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	<title>Torquemada &#187; Inghilterra</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Cosa accadrebbe se ci trovassimo all&#8217;improvviso senza la Regina Elisabetta?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 10:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Bresolin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Giulia. &#8220;God Save our gracious Queen! Long live our noble Queen, God save the Queen!&#8221;. Così recitano i primi tre versi dell&#8217;Inno Nazionale del Regno Unito. Tranquilli, la Regina gode di ottima salute, e a settembre, la durata del suo regno supererà quello della regina Vittoria. Un traguardo certo storico; ma non dimentichiamo che la regina Elisabetta ha ormai 89 anni e, nonostante la Regina Madre se ne sia andata a 102 anni (e questo le fa ben sperare) il suo funerale, soprannominato &#8220;The bridge&#8221;, è stato pianificato già da tempo. Per il Regno Unito la morte della sua regina sarebbe un salasso&#8230; Come riporta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="A" class="cap"><span>A</span></span> Giulia.</p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;God Save our gracious Queen! Long live our noble Queen, God save the Queen!&#8221;. </em>Così recitano i primi tre versi dell&#8217;Inno Nazionale del Regno Unito. Tranquilli, la Regina gode di ottima salute, e a settembre, la durata del suo regno supererà quello della regina Vittoria. Un traguardo certo storico; ma non dimentichiamo che la regina <strong>Elisabetta</strong> ha ormai <strong>89 anni</strong> e, nonostante la Regina Madre se ne sia andata a 102 anni (e questo le fa ben sperare) il suo funerale, soprannominato<strong> &#8220;The bridge&#8221;</strong>, è stato pianificato già da tempo.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Incoronazione-Elisabetta-II.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2056" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Incoronazione-Elisabetta-II-224x300.jpg" alt="Incoronazione Elisabetta II" width="224" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per il Regno Unito la morte della sua regina sarebbe un salasso&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify">Come riporta il quotidiano<strong> la Stampa</strong>, quello della di lei dipartita  sarà un giorno triste, per i suoi devoti sudditi certamente, ma, non di meno, anche per le casse dello stato britannico. Una ricerca compiuta dal giornalista inglese <strong>Rob Price</strong> ha preso in considerazione una s<strong>erie di accadimenti</strong> successivi alla morte della sovrana: la <strong>Borsa</strong> dovrebbe chiudere per un breve periodo, così come tutti gli uffici della City. Verrebbe proclamato un <strong>lutto nazionale</strong> per almeno 12 giorni, la BBC modificherà ovviamente i suoi palinsesti,  rinunciando a mandare in onda commedie e show, con una prevedibile perdita di fatturato pubblicitario. Solamente i due giorni di vacanza dal lavoro per il <strong>funerale</strong> e per <strong>l’incoronazione di Carlo</strong> (o di William? ops&#8230;) costeranno tra <strong>1</strong> e <strong>5 miliardi</strong> di sterline per il Pil. Ci saranno poi i costi per le cerimonie, tutt’altro che indifferenti.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/XAG101-416_2010_104014_med.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2025" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/XAG101-416_2010_104014_med-300x195.jpg" alt="XAG101-416_2010_104014_med" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ma non è tutto: Bisognerà ovviamente cambiare tutte le effigi che la ritraggono, presenti nelle <strong>banconote</strong> e in tutte le <strong>monete</strong>, da sostituire con quelle del successore. Lo stesso per i <strong>francobolli</strong>. Tutto quello che oggi porta l&#8217;insegna personale reale &#8220;<strong>E II R&#8221; </strong> (Elisabetta II Regina) dovrà essere sostituito, e non solo gli stendardi militari e le mille altre insegne&#8230;. gli inglesi, da bravi sudditi, la sigla l&#8217;hanno anche apposta su tutti gli elmetti della polizia e su tutte le cassette postali. Andranno cambiati anche tutti i <strong>passaporti</strong>, sui quali è riportata scritta la richiesta a &#8220;Sua Maestà&#8221; (Her Majesty) di lasciar passare il titolare del documento. Verrà anche modificato lo stesso Inno nazionale, da &#8220;God Save the Queen&#8221; a &#8220;God Save the King&#8221;. Cambierà anche l’aspetto di <strong>Trafalgar Square</strong>. Sul quarto pilastro, rimasto vuoto per 150 anni, verrà quasi sicuramente eretto un monumento in suo onore.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/E-II-R.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2058" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/E-II-R-300x225.jpg" alt="E II R" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>&#8230; E per non parlare della successione al trono.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Secondo l&#8217;ordine di successione dinastica al trono d&#8217;Inghilterra, a succedere ad Elisabetta sarà <strong>Carlo</strong>, ma sono in molti a sostenere che tra il principe del Galles e la madre ci sia un <b>patto segreto</b> per la rinuncia al trono in favore di <strong>William</strong>, secondo in linea di successione. Non è una novità: in passato frequenti tradimenti ai danni della compianta <b>Diana</b> e i numerosi strafalcioni gli avevano di fatto alienato il consenso dei sudditi, tanto che il <b>passaggio di testimone</b> al figlio maggiore sembrava un fatto assodato. Eppure negli ultimi anni ha saputo risollevarsi, adottando un basso profilo che gli ha consentito di evitare ulteriori attacchi da parte della stampa scandalistica; in questo sicuramente aiutato da <strong>Camilla</strong>, che, sicuramente non all&#8217;altezza di sostituire nell&#8217;immaginario collettivo l&#8217;immagine Diana, ha comunque dimostrato al popolo britannico di essere una degna componente della famiglia reale. E così non deve stupire se i <b>sondaggi</b> ci dicono che nonostante William e Kate mandino le folle in visibilio, i cittadini britannici preferirebbero vedere Carlo e Camilla nei panni di <b>re e principessa consorte</b>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/39_0.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2057" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/39_0-300x300.jpg" alt="39_0" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">A quanto riportato dal sito di Dagospia, Carlo starebbe già da due anni, informalmente, <strong>&#8220;co-reggendo&#8221;</strong> al trono: la prima apparizione congiunta madre-figlio, in una cerimonia di grande portata simbolica, è datata all&#8217;8 maggio del 2013, in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno parlamentare che si tiene alla <strong>Camera dei Lord</strong>, dove era seduta sul podio in compagnia del figlio Carlo e di Camilla. Per l&#8217;occasione, lungo il tragitto tra palazzo reale e parlamento, Carlo e Camilla seguivano il corteo a bordo della <strong>Glass Coach</strong>, la carrozza reale per antonomasia. Non bastasse, nel novembre dello stesso anno, Carlo sostituì la Regina al <strong>summit</strong> dei paesi del Commonwealth, l&#8217;associazione delle ex-colonie britanniche, in Sri Lanka. <strong>&#8220;Una poltrona per due&#8221;</strong> secondo la stampa inglese, ma non sempre, come insegna la storia, un reggente diventa poi re per davvero.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; proprio il caso, insieme ai nostri amici inglesi, di fare nostri anche gli ultimi due versi della prima strofa dell&#8217;Inno Nazionale: <em>&#8220;long to reign over us, </em><em>God save the Queen!&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center"> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Regina_Elisabetta_II_Annigoni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2059" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/03/Regina_Elisabetta_II_Annigoni-203x300.jpg" alt="Regina_Elisabetta_II_Annigoni" width="203" height="300" /></a></p>
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		<title>John &#8220;Mad Jack&#8221; Churchill</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 12:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ufficiale che entri in combattimento senza la sua spada non è adeguatamente vestito. John Malcolm Thorpe Fleming Churchill nasce il 16 settembre 1906 in Surrey. Dopo aver frequentato il King William’s College, sull’Isola di Man, e il prestigioso Royal Sandhurst College, inizia la carriera militare nel Manchester Regiment, assegnato alla Birmania. Qui può dedicarsi alle sue passioni, come la motocicletta, la cornamusa e il tiro con l’arco. Dopo dieci anni, abbandona l’esercito e svolge vari mestieri, in giro per l’Impero britannico: tra gli altri, il redattore di giornale, il modello e l’attore. Si distingue inoltre come secondo classificato in]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><em><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>n ufficiale che entri in combattimento senza la sua spada non è adeguatamente vestito.</em></p>
<p style="text-align: justify">John Malcolm Thorpe Fleming Churchill nasce il 16 settembre 1906 in Surrey. Dopo aver frequentato il King William’s College, sull’Isola di Man, e il prestigioso Royal Sandhurst College, <strong>inizia la carriera militare nel Manchester Regiment, assegnato alla Birmania</strong>. Qui può dedicarsi alle sue passioni, come la motocicletta, la cornamusa e il tiro con l’arco.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo dieci anni, abbandona l’esercito e svolge vari mestieri, in giro per l’Impero britannico: tra gli altri, il redattore di giornale, il modello e l’attore. <strong>Si distingue inoltre come secondo classificato in una competizione di cornamusa (1937) e come membro della squadra britannica ai campionati mondiali di tiro con l’arco in Norvegia (1938), ma solo quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale, può finalmente dare il meglio di sé</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Richiamato al suo reggimento, si trova nel 1940 a far parte del <strong>Corpo di Spedizione Britannico in Francia</strong>. In un villaggio francese, la sua unità tende un’imboscata ad una pattuglia tedesca, e <strong>Mad Jack dà il via all’attacco trafiggendo il sergente tedesco con una freccia scagliata dal suo arco lungo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/mad-jack-2.jpg"><img class="wp-image-1700 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/mad-jack-2-205x300.jpg" alt="mad jack 2" width="225" height="329" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Combatte ancora a Dunkerque proteggendo la ritirata alleata, poi si offre volontario per i Commandos, ma <strong>prima di tornare al fronte, si sposa</strong>. Il suo primo raid è a Vagsøy, Norvegia, il 27 dicembre 1941.<strong> Churchill è il primo a balzare a terra, suonando la cornamusa e scagliando granate</strong>. Per queste azioni, è decorato con la Military Cross &amp; Bar.</p>
<p style="text-align: justify">Nella campagna d’Italia, nell’estate &#8217;43, egli prosegue questa tradizione, <strong>sia in Sicilia che a Salerno</strong>, sbarcando sulla spiaggia vestito con i colori reggimentali, la spada al fianco e l’arco e la cornamusa a tracolla. Al di là dell’apparenza anacronistica, Mad Jack guida i suoi commando alla vittoria, come a Molina, sopra Salerno, dove <strong>quasi da solo cattura 42 soldati tedeschi</strong>, compresa una squadra di mortai.</p>
<p style="text-align: justify">La sua avventura successiva è, la primavera seguente, <strong>in Jugoslavia</strong>, dove opera dal quartier generale di Tito, sull’isola di Lissa. Churchill guida 43 britannici e circa 1500 partigiani all’attacco dell’isola di Brazza, ma i Tedeschi oppongono una resistenza più forte del previsto. Mentre avanza verso le posizioni nemiche, suonando la cornamusa, <strong>è ferito e catturato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Finisce nel campo di concentramento di Sachsenhausen, presso Berlino, da cui riesce a fuggire, con un compagno di prigionia</strong>. Tuttavia, sono ricatturati a pochi chilometri dalla costa del Baltico. A fine guerra, è trasferito in Tirolo sotto custodia delle SS, insieme ad altri prigionieri di alto rango. Temendo di essere fucilati, si appellano ad un generale della Wehrmacht, e sono rilasciati all’inizio di maggio. A questo punto, <strong>Mad Jack attraversa le Alpi a piedi, scendendo fino ad incontrare le forze corazzate statunitensi presso Verona</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/mad-jack-3.jpg"><img class="wp-image-1701 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/mad-jack-3-300x220.jpg" alt="mad jack 3" width="340" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Per lui, però, la guerra non è finita, e chiede subito di essere inviato<strong> in Birmania</strong>, dove si combatte ancora contro i Giapponesi. La notizia di Hiroshima e Nagasaki lo coglie quando è ancora in India, e gli fa esclamare: «Maledetti yankees! Se non fosse stato per loro, avremmo potuto continuare a combattere per dieci anni!».</p>
<p style="text-align: justify">Nel dopoguerra, la sua vicenda bellica ha un epilogo come comandante in seconda del 1° battaglione del Highland Light Infantry, <strong>di stanza in Palestina</strong>. Nel 1948, nei concitati prodromi della prima guerra arabo-israeliana, si trova ad agire come forza d’interposizione tra le due parti.</p>
<p style="text-align: justify">Il tenente colonnello Jack Churchill trascorre gli ultimi anni da militare, fino al 1959, con mansioni di istruttore e amministrative. Questo non gli impedisce di dedicarsi a passatempi “normali” e riposanti come fare surf, pilotare navi a vapore sul Tamigi e giocare con modelli navali radiocomandati. <strong>Muore l’8 marzo 1996, alla soglia dei novant’anni</strong>.</p>
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		<title>Il 2014 letto da Torquemada</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 17:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eugenio Runco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche questo Natale è passato e l&#8217;anno del Signore bismillesimodecimoquarto volge ormai al termine. Un copione senz&#8217;altro vissuto già diverse volte, quello della tregua di dicembre, in cui si cerca di pensare il meno possibile alla fine delle feste, perdendosi nel rosso degli addobbamenti natalizi, e dopo ancora in quello di cravatte, foulards e altri indumenti da procurarsi per la notte di San Silvestro. Cos&#8217;ha questa fine d&#8217;anno di diverso da tante altre? Davvero poco, giusto però il dettaglio che, già all&#8217;antivigilia della Natività, sono incominciate le pubblicazioni di Torquemada. È inutile indugiare in ulteriori auspici o dichiarazioni di intenti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><b><span title="A" class="cap"><span>A</span></span>nche questo Natale è passato e l&#8217;anno del Signore bismillesimodecimoquarto volge ormai al termine.</b> Un copione senz&#8217;altro vissuto già diverse volte, quello della tregua di dicembre, in cui si cerca di pensare il meno possibile alla fine delle feste, perdendosi nel rosso degli addobbamenti natalizi, e dopo ancora in quello di cravatte, foulards e altri indumenti da procurarsi per la notte di San Silvestro. <b>Cos&#8217;ha questa fine d&#8217;anno di diverso da tante altre?</b> <b>Davvero poco</b>, giusto però il dettaglio che, <b>già all&#8217;antivigilia della Natività, sono incominciate le pubblicazioni di Torquemada.</b></p>
<p align="JUSTIFY">È inutile indugiare in ulteriori auspici o dichiarazioni di intenti. Bastano il manifesto e le presentazioni, più o meno estese, che i più accorti fra i nostri “venticinque lettori” avranno già visionato. <b>In questo sproloquio di fine anno è sufficiente esprimere la soddisfazione di vedere finalmente avviato questo progetto dall&#8217;indole </b><i><b>incendiaria</b></i><b>;</b> e compiacersi che questa <i>rivista di inquisizione telematica</i> abbia iniziato a disporre e condurre le sue meticolose e pedanti indagini.</p>
<p align="JUSTIFY">Qualcuno indubbiamente sarà riuscito a storcere il naso semplicemente per aver dovuto richiamare alla mente il clero spagnolo del quindicesimo secolo. <b>Sai e tonsure destano ricordi di epoche tenebrose, spettri di tempi difficili che sarebbe preferibile obliare.</b> Da dove sortiscano queste scomode, ma vitalissime, rimembranze a cinque secoli di distanza, è una domanda lecita, interessante, e si può ben dire obbligata; purtroppo però se volessimo svolgerla adesso, riusciremmo a travalicare la vaghissima linea del nostro tema. <b>Riprendendo dunque a parlare poco seriamente, torniamo a respirare l&#8217;area sublime e ammuffita dei tufi bruni del tardogotico, che di lì a pochi anni, sarebbe stata spazzata via</b> e accantonata per sempre, addirittura in un solo istante, da un solo uomo, da un solo stivale che toccava la sabbia: <b>il 12 ottobre del 1492. Il medioevo, prima di questo capodanno del nuovo mondo, dopotutto era brutto per colpa di quei fanatici dal pizzetto brizzolato</b>: “non l&#8217;avete visto <i>Il nome della rosa?”</i></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Adesso i tempi sono cambiati</b>: le invenzioni della modernità e le rapide del progresso hanno divelto l&#8217;ignoranza per sempre. <b>Non ci sono più analfabeti, ma al minimo semicolti.</b> Cosa riuscirebbe a dire S. Pietro d&#8217;Arbués di fronte alla chiesa cubo e al politicamente corretto, ammesso che si risvegli oggigiorno dal martirio.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Ma il 2014 è stato tanto diverso dal 1478? Togliendo lo stato della tecnica, i due continenti in più, Piero Angela e il passaggio a Nord Ovest, si possono trovare delle corrispondenze tra l&#8217;anno che sta per finire e quello in cui fu istituita l&#8217;Inquisizione Spagnola?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Proviamo, in un vortice discendente di serietà, a cercare qualche convergenza. Il <b>1478</b> si aprì all&#8217;insegna dell&#8217;<b>espansione moscovita</b> colla presa, senza combattere, di <b>Novgorod</b> da parte di <b>Ivan III il grande</b>. Più o meno la stessa cosa non vale per il <b>2014</b>, in cui abbiamo assistito al <b>ritorno</b>, anche qui senza colpo ferire, <b>della Crimea alla Russia</b>? Pensate che l&#8217;allargamento territoriale causò ad Ivan III non pochi problemi coi mercanti della <b>Lega Anseatica</b>, proprio gli stessi avidi argentari baltico-tedeschi che danno sanzioni e fastidi a <b>Putin</b>, anche se dietro la ditta dell&#8217;<b>Unione Europea</b>. Ah queste corporazioni di banchieri che indebitano i principi, oggi più di allora!</p>
<p align="JUSTIFY"><b>In Italia all&#8217;epoca aveva luogo la </b><i><b>congiura dei Pazzi</b></i>, e proprio pochi mesi fa c&#8217;era ancora del baccano fra i toscani con <b>Matteo Renzi</b> che scalzava <b>Enrico Letta</b> dalla presidenza del consiglio, inaugurando forse una nuova <b>signoria</b>. Cinquecentotrentasei anni or sono si vedeva <b>un gran movimento in Vaticano</b> colle ristrutturazioni di <b>Sisto IV</b>, e similmente, a quanto pare, con <b>Francesco I</b>, anche se questa volta l&#8217;edilizia c&#8217;entra poco&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 1478 <b>Boabdil di Granada</b> si godeva ancora la frescura dell&#8217;<b>alhambra</b>, <b>Costantinopoli</b> non era caduta da molto tempo, e <b>la minaccia saracena era avvertita come reale e incombente</b>. Anche oggi corrono voci di <b>un&#8217;ombra a oriente</b>: proprio dal 2014 sulla terra cammina di nuovo un <b>Califfo</b>, non più ovviamente Al Mustanjid, o <b>Maometto II</b> e il suo Gedik Ameht Pascià, che nel 1480 avrebbe martirizzato gli <b>813 beati idruntini</b>, ma <b>Abù Bakr al Baghdadi</b>. Non meno martirizzatore di Cristiani questo <b>sanguinario signore dell&#8217;Iraq e del Levante</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Sempre nel 1478, l&#8217;isola di Britannia ospitava un regno in più, quello di <b>Scozia</b>, con a capo <b>Giacomo III Stuardo</b>, principe cristianissimo, tanto che nel &#8217;72 era riuscito a far elevare la <b>arcidiocesi di St. Andrews</b> al rango metropolitano; e nel 1486 avrebbe ricevuto la <b>rosa d&#8217;oro</b> benedetta con cui il papa (questa volta Innocenzo VIII), dal concilio di Tours ad oggi, onora regnanti e reggitori dei paesi cristiani. Giacomo, re tanto devoto, era però mal visto dai sui sudditi per la politica troppo favorevole all&#8217;<b>odiata Inghilterra</b>. Quest&#8217;ultimo paese nel 1603 avrebbe tolto la Scozia dal novero delle nazioni. E <b>per la triste ironia della storia, proprio in questo 2014 che volge alla fine, il popolo delle Highlands, che per trecento anni aveva con fierezza reclamato l&#8217;indipendenza, conquistata rumorosamente e faticosamente la ghiotta occasione di un referendum, ha preferito restare nel Regno Unito.</b></p>
<p align="JUSTIFY">Considerando ora il paese d&#8217;origine dell&#8217;Inquisizione, <b>la Spagna</b>, ci sarebbero talmente tante cose di cui discutere, che tutto il tempo rimasto al 2014 non basterebbe. Mi limiterò a riportare che a giugno re <b>Juan Carlos I di Borbone e Borbone delle Due Sicilie</b> ha lasciato il trono da cui ora regna suo figlio <b>Filippo VI</b>. A proposito di <b>avvicendamenti reali</b>, <b>questa sera</b> il presidente della Repubblica Italiana, <b>Giorgio Napolitano</b>, <b>potrebbe non parlare soltanto di lavoro, di tempi duri, di ricerca, di giovani e di eccellenza apprezzata nel mondo</b>, come suole fare da otto anni quando si rivolge agli italiani a fine dicembre. Vedremo tra qualche ora.</p>
<p align="JUSTIFY">Tornando al passato, nel quattrocento era dappertutto viva la memoria delle <b>grandi pestilenze</b> del secolo precedente e senza dubbio ai primi posti di una classifica delle angosce di allora c&#8217;era la <b>peste nera</b>. Anche nel XXI secolo il <b>terrore delle epidemie</b> tiene ostinatamente la testa della graduatoria. Il caso dell&#8217;<b>ebola</b>, il cui panico è cresciuto fino a livelli non proporzionali ai rischi effettivi (come già da altri inquisitori <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" title="Babbo Natale, Ebola, e altre Simpatiche Fregnacce" href="http://www.torquemada.eu/2014/12/27/babbo-natale-ebola-e-altre-simpatiche-fregnacce/" target="_blank">qui</a> </span>osservato) ne è l&#8217; esempio più appariscente.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>I dati dei </b><i><b>“perché”</b></i><b> più cercati su Google</b> dagli utenti di lingua italiana, n<b>on solo confermano questa inquietante tendenza, ma sottolineano anche come il timore si declini in forme squisitamente congruenti ai cliché sul medioevo</b>. Al primo posto troviamo <i>“perché vengono le blatte”</i>, e al sesto <i>“perché vengono i pidocchi”.</i> Il più razionale, e oserei dire quasi “illuministico”, <i>“bugiardino”</i> è solo in terza posizione, dietro a <i>“perché Pepa muore”</i>. Ecco dove vedere<a href="http://www.google.it/trends/topcharts#vm=trendingchart&amp;cid=e108f954-0619-445e-8c37-66c7b7b7319a&amp;geo=IT&amp;date=2014&amp;cat=%20" target="_blank"> la classifica completa</a>. Lascia un po&#8217; di tristezza il <i>“perché si soffre”</i> in quinta posizione. E senza tema di smentite si può affermare che <b>il fatto che una oceanica quantità di persone cerchi di autodiagnosticarsi patologie attraverso i motori di ricerca, fa sorgere un certo rimpianto di barbieri e cerusici quattrocenteschi.</b></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Per quanto abbiamo considerato fin qui, qualche analogia tra l&#8217;ultimo quarto del quindicesimo secolo e il primo quarto del terzo millennio dovremmo averla individuata</b>. E forse ora converrete che Tomàs de Torquemada, o chi dei suoi, potrebbe esprimersi ed essere capito anche nel tempo presente. <b>Dunque tornando ai trend di Google, possiamo finalmente osservare come la risposta ai problemi contemporanei che gli italiani invocano a gran voce sia chiaramente l&#8217;inquisizione</b>. La top ten dei <i>“come fare”</i> più ricercati del 2014, registra infatti in prima posizione proprio il termine: <i>“barbecue”</i>.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.google.it/trends/topcharts#vm=trendingchart&amp;cid=86286fe2-81d8-40a8-8b80-6391e8d8ec6e&amp;geo=IT&amp;date=2014&amp;cat=" target="_blank">Eccola</a>.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Non si può concludere senza augurare al Cortese Lettore un focoso 2015.</b></p>
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