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	<title>Torquemada &#187; hardwork</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Giovani di successo: in Italia si può!</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2015 10:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katherine Melendrez]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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		<category><![CDATA[Wired Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Al liceo mi sentivo un genio perché studiavo tenendo aperti sulla scrivania più libri e quaderni contemporaneamente, avevo una bacheca su cui segnavo le cose da fare, e mi appuntavo le cose sulla finestre usando i pennarelli che scrivono su vetro in stile John Nash. I primi anni di università ho cominciato ad andare a lezione prendendo nota su un pc 11” che pesava 10Kg. Oggi scrivo la tesi su un pc con uno schermo 13”, ultraleggero, e leggo paper su un tablet. In una parola? Progresso. Ci troviamo in un’epoca straordinaria in cui il nostro stile di vita cambia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="A" class="cap"><span>A</span></span>l liceo mi sentivo un genio perché studiavo tenendo aperti sulla scrivania più libri e quaderni contemporaneamente, avevo una bacheca su cui segnavo le cose da fare, e mi appuntavo le cose sulla finestre usando i pennarelli che scrivono su vetro in stile John Nash. I primi anni di università ho cominciato ad andare a lezione prendendo nota su un pc 11” che pesava 10Kg. Oggi scrivo la tesi su un pc con uno schermo 13”, ultraleggero, e leggo paper su un tablet.<br />
In una parola? Progresso.</p>
<p style="text-align: justify">Ci troviamo in un’epoca straordinaria in cui il nostro stile di vita cambia in modo radicale nel giro di due o tre anni, e abbiamo la fortuna di accedere a un numero illimitato di informazioni. Qualche settimana fa sono stata al Wired Festival, e proprio una delle frasi simbolo dell’evento è stata “<em>viviamo in un’epoca in cui distruggere un’informazione costa molto più che archiviarla</em>”.<br />
Ho un fratello che quest’anno deve affrontare l’esame di maturità, e da qualche tempo a questa parte lui e i suoi amici mi chiedono in continuazione quale facoltà scegliere. Da economista<em> forward-looking</em> quale sono, rispondo spesso “più che la facoltà in se, fai sempre in modo essere <em>at the right place at the right time</em>”. In economia esiste una sconfinata letteratura sul fatto che il maggiore driver della crescita economica sia il progresso tecnologico. Quello che però vorrei sottolineare, è che il progresso non ha sesso, è meritocratico e soprattutto, il progresso non ha età. Il progresso siamo noi.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://katherimel.files.wordpress.com/2015/06/hardwork.jpg"><img class="  wp-image-351 aligncenter" src="https://katherimel.files.wordpress.com/2015/06/hardwork.jpg?w=300" alt="hardwork" width="421" height="284" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ad esempio, vorrei riportare la storia di un amico che stimo profondamente.<br />
Si chiama Stefano, classe 1990, è laureato in Biotecnologie Industriali in Bicocca, poco prima di laurearsi in specialistica, gli erano già stati offerti un dottorato e la possibilità di essere assunto come ricercatore in una spin-off finanziata della stessa università, biglietti da visita, telefono aziendale e un ufficio. Per chi sa qual è la situazione italiana per quanto concerne il paradigma <em>giovani-ricerca-Italia</em>, capirà che Stefano è una sorta di eroe.<br />
Come se non bastasse, è stato per anni collaboratore di una piattaforma di istruzione digitale, <a href="http://www.oilproject.org">Oilproject</a>, oggi finanziata da WCAP (gruppo Telecom); è co-fondatore di <em><a href="http://italiaxlascienza.it/main/">Italia Unita per la Scienza</a></em>, un&#8217;associazione di divulgazione scientifica  la cui pagina Facebook conta più di 30.000 like, un unicum in Italia che pertanto ha avuto l’onore di essere citato su <a href="http://news.sciencemag.org/people-events/2013/06/around-italy-researchers-rally-defend-science" target="_blank"><em>Science</em></a>. Oltre a tutto questo, viene spesso invitato da <em>Radio Statale</em> per dire la sua in un programma di approfondimento scientifico intitolato <em>Breaking Lab,</em> e tanto per non farsi mancare nulla, passerà l’estate in una Summer School a Stoccarda. Ci troviamo quindi davanti a un raro esemplare di maschio multitasking, e per chi fosse interessata, è anche single!<br />
Non è una questione di trovare una ragazza a un amico (forse sì), il punto è che, in un periodo in cui i “<em>grandi</em>” non fanno altro che definirci bamboccioni, <em>choosy</em> e scansafatiche, mi fa davvero piacere sentire giovani che riescono ad avere successo, senza sotterfugi, scappatoie o escamotage.</p>
<p style="text-align: justify">Ho riportato questo caso perché ad oggi, la ricerca è un settore delicato, ma durante il mio percorso, ho avuto la fortuna di conoscere un sacco di giovani in gamba, brillanti e di successo. Persone normali, che quando possono girano il mondo, parlano fluentemente due lingue straniere e ne masticano una terza, hanno un lavoro che li gratifica, fondano start-up nel tempo libero, hanno una vita sociale e ogni giorno dimostrano che se sei una persona brillante, nel mondo là fuori troverai spazio per realizzarti.<br />
Viviamo in un&#8217;epoca in cui esistono infiniti modi per investire su noi stessi, reinventarci, cogliere opportunità e perché no, crearle. Possiamo prendere un aereo dall’oggi al domani senza dover ipotecare la casa, imparare una lingua guardando video su Youtube e studiare l’albero genealogico dei Capetingi su Wikipedia. Perché è vero che bisogna trovarsi <em>at the right place at the right time</em>, ma è che anche vero che la fortuna molto spesso va costruita, perché <em>homo faber fortunae suae</em>.</p>
<p style="text-align: justify">O almeno, finché sono giovane, a me piace pensarla così!</p>
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