<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Recensioni libri</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/recensioni-libri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>Alla ricerca dell&#8217;eros perduto con Lady Chatterley</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/06/05/alla-ricerca-delleros-perduto-con-lady-chatterley/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/06/05/alla-ricerca-delleros-perduto-con-lady-chatterley/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 13:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucciola della Ribalta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Refugium Peccatorum]]></category>
		<category><![CDATA[D. H. Lawrence]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[L'amante di Lady Chatterley]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura erotica]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri erotici]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=2649</guid>
		<description><![CDATA[«Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient&#8217;altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!» Con L&#8217;amante di Lady Chatterley  prende inizio il mio percorso alla scoperta della letteratura erotica. Come molti già sapranno il libro narra la storia di una giovane donna, Connie, sposata con Lord Clifford, uomo della bassa aristocrazia, ipocrita e formale . La vicenda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="first-child " style="text-align: justify"><em>«Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient&#8217;altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!»</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>on<b><i> L&#8217;amante di Lady Chatterley</i></b>  prende inizio il mio percorso alla scoperta della<b> letteratura erotica</b>. Come molti già sapranno il libro narra la storia di una giovane donna, Connie, sposata con Lord Clifford, uomo della bassa aristocrazia, ipocrita e formale . La vicenda è ambientata in Inghilterra, nel piccolo paese di Wragby, nel dopo guerra, in quella fase di ascesa animata da una forte spinta verso la modernità e il progresso. Nel corso del romanzo l&#8217;unione tra i coniugi Chatterley si allenta sempre più e la giovane donna cerca altrove il suo appagamento sessuale e morale.</p>
<p style="text-align: justify">Non voglio dilungarmi ad analizzare il tortuoso percorso di pubblicazione né le pecche e i pregi narrativi ma piuttosto soffermarmi sugli aspetti che in passato hanno marchiato il romanzo come scandaloso e osceno.</p>
<p style="text-align: justify">Per Lawrence il <b>sesso</b><b> è istinto, impeto, forza cieca primordiale.</b>  <b>È l&#8217;unico spiraglio di vita, l&#8217;unico approdo catartico in una realtà fiacca, vuota e senza anima.</b> Wragby è al contempo micro e macrocosmo, è un mondo privato del senso della fratellanza, di comunione. Un mondo sub-umano dove l&#8217;intera società si fonda sul nulla più assoluto, sull&#8217;apparenza caduca di un momento: «Il Nulla! Accettare il grande Nulla sembrò l&#8217;unico scopo della vita!».</p>
<p style="text-align: justify">Siamo di fronte a progressivo annichilimento dell&#8217;umanità. La stessa Connie finisce col sentirsi «sola e inutile, nemmeno più donna, solo un essere attanagliato dalla paura.» Depredata della sua femminilità e fertilità, Lady Chatterley è inutile, vuota e inesistente.<br />
I personaggi sono in piena regressione monologica, stretti in una morsa di irrealtà. Vuoto è il rapporto tra i due coniugi, vuoti i racconti scritti da Clifford, vuote le relazioni trai personaggi. A ciò si contrappone solo <strong>la forza sessuale, lo spasimo dell&#8217;orgasmo.</strong><b> L’autore non parla quindi della forza dell&#8217;amore, ma di puro e libero sesso, come massima fonte di vita generativa e rigenerativa.</b></p>
<p style="text-align: justify">Interessante è la rappresentazione<b> della figura femminile</b> (e modernissima, considerando che il romanzo risale al 1928). <b>La  donna riconquista la sua sessualità e l&#8217;emancipa da quella maschile</b>: gli orgasmi di Connie avvengono puntualmente dopo quelli del maschio, ed è quest’ultimo a diventare mezzo e strumento della donna: «che bello poter essere una baccante, in fuga per i boschi, e come in una baccanale, invocare Iacco: il fallo meraviglioso senza una personalità indipendente; un semplice dio al servizio della donna!».</p>
<p style="text-align: justify">Ho apprezzato particolarmente questo crescente anelito verso la primitività, ogni pagina più forte, fino a raggiungere l&#8217;apogeo ed esplodere nel punto centrale del romanzo.<br />
Il ritorno all&#8217;origine, all&#8217;istinto insieme pacificante e perturbante, mi fa invidia&#8230; vorrei lasciarmi abbandonare a tal flusso anche io, essere fanciulla per sempre.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/">Lucciola della Ribalta</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/06/05/alla-ricerca-delleros-perduto-con-lady-chatterley/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Giuliana Altamura e recensione di “Corpi di Gloria”: Premio Rapallo Carrige Opera Prima 2014</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/18/corpi-di-gloria-giuliana-altamura/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/18/corpi-di-gloria-giuliana-altamura/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2015 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Patrick Martinotta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Corpi di Gloria]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Altamura]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Martinotta]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Rapallo Carige Opera Prima 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=784</guid>
		<description><![CDATA[Esattamente un anno fa il piccolo gioiello letterario di una scrittrice esordiente ha invaso gli scaffali delle librerie e le pagine dei siti internet, fino a essere premiato col Premio Rapallo Carrige Opera Prima 2014. Già di primo impatto non è facile resistere al titolo evocativo e al richiamo della copertina, che ammicca in modo fulmineo e delicato come un malizioso segno della croce: sul basso il movimento orizzontale di un corpo femminile sublimato dalla luce solare che ne brucia la carne, lasciando soltanto un’ombra a coprire il viso; sullo sfondo, ma a occupare quasi l’intera pagina, lo slancio verticale di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="E" class="cap"><span>E</span></span>sattamente un anno fa il piccolo gioiello letterario di una scrittrice esordiente ha invaso gli scaffali delle librerie e le pagine dei siti internet, fino a essere premiato col Premio Rapallo Carrige Opera Prima 2014.</p>
<p><img class="wp-image-785 size-full alignright" title="Corpi di Gloria" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/corpi.jpg" alt="" width="191" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Già di primo impatto non è facile resistere al titolo evocativo e al richiamo della copertina, che ammicca in modo fulmineo e delicato come un malizioso segno della croce: sul basso il movimento orizzontale di un corpo femminile sublimato dalla luce solare che ne brucia la carne, lasciando soltanto un’ombra a coprire il viso; sullo sfondo, ma a occupare quasi l’intera pagina, lo slancio verticale di un corpo più inconsistente e astratto, un cielo “blu scuro come la notte”, che si riflette nello specchio dell’acqua con “l’oro delle stelle che brillano sul fondo”. La copertina e le prime righe già dicono tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non assaporavo un incipit tanto bello dalla lettura di Lo-li-ta. Lola, Dolly e Dolores sono le tre anime che racchiudono la creatura fiammeggiante di Nabokov. Senza bisogno di armarsi di allitterazioni o <em>lollipop</em>, a Giuliana Altamura basta un solo nome per evocare magicamente il doppio corpo della nostra protagonista, direttamente dall’immagine di copertina: Gloria è sdraiata, la sua carne è baciata da una luce verticale che misura la distanza fra la protagonista e quel cielo immenso che, come un delicato <em>fil rouge</em>, attraversa il racconto e verrà rievocato in maniera circolare nel finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dalla prima immagine, Gloria <em>è</em> carne e luce ed è questa sua doppia natura a giustificare il richiamo alchemico del titolo: “il ‘corpo di gloria’ – spiega l’autrice in un’intervista – indica il fine di quel processo di purificazione che porta il corpo a liberarsi della materia, a manifestare la luce dello Spirito che lo compenetra”. È tale tensione fra il corpo “fisico” e quello “glorioso” a rappresentare il centro gravitazionale dell’intera narrazione. Con un pregevole equilibrio degli elementi– che Altamura maneggia levigando con cura ogni dialogo, ogni frase, ogni parola – <em>Corpi di Gloria</em> non si limita a ripetere una variante della “gioventù bruciata” o del “Meridione carico di problemi”, ma sfrutta i temi archetipici dell’adolescenza e del Sud come elementi, rispettivamente, temporali e spaziali per esprimere la crescita della protagonista. Il Sud e l’adolescenza sono le due realtà – forse ormai le due irrealtà, i due altrove – che la giovane autrice barese è riuscita a descrivere e sublimare per farne da cornice al ritratto di Gloria.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso evento che – <em>coup de théâtre</em> – fornisce la scossa al meccanismo narrativo non sembra rappresentarne però il nucleo di senso. Nascosta fra i dialoghi e le avventure di droghe, teppismo e sesso facile descritte dalla quarta di copertina, ricorre una parola pronunciata sottovoce, ma che sembra urlata: “niente”. Come un sasso che, lanciato nell’acqua, viene subito riassorbito, come le finte effusioni fra Gloria e Cris – “nothing happens” (amava scrivere <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807018855/Niente/Janne_Teller.html">J</a><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807018855/Niente/Janne_Teller.html">anne Teller</a>) a Riva Marina o nel suo cielo sempre indisponibile, ma qualcosa è forse cambiato nei nostri personaggi, nella loro percezione della distanza del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nostra fragile prospettiva su questo frammento di mondo – dunque protagonista del nostro racconto – è Gloria silenziosa e luminosa, Gloria insensibile a ogni stimolo esterno e a ogni sapore, Gloria sempre sul punto di “brillare”. Il finale – senza troppo anticipare – è liberatorio, chiama in causa il fuoco, l’acqua e il cielo in una silenziosa esplosione alla <em>Zabriskie Point.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-786 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/corpi-2-300x131.png" alt="Cielo esploso - Zabrieskie Point" width="300" height="131" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Intervista</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono riuscito a fissare un appuntamento con Giuliana Altamura in un bar americano nel pieno centro di Milano. È trascorso poco tempo dalla sua premiazione al Rapallo-Carige Opera Prima, ma la giovane autrice sembra già a proprio agio nella parte dell’intervistata. Una volta ordinato – caffè nero e donuts rosa shocking – riesco subito a farla arrossire paragonandola a Zooey Deschanel: un perfetto stile da it-girl, un po’ bambolina un po’ rock, giacca di pelle e vestitino color blue Klein.</p>
<p><strong>1) La copertina e l’incipit si aprono all’insegna dell’azzurro del cielo, elemento che attraversa l’intero romanzo come un delicato <em>fil rouge</em>, segnando la distanza fra le vite quotidiane dei personaggi e i loro sogni cicatrizzati. <em>Corpi di Gloria</em>, a partire dalla scelta del titolo, è anche un elogio della leggerezza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">     Tutt’altro. Il cielo che incombe su Riva Marina è immenso, terso, quasi apocalittico. La sua luce senza ombre ha qualcosa di spietato. Gloria e i suoi amici ne avvertono tutto il peso, sono come schiacciati da una mancanza di senso che rende innocente qualsiasi loro azione, perfino l’omicidio. Quel cielo, come dici tu, incarna proprio la distanza fra le loro vite e l’impossibilità del sogno. Il titolo rimanda al concetto alchemico del <em>corpo di gloria</em>, l’ultima fase di un processo di trasformazione che porta la materia a liberare lo spirito che la compenetra, che la porta a «brillare». E allo stesso modo, i miei personaggi sono chiamati a mutare, a crescere, a tirare fuori il loro potenziale – e forse in questo senso, sì, ad acquisire leggerezza rispetto al peso del loro corpo con cui, come ogni adolescente, hanno un rapporto difficile da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) I problemi alimentari della protagonista non sembrano un elemento secondario, ma servono a esprimere la tensione che connota la personalità di Gloria: “Le sembra che ogni possibilità di quella vita parta da lì, da quel preciso istante in cui seduta su un asciugamano rosso ingoia del cibo qualunque accogliendolo nel proprio corpo, aspettando che si dissolva un po’ per volta, dentro di sé, come se fosse semplice”. Quali forme assume questo vuoto interiore che colpisce gli adolescenti d’oggi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>     </strong>I problemi alimentari di Gloria non sono che un riflesso della sua incapacità di accettare il mondo e la  dura legge del cambiamento che lo governa. Il vuoto che lei cerca di riempire non è che un vuoto di senso condiviso da tutti i personaggi, ma che ognuno di loro scarica in maniera diversa, con diverse valvole di sfogo, che sia il sesso, come nel caso di Cris, o la droga o il teppismo. È un vuoto che genera violenza, una violenza inespressa e diffusa, pronta a esplodere in qualsiasi momento e per le ragioni più futili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) <em>Corpi di Gloria</em> non si limita dunque a ripetere una variante della “gioventù bruciata” o del “Meridione carico di problemi”, ma sfrutta i temi dell’adolescenza e del Sud come elementi temporali e spaziali per esprimere la crescita della protagonista. In che modo ti rapporti coi tuoi primi trent’anni e le tue origini pugliesi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>     </strong>Esatto. La Puglia descritta nel romanzo, più che un luogo fisico, è l’espressione di un determinato stato d’animo, di un sentimento di sospensione che ho associato, anche per ragioni biografiche, all’adolescenza, vissuta come un’estate che sembra non avere fine, in cui tutto è ancora possibile. Ho lasciato Bari a 18 anni, ma ci torno spesso e con piacere, ritrovando ogni volta un conforto e un senso di protezione che solo la tua prima casa può darti, soprattutto adesso che mi riesce davvero difficile – per mille ragioni che vanno da una precarietà direi <em>storica</em> a una mia inquietudine caratteriale – definire un qualsiasi altro luogo con quel nome.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Gloria rappresenta la nostra fragile prospettiva su questo specchio di mondo che è Riva Marina, modello di piccolo paradiso capace di donare un pizzico di felicità solo quando si tenta di devastarlo. Come lo sguardo della protagonista, il tuo stile di scrittura è intenso, ma anche asettico e distaccato: ogni parola sembra misurata e levigata con cura. In che modo costruisci i tuoi romanzi? Segui delle tappe per arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>     </strong>Parto quasi sempre dal sentimento di un luogo, che è assieme un’idea e il paesaggio emotivo che la esprime, poi vengono i personaggi e poi tutto il resto. Strutturo a grandi linee una storia, ma scrivendo si finisce sempre da un’altra parte rispetto a quanto si era previsto, c’è una componente che sfugge sempre – e per fortuna – anche a una maniaca del controllo come me. Ho uno stile molto denso, sì, e ci lavoro moltissimo, tanto che mi è difficile scrivere più di una pagina al giorno. Ma, di conseguenza, la prima stesura non è mai molto lontana da quella definitiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) Dal punto di vista della trama non sembra esserci un solo protagonista, ma una serie di personaggi che di volta in volta emergono dallo sfondo per recitare il proprio ruolo, come stelle nel cielo sempre sul punto di “brillare”. È una polifonia a più voci dall’impianto saldamente teatrale e cinematografico. Che ruolo hanno avuto nella tua formazione e sul tuo stile di scrittura gli studi di musica, letteratura e teatro? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>    </strong> Sono stati sicuramente determinanti e saldamente intrecciati gli uni agli altri. Aver studiato musica fin da piccola ed essermi diplomata in violino ha aiutato sicuramente a sviluppare una sensibilità ritmica fondamentale per la scrittura, così come il senso della disciplina, altrettanto fondamentale. Mi sono poi laureata in lettere e addottorata in storia del teatro e questo credo dimostri la mia grande passione per la scrittura non soltanto come autrice, ma anche come studiosa, e stare al contatto coi grandi a tempo pieno genera un dialogo continuo che non può che arricchire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6) Nel libro riecheggiano delle atmosfere alla Bret Easton Ellis e alla Sophia Coppola, che a un certo punto viene anche implicitamente citata. Ti propongo un gioco: scegli un personaggio letterario e uno cinematografico che vorresti interpretare, e uno con cui passeresti il resto della tua vita.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;">     Cinematograficamente mi piacerebbe un bel mix fra Mia Wallace e Marie Antoinette, mentre letterariamente ho sempre avuto un debole per la <em>femme fatale</em> di memoria decadente: puoi pescarne una caso da <em>La carne, la morte e il diavolo </em>di Praz. Per quanto riguarda il mio uomo invece, sarà pure un “classico” tenebroso, ma nutro una profonda passione per Raskol’nikov.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7) Per scrivere di un Sud sublimato ti è servito un altrove: Milano, Bruxelles, Parigi. E oggi che sei stata definita una delle scrittrici emergenti del panorama letterario italiano, sotto quale cielo ti piacerebbe immaginarti? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>     </strong>Se si tratta d’immaginarmi, potrei cominciare a snocciolarti un elenco di remote città dell’Asia, ma poi ci toccherebbe ordinare la terza tazza di caffè. E comunque la risposta a questa domanda, per me, è sempre <em>altrove</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Patrick Martinotta</span></strong> &#8211; <a href="https://ciclopestrabico.wordpress.com/2014/10/19/corpi-di-gloria-giuliana-altamura/"><em>Rêveries</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/18/corpi-di-gloria-giuliana-altamura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
