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	<title>Torquemada &#187; Satira</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Come riconoscere in 7 punti  un bolscevico da salotto</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2015 18:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Di Pede]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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		<description><![CDATA[Che si chiamino bolscevichi da salotto, champagne socialists o radical chic, loro sono presenti in tutto il mondo. Tutti hanno un radical chic nella loro vita. Che sia un vicino di casa, un compagno di corso o un collega, il bolscevico da salotto ha delle caratteristiche che lo differenziano dai comuni mortali. In 7 punti proverò a spiegare i caratteri principali di questa figura mitologica che caratterizza le società mondiali. 1: Il radical chic non studia, perchè il radical chic sa. Uno champagne socialist che si rispetti ha sempre qualcosa da dire su qualunque cosa. Dal torneo di calcetto al]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>he si chiamino bolscevichi da salotto, champagne socialists o radical chic, loro sono presenti in tutto il mondo. Tutti hanno un radical chic nella loro vita. Che sia un vicino di casa, un compagno di corso o un collega, il bolscevico da salotto ha delle caratteristiche che lo differenziano dai comuni mortali. In 7 punti proverò a spiegare i caratteri principali di questa figura mitologica che caratterizza le società mondiali.</p>
<div></div>
<div><strong>1: Il radical chic non studia, perchè il radical chic sa.</strong></div>
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<div>Uno champagne socialist che si rispetti ha sempre qualcosa da dire su qualunque cosa. Dal torneo di calcetto al quale partecipi e conosci solo tu all&#8217;esame di microeconomia, da Masterchef al conflitto Ucraino, lui ti dirà sempre qualcosa che tu non sai. Naturalmente non può rischiare di essere capito, quindi ti darà un parere  di 2 ore partendo da Caino e Abele per arrivare a Nietzsche. Finito il monologo interiore del quale tu hai capito solo la classica frase &#8220;la vuoi sapere una cosa?&#8221;, siccome sei curioso chiedi &#8220;ma come fai a essere così informato?&#8221; e allora ti dirà &#8220;no sai l&#8217;ho letto da qualche parte&#8230;&#8221;. A quel punto inizierai a pensare che quello che leggi tu può essere paragonato a Geronimo Stilton.</div>
<div></div>
<div><strong>2: il radical movie</strong></div>
<div></div>
<div>Il radical ha visto tutte le pellicole cinematografiche partendo dai fratelli Lumiere a oggi. È un esperto nel campo e guai a chi lo osi sfidare o contraddire. È capace di parlare per 8 ore di fila del regista del film, di cosa abbia pensato, cosa abbia mangiato durante le riprese, quante volte sia andato al bagno e così via. Pertanto i film che ritiene &#8220;interessanti&#8221; sono pochi e fra questi non mancano : il favoloso mondo di Amelie, 2001 Odissea nello spazio, i 400 colpi, le invasioni barbariche, Persepolis e tutti quei film che trasmettono <a href="//0" target="_blank">alle 2</a> di notte, subito dopo un interessante approfondimento anatomico a sfondo pornografico.</div>
<div></div>
<div><strong>3: il libro e la rivista chic</strong></div>
<div></div>
<div>Entrando in un bar noterete subito che nell&#8217;angolo più buio una persona, in solitario, starà leggendo un libro sorseggiando del tè. Se continuerete a studiare l&#8217;esemplare capirete che oltre ad avere gli occhi puntati sul libro, egli, alzando rapidamente lo sguardo, scruta per cercare dei potenziali osservatori. Naturalmente un radical che si rispetti legge solo libri di un determinato spessore, difficilmente comprensibili al volgo. Se vi capiterà di comunicare con uno di questi esemplari capirete che lui non vi parlerà del libro se non interpellato. A quel punto voi vi potrete divertire nel vederlo soffrire finché non porrete la classica domanda &#8220;che stai leggendo?&#8221;. In tal caso si improvviserà dottore di glottologia, fonetica, linguaggio, lettere classiche, lettere moderne, filosofia, storia, arte. Se sarete fortunati vi terrà occupato per qualche decade.</div>
<div>Fra i sui libri non possono mancare: il piccolo principe, la gabbianella e il gatto, il manifesto del partito comunista, il bar sotto il mare. La sua rivista è  &#8220;internazionale&#8221; che porterà con se in qualunque occasione, rigorosamente nella tasca di dietro del jeans.</div>
<div></div>
<div><strong>4: chi veste radical vive radical</strong></div>
<div></div>
<div>Un radical si riconosce a primo impatto dal suo vestiario. Egli come ogni sinistroide veste solo con un abbigliamento vintage che prevede maglioni xxxxxxl, pantaloni levi-strauss del periodo woodstock, una kefiah, una gonna stile figlia della dea Kalì, e tutto quello che ha almeno 10 anni di vita. Se i vestiti sono leggermente macchiati è ancora meglio e se sembrano troppo puliti  preferisce sporcarli o strapparli un pò per renderli più &#8220;retrò&#8221;.</div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>5: il politicante radical</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div>Se c&#8217;è qualcosa che conosce meglio è la politica. Il bolscevico da salotto si sa, è di sinistra, ma difficilmente riusciremo a inquadrarlo in qualche partito o corrente politica. Infatti lui è uno spirito libero che non ama chiudersi in queste &#8220;gabbie&#8221; perchè lui è superiore ai partiti.  Non mancherà di espressioni del tipo &#8220;quando c&#8217;era Berlinguer&#8230;&#8221; oppure &#8220;oggi la politica fa schifo&#8221;.</div>
<div>Pertanto il nostro esemplare, a seconda delle stagioni, oscilla dalla sinistra operaia in autunno e inverno, alla sinistra liberale in primavera ed estate.</div>
<div></div>
<div><strong>6: il &#8220;radical tecnologico&#8221; e l&#8217; &#8220;homo radical&#8221;</strong></div>
<div></div>
<div>I questo campo gli champagne socialists si dividono in due branche: quelli che hanno accettato la &#8220;corruzione tecnologica&#8221;, e quelli che invece inviano lettere via posta. I &#8220;radical tecnologici&#8221; hanno sempre in mano &#8220;internazionale&#8221; e un IPad di ultima generazione che utilizzano nel 95% dei casi per giocare a fruit ninja, fingendo di essere impegnati nella stesura di qualche saggio sui massimi sistemi. Il secondo gruppo ovvero gli &#8220;homo radical&#8221; nel 20% dei casi non possiede cellulare, computer, tablet, MP3, televisione e qualunque dispositivo che contenga un circuito elettrico al suo interno. Il restante 80% ha un cellulare ad antenna e al massimo un MP3 a batteria.</div>
<div>Naturalmente non esistono vie di mezzo fra &#8220;radical tecnologico&#8221; e &#8220;homo radical&#8221;</div>
<div></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong> 7: il rapporto fra radical e società</strong></div>
<div></div>
<div>Il bolscevico da salotto non ha ancora accettato la società di massa, quindi ha fatica a rapportarsi con gli altri individui. D&#8217;altra parte si trova a suo agio insieme ai suoi simili o tantomeno con chi, indossando una kefiah, ha qualcosa d&#8217;incomprensibile da dire.<img class="alignnone size-medium wp-image-1827" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/IMG_2043-300x300.jpg" alt="IMG_2043" width="300" height="300" /></div>
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		<title>Je ne suis pas Charlie!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 08:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso e volentieri, ci sono cose che vanno dette, anche se risultano sgradevoli o scomode. Nessuna solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo, colpita da un violento attentato terroristico, che è costato la vita a 12 persone e ha lasciato ferite altre 11. Nel migliore dei casi, saremmo ipocriti, a solidarizzare con chi ha più volte offeso deliberatamente Dio e la fede cattolica. Nel peggiore dei casi, faremmo la figura della vecchia e gloriosa Cattedrale di Notre Dame de Paris, ridottasi a suonare le campane per solidarietà verso coloro che l’avrebbero volentieri ridotta a granaio. Chiariamo prima un punto: quando Nostro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>pesso e volentieri, <strong>ci sono cose che vanno dette, anche se risultano sgradevoli o scomode</strong>. <strong>Nessuna solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo, colpita da un violento attentato terroristico</strong>, che è costato la vita a 12 persone e ha lasciato ferite altre 11. Nel migliore dei casi, saremmo ipocriti, a solidarizzare con chi ha più volte offeso deliberatamente Dio e la fede cattolica. Nel peggiore dei casi, <strong>faremmo la figura della vecchia e gloriosa Cattedrale di Notre Dame de Paris, ridottasi a suonare le campane per solidarietà verso coloro che l’avrebbero volentieri ridotta a granaio.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Chiariamo prima un punto: quando Nostro Signore parlava di amare i propri nemici, si riferiva alle persone. E<strong> noi non possiamo che deplorare l’assassinio a sangue freddo di dodici esseri umani, che non hanno avuto il tempo di ravvedersi dei propri errori, né di risponderne davanti ad un tribunale terreno. Al tempo stesso, nessuna pietà dobbiamo verso l’istituzione, e nessuna giustificazione verso la loro condotta.</strong> Se i terroristi si fossero limitati a distruggere la redazione, rendendone impossibile il lavoro, senza cagionare danno alle persone, allora non avremmo potuto che approvare, anche moralmente, il loro gesto. Lo stesso vale nel caso di altre strutture di peccato, a partire dalle cliniche dove si pratica l’aborto. Tuttavia, <strong>non tutti sono tolleranti come i cattolici.</strong></p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/charlie-hebdo-021.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1576" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/charlie-hebdo-021-247x300.jpg" alt="charlie-hebdo-021" width="247" height="300" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Intanto si è scatenata la ridda dei complottari vari, che vedono in qualsiasi azione, fosse anche l’opera di un folle isolato, chissà quali oscure trame. È pieno così, del resto, di poteri occulti che vorrebbero favorire il nazionalismo e l’avversione per la società multiculturale in Europa! <strong>È piuttosto vero che il fondamentalismo e il terrorismo islamico esistono anche nel nostro continente</strong>, come testimoniano centinaia, se non migliaia, di <strong>volontari partiti per ingrossare le fila dello Stato Islamico</strong>, o anche attentati come <strong>l’assassinio di Theo Van Gogh</strong>. Né potrebbe essere altrimenti, visto che<strong> gli Stati europei chiudono tutti e due gli occhi sui finanziamenti degli sceicchi del Golfo alle moschee e ai predicatori islamisti</strong>. Sia mai, del resto, che vengano meno gli affari con questi beduini arricchiti grazie al petrolio!</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Esiste anche, d’altra parte, un’islamofobia becera e ignorante che si presta magistralmente alle strumentalizzazioni imperialiste, in particolar luogo sioniste; un’islamofobia la cui matrice è in ampia parte liberale e libertaria, dunque da respingere</strong>, anche quando si veste di patriottismo.<strong> L’islam dà fastidio principalmente perché insiste nel ribadire la preminenza di Dio rispetto all’uomo.</strong> È una lezione che molti cristiani, o presunti tali, paiono aver dimenticato. <strong>Tutti, invece, ora, bruciano incenso a idoli come la libertà d’espressione e la laicità, trascurando la schifosa ipocrisia con cui questi “valori” sono applicati e difesi in Francia e nel resto d’Europa.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Un colosso della filosofia politica novecentesca come <strong>Schmitt</strong> resta ignorato, ovvero si ignorano bellamente quali siano i propri nemici e i propri amici. <strong>Questo vale prima di tutto per i “nazionalisti” e per i “cattolici”. Eccoli che esprimono solidarietà non tanto verso le vittime, quanto verso il periodico in sé, e si riempiono la bocca di espressioni quali “libertà di stampa”. Questi utili idioti, dal Front alla Lega, dimenticano che quella stessa stampa li ha sempre attaccati, insultati, offesi e vilipesi, ben oltre la legittima critica e discussione delle idee! Essi dimenticano che nella Francia che si batte il petto per Charlie Hebdo, intere categorie di persone, bollate con nomi d’infamia: “razzisti”, “negazionisti”, “omofobi”, “antisemiti”, sono escluse dal godere di questa libertà!</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Questa è la libertà di espressione che i cialtroni della destra populista, baciando le mani che li schiaffeggiano, difendono: <strong>se sostieni che il matrimonio è tra un uomo e una donna, sei un pericoloso intollerante da rinchiudere; se bestemmi ripetutamente a mezzo stampa, offendendo Dio e miliardi di credenti, sei un martire del libero pensiero.</strong> E naturalmente, per loro, il pericolo è l’islam, non questo <strong>totalitarismo del politicamente corretto di stampo individualista-progressista</strong>. Eppure non solo non hanno il coraggio per dire la verità, ma non di rado non ne hanno nemmeno gli strumenti, tanto sono culturalmente subordinati.</p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1578" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992-300x168.jpg" alt="gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992" width="300" height="168" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La libertà di espressione è sacrosanta per le questioni mondane, dove invece è spesso limitata da leggi, codici espressivi, galatei e altri legacci. <strong>Chi di noi si sente libero di esprimere il proprio parere con il proprio datore di lavoro? E che dire delle varie leggi e leggine Scelba, Mancino, Gayssot, del vilipendio alle cariche dello Stato, ecc. ? Viceversa, in ambito religioso, vige la piena licenza di diffondere ogni sorta di oscenità e di blasfemie.</strong> Tale è l’inversione satanica dei valori che domina la nostra società. <strong>Eppure, la democrazia ateniese, tanto spesso esaltata a radice dell’Occidente, a fianco della parrhesía (libertà di parola) puniva l’empietà con la morte.</strong> Anche coloro che in Dio non credono, dovrebbero nondimeno evitare di offendere il Sacro e la Divinità, per rispetto a coloro che vi credono e per i quali costituisce una parte intima e fondamentale della loro vita. Invece, nel caso di Charlie Hebdo, in sé solo la punta di un iceberg, la bestemmia è impugnata come esempio di satira e libertà di pensiero.</p>
<p align="JUSTIFY">Immaginiamo il caso di uno che sia solito dare del “figlio di puttana” ai suoi interlocutori. Noi potremmo anche lasciar passare in cavalleria, ma sicuramente non ci stupiremmo, se un altro rispondesse prendendolo a ceffoni, e tantomeno lo difenderemmo. Ecco, lo stesso, mutatis mutandis, può essere detto di Charlie Hebdo. Il sangue delle vittime ricade piuttosto su chi ha scelleratamente provocato una reazione tanto violenta, e magari ora si batte il petto fingendosi perseguitato. <strong>Ebbene, gli sia data ragione, una buona volta! Si torni – come avviene in ogni Paese dabbene, non solo religioso, ma anche laico – a punire la blasfemia</strong>, e tanto più quando questa non è semplicemente uno sfogo verbale, ma piuttosto è rivendicata come forma d’espressione culturale e sociale. <strong>È semplicemente una questione di civiltà e rispetto.</strong></p>
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