<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Globalizzazione</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/globalizzazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>Da “Sei troppo giusto!” a “You’ve got the SWAG!”: come si sta evolvendo lo slang giovanile?</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/da-sei-troppo-giusto-a-youve-got-the-swag-come-si-sta-evolvendo-lo-slang-giovanile/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/da-sei-troppo-giusto-a-youve-got-the-swag-come-si-sta-evolvendo-lo-slang-giovanile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 16:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Speroni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=295</guid>
		<description><![CDATA[Globalizzazione, musica e social network sono i responsabili del cambiamento. SWAG, LOL, YOLO, BAE: questi sono solo alcuni dei termini dello slang giovanile “made in the USA” che, attraversato l’oceano, si stanno diffondendo anche nel vecchio continente, Italia compresa. Sono ormai lontani i ricordi degli anni Ottanta, quando nel Bel Paese dominava il “movimento paninaro”, nato ai piedi della Madonnina e diffusosi poi fino a Roma; questa sorta di sottocultura giovanile, l’ultima, in realtà, ad avere avuto una sua storia e diffusione all’interno del nostro Paese, aveva, oltre a uno specifico modo di vestire, anche un proprio modo di parlare:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><strong><span title="G" class="cap"><span>G</span></span>lobalizzazione, musica e social network sono i responsabili del cambiamento.</strong><br />
<i>SWAG, LOL, YOLO, BAE</i>: questi sono solo alcuni dei termini dello <b>slang giovanile “made in the USA”</b> che, attraversato l’oceano, si stanno diffondendo anche nel vecchio continente, Italia compresa.</p>
<p align="JUSTIFY">Sono ormai lontani i ricordi degli anni Ottanta, quando nel Bel Paese dominava il <b>“movimento paninaro”, nato ai piedi della Madonnina </b>e diffusosi poi fino a Roma; questa sorta di sottocultura giovanile, l’ultima, in realtà, ad avere avuto una sua storia e diffusione all’interno del nostro Paese, aveva, oltre a uno specifico modo di vestire, anche un proprio modo di parlare: per esempio “fare una volpinata” significava “fare una cosa molto furba”; “sei troppo scarso/troppo giusto” erano espressioni usate per indicare disapprovazione/approvazione, soprattutto in riferimento all’abbigliamento<b>; il “gino” era il ragazzo fuori moda, che non riusciva, spesso, a “cuccare”,</b> cioè a “fare colpo” a un appuntamento galante, appuntamento al quale il paninaro poteva decidere di non presentarsi (“fare pacco” voleva dire, infatti, “dare buca”).<br />
<b>Poche erano le tracce di anglismi</b>. La maggior parte delle parole, infatti, erano nate a Milano e nelle principali città italiane dove il movimento si era sparso: <b>tutto era rigorosamente “fatto in casa”.</b> Ora, invece, le cose stanno cambiando: internet, la globalizzazione, la diffusione dell’inglese, l’uso dei social network sono i principali responsabili. <b>Non esiste più una cultura giovanile italiana</b>, con un suo gergo e un suo codice modaiolo, anche se alcune marche e oggetti rimangono indicatori di un preciso status sociale di appartenenza.<br />
Il teenager/giovane italiano può dire “Hai stile!”, ma sa bene <b>che il termine dell’inglese americano </b> <i><b>SWAG</b></i><b> rende meglio l’idea</b>. Perché? Perché campeggia su molte t-shirt, maglie, cappelli, indumenti e accessori, di catene soprattutto low-cost, presso le quali si riforniscono i teen.<br />
<b>Nella rete, invece, domina, ormai dal 2011, il termine </b><i><b>LOL</b></i>, acronimo di “<i>Laughing Out Loud</i>”: il ridere a crepapelle. Il termine, nato tra le chat dei social e dei forum, ha avuto molto successo, tanto da essere inserito nell’Oxford English Dictionary. È usatissimo anche in Italia, tanto da essere <b>italianizzato in “lollissimo”, sinonimo di divertentissimo</b>.<br />
L’inglese sembra avere un suo appeal. Lo dimostra anche il prevalere di un’altra espressione estera, <i>YOLO</i> (“<i>You Only Live Once</i>”, in italiano “vivi una volta sola”) sul ben più classico carpe diem. Alla diffusione di quest’altro acronimo ha contribuito la fortuna della cultura musicale d’oltre oceano, hip hop e non solo.<b> YOLO è stato usato da Zayn Malik in una delle prime interviste degli One Direction</b> e, nel 2011, dal cantante Drake nel suo album, <i>The Motto</i>. Ai latinismi si preferiscono gli anglismi dunque, anche nel paese latino per eccellenza quale è il nostro.<br />
<b>Più recente l’affermazione di </b><i><b>BAE</b></i>, dovuta anch’essa all’impressionante influenza del panorama musicale americano. L’espressione è diventata celebre perché è stata usata, tra gli altri, da Pharrel e Miley Cyrus. In generale è un’abbreviazione di <i>babe</i>, ma potrebbe anche stare per “<i>Before Anyone Else</i>” (“prima di qualsiasi altro”, per dare importanza esclusiva ad una persona in una relazione di amore o amicizia) o per “<i>Bitches Always Eating</i>”, modo di dire nato nei ghetti <b>per indicare persone sovrappeso o obese</b>.<br />
<b>Siamo arrivati a una svolta, a un punto epocale di evoluzione cultuale, linguistica, estetica</b>. Tutto ciò con cui ci rapportiamo, musica, lingua e vestiti, sebbene rechi tracce evidenti di un processo di globalizzazione che è ormai giunto a una fase matura, non viene da noi avvertito come un prodotto globale, come qualcosa di “esterno” e, quindi, importato. <b>Non esiste più la percezione della differenza</b>, per esempio, tra una cultura giovanile italiana e la cultura giovanile di un qualsiasi altro Paese… perché non esiste più una reale cultura giovanile italiana!<br />
<b>La globalizzazione</b> ha avuto dei vantaggi (e svantaggi) economici e commerciali notevoli, ma ha anche avuto un impatto radicale su quello che può essere genericamente definito il lifestyle e <b>ha realmente e radicalmente trasformato tutto il mondo in Paese</b>, amalgamando e omologando, livellando: è sempre più raro, se non impossibile, assistere, in Italia, alla nascita di una moda, di un’abitudine, di un movimento o di uno slang che non sia derivato da modelli americani o, in generale, esteri.<br />
Questo è un bene o un male? Ai posteri l’ardua sentenza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2014/12/18/da-sei-troppo-giusto-a-youve-got-the-swag-come-si-sta-evolvendo-lo-slang-giovanile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
