pecche e i pregi narrativi ma piuttosto soffermarmi sugli aspetti che in passato hanno marchiato il romanzo come scandaloso e osceno.</p>
<p style="text-align: justify">Per Lawrence il <b>sesso</b><b> è istinto, impeto, forza cieca primordiale.</b>  <b>È l&#8217;unico spiraglio di vita, l&#8217;unico approdo catartico in una realtà fiacca, vuota e senza anima.</b> Wragby è al contempo micro e macrocosmo, è un mondo privato del senso della fratellanza, di comunione. Un mondo sub-umano dove l&#8217;intera società si fonda sul nulla più assoluto, sull&#8217;apparenza caduca di un momento: «Il Nulla! Accettare il grande Nulla sembrò l&#8217;unico scopo della vita!».</p>
<p style="text-align: justify">Siamo di fronte a progressivo annichilimento dell&#8217;umanità. La stessa Connie finisce col sentirsi «sola e inutile, nemmeno più donna, solo un essere attanagliato dalla paura.» Depredata della sua femminilità e fertilità, Lady Chatterley è inutile, vuota e inesistente.<br />
I personaggi sono in piena regressione monologica, stretti in una morsa di irrealtà. Vuoto è il rapporto tra i due coniugi, vuoti i racconti scritti da Clifford, vuote le relazioni trai personaggi. A ciò si contrappone solo <strong>la forza sessuale, lo spasimo dell&#8217;orgasmo.</strong><b> L’autore non parla quindi della forza dell&#8217;amore, ma di puro e libero sesso, come massima fonte di vita generativa e rigenerativa.</b></p>
<p style="text-align: justify">Interessante è la rappresentazione<b> della figura femminile</b> (e modernissima, considerando che il romanzo risale al 1928). <b>La  donna riconquista la sua sessualità e l&#8217;emancipa da quella maschile</b>: gli orgasmi di Connie avvengono puntualmente dopo quelli del maschio, ed è quest’ultimo a diventare mezzo e strumento della donna: «che bello poter essere una baccante, in fuga per i boschi, e come in una baccanale, invocare Iacco: il fallo meraviglioso senza una personalità indipendente; un semplice dio al servizio della donna!».</p>
<p style="text-align: justify">Ho apprezzato particolarmente questo crescente anelito verso la primitività, ogni pagina più forte, fino a raggiungere l&#8217;apogeo ed esplodere nel punto centrale del romanzo.<br />
Il ritorno all&#8217;origine, all&#8217;istinto insieme pacificante e perturbante, mi fa invidia&#8230; vorrei lasciarmi abbandonare a tal flusso anche io, essere fanciulla per sempre.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/">Lucciola della Ribalta</a></p>
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		<title>A tu per tu con Franco Trentalance, il Federer del porno!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 10:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucciola della Ribalta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo uno scambio di mail con la gentile Tatiana dell’ufficio stampa, entro finalmente in contatto con Franco Trentalance. Invidiabile attore porno dalla lunga e brillante carriera, 18 anni per un totale di oltre 440 film! Franco, sembrerà strano ai più maliziosi, ha attirato la mia attenzione anche per altre sue doti, meno visibili. Ascoltando alcune sue interviste nel web mi ha colpita la sua perspicacia. Parla di porno, la sua «più grande passione», con una pacatezza e sincerità rare, evitando di cadere nel sensazionalismo o nel gossip. Franco ha all’attivo anche altre esperienza lavorative, oltre alla tv, alcune web serie,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>opo uno scambio di mail con la gentile Tatiana dell’ufficio stampa, entro finalmente in contatto con Franco Trentalance.<br />
Invidiabile attore porno dalla lunga e brillante carriera, 18 anni per un totale di oltre 440 film! Franco, sembrerà strano ai più maliziosi, ha attirato la mia attenzione anche per altre sue doti, meno visibili. Ascoltando alcune sue interviste nel web mi ha colpita la sua perspicacia. Parla di porno, la sua «più grande passione», con una pacatezza e sincerità rare, evitando di cadere nel sensazionalismo o nel gossip. Franco ha all’attivo anche altre esperienza lavorative, oltre alla tv, alcune web serie, programmi radio e libri… è già arrivato al secondo! Dopo l’autobiografico <em>Trattare con cura</em>, è uscito da poco il suo primo romanzo <em>Tre giorni di buio</em>.</p>
<p>Sono le 11 di mattina e mi trovo all’università. Cerco un angolo dove i disturbi esterni siano i minori possibili e lo chiamo. Lui è in macchina ed è lieto di proseguire parte del suo viaggio in mia compagnia.<br />
<span style="line-height: 1.5">«Ti faccio i complimenti, ho visto il tuo blog ed è fatto bene. Si parla di cultura, informazione… mi è piaciuto! Il web è una giungla ma puoi provare a farti conoscere».<br />
</span><span style="line-height: 1.5">Un elogio inaspettato, con mia grande sorpresa!</span></p>
<p><strong>Come è avvenuto l’avvicinamento con la letteratura, è stato un bisogno, un impulso?</strong><br />
«Di bisogni come sai nella mia vita ne ho avuto solo uno, che è quello che conosci molto bene (ride compiaciuto)! Tutto nasce dalla curiosità, la voglia di mettermi alla prova e di misurarmi con una nuova realtà. È stata una fatica! A me sarebbe piaciuto scrivere in un posto isolato, immerso nella natura, ma poi mi sono ritrovato a farlo sul treno, negli hotel… quindi tutto tranne Trentalance tra le colline, nella baita!</p>
<p><strong><em>Tre giorni di buio</em> è stato scritto a quattro mani, assieme a Gianluca Versace. Come vi siete suddivisi il lavoro?<br />
</strong>«Lo scheletro del romanzo lo abbiamo messo giù assieme, ci siamo visti tante volte. Abbiamo suddiviso i capitoli e infine, ed è stato il lavoro più impegnativo, omologato gli stili. Lui più descrittivo io più sintetico, abbiamo fatto un<strong> medley</strong>».</p>
<p><strong>Il libro è un thriller impregnato di ossessioni e oscurità. Qualcosa che ricerchi nel tuo lavoro e nella tua quotidianità?</strong><br />
«Sono una persona ottimista e solare, collaboro spesso con i <strong>mental coach</strong>. Qui torniamo al discorso di prima, sono curioso. Il lato cattivo, potenzialmente presente nelle persone, il labile confine tra bene e male… ecco quella cosa. Mi è piaciuto fare una full immersion, parlando con dei criminologi per esempio. Poi ci sono parti, molto introspettive, che approfondiscono le personalità dei personaggi. E ovviamente un po’ di porno!»</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2516" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/li.jpg" alt="li" width="495" height="396" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sto per porre un’altra domanda quando “l’indomabile” Franco mi interrompe.<br />
</strong>«Vorrei farti una domanda sei sperimentatrice sessualmente o più classica?»<br />
<strong>Sperimentatrice, sai che noia altrimenti!</strong> (Sento di aver riscosso la sua approvazione).</p>
<p><strong>Cosa ne pensi del fatto che le donne guardino video hardcore, un prodotto fatto da uomini per uomini?</strong><br />
«La differenza fondamentale è che l’uomo davanti ai video al 99% si masturba. La donna non sempre, il più delle volte guarda i film porno come un “aggiornamento tecnico”, della serie “vediamo come fanno sesso le pornostar, posso imparare qualcosa”. Dal deepthroat, all’anal, allo squirting… una sorta di tutorial. E inoltre, voi che siete sempre competitive, pensate “vediamo cosa combinano queste zoccole qui, se sono capace anch’io”. (Risate inevitabili di entrambi).</p>
<p><strong>Il porno per donne?</strong><br />
«È un un misto tre le scene erotiche classiche e quelle porno. Se a uno piace&#8230; ma personalmente preferisco il porno! Sento dire “il porno dovrebbe essere così, dovrebbe essere meno… Perché non fate che lei si spoglia piano piano?”. Il porno non ha funzioni educative: la sola funzione è rappresentare una performance, così come guardi Federer che gioca a tennis. Sono professionisti del porno e la performance è di alto livello. Tutto nel porno deve essere in relazione al sesso esplicito, se non lo è non è porno. Il porno è tutto e subito!»</p>
<p><strong>Controindicazioni ce ne sono, per esempio dipendenza o ansia da prestazione?</strong><br />
«Secondo me ci sono due aspetti, uno positivo e uno negativo. Positivo, tocco un argomento serio qui, ci sono tanti uomini che non trombano mai. Che la patata la vedono col binocolo, se non pagando! Il porno quindi è un sollievo. Come un documentario sui posti più belli del mondo, puoi sempre dire “non ci sono stato ma l’ho visto, mi sono informato, documentato”. L’uomo così si sfoga! Quando ha eiaculato si calma. Se uno ha degli istinti e vorrebbe violentare una donna, beh forse se si fa una manovella al giorno, magari evita!»</p>
<p><strong>Qui hai proprio ragione, più che una battuta quest’ultima considerazione è una sacrosanta verità!</strong><br />
«I rischi secondo me sono per i più giovani. Se un ragazzo 15, 16 anni si guarda porno massicciamente trovando ogni sua fantasia realizzata, poi quando incontra una donna reale non è detto che sia così. “Cavolo sono uscito con Sara e non ha fatto questo e questo. Io invece vedo che le donne lo fanno sempre nei video”. Una donna non è detto che faccia esattamente tutto quello che vuoi, come non lo fa un uomo. Allora se poi si preferiscono i video, qui possono esserci complicazioni.»</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Franco-Trentalance-12_m.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2517" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Franco-Trentalance-12_m-1024x681.jpg" alt="Franco Trentalance - 12_m" width="660" height="439" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come vedi il porno del futuro? A me sembra che si voglia sempre di più, a causa di un’assuefazione dalle immagini, sempre alla ricerca di qualcosa di più estremo. Si raggiungerà un limite o si andrà verso un hardcore sempre più hard?</strong><br />
«Secondo me è come la cucina. Negli ultimi anni si fanno molte sperimentazioni e varianti, però alla fine cosa fai? Si tratta sempre di carne, pesce, verdure… Il porno è uguale, raggiungerà ancora qualche picco più estremo, ma poi si tratta sempre di corpi umani che fanno sesso. Ci sono delle deviazioni un po’ forti: una serie dove ci sono degli uomini molto grassi che si fanno fare del sesso orale dalle attrici, magari non gli tira, allora le insultano, ridono. Oppure il marito non soddisfa la moglie allora lei lo mette in un angolo e costringe il marito a guardare mentre lei si fa trombare da un vero uomo. O quella serie Mom look at me I’m a toilette woman dove si fanno pisciare in bocca&#8230; però è terribile quel “mamma”. Ecco queste derive non le trovo entusiasmanti».</p>
<p><strong>Credo sia insito nell&#8217;uomo. Ora, per esempio, sto leggendo Apollinaire Le undicimila verghe, o de Sade, dove ci sono scritte cose veramente estreme, alcune delle quali non si vedono nemmeno nei porno di adesso.</strong><br />
«Un conto è che uno le guarda con il sorriso, un altro se ci si eccita. Io a inizio carriera non avevo molta scelta e ho dovuto fare alcuni film dove si fingeva che io facessi sesso con mia sorella o mia cugina. O violentassi una per la strada. Ecco l’idea che qualcuno si eccitasse immaginando che lo facessi davvero non mi piaceva per niente. E non ho più voluto farli. Ora sono bravo! Non mi piace dare spunti per cose strane, c’è un sesso più sano che preferisco, rispetto a quello più deviato».</p>
<p><strong>Vuoi aggiungere qualcosa?</strong><br />
«Colgo occasione, e ti ringrazio, per dire che su Facebook l’unica pagina ufficiale è<a href="https://www.facebook.com/pages/Franco-Trentalance-Quello-Vero/131022053734216?fref=ts"> Franco Trentalance &#8211; Quello Vero</a>. Ho trovato in passato decine e decine di fake. Sono diventato amico della polizia postale!».</p>
<p><strong>Sarà fatto, hai già il mio like! Diffonderò quello autentico!</strong></p>
<p><a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/">Lucciola della Ribalta</a></p>
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		<title>I 10 film più disturbanti nella storia del cinema (ABOUT SEX)</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/04/08/i-10-film-piu-disturbanti-nella-storia-del-cinema-about-sex/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 10:50:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salò o le 120 giornate di Sodoma (Salò, or the 120 Days of Sodom) – Pier Paolo Pasolini, 1975 Pellicola che contiene alcune tra le perversioni più insane dell’animo umano mai viste in un film. Pasolini si rifà alle 120 Giornate di Sodoma di de Sade, da cui il titolo prende spunto; ma il contesto qui è un altro, il fascismo e la Repubblica di Salò. Al contrario di de Sade, dove le oscenità descritte sembrano essere fini a se stesse, Pasolini vuole dare allo spettatore una sorta di morale. Salò è prima di tutto un film contro ogni tipo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>alò o le 120 giornate di Sodoma (Salò, or the 120 Days of Sodom) – Pier Paolo Pasolini, 1975</strong><br />
Pellicola che contiene alcune tra le perversioni più insane dell’animo umano mai viste in un film. Pasolini si rifà alle<em> 120 Giornate di Sodoma</em> di de Sade, da cui il titolo prende spunto; ma il contesto qui è un altro, il fascismo e la Repubblica di Salò. Al contrario di de Sade, dove le oscenità descritte sembrano essere fini a se stesse, Pasolini vuole dare allo spettatore una sorta di morale. Salò è prima di tutto un film contro ogni tipo di violenza e tortura nei confronti di ogni essere umano.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/dirittiriservati.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2317 size-large" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/dirittiriservati-1024x691.jpg" alt="" width="680" height="458" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2 La vera gola profonda/Gola profonda (Deep Throat) – Gerard Damiano, 1972<br />
</strong>Rientra in questa classifica nonostante sia a tutti gli effetti un film pornografico, in quanto ha stravolto completamente la concezione del porno. Per la prima volta un film a luci rosse, che fino ad allora erano considerati di nicchia – in quanto film da “depravati” – è stato visto da milioni di persone in tutto il mondo. 25000 dollari di spesa per un incasso pari a 100 milioni, una cosa mai vista nella storia del cinema. Il film ha una trama, cosa assai rara nel porno odierno, che tratta uno dei tabù del sesso, l’orgasmo femminile, e la sua impossibile rappresentazione a livello visivo. La pornografia può essere suddivisa in un prima e un dopo Gola profonda.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/dasPic_47699-325-4.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2318 size-large" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/dasPic_47699-325-4-1024x875.jpg" alt="" width="680" height="581" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3 Antichrist – Lars von Trier, 2009</strong><br />
La follia che segue la morte di un figlio assume tratti disumani in questa pellicola. Il capolavoro di Lars von Trier.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/2.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2319 size-large" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/2-1024x670.jpg" alt="" width="680" height="444" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4 Ecco l’impero dei sensi (In the Realm of the Senses) – Nagisa Oshima, 1976<br />
</strong>Film ispirato ad una storia realmente accaduta nel Giappone degli anni ’30.  Fece parecchio scandalo, per la presenza di scene di sesso esplicito non simulato e un finale shock. Il film fu disponibile in home video solamente a partire dagli anni ’90.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/RealmOTSenses_190Pyxurz.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2320" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/RealmOTSenses_190Pyxurz-1024x616.jpg" alt="" width="680" height="409" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5 Irréversible – Gaspar Noé, 2002<br />
</strong>La tecnica di Gaspar Noè è molto sperimentale, i suoi film possono piacere o meno ma riescono sempre a lasciare il segno. Il montaggio è disturbante, nauseabondo. Lo stupro di <em>Irréversible</em> e l’orrore con cui viene perpetrato rimarranno per sempre negli occhi dello spettatore.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/irreversible-2002-11-g.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2321" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/irreversible-2002-11-g-1024x592.jpg" alt="" width="680" height="393" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6 Nymphomaniac Director&#8217;s cut – Lars von Trier, 2014<br />
</strong>Questa versione non è quella uscita nei cinema, ma la successiva che vede la luce in un secondo momento. Con ben 90 minuti di scene tagliate questo film è decisamente più completo rispetto al precedente. Tuttavia manca qualcosa alla pellicola…</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Nymphomaniac-vol.1-2013-HD1080p-Stacy-Martin-blindpainter.avi_snapshot_04.03_2014.04.05_21.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2323" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Nymphomaniac-vol.1-2013-HD1080p-Stacy-Martin-blindpainter.avi_snapshot_04.03_2014.04.05_21-1024x429.jpg" alt="" width="680" height="284" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7 Ultimo tango a Parigi (Last Tango in Paris) – Bernardo Bertolucci, 1972<br />
</strong>Marlon Brando e la celebre sequenza del burro valgono di per sé la visione di questo film. Era il 1972 e per la morale dell’epoca fu oltraggioso; sequestrato per &#8220;esasperato pansessualismo fine a se stesso&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/ultimo-tango-a-parigi-original.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2324" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/ultimo-tango-a-parigi-original-1024x576.jpg" alt="" width="680" height="382" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8 Caligola (Caligula) – Tinto Brass, Bob Guccione (non accreditato), Giancarlo Lui (non accreditato)<br />
</strong>Produzione infinita, piena di controversie, dalla quale usciranno molteplici versioni, tra scene di porno esplicito aggiunte e altre tagliate. Un Malcolm Mcdowell superlativo: il suo sguardo delirante e le sue danze stravaganti sono memorabili.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/caligola-238041l2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2325" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/caligola-238041l2-1024x679.jpg" alt="" width="680" height="450" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9 La pianista (The Piano Teacher) – Michael Haneke, 2001<br />
</strong>Nonostante le allusioni sadomaso e alcuni fotogrammi molto crudi, il film ricevette numerosi premi, in particolar modo al Festival di Cannes, dove trionfò. Isabelle Huppert e la trasformazione del suo personaggio offrono allo spettatore colpi di scena (e perversioni) inaspettate.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/la-pianista-di-michael-haneke.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2322" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/la-pianista-di-michael-haneke-1024x688.jpg" alt="" width="680" height="456" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10 Eyes Wide Shut – Stanley Kubrick, 1999<br />
</strong>Ultimo film di uno dei più grandi registi della storia del cinema. Uscirà postumo alla morte di Kubrick, il quale non partecipò al montaggio. Per questo motivo da alcuni è considerato incompleto, ma riesce tuttavia a risultare, a tratti, raffinato e sublime. Le orge in maschera in stile “Eyes Wide Shut” sono diventate un marchio di fabbrica e sono tutt’ora fonte di ispirazione in giro per il mondo.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Nicole-Kidman-003.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2326" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Nicole-Kidman-003-1024x576.jpg" alt="" width="680" height="382" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong><br />
Fuori lista</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>A Serbian Film – Srđan Spasojević, 2010<br />
</strong>Non merita di essere nella classifica in quanto la violenza ingiustificata di questo film supera ogni limite, dove «si confonde la trasgressione con la morbosità più gratuita e atroce». <span style="line-height: 1.5">La visione di questa pellicola ha suscitato in me un disgusto e un malessere che mai avevo provato in precedenza; pertanto non solo non ne consiglio a nessuno la visione ma – per la prima volta dico una cosa del genere riguardo un film – lo censurerei. Peccato perché l&#8217;idea era originale.<br />
</span><span style="line-height: 1.5">Lo so, tutto ciò vi farà venire una voglia spropositata di vedere </span><em style="line-height: 1.5">A Serbian Film</em><span style="line-height: 1.5">.<br />
</span>(Se lo farete) Sappiatelo, io vi avevo avvisati.<br />
<a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/"><br />
Lucciola della Ribalta</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;invisibilizzazione che legittima il sessismo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 22:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
		<category><![CDATA[Binarismo sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofemminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Queer]]></category>
		<category><![CDATA[Sessismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei post a venire ci capiterà qualche volta di trattare tematiche legate all&#8217;ecofemminismo e ai queer studies in rapporto all&#8217;antispecismo. Pensiamo che possa essere utile per aprire ed anticipare il dibattito condividere su questa rubrica l&#8217;intervento di Michela Angelini al secondo incontro di Liberazione Generale, che si è tenuto a Verona il 24 maggio scorso. Ringraziamo l&#8217;autrice per la gentile concessione e rimandiamo, oltre che al sito del Collettivo Anguane (da dove abbiamo preso il pezzo), anche al blog della rivista di critica antispecista Liberazioni, dove è disponibile una versione ampliata dello stesso testo. In foto, il secondo matrimonio a Las]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><em><span title="N" class="cap"><span>N</span></span>ei post a venire ci capiterà qualche volta di trattare tematiche legate all&#8217;ecofemminismo e ai queer studies in rapporto all&#8217;antispecismo. Pensiamo che possa essere utile per aprire ed anticipare il dibattito condividere su questa rubrica <strong>l&#8217;intervento di Michela Angelini al secondo incontro di Liberazione Generale</strong>, che si è tenuto a Verona il 24 maggio scorso. <strong>Ringraziamo l&#8217;autrice per la gentile concessione</strong> e rimandiamo, oltre che al sito del Collettivo <a href="http://anguane.noblogs.org/?p=2368" target="_blank">Anguane </a>(da dove abbiamo preso il pezzo), anche al blog della rivista di critica antispecista <a href="http://liberazioni.noblogs.org/?p=306" target="_blank">Liberazioni</a>, dove è disponibile una versione ampliata dello stesso testo. In foto, il secondo matrimonio a Las Vegas di Mario Adinolfi, tra gli ispiratori del movimento tradizionalista <a href="http://sentinelleinpiedi.it/" target="_blank">Le Sentinelle in Piedi</a> e fondatore del quotidiano <a href="http://www.lacrocequotidiano.it/" target="_blank">La Croce</a>. </em></p>
<p><strong>Il sesso, da sempre, viene usato come pretesto per legittimare la superiorità dell&#8217;uomo sulla donna</strong>: il maschio, per natura forte e irascibile, domina famiglia, clan, stato. La femmina, per natura votata alla maternità, è relegata all&#8217;accudimento della famiglia e a ruoli che richiedano una certa empatia e propensione alla cura, come l&#8217;infermiera o la maestra. <strong>Cosa divide i maschi dalle femmine?</strong> I diversi genitali? Il diverso sistema ormonale? Le differenze cromosomiche? Oppure è solo una costruzione sociale per dividere l&#8217;umanità in oppressi ed oppressori? <strong>Il binarismo sessuale è principio organizzatore della società</strong> e la paura del potenziale sovversivo insito in ogni persona transessuale ed omosessuale è troppo forte per non essere visto come minaccia per la “normalità”.</p>
<p>Non si ha diritto ad avere un&#8217;identità legale femminile se non si è prima proceduto ad un&#8217;eliminazione dei genitali maschili. L&#8217;immagine della donna trans non operata è l&#8217;unica opzione di transessualità, accostata costantemente ad ambienti trasgressivi e al limite della legalità, cosa che rende agli occhi del pubblico la categoria “transessuali” formata da sole persone poco raccomandabili e poco affidabili. <strong>Ci insegnano che il genitore coincide con un ruolo stereotipato chiamato “madre” o “padre”</strong>, quindi automaticamente che la genitorialità omosessuale e transessuale sono inaccettabili. Non si può mettere in crisi la società sessista, preferendo l&#8217;essere sé stessi invece di adattarsi alla comune morale: <strong>alle persone transessuali è consentito rientrare nella norma rendendo il loro corpo confondibile con un corpo natio di quel sesso e alle persone omosessuali di vivere tranquillamente ad ogni livello sociale nascondendo il proprio orientamento sessuale.</strong></p>
<p><strong>Una società che vedesse convivere famiglie eterogenitoriali con famiglie omogenitoriali, monogenitoriali e famiglie allargate su quali basi fonderebbe il sessismo?</strong> Se i bambini fossero abituati fin dall&#8217;asilo a conoscere figli delle sopracitate categorie e se non esistesse alcun pregiudizio verso esse, come potrebbe essere la famiglia primo luogo dove si viene educati al sessismo? Se si potesse migrare di genere senza dover essere sottopost* a perizie psichiatriche, se i ruoli genitoriali non sono fossero più divisi in madre e padre ma unificati sotto la parola “genitore”, se l&#8217;uomo avesse la possibilità di accudire i figli neonati e la donna, neomamma, potesse lavorare e continuare a far carriera, <strong>se i bambini fossero educati in modo neutro e senza ricorrere continuamente a stereotipi di genere, cosa succederebbe alla nostra società?</strong></p>
<p>In una società senza pressione genderista, in cui tutti possono incarnare l&#8217;espressione di genere che sentono propria, in cui tutti possono essere genitore, quanti finirebbero fuori da quelle gabbie imposte dal sistema? Se ognuno potesse esprimere il proprio potenziale senza doversi continuamente confrontare con le categorie uomo -maschio- patriarca e donna -femmina- madre, <strong>su quali presupposti si reggerebbero il sessismo per essere ancora legittimato?</strong></p>
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		<title>&#8220;Mamma, le Sentinelle In Piedi!&#8221; ovvero Cronaca di uno sciacallaggio mediatico</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2015 13:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Roselli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolicesimo]]></category>
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		<category><![CDATA[Lorenzo Nicola Roselli]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso della storia sono esistite e probabilmente sempre esisteranno, movimenti spontanei di dissidenza civile, che in quanto tali possono raccogliere plauso come critiche. È normale. Fa parte del gioco, direbbe qualcuno. Quello che qui andrò ad esporre, però,  è un caso molto particolare nel panorama del nostro Paese, quello delle Sentinelle In Piedi. Trattandosi del mio primo intervento sul progetto Torquemada di cui sono, per così dire, un membro fondatore, quale miglior modo di esordire che con un tema così scottante? In verità, il fatto stesso che sia così scottante mi lascia perplesso. Vedete, io sono tra quelli che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="N" class="cap"><span>N</span></span><strong>el corso della storia sono esistite e probabilmente sempre esisteranno, movimenti spontanei di dissidenza civile, che in quanto tali possono raccogliere plauso come critiche</strong>. È normale. Fa parte del gioco, direbbe qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che qui andrò ad esporre, però,  è un caso molto particolare nel panorama del nostro Paese, quello delle <strong><em>Sentinelle In Piedi</em></strong>. Trattandosi del mio primo intervento sul progetto Torquemada di cui sono, per così dire, un membro fondatore, <strong>quale miglior modo di esordire che con un tema così scottante?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>In verità, il fatto stesso che sia così scottante mi lascia perplesso.</strong> Vedete, io sono tra quelli che potrebbero essere definiti &#8220;sostenitori della prima ora&#8221; delle Sentinelle, partecipando persino a delle veglie precedenti all&#8217;organizzazione vera e propria del movimento, nella lontana estate del 2013. <strong> Ho visto quindi gli inizi di questa mobilitazione originale ed intelligente, ispirata all&#8217;esperienza francese de <a href="https://www.facebook.com/LesVeilleursOfficiel?fref=nf">Les Veilleurs</a> durante la protesta contro la legge Taubira, che in un anno è cresciuta spontaneamente in tutto il Paese nel silenzio generale dei media. Si, silenzio.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Le <em>Sentinelle In Piedi</em>, infatti, non si sono formate questo ottobre</strong> quando fior di editoriali, dichiarazioni discutibili di membri del Parlamento, citazioni di comici in prima serata gli hanno donato fama imperitura per tutta la Nazione: <strong>erano già attive da più di un anno.</strong> <strong>Questo non significa che nessuno sapesse chi fossero</strong>, anzi; l&#8217;Onorevole <strong>Scalfarotto</strong>, il primo firmatario dell&#8217;omonima proposta di ddl che vorrebbe estendere la legge Mancino (già di per sé non un capolavoro giuridico, a mio parere almeno) all&#8217;omofobia, era a conoscenza del movimento così come buona parte dell&#8217;<strong>attivismo LGBT</strong>.<strong> C&#8217;erano addirittura già stati dei flashmob di protesta</strong> come quelli di Trento, nel febbraio 2014, dove  aveva avuto una certa risonanza nella cronaca locale la contro-manifestazione dell&#8217;Arcigay alla veglia tridentina, in cui gli attivisti LGBT si lasciavano cadere a terra in quanto vittime simboliche delle Sentinelle.</p>
<p style="text-align: justify">Ma in linea generale, quella che si respirava tra noi &#8220;omofobi in piedi&#8221; (come definisce molto pacatamente il movimento l&#8217;Huffington Post) era un&#8217;aria di parziale ottimismo. La partecipazione alle veglie era sempre più ampia, tanto da interessare i grandi firmatari del ddl, mentre i contro sit-in (quando si tenevano) erano talmente insignificanti da esprimere un profondo senso di impotenza.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle-2.jpg"><img class="wp-image-736 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle-2-300x130.jpg" alt="sentinelle 2" width="466" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nella prima veglia di Milano capitò addirittura che un omosessuale, venuto con alcuni membri del Circolo Milk a protestare contro le <em>Sentinelle</em>, non appena letto lo scopo della mobilitazione si mise a vegliare anch&#8217;esso.</strong> Più tardi, dichiarò di essere favorevole a matrimoni ed adozioni, ma non poter in alcun modo supportare una proposta di legge che potesse lasciare anche il minimo dubbio di tappare la bocca a qualcuno. I suoi commilitoni non erano però dello stesso avviso e lo dileggiarono selvaggiamente di fronte agli occhi sgomenti degli amici che mi hanno riportato la vicenda, e di cui manterrò l&#8217;anonimato su loro esplicita richiesta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quand&#8217;è, dunque, che le Sentinelle sono divenute la reinterpretazione italica del Ku Klux Klan su cui poter scagliare tutto il livore del ceto semicolto nostrano?</strong></p>
<p style="text-align: justify">La relativa quiete che accompagna le <em>Sentinelle In Piedi</em> si interrompe bruscamente lo scorso 5 ottobre, <strong>quando la manifestazione si estende a 100 piazze italiane contemporaneamente</strong>. Le principali testate del Paese parlano di &#8220;capillare rete di contro-manifestazioni spontanee in tutta Italia&#8221; per motivare la loro attenzione ma, di fatto, ad aver provocato questo exploit sono le violente aggressioni che i veglianti subiscono a Bologna e Rovereto.  Nella seconda, gli spintoni coinvolgono persino un sacerdote a cui viene fratturato un braccio. Tutto in nome dell&#8217;amore, ovviamente. <strong>Ma più che i circoli LGBT o i centri sociali, sono i media a dare il peggio di sé.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Iniziano a spuntare sulle prime pagine online articoli riguardanti la natura delle <em>Sentinelle In Piedi</em></strong>. <strong>Il Fatto Quotidiano</strong>, titola sarcastico:  <em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/04/omofobia-veglie-in-100-piazze-delle-sentinelle-in-piedi-contro-il-ddl-scalfarotto/1143229/" target="_blank">Il 5 ottobre iniziativa del gruppo che si dichiara &#8220;apartitico e aconfessionale&#8221; (ma che è formato prevalentemente da cattolici)</a>. </em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Corriere della Sera</strong>, senza troppi giri di parole, parla di &#8220;gruppo ultracattolico che protesta contro unioni civili, matrimoni ed adozioni gay&#8221;. Termine che da cattolico, in realtà, mi è sempre risultato congeniale, in quanto dà un&#8217;accezione iperbolica ad un&#8217;appartenenza religiosa e per tanto ne riconosce massimamente coerenza ed osservanza, ma dalla redazione del senso comune mi dicono che è usato in termine spregiativo, quindi mi adeguerò.<br />
A distanza di pochi giorni, precisamente<strong> il 9 ottobre 2014, esce il puntuale dossier de </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/10/09/news/identikit-delle-sentinelle-in-piedi-1.183549" target="_blank"><strong>L&#8217;Espresso</strong> </a><strong>che pretenderebbe di spiegare obiettivamente il fenomeno</strong> delle <em>Sentinelle</em>, inserendolo con rigoroso distacco nella categoria <em>Integralismi. </em>Qui si sostiene senza mezzi termini che <strong>le <em>Sentinelle In Piedi</em> sarebbero composte da risibili personaggi retrogradi</strong>, &#8220;spaventati&#8221; dalla lieta novità dei matrimoni e delle adozioni gay, e di essere <strong>sostenute da Trame Nere</strong> che neanche negli anni della Strategia della Tensione.<br />
<strong>Da qui in poi sarà un fiorire di amenità da premio Pulitzer</strong> quali &#8220;<a href="http://www.huffingtonpost.it/2014/10/07/sentinelle-libri_n_5943806.html" target="_blank">Cosa leggono le Sentinelle In Piedi?</a>&#8221; basate su non si sa quali osservazioni scientifiche e statistiche, condotte con impeccabile approccio metodologico.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-medium wp-image-737 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle-199x300.jpg" alt="sentinelle" width="199" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Con il passare del tempo, anche le critiche di circostanza alla violenza delle contro-manifestazioni iniziano a ridimensionarsi</strong>. Il Fatto Quotidiano riesce a superare il suo abituale grado di squallore, ospitando in<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/06/omofobia-sentinelle-in-piedi-il-miglior-ufficio-stampa-per-i-diritti-gay/1144741/" target="_blank"> uno dei suoi blog</a> un simpatico figuro che esorta a <strong>disturbare &#8220;intensamente e continuamente&#8221; (seppur con semplice ironia)</strong> le veglie delle <em>Sentinelle</em>:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In brevissimo tempo, quella dell&#8217;omofobia silenziosa delle Sentinelle era divenuto un casus belli di portata nazionale.</strong> Me ne sono accorto non tanto monitorando la rete o consultando i giornali, ma vedendo amici, parenti, persino mia madre chiedermi come mai fossi una <em>Sentinella</em> e cosa mi avesse portato a &#8220;diventarlo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Inutile spiegargli che le <em>Sentinelle In Piedi</em> non sono una società o un club associativo, e che basta presentarsi ad una veglia &#8220;per essere una <em>Sentinella In Piedi</em>&#8220;. <strong>La crociata mediatica portata avanti con ogni strumento in ogni piattaforma, ha dato i suoi frutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Perché parliamoci chiaro, e qui giungo alla mia riflessione conclusiva, <strong>il matrimonio &#8220;egualitario&#8221; (come piace chiamarlo ai suoi fautori) non sarà ancora legale, ma è già un dogma del politicamente corretto. Se parli di sessi anziché di generi, sei alla stregua di uno xenofobo, di un antisemita, di un seminatore d&#8217;odio. Se ritieni che l&#8217;adozione omosessuale non sia esattamente un diritto fondamentale, sei come chi contestava Kennedy negli anni &#8217;60 per impedire di abrogare le leggi sulla segregazione.</strong> Di conseguenza, che tu sia un comico, uno youtuber o un opinionista televisivo puoi al massimo rimanere in disparte, ma <strong>se vuoi parlarne ne devi parlare bene</strong>. L&#8217;Italia è un paese omofobo, signori, che deve solo apprendere a piene mani dalla lezione nord-europea. Certo, mentre a Londra per &#8220;sodomia&#8221; si rischiava ancora il carcere in Italia l&#8217;omosessualità era legale già da 50 anni, ma questo in fondo cosa importa? Si sono fatti perdonare <a href="//www.lanuovabq.it/it/articoli-inghilterrasan-paolofuorilegge-7245.htm" target="_blank">mandando in carcere chi oggi legge le Lettere di San Paolo in piazza</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Eppure, in Francia con un trattamento mediatico pressoché speculare, <em>Le Manif Pour Tous</em> ha portato in piazza quasi un milione di persone</strong>, tra cattolici, ortodossi, evangelici, musulmani, ebrei, agnostici, atei, socialisti e nazionalisti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Anche le <em>Sentinelle</em> continuano a crescere, di veglia in veglia, nonostante i nazisti dell&#8217;Illinois, i flashmob e le invettive di Saviano o Selvaggia Lucarelli.</strong> <em>&#8220;Puoi anche maledire il mio nome, ma ricorda la verità&#8221;</em> cantano in uno dei loro ultimi brani i Blind Guardian; <strong>questa consapevolezza mi ha portato a partecipare, qualche settimana fa, alla mia sesta veglia. E non sarà l&#8217;ultima, potete contarci.</strong></p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/illinois.jpg"><img class="size-full wp-image-738 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/illinois.jpg" alt="illinois" width="289" height="175" /></a></p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/sentinelle.jpg"><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">    <strong>Lorenzo Roselli</strong>, <em>lo ieromonaco</em></span></p>
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