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	<title>Torquemada &#187; La Croce</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Convegno in difesa della Famiglia a Milano: scontro tra due mondi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 22:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Una legge della meccanica dice che per ogni azione vi è una reazione. In politica, o in tutto quello che le gira attorno, non è così. Dipende da molte cose. Dalle persone, dalle associazioni, anche dal tempo meteorologico. Quando qualcuno organizza un convegno, qualche volta, c’è chi reagisce, si mobilita, manifesta. Questa volta è successo, e forse c’era da aspettarselo. Mentre Roberto Maroni, governatore della Lombardia, ospitava Mario Adinolfi, Costanza Miriano e il loro quotidiano La Croce a Milano per un convegno sulla Famiglia, un cordone di polizia e qualche camionetta dei carabinieri più in là era stata indetta la contro-manifestazione. Laica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>na legge della meccanica dice che per ogni azione vi è una reazione. In politica, o in tutto quello che le gira attorno, non è così. Dipende da molte cose. Dalle persone, dalle associazioni, anche dal tempo meteorologico. Quando qualcuno organizza un convegno, qualche volta, c’è chi reagisce, si mobilita, manifesta. Questa volta è successo, e forse c’era da aspettarselo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-942 " src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/resizedimage300190-convegno-famiglia-maroni1.jpg" alt="resizedimage300190-convegno-famiglia-maroni" width="384" height="243" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre Roberto <strong>Maroni, governatore della Lombardia, ospitava Mario Adinolfi, Costanza Miriano e il loro quotidiano <em>La Croce</em> a Milano per un convegno sulla Famiglia,</strong> un cordone di polizia e qualche camionetta dei carabinieri più in là era stata indetta la <strong>contro-manifestazione. Laica ed antifascista</strong>, così la si è definita. “<strong>I Sentinelli di Milano</strong>”, <strong>Pd</strong>, Rifondazione Comunista, <strong>SEL</strong>, <strong>Arcigay</strong>, <strong>UAAR</strong>, <strong>Circolo Milk</strong>. Più alcune altre sigle. Con un’accusa ben precisa ai tanti che, invece, si sono messi in fila per ascoltare la conferenza sulla famiglia: <strong>«siete omofobi».</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/20150117_145009.jpg"><img class="aligncenter wp-image-941 " src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/20150117_145009-300x225.jpg" alt="20150117_145009" width="379" height="284" /></a>Siamo allora andati anche noi tra il mondo arcobaleno per capire le ragioni che hanno spinto<strong> non più di un migliaio di persone ad opporsi a quello che, in fondo, era solo un libero convegno</strong>. «Siete omofobi», risuona, spesso, l’accusa.<br />
Dal palco si alternano alcuni speaker, leggendo citazioni, storie, brani tratti dal film “Pride” sull’orgoglio omosessuale. In piazza c’è chi beve e chi parla di tutt’altro. La contrapposizione che si vuole <strong>evidenziare è tra un «mondo grigio, piatto, dove non c’è spazio per le diversità» e quello LGBT</strong>, aperto, libero, progredito. Sì, perché chi invece difende il valore della famiglia basata sul rapporto uomo-donna, chi enfatizza l’importanza della famiglia basata sul matrimonio ed aperta alla procreazione, chi chiede che venga difeso il diritto di ogni bambino ad avere un padre ed una madre è «bugiardo», «raccapricciante», «retrogrado». In effetti, <strong>sono due mondi, separati dalla polizia, che troveranno difficilmente un accordo</strong>. Probabilmente nemmeno mai un compromesso. Anche la piazza ne è certa. Perché dall’altra parte, seduti di fronte ad Adinolfi e <strong>Padre Maurizio Botta</strong>, ci sono gli «attentatori, i terroristi della libertà», i fautori di un «abominio» che si chiama “famiglia naturale”. Questi i termini. Questa la piazza contro Maroni, contro i cattolici (tanti) che hanno provato ad entrare nelle sale del Palazzo della Regione ma son dovuti rimanere fuori per mancanza di posto. <strong>Hanno libertà di espressione</strong>?, chiediamo alla piazza arcobaleno.<strong> «No, la loro opinione non è una opinione. È un’aggressione»,</strong> ci risponde direttamente dal palco uno degli organizzatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Viene da chiedersi, allora, dove sia il limite.</strong> Quale varco non bisogna oltrepassare per rimanere all’interno della libera espressione del proprio pensiero, che significa anche poter dire «no ai matrimoni ed adozioni gay». <strong>Altrimenti la libertà di opinione si riduce a servile accomodamento a quello che il mondo (cosiddetto) progressista considera giusto</strong>. «No», continuano ad obiettare, «quello di cui si parla in quel convegno non può essere oggetto di discussione pubblica, figuriamoci patrocinata dalla Regione».<br />
<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/20150117_144259.jpg"><img class="aligncenter wp-image-940 " src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/20150117_144259-300x225.jpg" alt="20150117_144259" width="387" height="290" /></a>Per fortuna, nessuno scontro. Infatti, <strong>le sigle più radicali e gli antagonisti non erano presenti</strong>. Ad averli frenati, ci dice un militante, è stato il Pd milanese. Il quale, chiede a Renzi di non «cedere a compromessi, deve andare avanti: le unioni alla tedesca sono poca roba, ma meglio di niente». Anche a costo di far cadere il governo?, gli chiediamo. «Saprà trovare il modo di evitarlo», fa melina il nostro interlocutore.<br />
<strong>Non c’erano i movimenti <em>NoExpo</em></strong>, che il giorno prima avevano cercato di <strong>occupare l’Università Statale</strong> per poi ripiegare sul dismesso teatro Derby, a due passi da Piazza San Babila. Anche se, la sera precedente il convegno sulla “famiglia naturale”, <strong>un esponente dei <em>Sentinelli di Milano</em> è andato al teatro occupato per invitare i <em>NoExpo</em></strong>. Anche noi, camuffati, eravamo ad ascoltarlo. «Quelle che verranno proposte &#8211; diceva da un palco improvvisato &#8211; sono teorie di avversione», promosse da <strong>un mondo «triste e truce» come quello <em>proLife</em></strong>. L’appello, infine, suonava così: bisogna mobilitarci perché <strong>«questo è un tentativo di far rinascere il fascismo»</strong>. Retorica? Forse. Almeno speriamo. Perché tra le signore e i signori in fila per un posto al convegno non abbiamo visto gerarchi, né reazionari. Madri e padri, piuttosto, come Paolo «venuto dall’Emilia per difendere la famiglia». Niente più e niente meno. Ma per la piazza no, sono «omofobi ed ignoranti». <strong>E se desiderare una società basata sul matrimonio tra uomo e donna significa meritarsi questi epiteti, allora sì, lo siamo</strong>. &#8220;<strong>Omofobi e ignoranti&#8221;</strong>. In piazza anche Ivan Scalfarotto: mi chiedo, nel caso in cui passasse il suo ddl, se saremo anche «<strong>criminali</strong>».<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/resizedimage300190-convegno-famiglia-maroni1.jpg"><br />
</a></p>
<p>                                                                                                          <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Brigata.jpg"><img class="wp-image-960 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Brigata-300x225.jpg" alt="" width="413" height="310" /></a></p>
<p><em>Una contro-contestazione al sit-in degli attivisti LGBT  postata oggi su Facebook dalla pagina &#8220;Brigata Ratzinger&#8221;</em></p>
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