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	<title>Torquemada &#187; Rossella O&#8217;Hara</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Berlinale 2015: Queen of the desert</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 09:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Pasquin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Un Fachiro al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[T Regia: Werner Herzog Sceneggiatura: Werner Herzog Anno: 2015 Durata: 125′ Produzione: USA Fotografia: Peter Zeitlinger Montaggio: Joe Bini Costumi: Michele Clapton Colonne sonore: Klaus Badelt Interpreti: Nicole Kidman, James Franco, Robert Pattinson Capita alla Berlinale di entrare in sala un sabato mattina presto per gustarsi Queen of the desert di Werner Herzog, film in concorso. E capita di sentir risuonare nelle proprie orecchie fino alla scena conclusiva le parole rimbombanti su Tara e la sua terra rossa (rosso Technicolor, cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno) pronunciate da Rossella O’Hara in chiusura di Via col vento, visto giusto la]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: right"><span title="T" class="cap"><span>T</span></span></p>
<p style="text-align: right"><strong>Regia:</strong> Werner Herzog<br />
<strong>Sceneggiatura:</strong> Werner Herzog<br />
<strong>Anno:</strong> 2015<br />
<strong>Durata:</strong> 125′<br />
<strong>Produzione:</strong> USA<br />
<strong>Fotografia:</strong> Peter Zeitlinger<br />
<strong>Montaggio:</strong> Joe Bini<br />
<strong>Costumi:</strong> Michele Clapton<br />
<strong>Colonne sonore:</strong> Klaus Badelt<br />
<strong>Interpreti:</strong> Nicole Kidman, James Franco, Robert Pattinson</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Capita alla Berlinale di entrare in sala un sabato mattina presto per gustarsi Queen of the desert di Werner Herzog, film in concorso. E capita di sentir risuonare nelle proprie orecchie fino alla scena conclusiva le parole rimbombanti su Tara e la sua terra rossa (rosso Technicolor, cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno) pronunciate da Rossella O’Hara in chiusura di Via col vento, visto giusto la sera precedente.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Se la trama del film di Fleming è già stata delineata in settant’anni di recensioni, non è lo stesso per quella di <strong>Queen of the desert, che ha avuto la sua première mondiale proprio venerdì scorso alla Berlinale</strong>. Protagonista è <strong>Gertrude Bell, studiosa, archeologa, politica e agente segreta britannica</strong>, massima esperta dell’Arabia, della sua politica e delle sue genti tra l’inizio del novecento e gli anni ’20. Grazie ai suoi studi sul campo e ai suoi viaggi tra Siria, Giordania, Persia e Arabia riuscì a guadagnarsi il titolo di Segretaria Orientale dell’Impero Britannico.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Il film dovrebbe<strong> raccontare proprio il profilo storico della Bell che, in un periodo caldo come quello del crollo dell’Impero Ottomano, finì per essere considerata dai beduini stessi la “regina del deserto”</strong>. Ciò che si trasmette nel film è invece più una carrellata di spedizioni e successi tra i signori locali, con una Nicole Kidman schiava della sua bellezza (un’attrice più giovane e meno conosciuta sarebbe stata sicuramente più adatta), che a fatica riesce a mostrare le doti che effettivamente hanno permesso al suo personaggio di arrivare tanto avanti. Le sue imprese sono offuscate dal vero leitmotiv della pellicola, ovvero le sfortune amorose e le apprensioni della Bell più intima. Qui, volenti o nolenti, entra in gioco prepotentemente Rossella O’Hara, a scardinare un’emotività e una pochezza cinematografica cui magari in altre circostanze si sarebbe passato oltre.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><strong>Due profili simili quelli di Rossella e Gertrude, due modi opposti però di rappresentarli sullo schermo.</strong> Entrambe belle, affascinanti e con schiere di pretendenti ai loro piedi. Entrambe sfortunate in amore: Rossella colleziona matrimoni con scarse fortune, Gertrude vede passare storie d’amore senza lieto fine.</p>
<div id="attachment_1709" style="width: 690px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/kidman_franco.jpg"><img class="wp-image-1709 size-large" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/kidman_franco-1024x576.jpg" alt="kidman_franco" width="680" height="382" /></a><p class="wp-caption-text">Gertrude Bell (Nicole Kidman) e Henry Cadogan (James Franco)</p></div>
<p class="western" align="JUSTIFY">L’amore, chiave di entrambi i film, è presentato impeccabilmente in Via col vento: la civettuola Rossella cade spesso nella trappola di Cupido, ma nel far ciò mostra il suo atteggiamento di sfida alla vita, la sua determinazione nello sfruttare astutamente gli uomini per costruirsi un futuro, lei stessa artefice del suo destino.<br />
Herzog, al contrario, affonda nella melma dell’amore più sdolcinato e melenso: la stessa Gertrude che nella cupa Inghilterra rifiuta uno dietro l’altro pretendenti troppo modesti (e in questo lascia presagire lo stesso carattere di Rossella) si perde a Teheran in un amore quasi adolescenziale con Henry Cadogan, funzionario dell’ambasciata. <strong>Né determinazione, né caparbietà, né astuzia nella trama del film:</strong> solo una banale rappresentazione che include anche le immortali scene del ciondolo spezzato diviso tra gli amanti e della scalata del Romeo di turno al palazzo di Giulietta, accompagnate da lunghe e sdolcinate lettere all’amante di turno. <strong>La Bell si mostra in tutta la sua debolezza, che pare insopportabile, incomprensibile, incoerente con una vita tra i beduini del deserto</strong> che richiede un approccio diametralmente opposto. L’ispirazione storica di Queen of the desert risulta sprecata e il carattere di Gertrude viene delineato in maniera incompleta, lasciando dedurre allo spettatore quasi più dai titoli di coda della vicenda che non dalle sue immagini.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Non c&#8217;è spazio per un urlo d’orgoglio come quello di Rossella, che nella terra di Tara trova la forza per riscattare la sua movimentata esistenza, bensì solo per la rassegnazione. Dov’è la Bell punto di riferimento britannico nel controllo del Mandato post-ottomano? Dov’è la Bell che supporta la rivolta araba e che disegna i confini delle nuove nazioni? Dov’è la Bell che incorona i re di Iraq e Giordania?</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">All’originale ironia di Via col vento, che si inserisce senza problemi nella trama (basti pensare all’attrice premio Oscar che interpreta Mammy), si contrappone in Queen of the desert <strong>un’ironia tipicamente inglese</strong>, spesso tirata, anche se in alcuni casi comunque d’effetto, che ha al centro il personaggio di Winston Churchill (tanto per cambiare), un inadatto Lawrence d’Arabia (Robert Pattinson) e vari riferimenti sprezzanti sull’essere tedeschi.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Ciò che, parzialmente, salva il film di Herzog sono le <strong>maestose inquadrature del deserto e dei paesaggi arabi</strong> (girate in Marocco), delle carovane e delle oasi, delle città d’argilla nell’atmosfera ancora intatta del pre-colonialismo. Il tutto accompagnato da una <strong>colonna sonora pomposa e d’effetto.</strong></p>
<p><strong>Queen of the desert: 5</strong></p>
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		<title>Rossella O’Hara e Rhett Butler: un caso di bank run</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 17:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katherine Melendrez]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Bank Run]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella O'Hara]]></category>
		<category><![CDATA[Via col Vento]]></category>

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		<description><![CDATA[«Pensate, Rossella: mezzo milione di dollari, se voi aveste contenuto la vostra impazienza e non vi foste affrettata a rimaritarvi!» -Margaret Mitchel, “Via col Vento” L’esempio sopra citato è uno dei tanti casi letterari di pentimento, situazione in cui la protagonista si pente di aver fatto la cosa giusta, ovvero l’ aver sposato un borghesotto per il cash, anzichè aspettare che l’affascinante delinquente uscisse di prigione, e per giunta ricco più che mai! Da un punto di vista puramente freakeconomico (termine incontrato in un sito di economisti nerd e che non potevo non far mio), potremmo catalogare il caso sopra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>«Pensate, Rossella: mezzo milione di dollari, se voi aveste contenuto la vostra impazienza e non vi foste affrettata a rimaritarvi!»</i></p>
<p class="first-child " align="RIGHT">-Margaret Mitchel, “Via col Vento”</p>
</blockquote>
<p><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>’esempio sopra citato è uno dei tanti casi letterari di pentimento, situazione in cui la protagonista si pente di aver fatto la cosa <em>giusta</em>, ovvero l’ aver sposato un borghesotto per il cash, anzichè aspettare che l’affascinante delinquente uscisse di prigione, e per giunta ricco più che mai!<br />
Da un punto di vista puramente <em>freakeconomico</em> (termine incontrato in un sito di economisti nerd e che non potevo non far mio), potremmo catalogare il caso sopra riportato come esempio di <em>bank run</em>.</p>
<p>Il bank run, letteralmente “corsa agli sportelli”, a.k.a. uno dei nuovi mali dell’umanitá, si ha quando i clienti di una banca si mettono in coda allo sportello per ritirare il denaro depositato fino a quando essa si trova ad un punto tale per cui non è più in grado di fronteggiare la domanda di liquiditá. Di solito il fenomeno degenera e puó portare a conseguenze tragiche come il contagio, di conseguenza il crollo di un sistema bancario, ed infine il default di un paese.<br />
Uno dei casi più noti di bank run è senz’altro quello di Northern Rock nel 2007, e a tal proposito, consiglio vivamente l’articolo di Bortolotti e Shin: “<a href="http://www.princeton.edu/~hsshin/www/NR_Italian.pdf">Da Mary Poppins a Norther Rock- spunti sulle corse agli sportelli moderni</a>“.<br />
In economia esiste una vasta letteratura sul bank run, ma per spiegare per quale motivo Rossella è una potenziale istigatrice di corsa agli sportelli, farò riferimento al modello di Diamond-Dybvig, pubblicato nel 1983, che spiega in modo formale per quale motivo una banca che detiene liquiditá di lungo e breve periodo può risultare instabile.</p>
<p>Innanzitutto, è doveroso dire un paio di parole sul bilancio di una banca. Esso funziona in modo opposto rispetto a quello di un consumatore: i prestiti rappresentano le attivitá (<em>assets</em>) e i depositi le passivitá (<em>liabilities</em>). Più nel dettaglio, di solito una banca si finanzia a breve, mediante i depositi dei risparmiatori (<em>short term liabilities</em>), e investe a lungo, concedendo mutui a famiglie ed imprese (<em>long term assets</em>).</p>
<p>Il modello di Diamond-Dybvig ipotizza la presenza di due tipi di consumatori che possono ritirare il denaro depositato: un <em>early consumer</em>, che di solito ritira tutto quello che detiene sul c/c, e un <em>late consumer</em>, che preferisce risparmiare e lasciare il denaro sul c/c in modo che maturino gli interessi. Per semplicitá, ipotizziamo il caso in cui gli early consumer ritirino denaro a inizio mese, mentre i late consumer a fine mese.<br />
Consideriamo il caso in cui la nostra Rossella sia una <em>late consumer</em> con la possibilitá di accaparrarsi un Rhett Butler a fine mese (che purtroppo al momento è chiuso in prigione). Tuttavia ad un certo punto accadono una serie di eventi che la rendono bisognosa di denaro (in gergo, shock di liquiditá).<br />
Che fare dunque?</p>
<p>In una situazione normale, dal momento che la banca sa che parte dei suoi depositanti è composta dai <em>late consume</em>r, deterrá liquiditá solo per far fronte ai bisogni degli <em>early consumer</em> e preferirá investire il resto in <em>asset</em> di lungo o breve periodo.<br />
Ma che cosa accadrebbe, se ad un certo punto qualcuno dei <em>late consumer</em> chiedesse di ritirare il denaro a inizio mese dopo aver sentito voci su una possibile insolvenza della banca?<br />
Una volta esaurito il denaro in cassa, la banca dovrá cominciare a liquidare i suoi asset, a partite da quello con scadenza piú vicina (short term) e via via più lontani.<br />
Qui sorgono i problemi.<br />
Innanzitutto, liquidare un investimento prima che sia giunto a scadenza, comporta dei costi.<br />
Spesso e volentieri inoltre, una banca detiene conti presso altri istituti finanziari, quindi se una banca è colpita da uno shock di liquiditá, è facile che il fenomeno si propaghi anche alle altre.</p>
<p>La storia insegna che spesso i bank run avvengono per motivi irrazionali. Se si considera il caso di Northern Rock per esempio, è possibile notare che la corsa agli sportelli è avvenuta il giorno dopo la comunicazione della Banca di Inghilterra che avrebbe aiutato a far fronte a crisi di liquiditá. Cioè voglio dire, dopo che la Bank of England ti dice “stai tranquillo, ci penso io”, perchè correre agli sportelli e spingere ugualmente una banca al default? Oltretutto, la situazione finanziaria di Northern Rock non era neanche così disastrosa prima che i clienti cominciassero a mettersi in fila davanti alle filiali.</p>
<p>Insomma, Rossella sapeva benissimo che Rhett sarebbe uscito di prigione, tuttavia si è fatta travolgere dagli eventi, ha avuto bisogno di denaro e in fretta, pertanto ha deciso di combinare un matrimonio con il proprietario di una segheria, Frank Kennedy. E se ne sarebbe pentita amaramente.</p>
<blockquote><p><i>Mezzo milione di dollari. Il pensiero di tanto denaro, le diede quasi un malessere fisico. “…” Stentava a credere che in un mondo così povero, potesse esservi tanto denaro.</i></p>
<p align="RIGHT">-Margaret Mitchel, “Via col Vento”</p>
</blockquote>
<p>Prima del 1913 i bank run erano un fenomeno diffuso, e quando accadevano le banche potevano o fallire, o bloccare la convertibilitá dei depositi (cosa fra l’altro accaduta un secolo dopo a Cipro nel marzo 2013).<br />
Oggi, almeno nel mondo occidentale, ci sono diversi meccanismi di prevenzione fra cui: requisiti patrimoniali, schema di assicurazione dei depositi…</p>
<p>Anche se… ammetto che se la situazione dovesse essere brutta, probabilmente sarei la prima a correre allo sportello!</p>
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