<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; river plate</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/river-plate/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>Ma quanto era forte quel River Plate?</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/07/ma-quanto-era-forte-quel-river-plate/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/07/ma-quanto-era-forte-quel-river-plate/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 10:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Samarini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro del piero]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[ariel ortega]]></category>
		<category><![CDATA[boca juniors]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[copa libertadores]]></category>
		<category><![CDATA[diego milito]]></category>
		<category><![CDATA[enzo francescoli]]></category>
		<category><![CDATA[hector cuper]]></category>
		<category><![CDATA[hernan crespo]]></category>
		<category><![CDATA[juan sebastian veron]]></category>
		<category><![CDATA[julio ricardo cruz]]></category>
		<category><![CDATA[marcelo gallardo]]></category>
		<category><![CDATA[marcelo salas]]></category>
		<category><![CDATA[matias almeyda]]></category>
		<category><![CDATA[pablo aimar]]></category>
		<category><![CDATA[ramon diaz]]></category>
		<category><![CDATA[river plate]]></category>
		<category><![CDATA[santiago solari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1596</guid>
		<description><![CDATA[D&#8217;accordo, il calcio italiano è in crisi nera. La Serie A, un tempo terra promessa per campioni di ogni nazionalità, è attualmente un torneo di secondo piano in Europa: i migliori giocatori, come è normale, preferiscono altri lidi. Tuttavia, c&#8217;è chi sta molto peggio. Se guardiamo, per esempio, al declino totale del campionato argentino, possiamo forse consolarci. Fino ai primi anni 2000, la Primera División era ancora una fucina di talenti e una competizione di buon livello, poi la crisi economica ha distrutto questo patrimonio nazionale, fino a rendere il massimo campionato un torneo insignificante. Oggi i giocatori della Primera si dividono]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " lang="it-IT" style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>&#8217;accordo, <strong>il calcio italiano è in crisi nera</strong>. La Serie A, un tempo terra promessa per campioni di ogni nazionalità, è attualmente un torneo di secondo piano in Europa: i migliori giocatori, come è normale, preferiscono altri lidi.</p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify">Tuttavia, c&#8217;è chi sta molto peggio. Se guardiamo, per esempio, al <strong>declino totale del campionato argentino</strong>, possiamo forse consolarci. Fino ai primi anni 2000, <strong>la Primera División</strong> era ancora una fucina di talenti e una competizione di buon livello, poi la crisi economica ha distrutto questo patrimonio nazionale, fino a rendere il massimo campionato un torneo insignificante. Oggi i giocatori della Primera si dividono sostanzialmente in tre categorie: 1) i giovanissimi, buttati nella mischia sempre più precocemente e pronti a scappare verso l&#8217;Europa alla prima buona offerta; 2) le vecchie glorie (a volte davvero ex-giocatori) tornate in patria per chiudere la carriera; 3) quelli che, per mancanza di qualità, non sono riusciti a fare il grande salto verso il calcio che conta.</p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify">Ma torniamo all&#8217;età dell&#8217;oro. <strong>A metà dei gloriosi anni &#8217;90 una squadra leggendaria dominò la scena, conquistando vari titoli argentini, una Copa Libertadores e una Supercoppa Sudamericana: il River Plate</strong>. Molti rammenteranno lo scontro tra i <em>Millionarios</em> e la Juventus nella<strong> Coppa Intercontinentale del 1996</strong>, conclusosi con una faticosa vittoria dei bianconeri grazie al gol di Del Piero. Facciamo ancora un passo indietro: all&#8217;inizio degli anni Quaranta il River era una formazione altrettanto imbattibile, caratterizzata da un gioco offensivo e spregiudicato: tutti la chiamavano <em>La Máquina</em> (la macchina). Ricordando le imprese di quella squadra indimenticabile, la stampa ribattezzò il nuovo River <strong><em>La Máquinita</em></strong>. [Che meraviglia questi soprannomi: prima o poi scriverò un pezzo sui piedi magici di Juan Sebastián Verón, detto <em>La Brujita</em> (letteralmente, la streghetta), in continuità con il soprannome del padre Juan Ramón, anch&#8217;egli calciatore dell&#8217;Estudiantes de La Plata: <em>La Bruja</em>.]
<p lang="it-IT"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/river-del-piero.jpg"><img class="wp-image-1598 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/river-del-piero-300x242.jpg" alt="river del piero" width="340" height="274" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify"><strong>Sotto la guida del tecnico Ramon Diaz, il club raggiunse uno dei punti più alti della sua storia a cavallo tra il 1995 e il 1997</strong>. Senza elencare gli straordinari risultati raggiunti, basterà citare i nomi di alcuni protagonisti per dare un&#8217;idea della dimensione davvero epica di quel <em>team</em>. [Ho inserito i <em>link</em> ai filmati di alcuni momenti storici: se volete apprezzare appieno questo salto nel passato, guardateli!]
<p lang="it-IT" style="text-align: justify">A centrocampo i tifosi dei Millionarios potevano godersi <strong>le invenzioni del <em>Payaso</em> Pablo Aimar</strong>, giocatore dall&#8217;eleganza sopraffina che in Europa ha brillato soprattutto nel Valencia bello e sfortunato dell&#8217;<em>Hombre vertical</em> Hèctor Cúper (altro personaggio che meriterebbe ben più di un articolo). <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Mbncd86zd2c" target="_blank">Qui</a> una delle sue perle, ancora più preziosa perché realizzata nel derby contro l&#8217;odiatissimo Boca Juniors. Al suo fianco non poteva mancare un vero mastino, <strong>il cattivissimo Matías Almeyda</strong>, profeta della <em>garra</em> sudamericana (poi faceva anche dei <a href="https://www.youtube.com/watch?v=CAY4zjcWnJk" target="_blank">gol così</a>&#8230;). Profeta sia in patria sia in Italia, dove lo ricordano con piacere i tifosi del Parma e della Lazio. Sempre a metà campo devo per forza menzionare uno dei miei pallini, <strong>Marcelo Gallardo, attuale allenatore della squadra biancorossa</strong> (se volete, ecco <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dlbbyi3EqIQ" target="_blank">uno dei suoi migliori gol</a> con la maglia del River). Splendido centrocampista offensivo, partì dall&#8217;Argentina per formare una coppia micidiale con Ludovic Giuly nel grande Monaco di fine millennio.</p>
<p lang="it-IT"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/river-tifo.jpg"><img class="wp-image-1599 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/river-tifo-300x203.jpg" alt="river tifo" width="341" height="231" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify"><strong>Ma era l&#8217;attacco a fare davvero impressione</strong>. Nella stagione 1995-1996 la batteria di trequartisti e punte comprendeva, in ordine sparso: <strong>il <em>Principe</em> Enzo Francescoli</strong>, leggenda del calcio uruguaiano (nonché sosia di Diego Milito), venuto a Buenos Aires a chiudere una carriera eccezionale (guardate <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jzD_beyWs_I" target="_blank">qui</a>) ; <strong>Ariel Ortega</strong>, giocatore di classe superiore alla media ma con la carriera rovinata dall&#8217;amore per la bottiglia e da una testa troppo calda (il soprannome <em>Burrito</em>, asinello, vorrà forse dire qualcosa); <strong>Hernan Crespo</strong>, poi divenuto uno degli attaccanti più completi del calcio recente, allora appena uscito dal ricchissimo vivaio del River, come Ortega e Gallardo. Per rinfrescarvi la memoria su che razza di attaccante fosse Crespo, godetevi il suo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2LbpdUIbgWA" target="_blank">gol </a>contro lo Sporting Cristal in Copa Libertadores. A questi campioni possiamo aggiungere anche <strong>Santiago Solari</strong>, che nell&#8217;Inter non ha lasciato grandi tracce di sé, ma che può comunque vantare una carriera di tutto rispetto, con più di cento partite giocate con la <em>camiseta</em> del Real Madrid.</p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify">Nel 1996 il River fu costretto a cedere Crespo al Parma, lasciando un grosso buco al centro del reparto offensivo. Il <em>bomber</em>, autore di 36 gol in tre anni, venne sostituito niente meno che da <strong>Marcelo Salas</strong> (!) e <strong>Julio Ricardo Cruz</strong>, altri due fenomeni assoluti. Il primo è considerato uno dei migliori calciatori cileni della storia (qui un suo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mJUumEdc934" target="_blank"><em>golazo</em> </a>nella Supercoppa del 1997), il secondo è sempre vivo nella memoria dei tifosi italiani per la sua efficacia anche quando entrava a partita in corso. Insomma, il River era un concentrato di talento con pochi eguali nella storia del calcio.</p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify">Come si è intuito da questa breve divagazione romantica, <strong>anche in quegli anni i migliori giocatori argentini partivano in massa verso il calcio europeo, ma, di solito, solo dopo essersi seriamente affermati in patria</strong>. <strong>La qualità dei settori giovanili locali faceva il resto</strong>, sfornando costantemente nuove nidiate di campioni da consegnare alla storia del calcio e alla nostalgia degli appassionati. Ah, quanto era forte Gallardo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/07/ma-quanto-era-forte-quel-river-plate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Derby del Mondo: el superclasico</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2014/12/19/derby-del-mondo-el-superclasico/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2014/12/19/derby-del-mondo-el-superclasico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 15:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Oriani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[boca juniors]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[river plate]]></category>
		<category><![CDATA[superclasico]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=339</guid>
		<description><![CDATA[Se nella vostra città ci sono due o più squadre sapete benissimo che cos’ è un derby. Solo una partita di calcio? Assolutamente no! Il derby è un duello, proprio come quelli dei tornei medievali tra cavalieri, dove due opposte fazioni si contendono la predominanza, l’ onore e l’ insindacabile diritto di poter dire :”anche questa volta io sono meglio di te!”. Due o più volte all’ anno, la vita sportiva della comunità di appassionati freme e aspetta con trepidazione che la magia del derby infiammi gli stadi e gli spalti con un misto di tensione, paura, gioia e attesa,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>e nella vostra città ci sono due o più squadre sapete benissimo che cos’ è un derby. Solo una partita di calcio? Assolutamente no! Il derby è un duello, proprio come quelli dei tornei medievali tra cavalieri, dove due opposte fazioni si contendono la predominanza, l’ onore e l’ insindacabile diritto di poter dire :”anche questa volta io sono meglio di te!”. Due o più volte all’ anno, la vita sportiva della comunità di appassionati freme e aspetta con trepidazione che la magia del derby infiammi gli stadi e gli spalti con un misto di tensione, paura, gioia e attesa, perché comunque vada a finire il derby è sempre uno spettacolo.<br />
Ora, prendete queste sensazioni, e moltiplicatele per cento, e forse avrete una vaga idea che cos’è Boca Juniors contro River Plate, “El Superclasico”. Se ne inizia a parlare già almeno due settimane prima, sia tra i tifosi sia tra i mass media, con l’ aria che nel frattempo diventa elettrica ed i biglietti che vanno più a ruba del pane e si esauriscono in pochi giorni, se non ore, perché nessuno a Buenos Aires vuole perdersi quello che ogni volta è uno show degno di Hollywood, qualunque sia la competizione in cui i due club si affrontano. Da una parte abbiamo i Gialloblu del Boca, i più vincenti di tutta l’ Argentina e di tutto il Sud America che non sono mai scesi in serie B, dall’ altra i Biancorossi del River, i ricconi che con le cessioni di Sivori e Di Stefano si sono costruiti lo stadio in un quartiere chic e hanno finanziato le loro vittorie dagli anni sessanta ad oggi. I giocatori sanno bene cosa vuol dire essere nell’ uno o nell’ altro schieramento, sentono la carica dei tifosi e l’ appartenenza, respirano a pieni polmoni l’ atmosfera che si crea intorno a quest’ evento dal primo all’ ultimo secondo, fino a che il sipario si alza e viene dato il calcio d’ inizio, con la battaglia che può cominciare.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/curva-river-plate.jpg"><img class="wp-image-372 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/curva-river-plate-300x225.jpg" alt="curva river plate" width="396" height="297" /></a></p>
<p>Spesso l’ ispirazione dettata dalle condizioni così particolari e il cristallino talento di alcuni degli interpreti partorisce giocate e gol di cui quasi si fatica a comprendere la dinamica per quanto sono belli, ma ancora più spesso la “garra” latinoamericana, cioè la grinta, prende il sopravvento su tutto e tutti e il rettangolo verde su cui si sta lottando diventa teatro di interventi e contrasti da codice penale che, oltre a lasciare il segno sui malcapitati che li subiscono, provocano una pioggia di cartellini gialli e rossi equamente ridistribuiti per parte, con match che a volte finiscono in nove contro nove. A tutto questo assiste sugli spalti un’ entità unica e viva che è straordinariamente capace di provare emozioni forti e diametralmente opposte al tempo stesso, palpitando per ogni dribbling riuscito e spaventandosi subito dopo per il tiro, infiammandosi per un’ ammonizione data o un’ espulsione mancata, e cosa più importante, esplodendo di gioia e disperandosi al tempo stesso per il gol. I tifosi che formano questa simbiosi così particolare e strana sono forse l’ elemento che più di tutti rende il Superclasico molto più che una semplice partita, come una cornice appositamente intagliata nel legno più pregiato per esaltare al massimo il capolavoro che va a contenere. È sicuro al cento per cento che ogni volta lo stadio sarà illuminato da giochi pirotecnici e petardi dell’ una o dell’ altra parte, ma sono le coreografie e gli sfottò che aggiungono più di ogni altra cosa il pepe all’ eterna rivalità tra le due squadre.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/curva-boca.jpg"><img class="wp-image-373 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/curva-boca-300x225.jpg" alt="curva boca" width="393" height="295" /></a></p>
<p>I tifosi del del Boca non smettono mai di manifestare la loro goliardia e il loro disprezzo nei confronti degli odiati avversari, ricordando loro la recente retrocessione del 2011 travestendosi da spettri con un enorme B dipinta sopra, i fantasmi della serie B, oppure le loro presunte situazioni matrimoniali, come quando fecero recapitare nella curva dei rivali 30000 cornetti di pasticceria con uno striscione che recitava “siete dei cornuti.”. I Biancorossi di contro si sono fatti molto più espliciti negli anni, cominciando a mandare un maiale in carne ed ossa dipinto di giallo e blu nel settore degli ultras avversari e finendo di recente per far paracadutare da un aereo da turismo delle bambole gonfiabili con indosso la maglia dei loro “nemici” nella medesima zona dello stadio. Il derby non è assolutamente una partita come tutte le altre, e tra tutti i derby, “El Superclasico” non è assolutamente un derby come tutti gli altri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2014/12/19/derby-del-mondo-el-superclasico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
