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	<title>Torquemada &#187; Pink Floyd</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Pink Floyd: un fiume sempre in piena</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2014 20:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Antonio Orrico e Gianpaolo Capraro: Dopo anni di silenzio, Gilmour &#38; co. tornano alla ribalta con una nuova fatica: The Endless River. Ci è spettato l&#8217;arduo compito di recensirlo, visto lo spessore artistico della band. Ma partiamo dal concepimento dell&#8217;album: si sviluppa sulla base di alcune tracce di Richard Wright, compianto tastierista, registrate nel 1994, che David Gilmour e Nick Mason hanno rispolverato, costruendo 17 brani strumentali, sulla base delle stesse tracce di tastiera. Banale a dirsi, ma l&#8217;album è un chiaro tributo a Wright e, allo stesso tempo, racchiude tratti caratteristici degli album che hanno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><em><span title="R" class="cap"><span>R</span></span>iceviamo e pubblichiamo l’articolo di <b>Antonio Orrico </b>e <strong>Gianpaolo Capraro</strong>:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo anni di silenzio, Gilmour &amp; co. tornano alla ribalta con una nuova fatica: The Endless River.<br />
Ci è spettato l&#8217;arduo compito di recensirlo, visto lo spessore artistico della band.<br />
Ma partiamo dal concepimento dell&#8217;album: si sviluppa sulla base di alcune tracce di Richard Wright, compianto tastierista, registrate nel 1994, che David Gilmour e Nick Mason hanno rispolverato, costruendo 17 brani strumentali, sulla base delle stesse tracce di tastiera.<br />
Banale a dirsi, ma l&#8217;album è un chiaro tributo a Wright e, allo stesso tempo, racchiude tratti caratteristici degli album che hanno consentito loro di entrare nell&#8217;Olimpo della grande musica.<br />
In “The Endless River” manca l&#8217;ex bassista Roger Waters, rifiutatosi di prendere parte alle registrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;album è suddiviso in 4 “Sides”, connessi da un filo tematico riscontrabile nei titoli dei brani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo side inizia con un muro di tastiere e con delle raffinate chitarre acustiche, suonate con l&#8217;ausilio di molta effettistica, già ricorrente nel recente lavoro da solista di Gilmour “On an island”. Elemento particolare della prima traccia è il campionamento della voce di Stephen Hawking (già sperimentato in “High Hopes, Division Bell”).<br />
Sono palesi e mai troppo scontati i riferimenti, dal punto di vista strumentale, all&#8217;album “Animals” del 1977.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo side riprende parzialmente una tipologia di arrangiamenti dai quali gli stessi Pink Floyd si allontanarono dopo gli anni &#8217;70. I riferimenti più chiari sono quelli di “Dark side of the moon” (1973) e “Meddle” (1971), poiché Nick Mason si cimenta in pattern ripetuti alle percussioni e le atmosfere sono psichedeliche. Inoltre, oltre all&#8217;aiuto di altri bassisti e session-men, Gilmour registra anche parti di basso; altro strumento molto presente e utilizzato come in passato è il sax.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo side inizia con il brano “The lost art of conversation”, che introduce un argomento molto attuale, ossia la perdita della conversazione tra esseri umani, dovuta &#8211; probabilmente &#8211; al parallelo sviluppo della tecnologia. In “Night Light”, possiamo apprezzare un intreccio di sole tastiere e chitarre, in un connubio di suoni dal valore artistico inestimabile.<br />
In questo side è importante sottolineare la vicinanza a pietre miliari quali “The Wall” (1979) e “Atom Heart Mother” (1970). Quest&#8217;ultimo viene, addirittura, omaggiato nel brano “Autumn &#8217;68”, come una sorta di continuazione del brano “Summer &#8217;68”. Tutto ciò, ovviamente, scandisce la maturità artistica e musicale di Gilmour e soci che, con questa traccia, riprendono e completano il filo logico di uno dei loro album più famosi (ma non apprezzatissimo dalla critica!).</p>
<p style="text-align: justify;">Con “Calling” inizia il quarto e ultimo side, preparando l&#8217;ascoltatore, tramite sonorità più “ambient”, all&#8217;ultima traccia che è l&#8217;unica non strumentale.<br />
In questi pezzi, infatti, possiamo apprezzare più parti corali che si sposano egregiamente con atmosfere più rilassate e meno elaborate.<br />
Arriviamo adesso a “Louder than Words”, unico pezzo cantato e più “radiofonico” (in un&#8217;accezione positiva). Le metriche vocali richiamano in particolare a “Dark Side of the Moon” e “Division bell”, condito da un espressivo solo di chitarra, in pieno stile Gilmour. Il brano termina con alcune sequenze che riassumono il filo conduttore dell&#8217;intero concept album.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovendo scegliere, in un momento qualsiasi, di ascoltare un loro lavoro, non lasceremmo “The Endless River” come ultima scelta.<br />
Quindi possiamo affermare con certezza che “il fiume è sempre in piena” e quest&#8217;album è l&#8217;ultimo dei Pink Floyd solo dal punto di vista cronologico.</p>
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