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	<title>Torquemada &#187; Santa Sede</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Il 2014 letto da Torquemada</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 17:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eugenio Runco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche questo Natale è passato e l&#8217;anno del Signore bismillesimodecimoquarto volge ormai al termine. Un copione senz&#8217;altro vissuto già diverse volte, quello della tregua di dicembre, in cui si cerca di pensare il meno possibile alla fine delle feste, perdendosi nel rosso degli addobbamenti natalizi, e dopo ancora in quello di cravatte, foulards e altri indumenti da procurarsi per la notte di San Silvestro. Cos&#8217;ha questa fine d&#8217;anno di diverso da tante altre? Davvero poco, giusto però il dettaglio che, già all&#8217;antivigilia della Natività, sono incominciate le pubblicazioni di Torquemada. È inutile indugiare in ulteriori auspici o dichiarazioni di intenti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><b><span title="A" class="cap"><span>A</span></span>nche questo Natale è passato e l&#8217;anno del Signore bismillesimodecimoquarto volge ormai al termine.</b> Un copione senz&#8217;altro vissuto già diverse volte, quello della tregua di dicembre, in cui si cerca di pensare il meno possibile alla fine delle feste, perdendosi nel rosso degli addobbamenti natalizi, e dopo ancora in quello di cravatte, foulards e altri indumenti da procurarsi per la notte di San Silvestro. <b>Cos&#8217;ha questa fine d&#8217;anno di diverso da tante altre?</b> <b>Davvero poco</b>, giusto però il dettaglio che, <b>già all&#8217;antivigilia della Natività, sono incominciate le pubblicazioni di Torquemada.</b></p>
<p align="JUSTIFY">È inutile indugiare in ulteriori auspici o dichiarazioni di intenti. Bastano il manifesto e le presentazioni, più o meno estese, che i più accorti fra i nostri “venticinque lettori” avranno già visionato. <b>In questo sproloquio di fine anno è sufficiente esprimere la soddisfazione di vedere finalmente avviato questo progetto dall&#8217;indole </b><i><b>incendiaria</b></i><b>;</b> e compiacersi che questa <i>rivista di inquisizione telematica</i> abbia iniziato a disporre e condurre le sue meticolose e pedanti indagini.</p>
<p align="JUSTIFY">Qualcuno indubbiamente sarà riuscito a storcere il naso semplicemente per aver dovuto richiamare alla mente il clero spagnolo del quindicesimo secolo. <b>Sai e tonsure destano ricordi di epoche tenebrose, spettri di tempi difficili che sarebbe preferibile obliare.</b> Da dove sortiscano queste scomode, ma vitalissime, rimembranze a cinque secoli di distanza, è una domanda lecita, interessante, e si può ben dire obbligata; purtroppo però se volessimo svolgerla adesso, riusciremmo a travalicare la vaghissima linea del nostro tema. <b>Riprendendo dunque a parlare poco seriamente, torniamo a respirare l&#8217;area sublime e ammuffita dei tufi bruni del tardogotico, che di lì a pochi anni, sarebbe stata spazzata via</b> e accantonata per sempre, addirittura in un solo istante, da un solo uomo, da un solo stivale che toccava la sabbia: <b>il 12 ottobre del 1492. Il medioevo, prima di questo capodanno del nuovo mondo, dopotutto era brutto per colpa di quei fanatici dal pizzetto brizzolato</b>: “non l&#8217;avete visto <i>Il nome della rosa?”</i></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Adesso i tempi sono cambiati</b>: le invenzioni della modernità e le rapide del progresso hanno divelto l&#8217;ignoranza per sempre. <b>Non ci sono più analfabeti, ma al minimo semicolti.</b> Cosa riuscirebbe a dire S. Pietro d&#8217;Arbués di fronte alla chiesa cubo e al politicamente corretto, ammesso che si risvegli oggigiorno dal martirio.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Ma il 2014 è stato tanto diverso dal 1478? Togliendo lo stato della tecnica, i due continenti in più, Piero Angela e il passaggio a Nord Ovest, si possono trovare delle corrispondenze tra l&#8217;anno che sta per finire e quello in cui fu istituita l&#8217;Inquisizione Spagnola?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Proviamo, in un vortice discendente di serietà, a cercare qualche convergenza. Il <b>1478</b> si aprì all&#8217;insegna dell&#8217;<b>espansione moscovita</b> colla presa, senza combattere, di <b>Novgorod</b> da parte di <b>Ivan III il grande</b>. Più o meno la stessa cosa non vale per il <b>2014</b>, in cui abbiamo assistito al <b>ritorno</b>, anche qui senza colpo ferire, <b>della Crimea alla Russia</b>? Pensate che l&#8217;allargamento territoriale causò ad Ivan III non pochi problemi coi mercanti della <b>Lega Anseatica</b>, proprio gli stessi avidi argentari baltico-tedeschi che danno sanzioni e fastidi a <b>Putin</b>, anche se dietro la ditta dell&#8217;<b>Unione Europea</b>. Ah queste corporazioni di banchieri che indebitano i principi, oggi più di allora!</p>
<p align="JUSTIFY"><b>In Italia all&#8217;epoca aveva luogo la </b><i><b>congiura dei Pazzi</b></i>, e proprio pochi mesi fa c&#8217;era ancora del baccano fra i toscani con <b>Matteo Renzi</b> che scalzava <b>Enrico Letta</b> dalla presidenza del consiglio, inaugurando forse una nuova <b>signoria</b>. Cinquecentotrentasei anni or sono si vedeva <b>un gran movimento in Vaticano</b> colle ristrutturazioni di <b>Sisto IV</b>, e similmente, a quanto pare, con <b>Francesco I</b>, anche se questa volta l&#8217;edilizia c&#8217;entra poco&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 1478 <b>Boabdil di Granada</b> si godeva ancora la frescura dell&#8217;<b>alhambra</b>, <b>Costantinopoli</b> non era caduta da molto tempo, e <b>la minaccia saracena era avvertita come reale e incombente</b>. Anche oggi corrono voci di <b>un&#8217;ombra a oriente</b>: proprio dal 2014 sulla terra cammina di nuovo un <b>Califfo</b>, non più ovviamente Al Mustanjid, o <b>Maometto II</b> e il suo Gedik Ameht Pascià, che nel 1480 avrebbe martirizzato gli <b>813 beati idruntini</b>, ma <b>Abù Bakr al Baghdadi</b>. Non meno martirizzatore di Cristiani questo <b>sanguinario signore dell&#8217;Iraq e del Levante</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Sempre nel 1478, l&#8217;isola di Britannia ospitava un regno in più, quello di <b>Scozia</b>, con a capo <b>Giacomo III Stuardo</b>, principe cristianissimo, tanto che nel &#8217;72 era riuscito a far elevare la <b>arcidiocesi di St. Andrews</b> al rango metropolitano; e nel 1486 avrebbe ricevuto la <b>rosa d&#8217;oro</b> benedetta con cui il papa (questa volta Innocenzo VIII), dal concilio di Tours ad oggi, onora regnanti e reggitori dei paesi cristiani. Giacomo, re tanto devoto, era però mal visto dai sui sudditi per la politica troppo favorevole all&#8217;<b>odiata Inghilterra</b>. Quest&#8217;ultimo paese nel 1603 avrebbe tolto la Scozia dal novero delle nazioni. E <b>per la triste ironia della storia, proprio in questo 2014 che volge alla fine, il popolo delle Highlands, che per trecento anni aveva con fierezza reclamato l&#8217;indipendenza, conquistata rumorosamente e faticosamente la ghiotta occasione di un referendum, ha preferito restare nel Regno Unito.</b></p>
<p align="JUSTIFY">Considerando ora il paese d&#8217;origine dell&#8217;Inquisizione, <b>la Spagna</b>, ci sarebbero talmente tante cose di cui discutere, che tutto il tempo rimasto al 2014 non basterebbe. Mi limiterò a riportare che a giugno re <b>Juan Carlos I di Borbone e Borbone delle Due Sicilie</b> ha lasciato il trono da cui ora regna suo figlio <b>Filippo VI</b>. A proposito di <b>avvicendamenti reali</b>, <b>questa sera</b> il presidente della Repubblica Italiana, <b>Giorgio Napolitano</b>, <b>potrebbe non parlare soltanto di lavoro, di tempi duri, di ricerca, di giovani e di eccellenza apprezzata nel mondo</b>, come suole fare da otto anni quando si rivolge agli italiani a fine dicembre. Vedremo tra qualche ora.</p>
<p align="JUSTIFY">Tornando al passato, nel quattrocento era dappertutto viva la memoria delle <b>grandi pestilenze</b> del secolo precedente e senza dubbio ai primi posti di una classifica delle angosce di allora c&#8217;era la <b>peste nera</b>. Anche nel XXI secolo il <b>terrore delle epidemie</b> tiene ostinatamente la testa della graduatoria. Il caso dell&#8217;<b>ebola</b>, il cui panico è cresciuto fino a livelli non proporzionali ai rischi effettivi (come già da altri inquisitori <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" title="Babbo Natale, Ebola, e altre Simpatiche Fregnacce" href="http://www.torquemada.eu/2014/12/27/babbo-natale-ebola-e-altre-simpatiche-fregnacce/" target="_blank">qui</a> </span>osservato) ne è l&#8217; esempio più appariscente.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>I dati dei </b><i><b>“perché”</b></i><b> più cercati su Google</b> dagli utenti di lingua italiana, n<b>on solo confermano questa inquietante tendenza, ma sottolineano anche come il timore si declini in forme squisitamente congruenti ai cliché sul medioevo</b>. Al primo posto troviamo <i>“perché vengono le blatte”</i>, e al sesto <i>“perché vengono i pidocchi”.</i> Il più razionale, e oserei dire quasi “illuministico”, <i>“bugiardino”</i> è solo in terza posizione, dietro a <i>“perché Pepa muore”</i>. Ecco dove vedere<a href="http://www.google.it/trends/topcharts#vm=trendingchart&amp;cid=e108f954-0619-445e-8c37-66c7b7b7319a&amp;geo=IT&amp;date=2014&amp;cat=%20" target="_blank"> la classifica completa</a>. Lascia un po&#8217; di tristezza il <i>“perché si soffre”</i> in quinta posizione. E senza tema di smentite si può affermare che <b>il fatto che una oceanica quantità di persone cerchi di autodiagnosticarsi patologie attraverso i motori di ricerca, fa sorgere un certo rimpianto di barbieri e cerusici quattrocenteschi.</b></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Per quanto abbiamo considerato fin qui, qualche analogia tra l&#8217;ultimo quarto del quindicesimo secolo e il primo quarto del terzo millennio dovremmo averla individuata</b>. E forse ora converrete che Tomàs de Torquemada, o chi dei suoi, potrebbe esprimersi ed essere capito anche nel tempo presente. <b>Dunque tornando ai trend di Google, possiamo finalmente osservare come la risposta ai problemi contemporanei che gli italiani invocano a gran voce sia chiaramente l&#8217;inquisizione</b>. La top ten dei <i>“come fare”</i> più ricercati del 2014, registra infatti in prima posizione proprio il termine: <i>“barbecue”</i>.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.google.it/trends/topcharts#vm=trendingchart&amp;cid=86286fe2-81d8-40a8-8b80-6391e8d8ec6e&amp;geo=IT&amp;date=2014&amp;cat=" target="_blank">Eccola</a>.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Non si può concludere senza augurare al Cortese Lettore un focoso 2015.</b></p>
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		<title>Cuba: cinquanta sfumature di rosso</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questi i fatti: il 17 dicembre il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, Barack Obama, e il presidente della Repubblica di Cuba, Raul Castro, hanno ripreso i rapporti diplomatici dopo un astio tra i due stati durato sessant&#8217;anni. Sono stati liberati tre dei cinque agenti dell&#8217;anti-terrorismo cubani, imprigionati in America nel 2001 mentre cercavano di sgominare tentativi golpisti nell&#8217;isola caraibica. In cambio, gli statunitensi hanno ottenuto la liberazione di un contractor americano e di un cittadino cubano &#8211; che lavorava al soldo dell&#8217;intelligence americana - detenuti nelle carceri dello stato socialista. La ripresa dei contatti -ottenuta grazie alla mediazione della Santa]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="Q" class="cap"><span>Q</span></span>uesti i fatti: <b>il 17 dicembre il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, Barack Obama, e il presidente della Repubblica di Cuba, Raul Castro, hanno ripreso i rapporti diplomatici dopo un astio tra i due stati durato sessant&#8217;anni</b>. Sono stati <b>liberati</b> tre dei cinque <b>agenti dell&#8217;anti-terrorismo cubani</b>, imprigionati in America nel 2001 mentre cercavano di sgominare tentativi golpisti nell&#8217;isola caraibica. In cambio, gli statunitensi hanno ottenuto la liberazione di <b>un contractor americano</b> e di <b>un cittadino cubano &#8211; che lavorava al soldo dell&#8217;intelligence americana -</b> detenuti nelle carceri dello stato socialista.<img class="size-medium wp-image-516 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/libertad-para-los-cinco-heroes-blog_jpg-1-300x187.jpg" alt="libertad-para-los-cinco-heroes-blog_jpg-1" width="300" height="187" /><br />
La ripresa dei contatti -ottenuta grazie alla <b>mediazione della Santa Sede</b> &#8211; è stata variamente interpretata nel mondo ed ha dato adito a numerevoli congetture. <b>C&#8217;è stato chi ha inteso in questi fatti la fine del Comunismo cubano ed il ritorno di Cuba all&#8217;interno dello scacchiere geo-politico statunitense</b>, in quella che sembrerebbe, dunque, essere una resa senza condizioni, aggravata dalla senilità dei fratelli Castro. <b>Ci sono state, però, riletture opposte: alcuni, infatti, hanno attribuito ai cubani una grande vittoria diplomatica</b>, per aver condotto alla pari uno scambio di prigionieri con una delle più potenti nazioni al mondo riportando in patria “los cincos”, per la cui liberazione si era creato un movimento d&#8217;opinione internazionale. <b>Un&#8217;altra delle bizzarre teorie di alcuni politologi della domenica immaginava a Cuba la creazione di uno stato capitalista monopartitico &#8211; una sorta di modello cinese &#8211; garantito e protetto dal nemico yankee!</b><br />
Ora, <b>è difficile immaginare realmente quale sarà il futuro delle relazioni cubano-americane</b>, allontanandosi dal piano delle congetture. Tuttavia, ci sono dei punti che possono meglio spiegarci questa svolta storica e grazie ai quali, forse, può essere più comprensibile la dinamica degli eventi futuri. <b>Gli Stati Uniti hanno abbandonato ormai da tempo la fobia maccartista in favore di altri “nemici pubblici”</b>; inoltre, <b>il Sud America</b>, che reclamano sin dalla dottrina Monroe (elaborata 200 anni fa) come una sorta di loro possedimento esclusivo <b>è retto, in questo momento, da 11 governi di sinistra o centro-sinistra con cui è consigliabile un accordo o quantomeno un dialogo, pena l&#8217;esclusione delle imprese americane da importanti e vicini mercati in via di sviluppo.</b><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-517 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/cuba_mjgby.T0-300x200.jpg" alt="cuba_mjgby.T0" width="300" height="200" /></p>
<p><b>D&#8217;altro canto, però, anche Cuba affronta un problema centrale per la sua sopravvivenza economica.</b> Infatti, <b>il principale alleato dello stato socialista nell&#8217;ALBA è quel Venezuela in cui il dopo-Chavez è abbastanza incerto </b>e la leadership di Maduro è molto meno salda di quella del principale artefice della “rivoluzione bolivariana” e grande amico di Fidel.Inoltre,<b> la stessa sinistra sudamericana non solo è molto frastagliata ma rischia di subire notevoli tracolli elettorali,</b> come testimonia il caso del <b>PT</b> che nelle ultime due elezioni brasiliane ha perso quasi il 10% di consensi (qualcosa come 4 mln di voti).<br />
Un&#8217;ipotetica svolta politica conservatrice in Sudamerica e nei paesi sponsor di Cuba &#8211; un&#8217;isola non solo geograficamente parlando, visto il pluridecennale embargo voluto dagli USA &#8211; sarebbe, forse, fatale per la Repubblica cubana. <b>Probabilmente, prima di dare riletture ideologicamente troppo marcate e di compiere “requiem” prematuri sarebbe d&#8217;uopo considerare le contingenze sincroniche in cui è avvenuto lo scambio di prigionieri</b>, prassi normale anche tra nazioni in formale stato di guerra, pensiamo agli accordi israelo-palestinesi o ad i più recenti dialoghi tra russi ed ucraini. <b>Gli unici dati certi sono le parole dei rappresentanti delle nazioni interessate</b> ed a sentire i cubani, il loro Socialismo è tutt&#8217;altro che morto. <b>Raul Castro, infatti, ha detto che «Ogni Paese ha il diritto inalienabile di scegliere il suo sistema politico. Nessuno deve pensare che il miglioramento dei rapporti con gli Stati Uniti significhi che Cuba rinunci alle sue idee»</b>. Castro ha anche detto che <b>i cambiamenti dovranno essere graduali per creare un sistema di «comunismo prospero e sostenibile»</b>. Inoltre, i lavori attualmente in corso dell&#8217;Assemblea Nazionale del potere popolare si concentrano proprio sulle riforme e sull&#8217;armonizzazione legislativa ed economica del regime comunista cubano: nessuno smantellamento, almeno così pare.<br />
Il giornalista e guerrigliero argentino <b>Jorge Masetti</b>, parlando di Cuba sosteneva che &#8220;Existen dos Cubas: la creada para la exportación y la auténtica, la que pugna por ser integralmente una república&#8221;. <b>Quale che sia il futuro delle relazioni cubano-americane, l&#8217;auspicio più condivisibile è che di <b>“Cuba Libre” non rimanga solo il cocktail.</b><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-520" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Raul-Castro-4.jpg" alt="Raul Castro - 4" width="300" height="250" /><img class="alignnone size-medium wp-image-519" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Fidel_Castro_PNW-208x300.jpg" alt="Fidel_Castro_PNW" width="208" height="300" /></b></p>
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