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	<title>Torquemada &#187; Germania</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Ernst Jünger</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 16:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Dietro quale bandiera si stia è, in fondo, lo stesso, ma una cosa è certa: l’ultimo grigioverde o l’ultimo Poilu che fece fuoco e caricò nello scontro sulla Marna ha per il mondo un significato più grande di tutti i libri che questi letterati possono accatastare uno sull’altro.» Ernst Jünger nasce il 29 marzo 1895 a Heidelberg, primo dei sette figli di un farmacista. Da giovane, milita nei Wandervogel, i giovani scout romantici e patriottici. Due anni dopo, appena diciottenne, fugge da casa per arruolarsi nella Légion étrangère in Nord Africa, da cui evade per cercare di raggiungere l’Africa nera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>«Dietro quale bandiera si stia è, in fondo, lo stesso, ma una cosa è certa: l’ultimo grigioverde o l’ultimo </em>Poilu<em> che fece fuoco e caricò nello scontro sulla Marna ha per il mondo un significato più grande di tutti i libri che questi letterati possono accatastare uno sull’altro.»</em></p></blockquote>
<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="E" class="cap"><span>E</span></span>rnst Jünger <strong>nasce il 29 marzo 1895 a Heidelberg, primo dei sette figli di un farmacista</strong>. Da giovane, milita nei <strong><em>Wandervogel</em></strong>, i giovani scout romantici e patriottici. Due anni dopo, appena diciottenne, fugge da casa per arruolarsi nella <em>Légion étrangère</em> in Nord Africa, da cui evade per cercare di raggiungere l’Africa nera. Rimpatriato, nel 1914, affronta anticipatamente l’esame di stato (<em>Abitur</em>), per arruolarsi come volontario al fronte nel 73° Reggimento Fucilieri “Gibraltar”.</p>
<p style="text-align: justify">Ferito a Les Eparges (aprile 1915), segue un corso da alfiere durante la convalescenza, diventando ufficiale, e passando poi a comandare i reparti d’assalto (<strong><em>Stoßtruppen</em></strong>). Nei due anni successivi combatte nella <strong>Battaglia della Somme</strong> a Guillemont e Combles (agosto 1916), nella <strong>Battaglia di Arras</strong> (aprile 1917), nella <strong>Terza Battaglia di Ypres</strong> (luglio e ottobre 1917), nella <strong>Battaglia di Cambrai</strong> (novembre 1917) e nell’<strong>Offensiva di Primavera</strong> (marzo 1918), venendo ferito in tutto quattro volte e decorato con la Croce di Ferro di Prima Classe (gennaio 1917), con il <em>Kronenorden von Hohenzollern </em>(novembre 1917) e infine con la <em>Pour le Mérite</em>, la più alta decorazione prussiana (settembre 1918), concessa solo a una dozzina di ufficiali inferiori (tra cui Rommel e Richthofen). La riceve a soli 23 anni, nonostante il parere contrario di Hindenburg, ed è stato l’ultimo sopravvissuto tra i portatori.</p>
<div id="attachment_2843" style="width: 218px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/139801-004-6FD6551D.jpg"><img class="wp-image-2843 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/139801-004-6FD6551D-208x300.jpg" alt="139801-004-6FD6551D" width="208" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il ventitreenne Jünger che indossa la &#8220;Pour le Mérite&#8221;</p></div>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo, a partire dalla pubblicazione del  romanzo autobiografico <em>Nelle tempeste d’acciaio</em> (1920), e di altre opere (<em>La lotta come esperienza interiore</em>, <em>Il tenente Sturm</em>, <em>Boschetto 125</em>, <em>Fuoco e sangue, Il cuore avventuroso</em>), basate sulle sue esperienze al fronte, diventa un protagonista dell’ala nazional-rivoluzionaria della <strong>Rivoluzione Conservatrice</strong>. Diviene così amico intimo di grandi figure intellettuali quali il filosofo <strong>Martin Heidegger</strong>, il giurista <strong>Carl Schmitt</strong>, il nazionalbolscevico <strong>Ernst Niekisch</strong> e lo scrittore <strong>Ernst von Solomon</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Coerentemente alle sue posizioni, <strong>mantiene le distanze dal <em>Reich</em> hitleriano</strong>, il cui stile volgare e demagogico gli ripugna e i cui progetti grandiosi lo lasciano scettico. Anche se la sua casa fu perquisita dalla Gestapo e l’uscita dei suoi libri taciuta dalla stampa, <strong>per ordine del Führer in persona, che ne ammira le opere letterarie, non gli è torto un capello, neanche dopo la pubblicazione del romanzo criptostorico <em>Sulle scogliere di marmo</em>, da molti considerata una critica allegorica al regime.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nell’agosto 1939, è richiamato alle armi col grado di capitano</strong>, comandando dapprima una postazione della Linea Sigfrido, poi partecipando all’avanzata in Francia. <strong>Dal 1940 al 1944, è di stanza alla guarnigione di Parigi</strong>, come membro dello stato maggiore del comandante la piazza, il generale Stülpnagel. Oltre al lavoro d’ufficio e alle escursioni entomologiche, frequenta i salotti artistici e intellettuali di Parigi, conoscendo, tra gli altri, <strong>Céline</strong> e <strong>Picasso</strong>. <strong>Inoltre continua a essere una figura importante negli ambienti dell’opposizione militare al regime. Perciò, dopo l’attentato del 20 luglio, non risultando prove a suo carico, e viene dimesso dall’esercito con disonore.</strong></p>
<div id="attachment_2844" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/Jünger-Schmitt.jpg"><img class="wp-image-2844 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/Jünger-Schmitt-300x200.jpg" alt="Jünger, Schmitt" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Ernst Jünger a Parigi con Carl Schmitt</p></div>
<p style="text-align: justify">Nello stesso anno, il suo primogenito, Ernst, cadetto della <em>Kriegsmarine</em>, cade in battaglia presso Carrara, dove era in forze ad un battaglione di disciplina, stante la sua punizione per attività sovversiva. Nel 1945, è riarruolato come comandante della locale compagnia del <em>Volksturm</em>, ruolo in cui si adopera per limitare le distruzioni e le vittime presso i civili. <strong>Dopo la guerra, rifiuta di compilare il formulario per la denazificazione, e inizialmente gli è proibito di pubblicare.</strong> Per questo motivo, si sposta a Ravensburg, sul Bodensee, nella zona d’occupazione francese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nel 1950, si trasferisce stabilmente nel villaggio di Wilflingen, in Alta Svevia,</strong> dove prende dimora nella foresteria del maniero dei Conti von Stauffenberg. Qui vive fino alla morte, continuando però a viaggiare in tutto il mondo e a dedicarsi alle sue passioni: dalla letteratura all’entomologia. <strong>Dialoga di filosofia con Schmitt e Heidegger, si occupa di esoterismo insieme ad Eliade, sperimenta l’acido lisergico con Albert Hoffmann, raggiunge l’Indonesia per rivedere la Cometa di Halley.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il suo valore come filosofo e scrittore è presto riconosciuto anche dalla nuova Repubblica Federale Tedesca, che lo riabilita e decora. Nel 1984, in occasione del 70° anniversario della Prima Guerra Mondiale, parla al memoriale di Verdun, insieme con il cancelliere tedesco Helmut Köhl e il presidente francese socialista François Mitterrand, entrambi suoi ammiratori. <strong>Alla verde età di 101 anni si converte infine al cattolicesimo. Muore il 17 febbraio 1998 ed è sepolto nel piccolo cimitero locale, insieme ai figli e alle mogli.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/junger2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2846 alignleft" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/junger2-300x196.jpg" alt="junger2" width="300" height="196" /></a> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/97005473.jpg"><img class="size-medium wp-image-2842 alignright" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/08/97005473-200x300.jpg" alt="97005473" width="200" height="300" /></a></p>
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		<title>Manfred von Richthofen, il Barone Rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 10:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Barone Manfred von Richthofen nasce in Slesia a Breslau il 2 maggio 1892, da una famiglia di junker prussiani. Da giovane è un notevole ginnasta e cavallerizzo, ma ama anche la caccia. Dopo un’educazione militare, diventa perciò alfiere in un reggimento di Ulani (1911). Allo scoppio della Grande Guerra, combatte contro i Russi in Polonia e poi sul Fronte Occidentale, in Lussemburgo, Belgio e Francia. In trincea, davanti alle mura di Verdun, si guadagna la Croce di Ferro, ma si rende conto che in questa guerra non c’è posto per la cavalleria. Dinanzi alla prospettiva di essere assegnato alla]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l Barone Manfred von Richthofen nasce in Slesia a Breslau il 2 maggio 1892, da una famiglia di junker prussiani. Da giovane è un notevole ginnasta e cavallerizzo, ma ama anche la caccia. Dopo un’educazione militare, diventa perciò alfiere in un reggimento di Ulani (1911). Allo scoppio della Grande Guerra, combatte contro i Russi in Polonia e poi sul Fronte Occidentale, in Lussemburgo, Belgio e Francia. In trincea, davanti alle mura di Verdun,<strong> si guadagna la Croce di Ferro</strong>, ma si rende conto che <strong>in questa guerra non c’è posto per la cavalleria</strong>. Dinanzi alla prospettiva di essere assegnato alla Sussistenza, presenta domanda per il passaggio alla nascente arma aeronautica, la Luftstreitkräfte.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo la gavetta come osservatore e il primo abbattimento – non accreditato perché caduto dietro le linee nemiche –, comincia l’addestramento da pilota. <strong>É scelto dall’asso Oswald Boelcke per la sua squadriglia</strong> e, dopo la sua morte, ne custodisce fedelmente gli insegnamenti. Richthofen predilige uno stile poco spettacolare, ma affidabile ed efficiente. Dopo la prima vittoria aerea (17 settembre 1916), ordina una coppa d’argento, riportanti incisi la data e il tipo d’aereo abbattuto. A quota 60, di fronte alla penuria d’argento in Germania, smette pur di non utilizzare metalli meno nobili. A novembre, <strong>duella con l’asso alleato Lanoe Hawker</strong>, da lui stesso definito “il Boelcke britannico”, uccidendolo.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/barone-rosso.jpg"><img class=" wp-image-1341 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/barone-rosso-215x300.jpg" alt="barone rosso" width="232" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il gennaio 1917, segna l’<strong>inizio della leggenda del Barone Rosso</strong>. Dopo la sedicesima vittoria, riceve la Pour le Mérite – detta famigliarmente Blue Max –, la più alta onorificenza imperiale. Inoltre, <strong>diventa comandante della squadriglia da caccia <em>Jasta</em> (<em>Jagdstaffel</em>) 11</strong>. Inizia allora a dipingere i propri apparecchi di rosso vivo, presto imitato dal resto dei suoi uomini. La sua unità è formata dai migliori piloti tedeschi, spesso addestrati da lui stesso. Spiccano i nomi del fratello Lothar von Richthofen, più tardi generale della Luftwaffe, e di Hermann Göring, futuro gerarca nazionalsocialista e Ministro dell’Aviazione durante il Terzo Reich. Sotto il suo comando, lo Jasta 11 si copre di gloria: nel corso dell’“aprile di sangue” 1917, il solo Richthofen abbatte 22 aerei britannici, di cui 4 in un giorno solo.</p>
<p style="text-align: justify">A giugno, diviene comandante del 1° stormo caccia, appena formato. Formato da squadriglie che si distinguevano per la loro mobilità nell’azione e per i loro apparecchi colorati, <strong>esso diventò noto come il “Circo volante” o “Circo Richthofen”</strong>. Di lì a poco, è ferito alla testa e costretto ad atterrare. Dopo una serie di difficili operazioni, torna a combattere, ma non sarà mai più in forma come prima. Tuttavia, rifiuta di abbandonare le operazioni di volo, affermando che i comuni soldati non godevano di questa opportunità. É così che arriva ad annoverare <strong>ben 80 vittorie accreditate</strong>, prima di incontrare la sua sorte.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/aereo-barone-rosso.jpg"><img class=" wp-image-1342 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/aereo-barone-rosso-300x199.jpg" alt="aereo barone rosso" width="333" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La mattina del 21 aprile 1918, il Barone Rosso sta sorvolando la Somme, battendosi contro una squadriglia di Sopwith Camel britannici. Mentre incalza il tenente canadese Wilfrid May, per trarre d’impaccio il cugino Wolfram von Richthofen, è a sua volta puntato dal capitano Arthur Roy Brown. Intanto che si disimpegna, inavvertitamente viene a trovarsi sopra le linee nemiche. In quel momento, <strong>il sergente australiano Cedric Popkin</strong>, lo mitraglia dal basso. Colpito mortalmente al petto, l’aviatore tedesco riesce nondimeno a compiere un atterraggio di fortuna, prima di spirare, riverso sulla cloche, sussurrando “Kaputt”. Il suo triplano Fokker Dr. 1 è presto smontato dai cacciatori di souvenir, ma gli Alleati lo seppelliscono, tributandogli solenni onori di guerra. Nel 1925, la salma torna in Germania tra grandi accoglienze di popolo per essere sepolta nell’<em>Invalidenfriedhof</em> di Berlino.</p>
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		<title>Così vicini, così lontani</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 14:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Pasquin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vagabondando per Berlino capita ancora di scorgere, qua e là, qualche bandiera della DDR, la vecchia Germania Est. Ormai da ventiquattro anni non è più usata ufficialmente visto lo scioglimento della repubblica democratica, ma continua ad essere nei cuori di molti cittadini, tra ricordo e nostalgia. Si tratta di uno dei casi (per i prossimi basta scendere di qualche riga) in cui la frammentazione dovuta all&#8217;ideologia politica ha portato alla creazione di nazioni contrapposte, in cui proprio l&#8217;ideologia ha giocato un ruolo centrale nella definizione della bandiera di Stato. Il caso della Germania è del tutto particolare, visto che alla]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="V" class="cap"><span>V</span></span>agabondando per Berlino capita ancora di scorgere, qua e là, qualche bandiera della DDR, la vecchia Germania Est. Ormai da ventiquattro anni non è più usata ufficialmente visto lo scioglimento della repubblica democratica, ma continua ad essere nei cuori di molti cittadini, tra ricordo e nostalgia. Si tratta di uno dei casi (per i prossimi basta scendere di qualche riga) in cui la frammentazione dovuta all&#8217;ideologia politica ha portato alla creazione di nazioni contrapposte, in cui proprio <strong>l&#8217;ideologia ha giocato un ruolo centrale nella definizione della bandiera di Stato</strong>.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Il caso della Germania è del tutto particolare, visto che alla creazione di due nazioni tedesche distinte ed ideologicamente opposte, i ben noti Ovest filoamericano ed Est filosovietico, non si accompagnò l&#8217;adozione di due bandiere differenti. <strong>Nei primi anni della loro esistenza entrambe le Germanie adottarono i colori tedeschi patriotticamente più sentiti, ovvero quella combinazione di nero, rosso ed oro che si era prima imposta durante le rivolte ottocentesche e aveva poi infiammato la popolazione nel percorso verso la Repubblica di Weimar</strong>.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Da parte orientale era però sentita la necessità (non tanto del popolo, quanto più della classe dirigente) di distinguersi nettamente da quell&#8217;Ovest definito sprezzatamente “capitalista” e addirittura “fascista”, modificando il proprio vessillo e apponendo ciò che più di tutti l&#8217;avrebbe identificato, ovvero <strong>uno stemma modello sovietico che contenesse in sé l&#8217;essenza della società socialista: il martello della classe operaia, il compasso dell&#8217;intelligencija e le corone di spighe dei contadini</strong>. Fu questo simbolo a marcare, vessillologicamente parlando, la differenza tra due nazioni, due società, due mondi opposti fino alla caduta del muro di Berlino, che abbiamo festeggiato giusto qualche mese fa. A cavallo della riunificazione tedesca tra 1989 e 1990 la protesta contro il regime socialista trovava giustamente spazio anche sulle bandiere che venivano sventolate nell&#8217;allora Berlino Est, dove lo stemma socialista al centro della bandiera veniva tagliato con le forbici e, al suo posto, <strong>un semplice buco dava ad indendere l&#8217;imminente ritorno all&#8217;unità</strong>.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Germania-Ovest.png"><img class="aligncenter wp-image-687 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Germania-Ovest-300x180.png" alt="Germania Ovest" width="300" height="180" /></a>    <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Germania-Est.png"><img class="aligncenter wp-image-688" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Germania-Est-300x180.png" alt="Germania Est" width="300" height="180" /></a></p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Spostandoci fuori dall&#8217;Europa si trovano altre situazioni dove l&#8217;ideologia ha giocato un ruolo di primo piano nella scelta dei vessilli nazionali. Un esempio ancor oggi nei libri di geografia è quello del Vietnam, che sfoggia un&#8217;iconica bandiera rossa con una stella gialla a cinque punte. Inutile spiegare la scelta dei colori e del simbolo, ma non vorrei che qualcuno, ingenuamente, passi oltre: <strong>il rosso rappresenta la rivoluzione socialista, la grande stella gialla sta invece per il ruolo centrale del partito comunista, attraverso le cinque “punte” della società</strong> (contadini, operai, intellettuali, giovani e soldati).</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Un&#8217;ideologia condivisa da tutta la popolazione e un rosso socialista che abbraccia tutto il paese. Oggi, forse, dopo che i combattenti comunisti di Ho Chi Minh assunsero il controllo di tutta la nazione alla fine della guerra, ma non fino al 1975. <strong>Fino alla fine della resistenza filoamericana nel Vietnam del Sud, sventolava a Saigon uno stendardo più consono alla tradizione vietnamita</strong>: giallo lo sfondo, colore della famiglia imperiale di inizio ottocento e della prima bandiera unitaria di fine secolo, rosse le tre bande centrali, che varie interpretazioni ricollegano al trigramma che indica il “sud” (quale è in effetti il Vietnam rispetto al mondo cinese), al sangue dei vietnamiti e alle tre regioni di cui è composto il Paese (nord, centro e sud). La bandiera attualmente non è più utilizzata ufficialmente, ma mantiene il suo significato politico tra i vietnamiti emigrati (soprattutto negli Stati Uniti) in disaccordo con l&#8217;eredità comunista del Vietnam odierno.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Vietnam-del-NOrd.png"><img class="aligncenter wp-image-691 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Vietnam-del-NOrd-300x199.png" alt="Vietnam del NOrd" width="300" height="199" /></a>   <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Vietnam-del-Sud.png"><img class="aligncenter wp-image-692 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Vietnam-del-Sud-300x199.png" alt="Vietnam del Sud" width="300" height="199" /></a></p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Chiudendo questa breve carrellata è impossibile non nominare le due repubbliche coreane, un esempio più che mai attuale. La Corea (come la Germania) venne divisa nel 1945 in due zone d&#8217;influenza, una americana e l&#8217;altra sovietica, trasformatesi poi in due nazioni distinte.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a><strong>Ad ereditare la bandiera “storica” della Corea, già adottata ufficialmente nel 1883, fu la neonata Corea del Sud</strong>. Il significato della bandiera si rifà direttamente alla teoria orientale dello yin yang, simbolo che comprende al suo interno tutti gli elementi del mondo. Yang (la parte rossa) rappresenta gli elementi positivi, yin (la parte blu) rappresenta gli elementi negativi. Unendosi in questo vortice idealmente infinito (che a dir la verità nella versione ottocentesca della bandiera era ancora più pronunciato) questi due opposti vogliono rappresentare la totalità degli elementi del mondo, in lotta tra loro, ma allo stesso tempo in armonia. A contorno i quattro trigrammi agli angoli della bandiera, che rappresentano i quattro elementi (in senso orario partendo dall&#8217;alto: cielo, acqua, terra e fuoco). Tutto ciò adagiato su uno sfondo completamente bianco, simbolo della pace e della purezza del popolo coreano.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><strong>Il riferimento al bianco e alla purezza delle genti coreane è presente anche nella bandiera dell&#8217;altra Corea, quella settentrionale, che si è tuttavia allontanata dall&#8217;impostazione storica e, pure in questo caso, ha sviluppato una variante in stile socialista</strong>. Due strisce orizzontali blu rappresentano il desiderio di pace del popolo (nord) coreano, mentre la larga fascia rossa centrale indica la via al socialismo intrapresa sotto la guida di Kim Il-sung. Oltre alle sottili strisce bianche, che come accennato rimandano ai tradizionali valori e ideali coreani, il cerchio bianco, leggermente spostato sulla sinistra, pare essere una citazione del simbolo yin e yang, opportunamente prestato alla causa socialista ospitando una stella rossa a cinque punte, che testimonia il ruolo di guida del Partito dei Lavoratori verso la creazione della società socialista. A Pyongyang questa bandiera sventola ancora alta sul pennone&#8230; ma per quanto tempo ancora?</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><img class="aligncenter wp-image-689" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Corea-del-Sud-300x199.png" alt="Corea del Sud" width="300" height="199" />  <img class="aligncenter wp-image-690" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Corea-del-Nord-300x150.png" alt="Corea del Nord" width="300" height="150" /></p>
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