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	<title>Torquemada &#187; Kate Middleton</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Kate Middleton: vision, mission e strategia di marketing</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 15:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katherine Melendrez]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Io penso che gli inglesi siano geni indiscussi del marketing, brillanti, di classe e con quello humor tipicamente british. Il 17 Novembre 1558 è salita al trono Elisabetta I, figlia di Anna Bolena e Enrico VIII, sotto il suo regno l’Inghilterra ha conosciuto un periodo di pace e prosperità. Ella era per certo una grande donna, ma per renderla ancora più straordinaria, gli inglesi l’hanno resa vergine e ancora oggi, lei è ricordata come la grande Elisabetta I, la regina vergine (forse). Tre secoli dopo, ci riescono nuovamente, e nel 1813 rendono romantica una storia che di sentimentale non ha proprio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>o penso che gli inglesi siano geni indiscussi del marketing, brillanti, di classe e con quello humor tipicamente <em>british</em>.<br />
Il 17 Novembre 1558 è salita al trono Elisabetta I, figlia di Anna Bolena e Enrico VIII, sotto il suo regno l’Inghilterra ha conosciuto un periodo di pace e prosperità. Ella era per certo una grande donna, ma per renderla ancora più straordinaria, gli inglesi l’hanno resa vergine e ancora oggi, lei è ricordata come la grande Elisabetta I, la regina vergine (forse).<br />
Tre secoli dopo, ci riescono nuovamente, e nel 1813 rendono romantica una storia che di sentimentale non ha proprio nulla. “Orgoglio e Pregiudizio” è innanzitutto un <em>novel of manners</em>, ovvero una guida per capire come destreggiarsi nell&#8217;affollato mercato matrimoniale inglese di inizio Ottocento. E nonostante un finale ambiguo e una triste proposta di matrimonio dal sapore agrodolce- “sei povera, la tua famiglia è imbarazzante e tuo padre mi sta antipatico, sposami”-, l’opera è passata alla storia come uno dei romanzi più romantici di sempre. Tutte hanno passato la fase &#8220;Jane Austen&#8221; nella loro vita, tutte si sentono un po&#8217; Lizzy e, ovviamente,  tutte sognano Mr. Darcy.</p>
<p style="text-align: justify">Questa capacità tipicamente british del riuscire a rendere di stile qualunque cosa, da un comunissimo porridge a una scalata sociale, non poteva che farmi venire in mente lei: l’unica e sola Kate Middleton. C’è chi la adora e la considera un modello di vita, e chi non la può proprio vedere, ma in ogni caso una cosa le va riconosciuta: Catherine Elizabeth Middleton ce l’ha fatta, lei è riuscita là dove molte hanno fallito.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://katherimel.files.wordpress.com/2015/06/km5.jpg"><img class=" size-medium wp-image-378 aligncenter" src="https://katherimel.files.wordpress.com/2015/06/km5.jpg?w=300" alt="" width="300" height="212" /></a><br />
Ma andiamo con ordine, anche perchè se c’è una cosa che la Austen insegna, è che la Signora Bennet docet, e quindi che gran parte del successo è duvuto alla madre Carole.<br />
Infatti, “<em>e’ una verità universalmente riconosciuta, che uno scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba avere bisogno di una moglie. Per quanto si possa sapere circa i sentimenti o i punti di vista di un uomo del genere al primo apparire nel vicinato, questa verità è così saldamente fissata nelle menti delle famiglie del circondario, da considerarlo di legittima proprietà di una o l’altra delle loro figlie</em>”, e Carole questo lo sapeva. Non appena si è sparsa la voce che William avrebbe frequentato la St. Andrews, ha chiamato a rapporto Kate che, all’epoca a Firenze per approfondire i suoi studi in storia dell’arte, è rientrata immediatamente in patria, si è messa a dieta e ha varcato le soglie della pregiosa e blasonata università scozzese. Lo scopo era chiaro: arrivare in alto. Perchè se è vero che nei paesi anglosassoni vige la regola del <em>self-made-man</em>, è vero anche che nell’Inghilterra <em>posh</em>, vige la regola che il sangue non si può comprare. Insomma, serviva un piano.</p>
<p style="text-align: justify">Il management insegna che una strategia di successo deve rispettare tre criteri fondamentali: focalizzare l&#8217;attenzione su un obiettivo semplice, avere una chiara consapevolezza dell&#8217;ambiente circostante e utilizzare in modo efficace le risorse a disposizione.<br />
Tanto più chiaro è lo scopo, tanto più facile è stabilire la <em>vision</em>, termine utilizzato in ambito aziendale per indicare un insieme di obiettivi ambiziosi proiettati verso un futuro prossimo- celebre è quella di Bill Gates pronunciata per la prima volta nel 1980: “<em>a computer on every desk in every home</em>”. Come possiamo vedere, la vision non solo è ambiziosa, ma in un certo senso visionaria- perdonatemi la tautologia-, incorpora l’essenza della vittoria e richiede impegno, dedizione e perseveranza.<br />
Dalla vision scaturiscono la <em>mission</em>, ovvero la dichiarazione del perchè un’azienda esiste, gli obiettivi di breve periodo e soprattutto i valori in cui crede il management- &#8220;<em>our mission is to enable people and businesses throughout the world to realize their full potential</em>&#8221; (Microsoft).</p>
<p style="text-align: justify">Quindi, ricapitolando. Obiettivo: arrivare in alto. Conoscenza ambiente competitivo: Kate ha studiato in scuole d&#8217;élite, frequenta i luoghi giusti e, se gioca bene le sue carte, può frequentare anche le persone giuste!<br />
Per quanto riguarda la mission, Kate si avvale di un mix geniale di marketing, gossip e perchè no, empatia nei confronti del popolo. Dopo il tira e molla del 2007, Kate passa in pochi mesi, da &#8220;<em>Katy-waity</em>&#8220;, Kate passa a “ragazza comune che ha fatto innamorare un principe”. Sì, perchè la nostra Kate è una ragazza semplice. Plebea, discendente da una famiglia di minatori, ama gli animali e veste Zara. E nonostante il matrimonio, Kate continua a dimostrare di essere una donna comune. Come tutte le casalinghe, passa le giornate facendo ristrutturare la cucina di Kensington Palace, fatica a trovare una baby-sitter -tanto che ne cambia una a settimana- e porta a passeggio il cane. Non sta simpaticissima alla suocera, odia la fidanzata del cognato e, ripeto, veste Zara!</p>
<p style="text-align: justify">Sì, Kate Middleton è una di noi. O almeno così ci dicono! (*)</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://katherimel.files.wordpress.com/2015/06/km4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-376" src="https://katherimel.files.wordpress.com/2015/06/km4.jpg?w=233" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left">(*) P.S. per chi non lo sapesse: è vero che Kate è una <em>commoner</em> e che i suoi nonni erano minatori, ma è vero anche i genitori hanno fatto fortuna negli anni &#8217;90 e sono diventati milionari! Insomma, Kate è una di noi!</p>
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