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	<title>Torquemada &#187; L&#8217;amore che ti meriti</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 13:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Longo Giordani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo L&#8217;acustica perfetta uscito nel 2012, torna nelle librerie Daria Bignardi con il suo quarto romanzo, L&#8217;amore che ti meriti, edito da Mondadori. Per quanto non avessi mai letto nulla di Daria Bignardi, sono partita un poco diffidente. Spesso succede che se si è diventati famosi perché conduttori televisivi, ci sono buone possibilità che si è diventati anche famosi scrittori proprio e solo perché conduttori. Ma limitarsi a tali pregiudizi forse è sciocco quanto riduttivo e sono andata oltre. Con una prosa a singhiozzi, spezzata, dove proliferano i punti e gli a capo –guai a fare un periodo lungo almeno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify;"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>opo <i>L&#8217;acustica perfetta </i>uscito nel 2012, torna nelle librerie <b>Daria Bignardi</b> con il suo quarto romanzo, <i><b>L&#8217;amore che ti meriti</b></i>, edito da Mondadori.<br />
Per quanto non avessi mai letto nulla di Daria Bignardi, sono partita un poco diffidente. Spesso succede che se si è diventati famosi perché conduttori televisivi, ci sono buone possibilità che si è diventati anche famosi scrittori proprio e solo perché conduttori. Ma limitarsi a tali pregiudizi forse è sciocco quanto riduttivo e sono andata oltre.<br />
Con una prosa a singhiozzi, spezzata, dove proliferano i punti e gli a capo –guai a fare un periodo lungo almeno quanto una riga!– prende avvio la narrazione. <b>È la storia di una famiglia, di un rapporto madre e figlia, di una discesa nelle viscere di una memoria che si fa sempre più intricata, misteriosa e inaspettata</b>. Antonia, figlia di Alma, scopre di avere uno zio che non ha mai visto, perché è scomparso a Ferrara quando lui e la madre erano poco più che adolescenti. Il motivo della sparizione è l’eroina: Marco, detto Maio, si era bucato la prima volta per gioco e non era stato lui a volerlo ma Alma, curiosa e sicura che rimanesse un episodio unico. Antonia, incinta del commissario Leo, parte per Ferrara, pronta e combattiva per l’assidua ricerca e per scoprire la verità, a ogni costo.<br />
Su uno <b>scheletro narrativo ben articolato</b>, si sviluppa con efficacia l&#8217;intreccio, che, seppur complicato e aggrovigliato, si dispiega, di pagina in pagina, con chiarezza, senza mai perdere il baricentro. <b>Il lettore non è mai lasciato solo e confuso </b>a brancolare per le strade di Ferrara e anche la continua alternanza tra passato e presente è utilizzata abilmente, conferendo una sfumatura di vivacità alla narrazione. La suspense aumenta in un climax crescente e il lettore diventa ogni capitolo più curioso di scoprire la verità, insieme con Antonia.<br />
<b>I difetti però non mancano</b>. Una lettura che alla nascita sarebbe potuta essere ritmata e scorrevole, si appesantisce per un <b>corredo, per lo più superfluo, di descrizioni, dialoghi e pause narrative</b>.<br />
L’autrice dedica troppo spazio alle inessenziali problematiche di look di Antonia, alle sue considerazioni estetiche sui passanti, sulle persone che incontra e conosce. Ma a noi lettori che cosa interessa di come è vestita Antonia, di come porta i capelli la barista, di come Leo non apprezzi gli orecchini a forma di teschio perché troppo azzardati? Si veda, ad esempio, questo passaggio: «Ero tentata di mettere gli orecchini a forma di teschio ma poi ho tenuto i soliti cerchietti tribali di cocco nero che Leo chiama “i tuoi gioielli da punk”. I teschi gialli sarebbero stati troppo anche per lui».<br />
Anche nel descrivere i personaggi, l’autrice si sofferma in <b>prolisse descrizioni presentando dettagli spesso inutili e ricadendo in alcuni cliché</b>. Il marito poliziotto, per esempio, è, ovviamente, coraggioso, brillante e sa sempre cosa dire e come rincuorare la sua donna. Non a caso, sarà lui a dare la chiave per risolvere il mistero. Il padre, Franco, aderisce perfettamente allo stereotipo di professore universitario: austero, serio, alienato tra libri e giornali, che si esprime sempre e solo attraverso citazioni dotte, meglio se in latino, e continue allusioni e vaghi riferimenti letterari. I dialoghi tra padre e figlia, poi, sono inverosimili: continui botta e risposta pregni di un intellettualismo compiaciuto ben poco reale, se non ridicolo.<br />
Nonostante i punti deboli, <i>L&#8217;amore che ti meriti, </i><b>a metà tra un romanzo e un giallo, è un libro leggero, di facile lettura e in grado di coinvolgere il lettore</b>.</p>
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