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	<title>Torquemada &#187; Istruzione</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Più credito ai docenti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 18:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Di Pede]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Se pensate che i punti di credito riguardino solo gli studenti vi sbagliate, o almeno finora potreste avere ragione, ma le cose stanno per cambiare. Infatti, in uno dei suoi 12 punti, &#8220;La buona scuola&#8221; stabilisce che grazie alla prossima riforma i crediti verranno assegnati anche ai docenti, così da &#8220;non accontentarsi di carriere fondate sul mero dato dell&#8217;anzianità&#8221;, ma di permettere l&#8217;accredito di scatti stipendiali in base a meriti &#8220;didattici, formativi e professionali&#8221;. Il documento emesso dal MIUR esprime la volontà di voler premiare economicamente i docenti in base alla qualità dell&#8217;insegnamento, alla loro formazione e al miglioramento che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>e pensate che i punti di credito riguardino solo gli studenti vi sbagliate, o almeno finora potreste avere ragione, ma le cose stanno per cambiare. Infatti, in uno dei suoi 12 punti, <strong>&#8220;La buona scuola&#8221; stabilisce che grazie alla prossima riforma i crediti verranno assegnati anche ai docenti</strong>, così da &#8220;non accontentarsi di carriere fondate sul mero dato dell&#8217;anzianità&#8221;, ma di permettere l&#8217;accredito di scatti stipendiali in base a meriti &#8220;didattici, formativi e professionali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Il documento emesso dal MIUR esprime la volontà di voler premiare economicamente i docenti in base alla qualità dell&#8217;insegnamento, alla loro formazione e al miglioramento che porteranno nella scuola. <strong>Questo nuovo sistema dovrebbe da una parte, migliorare la qualità dell&#8217;insegnamento, dall&#8217;altra differenziare il singolo operato ed evitare di porre tutti i docenti su un piano comune</strong>. Per quanto riguarda l&#8217;assegnazione dei crediti, se ne occuperà una commissione composta da una maggioranza appartenente all&#8217;ambiente scolastico (dove il docente insegna) e da una minoranza esterna.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/renzi-la-buona-scuola.jpg"><img class=" wp-image-1557 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/renzi-la-buona-scuola-300x213.jpg" alt="renzi la buona scuola" width="321" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Questo sistema migliorerà davvero la qualità dell&#8217;insegnamento? I crediti verranno assegnati in modo imparziale? <strong>Alcuni sono fiduciosi, altri più critici</strong>. Secondo Marco (uno studente liceale): &#8220;con l&#8217;introduzione di punti di credito diventerà impossibile evitare favoritismi e assegnazioni ingiuste&#8221;. Affermazione ben fondata visto che l&#8217;assegnazione è affidata in maggioranza a una componente scolastica interna. Pertanto più che una politica scolastica,<strong> il sistema crediti somiglia a una politica aziendale dove l&#8217;imprenditore decide di premiare i &#8220;traguardi&#8221; raggiunti</strong>, favorendo così carrierismo e competizione fra i dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tale politica, che potrebbe funzionare in un&#8217;impresa, potrebbe non essere applicabile al sistema educativo</strong>. Esistono dunque docenti di serie A e di serie B? È formativo applicare determinate politiche aziendali al sistema educativo italiano?</p>
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		<title>Autonomia scolastica: bene o male?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2015 11:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Di Pede]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l’articolo dell’amico e collaboratore Franco Di Pede. Autonomia è una delle parole chiave della &#8220;buona scuola&#8221; di Matteo Renzi. Cosa si intendente però per autonomia?  Questa politica scolastica esiste in Italia dal 1999 introdotta dal ministro Berlinguer. Allora perchè la scuola italiana dovrebbe essere più autonoma e, soprattutto, quali sono i pregi e i difetti di una scuola autonoma? Secondo il documento &#8220;la buona scuola&#8221; per &#8220;realizzare pienamente l&#8217;autonomia scolastica&#8221; bisognerebbe affidare &#8220;ai presidi la governance della scuola&#8221;. Pertanto, nel puntare su una certa autonomia sembra che l&#8217;Italia voglia seguire il sistema scolastico britannico. Infatti, la scuola inglese ha]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><em><span title="R" class="cap"><span>R</span></span>iceviamo e pubblichiamo l’articolo dell’amico e collaboratore Franco Di Pede.</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Autonomia</strong> è una delle parole chiave della &#8220;buona scuola&#8221; di Matteo Renzi. Cosa si intendente però per autonomia?  Questa politica scolastica esiste in Italia dal 1999 introdotta dal ministro Berlinguer. Allora perchè la scuola italiana dovrebbe essere più autonoma e, soprattutto, quali sono i pregi e i difetti di una scuola autonoma? Secondo il documento &#8220;la buona scuola&#8221; per &#8220;realizzare pienamente l&#8217;autonomia scolastica&#8221; bisognerebbe affidare &#8220;ai presidi la governance della scuola&#8221;. Pertanto, nel puntare su una certa autonomia sembra che l&#8217;Italia voglia seguire il sistema scolastico britannico. Infatti, la scuola inglese ha subito cambiamenti radicali dopo le politiche conservatrici del governo di Margaret Thatcher. La svolta educativa inglese di <strong>stampo liberale</strong>  (una delle prime insieme a quella svedese del 1975) prevedeva che gli istituti fossero dotati di una consistente indipendenza economica che gli avrebbe permesso di attuare politiche scolastiche vantaggiose a seconda delle comunità nelle quali si trovavano. Con l&#8217; LMS (Local Management of Schools) contenuto nell&#8217; <strong>Education Reform Act</strong> del 1988 l&#8217;economia degli istituti passava dalle autorità e istituzioni locali all&#8217;amministrazione e al preside di ogni singola scuola. Con questa <strong>Marketization of the school</strong> l&#8217;istituto diventava una azienda, il consiglio scolastico la sua amministrazione e il preside il manager. Nascevano così le prime forme di<strong> competizione fra pubblic schools</strong>, le scuole iniziavano a spendere soldi per propria <strong>pubblicità</strong> e si vedevano i primi slogan. Nel corso degli anni queste politiche si sono perfezionate e al giorno d&#8217;oggi sembra che la cosa più importante delle scuole inglesi sia la competizione fra loro. Grandi cifre di denaro vengono spese in pubblicità ogni anno e, spesso, fuori dagli istituti vengono esposte a lettere cubitali le varie eccellenze e percentuali di  A* -il voto massimo che uno studente può raggiungere-. I docenti insegnano agli studenti che bisogna essere competitivi per tenere alta la reputazione della propria scuola e chi non si abitua, collezionando risultati negativi, viene espulso e costretto a frequentare &#8220;public schools&#8221; di serie B. La scuola italiana da tempo sembra avviata in questa direzione. Già adesso i nostri istituti partecipano a questa corsa a chi si accaparra più studenti ed un tale fenomeno si incrementa ogni anno. A novembre le televisioni locali mandano i primi spot pubblicitari sulle varie scuole e nelle piazze si intravedono i primi banchetti di rappresentanza. Vogliamo davvero che l&#8217;educazione pubblica vada in questa direzione? È giusto che la scuola assuma e trasmetta queste politiche imprenditoriali?</p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignnone size-medium wp-image-574" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/10884655_973409889353660_295397436_n-e1419637066121-300x215.jpg" alt="La Buona Scuola, di Marco de Rose" width="300" height="215" /></p>
<p style="text-align: justify"><em> vignetta di Marco De Rose: &#8220;Renzi consegna la scuola a Marchionne&#8221; (2014)</em></p>
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