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	<title>Torquemada &#187; Google</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Tizen by Samsung: serve davvero un altro sistema operativo?</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/11/tizen-by-samsung-serve-davvero-un-altro-sistema-operativo/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 06:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Staffa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un panorama sempre più saturo di sistemi operativi, Samsung annuncia la commercializzazione (per il momento venduto solo in India, paese in cui viene anche prodotto) dello Z1, tra l&#8217;altro nome molto originale (citofonare Sony), con Tizen OS. Tizen OS è un sistema linux based che dovrebbe essere performante anche con caratteristiche hardware non elevate. Inoltre, l&#8217;interfaccia rimane molto simile alla personalizzazione Samsung di Android, la Touchwiz. Di recente Samsung ha annunciato che utilizzerà il suo nuovo SO anche sulle sue Smart Tv e, in futuro, lavatrici e altri elettrodomestici, in modo da creare una gamma di prodotti che utilizzano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>n un panorama sempre più saturo di sistemi operativi, <strong>Samsung annuncia la commercializzazione (per il momento venduto solo in India, paese in cui viene anche prodotto) dello Z1, tra l&#8217;altro nome molto originale (citofonare Sony), con Tizen</strong> OS. Tizen OS è un sistema linux based che dovrebbe essere performante anche con caratteristiche hardware non elevate. Inoltre, l&#8217;interfaccia rimane molto simile alla personalizzazione Samsung di Android, la Touchwiz. <strong>Di recente Samsung ha annunciato che utilizzerà il suo nuovo SO anche sulle sue Smart Tv e, in futuro, lavatrici e altri elettrodomestici, in modo da creare una gamma di prodotti che utilizzano lo stesso software</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ma se ne sentiva davvero il bisogno?</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente più scelta si ha e meglio è, ma negli ultimi tempi molti altri hanno provato a distanziarsi dalle scelte comuni, come per esempio Jolla con Sailfish OS, la stessa BlackBerry di cui abbiamo parlato qualche articolo fa, con scarsi risultati. <strong>Perciò, perché buttarsi in una nuova avventura così rischiosa, quando già ai tempi BADA (vecchio OS sviluppato e usato da Samsung sulla linea Wave) fu lasciato morire?</strong></p>
<p style="text-align: justify">È presto detto. Samsung, vorrebbe fare un po&#8217; come Apple e usare il suo OS <strong>per vendere soprattutto i suoi servizi, come Cloud e Store, e per lanciare un avvertimento a Google</strong>, che se dovesse fare qualche mossa azzardata, sia commercialmente (ricordiamo l&#8217;acquisto di Motorola e poi la vendita a Lenovo) che con Android, perderebbe il miglior alleato. Alleato che però grazie ad Android ha raggiunto l&#8217;apice nel settore smartphone. Proprio per questo Samsung ha annunciato di non voler abbandonare Android, ma anzi, perseguirà la via, già iniziata con gli smartwatch che montano Tizen, di una interazione avanzata tra i due sistemi operativi.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Z1-vs-A3.jpg"><img class="wp-image-1667 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Z1-vs-A3-300x168.jpg" alt="Z1 vs A3" width="321" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ma si sa, spesso le parole non sono seguite dai fatti, e forse in questo 2015 capiremo che intenzioni ha Samsung. <strong>Aspettiamo la presentazione del Galaxy S6 e vedremo se, come alcun rumor non ufficiali affermano, ci saranno due versioni, una con Android e l&#8217;altra con Tizen</strong>. Molto probabilmente tutto ciò non avverrà ma se così dovesse essere la strada potrebbe essere tracciata e sarebbe la coesistenza dei due SO oppure l&#8217;abbandono di Android.</p>
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		<title>Dimostrazione del perché le donne hanno sempre ragione</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/30/dimostrazione-del-perche-le-donne-hanno-sempre-ragione/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 13:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Katherine Melendrez]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[teorie]]></category>
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		<description><![CDATA[Una nota legge che governa il mondo di internet è che se hai un dubbio idiota, qualcun altro si sarà posto lo stesso dubbio (idiota) prima di te su Yahoo Answer! Di recente però, mi resa conto dell’esistenza di un’altra verità che governa il mondo del web, ovvero che se hai una teoria idiota, su internet troverai qualche paper accademico di una qualche università statunitense che dimostrerà che le tue assurde teorie non sono poi così tanto infondate, perché un’altra delle leggi fondamentali che ho imparato nel mio percorso accademico è: i dati dicono quello che tu vuoi che ti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>na nota legge che governa il mondo di internet è che se hai un dubbio idiota, qualcun altro si sarà posto lo stesso dubbio (idiota) prima di te su <em>Yahoo Answer</em>!</p>
<p style="text-align: justify"><span lang="it-IT">Di recente però, mi resa conto dell’esistenza di un’altra verità che governa il mondo del <em>web</em>, ovvero che <strong>se hai una teoria idiota, su internet troverai qualche <em>paper</em> accademico di una qualche università statunitense che dimostrer</strong></span><strong><span lang="fr-FR">à</span></strong><span lang="it-IT"><strong> che le tue assurde teorie non sono poi così tanto infondate</strong>, perché un’altra delle leggi fondamentali che ho imparato nel mio percorso accademico è: i dati dicono quello che tu vuoi che ti dicano.</span></p>
<p style="text-align: justify">Pertanto, grazie all’ausilio di <em>Google</em>, mi cimenterò nella dimostrazione del fatto che, alla fine di una discussione, <strong>le donne hanno sempre ragione</strong>. E questo gli uomini lo sanno bene, ma ciò che non sanno è che le donne non hanno ragione in virtù del fatto che abbiano effettivamente ragione, ma perché discutere con una donna comporta un elevato costo opportunità in termini di tempo. Cosa vuol dire?</p>
<p style="text-align: justify">Secondo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costo_opportunità" target="_blank">wikipedia</a>, <em>il costo opportunità è il costo derivante dal mancato sfruttamento di una opportunità concessa al soggetto economico</em>. Consideriamo una banca che deve decidere se concedere un prestito o meno ad un signor A. <span lang="it-IT">Se la banca decidesse di concedere il prestito, si priverebbe della possibilit</span><span lang="fr-FR">à </span><span lang="it-IT">di impiegare il denaro in altri progetti di investimento, pertanto, dal momento che ci deve guadagnare qualcosa, applicher</span><span lang="fr-FR">à </span><span lang="it-IT">un costo a carico del cliente sotto forma di tasso di interesse che, in questo caso, rappresenta proprio il nostro <strong>costo opportunit</strong></span><strong><span lang="fr-FR">à</span></strong>. Pi<span lang="it-IT">ù generalmente, ogni volta che qualcuno decide di impiegare risorse di qualsivoglia natura rinunciando alla migliore alternativa, sostiene un costo. Pertanto tutte le volte che compiano una scelta, che sia il come investire il nostro capitale o come impiegare il pomeriggio, dobbiamo tener conto dell’alternativa di cui ci priviamo, ovvero del nostro costo opportunità.</span></p>
<p style="text-align: justify">Tornando al caso sopra esposto, discutere con una donna comporta un così elevato dispendio di tempo ed energie che alla fine, provato e stremato, a un qualsiasi uomo non resterà altra scelta se non quella di deporre le armi, ammettere la sconfitta e perché no, aprire il portafogli. Le prove?</p>
<p style="text-align: justify"><span lang="it-IT">Iniziamo con il citare la Dott.ssa </span><span lang="de-DE">Louann Brizendine</span><span lang="it-IT">, fondatrice e direttrice del <em>Women’s Mood and Hormone Clinic</em> della California University, che nella sua opera <a href="http://www.scientificamerican.com/article/women-talk-more-than-men/" target="_blank">The Female Brain</a>, afferma che le donne sono – cito letteralmente – <strong><em>chatterboxes</em></strong>, ovvero vere e proprie macchine da chiacchiera, che pronunciano in media 20.000 parole al giorno, quasi tre volte le 7000 pronunciate da un uomo. </span>Questo vuol dire che ancor prima che un uomo faccia mente locale sul cosa dire, una donna è già partita per la tangente esponendo accuratamente tesi, argomentazioni, antitesi, confutazione e conclusione!</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/uomo-donna.jpg"><img class=" wp-image-1413 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/uomo-donna-300x211.jpg" alt="uomo donna" width="360" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Risultato analogo sul fatto che le donne siano effettivamente più loquaci rispetto agli uomini è stato riportato da ricercatori guidati da Jukka-Pekka “JP” Ornella, <em>assistant professor</em> di biostatistica alla Harvard School of Public Health (HSPH), e il professor David Lazer alla Norheastern University, che hanno raccolto dati sulle interazioni uomo-donna in diversi contesti (la ricerca è <a href="http://www.hsph.harvard.edu/news/features/do-women-talk-more-than-men/" target="_blank">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify">Con mia grande sorpresa,<strong> ho scoperto l’esistenza di centinaia di studi sulle interazioni uomo-donna</strong> digitando su <em>Google</em> le parole “women talk more than men”. Tuttavia, sono dell’idea che non ci sia bisogno di presentare prove ulteriori a sostegno della mia tesi, perché per quanto un uomo possa presentare argomentazioni inconfutabili, una donna, per definizione, riuscir<span lang="fr-FR">à </span>sempre a tirare fuori l<span lang="fr-FR">’</span>asso nella manica, quella cosa che lui ha combinato nel <span lang="en-US">lontano-marted</span><span lang="it-IT">ì-21-marzo-2008-con-quella-sciacquetta</span>…</p>
<p style="text-align: justify">E a quel punto… <strong><em>Game over</em></strong>!</p>
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		<title>Il 2014 letto da Torquemada</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 17:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eugenio Runco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche questo Natale è passato e l&#8217;anno del Signore bismillesimodecimoquarto volge ormai al termine. Un copione senz&#8217;altro vissuto già diverse volte, quello della tregua di dicembre, in cui si cerca di pensare il meno possibile alla fine delle feste, perdendosi nel rosso degli addobbamenti natalizi, e dopo ancora in quello di cravatte, foulards e altri indumenti da procurarsi per la notte di San Silvestro. Cos&#8217;ha questa fine d&#8217;anno di diverso da tante altre? Davvero poco, giusto però il dettaglio che, già all&#8217;antivigilia della Natività, sono incominciate le pubblicazioni di Torquemada. È inutile indugiare in ulteriori auspici o dichiarazioni di intenti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><b><span title="A" class="cap"><span>A</span></span>nche questo Natale è passato e l&#8217;anno del Signore bismillesimodecimoquarto volge ormai al termine.</b> Un copione senz&#8217;altro vissuto già diverse volte, quello della tregua di dicembre, in cui si cerca di pensare il meno possibile alla fine delle feste, perdendosi nel rosso degli addobbamenti natalizi, e dopo ancora in quello di cravatte, foulards e altri indumenti da procurarsi per la notte di San Silvestro. <b>Cos&#8217;ha questa fine d&#8217;anno di diverso da tante altre?</b> <b>Davvero poco</b>, giusto però il dettaglio che, <b>già all&#8217;antivigilia della Natività, sono incominciate le pubblicazioni di Torquemada.</b></p>
<p align="JUSTIFY">È inutile indugiare in ulteriori auspici o dichiarazioni di intenti. Bastano il manifesto e le presentazioni, più o meno estese, che i più accorti fra i nostri “venticinque lettori” avranno già visionato. <b>In questo sproloquio di fine anno è sufficiente esprimere la soddisfazione di vedere finalmente avviato questo progetto dall&#8217;indole </b><i><b>incendiaria</b></i><b>;</b> e compiacersi che questa <i>rivista di inquisizione telematica</i> abbia iniziato a disporre e condurre le sue meticolose e pedanti indagini.</p>
<p align="JUSTIFY">Qualcuno indubbiamente sarà riuscito a storcere il naso semplicemente per aver dovuto richiamare alla mente il clero spagnolo del quindicesimo secolo. <b>Sai e tonsure destano ricordi di epoche tenebrose, spettri di tempi difficili che sarebbe preferibile obliare.</b> Da dove sortiscano queste scomode, ma vitalissime, rimembranze a cinque secoli di distanza, è una domanda lecita, interessante, e si può ben dire obbligata; purtroppo però se volessimo svolgerla adesso, riusciremmo a travalicare la vaghissima linea del nostro tema. <b>Riprendendo dunque a parlare poco seriamente, torniamo a respirare l&#8217;area sublime e ammuffita dei tufi bruni del tardogotico, che di lì a pochi anni, sarebbe stata spazzata via</b> e accantonata per sempre, addirittura in un solo istante, da un solo uomo, da un solo stivale che toccava la sabbia: <b>il 12 ottobre del 1492. Il medioevo, prima di questo capodanno del nuovo mondo, dopotutto era brutto per colpa di quei fanatici dal pizzetto brizzolato</b>: “non l&#8217;avete visto <i>Il nome della rosa?”</i></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Adesso i tempi sono cambiati</b>: le invenzioni della modernità e le rapide del progresso hanno divelto l&#8217;ignoranza per sempre. <b>Non ci sono più analfabeti, ma al minimo semicolti.</b> Cosa riuscirebbe a dire S. Pietro d&#8217;Arbués di fronte alla chiesa cubo e al politicamente corretto, ammesso che si risvegli oggigiorno dal martirio.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Ma il 2014 è stato tanto diverso dal 1478? Togliendo lo stato della tecnica, i due continenti in più, Piero Angela e il passaggio a Nord Ovest, si possono trovare delle corrispondenze tra l&#8217;anno che sta per finire e quello in cui fu istituita l&#8217;Inquisizione Spagnola?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Proviamo, in un vortice discendente di serietà, a cercare qualche convergenza. Il <b>1478</b> si aprì all&#8217;insegna dell&#8217;<b>espansione moscovita</b> colla presa, senza combattere, di <b>Novgorod</b> da parte di <b>Ivan III il grande</b>. Più o meno la stessa cosa non vale per il <b>2014</b>, in cui abbiamo assistito al <b>ritorno</b>, anche qui senza colpo ferire, <b>della Crimea alla Russia</b>? Pensate che l&#8217;allargamento territoriale causò ad Ivan III non pochi problemi coi mercanti della <b>Lega Anseatica</b>, proprio gli stessi avidi argentari baltico-tedeschi che danno sanzioni e fastidi a <b>Putin</b>, anche se dietro la ditta dell&#8217;<b>Unione Europea</b>. Ah queste corporazioni di banchieri che indebitano i principi, oggi più di allora!</p>
<p align="JUSTIFY"><b>In Italia all&#8217;epoca aveva luogo la </b><i><b>congiura dei Pazzi</b></i>, e proprio pochi mesi fa c&#8217;era ancora del baccano fra i toscani con <b>Matteo Renzi</b> che scalzava <b>Enrico Letta</b> dalla presidenza del consiglio, inaugurando forse una nuova <b>signoria</b>. Cinquecentotrentasei anni or sono si vedeva <b>un gran movimento in Vaticano</b> colle ristrutturazioni di <b>Sisto IV</b>, e similmente, a quanto pare, con <b>Francesco I</b>, anche se questa volta l&#8217;edilizia c&#8217;entra poco&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 1478 <b>Boabdil di Granada</b> si godeva ancora la frescura dell&#8217;<b>alhambra</b>, <b>Costantinopoli</b> non era caduta da molto tempo, e <b>la minaccia saracena era avvertita come reale e incombente</b>. Anche oggi corrono voci di <b>un&#8217;ombra a oriente</b>: proprio dal 2014 sulla terra cammina di nuovo un <b>Califfo</b>, non più ovviamente Al Mustanjid, o <b>Maometto II</b> e il suo Gedik Ameht Pascià, che nel 1480 avrebbe martirizzato gli <b>813 beati idruntini</b>, ma <b>Abù Bakr al Baghdadi</b>. Non meno martirizzatore di Cristiani questo <b>sanguinario signore dell&#8217;Iraq e del Levante</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Sempre nel 1478, l&#8217;isola di Britannia ospitava un regno in più, quello di <b>Scozia</b>, con a capo <b>Giacomo III Stuardo</b>, principe cristianissimo, tanto che nel &#8217;72 era riuscito a far elevare la <b>arcidiocesi di St. Andrews</b> al rango metropolitano; e nel 1486 avrebbe ricevuto la <b>rosa d&#8217;oro</b> benedetta con cui il papa (questa volta Innocenzo VIII), dal concilio di Tours ad oggi, onora regnanti e reggitori dei paesi cristiani. Giacomo, re tanto devoto, era però mal visto dai sui sudditi per la politica troppo favorevole all&#8217;<b>odiata Inghilterra</b>. Quest&#8217;ultimo paese nel 1603 avrebbe tolto la Scozia dal novero delle nazioni. E <b>per la triste ironia della storia, proprio in questo 2014 che volge alla fine, il popolo delle Highlands, che per trecento anni aveva con fierezza reclamato l&#8217;indipendenza, conquistata rumorosamente e faticosamente la ghiotta occasione di un referendum, ha preferito restare nel Regno Unito.</b></p>
<p align="JUSTIFY">Considerando ora il paese d&#8217;origine dell&#8217;Inquisizione, <b>la Spagna</b>, ci sarebbero talmente tante cose di cui discutere, che tutto il tempo rimasto al 2014 non basterebbe. Mi limiterò a riportare che a giugno re <b>Juan Carlos I di Borbone e Borbone delle Due Sicilie</b> ha lasciato il trono da cui ora regna suo figlio <b>Filippo VI</b>. A proposito di <b>avvicendamenti reali</b>, <b>questa sera</b> il presidente della Repubblica Italiana, <b>Giorgio Napolitano</b>, <b>potrebbe non parlare soltanto di lavoro, di tempi duri, di ricerca, di giovani e di eccellenza apprezzata nel mondo</b>, come suole fare da otto anni quando si rivolge agli italiani a fine dicembre. Vedremo tra qualche ora.</p>
<p align="JUSTIFY">Tornando al passato, nel quattrocento era dappertutto viva la memoria delle <b>grandi pestilenze</b> del secolo precedente e senza dubbio ai primi posti di una classifica delle angosce di allora c&#8217;era la <b>peste nera</b>. Anche nel XXI secolo il <b>terrore delle epidemie</b> tiene ostinatamente la testa della graduatoria. Il caso dell&#8217;<b>ebola</b>, il cui panico è cresciuto fino a livelli non proporzionali ai rischi effettivi (come già da altri inquisitori <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" title="Babbo Natale, Ebola, e altre Simpatiche Fregnacce" href="http://www.torquemada.eu/2014/12/27/babbo-natale-ebola-e-altre-simpatiche-fregnacce/" target="_blank">qui</a> </span>osservato) ne è l&#8217; esempio più appariscente.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>I dati dei </b><i><b>“perché”</b></i><b> più cercati su Google</b> dagli utenti di lingua italiana, n<b>on solo confermano questa inquietante tendenza, ma sottolineano anche come il timore si declini in forme squisitamente congruenti ai cliché sul medioevo</b>. Al primo posto troviamo <i>“perché vengono le blatte”</i>, e al sesto <i>“perché vengono i pidocchi”.</i> Il più razionale, e oserei dire quasi “illuministico”, <i>“bugiardino”</i> è solo in terza posizione, dietro a <i>“perché Pepa muore”</i>. Ecco dove vedere<a href="http://www.google.it/trends/topcharts#vm=trendingchart&amp;cid=e108f954-0619-445e-8c37-66c7b7b7319a&amp;geo=IT&amp;date=2014&amp;cat=%20" target="_blank"> la classifica completa</a>. Lascia un po&#8217; di tristezza il <i>“perché si soffre”</i> in quinta posizione. E senza tema di smentite si può affermare che <b>il fatto che una oceanica quantità di persone cerchi di autodiagnosticarsi patologie attraverso i motori di ricerca, fa sorgere un certo rimpianto di barbieri e cerusici quattrocenteschi.</b></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Per quanto abbiamo considerato fin qui, qualche analogia tra l&#8217;ultimo quarto del quindicesimo secolo e il primo quarto del terzo millennio dovremmo averla individuata</b>. E forse ora converrete che Tomàs de Torquemada, o chi dei suoi, potrebbe esprimersi ed essere capito anche nel tempo presente. <b>Dunque tornando ai trend di Google, possiamo finalmente osservare come la risposta ai problemi contemporanei che gli italiani invocano a gran voce sia chiaramente l&#8217;inquisizione</b>. La top ten dei <i>“come fare”</i> più ricercati del 2014, registra infatti in prima posizione proprio il termine: <i>“barbecue”</i>.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.google.it/trends/topcharts#vm=trendingchart&amp;cid=86286fe2-81d8-40a8-8b80-6391e8d8ec6e&amp;geo=IT&amp;date=2014&amp;cat=" target="_blank">Eccola</a>.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Non si può concludere senza augurare al Cortese Lettore un focoso 2015.</b></p>
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