<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Monti</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/monti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>La cena dei cretini: tra i due litiganti il marò non gode</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/la-cena-dei-cretini-tra-i-due-litiganti-il-maro-non-gode/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/la-cena-dei-cretini-tra-i-due-litiganti-il-maro-non-gode/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 09:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Cavazza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[enrica lexie]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[la russa]]></category>
		<category><![CDATA[marò]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1472</guid>
		<description><![CDATA[La vicenda dell&#8217;Enrica Lexie, agli albori del 2015, non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Ma si sa, noi Italiani siamo un popolo strano. Spesso dimentichiamo i fatti; spesso nemmeno li vogliamo sapere con esattezza, poiché temiamo che possano costringerci a cambiare idea. Spesso non ce l&#8217;abbiamo nemmeno, una vera e propria idea. Per questo ho deciso di non dar nulla per scontato e di trattare questo delicato argomento partendo dal principio. Innanzitutto ritengo giusto ricordare ai lettori che se oggi ci troviamo invischiati in questa faccenda, prima ancora che al governo Monti, lo dobbiamo all&#8217;ex ministro della difesa Ignazio La Russa,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a vicenda dell&#8217;Enrica Lexie, agli albori del 2015, non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Ma si sa, <strong>noi Italiani siamo un popolo strano</strong>. Spesso dimentichiamo i fatti; spesso nemmeno li vogliamo sapere con esattezza, poiché temiamo che possano costringerci a cambiare idea. Spesso non ce l&#8217;abbiamo nemmeno, una vera e propria idea. Per questo ho deciso di non dar nulla per scontato e di trattare questo delicato argomento partendo dal principio.</p>
<p style="text-align: justify">Innanzitutto ritengo giusto ricordare ai lettori che se oggi ci troviamo invischiati in questa faccenda, prima ancora che al governo Monti, lo dobbiamo all&#8217;<strong>ex ministro della difesa Ignazio La Russa</strong>, che nel corso dell&#8217;agosto 2011, durante l&#8217;ultimo governo Berlusconi, aveva deciso di <strong>legalizzare la presenza di militari a difesa di imbarcazioni private</strong>. Perchè la gente non si chiede mai che diavolo ci facessero dei militari italiani a bordo di una dannata petroliera? I nostri soldati erano stati ingaggiati per scongiurare possibili attacchi pirata, ma non erano certo impegnati a difendere la patria e a rappresentare l&#8217;Italia nel mondo. Erano sotto contratto con armatori privati e prestavano i loro servizi a difesa di interessi privati. Tenetelo a mente, poiché questo aspetto risulterà cruciale nel corso di questa vicenda.</p>
<p style="text-align: justify">Com&#8217;è tristemente noto, il 15 febbraio 2012, al largo della costa del Kerala (India Sud Occidentale), intorno alle 16.30 locali, <strong>il peschereccio indiano St. Antony, con 11 persone a bordo, è bersaglio di svariati colpi d&#8217;arma da fuoco</strong>. La St. Antony riporta immediatamente l&#8217;incidente alla guardia costiera del distretto di Kollam che subito contatta via radio L&#8217;Enrica Lexie, chiedendo se fosse stata coinvolta in un attacco pirata. Dall&#8217;Enrica Lexie confermano e viene chiesto loro di attraccare al porto di Kochi per fornire chiarimenti. <strong>La Marina italiana ordina a Umberto Vitelli, capitano della Enrica Lexie, di NON dirigersi verso il porto e di NON far scendere a terra i militari italiani</strong>. Tuttavia il capitano, che è un civile e risponde agli interessi dell&#8217;armatore, non agli ordini dell&#8217;Esercito, asseconda le autorità Indiane. La notte del 15 febbraio sui corpi delle due vittime viene effettuata l&#8217;autopsia e il 19 Febbraio Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, due dei sei marò che si trovavano a bordo della petroliera italiana, <strong>vengono arrestati con l&#8217;accusa di omicidio</strong>. Da questo momento ha avuto inizio una delle commedie più grottesche mai rappresentate dal teatro della politica internazionale.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-liberi.jpg"><img class="wp-image-1474 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-liberi-300x219.jpg" alt="India, i maro' escono dal carcere di Trivandrum per incontrare le loro famiglie" width="381" height="278" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Da una parte abbiamo visto l&#8217;India, paese famoso per la curiosa abitudine di dividere in caste la propria popolazione, ergersi con grande livore contro i soldati cattivi che si presume abbiano ucciso due poveri pescatori, i quali prima di questa vicenda sarebbero stati considerati meno che merda respirante da qualsiasi tribunale indiano. Dall&#8217;altra parte abbiamo visto l&#8217;Italia, nei primi decisivi confronti col governo indiano, come un bambino grassoccio e balbuziente consapevole di averla fatta grossa e di non poter rimediare in alcun modo, sputacchiare argomentazioni giuridiche inesistenti miste a pezzetti di pandoro insalivato.</p>
<p style="text-align: justify">La prima e principale argomentazione sfoderata dai diplomatici Italiani fu quella che <strong>sosteneva che l&#8217;Enrica Lexie si trovasse in acque internazionali</strong> e che, di conseguenza, la giurisdizione dovesse essere quella italiana. Ancora oggi questa è la tesi più sbandierata dai sostenitori dei nostri Marò, ma la verità è molto più complessa. Secondo i principi della <strong>convenzione internazionale di Montego Bay sul diritto del mare</strong>, ratificata sia dall&#8217;Italia che dall&#8217;India, il mare territoriale di uno stato è quella porzione di mare adiacente alla costa dello stato in questione e sulla quale lo stato stesso può esercitare la propria sovranità territoriale in modo del tutto analogo al territorio corrispondente alla terra ferma. <strong>È di 12 miglia dalla costa il limite fissato dal diritto internazionale per stabilire la porzione di mare che si deve considerare come mare territoriale</strong>. <strong>Vi sono altre porzioni di mare più vaste sulle quali uno stato può far valere dei diritti</strong>, come la Zona Contigua e la Zona Economica Esclusiva, <strong>ma i poteri che possono essere esercitati in questi casi non hanno nessun rilievo con la specie in esame</strong>. Infatti nella Zona Contigua il potere dello stato costiero è limitato alla prevenzione e repressione delle infrazioni alle leggi doganali, fiscali, di immigrazione e sanitarie, e, nella Zona Economica Esclusiva, a tutto ciò che riguarda lo sfruttamento delle risorse marine.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sembrerebbe accertato che il fatto sia avvenuto a circa 20,5 miglia dalla costa indiana e quindi oltre i limiti del mare territoriale</strong>. A questa distanza si rientrerebbe entro i limiti della Zona Contigua e della Zona Economica Esclusiva ma come abbiamo visto, nel caso in esame, non sono porzioni di mare sulle quali il governo Indiano poteva far valere la propria giurisdizione penale. <strong>Queste analisi sembrerebbero dunque dare credito alle tesi dei giuristi italiani</strong>, anche sulla base del fatto che secondo la legge italiana, in accordo con le risoluzioni dell&#8217;Onu che regolano la lotta alla pirateria internazionale, i marò a bordo della Enrica Lexie devono essere considerati personale militare in servizio su territorio italiano &#8211; la petroliera batteva bandiera italiana &#8211; e dovrebbero godere quindi dell&#8217;immunità giurisdizionale nei confronti di altri Stati. Tuttavia c&#8217;è un problema: <strong>tutte queste illustrissime e giustissime considerazioni sarebbero state valide se il pavido e ossequioso capitano della Enrica Lexie avesse evitato di attraccare sul territorio Indiano e avesse continuato il proprio viaggio lungo le acque internazionali</strong>. L&#8217;eventuale arresto o qualsiasi atto coercitivo da parte delle autorità indiane in alto mare avrebbe costituito una flagrante violazione dei trattati internazionali. Il nocciolo del problema è proprio questo: i marò italiani, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, sono stati condotti dal capitano della Enrica Lexie in territorio indiano! Da questo momento ogni genere di argomentazione in merito alle acque internazionali ha automaticamente perso spessore. <strong>L&#8217;arresto dei marò ad opera delle autorità indiane è stato legittimo</strong>, come rimane legittimo il fatto che ora l&#8217;India pretenda di sottoporre questi due poveracci alla propria giurisidizione.</p>
<p style="text-align: justify">Altra tesi che si è cercato di far valere in maniera piuttosto goffa e incoerente, è quella secondo cui <strong>in realtà non sarebbero stati i marò a sparare, poiché c&#8217;era un&#8217;altra nave nelle vicinanze</strong>. Nel rapporto consegnato in un primo momento dai membri dell’equipaggio dell’Enrica Lexie alle autorità indiane e italiane si specifica che Latorre e Girone hanno sparato tre raffiche in acqua, come da protocollo, man mano che l’imbarcazione sospetta si avvicinava all’Enrica Lexie. Gli indiani sostengono invece che i colpi siano stati esplosi con l’intenzione di uccidere, come si vede dai 16 fori di proiettile sulla St. Antony. <strong>Gli esami basilistici successivi, alla presenza anche di un team di esperti Italiani, hanno confermano che a sparare contro la St. Antony furono due fucili Beretta in dotazione ai marò</strong>, fatto supportato anche dalle dichiarazioni degli altri militari italiani e dei membri dell’equipaggio a bordo sia dell’Enrica Lexie che della St. Antony. I più ottusi, pur davanti a questi fatti, citano spesso <strong>il mistero della Olympic Flair</strong>, una nave mercantile greca che sarebbe stata attaccata dai pirati il 15 febbraio, sempre al largo delle coste del Kerala. La notizia, curiosamente, è stata pubblicata esclusivamente dalla stampa italiana, e il 21 febbraio la Marina mercantile greca ha categoricamente escluso qualsiasi attacco subito dalla Olympic Flair (Ergo: <em>ma de che stiamo a parlà?</em>).</p>
<p style="text-align: justify">Pur essendo convinto del fatto che chiunque, di fronte a dati come questi, sarebbe in grado di giungere autonomamente a delle conclusioni pseudo-sensate, preferisco ugualmente tirare un po&#8217; le somme e terminare l&#8217;articolo con alcune mie personali riflessioni. Ci tengo a precisare innanzitutto che personalmente, al di la dei toni usati nell&#8217;articolo, volutamente provocatori, <strong>nutro grande stima per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone</strong>. <strong>Non li stimo in quanto militari ma in quanto uomini</strong>. Come militari, se mai dovesse essere accertato che sono stati effettivamente loro ad uccidere i pescatori, sono stati pessimi. Non hanno saputo mantenere il sangue freddo che ci si aspetterebbe da personale addestrato ed hanno sparato ripetutamente contro una nave civile uccidendo due poveretti che ora meritano giustizia. Tuttavia, come uomini, non sono mai venuti meno alla parola data e pur avendone avuto occasione (Es: Natale del 2012) non hanno mai approfittato delle (poche) concessioni del governo Indiano per evitare di sottrarsi alle proprie responsabilità. Inoltre non hanno mai rilasciato dichiarazioni polemiche ed hanno sopportato stoicamente ogni minuto di questo inferno che si protrae ormai da tre anni.</p>
<p style="text-align: justify">Totalmente <strong>riprovevole considero dall&#8217;altra parte il comportamento delle autorità indiane</strong>, che seppure entro i limiti della piena legittimità formale, pur essendo trascorsi tre anni, non hanno ancora nemmeno cominciato il processo contro i nostri soldati. Ma ciò che più di ogni altra cosa <strong>ritengo biasimabile è stato il comportamento dei media e di alcuni movimenti politici italiani</strong>, che senza la minima obbiettività ci hanno schifosamente presentato fin da subito un quadro della situazione parziale e poco corretto. I marò sono stati rappresentati per anni come veri e propri eroi; martiri abbandonati dalla terra natia nelle grinfie di brutti e cattivi stranieri negri. Ciò non ha permesso ai cittadini italiani di comprendere appieno la delicatezza della questione. <strong>Ancora oggi le persone tendono ad attribuire la responsabilità dell&#8217;accaduto ai governi successivi al fattaccio, quando invece i veri responsabili sono coloro che vennero PRIMA</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-apu.jpg"><img class="wp-image-1477 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marò-apu-300x235.jpg" alt="marò apu" width="333" height="261" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ma cosa diavolo avrebbe potuto fare il governo Monti e cosa può fare ad oggi il governo Renzi per risolvere questo vischiume? <strong>Formalmente l&#8217;India è pienamente legittimata a trattenere i marò</strong>. Dall&#8217;altra parte non c&#8217;è stato uno straccio di alleato che abbia accettato di affiancarsi a noi in questa triste vicenda: l&#8217;Europa e l&#8217;America ci hanno totalmente abbandonati. Cosa possiamo fare ora come ora? L&#8217;unica soluzione oltre alla semplice diplomazia sarebbe una vera e propria invasione militare, possibilità da molti stupidamente auspicata ma chiaramente inopportuna.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La verità è che i marò su quella petroliera non avrebbero dovuto mai salirci</strong>. L&#8217;ex ministro della Difesa La Russa non avrebbe mai dovuto permettere il verificarsi di una simile impasse. <strong>Abbiamo messo dei militari al servizio di interessi privati senza minimamente preoccuparci di disciplinare minuziosamente i termini dell&#8217;accordo</strong>. Di fronte alle pressioni indiane il capitano della Enrica Lexie ha letteralmente consegnato i nostri soldati alle autorità locali, che ora giustamente, anche per non sfigurare di fronte alla propria opinione pubblica, non possono liberarli come se niente fosse. <strong>Vi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo indiano, fra l&#8217;altro espressione di una destra nazionalista, decidesse di restituirci i marò?</strong> I giornali indiani tuonerebbero contro le istituzioni che si sono lasciate ricattare dall&#8217;invasore occidentale. <strong>L&#8217;India sta semplicemente tutelando i propri interessi, esattamente come pretenderemmo di fare noi se soldati indiani fossero venuti a sparare a dei pescatori siciliani</strong>. La verità è che ad oggi c&#8217;è veramente poco da fare. Tutti gli errori più gravi sono stati compiuti ancor prima che questa vicenda si realizzasse. Gli slogan degli attivisti destroidi che quotidianamente urlano a gran voce “Rivogliamo i nostri Marò” sono inutili quanto pietosi.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ridateci-i-marò.jpg"><img class="wp-image-1475 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ridateci-i-marò-209x300.jpg" alt="ridateci i marò" width="258" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ci sono solo quattro personaggi, in questo ombroso teatrino, che avrebbero veramente il diritto di lamentarsi: due sono sottoterra. Gli altri preferiscono molto onorevolmente restare in silenzio</strong>; dovrebbero fare altrettanto anche tutti gli altri leoni da bar che quotidianamente vomitano luoghi comuni su questioni complesse di cui non sanno nulla.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/06/la-cena-dei-cretini-tra-i-due-litiganti-il-maro-non-gode/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scelte, amori ed abbandoni politici del Partito dei Media</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/scelte-amori-ed-abbandoni-politici-del-partito-dei-media/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/scelte-amori-ed-abbandoni-politici-del-partito-dei-media/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 15:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[De Bortoli]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Scalfari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=279</guid>
		<description><![CDATA[In Transatlantico sono sicuri, e qualcuno nemmeno lo nasconde, che Renzi sia intenzionato ad andare al voto non appena possibile. Italicum permettendo, ovvio. Molti si chiedono come arriveremo alle elezioni, quali alleanze verranno fatte, con chi correrà la Lega. Altri guardano a sinistra (del Pd) e preannunciano la nascita del nuovo PSCR, cioè il Partito delle Sinistre Contro Renzi. Domande giuste, per carità. Noi, invece, volgeremo lo sguardo altrove. Al Partito dei Media (PdM) ed alle scelte che farà. Per capire, partiamo da lontano, chiedendoci: che fine farà Scelta Civica? Già, perché il voto europeo ha decretato la fine del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>n Transatlantico sono sicuri, e qualcuno nemmeno lo nasconde, che <b>Renzi sia intenzionato ad andare al voto non appena possibile</b>. Italicum permettendo, ovvio. Molti si chiedono come arriveremo alle elezioni, quali alleanze verranno fatte, con chi correrà la Lega. Altri guardano a sinistra (del Pd) e preannunciano la nascita del nuovo <b>PSCR, cioè il Partito delle Sinistre Contro Renzi</b>. Domande giuste, per carità. Noi, invece, volgeremo lo sguardo altrove. <b>Al Partito dei Media (PdM) ed alle scelte che farà</b>. Per capire, partiamo da lontano, chiedendoci: che fine farà Scelta Civica? Già, perché il voto europeo ha decretato la fine del progetto politico nato alla vigilia delle elezioni del 2013. Il suo leader, che sembrava potesse essere l’astro nascente dell’amministrazione-Italia, non conta più nulla. I suoi membri e alleati se ne vanno a poco a poco. <b>Passera </b>si sfilò sin da subito, <b>Mario Mauro</b> si è rifugiato nel gruppo Gal del Senato dopo aver fondato il partito dei Popolari per l’Italia. <b>Casini</b> s’è andato a confessare per espiare il peccato d’averlo sostenuto. Dei vari imprenditori finanziatori, poi, non v’è più traccia. Perché? La risposta, che ha un suo collegamento anche con le odierne vicende sulla <b>popolarità (più o meno) in calo di Renzi, risiede in quel potente e stimato movimento italiano chiamato Partito dei Media</b></p>
<p>Partiamo dal Novembre del 2011. L’Italia era in evidente crisi finanziaria e politica e il governo <b>Berlusconi non sapeva che pesci prendere</b>. Il famoso <b>spread </b>da qualche tempo era così entrato nelle case degli italiani, ottenendo quotidianamente le prime pagine dei giornali. I Tg non mandavano in onda servizio che non tenesse conto del dato economico che fino a poco prima non veniva mai citato. Solo i laureati in economia avevano idea di cosa fosse. Un numero che, difficile negarlo, <b>ha decretato la fine del governo del Cavaliere</b>.<br />
Contestualmente alla trasformazione del dato economico nel termometro di benessere del Belpaese, <b>ottenne gli onori della cronaca un professore della Bocconi</b>, già editorialista del Corriere della Sera. Stimato economista e con esperienze di <i>governance</i> europea alle spalle, divenne in pochi giorni prima senatore della Repubblica e poi Presidente del Consiglio. Il più rapido <i>cursus honorum</i> mai realizzato. I meno smemorati ricorderanno gli elogi ottenuti da Monti durante gli ultimi giorni del governo Berlusconi e i primi mesi di guida dell’esecutivo. Pur con qualche sfumatura, per le ragioni più disparate, <b>tutti i grandi giornali e telegiornali si allinearono</b>, descrivendo e riportando al pubblico la «ritrovata credibilità dell’Italia in Europa grazie alla personalità di Mario Monti». Non entreremo nel merito della veridicità di tale mantra, ma i dati sulla popolarità del professore sembravano delineare la totale fiducia data dagli italiani al salvatore della Patria. E anche il diretto interessato parve crederci, decidendo di “salire in politica” in occasione delle elezioni del 2013. Durante gli ultimi giorni di campagna elettorale <b>Monti chiamò a Palazzo Chigi un professore</b> esperto di leggi e risultati elettorali. La domanda dell’allora Presidente del Consiglio era semplice: «Quanto crede che prenderà Scelta Civica?». L’analista politico, allora, decise di tenersi abbastanza largo, per non abbattere in partenza le aspettative del Senatore, prevedendo un 15%: Scelta Civica raggiunse l’8,3%. Ben sotto le aspettative, quindi, ma comunque due milioni di voti. Dovuti peraltro in larga parte alla presentazione regale riservata al suo leader.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/mario-monti.jpg"><img class="wp-image-365 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/mario-monti-300x199.jpg" alt="mario monti" width="401" height="266" /></a></p>
<p><b>Dopo il flop elettorale, però, il professore è scomparso dalle Tv</b>, rispetto alla quantità di comparse sul piccolo schermo e l’attenzione referenziale dedicatagli durante i mesi di governo.<br />
Qualche mese dopo, alle elezioni europee la somma dei voti di Scelta Civica, Fare per Fermare il Declino e Centro Democratico, riuniti nella lista “Scelta Europea”, sono stati 196.157. Un salto nel vuoto. <b>Il confronto tra le ultime due tornate elettorali è sconcertante: in poco più di un anno l’elettorato di Mario Monti si è disciolto</b>, passando da 2.823.814 voti al magro bottino europeo. Sicuramente Scelta Civica ha pagato le politiche di rigore messe in atto in due anni di governo, ma anche lo spostamento repentino dell’attenzione dei media su altri lidi. <b>Monti è stato abbandonato dai giornali di vario tipo</b>, che hanno iniziato ad incensare prima Enrico Letta e poi Renzi. Alla conferenza dopo le europee, i giornalisti in sala stampa si sono abbandonati ad un lungo applauso alla squadra di Matteo. Anche Scalfari, prima dell’apertura delle urne, si è lasciato ammaliare dal giovane fiorentino, coprendolo di rose. Qualcuno può pensare che questo non abbia più valore, che i “giornali siano morti”. Ma si sbaglia. I fatti delle europee lo dimostrano: <b>il Partito dei Media aveva cambiato leader. Portandosi con sé quasi due milioni di e-lettori.</b><br />
Attenzione, però. Perché la lealtà dei grandi giornali, siano essi Repubblica o il Corriere, è più traballante di quella di don Giovanni. Infatti, <b>dopo qualche mese di semi-adorazione per il sindaco venuto da Firenze, il primo ad accorgersi dell’inghippo</b> e a cambiare lidi, è stato Barbapapà (Scalfari), e ora non manca domenica in cui non prenda a mal parole il Presidente del Consiglio. Subito dopo, il turno di Ferruccio De Bortoli, il quale ha scritto uno dei più duri attacchi a un governo che sia mai apparso sul Corriere dai tempi delle monetine a Craxi. “Massone” è stato uno dei maggiori complimenti riservati a Renzi. E ora, giorno dopo giorno, la colonna di sinistra del giornale di via Solferino ospita articoli che punzecchiano l’esecutivo: «Dove sono i decreti attuativi?», si chiedono il lunedì; «Quando chiuderà le riforme annunciate?», fanno notare di Sabato.<br />
Ma se nel caso di Monti il divorzio degli editorialisti dalla forza di governo determinò il lento declino del professore, <b>per il momento il gioco non sembra aver funzionato con la squadra di Governo capitanata dal Sindaco</b>. Che ha perso – dicono i sondaggi – il 2% di fiducia da parte degli italiani, ma che può evidentemente ancora dormire sogni tranquilli. Con buona pace di Scalfari. <b>Anche se non è detto che il PdM abbia usato tutte le cartucce</b>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/scelte-amori-ed-abbandoni-politici-del-partito-dei-media/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
