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	<title>Torquemada &#187; Joe Sacco</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Giornalismo grafico, direzioni diverse. Il caso di Guy Delisle</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2015 10:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Samarini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Quasi tutti gli articoli che si propongono di parlare del Graphic journalism (o Comics journalism) mettono da subito l&#8217;accento sulla freschezza di questa forma espressiva e sulla sua prorompente carica innovativa. Cercherò di evitare il luogo comune facendo notare che il genere è sicuramente giovane, ma di certo non appena nato, se si tiene conto che Palestina di Joe Sacco, vero caposaldo del reportage disegnato, è stato pubblicato per la prima volta tra il 1993 e il 1995. Più che della faticosa affermazione del giornalismo a fumetti, bisognerebbe ormai discutere della sua istituzionalizzazione, dato che oggi esso trova spazio anche sulle]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT"><span title="Q" class="cap"><span>Q</span></span>uasi tutti gli articoli che si propongono di parlare del <i><b>Graphic journalism</b></i> (o <i><b>Comics journalism</b></i>) mettono da subito l&#8217;accento sulla freschezza di questa forma espressiva e sulla sua prorompente carica innovativa. Cercherò di evitare il luogo comune facendo notare che <b>il genere è sicuramente giovane, ma di certo non appena nato</b>, se si tiene conto che <i><b>Palestina</b></i><b> di Joe Sacco</b>, vero caposaldo del <i>reportage</i> disegnato, è stato pubblicato per la prima volta tra il 1993 e il 1995. Più che della faticosa affermazione del giornalismo a fumetti, bisognerebbe ormai discutere della sua istituzionalizzazione, dato che oggi esso trova spazio anche sulle pagine di prestigiosi quotidiani (soprattutto nel mondo anglosassone) ed è sempre più spesso declinato nel formato <i>graphic novel</i> (in allegato al <i>Corriere della Sera</i> ne è recentemente uscita una pregevole raccolta). I motivi di tale successo sono probabilmente da cercare nella <b>grande accessibilità del </b><i><b>medium</b></i>: dei bei disegni colorati, con poche frasi qua e là, sono senza dubbio più attraenti di un muro di parole. Con un po&#8217; di cinismo, si potrebbe insinuare che i fumetti assecondano la pigrizia del lettore contemporaneo, risparmiandogli la fatica della lunga immersione in un articolo.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Joe-Sacco.jpg"><img class=" wp-image-629 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Joe-Sacco-300x225.jpg" alt="Joe Sacco" width="349" height="262" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT">Penso però che sia necessario far qualche distinguo all&#8217;interno della grande massa di lavori genericamente classificati sotto la denominazione di <i>Graphic journalism</i>, discriminando prima di tutto tra le <b>opere propriamente giornalistiche</b> e quelle che invece somigliano maggiormente ad <b>autobiografie</b> o a <b>resoconti di viaggio</b>. In quest&#8217;ultimo gruppo inserirei i romanzi di <a href="http://www.guydelisle.com/" target="_blank"><b>Guy Delisle</b></a>, fumettista canadese autore di <i>best-seller</i> come <i>Shenzhen</i>, <i>Pyongyang</i>, <i>Cronache Birmane</i> e <i>Cronache di Gerusalemme</i>. Ci sono infatti grandi differenze tra il modo di raccontare di Delisle e quello dei <i>graphic journalist</i> “classici”, ben rappresentati da <b>Joe Sacco</b> (tra parentesi, qualche osservazione sull&#8217;ultima opera di Sacco la trovate <a href="http://www.torquemada.eu/2014/12/21/dentro-e-fuori-dai-quadretti/" target="_blank">qui</a>). Queste difformità emergono con maggiore chiarezza se si mettono a paragone le opere dedicate dai due artisti allo stesso tema, <b>la questione israelo-palestinese</b>. Se l&#8217;autore di <i>Palestina</i> e di <i>Gaza 1956</i> entra in prima persona nelle zone di conflitto, intervistando le vittime della guerra e toccando con mano le situazioni più drammatiche, Delisle racconta invece la propria <i>routine</i> quotidiana nel periodo di soggiorno in Israele. Si può dire che nelle storie di Delisle il ruolo di “inviato sul campo”, che è proprio di Sacco, viene ricoperto dalla moglie del fumettista, affiliata a <i>Medici senza Frontiere</i> e direttamente impegnata sulle scene di guerra. Il marito si trova semplicemente al seguito e si limita ad osservare da lontano gli eventi più dolorosi. Le sue avventure sono molto più innocue, tanto che si ha l&#8217;impressione che i coniugi vivano in due universi paralleli, pur operando nello stesso paese.</p>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Guy-Delisle.jpg"><img class=" wp-image-630 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Guy-Delisle-300x225.jpg" alt="Guy Delisle" width="359" height="269" /></a></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT">Mentre nei <i>reportage</i> di Sacco i protagonisti sono i cittadini palestinesi colpiti dalle offensive israeliane, l&#8217;attore principale di <i>Cronache di Gerusalemme</i> è lo stesso artista, con i suoi faticosi tentativi di ambientamento in un paese straniero e, soprattutto, la costante ricerca di ispirazione per il proprio lavoro. È proprio il <b>tono autobiografico, leggero e ironico (anche se mai del tutto disimpegnato)</b>, a far sì che i libri del canadese siano tanto apprezzati. Non si può fare a meno di provare una sincera simpatia, nel senso etimologico di conformità di sentimenti, per il fumettista: esattamente come la maggior parte dei lettori, Delisle non è un eroe né un martire, ma <b>un uomo comune</b> che cerca di arrabattarsi alla meglio tra lavoro, figli e problemi quotidiani. Molto divertente – e quasi simbolico della distanza tra lui e l&#8217;autore di <i>Palestina</i> – il momento in cui le autorità israeliane gli negano l&#8217;accesso alla Striscia di Gaza: riflettendoci su, il protagonista si chiede se non sia stato scambiato per Joe Sacco.</p>
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		<title>Dentro e fuori dai quadretti</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2014 10:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Samarini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Battaglia della Somme]]></category>
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		<description><![CDATA[Due parole su FUN di Paolo Bacilieri e La grande guerra di Joe Sacco A prima vista, la storia del cruciverba non sembra un argomento particolarmente indicato per un graphic novel. E invece FUN, l&#8217;ultima fatica di Paolo Bacilieri, è un lavoro estremamente godibile, che realizza pienamente la promessa del titolo. Come suo solito, il fumettista veronese intreccia più livelli narrativi, alternando l&#8217;interessante racconto della nascita e della vertiginosa diffusione delle crosswords (divenuta vera e propria madness negli anni &#8217;20) con le piccole avventure milanesi di Zeno Porno, l&#8217;alter ego dell&#8217;autore già protagonista del fumetto omonimo e de La magnifica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify;"><b><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>ue parole su <i>FUN</i> di Paolo Bacilieri e <i>La grande guerra</i> di Joe Sacco</b><br />
A prima vista, la <b>storia del cruciverba</b> non sembra un argomento particolarmente indicato per un <i>graphic novel</i>. E invece <i><b>FUN</b></i>, l&#8217;ultima fatica di <b>Paolo Bacilieri</b>, è un lavoro estremamente godibile, che realizza pienamente la promessa del titolo. Come suo solito, il fumettista veronese intreccia più livelli narrativi, alternando l&#8217;interessante racconto della nascita e della vertiginosa diffusione delle <i>crosswords</i> (divenuta vera e propria <i>madness</i> negli anni &#8217;20) con le piccole avventure milanesi di <b>Zeno Porno</b>, l&#8217;<i>alter ego</i> dell&#8217;autore già protagonista del fumetto omonimo e de <i>La magnifica desolazione</i>. Le bellissime tavole di Bacilieri raggiungono livelli artistici eccezionali soprattutto nelle minuziose panoramiche della <b>New York di primo Novecento</b>, un periodo storico evidentemente caro all&#8217;autore, che nella delicata biografia a fumetti <i>Sweet Salgari </i>ha ricostruito con altrettanta maestria la vecchia Torino.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Paolo-Bacilieri-Fun.jpg"><img class="wp-image-258 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Paolo-Bacilieri-Fun-217x300.jpg" alt="Paolo Bacilieri Fun" width="284" height="392" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i molteplici temi proposti dal libro c&#8217;è la riflessione sulla parentela stretta, anche se non immediatamente evidente, tra <b>fumetto e cruciverba</b>, due forme di intrattenimento ultra-popolari nate sulle pagine dello stesso quotidiano (il <i>New York World</i>) e accomunate dalla <b>divisione in riquadri dello spazio</b>. [E qui il termine “popolare” va inteso in una doppia accezione, che indica sia il suo enorme successo sia la sua destinazione ad un pubblico non selezionato]. Bacilieri propone una suggestiva ipotesi “ambientale” sulla nascita di queste modalità espressive, facendo sottilmente notare che esse nascono a New York, città di grattacieli e quindi città geometrica, a quadretti (&#8220;dove, se non qui &#8230; in questa città?). Visti i risultati raggiunti da <i>FUN</i>, non resta che aspettarne il seguito, già in lavorazione con il titolo provvisorio di <i><b>MORE FUN</b></i>.<br />
Nelle ultime settimane è stata pubblicata l&#8217;edizione italiana di un&#8217;altra opera straordinaria, <i><b>La grande guerra</b></i><b> di Joe Sacco</b>. In occasione del centesimo anniversario dell&#8217;inizio del primo conflitto mondiale, l&#8217;autore maltese – noto al grande pubblico per i suoi magistrali <i>reportage</i> sulla Palestina – rivoluziona il suo modo di raccontare. Ispirandosi ai <b>racconti continui degli arazzi medievali</b> (modello principale è il celebre arazzo di Bayeux), Sacco crea un oggetto singolarissimo, una lunghissima striscia in bianco e nero (di ben 7 metri) che racconta il primo giorno della <b>battaglia della Somme</b> (1 luglio 1916), uno dei massacri più tremendi di tutta la guerra. L&#8217;illustrazione è accompagnata, a parte, da un saggio descrittivo dello storico americano Adam Hochschild.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Joe-Sacco-The-great-war.jpg"><img class="wp-image-259 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Joe-Sacco-The-great-war-300x180.jpg" alt="Joe Sacco The great war" width="370" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera <b>scardina quasi tutti gli elementi-base tipici del </b><i><b>medium</b></i><b>-fumetto</b>, sfondando le barriere tra le vignette e rinunciando ai dialoghi nei tradizionali <i>balloon</i>. Si tratta di una dimostrazione della straripante <b>vitalità del linguaggio fumettistico</b>, che oggi non trova, a mio parere, paragoni in altre forme letterarie. “L&#8217;unica forma d&#8217;arte figlia del nostro tempo”, per dirla con una felice definizione di Goffredo Fofi, continua ad offrirci una sorprendente ricchezza di soluzioni narrative e strutturali: il <i>medium</i> che a lungo è stato additato come ripetitivo e stereotipato (il termine “fumettone” è ancora oggi usato con accezione negativa) è attualmente il più innovativo. Di fronte al lavoro di Sacco il lettore si trova spaesato per l&#8217;assenza degli usuali punti di riferimento, ma da questo disorientamento nasce una <b>libertà di lettura totale</b>, che permette di concentrarsi su sezioni di disegno scelte autonomamente. Quasi facendo da contraltare all&#8217;opera di Bacilieri, che ragiona sui significati della griglia geometrica e sulla natura stessa del fumetto, Sacco realizza un “fumettone” (nel senso delle dimensioni) letteralmente fuori dagli schemi.</p>
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