<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Renzi</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/renzi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>La risposta di Varoufakis a Renzi (TRADUZIONE INTEGRALE)</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/09/23/la-risposta-di-varoufakis-a-renzi-traduzione-integrale/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/09/23/la-risposta-di-varoufakis-a-renzi-traduzione-integrale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 01:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA["extend-and-pretend"]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[syriza]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
		<category><![CDATA[Unità Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Varoufakis]]></category>
		<category><![CDATA[Varoufakis contro Renzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=2937</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell&#8217;originale http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l&#8217;insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare.  Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca qui per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><em><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>ubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell&#8217;originale <a href="http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/" target="_blank">http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/</a>] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l&#8217;insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare. </em></p>
<p style="text-align: justify">Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/09/21/direzione-pd-renzi-a-minoranza-scissioni-a-sinistra-anche-sto-varoufakis-se-lo-semo-tolti/416834/" target="_blank">qui</a> per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a mare. La sua è una illusione motivata. <strong>Lo scorso luglio “loro” si sono “sbarazzati” di qualcosa di molto più importante rispetto a me.</strong> Qui c’è il mio messaggio al primo ministro italiano…</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il signor Renzi mi dipinge come un apostata che ha lasciato SYRIZA e che adesso si trova nella savana della politica. La verità è più complessa.</strong> Diversamente da molti dei miei compagni, io sono rimasto leale al programma di SYRIZA che ci ha visto eletti quel 25 gennaio come il partito unito che ha ridato la speranza ai Greci e ai popoli Europei. Speranza per cosa? Speranza di farla finita una volta per tutte con le <strong>formule di salvataggio “extend-and-pretend”</strong> <em>[quelle in cui si dilazionano i termini del prestito e si riducono i tassi di interesse, pretendendo alla nuova scadenza il suo ammontare e gli interessi sugli interessi n.d.r.]</em>, che costano all’Europa un caro prezzo, e che hanno condannato la Grecia alla depressione permanente facendoci presagire altre politiche fallimentari per il resto d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cos’è successo?</strong> Sotto la coercizione formidabile dei governanti europei, compreso il signor Renzi (il quale si è rifiutato di discutere in modo avveduto le proposte della Grecia) il mio primo ministro, <strong>Alexis Tsipras, è stato soggetto il 12 e 13 luglio ad incredibili prepotenze</strong>, a manifeste intimidazioni e ricatti, a pressioni inumane. <strong>Il signor Renzi ha giocato un ruolo di primo piano nella gazzarra, ha contribuito ad “ammorbidire” Alexis con la “tattica del poliziotto buono”, ripetendo sempre la stessa solfa: “se non cedi ti distruggono – per favore digli di sì”.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Alexis ed io abbiamo diviso le nostre strade perché eravamo in disaccordo sul fatto che “loro” stessero bluffando o meno, e sul fatto che noi, in ogni caso, avessimo avuto o non avessimo avuto il diritto morale e politico di firmare l’ennesimo accordo che non avremmo potuto onorare, consegnando le chiavi di quello che è rimasto allo stato Greco ad una troika spietata. <strong>È stato, e rimane, un dissidio tra me e Alexis.</strong></p>
<p style="text-align: justify">In seguito a questa divergenza, Alexis ha forzato <strong>una inversione a U nella politica di SYRIZA</strong> riguardo i prestiti extend-and-pretend (accettandoli per la prima volta nella storia di SYRIZA, seppur come mali necessari), e di conseguenza, una larga fetta di membri del partito ha deciso che non poteva seguirlo ancora, giù per questo cammino. <strong>È non è stato solo il segmento di Unità Popolare ad aver lasciato. C’è stata gente come Tasos Koronakis, il segretario del partito, io stesso e molti, molti altri che non hanno mai condiviso l’agenda di Unità Popolare.</strong> Noi non fummo apostati, solo compagni che non credevano che SYRIZA dovesse diventare il nuovo PASOK, che non hanno voluto ingrossare le fila dei partiti scheggia, frammenti di altri, come Unità Popolare; e che hanno scelto di stare fuori da queste tristi elezioni parlamentari, che non avrebbero dovuto (e non l’hanno fatto), produrre un parlamento in grado di dar vita ad un programma di riforme effettivamente realizzabile per la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify">Torniamo a Mr. Renzi adesso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mr. Renzi, ho un messaggio per te. Puoi rallegrarti quanto vuoi </strong>riguardo al fatto che non sono più ministro delle finanze, e nemmeno in parlamento.<strong> Ma non ti sei affatto “sbarazzato” di me. Io sono politicamente vivo e scalciante</strong>, come mi ricorda la gente quando cammino per le strade del tuo bellissimo paese. No, <strong>quello di cui ti sei sbarazzato, partecipando a quella ignobile orgia contro Alexis Tsipras e la democrazia greca lo scorso luglio, è stata la tua integrità personale di democratico europeo. E, può darsi, anche della tua anima.</strong> Grazie al cielo questa non è una cosa irreversibile. Ma prima <strong>devi fare ammenda seriamente</strong>. Non vedo l’ora che tu possa di nuovo tornare ad essere uno dei democratici d’Europa.</p>
<div id="attachment_2344" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/pd_ren12.jpg"><img class="wp-image-2344 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/pd_ren12-300x193.jpg" alt="pd_ren12" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo Renzi</p></div>
<p style="text-align: justify"><em>Ci sono due tipi di persone, da una parte quelli che partecipano allo sviluppo di un determinato pensiero (o nella politica, quelli che prendono le decisioni necessarie ad attuare un certo piano), e dall&#8217;altra parte ci sono gli stupidi. </em><em>I secondi fanno tutto quello che fanno i primi, e si distinguono soltanto quando parlano: si illudono di essere dotati dicendo quello che gli altri presumibilmente pensano, ma non si sognerebbero mai di dire.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Credo che il commento alla dichiarazione odierna di Renzi possa essere ridotto a questa affermazione generale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Traduzione e commento di Eugenio Runco.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Grassetto nostro.</em></p>
<p style="text-align: justify">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/09/23/la-risposta-di-varoufakis-a-renzi-traduzione-integrale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Letta si dimette, ma per un anno ha preso lo stipendio senza lavorare</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/04/20/letta-si-dimette-ma-per-un-anno-ha-preso-lo-stipendio-senza-lavorare/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/04/20/letta-si-dimette-ma-per-un-anno-ha-preso-lo-stipendio-senza-lavorare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 17:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico letta]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=2473</guid>
		<description><![CDATA[Enrico Letta si è dimesso. Anzi, non ancora. Si dimetterà non appena firmerà il contratto del suo nuovo lavoro: direttore della Scuola di Affari Internazionali di Parigi. Ruolo importante, che si confà ad uno studioso (prima che un politico) che ha dimostrato di conoscere la materia. La notizia è dunque importante. L’ex Presidente del Consiglio, defenestrato da Renzi senza molti complimenti, molla la poltrona e rinuncia a stipendio e futura pensione da parlamentare. Almeno così ha detto, intervistato da Fabio Fazio: «Voglio fare politica vivendo del mio lavoro». Avrebbe potuto rimanere al suo posto e continuare a prendere stipendi ed]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><b><span title="E" class="cap"><span>E</span></span>nrico Letta si è dimesso. </b>Anzi, non ancora. Si dimetterà non appena firmerà il contratto del suo nuovo lavoro: direttore della Scuola di Affari Internazionali di Parigi. Ruolo importante, che si confà ad uno studioso (prima che un politico) che ha dimostrato di conoscere la materia.</p>
<p style="text-align: justify">La notizia è dunque importante. L’ex Presidente del Consiglio, defenestrato da Renzi senza molti complimenti, <b>molla la poltrona e rinuncia a stipendio e futura pensione da parlamentare</b>. Almeno così ha detto, intervistato da Fabio Fazio: «Voglio fare politica vivendo del mio lavoro». Avrebbe potuto rimanere al suo posto e continuare a prendere stipendi ed indennità varie, arrivando nell’ombra fino a fine legislatura. Di questo gli va dato atto. <b>Però…c’è un però</b>.<br />
L’annuncio televisivo è stato cercato e studiato. Un comunicato in diretta che lo porterà a lasciare l’incarico sotto un’ottima luce. «Finalmente uno che rinuncia ai soldi», penserà in coro l’elettorato unanime. <b>Eppure l’ultimo anno da deputato, sotto questo punto di vista, quello dello stipendio, non tutto è così limpido come appare.</b><br />
<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/image1.jpg"><img class="alignleft wp-image-2476 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/image1-225x300.jpg" alt="image" width="225" height="300" /></a>Dopo il cambio della guardia a Palazzo Chigi con Matteo Renzi, <b>Letta è scomparso dal Parlamento</b>. A Montecitorio trovare l’ex Premier in buvette o in Transatlantico era impresa ardua, figuriamoci in Aula. Dopo circa un mese di assenza ha fatto il suo nuovo ingresso alla Camera tra gli applausi dei presenti, tutti compassionevolmente vicini a colui che aveva subito un brutto scherzo poco cordiale da parte di Renzi. Ma Enrico non s’è perso d’animo. Non si è lasciato trascinare dallo scontro politico e s’è dedicato ad altro. Con tutte le sue forze. <b>Tra i 630 deputati della Repubblica, infatti, il pisano occupa la 539° posizione per indice di produttività. </b>Solo in pochi hanno fatto peggio di lui nell’attività parlamentare. I dati parlano chiaro e li ha raccolti openpolis.it, sito che monitora tutto quello che accade tra le mura dei Palazzi. <b>20% di presenza in Aula, 40 % di assenze: in numeri assoluti Letta ha partecipato a 1.976 votazioni su 8.837.</b> Non moltissime. Anzi, piuttosto poche.<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/image2.jpg"><img class="alignright wp-image-2477 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/image2-300x200.jpg" alt="image" width="300" height="200" /></a><br />
Bisogna ovviamente considerare che nel periodo in cui è stato Primo Ministro (circa tremila votazioni, 40% del totale) era assente giustificato, proprio a ragione della missione cui era stato chiamato da Giorgio Napolitano. Ma il dato che sorprende più di tutti è quello che riguarda l’ultimo anno di legislatura, cioè <b>da quel fatidico 21 febbraio del 2013</b>, quando Renzi gli scippò l’incarico. <b>Da quel dì Enrico ha cominciato a girare l’Italia e l’Europa. </b>Per pensare, ha detto lui. Per immaginare una nuova proposta politica «diversa dal conformismo che vedo adesso», ha ribadito. Ha preso il suo fagotto e città dopo città ha visitato il Belpaese per raccogliere spunti politici. E nel frattempo? <b>È rimasto</b> <b>deputato, con annessi e connessi: stipendi, indennità, rimborso spese, telefono e quant’altro</b>. Immaginate un impiegato cui è stata negata una promozione e che per evitare scontri con il direttore dell’azienda si assenta per più 365 giorni dal luogo di lavoro, continuando a percepire lo stipendio. Impossibile ovunque, ma non in Parlamento.<br />
Dopo l’abbandono di Palazzo Chigi la presenza di <b>Enrico Letta in Aula per votare è bassissima.</b> Nel mese corrente, ad esempio, bisogna risalire al primo di Aprile per trovare finalmente una seduta dove l’ex Premier abbia espresso il proprio consenso o dissenso ad una proposta di legge. “Assente, Assente, Assente”…è l’impietoso elenco registrato da openpolis.it.<br />
C’è dell’altro. <b>Tra i 73 “voti chiave” </b>(cioè quelli di maggior rilevanza politica e pubblica) <b>che la Camera ha espresso dall’insediamento di Renzi a oggi, Letta è stato assente al 60% di questi.</b> Dov’era? In giro. A pensare e scrivere il suo libro. L’ha ammesso lui stesso in un incontro all’Università Cattolica: «Sono stati mesi molto proficui per me – cito a memoria – perché ho potuto osservare il Paese e raccoglierne le necessità». Ottimo. Ma qualche passaggio in più alla Camera sarebbe stato gradito. In fondo votare leggi e presentarne di altre è il lavoro principale di un politico. Non tanto «girare il Paese».</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/image3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2478" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/image3-200x300.jpg" alt="image" width="200" height="300" /></a>I pochi che visitano il sito della Camera potranno notare che la pagina dedicata al deputato Pd non è propriamente zeppa di informazioni su attività, voti, emendamenti e proposte di legge. Guardare per credere. <b>Non v’è traccia di interpellanze, mozioni, risoluzioni o interrogazioni parlamentari. </b>Il numero di proposte di legge è limitato, sia quelle in cui appare come primo firmatario sia in quelle su cui ha apposto una firma di appoggio all’iniziativa di un collega. Per la precisione, <b>dal 28 febbraio 2014 ad oggi, sono solo 6 le iniziative legislative e il numero di emendamenti presentati è nullo.</b></p>
<p style="text-align: justify">Giù il cappello di fronte a Letta che rinuncerà allo stipendio. Raccoglierà il plauso di molti (ed anche il nostro): non è roba da tutti i giorni. Allo stesso modo, però, <b>non è comune per gli italiani potersi assentare per gran parte dei giorni lavorativi, mantenendo inalterato stipendio</b>. Enrico Letta avrebbe fatto forse meglio a non sbandierare in Tv la decisione di lasciare il Parlamento, presentandolo come un atto di responsabilità verso gli italiani. Il tentativo di costruirsi la verginità del politico-che-non-vive-di-politica non può dimenticare quanto fatto da un anno a questa parte. E noi questo, tra un plauso e l&#8217;altro, siamo costretti a ricordarlo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/04/20/letta-si-dimette-ma-per-un-anno-ha-preso-lo-stipendio-senza-lavorare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meglio insicuri che mal governati. Entra in vigore il d.l. 7/2015, cd. “pacchetto antiterrorismo”</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/25/meglio-insicuri-che-mal-governati-entra-in-vigore-il-d-l-72015-cd-pacchetto-antiterrorismo/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/25/meglio-insicuri-che-mal-governati-entra-in-vigore-il-d-l-72015-cd-pacchetto-antiterrorismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 17:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Carlino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Codice Penale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto Penale]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Foreign Fighters]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1938</guid>
		<description><![CDATA[Nihil novi sub sole: ci risiamo con la lotta transnazionale al terrorismo che tocca – tanto la lotta quanto il terrorismo – tutti i paesi a rischio per via del loro garibaldino bellicismo nordafricano e mediorientale. Come reagisce la gioventù europea? Forse con una cameratesca levata di scudi, inorridita facendo quadrato contro il nero straniero? Non proprio: i giovani – e già che siamo pochi rispetto alla popolazione complessiva – scappano in numero sempre più consistente, diretti verso quei teatri di guerra che oramai definiscono i confini. Fonti di intelligence parlano di circa 3400 occidentali nello scenario siriano. Sono i]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><i><span title="N" class="cap"><span>N</span></span>ihil novi sub sole</i>: ci risiamo con la lotta transnazionale al terrorismo che tocca – tanto la lotta quanto il terrorismo – tutti i paesi a rischio per via del loro garibaldino bellicismo nordafricano e mediorientale. Come reagisce la gioventù europea? Forse con una cameratesca levata di scudi, inorridita facendo quadrato contro il nero straniero? Non proprio: i giovani – e già che siamo pochi rispetto alla popolazione complessiva – scappano in numero sempre più consistente, diretti verso quei teatri di guerra che oramai definiscono i confini. Fonti di <i>intelligence</i> parlano di circa 3400 occidentali nello scenario siriano. Sono i <i>foreign fighters</i>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Poco tempo addietro, auspicavo in altra sede la diffusione di una “conoscenza laica” delle categorie basilari, dei principi del diritto penale; strumento così onnipresente nella decisioni pubbliche di ogni giorno. Su questa falsariga, dunque, chiediamoci: come è intervenuto il Governo (<i>giammai</i> il pachidermico Parlamento)? Avete indovinato: con il diritto penale, chiaramente! Poche ciance sulle cause a monte di questa inquietante fuga di giovani che rinnegano il benessere e lo sviluppo (<i>giammai</i> il pachidermico progresso) per cui le leadership dicono di adoprarsi: il dato c’è, il processo è in corso e occorre affrontarlo con fermezza così da, citando l’Alfano della conferenza stampa, <i>“rendere l&#8217;Italia un posto sicuro nel quale vivere sereni”</i>. Intendiamoci: anche dal punto di vista del rischio per l’ordine e l’incolumità pubblici, il fenomeno rileva per il suo valore simbolico, per il <i>rischio</i> che incarna in termini di percezione soggettiva ben più e ben prima che per la sua effettiva attitudine lesiva: d’altro canto, oramai accettata e persino perseguita la demolizione dello stato sociale, il profondo senso di inquieta insicurezza che s’ingenera è accettato come un dato ineluttabile; in nessun modo la politica ardisce di problematizzarlo come <i>“null’altro che il modo in cui socialmente sono costruiti, nella realtà e nell’immaginario collettivo, i problemi conseguenti ai processi di trasformazione propri della globalizzazione e della crisi delle politiche di </i>welfare<i>”</i>: semplicemente una visione culturalista dell’insicurezza ben espressa nelle parole di M. Pavarini in <i>Sicurezza e diritto penale</i><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup>1</sup></a>; una visione che resta chiaramente aliena ai responsabili della nostra… sicurezza. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">La dinamica, per il resto, è semplice: l’accademia riflette e la politica criminalizza; individua il nemico e fa belle conferenze stampa in cui la guerra – giuridica, certamente, ma forse proprio per questo ben più sottile e incisiva perché divien parte del nostro stesso tessuto ordinamentale – vien dichiarata per decreto governativo, in spregio alla esclusiva competenza parlamentare riconosciuta dall’art. 78 della Costituzione! Si badi, non si sta esagerando: la teoria del <i><b>“diritto penale del nemico”</b></i><i> </i>esiste, porta la firma di Gunther Jakobs e professa una radicale <i>capitis deminutio</i> (roba arcaica, sì, di epoca romana: quando ancora non c’erano le costituzioni) della “non-persona” che si opponga all’ordinamento, per ciò estromessa dal circuito delle garanzie costituzionali. L’amministrativizzazione dei provvedimenti limitativi della libertà personale – vedi CIE – ne è una plausibile manifestazione. Ma anche l’attribuzione a prefetti e questori del potere di ritirare il passaporto o di oscurare siti internet, come sta accadendo in Germania, Francia e – con alcune garanzie in più – da noi, incarna l’introduzione legale di limitazioni a libertà fondamentali come quella di movimento o di parola.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">E qui entriamo nel merito del recentissimo provvedimento: approvato per decreto legge (lo so che è una notazione ormai dal sapore <i>vintage</i> ma ci tengo ancora e soprattutto nel penale, che ci volete fare?), esso principalmente:</span></p>
<ul style="text-align: justify">
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">Istituisce, dopo tanto parlare, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (per inciso: in quattordici anni di guerra al terrore, non un attentato sul suolo patrio);</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">attribuisce ai questori il potere, soggetto a convalida del giudice, di disporre il ritiro del passaporto qualora sia richiesta la misura della sorveglianza speciale;</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">prevede che il Pubblico Ministero che procede per reati di terrorismo possa disporre l’oscuramento di siti internet o la rimozione di contenuti sensibili (non è chiaro se si richiede anche qui la convalida giudiziale);</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">crea un inquietante canale di accesso degli 007 ai detenuti, <i>“al solo fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale”</i>: va da sé che – ottenuta l’autorizzazione dal procuratore generale che ne vaglia gli stringenti requisiti – nessuna garanzia è prevista per il detenuto, durante lo svolgimento del colloquio;</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">aggrava a spron battuto tutte le condotte di istigazione e propaganda condotte per via telematica (come se non fosse effettivamente l’unica, di via);</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">criminalizza ulteriormente, spingendo il maglio penale non già soltanto al reclutatore di combattenti, ma anche ora al reclutato (<i>nemico</i> in sé e per sé), alla singolare figura dell’”organizzatore di viaggi” e soprattutto al cosiddetto “<i>lupo solitario”</i> (art. 270 <i>quinquies </i>c.p.), definito come la <i>«</i><i><b>persona che avendo acquisito, anche autonomamente, le istruzioni per il compimento degli atti di cui al primo periodo </b></i>(atti in senso lato destabilizzanti con finalità di terrorismo, ndr)<i><b>, pone in essere comportamenti finalizzati alla commissione delle condotte di cui all&#8217;articolo 270-sexies</b></i><i>»</i>.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Si nota subito che con quest’ultima previsione il fondamentale principio di tassatività – quello che impone una tipizzazione stringente, inequivocabile della fattispecie, così da contenere la repressione e l’arbitrio giudiziale – è completamente obliterato: è meritoria di condanna, infatti, la persona che ha allo stato semplicemente acquisito delle istruzioni, anche per i fatti propri, riguardo al compimento di atti riconducibili a una nozione alquanto lata di destabilizzazione e che semplicemente pone in essere delle non specificate condotte a loro volta meramente “finalizzate al” (e non “consistenti nel”) compimento – solo proprio? O anche altrui? – di atti di terrorismo (ai sensi del vago art. 270 <i>sexies</i>). Siamo all’<i>open-end festival</i> del terrore!</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">La “razionalità rispetto allo scopo” di tutto questo? Poca, se si condivide l’assunto della psicoterapeuta dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb che <i>&#8220;non basta dichiarare reato l&#8217;arruolamento con i jihadisti: dobbiamo essere capaci di far vedere ai nostri ragazzi un valore alternativo a tutto ciò che l&#8217;Islam propone&#8221;</i>; molta, se invece si pensa a quanto ben si presti la lombrosiana fisiognomica di Alfano alla presentazione di un provvedimento sterilmente securitario.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">P.S.: il decreto attua la risoluzione ONU 2178/2014 che condanna l’estremismo islamico e terrorista e, per la prima volta, anche il fenomeno dei “<i>foreign fighters”</i>: questi, in soldoni, vengon definiti come individui che espatriano per dedicarsi al terrorismo. Il punto è che, come ci ricorda il politologo francese Eric Rouleau, quello di “terrorismo” (a differenza di quello di “guerra”) è un concetto che la comunità internazionale non è riuscita a definire; fondamentalmente per la semplice ragione che ognuno è terrorista di qualcun altro. Visto che riesce ad esserlo di qualcuno di noi, è proprio così difficile pensare che l’Occidente lo sia dell’Islam? Cambierebbero un sacco di cose, a riconoscere l’alterità.</span></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<div id="sdfootnote1">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a> Bologna, 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/25/meglio-insicuri-che-mal-governati-entra-in-vigore-il-d-l-72015-cd-pacchetto-antiterrorismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cena dei cretini: tra i due litiganti il marò non gode</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/la-cena-dei-cretini-tra-i-due-litiganti-il-maro-non-gode/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/la-cena-dei-cretini-tra-i-due-litiganti-il-maro-non-gode/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 09:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Cavazza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[enrica lexie]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[la russa]]></category>
		<category><![CDATA[marò]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1472</guid>
		<description><![CDATA[La vicenda dell&#8217;Enrica Lexie, agli albori del 2015, non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Ma si sa, noi Italiani siamo un popolo strano. Spesso dimentichiamo i fatti; spesso nemmeno li vogliamo sapere con esattezza, poiché temiamo che possano costringerci a cambiare idea. Spesso non ce l&#8217;abbiamo nemmeno, una vera e propria idea. Per questo ho deciso di non dar nulla per scontato e di trattare questo delicato argomento partendo dal principio. Innanzitutto ritengo giusto ricordare ai lettori che se oggi ci troviamo invischiati in questa faccenda, prima ancora che al governo Monti, lo dobbiamo all&#8217;ex ministro della difesa Ignazio La Russa,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a vicenda dell&#8217;Enrica Lexie, agli albori del 2015, non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Ma si sa, <strong>noi Italiani siamo un popolo strano</strong>. Spesso dimentichiamo i fatti; spesso nemmeno li vogliamo sapere con esattezza, poiché temiamo che possano costringerci a cambiare idea. Spesso non ce l&#8217;abbiamo nemmeno, una vera e propria idea. Per questo ho deciso di non dar nulla per scontato e di trattare questo delicato argomento partendo dal principio.</p>
<p style="text-align: justify">Innanzitutto ritengo giusto ricordare ai lettori che se oggi ci troviamo invischiati in questa faccenda, prima ancora che al governo Monti, lo dobbiamo all&#8217;<strong>ex ministro della difesa Ignazio La Russa</strong>, che nel corso dell&#8217;agosto 2011, durante l&#8217;ultimo governo Berlusconi, aveva deciso di <strong>legalizzare la presenza di militari a difesa di imbarcazioni private</strong>. Perchè la gente non si chiede mai che diavolo ci facessero dei militari italiani a bordo di una dannata petroliera? I nostri soldati erano stati ingaggiati per scongiurare possibili attacchi pirata, ma non erano certo impegnati a difendere la patria e a rappresentare l&#8217;Italia nel mondo. Erano sotto contratto con armatori privati e prestavano i loro servizi a difesa di interessi privati. Tenetelo a mente, poiché questo aspetto risulterà cruciale nel corso di questa vicenda.</p>
<p style="text-align: justify">Com&#8217;è tristemente noto, il 15 febbraio 2012, al largo della costa del Kerala (India Sud Occidentale), intorno alle 16.30 locali, <strong>il peschereccio indiano St. Antony, con 11 persone a bordo, è bersaglio di svariati colpi d&#8217;arma da fuoco</strong>. La St. Antony riporta immediatamente l&#8217;incidente alla guardia costiera del distretto di Kollam che subito contatta via radio L&#8217;Enrica Lexie, chiedendo se fosse stata coinvolta in un attacco pirata. Dall&#8217;Enrica Lexie confermano e viene chiesto loro di attraccare al porto di Kochi per fornire chiarimenti. <strong>La Marina italiana ordina a Umberto Vitelli, capitano della Enrica Lexie, di NON dirigersi verso il porto e di NON far scendere a terra i militari italiani</strong>. Tuttavia il capitano, che è un civile e risponde agli interessi dell&#8217;armatore, non agli ordini dell&#8217;Esercito, asseconda le autorità Indiane. La notte del 15 febbraio sui corpi delle due vittime viene effettuata l&#8217;autopsia e il 19 Febbraio Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, due dei sei marò che si trovavano a bordo della petroliera italiana, <strong>vengono arrestati con l&#8217;accusa di omicidio</strong>. Da questo momento ha avuto inizio una delle commedie più grottesche mai rappresentate dal teatro della politica internazionale.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-liberi.jpg"><img class="wp-image-1474 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-liberi-300x219.jpg" alt="India, i maro' escono dal carcere di Trivandrum per incontrare le loro famiglie" width="381" height="278" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Da una parte abbiamo visto l&#8217;India, paese famoso per la curiosa abitudine di dividere in caste la propria popolazione, ergersi con grande livore contro i soldati cattivi che si presume abbiano ucciso due poveri pescatori, i quali prima di questa vicenda sarebbero stati considerati meno che merda respirante da qualsiasi tribunale indiano. Dall&#8217;altra parte abbiamo visto l&#8217;Italia, nei primi decisivi confronti col governo indiano, come un bambino grassoccio e balbuziente consapevole di averla fatta grossa e di non poter rimediare in alcun modo, sputacchiare argomentazioni giuridiche inesistenti miste a pezzetti di pandoro insalivato.</p>
<p style="text-align: justify">La prima e principale argomentazione sfoderata dai diplomatici Italiani fu quella che <strong>sosteneva che l&#8217;Enrica Lexie si trovasse in acque internazionali</strong> e che, di conseguenza, la giurisdizione dovesse essere quella italiana. Ancora oggi questa è la tesi più sbandierata dai sostenitori dei nostri Marò, ma la verità è molto più complessa. Secondo i principi della <strong>convenzione internazionale di Montego Bay sul diritto del mare</strong>, ratificata sia dall&#8217;Italia che dall&#8217;India, il mare territoriale di uno stato è quella porzione di mare adiacente alla costa dello stato in questione e sulla quale lo stato stesso può esercitare la propria sovranità territoriale in modo del tutto analogo al territorio corrispondente alla terra ferma. <strong>È di 12 miglia dalla costa il limite fissato dal diritto internazionale per stabilire la porzione di mare che si deve considerare come mare territoriale</strong>. <strong>Vi sono altre porzioni di mare più vaste sulle quali uno stato può far valere dei diritti</strong>, come la Zona Contigua e la Zona Economica Esclusiva, <strong>ma i poteri che possono essere esercitati in questi casi non hanno nessun rilievo con la specie in esame</strong>. Infatti nella Zona Contigua il potere dello stato costiero è limitato alla prevenzione e repressione delle infrazioni alle leggi doganali, fiscali, di immigrazione e sanitarie, e, nella Zona Economica Esclusiva, a tutto ciò che riguarda lo sfruttamento delle risorse marine.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sembrerebbe accertato che il fatto sia avvenuto a circa 20,5 miglia dalla costa indiana e quindi oltre i limiti del mare territoriale</strong>. A questa distanza si rientrerebbe entro i limiti della Zona Contigua e della Zona Economica Esclusiva ma come abbiamo visto, nel caso in esame, non sono porzioni di mare sulle quali il governo Indiano poteva far valere la propria giurisdizione penale. <strong>Queste analisi sembrerebbero dunque dare credito alle tesi dei giuristi italiani</strong>, anche sulla base del fatto che secondo la legge italiana, in accordo con le risoluzioni dell&#8217;Onu che regolano la lotta alla pirateria internazionale, i marò a bordo della Enrica Lexie devono essere considerati personale militare in servizio su territorio italiano &#8211; la petroliera batteva bandiera italiana &#8211; e dovrebbero godere quindi dell&#8217;immunità giurisdizionale nei confronti di altri Stati. Tuttavia c&#8217;è un problema: <strong>tutte queste illustrissime e giustissime considerazioni sarebbero state valide se il pavido e ossequioso capitano della Enrica Lexie avesse evitato di attraccare sul territorio Indiano e avesse continuato il proprio viaggio lungo le acque internazionali</strong>. L&#8217;eventuale arresto o qualsiasi atto coercitivo da parte delle autorità indiane in alto mare avrebbe costituito una flagrante violazione dei trattati internazionali. Il nocciolo del problema è proprio questo: i marò italiani, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, sono stati condotti dal capitano della Enrica Lexie in territorio indiano! Da questo momento ogni genere di argomentazione in merito alle acque internazionali ha automaticamente perso spessore. <strong>L&#8217;arresto dei marò ad opera delle autorità indiane è stato legittimo</strong>, come rimane legittimo il fatto che ora l&#8217;India pretenda di sottoporre questi due poveracci alla propria giurisidizione.</p>
<p style="text-align: justify">Altra tesi che si è cercato di far valere in maniera piuttosto goffa e incoerente, è quella secondo cui <strong>in realtà non sarebbero stati i marò a sparare, poiché c&#8217;era un&#8217;altra nave nelle vicinanze</strong>. Nel rapporto consegnato in un primo momento dai membri dell’equipaggio dell’Enrica Lexie alle autorità indiane e italiane si specifica che Latorre e Girone hanno sparato tre raffiche in acqua, come da protocollo, man mano che l’imbarcazione sospetta si avvicinava all’Enrica Lexie. Gli indiani sostengono invece che i colpi siano stati esplosi con l’intenzione di uccidere, come si vede dai 16 fori di proiettile sulla St. Antony. <strong>Gli esami basilistici successivi, alla presenza anche di un team di esperti Italiani, hanno confermano che a sparare contro la St. Antony furono due fucili Beretta in dotazione ai marò</strong>, fatto supportato anche dalle dichiarazioni degli altri militari italiani e dei membri dell’equipaggio a bordo sia dell’Enrica Lexie che della St. Antony. I più ottusi, pur davanti a questi fatti, citano spesso <strong>il mistero della Olympic Flair</strong>, una nave mercantile greca che sarebbe stata attaccata dai pirati il 15 febbraio, sempre al largo delle coste del Kerala. La notizia, curiosamente, è stata pubblicata esclusivamente dalla stampa italiana, e il 21 febbraio la Marina mercantile greca ha categoricamente escluso qualsiasi attacco subito dalla Olympic Flair (Ergo: <em>ma de che stiamo a parlà?</em>).</p>
<p style="text-align: justify">Pur essendo convinto del fatto che chiunque, di fronte a dati come questi, sarebbe in grado di giungere autonomamente a delle conclusioni pseudo-sensate, preferisco ugualmente tirare un po&#8217; le somme e terminare l&#8217;articolo con alcune mie personali riflessioni. Ci tengo a precisare innanzitutto che personalmente, al di la dei toni usati nell&#8217;articolo, volutamente provocatori, <strong>nutro grande stima per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone</strong>. <strong>Non li stimo in quanto militari ma in quanto uomini</strong>. Come militari, se mai dovesse essere accertato che sono stati effettivamente loro ad uccidere i pescatori, sono stati pessimi. Non hanno saputo mantenere il sangue freddo che ci si aspetterebbe da personale addestrato ed hanno sparato ripetutamente contro una nave civile uccidendo due poveretti che ora meritano giustizia. Tuttavia, come uomini, non sono mai venuti meno alla parola data e pur avendone avuto occasione (Es: Natale del 2012) non hanno mai approfittato delle (poche) concessioni del governo Indiano per evitare di sottrarsi alle proprie responsabilità. Inoltre non hanno mai rilasciato dichiarazioni polemiche ed hanno sopportato stoicamente ogni minuto di questo inferno che si protrae ormai da tre anni.</p>
<p style="text-align: justify">Totalmente <strong>riprovevole considero dall&#8217;altra parte il comportamento delle autorità indiane</strong>, che seppure entro i limiti della piena legittimità formale, pur essendo trascorsi tre anni, non hanno ancora nemmeno cominciato il processo contro i nostri soldati. Ma ciò che più di ogni altra cosa <strong>ritengo biasimabile è stato il comportamento dei media e di alcuni movimenti politici italiani</strong>, che senza la minima obbiettività ci hanno schifosamente presentato fin da subito un quadro della situazione parziale e poco corretto. I marò sono stati rappresentati per anni come veri e propri eroi; martiri abbandonati dalla terra natia nelle grinfie di brutti e cattivi stranieri negri. Ciò non ha permesso ai cittadini italiani di comprendere appieno la delicatezza della questione. <strong>Ancora oggi le persone tendono ad attribuire la responsabilità dell&#8217;accaduto ai governi successivi al fattaccio, quando invece i veri responsabili sono coloro che vennero PRIMA</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-apu.jpg"><img class="wp-image-1477 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-apu-300x235.jpg" alt="marò apu" width="333" height="261" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ma cosa diavolo avrebbe potuto fare il governo Monti e cosa può fare ad oggi il governo Renzi per risolvere questo vischiume? <strong>Formalmente l&#8217;India è pienamente legittimata a trattenere i marò</strong>. Dall&#8217;altra parte non c&#8217;è stato uno straccio di alleato che abbia accettato di affiancarsi a noi in questa triste vicenda: l&#8217;Europa e l&#8217;America ci hanno totalmente abbandonati. Cosa possiamo fare ora come ora? L&#8217;unica soluzione oltre alla semplice diplomazia sarebbe una vera e propria invasione militare, possibilità da molti stupidamente auspicata ma chiaramente inopportuna.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La verità è che i marò su quella petroliera non avrebbero dovuto mai salirci</strong>. L&#8217;ex ministro della Difesa La Russa non avrebbe mai dovuto permettere il verificarsi di una simile impasse. <strong>Abbiamo messo dei militari al servizio di interessi privati senza minimamente preoccuparci di disciplinare minuziosamente i termini dell&#8217;accordo</strong>. Di fronte alle pressioni indiane il capitano della Enrica Lexie ha letteralmente consegnato i nostri soldati alle autorità locali, che ora giustamente, anche per non sfigurare di fronte alla propria opinione pubblica, non possono liberarli come se niente fosse. <strong>Vi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo indiano, fra l&#8217;altro espressione di una destra nazionalista, decidesse di restituirci i marò?</strong> I giornali indiani tuonerebbero contro le istituzioni che si sono lasciate ricattare dall&#8217;invasore occidentale. <strong>L&#8217;India sta semplicemente tutelando i propri interessi, esattamente come pretenderemmo di fare noi se soldati indiani fossero venuti a sparare a dei pescatori siciliani</strong>. La verità è che ad oggi c&#8217;è veramente poco da fare. Tutti gli errori più gravi sono stati compiuti ancor prima che questa vicenda si realizzasse. Gli slogan degli attivisti destroidi che quotidianamente urlano a gran voce “Rivogliamo i nostri Marò” sono inutili quanto pietosi.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ridateci-i-marò.jpg"><img class="wp-image-1475 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ridateci-i-marò-209x300.jpg" alt="ridateci i marò" width="258" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ci sono solo quattro personaggi, in questo ombroso teatrino, che avrebbero veramente il diritto di lamentarsi: due sono sottoterra. Gli altri preferiscono molto onorevolmente restare in silenzio</strong>; dovrebbero fare altrettanto anche tutti gli altri leoni da bar che quotidianamente vomitano luoghi comuni su questioni complesse di cui non sanno nulla.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/la-cena-dei-cretini-tra-i-due-litiganti-il-maro-non-gode/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Più credito ai docenti</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/03/piu-credito-ai-docenti/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/03/piu-credito-ai-docenti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 18:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Di Pede]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[La buona Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[MIUR]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1555</guid>
		<description><![CDATA[Se pensate che i punti di credito riguardino solo gli studenti vi sbagliate, o almeno finora potreste avere ragione, ma le cose stanno per cambiare. Infatti, in uno dei suoi 12 punti, &#8220;La buona scuola&#8221; stabilisce che grazie alla prossima riforma i crediti verranno assegnati anche ai docenti, così da &#8220;non accontentarsi di carriere fondate sul mero dato dell&#8217;anzianità&#8221;, ma di permettere l&#8217;accredito di scatti stipendiali in base a meriti &#8220;didattici, formativi e professionali&#8221;. Il documento emesso dal MIUR esprime la volontà di voler premiare economicamente i docenti in base alla qualità dell&#8217;insegnamento, alla loro formazione e al miglioramento che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>e pensate che i punti di credito riguardino solo gli studenti vi sbagliate, o almeno finora potreste avere ragione, ma le cose stanno per cambiare. Infatti, in uno dei suoi 12 punti, <strong>&#8220;La buona scuola&#8221; stabilisce che grazie alla prossima riforma i crediti verranno assegnati anche ai docenti</strong>, così da &#8220;non accontentarsi di carriere fondate sul mero dato dell&#8217;anzianità&#8221;, ma di permettere l&#8217;accredito di scatti stipendiali in base a meriti &#8220;didattici, formativi e professionali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Il documento emesso dal MIUR esprime la volontà di voler premiare economicamente i docenti in base alla qualità dell&#8217;insegnamento, alla loro formazione e al miglioramento che porteranno nella scuola. <strong>Questo nuovo sistema dovrebbe da una parte, migliorare la qualità dell&#8217;insegnamento, dall&#8217;altra differenziare il singolo operato ed evitare di porre tutti i docenti su un piano comune</strong>. Per quanto riguarda l&#8217;assegnazione dei crediti, se ne occuperà una commissione composta da una maggioranza appartenente all&#8217;ambiente scolastico (dove il docente insegna) e da una minoranza esterna.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/renzi-la-buona-scuola.jpg"><img class=" wp-image-1557 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/renzi-la-buona-scuola-300x213.jpg" alt="renzi la buona scuola" width="321" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Questo sistema migliorerà davvero la qualità dell&#8217;insegnamento? I crediti verranno assegnati in modo imparziale? <strong>Alcuni sono fiduciosi, altri più critici</strong>. Secondo Marco (uno studente liceale): &#8220;con l&#8217;introduzione di punti di credito diventerà impossibile evitare favoritismi e assegnazioni ingiuste&#8221;. Affermazione ben fondata visto che l&#8217;assegnazione è affidata in maggioranza a una componente scolastica interna. Pertanto più che una politica scolastica,<strong> il sistema crediti somiglia a una politica aziendale dove l&#8217;imprenditore decide di premiare i &#8220;traguardi&#8221; raggiunti</strong>, favorendo così carrierismo e competizione fra i dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tale politica, che potrebbe funzionare in un&#8217;impresa, potrebbe non essere applicabile al sistema educativo</strong>. Esistono dunque docenti di serie A e di serie B? È formativo applicare determinate politiche aziendali al sistema educativo italiano?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/03/piu-credito-ai-docenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Puzzle romano</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/01/puzzle-romano/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/01/puzzle-romano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 14:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Manuel Granata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[casaleggio]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1519</guid>
		<description><![CDATA[Dunque un siciliano. Il primo della storia con tale onere. Sergio Mattarella, dopo quattro turni di votazioni a camere riunite (tre delle quali farsa politica, inscenata per nascondere sotto una corta coperta le fittissime trattative politiche), ce l’ha fatta. O forse è Renzi che ce l’ha fatta, vincendo nuovamente contro i suoi amici/nemici politici senza nemmeno lo sforzo di passare per le urne, usanza abituale a casa dell’ex sindaco toscano, pare… Infatti per Mattarella la nuova elezione può essere letta piuttosto come coronamento di una silenziosa, ma diligente e coerente carriera politica tra prima e seconda repubblica (no, non passerò]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>unque un siciliano. Il primo della storia con tale onere. <strong>Sergio Mattarella</strong>, dopo quattro turni di votazioni a camere riunite (tre delle quali farsa politica, inscenata per nascondere sotto una corta coperta le fittissime trattative politiche), ce l’ha fatta. O forse è Renzi che ce l’ha fatta, vincendo nuovamente contro i suoi amici/nemici politici senza nemmeno lo sforzo di passare per le urne, usanza abituale a casa dell’ex sindaco toscano, pare…</p>
<p style="text-align: justify">Infatti per Mattarella la nuova elezione può essere letta piuttosto come coronamento di una silenziosa, ma <strong>diligente e coerente carriera politica tra prima e seconda repubblica</strong> (no, non passerò il resto dell’articolo a tratteggiare il profilo dell’ex DC, sia perché sono piuttosto scarso nel disegnare, sia perché esiste <em>Wikipedia</em> che fa lo sporco lavoro molto meglio del sottoscritto). Renzi invece con la giornata di sabato ha definitivamente concluso il suo periodo di praticantato da premier, e può dare inizio ad un percorso più compatto rispetto a quello già avviato nell’ultimo anno, fortemente targato PD, nonostante tutto ciò che possa sostenere Alfano. <strong>Il patto del Nazareno ormai è debolissimo</strong>: le parti contraenti non sono più alla pari all’interno dell’accordo. Il premier ha ricompattato un partito non abituato a vincere, e che negli scorsi mesi ha fatto di tutto per danneggiarsi; <strong>Berlusconi, e con lui Forza Italia, è stato disintegrato completamente da questa votazione</strong>, implodendo con la strategia delle schede bianche sabotata da un terzo dei grandi elettori forzisti. L’ex Cavaliere si ritrova per le mani, al momento, un partito all’opposizione che conta poco o niente, pieno per giunta di sibilanti correnti interne che rischiano di mutilarne i numeri alla Camera e al Senato.</p>
<p style="text-align: justify">Il patto del Nazareno (apparso come ultimo colpo di coda di una furbissima volpe dell’arena politica) oggi non rappresenta per Renzi quasi più nulla: vista la posizione di Forza Italia nell’emiciclo parlamentare, non è più nemmeno un vincolo sulle riforme: il fronte PD tutto da testare, ma nuovamente compatto (oggi paiono tutti fratelli e sorelle dimentichi delle urla e degli insulti delle scorse settimane: ah, che effetti miracolosi le bellezze della città eterna!) e i grillini scappati dal partito, con la stessa velocità con cui si scappa da un casa in fiamme, rappresentano una garanzia sufficiente. <strong>Il partito di Grillo e Casaleggio, oltre alla proposta di Imposimato, ha giocato la partita del Quirinale senza mai toccare la palla</strong>. Anzi non è mai sceso in campo. Non si è neanche seduto in tribuna: è rimasto proprio fuori dallo stadio (a urlare e a controllare le scie chimiche probabilmente…). Grillo e soci sentono infatti la fatica del correre nei palazzi della politica romana da soli e l’orgoglio di non cercare mai un appiglio seppur momentaneo pesa: le continue uscite di parlamentari dal movimento ne sono la dimostrazione. L’elezione del dodicesimo presidente della Repubblica certifica la crisi dei pentastellati, che saranno costretti a rivedere le loro logiche interne per non soccombere ai loro sempre più calanti sondaggi che interessano invece la Lega.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il partito fondato da Umberto Bossi infatti, di questo passo rischia di raggiungere i grillini e di strappare loro lo scettro di partito più populista del paese</strong>. I Salvini boys in questa tornata di votazioni non si sono sprecati molto, proponendo il nome di Vittorio Feltri (d’altronde pensare tutte quelle dichiarazioni interessanti che sparano quotidianamente deve costare molta fatica) insieme al piccolo partito di Giorgia Meloni. Del giorno di Mattarella al Quirinale ci restano in conclusione le lamentele di tutta l’opposizione sul metodo, ma non sul nome (rispettato e accettato da quasi tutti i gruppi parlamentari). Quest’atteggiamento certifica ancora di più la vittoria di Renzi, che nonostante le tante (troppe) parole della politica italiana continua ad agire indisturbato (datemi delle conferme, sta facendo qualcosa di concreto oltre a twittare, vero?), consolidando la sua leadership a Roma e indirettamente a Bruxelles e a Berlino.</p>
<p style="text-align: justify">Se è vero che la Balena Bianca non è mai morta (Mattarella <em>docet</em>), tenete dunque un occhio sul mai domo Berlusconi e sulla sua condanna che va a morire a breve. <strong>La partita a carte non è ancora finita</strong>, e se le donne le tiene tutte per sé, non sappiamo quali assi abbia ancora nel mazzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/01/puzzle-romano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Reportage da Montecitorio. Tra il Nazareno e Mattarella a vincere è stato Fitto</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/reportage-da-montecitorio-tra-il-nazareno-e-mattarella-e-vincere-e-stato-fitto/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/reportage-da-montecitorio-tra-il-nazareno-e-mattarella-e-vincere-e-stato-fitto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 22:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1482</guid>
		<description><![CDATA[Sarà una coincidenza, ma la strada che percorriamo per raggiungere Piazza Montecitorio porta con sé numerosi significati. Risaliamo vicolo dei Serpenti, dove ha casa l&#8217;ultimo inquilino del Colle, Giorgio Napolitano. E allora viene da pensare alle dimissioni di Capodanno e l&#8217;incognita che, ancora, cade sul Paese. Sul suo futuro Capo dello Stato, incastrato in una partita che é ben lontana dall&#8217;essere risolta. Poco più avanti, incrociamo via Nazionale, sede della Banca d&#8217;Italia. Ed allora viene da pensare che il prossimo presidente possa venire proprio da quegli uffici e che porti il nome di Piercarlo Padoan oppure dell&#8217;attuale Governatore Visco. Renzi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>arà una coincidenza, ma la strada che percorriamo per raggiungere Piazza Montecitorio porta con sé numerosi significati. <strong>Risaliamo vicolo dei Serpenti, dove ha casa l&#8217;ultimo inquilino del Colle, Giorgio Napolitano</strong>. E allora viene da pensare alle dimissioni di Capodanno e l&#8217;incognita che, ancora, cade sul Paese. Sul suo futuro Capo dello Stato, incastrato in una partita che é ben lontana dall&#8217;essere risolta. <strong>Poco pi</strong><strong>ù</strong><strong> avanti, incrociamo via Nazionale, sede della Banca d&#8217;Italia</strong>. Ed allora viene da pensare che il prossimo presidente possa venire proprio da quegli uffici e che porti il nome <strong>di Piercarlo Padoan oppure dell&#8217;attuale Governatore Visco</strong>. Renzi non ha ancora fatto il nome di Mattarella quando la strada ci porta a fianco del Palazzo della Consulta. Ed allora viene da pensare che l&#8217;eletto potrebbe essere un ex giudice della Corte Costituzionale, come Amato oppure proprio quel Mattarella che, mentre ci avviciniamo alla Camera, Renzi sta proponendo all&#8217;assemblea del Pd come candidato di punta. In quel momento inizia una forte pioggia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La decisione di Renzi rompe il patto, ha poi detto Berlusconi</strong>. Utile all&#8217;unità del partito, ripetono invece i deputati piddini che in carovana si riversano in Aula per votare. Sembrano rilassati, poiché tutto sommato sanno di dover votare scheda bianca.</p>
<p style="text-align: justify">Intorno a Montecitorio i giornalisti guardano sui tablet il discorso del segretario Pd di fronte ai suoi parlamentari e ai delegati regionali, sottolineando il lungo applauso ricevuto dal Premier nel momento in cui si sbilancia sul padre del Mattarellum. <strong>&#8220;Dimostra che non ci saranno franchi tiratori&#8221;, si dice sicuro qualcuno. Tuttavia, l&#8217;aria che si respira tra i grandi elettori non </strong><strong>é</strong><strong> cos</strong><strong>ì</strong><strong> distesa</strong>. I cinque stelle sorridono, ma suggeriscono di star attenti, perché Mattarella sarebbe un nome di facciata, che nasconde dell&#8217;altro. E non sono gli unici a crederlo.</p>
<p style="text-align: justify">Intanto, però, dall&#8217;ingresso di via del Parlamento 24, <strong>Raffaele Fitto si avvicina a Montecitorio con un sorriso sarcastico che significa soddisfazione</strong>. Scivola senza rispondere  tra le domande dei cronisti: piove sul bagnato per Forza Italia, ma Fitto può festeggiare. Almeno in parte. É questo il punto politico centrale della giornata trascorsa dentro e fuori l&#8217;emiciclo: <strong>&#8220;Fitto aveva ragione?&#8221; </strong><strong>è</strong><strong> la domanda che scorre tra le labbra dei deputati e senatori di Forza Italia</strong>. Lucio Malan, interpellato su questo punto, prima di rispondere fa una lunga pausa ed un respiro che lasciano intendere un rospo da mandare giù che pesa più di quanto riesca ad ammettere: &#8220;Letta lo aveva capito, Renzi non mantiene le promesse e questa cosa Fitto l&#8217;aveva già detta da tempo&#8221;. Una dichiarazione che spiega quel sorriso beffardo con cui il leader della fronda forzista è entrato in Aula. <strong>Fitto sa di aver vinto. E sar</strong><strong>à</strong><strong> pi</strong><strong>ù</strong><strong> d&#8217;uno a dargli ragione.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Infatti, Passeggiando su via degli Uffici del Vicario, rinchiuso in un lungo impermeabile e coperto da un cappello che gli nasconde tutto il viso, il <strong>senatore D&#8217;Anna</strong> evita, non riconosciuto, la ressa di telecamere che assediano i suoi colleghi. Ma anche lui, come Fitto, non ha stampato in volto la tensione che invece ricopre altri esponenti del centrodestra. <strong>&#8220;Berlusconi </strong><strong>é</strong><strong> come Maradona&#8221; &#8211; ci dice &#8211; &#8220;ad una certa et</strong><strong>à</strong><strong> pu</strong><strong>ò</strong><strong> fare l&#8217;allenatore, non la mezz&#8217;ala&#8221;.</strong> La sensazione, infatti, è che Berlusconi abbia ceduto, fidandosi di Renzi senza essere in grado di metterlo con le spalle al muro, finendoci lui stesso. Con i suoi &#8220;cattivi consiglieri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">E proprio mentre la pioggia dà un po&#8217; di tregua e molti dei deputati e senatori scivolano via disinteressati al finale già scritto della prima elezione, al palazzo dei Gruppi parlamentari <strong>arriva Silvio Berlusconi. Nemmeno una parola, se non quella gi</strong><strong>à</strong><strong> risuonata sulle bocche di tutti i suoi collaboratori: &#8220;Renzi ha tradito il patto</strong>&#8220;. La tensione è evidente sul volto del Cavaliere e, se non sta bluffando, non nasconde la forte irritazione. La stessa che, incurante della pioggia che scende copiosa sul suo ombrello, <strong>Michela Biancofiore</strong> porta stampata sulla chioma bionda. La colpe <strong>di Renzi</strong>, a sua detta, sarebbero quelle di &#8220;non esser stato coerente&#8221;, perché <strong>&#8220;ha dimostrato di non essere gagliardo, ma un reazionario</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">Intorno al Patto ruotano tutti i ragionamenti dei grandi elettori. Mattarella lo nominano in pochi, qualcuno forse per scaramanzia, altri perché non lo considerano il problema principale<strong>. La questione &#8220;</strong><strong>é</strong><strong> nei modi&#8221;, come si affretta a sostenere Daniela Santanch</strong><strong>é</strong>, la quale non ha alcun veto contro il candidato del Premier. <strong>Sul Nazareno casca l&#8217;asino, che ancora nessuna ha capito chi sia</strong>. Se Renzi, che ha fatto il passo più lungo della gamba o Berlusconi, che non ha più alcun potere contrattuale. Da via del Parlamento, dove vediamo entrare in maggioranza frondisti di entrambi gli schieramenti politici, molti sostengono che ad aver perso sia Berlusconi. Altri, invece, sono certi che la &#8220;partita sia ancora aperta&#8221;. Ma dalla voce sembra più una speranza che una dichiarazione di guerra.</p>
<p style="text-align: justify">I diversi ingressi per l&#8217;Aula sono uno vicino all&#8217;altro e quando ormai il sole è calato sul cupolone,  ognuno di essi ospita le dichiarazione di una formazione differente. I più silenziosi, ovviamente, sono i rappresentati del Pd. <strong>Non mancano invece di dire la loro i pentastellati Airola e Martelli, sostenendo che &#8220;l&#8217;inciucio non </strong><strong>è</strong><strong> ancora venuto fuori</strong>, il patto del Nazareno non verrà intaccato dal nome di Mattarella&#8221;. E il vero candidato? &#8220;Forse Finocchiaro, non lo so. La cosa certa è che quello che stanno facendo ora è una commedia: tutte balle. <strong>Il nazareno va avanti</strong>&#8220;. Eventualità contro cui sono disposti anche a &#8220;votare Prodi alla quarta votazione, se lo deciderà la rete&#8221;. Ma, forse, lo faranno anche senza il via libera dei militanti.</p>
<p style="text-align: justify">Le strade che circondano il Parlamento, nel frattempo, si sono svuotate. Non pervenuti rappresentanti del partito di Angelino Alfano, il più nei guai di tutti<strong>. Perch</strong><strong>é</strong><strong> Matterella era fuori dai suoi schemi, da quelli che credeva di aver disegnato da una parte con Berlusconi e dall&#8217;altra con Renzi. Non l&#8217;hanno ascoltato</strong>. &#8220;Non mi sembra questo quello che si era detto&#8221; &#8211; si lascia sfuggire Cicchitto &#8211; &#8220;non so se lo voteremo, di sicuro il Pd sta occupando tutte le cariche del Potere e Renzi ha scelto una figura incapace di controbilanciare la sua indole straripante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mattarella, in questa giornata tra l&#8217;Aula e le strade della Capitale </strong><strong>è</strong><strong> attore comprimario</strong>. In fondo, é ancora presto per il fischio finale. Alcuni già esultano, molti si dimostrano irritati. Le piace Mattarella senatore Tremonti?, chiediamo all&#8217;ex Ministro che cercava di svignarsela da una strada secondaria. &#8220;Non vede che piove? Non parlo&#8221;. Ecco, appunto. <strong>Perch</strong><strong>é</strong><strong> sul nome nessuno ha molto da dire.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/reportage-da-montecitorio-tra-il-nazareno-e-mattarella-e-vincere-e-stato-fitto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il vero nome è Casini: lo vuole anche la Merkel</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/il-vero-nome-e-casini-lo-vuole-anche-la-merkel/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/il-vero-nome-e-casini-lo-vuole-anche-la-merkel/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 11:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[CCD]]></category>
		<category><![CDATA[Consultazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[UDC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1469</guid>
		<description><![CDATA[La cosa straordinaria, è che ha sempre ottenuto posizioni di governo portando con sé solo una piccola dote di voti. Classica mossa da democristiano nato e cresciuto nella prima Repubblica, sostengono i suoi detrattori. E forse è anche vero, perché Pierferdinando Casini è stato esponente di spicco di partiti(ni) dai più svariati nomi &#8211; Ccd, UDC, UdC &#8211; e, nonostante la poca generosità degli elettori, è stato al Governo per lungo tempo. O meglio, ha quasi sempre fatto parte delle maggioranze che sostenevano gli esecutivi di Berlusconi e tanti altri, ma al Governo &#8211; personalmente &#8211; non ci è andato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a cosa straordinaria, è che ha sempre ottenuto posizioni di governo portando con sé solo una piccola dote di voti. Classica mossa da democristiano nato e cresciuto nella prima Repubblica, sostengono i suoi detrattori. E forse è anche vero, perché <strong>Pierferdinando Casini</strong> è stato esponente di spicco di partiti(ni) dai più svariati nomi &#8211; Ccd, UDC, UdC &#8211; e, nonostante la poca generosità degli elettori, è stato al Governo per lungo tempo. O meglio, ha quasi sempre fatto parte delle maggioranze che sostenevano gli esecutivi di Berlusconi e tanti altri, <strong>ma al Governo &#8211; personalmente &#8211; non ci </strong><strong>è</strong><strong> andato mai</strong>. Perché, si sa, è una posizione scomoda, capace di attaccarti addosso un&#8217;etichetta che poi difficilmente ti scrolli.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per questo Casini è il nome più caldo della corsa al Quirinale a poche ore dall&#8217;inizio delle consultazioni. Pierferdinando ha una dote incontestabile, cioè quella di <strong>sapersi riciclare con classe, aiutato indubbiamente dal suo volto piacevole e dal portamento signorile</strong>. É simpatico a molti e indigesto a quasi nessuno. Ha fatto l&#8217;amore (politicamente, s&#8217;intende) con molti: da Berlusconi a Fini, dagli esponenti della sinistra a quelli più radicali. Forse non piace ai 5 Stelle, che vorrebbero un magistrato a tutti i costi e che non voteranno Pietro Grasso solo perché sono più le volte che li ha cacciati dall&#8217;aula di quelle in cui è riuscito a mandare in galera un mafioso. <strong>Casini, dicevamo, </strong><strong>è</strong><strong> stato compagno di letto del Cav., ha appoggiato il governo Monti, Letta e Renzi</strong>. Insomma, dove si comanda lui c&#8217;è: una volta in maniera più visibile, ora nell&#8217;ombra.</p>
<p style="text-align: justify">Non gli mancano gli incarichi, certo. Ora è stato premiato con la presidenza di una Commissione Affari esteri. <strong>Domani, chiss</strong><strong>à</strong><strong>, con la Presidenza della Repubblica</strong>. Sì, perché l&#8217;interesse di Renzi è quello di non far cadere il patto del Nazareno. Berlusconi e il Premier si sono incontrati e scontrati sui nomi di <strong>Mattarella e Amato</strong>. Il primo, sostenuto dal segretario Pd, essendo un nome politicamente ininfluente e di caratura grigia, incapace probabilmente di contrastare la colorita corsa alle riforme dell&#8217;ex sindaco di Firenze. L&#8217;altro, <strong>il dott. Sottile, </strong><strong>è</strong><strong> caldeggiato da Berlusconi ed il perch</strong><strong>é</strong><strong> rimane un mistero pi</strong><strong>ù</strong><strong> incomprensibile di quelli di Fatima</strong>. Braccio destro di Craxi, ma non amato dal leader del fu Psi. Inoltre, non sarebbe una garanzia per le voglie di libertà dai servizi sociali del capo di Forza Italia. Insomma, Renzi e Berlusconi si trovano così al muro contro muro, e questo spiega il perché dell&#8217;uscita del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, dopo giorni di silenzio stampa sul toto-nomi. <strong>Il nome di Mattarella </strong><strong>è</strong><strong> un modo per tirare un po&#8217; la corda, stando attenti che non si spezzi</strong>.<strong> Ai renziani, infatti, non conviene rompere il patto</strong>. Se decidessero di ricucire in toto il Pd, concedendo un nome ben visto dalla minoranza di Bersani e soci, dovrebbero poi contare anche sulla loro fedeltà quando ci sarà da far passare le riforme. Il che non è scontato, e nella migliore delle ipotesi significherebbe rivedere l&#8217;impianto complessivo delle norme che riscrivono la Costituzione. Un rischio che val la pena correre?</p>
<p style="text-align: justify">Forse no. <strong>Perch</strong><strong>é</strong><strong> un nome capace di far passare ogni impasse in secondo piano esiste, ed </strong><strong>è</strong><strong> quello di Casini</strong>. Lui, insomma, il democristiano mai defunto, sopravvissuto alla morte della Dc, dei governi Berlusconi, del fallimentare appoggio al governo Monti. Per non parlare del più duro dei colpi ricevuti, ovvero quella campagna elettorale condotta con Scelta Civica, formazione che avrebbe dovuto spaccare il mondo (politico) e si è ritrovata disintegrata qualche giorno dopo il voto. <strong>Casini non ha solo amoreggiato con tutti, con molti ha anche litigato, ha spesso chiesto ed ottenuto la separazione.</strong> <strong>Ma non ha mai divorziato</strong> &#8211; ad eccezione che con la ex moglie, invaghito com&#8217;era della donna Caltagirone &#8211; con nessuno dei leader politici che sono passati e rimasti sulla scena. <strong>Berlusconi</strong>, pur sentitosi tradito più di una volta, come quando si è sfilato dal pentolone Pdl che voleva raccogliere tutte le formazioni dell&#8217;allora Casa delle Libertà, non solo lo ha perdonato, ma <strong>lo ritiene un amico. Forse pi</strong><strong>ù</strong><strong>, quasi un figlio. Ribelle alcune volte, come tutti i giovanotti, ma pur sempre un figlio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per questo ieri, in gran segreto, è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Lui stesso, come ha rivelato Kayser Soze su Panorama, avrebbe confessato di essere il nome giusto, &#8220;altrimenti Renzi non ha i voti&#8221;. E questo spiega la segretezza dell&#8217;arrivo in Piazza del Parlamento con i vetri oscurati, mentre gran parte di quelli che sono andati a ricevimento da Renzi lo hanno fatto alla luce del sole. Scoperto a causa della targa dell&#8217;auto blu (un errore tattico che poteva risparmiarsi), è da ieri sulle prime pagine dei giornali.</p>
<p style="text-align: justify">Può salvare il patto del Nazareno, è questa la sua arma vincente. Ma non solo. <strong>Durante la visita a Firenze, la Cancelliera tedesca Angela Merkel si </strong><strong>è</strong><strong> informata sulle possibilit</strong><strong>à</strong><strong> di Casini di arrivare al Colle</strong>. A rivelarcelo, una fonte vicina al Ppe in quei giorni nel capoluogo toscano. Un appoggio internazionale che potrebbe non guastare. E aiutare Pierferdinando a salire al Quirinale. Salvando così il Patto del Nazareno.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre, dicono alcuni, non dispiace nemmeno alla mamme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/il-vero-nome-e-casini-lo-vuole-anche-la-merkel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La bugia di Renzi sul fallimentare semestre di presidenza Ue</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/08/la-bugia-di-renzi-sul-fallimentare-semestre-di-presidenza-ue/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/08/la-bugia-di-renzi-sul-fallimentare-semestre-di-presidenza-ue/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 18:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Semestre presidenza Ue]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=722</guid>
		<description><![CDATA[Benedetta flessibilità. Da quando la crisi sta attanagliando le economie di mezza Europa, uno dei temi più ricorrenti è proprio la flessibilità di quel Patto di stabilità e crescita, corretto poi dal Fiscal Compact, che ha influenzato le sorti di Governi e Parlamenti. E che continua a far da padrone nel dibattito pubblico. Da qualche tempo, anche in Italia è tornato di moda e Matteo Renzi l’ha cavalcato come cavallo di battaglia per affrontare il semestre di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Nel suo ultimo discorso alla Camera dei Deputati, qualche giorno prima dell’ultimo Consiglio a guida italiana, ha rivendicato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="B" class="cap"><span>B</span></span>enedetta flessibilità. Da quando la crisi sta attanagliando le economie di mezza Europa, uno dei temi più ricorrenti è proprio la <strong>flessibilità di quel Patto di stabilità e crescita</strong>, corretto poi dal Fiscal Compact, che ha influenzato le sorti di Governi e Parlamenti. E che continua a far da padrone nel dibattito pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Da qualche tempo, anche in Italia è tornato di moda e <strong>Matteo Renzi l’ha cavalcato</strong> come cavallo di battaglia per affrontare il <strong>semestre di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea</strong>. Nel suo ultimo discorso alla Camera dei Deputati, qualche giorno prima dell’ultimo Consiglio a guida italiana, ha rivendicato le conquiste europee del suo Governo. Non staremo ad elencarle tutte, ovvio. Anche se non servirebbe molto tempo. Ci limiteremo a quella evidenziata dallo stesso Premier, il quale così si è rivolto ai parlamentari: «in questi sei mesi l&#8217;Europa ha cambiato il proprio approccio: (…) il Patto di stabilità e di crescita ha anche la «g» di <em>growth</em> e non soltanto la «s» di <em>stability</em>. È stato un elemento rilevante di novità, perché vorrei ricordare qui che quando venimmo in Parlamento, nel mese di giugno, <strong>per dire che avremmo posto il tema della flessibilità e della crescita, pochi pensavano che avremmo avuto successo</strong>». Una cosa è vera: nessuno credeva sarebbe riuscito ad ottenere alcunché. E in larga parte è stato proprio così. Più precisamente, se in Europa si parla maggiormente di crescita e flessibilità, se si propongono piani da 300 miliardi d’investimenti (anche se quelli reali sono molti, molti di meno), <strong>il merito non è tutto del Presidente del Consiglio, come vorrebbe far credere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Andiamo con ordine. L’Europa si batte il petto sulla necessità di far qualcosa in più per la crescita e qualcosa in meno per l’austerità da molto tempo. Ancor prima della crisi finanziaria iniziata nel 2008. Già, perché i vari articoli e codicilli del Patto di stabilità e crescita sono nati male, ed usati ancora peggio. Il primo ad accorgersene <strong>fu Romano Prodi</strong>, dal 1999 al 2004 Presidente della Commissione Europea. Il 17 ottobre del 2002, in un’intervista a <em>Le Monde</em> disse chiaramente che <strong>«il Patto di stabilità è stupido, come tutte le decisioni rigide»</strong>, asserendo fosse anche «imperfetto: bisogna avere uno strumento più intelligente e con maggiore flessibilità». Parole che crearono un putiferio. Solo sei anni dopo crollerà la <em>Lehman Brothers</em> e l’Europa opterà invece per la linea dell’austerità. E tante grazie alla flessibilità e ai consigli del professore.</p>
<p style="text-align: justify">Prima del drammatico crollo dei mercati, però, a riportare il tema sui tavoli di Bruxelles fu Berlusconi. <strong>Il 23 Novembre del 2004</strong> inviò una lettera al presidente di turno dell&#8217;Unione Europea, Jan Peter Balkenende. In sostanza <strong>Berlusconi chiedeva «un dibattito approfondito sulle rigidità nell&#8217;interpretazione e applicazione del Patto Ue, che non è solo di stabilità, ma anche di crescita</strong>». Il tutto mentre il Patto del Nazareno era soltanto un sogno da fantapolitica e Verdini non guidava la fronda filo-governativa di Forza Italia. I detrattori di Renzi, dunque, non possono gridare allo scandalo se quelle di Berlusconi erano proprio le stesse richieste che il governo attuale ha fatto diventare il proprio programma politico per l’ultima presidenza di turno italiana: «mettere al centro la crescita».</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, di flessibilità si discuteva ben prima dell’arrivo al governo del Sindaco di Firenze. Anche <strong>José Manuel Barroso</strong>, Presidente uscente della Commissione Ue che ha da poco ceduto il posto a Junker, in un discorso del <strong>29 ottobre del 2008</strong>, senza lasciare spazio a molte interpretazioni, scriveva: «noi dobbiamo continuare ad <strong>applicare le regole dell’Ue con la massima flessibilità permessa dai trattati</strong>». Inutile ricordare che agli annunci non seguirono i fatti. Anzi. Colpa della Germania, qualcuno dice. Eppure il <strong>25 Novembre del 2008</strong> in una lettera pubblicata simultaneamente da <em>Le Figaro</em> e dal <em>Frankfurter Allgemeine Zeitung</em>, il Cancelliere <strong>Angela Merkel </strong>e l’allora inquilino dell’Eliseo<strong> Nicolas Sarkozy</strong> ammisero che «<strong>il Patto di stabilità e crescita europeo prevede misure particolari per circostanze eccezionali</strong>… e le circostanze attuali sono eccezionali». Alla fine, però, non se ne fece nulla. O non abbastanza. Tanto che nel 2014 la crisi ancora colpisce famiglie e imprese dei Paesi europei e un Premier alle prime armi come <strong>Matteo Renzi può riscaldare la minestra e riproporla come se fossero lasagne fatte in casa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">È vero che «grazie al nostro Governo ora in Europa si parla di crescita» e flessibilità, come dice il premier? Come abbiamo visto, la novità è ben poca. Renzi non è stato il primo a parlare di flessibilità, né quello che l’ha fatto con maggior impeto. Nel programma elettorale delle primarie propose lo sforamento del famoso 3% del rapporto deficit/Pil, ma ha successivamente abbandonato l’idea in nome della «credibilità internazionale dell’Italia». Secondo, sono eventi come la <strong>crescita dei partiti anti-europeisti</strong> e la <strong>decisione della Francia di sforare i parametri</strong> ad aver spinto anche gli animi più riottosi a <strong>sposare la linea della maggiore flessibilità</strong>, incalzati con forza crescente da Mario Draghi, che tra una minaccia e l’altra sembra ormai pronto a iniettare liquidità fresca nel sistema economico europeo. Non Renzi, dunque. <strong>E quel semestre di Presidenza</strong>, decantato come periodo fondamentale per le sorti del Paese, come «occasione da non perdere», <strong>si è ormai concluso con un nulla di fatto</strong>. Altro che crescita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/08/la-bugia-di-renzi-sul-fallimentare-semestre-di-presidenza-ue/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Epifania, scuola e Matteo Renzi</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/08/epifania-scuola-e-matteo-renzi/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/08/epifania-scuola-e-matteo-renzi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 13:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Di Pede]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[La buona Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=710</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo il contributo dell&#8217;amico e collaboratore Franco di Pede a proposito del videomessaggio di Renzi su &#8220;La buona scuola&#8221;: È il giorno prima dell&#8217;epifania e Matteo Renzi alle ore 19:21 pubblica sulla sua pagina Facebook un videomessaggio sulla riforma della scuola. Inizia subito con l&#8217;elogiare la &#8220;discussione&#8221; proposta dal ministero nella quale si sono espressi docenti, dirigenti, studenti e tutti i componenti della scuola. Parla di un confronto sul web, ritenuto dalle istituzioni europee &#8220;la più grande campagna d&#8217;ascolto a livello continentale&#8221;, necessario e utile per costruire insieme ai cittadini una scuola migliore. Per Matteo la scuola non la fa &#8220;un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="R" class="cap"><span>R</span></span>iceviamo il contributo dell&#8217;amico e collaboratore Franco di Pede a proposito del videomessaggio di Renzi su &#8220;La buona scuola&#8221;:</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='680' height='413' src='http://www.youtube.com/embed/4RQcmrKNS5U?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0' allowfullscreen='true'></iframe></span></p>
<p style="text-align: justify">È il giorno prima dell&#8217;epifania e Matteo Renzi alle ore 19:21 pubblica sulla sua pagina Facebook un videomessaggio sulla riforma della scuola. Inizia subito con l&#8217;elogiare la &#8220;discussione&#8221; proposta dal ministero nella quale si sono espressi docenti, dirigenti, studenti e tutti i componenti della scuola. Parla di un confronto sul web, ritenuto dalle istituzioni europee &#8220;la più grande campagna d&#8217;ascolto a livello continentale&#8221;, necessario e utile per costruire insieme ai cittadini una scuola migliore. Per Matteo la scuola non la fa &#8220;un politico che passa di lì&#8221; ma tutti coloro che sono parte attiva del sistema educativo. Dunque il MIUR (Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca) ha avviato questa campagna comunicativa sulla base di un documento dallo stesso emesso che prende il nome di &#8220;La buona scuola&#8221;. Gli argomenti trattati sono vari e sviluppati in dodici punti mirano a cambiare radicalmente la nostra istituzione. Dal video sembra che il contributo dato sia fondamentale nella stesura delle norme della nuova riforma da presentare in parlamento il 28 febbraio. I dubbi però non sono pochi. Il Ministero prenderà davvero in considerazione le proposte degli italiani? Sarà davvero una svolta &#8220;salva scuola&#8221;? Alcuni sono fiduciosi, altri ritengono che il confronto sul web sia solo un contentino che dovrebbe da una parte accontentare i critici e dall&#8217;altra servire da scudo agli eventuali attacchi mediatici. Insomma una bella trovata. Inoltre, crea molta perplessità e incertezza pensare a come sia stata svolta l&#8217;analisi delle nuove proposte, con quale criterio alcune sono state scartate e altre mantenute. Naturalmente una cosa è certa, il banco decide il gioco e anche in questo campo il governo deciderà che carta dare alla nostra scuola. Si prevede una primavera calda.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/08/epifania-scuola-e-matteo-renzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
