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	<title>Torquemada &#187; Iraq</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Isis, minaccia islamica contro l’occidente</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 15:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Purpura]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[IS, ISI o ISIS, indipendentemente dalla denominazione attraverso la quale si decida di farvi riferimento, il sedicente Stato Islamico guidato dal Califfo Abu-Bakr al-Baghdadi, continua tanto a intimorire quanto a sconcertare non soltanto l’occidente ma, ritengo sia possibile affermarlo con estrema sicurezza, tutti coloro i quali siano in grado di comprendere cosa il rispetto della dignità umana, il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza di ogni individuo siano. L’ISIS è sì macabro sadismo, ma non solo. L’ISIS si mostra al mondo come una nuova, vera e propria, formazione terroristica palesemente ispirata al fondamentalismo islamico e che, al pari]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>S, ISI o ISIS, indipendentemente dalla denominazione attraverso la quale si decida di farvi riferimento, il sedicente <b>Stato Islamico guidato dal Califfo Abu-Bakr al-Baghdadi</b>, continua tanto a intimorire quanto a sconcertare non soltanto l’occidente ma, ritengo sia possibile affermarlo con estrema sicurezza, tutti coloro i quali siano in grado di comprendere cosa il rispetto della dignità umana, il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza di ogni individuo siano. <b>L’ISIS è sì macabro sadismo, ma non solo</b>.</p>
<p>L’ISIS si mostra al mondo come una nuova, vera e propria, formazione terroristica palesemente ispirata al fondamentalismo islamico e che, al pari di altre organizzazioni (Al-Qaeda) sorte in questi ultimi decenni, non esita a <b>manifestare una radicale avversione verso il mondo occidentale</b> e tutto ciò che quest’ultimo ha rappresentato fino a oggi. In linea di principio, <b>l’egemonia del califfato dovrebbe potersi estendere a tutto il mondo islamico</b>. Risulta difficile, se non impossibile, censire i membri attivamente operanti in qualità di militanti tra le fila dell’ISIS.<br />
Ciononostante, di contro, è apparso più semplice determinare, almeno fino a oggi, la provenienza degli affiliati all’esercito: questi, infatti, <b>proverrebbero perlopiù da quello che è stato definito come “libero esercito siriano”</b> (sarebbero più di 6.500 i soldati siriani unitisi all’ISIS nel luglio di quest’anno).<br />
Malgrado la tempestiva reazione posta in essere dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti d’America, <b>la situazione appare ulteriormente aggravata</b> nel momento in cui si volge lo sguardo oltre la singola organizzazione, concentrandoci, per esempio, sulla collocazione territoriale della stessa; questa, infatti, ponendosi nel cuore dell’area medio-orientale, rappresenta <b>una minaccia tanto verso il “polmone” energetico del pianeta</b>, inevitabilmente fulcro di pesantissimi interessi economici, quanto <b>verso gli equilibri mondiali già sufficientemente precari</b> prima ancora dell’avvento, o, per meglio dire, ritorno dello Stato Islamico.<br />
<b>Il fanatismo religioso e la carica ideologica anti-occidentale</b>, che formano la base “culturale” dell’ISIS, rischiano di dare al sedicente Stato islamico una forza travolgente e dilagante anche in aree prossime al medio-oriente, come l’Africa settentrionale, nella quale vi sono Paesi, tra tutti Libia e Algeria, che, dopo la “primavera africana”, stanno attraversando una fase di grande turbolenza, tale da potere essere un filo conduttore verso gravissime derive fondamentaliste.<br />
Ciò risulta avallato da quanto accaduto il tredici novembre scorso, <b>ovvero la decapitazione di un attivista libico</b> per mano di alcuni membri dell’Ansar al Sharia, gruppo libico, giustappunto affiliato all’ISIS.</p>
<p>Quel che va pian piano emergendo e imponendosi è non soltanto l’immagine di una organizzazione terroristica che, <b>se non contrastata adeguatamente potrebbe farsi portatrice di azioni ancora più gravi</b> rispetto a quelle realizzate fino a oggi, ma anche, e soprattutto, una entità riconosciuta ed eretta a simbolo di un più grande sentimento e spirito sia di rivolta che di guerra, connotata da una sempre più rapida diffusione capillare. Questo deve essere assolutamente oggetto di riflessione.<br />
A tal proposito quel che preoccupa maggiormente è il riscontro che il movimento sta ottenendo anche all’interno dei confini europei.<br />
Stando a quanto riportato dai servizi di intelligence e organismi antiterrorismo, sarebbero circa <b>quattromila i francesi assoldatisi liberamente al sedicente Stato Islamico</b> e altri tremila i volontari provenienti da altre nazioni europee, tra le quali anche l’Italia.<br />
Si tratta di un numero irrilevante, o quasi, se confrontato alle forze militari delle quali dispongono le nazioni della coalizione anti-ISIS, ma che non può lasciare indifferenti nel momento in cui si pensi che alla base dello Stato Islamico stia <b>un radicato odio proprio verso l’Europa</b> e, in generale, l’occidente.<br />
Quanto detto fin qui trova ulteriore conferma nelle dichiarazioni che già a settembre erano state rilasciate da Gilles de Kerchove, coordinatore europeo antiterrorismo.<br />
È un eufemismo affermare quanto non sia semplice controllare ed arginare un nemico come quello del quale si è detto fin qui, ma <b>si può certamente nutrire una più che fondata speranza nel “buon esito” delle azioni militari programmate dalla coalizione</b>, perché questa risulta maggiormente munita e tecnologizzata dal punto di vista militare rispetto al proprio avversario.</p>
<p>Che questo possa giustificare un profondo respiro di sollievo? Sì.</p>
<p>Ma è bene si resti sempre coscienti del fatto che esistano movimenti, strategie e “migrazioni” che anche le più moderne tecnologie non possono tenere sotto controllo.</p>
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