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	<title>Torquemada &#187; Salvini</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Le lacrime di coccodrillo versate sul Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 17:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Roselli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La morte insensata di centinaia di disperati al largo delle coste libiche non dovrebbe indurci a discutere poi chissà quanto. I politicanti di professione fanno semplicemente il loro mestiere riversando sul nemico elettorale la &#8220;responsabilità&#8221; di questa tragedia&#8230; Ma noi che cosa abbiamo da dire? Nulla. Dopo aver letto la prima pagina del quotidiano preso sul sedile della Metro, dopo aver spento la rassegna del TG1 o di Sky Tg24 torneremo alle nostre vite, ai nostri problemi, alle nostre priorità. Lo starei per fare anch&#8217;io se non riuscissi a togliermi dalla testa quel fastidioso pensiero che mi mette di fronte]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a morte insensata di centinaia di disperati al largo delle coste libiche non dovrebbe indurci a discutere poi chissà quanto. I politicanti di professione fanno semplicemente il loro mestiere riversando sul nemico elettorale la &#8220;responsabilità&#8221; di questa tragedia&#8230; Ma noi che cosa abbiamo da dire?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nulla. Dopo aver letto la prima pagina del quotidiano preso sul sedile della Metro, dopo aver spento la rassegna del TG1 o di Sky Tg24 torneremo alle nostre vite, ai nostri proble</strong><span class="text_exposed_show"><strong>mi, alle nostre priorità</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><img class=" wp-image-2491 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Barcone-300x199.jpg" alt="Barcone" width="359" height="238" /></p>
<p style="text-align: justify">Lo starei per fare anch&#8217;io se non riuscissi a togliermi dalla testa quel fastidioso pensiero che mi mette di fronte ad un&#8217;angosciante verità: <strong>mentre io mi danno per l&#8217;esame che non riuscirò a preparare in questo mese, ci sono persone (magari anche di poco più grandi di me) che hanno abbandonato quest&#8217;esistenza terrena nella stiva di una barcaccia</strong>. Che hanno avuto modo di contare i minuti in cui l&#8217;ossigeno lentamente si esauriva nel loro sarcofago.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span class="text_exposed_show">P</span>er questo qualcosa, alla fin fine, la dirò. E dirò innanzitutto che non mi farei particolari problemi di ordine morale ad espropriare i beni di tutta la marmaglia subproletaria che in questo momento esulta sotto ai post di Matteo Salvini o nei commenti di Libero,  per investirli, magari, nell&#8217;ennesimo Mare Nostrum.</strong> <strong>Il fatto è che questo non cambierebbe assolutamente nulla. </strong></p>
<p style="text-align: justify">Nella polemica sullo &#8220;sciacallaggio&#8221; subito traghettata dal PD e dalla sua lista civetta SEL, infatti, se proprio dovessi trovare qualcuno &#8220;meno nel torto&#8221; <strong>sarebbero proprio Salvini. Perché non è con un&#8217;imponente flotta di pattugliamento per il Mediterraneo che si eviteranno altre stragi di migranti: Laura Boldrini e gli editorialisti dell&#8217;Espresso più svegli lo sanno benissimo. </strong></p>
<div class="text_exposed_show">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Salvini-boldrini.jpg"><img class=" wp-image-2492 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Salvini-boldrini-300x178.jpg" alt="Salvini boldrini" width="369" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify">I viaggi della morte si contrastano solo nel prevenirli. Ed un tempo, diciamolo, li prevenivamo eccome con degli ottimi rapporti diplomatici con la Libia socialista del Presidente Muammar Gheddafi. <strong>Finché un giorno del 2011, gli stessi che oggi fingono di strapparsi i capelli per questa stage, hanno preferito mettere al comando di Tripoli gli scafisti. E lo hanno preferito per ragioni di sudditanza politica ed economica,  dettate dalla falsa sicurezza che contraddistingue l&#8217;arido  burocrate al servizio  del Sovrano, </strong>ma ben nascoste dietro a grida senza senso inneggianti alla democrazia, alla libertà e all&#8217;abbattimento di ogni dittatura<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ora, quelle grida si tramutano in lacrime (più o meno sincere) di coccodrillo, <strong>lacrime di coccodrillo che si riversano al largo delle coste libiche dove giacciono tante, troppe, vittime del loro vigliacco opportunismo politico</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Gheddafi.jpg"><img class=" wp-image-2495 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/Gheddafi-300x168.jpg" alt="Gheddafi" width="386" height="216" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">                          <em><strong>Lorenzo Roselli, </strong>lo ieromonaco</em></p>
</div>
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		<title>Puzzle romano</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 14:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Manuel Granata]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dunque un siciliano. Il primo della storia con tale onere. Sergio Mattarella, dopo quattro turni di votazioni a camere riunite (tre delle quali farsa politica, inscenata per nascondere sotto una corta coperta le fittissime trattative politiche), ce l’ha fatta. O forse è Renzi che ce l’ha fatta, vincendo nuovamente contro i suoi amici/nemici politici senza nemmeno lo sforzo di passare per le urne, usanza abituale a casa dell’ex sindaco toscano, pare… Infatti per Mattarella la nuova elezione può essere letta piuttosto come coronamento di una silenziosa, ma diligente e coerente carriera politica tra prima e seconda repubblica (no, non passerò]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>unque un siciliano. Il primo della storia con tale onere. <strong>Sergio Mattarella</strong>, dopo quattro turni di votazioni a camere riunite (tre delle quali farsa politica, inscenata per nascondere sotto una corta coperta le fittissime trattative politiche), ce l’ha fatta. O forse è Renzi che ce l’ha fatta, vincendo nuovamente contro i suoi amici/nemici politici senza nemmeno lo sforzo di passare per le urne, usanza abituale a casa dell’ex sindaco toscano, pare…</p>
<p style="text-align: justify">Infatti per Mattarella la nuova elezione può essere letta piuttosto come coronamento di una silenziosa, ma <strong>diligente e coerente carriera politica tra prima e seconda repubblica</strong> (no, non passerò il resto dell’articolo a tratteggiare il profilo dell’ex DC, sia perché sono piuttosto scarso nel disegnare, sia perché esiste <em>Wikipedia</em> che fa lo sporco lavoro molto meglio del sottoscritto). Renzi invece con la giornata di sabato ha definitivamente concluso il suo periodo di praticantato da premier, e può dare inizio ad un percorso più compatto rispetto a quello già avviato nell’ultimo anno, fortemente targato PD, nonostante tutto ciò che possa sostenere Alfano. <strong>Il patto del Nazareno ormai è debolissimo</strong>: le parti contraenti non sono più alla pari all’interno dell’accordo. Il premier ha ricompattato un partito non abituato a vincere, e che negli scorsi mesi ha fatto di tutto per danneggiarsi; <strong>Berlusconi, e con lui Forza Italia, è stato disintegrato completamente da questa votazione</strong>, implodendo con la strategia delle schede bianche sabotata da un terzo dei grandi elettori forzisti. L’ex Cavaliere si ritrova per le mani, al momento, un partito all’opposizione che conta poco o niente, pieno per giunta di sibilanti correnti interne che rischiano di mutilarne i numeri alla Camera e al Senato.</p>
<p style="text-align: justify">Il patto del Nazareno (apparso come ultimo colpo di coda di una furbissima volpe dell’arena politica) oggi non rappresenta per Renzi quasi più nulla: vista la posizione di Forza Italia nell’emiciclo parlamentare, non è più nemmeno un vincolo sulle riforme: il fronte PD tutto da testare, ma nuovamente compatto (oggi paiono tutti fratelli e sorelle dimentichi delle urla e degli insulti delle scorse settimane: ah, che effetti miracolosi le bellezze della città eterna!) e i grillini scappati dal partito, con la stessa velocità con cui si scappa da un casa in fiamme, rappresentano una garanzia sufficiente. <strong>Il partito di Grillo e Casaleggio, oltre alla proposta di Imposimato, ha giocato la partita del Quirinale senza mai toccare la palla</strong>. Anzi non è mai sceso in campo. Non si è neanche seduto in tribuna: è rimasto proprio fuori dallo stadio (a urlare e a controllare le scie chimiche probabilmente…). Grillo e soci sentono infatti la fatica del correre nei palazzi della politica romana da soli e l’orgoglio di non cercare mai un appiglio seppur momentaneo pesa: le continue uscite di parlamentari dal movimento ne sono la dimostrazione. L’elezione del dodicesimo presidente della Repubblica certifica la crisi dei pentastellati, che saranno costretti a rivedere le loro logiche interne per non soccombere ai loro sempre più calanti sondaggi che interessano invece la Lega.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il partito fondato da Umberto Bossi infatti, di questo passo rischia di raggiungere i grillini e di strappare loro lo scettro di partito più populista del paese</strong>. I Salvini boys in questa tornata di votazioni non si sono sprecati molto, proponendo il nome di Vittorio Feltri (d’altronde pensare tutte quelle dichiarazioni interessanti che sparano quotidianamente deve costare molta fatica) insieme al piccolo partito di Giorgia Meloni. Del giorno di Mattarella al Quirinale ci restano in conclusione le lamentele di tutta l’opposizione sul metodo, ma non sul nome (rispettato e accettato da quasi tutti i gruppi parlamentari). Quest’atteggiamento certifica ancora di più la vittoria di Renzi, che nonostante le tante (troppe) parole della politica italiana continua ad agire indisturbato (datemi delle conferme, sta facendo qualcosa di concreto oltre a twittare, vero?), consolidando la sua leadership a Roma e indirettamente a Bruxelles e a Berlino.</p>
<p style="text-align: justify">Se è vero che la Balena Bianca non è mai morta (Mattarella <em>docet</em>), tenete dunque un occhio sul mai domo Berlusconi e sulla sua condanna che va a morire a breve. <strong>La partita a carte non è ancora finita</strong>, e se le donne le tiene tutte per sé, non sappiamo quali assi abbia ancora nel mazzo.</p>
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		<title>Quando un uomo padano incontra un uomo di colore&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 17:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Samarini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i tanti privilegi che l&#8217;età contemporanea ci offre c&#8217;è anche la possibilità di soddisfare senza alcuno sforzo gli impulsi masochistici che, prima o poi, emergono in ciascuno di noi. Chi vuole farsi del male può scegliere tra una vasta gamma di perversioni, che vanno dall&#8217;uso delle droghe sintetiche al gioco d&#8217;azzardo online, fino all&#8217;ultimo stadio dell&#8217;autolesionismo, il tifo per l&#8217;Inter. Personalmente, mi piace annichilirmi con metodi meno scontati (a parte l&#8217;Inter, frutto di una infausta scelta giovanile), contemplando il degrado civile e culturale della popolazione italiana. Voglio però mettere in chiaro che non sono il solito nostalgico di un&#8217;inesistente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="T" class="cap"><span>T</span></span>ra i tanti privilegi che l&#8217;età contemporanea ci offre c&#8217;è anche la possibilità di soddisfare senza alcuno sforzo <strong>gli impulsi masochistici</strong> che, prima o poi, emergono in ciascuno di noi. Chi vuole farsi del male può scegliere tra una vasta gamma di perversioni, che vanno dall&#8217;uso delle droghe sintetiche al gioco d&#8217;azzardo <em>online</em>, fino all&#8217;ultimo stadio dell&#8217;autolesionismo, il tifo per l&#8217;Inter. Personalmente, mi piace annichilirmi con metodi meno scontati (a parte l&#8217;Inter, frutto di una infausta scelta giovanile), contemplando il degrado civile e culturale della popolazione italiana. Voglio però mettere in chiaro che non sono il solito nostalgico di un&#8217;inesistente età felice: da buon seguace di <strong>Giacomo da Recanati</strong>, nutro ben poca fiducia nella razza umana.</p>
<p style="text-align: justify">Orbene, anch&#8217;io talvolta mi sottopongo volontariamente ad alcune forme di tortura, fino al momento in cui uno sprazzo di ragione mi dice di smettere: allora torno, con un senso di colpevolezza, alle mie occupazioni. <strong>È un po&#8217; come quando si passa vicino al luogo di un incidente</strong>: sai che non dovresti fermarti a guardare, ma almeno un&#8217;occhiata in cerca di morti o feriti ti scappa sempre. Gli anglosassoni lo chiamerebbero <em>guilty pleasure</em>. Molti dei miei vizi nascosti hanno in comune un soggetto, che non nominerò per non soddisfare il suo costante desiderio di occupare i media, ma che definirò, enigmaticamente, mediante i seguenti indizi: <strong>è il leader di un partito politico che ha il suo baricentro nel nord Italia, ha una passione smodata per le felpe e per la toponomastica (spesso abbinate), le sue iniziali sono M. S</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/felpa.jpg"><img class="wp-image-1405 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/felpa-300x225.jpg" alt="felpa" width="360" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Dopo essermi accertato che nessuno mi stia guardando, mi piace accedere alla <strong>pagina Facebook</strong> del suddetto e scorrere i commenti ai suoi numerosissimi post: so che non dovrei, ma la rotella del mouse mi attrae inesorabilmente e mi spinge, quasi sempre, ad arrivare fino in fondo alla sequela di opinioni, insulti, frasi sconnesse. So bene che quella di M. S. è una ben precisa strategia comunicativa, alla quale non bisogna mai cedere, perché ogni clic ottenuto è un sostegno indiretto alla sua “causa”: purtroppo, come cantavano gli Human League, <em><strong>I&#8217;m only human</strong> / Of flesh and blood I&#8217;m made / Human / Born to make mistakes.</em></p>
<p style="text-align: justify">Ma arriviamo all&#8217;occasione specifica che mi ha spinto a rompere il muro del silenzio e a confessare il mio problema davanti a voi, ipotetico gruppo di sostegno per masochisti cronici. Ieri sera <strong>Hamissou, un caro amico originario del Niger</strong>, ha preso parte alla trasmissione “La Gabbia” su <strong>La7</strong>, sedendo tra il chiassoso pubblico che ogni settimana osanna o insulta i politici di turno. Ora, da amico quale sono non posso che fargli un bonario rimprovero per avere partecipato ad una delle trasmissioni più becere dell&#8217;intero panorama televisivo nostrano. La puntata di ieri si intitolava “Senza capo né coda”, formula che ho voluto interpretare come un bellissimo momento di autocritica da parte degli autori del programma.</p>
<p style="text-align: justify">Vi racconto, in breve, che cosa è successo: Hamissou è intervenuto per <strong>criticare la posizione leghista</strong>, che sovrappone strumentalmente i problemi dell&#8217;immigrazione a quelli del terrorismo per generare timore nelle persone. Si tratta di problemi reali, su cui non intendo fare un&#8217;analisi superficiale: in sostanza, non abbraccio né il populismo squallido né il terzomondismo militante. Dopo questo preambolo, il ragazzo ha provocatoriamente chiesto all&#8217;uomo con la felpa <strong>che cosa avrebbe fatto nel caso in cui sua figlia si fosse innamorata di un clandestino</strong>. Il politico padano ha risposto che nel futuro dei suoi sogni immagina un&#8217;Italia guidata da sé medesimo, completamente libera da immigrati irregolari (non è stato chiarito se la visione prevedesse una Penisola ancora unita oppure divisa in due dal corso del Grande Fiume). E fin qui, per quanto tali posizioni siano criticabili, non c&#8217;è nulla da dire: la risposta era ampiamente prevedibile. Il video è <a href="http://www.la7.it/la-gabbia/rivedila7/senza-capo-n%C3%A9-coda-26-01-2015-145753" target="_blank">qui</a> (minuto 1: 34: 30).</p>
<p style="text-align: justify">Il problema è che il capopopolo nordico non ha mancato di pubblicare su FB un post sull&#8217;episodio:</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/screenshot.png"><img class="wp-image-1402 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/screenshot-300x143.png" alt="screenshot" width="403" height="192" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Come di consueto, nelle sue parole traspare <strong>un velato disprezzo</strong> per l&#8217;uomo nero, “l&#8217;immigrato”, ma non si sconfina nell&#8217;insulto o nell&#8217;aggressione verbale. Il nostro M. S. sa benissimo che <strong>a quello penseranno i suoi <em>fan</em></strong>: il suo scopo è solo quello di vellicare gli istinti della platea, che, dal canto suo, non perde mai l&#8217;occasione per sfogare le proprie frustrazioni sul malcapitato di turno. <strong>I <em>social network</em>, come è noto, annullano le inibizioni di molti</strong>, spingendoli a scrivere cose che io mi vergognerei anche solo di pensare. Ma non siamo qui per fare sociologia spicciola: vi voglio solo rendere partecipi delle delizie sfornate dai follower del comandante celtico. Lo so, è come sparare sulla Croce Rossa, ma ormai sapete dei miei disturbi. Nella valanga di commenti si leggono anche molte parole di sostegno al ragazzo africano: parole spesso piene di luoghi comuni, ma qui vogliamo parlare della gran massa di persone che esprime un sorprendente automatismo mentale: <strong>AFRICANO = CLANDESTINO = MUSULMANO = TERRORISTA = SCIMMIA (O TOPO)</strong>. Peccato che Hamissou sia in Italia per studiare (frequenta la facoltà di Giurisprudenza) e non sia affatto musulmano.</p>
<p style="text-align: justify">La ricorrenza delle stesse argomentazioni è sorprendente e ne darò solo un piccolo saggio:</p>
<p style="text-align: center"><strong>Argomentazione 1 – E se tua figlia si mettesse con un cristiano? (Credo che Hamissou ne sarebbe felice)</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Chiedigli se sua figlia dovesse cambiare religione cosa farebbe&#8230;&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Xchè non hai chiesto se sua sorella si innamora di un cattolico lui cosa fa?</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>Argomentazione 2 – Direttamente legata alla precedente: nei vostri paesi le donne vengono sottomesse e uccise.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Dovevi dirgli che i suoi fratelli immigrati uccidono e sepelliscono in giardino i figli che si innamorano di un/una occidentale, e anche perché si vestono e vivono all&#8217;occidentale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Rispondigli che non sei tu che imponi i matrimoni alle figlie ma loro e la loro cultura</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Io mi chiedo cosa farebbe lui se SUA figlia si innamorasse di un cristiano. Probabilmente verrebbe uccisa&#8230;.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Vengono a darci lezioni di vita, quando nei loro paesi per qualunque azione che ritengono contro la loro fede religiosa, ti condannano a morte! Vigliacchi!</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>Argomentazione 3 – Non vale la pena di parlare con queste creature subumane.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>ma che si vergognino alla Gabbia a far parlare sti zulu merdosi&#8230;.ma Matteo merita altri interlocitori non ste mxxxe&#8230;e che ca&#8230;.voli&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>L&#8217;arroganza di quel &#8221; signore&#8221; nero non mi sta bene. Però mi sarebbe piaciuto vederlo contro un politico o un militare della sua Nazione. Da li scappano come topi, poi vengono in Italia e si vestono da Leoni. Sempre un topo é!!!</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Lui italiano ? Non sei italiano solo se ci vivi e hai la cittadinanza , caro il mio cioccolatino &#8230;.eh che cavolo!!!! Domande della giungla&#8230;aiuto !!!!</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>be c é chi si fa i cavalli e chi i negroidi&#8230;it s the same..</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>Argomentazione 4 – Torna al tuo paese, baluba.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Immigrato che insulta in pubblico e in TV&#8230;&#8230;lasciamo stare chi insulta&#8230;magari potremmo essere di parte&#8230;..COSTUI SI PERMETTE DI INSULTARE IN ITALIA UN ITALIANO? MA CHI CAXXO è QUESTO??? A CALCI NEL CULO AL SUO PAESE&#8230;&#8230;.PRIMA IMPARA L&#8217;EDUCAZIONE E POI SE RIMANE AL SUO PAESE è MEGLIO&#8230;&#8230;!!!!!</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>e questi vorrebbero essere italiani &#8230; ????? via via sciò &#8230; che tornino da sono venuti.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Speriamo di riuscire a cacciare via anche te nel frattempo, zulu&#8217;</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>L&#8217;immigrato clandestino pensasse a levarsi dalle palle e a lasciar posto a chi in questo paese c&#8217;è nato ! Grazie !!</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>6 GRANDE SALVINI. VANNO CACCIATI A CALCI IN CULO</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Salvini cacciali tutti a ste merde</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Speriamo. . Perché anche io ho una figlia femmina. &#8230;che per ovvi motivi frequenta una scuola cattolica privata dove il crocifisso si trova al proprio posto dove religione si fa&#8230;.è dove è quasi impossibile trovarsi come compagni di banco extra comunitari e impossibile mussulmani!</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>Argomentazione 5 – Sterminiamoli!</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Se mia figlia porta un mussulmano in casa mia lo uccido, io andrò in galera, ma lei forse sarà salva</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Io avrei risposto: le spezzo le gambe!! Tutti fuori dai coglioni, i clandestini e soprattutto i comunisti che sono una piaga peggio dell&#8217;islam!</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>Argomentazione 6 – Quando c&#8217;era LUI queste cose non succedevano</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Vai come quando c&#8217;era mussolini col gazzo che entravano i clandestini</em></p>
<p style="text-align: justify">Al termine di questa piacevole galleria non posso che sentirmi pervaso da un <strong>rinnovato spirito patriottico</strong>: come recita lo slogan di EXPO 2105, il nostro è proprio un Paese<strong><em> very bello</em></strong>!</p>
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		<title>Borghi: «Renzi come un quadro di Ensor, ma i problemi sono Euro e poca democrazia»</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 20:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Borghi Aquilini]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo incontriamo all’uscita di un esame universitario per parlare di Euro, il suo punto forte. Ma non solo: anche di Europa, economia, democrazia e futuro della Lega. Prima di dedicarsi al Carroccio, Claudio Borghi Aquilini insegnava all’Università Cattolica di Milano. Fortunatamente, doveva presiedere ad un esame scritto: l’umore dell’economista che ha trascinato Salvini nella lotta contro l’Euro non è infatti dei più rosei e non avrebbe certo aiutato i malcapitati esaminati. «La bocciatura del referendum contro la legge Fornero avrà ricadute sulle alleanze» &#8211; dice evidentemente stizzito &#8211; «non si può continuare a collaborare con chi vuole mandare al Quirinale uno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>o incontriamo all’uscita di un esame universitario per parlare di Euro, il suo punto forte. Ma non solo: anche di Europa, economia, democrazia e futuro della Lega. Prima di dedicarsi al Carroccio, Claudio Borghi Aquilini insegnava all’Università Cattolica di Milano. Fortunatamente, doveva presiedere ad un esame scritto: l’umore dell’economista che ha trascinato Salvini nella lotta contro l’Euro non è infatti dei più rosei e non avrebbe certo aiutato i malcapitati esaminati. «La bocciatura del referendum contro la legge Fornero avrà ricadute sulle alleanze» &#8211; dice evidentemente stizzito &#8211; «non si può continuare a collaborare con chi vuole mandare al Quirinale uno come Amato».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partiamo da qui. Vi aspettavate una bocciatura?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«No. Non si fa una fatica assurda, che impegna tutto il partito per quasi un anno, per il semplice gusto di farselo bocciare. Qui c’è di mezzo l’Articolo 1 della Costituzione: lavoro e sovranità al popolo. Non so come la Corte abbia potuto calpestarlo. Se dilatiamo il divieto a referendum dalle questioni ‘fiscali’ a quelle ‘economiche’, cosa ci rimane? La nostra vita dipende dall’economia, ma la sovranità monetaria non c’è più e il pareggio di bilancio in Costituzione ha sottratto anche la politica fiscale: se non possiamo nemmeno gestire questioni relative al lavoro e incidere con referendum, allora – capite – che la democrazia rimasta è ben poca.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il prof. Emilio Diodato nel suo ultimo libro «L’ortopedia del “vincolo esterno”» ha detto che i vincoli imposti dall’Ue all’Italia sono il «simbolo di una democrazia morente».</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Non c’è pensiero più elitario ed antidemocratico di supporre che il popolo sia cretino. Si suppone che il popolo sia stolto e incapace a governarsi, ritenendo necessari degli strumenti di supplenza alla democrazia &#8211; siano essi espressi dal vincolo esterno, realizzati con la moneta unica o concretizzati nell’affidamento dei governi ad istituzioni “al riparo del processo elettorale”, usando le parole di Monti. Ma più che democrazia morente, direi democrazia morta».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ci sono margini di rivitalizzazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Sì, servirebbe che l’elettore prendesse coscienza che alcuni partiti queste politiche le appoggiano, smettendo di votarli. Ma uno dei sintomi della malattia della democrazia è l’informazione».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In che senso?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Una democrazia può dirsi compiuta solo se l’elettore è informato. Se vado da un cittadino a dirgli “vuoi la torta alla crema o un calcio negli stinchi?”, e lo faccio in maniera corretta ed equilibrata, l’elettore sceglierà ovviamente il dolce. Se invece gli taccio che la torta è avvelenata, è evidente che vi sarà un vizio del consenso democratico. Da quando abbiamo iniziato a parlare di Euro, vengono propagate menzogne da una lunga serie di mezzi di informazione. Agli italiani è stato detto che senza la moneta unica l’inflazione salirebbe al 300% e che per comprare il latte servirebbero carriole di soldi: queste non sono opinioni, ma bugie. Falsa informazione, utile solo a viziare la democrazia».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un sondaggio Ipsos, pubblicato dal <em>Corriere della Sera</em>, riporta che per gli italiani il secondo motivo di “speranza” in questi tempi difficili sono i partiti euroscettici. Il primo in classifica è Papa Francesco. </strong></p>
<p style="text-align: justify">«Non metto in dubbio che a molti italiani abbiamo ridato speranza. La rassegnazione è quello che tutti i carcerieri si augurano. Godono della rassegnazione. Noi non abbiamo fatto altro che dire agli italiani che è possibile fare una scelta differente».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Far crollare l’Europa dà speranza?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Certo, anche se è necessario precisare: non è che “l’Europa crolla”. Quella rimarrà lì attaccata al mappamondo come sempre. A noi basta far cadere il guinzaglio, che è l’Euro. Poi, una volta riportato il campo da gioco in parità con tutti i bilanciamenti del caso derivanti dalle monete nazionali, saremo liberi di decidere se ci interessa allearci con gli altri paesi. Se tutto dovesse rimanere come ora, comunque, non vedo perché dovremmo avere interesse verso l’Europa associativa».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il 53% degli italiani considera la Germania «ostile». Già negli anni ’90, negli ambienti politici italiani, si diceva che «chi offre il marco in vittima vuole in realtà l’egemonia europea». Perché allora siamo saliti sul carro?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Bella domanda. Nemmeno io l’ho ancora capito. La risposta più semplice è “la stupidità”: uno dei grandi motivi per cui di solito si fanno cose stupide è perché si è stupidi. Le élite industriali hanno sempre usato l’esca della “moneta forte” per attirare le “valute deboli” e millantare la formazione di un’area di libero scambio dove tutti stanno meglio. Ma l’inganno sta nel far credere che sia una gara a squadre, quando invece è un <em>match</em> di pugilato. Cascarci è un’ingenuità da bambino: ovvio, tutti vogliono giocare con il più forte. Senza capire, però, che quello dell’economia non è un gioco di squadra, ma individuale. Dove alla fine vince uno solo. Ecco, questo potrebbe essere il primo motivo. Dall’altra parte, invece queste élite, consce del fatto che entrare in questo strumento di morte porta vantaggi solo a qualcuno, hanno trovato sponda nei partiti di sinistra. I quali hanno ritenuto l’aspetto democratico inutile, se non fuorviante: si sentivano più bravi, più colti, più intelligenti eppure alle elezioni vinceva sempre Berlusconi. Hanno scelto allora l’alternativa elitaria e tecnocratica per conquistare il potere».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’Europa è nata male e finita peggio, oppure non ha retto le sfide della storia?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Non pretendo che tutti sappiano di cose economiche. Ma se si mette in piedi un progetto ambizioso come l’Europa unita non si può non pensare alle conseguenze finanziarie. Non so se si trattò d’ingenuità o fu fatto volontariamente. Se i padri fondatori erano in buona fede quando progettarono i vincoli e li legarono alle convergenze economiche di paesi così differenti, se erano in buona fede insomma, allora erano anche straordinariamente ignoranti».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In un’intervista di qualche giorno fa ha detto che i tassi negativi sui <em>Bund</em> tedeschi significano la scommessa degli investitori sull’uscita della Germania dall’Euro. Draghi, invece, ha detto che è una moneta irreversibile. Il monito era indirizzato alla Merkel?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Draghi continua a dire che è irreversibile perché è il suo mestiere. Anche il governatore della Banca Centrale svizzera, prima di abbandonare il livello del cambio, continuava a dire che era un sistema “irreversibile”. Le parole di Draghi quindi non mi stupiscono. Ma il discorso dei tassi negativi è eclatante: non c’è nessun motivo per cui una persona paghi per prestare dei soldi a qualcuno».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Potrebbe essere considerato un bene di rifugio.</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Sì, ma l’alternativa sarebbe tenere il denaro in cassaforte. Piuttosto che acquistare un titolo di stato e pagare un tasso negativo, preferirei avere nel portafoglio moneta contante. Certo, poi c’è chi dice che, al netto dei costi di transazione per la detenzione di liquidi, sia comunque conveniente comprare i <em>Bund</em>. Sono d’accordo. Ma quando i tassi sono così tanto negativi per lunghissime scadenze, i dubbi vengono. Infatti, un titolo di Stato a 5 anni non è immediatamente convertibile in denaro: se per un qualsiasi motivo i tassi dovessero tornare a salire, il valore di questi titoli si incenerisce. Rischio che non ha la carta moneta. Tuttavia, gli investitori stanno immaginando che la Germania uscirà dall’Euro, aspettandosi così una rivalutazione del nuovo marco rispetto alla moneta unica. I titoli tedeschi denominati originariamente in euro, quindi, verrebbero ripagati con il marco, valuta a quel punto molto più forte dell’euro con cui erano stati acquistati. Ottenendo così un guadagno».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Scelta saggia?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«No, secondo me sbagliano. Perché i tedeschi non sono normalmente proni a fare beneficenza agli altri. Sono quasi certo che, in caso di addio alla moneta unica, i titoli tedeschi denominati in euro per non residenti verranno mantenuti in euro. Al massimo la Germania pagherà in marchi i <em>Bund</em> detenuti da suoi cittadini, per opportunità politica. Di certo non lo farà per i titoli in mano ad un signore in Italia o in Francia. Inoltre, rinominare il debito è una facoltà: se fossimo noi ad uscire, dovremmo farlo. Ma non credo che la Germania abbia questo interesse».</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Quantitative Easing</em> di Draghi. Sarà utile?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Ci sono una serie di leggende sul tema. Sbaglia chi considera il QE come se fosse la Banca Centrale che stampa soldi. Invece semplicemente dà denaro in cambio di titoli. Questa cosa può essere di stimolo all’economia solo quando il tasso d’interesse è alto, che in virtù degli acquisti della Bc si abbassa. Ma se i tassi sono a zero, significa che il valore nominale del mio titolo di stato è uguale al prezzo di mercato, includendo gli interessi. Per cui, molto banalmente, se oggi vendo un titolo che mi rende zero, esso è praticamente uguale ad una banconota. Perché potrei rivenderlo sul mercato ed ottenere quella banconota. In situazione di tassi zero il QE significa scambiare, di fatto, il <em>proxy</em> di una moneta con moneta. Quindi l’effetto economico è praticamente nullo. Quello che bisognerebbe fare per ottenere inflazione e attraverso essa far abbassare il debito, è far spendere la gente. Quindi alzare i salari e la spesa pubblica. Bisogna immettere denaro nel circuito reale, rilanciando i consumi e rinvigorendo così l’economia. Non vogliono farlo perché senza il correttivo del tasso di cambio, i soldi che metto in circolazione verrebbero spesi all’estero. Risultando quindi inutili per l’economia nazionale».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Draghi lo preferisce alla Bce o al Colle?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Il governatore conosce benissimo i mercati, quindi è molto meglio di Trichet. Però adesso sta giocando contro di noi. Mi sarebbe piaciuto vederlo in Banca d’Italia per lottare contro le altre banche centrali. Assicurandoci prima, però, la sua lealtà. Adesso è come avere Ibrahimovic, ma lasciarlo giocare con la squadra avversaria».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>John Milos, mente economica di Syriza, ha detto che in caso di vittoria la Grecia «non uscirà dall’Euro, perché rispetto al 2012 sul tema siamo diventati maturi».</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Direi piuttosto che sono diventati più meridionali».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In che senso?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Se tengo in piedi un’economia con l’assistenza di soldi provenienti dall’estero, quell’economia si adatta molto velocemente alla situazione. E pur con tutti i disastri e le risorse scarsissime, ad un certo punto subentra il terrore all’idea di dover staccare la spina. È come sdraiarsi in un ospedale con una flebo con un po’ di oppiacei: dopo qualche tempo vengono a mancare le motivazioni per alzarsi e vivere una vita libera. Si fa fatica. Ci si adatta. Quindi non mi stupisce che Syriza non voglia uscire dall’Euro».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La lega corre nei sondaggi. Siete certi di arrivare al governo?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Sì».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E diventerete “maturi” come Syriza?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«No, assolutamente. Infatti le similitudini tra Syriza e la Lega sono fuori luogo. Due cose completamente diverse. Loro vogliono rimanere nell’Euro e farsi pagare. Noi invece non vogliamo ricevere un centesimo, ma abbandonare questa moneta assurda».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Presentando la Flat Tax ha detto che avreste presentato a tappe le mosse economiche. Quale sarà la prossima?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Parleremo di spesa pubblica e di come riqualificarla. E l’altra iniziativa, presente già nel programma della Lega, sarà di mettere in chiaro la non desiderabilità di tasse slegate dal reddito. Basare la tassazione sulla capacità contributiva è un principio costituzionale. Articolo puntualmente disatteso con innumerevoli tipologie di balzelli, dall’Imu all’Irap.</p>
<p style="text-align: justify">Non stiamo parlando di cose improvvisate al momento: la Lega ha presentato da tempo un piano programmatico preciso che stiamo declinando. Abbiamo il solo difetto di fare quello che diciamo».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lei è esperto anche di arte. Se dovesse rappresentare Renzi con un quadro, quale sceglierebbe?</strong></p>
<p style="text-align: justify">Fa a un sorriso e continua. «Forse “L’entrata di Cristo a Bruxelles” di Ensor: con la folla di gente strana che va dietro ad un personaggio senza sapere dove sarà trascinata. Un quadro di forte decadenza».<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ENSOR.5.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1023 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ENSOR.5-300x174.jpg" alt="ENSOR.5" width="300" height="174" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Salvini?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Lui, invece, spero sia un “Taglio” di Fontana. Qualcosa che serve a far svegliare la gente per farla passare oltre una fase che già dovrebbe essere morta e sepolta».<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/artwork_images_989_631822_lucio-fontana.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1022 size-full" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/artwork_images_989_631822_lucio-fontana.jpg" alt="artwork_images_989_631822_lucio-fontana" width="255" height="300" /></a></p>
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