<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Nazismo</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/nazismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>Ernst Jünger</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/08/08/ernst-junger/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/08/08/ernst-junger/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 16:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cavalieri del Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Ernst Junger]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione Conservatrice]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Reich]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>
		<category><![CDATA[Wandervogel]]></category>
		<category><![CDATA[WWI]]></category>
		<category><![CDATA[WWII]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=2841</guid>
		<description><![CDATA[«Dietro quale bandiera si stia è, in fondo, lo stesso, ma una cosa è certa: l’ultimo grigioverde o l’ultimo Poilu che fece fuoco e caricò nello scontro sulla Marna ha per il mondo un significato più grande di tutti i libri che questi letterati possono accatastare uno sull’altro.» Ernst Jünger nasce il 29 marzo 1895 a Heidelberg, primo dei sette figli di un farmacista. Da giovane, milita nei Wandervogel, i giovani scout romantici e patriottici. Due anni dopo, appena diciottenne, fugge da casa per arruolarsi nella Légion étrangère in Nord Africa, da cui evade per cercare di raggiungere l’Africa nera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>«Dietro quale bandiera si stia è, in fondo, lo stesso, ma una cosa è certa: l’ultimo grigioverde o l’ultimo </em>Poilu<em> che fece fuoco e caricò nello scontro sulla Marna ha per il mondo un significato più grande di tutti i libri che questi letterati possono accatastare uno sull’altro.»</em></p></blockquote>
<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="E" class="cap"><span>E</span></span>rnst Jünger <strong>nasce il 29 marzo 1895 a Heidelberg, primo dei sette figli di un farmacista</strong>. Da giovane, milita nei <strong><em>Wandervogel</em></strong>, i giovani scout romantici e patriottici. Due anni dopo, appena diciottenne, fugge da casa per arruolarsi nella <em>Légion étrangère</em> in Nord Africa, da cui evade per cercare di raggiungere l’Africa nera. Rimpatriato, nel 1914, affronta anticipatamente l’esame di stato (<em>Abitur</em>), per arruolarsi come volontario al fronte nel 73° Reggimento Fucilieri “Gibraltar”.</p>
<p style="text-align: justify">Ferito a Les Eparges (aprile 1915), segue un corso da alfiere durante la convalescenza, diventando ufficiale, e passando poi a comandare i reparti d’assalto (<strong><em>Stoßtruppen</em></strong>). Nei due anni successivi combatte nella <strong>Battaglia della Somme</strong> a Guillemont e Combles (agosto 1916), nella <strong>Battaglia di Arras</strong> (aprile 1917), nella <strong>Terza Battaglia di Ypres</strong> (luglio e ottobre 1917), nella <strong>Battaglia di Cambrai</strong> (novembre 1917) e nell’<strong>Offensiva di Primavera</strong> (marzo 1918), venendo ferito in tutto quattro volte e decorato con la Croce di Ferro di Prima Classe (gennaio 1917), con il <em>Kronenorden von Hohenzollern </em>(novembre 1917) e infine con la <em>Pour le Mérite</em>, la più alta decorazione prussiana (settembre 1918), concessa solo a una dozzina di ufficiali inferiori (tra cui Rommel e Richthofen). La riceve a soli 23 anni, nonostante il parere contrario di Hindenburg, ed è stato l’ultimo sopravvissuto tra i portatori.</p>
<div id="attachment_2843" style="width: 218px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/139801-004-6FD6551D.jpg"><img class="wp-image-2843 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/139801-004-6FD6551D-208x300.jpg" alt="139801-004-6FD6551D" width="208" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il ventitreenne Jünger che indossa la &#8220;Pour le Mérite&#8221;</p></div>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo, a partire dalla pubblicazione del  romanzo autobiografico <em>Nelle tempeste d’acciaio</em> (1920), e di altre opere (<em>La lotta come esperienza interiore</em>, <em>Il tenente Sturm</em>, <em>Boschetto 125</em>, <em>Fuoco e sangue, Il cuore avventuroso</em>), basate sulle sue esperienze al fronte, diventa un protagonista dell’ala nazional-rivoluzionaria della <strong>Rivoluzione Conservatrice</strong>. Diviene così amico intimo di grandi figure intellettuali quali il filosofo <strong>Martin Heidegger</strong>, il giurista <strong>Carl Schmitt</strong>, il nazionalbolscevico <strong>Ernst Niekisch</strong> e lo scrittore <strong>Ernst von Solomon</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Coerentemente alle sue posizioni, <strong>mantiene le distanze dal <em>Reich</em> hitleriano</strong>, il cui stile volgare e demagogico gli ripugna e i cui progetti grandiosi lo lasciano scettico. Anche se la sua casa fu perquisita dalla Gestapo e l’uscita dei suoi libri taciuta dalla stampa, <strong>per ordine del Führer in persona, che ne ammira le opere letterarie, non gli è torto un capello, neanche dopo la pubblicazione del romanzo criptostorico <em>Sulle scogliere di marmo</em>, da molti considerata una critica allegorica al regime.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nell’agosto 1939, è richiamato alle armi col grado di capitano</strong>, comandando dapprima una postazione della Linea Sigfrido, poi partecipando all’avanzata in Francia. <strong>Dal 1940 al 1944, è di stanza alla guarnigione di Parigi</strong>, come membro dello stato maggiore del comandante la piazza, il generale Stülpnagel. Oltre al lavoro d’ufficio e alle escursioni entomologiche, frequenta i salotti artistici e intellettuali di Parigi, conoscendo, tra gli altri, <strong>Céline</strong> e <strong>Picasso</strong>. <strong>Inoltre continua a essere una figura importante negli ambienti dell’opposizione militare al regime. Perciò, dopo l’attentato del 20 luglio, non risultando prove a suo carico, e viene dimesso dall’esercito con disonore.</strong></p>
<div id="attachment_2844" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/Jünger-Schmitt.jpg"><img class="wp-image-2844 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/Jünger-Schmitt-300x200.jpg" alt="Jünger, Schmitt" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Ernst Jünger a Parigi con Carl Schmitt</p></div>
<p style="text-align: justify">Nello stesso anno, il suo primogenito, Ernst, cadetto della <em>Kriegsmarine</em>, cade in battaglia presso Carrara, dove era in forze ad un battaglione di disciplina, stante la sua punizione per attività sovversiva. Nel 1945, è riarruolato come comandante della locale compagnia del <em>Volksturm</em>, ruolo in cui si adopera per limitare le distruzioni e le vittime presso i civili. <strong>Dopo la guerra, rifiuta di compilare il formulario per la denazificazione, e inizialmente gli è proibito di pubblicare.</strong> Per questo motivo, si sposta a Ravensburg, sul Bodensee, nella zona d’occupazione francese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nel 1950, si trasferisce stabilmente nel villaggio di Wilflingen, in Alta Svevia,</strong> dove prende dimora nella foresteria del maniero dei Conti von Stauffenberg. Qui vive fino alla morte, continuando però a viaggiare in tutto il mondo e a dedicarsi alle sue passioni: dalla letteratura all’entomologia. <strong>Dialoga di filosofia con Schmitt e Heidegger, si occupa di esoterismo insieme ad Eliade, sperimenta l’acido lisergico con Albert Hoffmann, raggiunge l’Indonesia per rivedere la Cometa di Halley.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il suo valore come filosofo e scrittore è presto riconosciuto anche dalla nuova Repubblica Federale Tedesca, che lo riabilita e decora. Nel 1984, in occasione del 70° anniversario della Prima Guerra Mondiale, parla al memoriale di Verdun, insieme con il cancelliere tedesco Helmut Köhl e il presidente francese socialista François Mitterrand, entrambi suoi ammiratori. <strong>Alla verde età di 101 anni si converte infine al cattolicesimo. Muore il 17 febbraio 1998 ed è sepolto nel piccolo cimitero locale, insieme ai figli e alle mogli.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/junger2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2846 alignleft" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/junger2-300x196.jpg" alt="junger2" width="300" height="196" /></a> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/97005473.jpg"><img class="size-medium wp-image-2842 alignright" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/97005473-200x300.jpg" alt="97005473" width="200" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/08/08/ernst-junger/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In difesa di Martin Heidegger. Contro l&#8217;inautenticità della società capitalista</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/03/19/in-difesa-di-martin-heidegger-contro-linautenticita-della-societa-capitalista/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/03/19/in-difesa-di-martin-heidegger-contro-linautenticita-della-societa-capitalista/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 23:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Repaci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Essere]]></category>
		<category><![CDATA[Essere e Tempo]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Heidegger]]></category>
		<category><![CDATA[Irrilevanza]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni Neri]]></category>
		<category><![CDATA[Sein und Zeit]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=2133</guid>
		<description><![CDATA[In questi ultimi tempi Martin Heidegger (1889-1976), soprattutto in seguito alla recente pubblicazione in Germania dei primi tre volumi dei Quaderni Neri (Schwarze Hefte), è divenuto oggetto di una campagna diffamatoria a causa della sua adesione al regime nazionalsocialista che governò la Germania dal 1933 al 1945. Attraverso questa sua –  indubbiamente deprecabile – scelta politica, che fra l&#8217;altro gli costò la proibizione dell&#8217;insegnamento tra il 1945 e il 1951, si vuole condannare in blocco tutto il pensiero heideggeriano. Secondo i suoi detrattori l&#8217;appoggio dato dal filosofo tedesco alla dittatura di Adolf Hitler non sarebbe qualcosa di accidentale bensì lo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>n questi ultimi tempi Martin Heidegger (1889-1976), soprattutto in seguito alla recente pubblicazione in Germania dei primi tre volumi dei <em>Quaderni Neri </em>(<em>Schwarze Hefte</em>), è divenuto oggetto di una campagna diffamatoria a causa della sua adesione al regime nazionalsocialista che governò la Germania dal 1933 al 1945. Attraverso questa sua –  indubbiamente deprecabile – scelta politica, che fra l&#8217;altro gli costò la proibizione dell&#8217;insegnamento tra il 1945 e il 1951, si vuole condannare in blocco tutto il pensiero heideggeriano. Secondo i suoi detrattori l&#8217;appoggio dato dal filosofo tedesco alla dittatura di Adolf Hitler non sarebbe qualcosa di accidentale bensì lo sbocco naturale della sua filosofia. <strong>Noi non solo non condividiamo questa tesi ma anzi riteniamo che questo attacco verso la figura di Heidegger non sia casuale. A nostro avviso egli viene demonizzato dall&#8217;attuale pensiero unico dominante perchè è stato un critico del capitalismo sia nel suo primo periodo, definito un po&#8217; impropriamente «esistenzialistico» che nel suo secondo periodo dopo la cosiddetta «svolta» (<em>Kehre</em>). </strong> L&#8217;autore di <em> Essere e Tempo </em>infatti ha fornito attraverso la sua elaborazione filosofica strumenti concettuali indispensabili per avanzare una critica radicale alla realtà esistente. Analizziamo ad esempio il concetto heideggeriano di «morte». Essa viene identificata dal filosofo come la possibilità «più propria dell&#8217;Esserci», scegliendo la quale l&#8217;uomo ritrova il suo essere più autentico. <strong>Mentre tutte le altre possibilità infatti pongono l&#8217;uomo in mezzo alle cose o fra gli altri uomini, la possibilità della morte isola l&#8217;uomo con se stesso. Nel riconoscere la possibilità della morte, l&#8217;uomo ritrova il suo essere più autentico e «comprende» veramente se stesso. L&#8217;esistenza inautentica, l&#8217;esistenza del «man» del «Si» anonimo ed impersonale in cui tutto è livellato, reso convenzionale e insignificante, è una costante fuga dinnanzi alla morte</strong>. L&#8217;individuo la considera come un caso fra i tanti della vita di ogni giorno e cerca di non pensarci. <strong>Mentre nelle società precapitalistiche (ma ancora nel capitalismo «borghese») la morte era considerata un evento naturale della vita, oggi essa è segregata, condannata, nascosta e fatta oggetto di imbarazzo.</strong> Un tempo il moribondo veniva accudito a casa dai parenti sino al momento del trapasso all&#8217;interno di un rituale che teneva unita tutta la famiglia. Gli anziani raccontano di come fosse assolutamente normale portare i bambini a vedere il corpo del defunto nel suo letto. Attualmente invece vediamo divi del cinema o della musica che attraverso la chirurgia plastica cercano (molte volte producendo spettacoli ridicoli e penosi) di eliminare i segni del tempo che passa. Oggi non si muore più nel proprio talamo ma in freddi ospedali: non più circondati dall&#8217;affetto dei familiari, ma da infermieri e medici. <strong>Ci sentiamo di condividere pienamente il giudizio del nostro defunto maestro Costanzo Preve quando asseriva che il momento cruciale in cui l’ammalato si dirige verso la morte è oggi indubbiamente più «osceno» degli organi genitali maschili e femminili.</strong> Se da una parte è perfettamente lecito mostrare in televisione seni e glutei scoperti o addirittura rapporti sessuali espliciti, la figura di una persona morente non viene mai fatta vedere. <strong>E questo perchè la morte rappresenta ciò che di più scabroso possa esserci all&#8217;interno della società capitalistica: la fine del consumo.</strong> Un&#8217;esistenza autentica è dunque impossibile all&#8217;interno del capitalismo.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/mustard-yellow-sein-und-zeit1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2135 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/mustard-yellow-sein-und-zeit1-300x217.jpg" alt="mustard-yellow-sein-und-zeit1" width="300" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Prendiamo in esame per un momento le tre categorie che per Heidegger caratterizzano l&#8217;esistenza inautentica ovvero la chiacchiera (<em>Gerede</em>), la curiosità (<em>Neugier</em>) e l&#8217;equivoco (<em>Zweideutigkeit</em>). Queste tre categorie, benchè siano state esposte in un libro risalente al lontano 1927, descrivono michelangiolescamente l&#8217;odierna società dello spettacolo, la manipolazione mediatica e la degradazione della comunicazione. Il linguaggio che è per sua natura lo <em>svelamento </em>dell&#8217;essere, ciò con cui l&#8217;essere stesso si esprime e prende corpo, diventa nell&#8217;esistenza anonima chiacchiera inconsistente. Un&#8217;esistenza così vuota cerca ovviamente di riempirsi ed è dunque morbosamente protesa verso il nuovo: la curiosità è quindi l&#8217;altro suo carattere dominante. Una curiosità si badi bene non per l&#8217;essere delle cose ma per la loro apparenza visibile, il che genera inevitabilmente l&#8217;equivoco.<strong> La moderna società capitalistica infatti è una società dell&#8217;irrilevanza, della rimozione della morte quale interruzione del consumo, e infine della disattenzione pianificata e organizzata.</strong></p>
<p><strong>Ciò che caratterizza la riproduzione sociale del capitale e che ne costituisce il maggiore punto di forza è l&#8217;assoluta irrilevanza  e indifferenza verso ogni tipo di comportamento.</strong> Contrariamente a quanto accadeva nel mondo antico e nella società feudale e signorile <strong>il potere all&#8217;interno della modernità non ha più bisogno di metodi di coercizione fisica per neutralizzare le opinioni potenzialmente pericolose. Esso si limita marginalizzarle e a ghettizzarle attraverso un fenomeno che a suo tempo Herbert Marcuse definì «tolleranza repressiva». Si verifica una concessione di libertà apparenti a patto che non ledano gli interessi dominanti ma che anzi ne garantiscano e ne rafforzino la persistenza della repressione.</strong> Ognuno infatti oggi è «libero» di esprimere la propria opinione, anche radicale, nella misura in cui essa rimanga pura chiacchiera ineffettuale.</p>
<p style="text-align: justify">Se si vuole davvero muovere un&#8217;opposizione sensata al pensiero di Heidegger bisogna piuttosto criticare la sua sfiducia verso la possibilità di superare il tecno-capitalismo attraverso la prassi umana e non certo rinfacciandogli il proprio passato nazista.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; quindi il continuo richiamo heideggeriano ad «Essere-per-la-morte» (Sein zum Tode) e al rifuggire dall&#8217;esistenza inautentica della modernità capitalista a rendere la  filosofia del «mago di Messkirch» ancora pericolosa per l&#8217;attuale capitalismo neoliberista e finanziarizzato che si trova costretto a delegittimarlo per i suoi biasimevoli trascorsi politici.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/03/19/in-difesa-di-martin-heidegger-contro-linautenticita-della-societa-capitalista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
