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	<title>Torquemada &#187; Femminismo</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Alla ricerca dell&#8217;eros perduto con Lady Chatterley</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 13:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucciola della Ribalta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Refugium Peccatorum]]></category>
		<category><![CDATA[D. H. Lawrence]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[L'amante di Lady Chatterley]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura erotica]]></category>
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		<description><![CDATA[«Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient&#8217;altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!» Con L&#8217;amante di Lady Chatterley  prende inizio il mio percorso alla scoperta della letteratura erotica. Come molti già sapranno il libro narra la storia di una giovane donna, Connie, sposata con Lord Clifford, uomo della bassa aristocrazia, ipocrita e formale . La vicenda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="first-child " style="text-align: justify"><em>«Fica! Sei tu; è quella cosa in cui entro ed è quello che diventi tu quando entro in te, nient&#8217;altro. Chiavare è soltanto quello che si fa. Gli animali chiavano. Ma fica è molto di più. Sei tu, capito: e non sei affatto un animale, no? anche da chiavare. Fica! È questo il bello di te, piccolina!»</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>on<b><i> L&#8217;amante di Lady Chatterley</i></b>  prende inizio il mio percorso alla scoperta della<b> letteratura erotica</b>. Come molti già sapranno il libro narra la storia di una giovane donna, Connie, sposata con Lord Clifford, uomo della bassa aristocrazia, ipocrita e formale . La vicenda è ambientata in Inghilterra, nel piccolo paese di Wragby, nel dopo guerra, in quella fase di ascesa animata da una forte spinta verso la modernità e il progresso. Nel corso del romanzo l&#8217;unione tra i coniugi Chatterley si allenta sempre più e la giovane donna cerca altrove il suo appagamento sessuale e morale.</p>
<p style="text-align: justify">Non voglio dilungarmi ad analizzare il tortuoso percorso di pubblicazione né le pecche e i pregi narrativi ma piuttosto soffermarmi sugli aspetti che in passato hanno marchiato il romanzo come scandaloso e osceno.</p>
<p style="text-align: justify">Per Lawrence il <b>sesso</b><b> è istinto, impeto, forza cieca primordiale.</b>  <b>È l&#8217;unico spiraglio di vita, l&#8217;unico approdo catartico in una realtà fiacca, vuota e senza anima.</b> Wragby è al contempo micro e macrocosmo, è un mondo privato del senso della fratellanza, di comunione. Un mondo sub-umano dove l&#8217;intera società si fonda sul nulla più assoluto, sull&#8217;apparenza caduca di un momento: «Il Nulla! Accettare il grande Nulla sembrò l&#8217;unico scopo della vita!».</p>
<p style="text-align: justify">Siamo di fronte a progressivo annichilimento dell&#8217;umanità. La stessa Connie finisce col sentirsi «sola e inutile, nemmeno più donna, solo un essere attanagliato dalla paura.» Depredata della sua femminilità e fertilità, Lady Chatterley è inutile, vuota e inesistente.<br />
I personaggi sono in piena regressione monologica, stretti in una morsa di irrealtà. Vuoto è il rapporto tra i due coniugi, vuoti i racconti scritti da Clifford, vuote le relazioni trai personaggi. A ciò si contrappone solo <strong>la forza sessuale, lo spasimo dell&#8217;orgasmo.</strong><b> L’autore non parla quindi della forza dell&#8217;amore, ma di puro e libero sesso, come massima fonte di vita generativa e rigenerativa.</b></p>
<p style="text-align: justify">Interessante è la rappresentazione<b> della figura femminile</b> (e modernissima, considerando che il romanzo risale al 1928). <b>La  donna riconquista la sua sessualità e l&#8217;emancipa da quella maschile</b>: gli orgasmi di Connie avvengono puntualmente dopo quelli del maschio, ed è quest’ultimo a diventare mezzo e strumento della donna: «che bello poter essere una baccante, in fuga per i boschi, e come in una baccanale, invocare Iacco: il fallo meraviglioso senza una personalità indipendente; un semplice dio al servizio della donna!».</p>
<p style="text-align: justify">Ho apprezzato particolarmente questo crescente anelito verso la primitività, ogni pagina più forte, fino a raggiungere l&#8217;apogeo ed esplodere nel punto centrale del romanzo.<br />
Il ritorno all&#8217;origine, all&#8217;istinto insieme pacificante e perturbante, mi fa invidia&#8230; vorrei lasciarmi abbandonare a tal flusso anche io, essere fanciulla per sempre.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/">Lucciola della Ribalta</a></p>
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		<title>ANUS MUNDI</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 17:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
		<category><![CDATA[Antispecismo]]></category>
		<category><![CDATA[Anus Mundi]]></category>
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		<description><![CDATA[Uscito appena dall&#8217;adolescenza per metà della vita fui gettato nelle stalle d&#8217;Augìa. Non vi trovai duemila bovi, né mai vi scorsi animali; pure nei corridoi, sempre più folti di letame, si camminava male e il respiro mancava; ma vi crescevano di giorno in giorno i muggiti umani.  (Satura, Eugenio Montale) &#160; AAA cercasi regista folleggiante per realizzare un dramma fecale brechtiano-aristofanesco in occasione dell&#8217;Expo Milano 2015, secondo il seguente canovaccio. Il drammaturgo rinuncia a tutti i ricavi e a tutti i diritti. L&#8217;azione si svolge in mezzo al mare, sul ponte di un vascello, senza interruzioni di tempo. La nave]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="uiScrollableArea _2nc uiScrollableAreaWithTopShadow nofade uiScrollableAreaWithShadow uiScrollableAreaBottomAligned contentBefore">
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<p class="first-child " style="text-align: right"><em><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>scito appena dall&#8217;adolescenza </em><br />
<em>per metà della vita fui gettato </em><br />
<em>nelle stalle d&#8217;Augìa. </em></p>
<p style="text-align: right"><em>Non vi trovai duemila bovi, né </em><br />
<em>mai vi scorsi animali; </em><br />
<em>pure nei corridoi, sempre più folti </em><br />
<em>di letame, si camminava male </em><br />
<em>e il respiro mancava; ma vi crescevano </em><br />
<em>di giorno in giorno i muggiti umani. </em></p>
<p style="text-align: right"><em> (</em>Satura<em>, Eugenio Montale)</em></p>
</div>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AAA cercasi regista folleggiante per realizzare un dramma fecale brechtiano-aristofanesco in occasione dell&#8217;Expo Milano 2015, secondo il seguente canovaccio. Il drammaturgo rinuncia a tutti i ricavi e a tutti i diritti.</strong></p>
<p>L&#8217;azione si svolge in mezzo al mare, sul ponte di un vascello, senza interruzioni di tempo.</p>
<p>La nave dell&#8217;avventuriero Istrione trasporta verso una &#8220;magna polís&#8221; una gran varietà di passeggeri e mercanzie, in occasione della fiera universale che vi si terrà a breve. Al centro della scena campeggia il bene più prezioso che Istrione deve portare a destinazione: un culo di proporzioni gargantuesche, che via via cacherà sulla scena i vari personaggi. Essi provengono dalle interiora feconde del culo e ne sono come partoriti. Altri fuoriescono dalla stiva della nave, collegata al ponte da un passaggio che si trova proprio al di sotto dello spacco formato dalle due natiche. Ogni volta che compaiono sono accompagnati da un gran peto.</p>
<p>Il culo è il prodotto organico di uno studioso indiano genialoide, che dopo decenni di sperimentazioni ha creato questo monstrum, capace con un solo pugno di legumi, lasciati a fermentare nelle sue budella, di produrre tanta crema da sfamare un continente. La grande fiera infatti è dedicata al tema dell&#8217;alimentazione, a come saziare le masse di nullatenenti che affollano un pianeta ormai prossimo ad esaurire le sue risorse. E il culo altro non è che il dono prodigioso lasciato all&#8217;umanità da questo scienziato vecchissimo, poco prima della sua morte.</p>
<p>Il culo è azionato da tre manovali: un energumeno che fa girare una manovella (suscitando un roboante suono di scorregge), un ingegnere informatico (che presenzia sulla scena, dietro una piccola scrivania) e un cantore greco-calabrese, il dotto Teofilo. Opportunamente solleticato da Teofilo, che gli sussurra parole dolci in una lingua melodiosa ed antichissima e gli pizzica all&#8217; &#8220;orecchio&#8221; le corde di una chitarra-mandolino, il culo è in grado di produrre ben altro oltre alla sua deliziosa e nutriente burrata: una fantasmagoria caleidoscopica di figure e di miraggi sbucano dal suo roseo sfintere e prendono vita sulla scena, per poi dissolversi magicamente. Il culo rappresenta la potenza illusionistica del tecno-capitalismo e la sua pretesa capacità di creare infinita ricchezza. Può rappresentare anche Dio, l&#8217;universo o, a piacere, i frutti e le capacità rigenerative della terra.</p>
<p>Istrione, pigramente adagiato su una stuoia, fumando il narghilè, invita Teofilo a sfruttare le doti profetiche del gran culo, perchè gli dia un saggio delle meravigliose sorti e progressive che scaturiranno dalla fiera universale. Il carnoso marchingegno è tosto messo in moto dai tre addetti ed evoca con uno sbuffo una serie di spettri e di visioni.</p>
<p>Dapprima si fa avanti arrancando una schiera di donne seminude. Tirando dei cordini, trainano un carretto su cui si erge l&#8217;idolo di un nume armato di scudo e lancia, dall&#8217;enorme cazzo sbucciato. Sono dattilografe, puttane, casalinghe, figlie, mogli e madri stritolate dalla macina del sessismo fallocentrico. Insieme a loro intervengono anche un frocio e un travestito. La tirata femminista è stemperata dal lirismo della testimonianza di ciascuna, alla Edgar Lee Masters. All&#8217;apice della rabbia e della sconcezza, irrompono sul palco sulle note della <em>Danza delle sciabole</em> di Aram Khachaturiam (il jingle dello sgrassatore <em>Chante Clair</em>) quattro sacerdoti cattolici, che piroettano leggiadri sorreggendo l&#8217;orlo della tunica con la punta delle dita. Una a una le coreute sono imbavagliate dai preti, che con solerzia le scortano all&#8217;uscita. Invano i compagni di Istrione tentano di dissuaderli, intonando forte un &lt;&lt;Laudate Anulum&gt;&gt; e additando la sorgente semi-divina della donnesca processione.</p>
<p>Il secondo coro è composto dagli animali da fattoria: cala una penombra innaturale e in un&#8217;atmosfera onirica attori e attrici vestono costumi da mucche, tacchini, maiali e quant&#8217;altr*. Narrano in tono elegiaco le violenze e le privazioni che hanno sofferto, senza nessun&#8217;altra colpa se non quella di non essere umani. La loro apparizione è interrotta da una barca fenicia che accosta quella di Istrione. Un coro di migranti cenciosi fa il suo ingresso sulla scena e prende timidamente la parola. Hanno nomi arabi. Anche loro sono diretti alla &#8220;magna polís&#8221; dove abiteranno le baracche della periferia e lavoreranno, invisibili, come schiavi.</p>
<p>A questo punto Istrione riceve una delegazione dai capi della fiera: sono i perfidi capitalisti, due uomini e due donne finemente vestiti. Venuto a conoscenza dei loro piani di spartizione delle ricchezze che usciranno dal gran culo, Istrione si ribella, rifiuta di consegnar loro l&#8217;animale e li fa gettare in mare dal suo equipaggio. Nella scaramuccia Teofilo (che era un dissidente politico e portava una palla d&#8217;acciaio ai piedi) rimane ferito al mignolo e, sconsolato, chiede di essere spinto per i piedi da Istrione e i suoi fin dentro allo sfintere del gran culo: spera di trovare dall&#8217;altra parte un mondo migliore di quello in cui ha vissuto fino allora. I marinai esaudiscono festosi il suo desiderio.</p>
<p>Ora Istrione sogna di costeggiare tutte le terre e di distribuire gratuitamente a tutte le genti le derrate alimentari che il culo produrrà generosamente. Nomina un elenco di località fantastiche dai nomi immaginifici, che si propone di attraversare. Presto però l&#8217;imbarcazione è attaccata dalle torpediniere delle nazioni. Il buffonesco capitano rintuzza la furia armata dei suoi inseguitori scagliando focacce di merda (dolcissime, appena sfornate). Dopo una fuga rocambolesca, la nave è ridotta a un relitto, ma il culo è in salvo e Istrione cerca di titillarlo perché emetta ancora la sua crema squisita, dandogli prova delle sue potenzialità. Forse per l&#8217;assenza di Teofilo, forse perché è rimasto danneggiato durante i cannoneggiamenti o per qualche altro motivo ignoto, dal culo non esce che una ventata di scorregge. Istrione è disperato. In ginocchio davanti allo sfintere innalza un&#8217;invocazione lamentosa e incalza l&#8217;ano con una scarica di domande sul significato della vita e della storia (&lt;&lt;Deh, culo, perchè non mi rispondi?&gt;&gt;). In preda all&#8217;ira e ad un profondo turbamento, col volto rigato dalle lacrime, è un po&#8217; Achab che provoca all&#8217;azione la balena, un po&#8217; Cristoforo Colombo (quello delle <em>Operette Morali</em> di Leopardi) con Pietro Gutierrez. Infuria flatulenta la bufera. Il nero pertugio sembra quasi spalancarsi per rilasciare un profluvio di melassa zuccherina, quando, al culmine delle preghiere, il protagonista infervorato è investito da un getto di sterco, che pone fine miseramente al suo monologo. Quindi il prolasso: l&#8217;ano è irreparabilmente fuori uso.</p>
<p>Cala il sipario.</p>
</div>
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		<title>LETTERE E MISOGINIA ALL&#8217;UNIVERSITA&#8217; CATTOLICA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 21:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanto sono diffusi ancora nel fulgido 2015 la diffidenza e il disprezzo verso le donne? Per lunedì 9 marzo, a Milano, gli studenti dell&#8217;Università Cattolica hanno organizzato un evento dedicato proprio alla misoginia. Si terrà in aula G152, alle 16.30. In opposizione alla frivolezza inconsistente e quasi offensiva della &#8220;Giornata internazionale della Donna&#8221; (domenica 8 marzo), con il suo carico di formalismi e di mimose, quattro docenti dell&#8217;Ateneo sono stati invitati a setacciare la storia della letteratura in cerca di tracce tangibili di questa vena pregiudiziosa che attraverso i secoli (ed ancora oggi, sebbene in forma più velata) ha accompagnato e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="Q" class="cap"><span>Q</span></span>uanto sono diffusi ancora nel fulgido 2015 la diffidenza e il disprezzo verso le donne? <strong>Per lunedì 9 marzo, a Milano, gli studenti dell&#8217;Università Cattolica hanno organizzato un evento dedicato proprio alla misoginia. Si terrà in aula G152, alle 16.30.</strong> In opposizione alla frivolezza inconsistente e quasi offensiva della &#8220;Giornata internazionale della Donna&#8221; (domenica 8 marzo), con il suo carico di formalismi e di mimose, quattro docenti dell&#8217;Ateneo sono stati invitati a setacciare la storia della letteratura in cerca di tracce tangibili di questa vena pregiudiziosa che attraverso i secoli (ed ancora oggi, sebbene in forma più velata) ha accompagnato e alimentato la discriminazione femminile.</p>
<p style="text-align: justify">La scelta di affrontare tale argomento, così delicato e sempre attuale, da una prospettiva puramente letteraria è stata presa dai rappresentanti degli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia, per evitare derive sociologiche indigeste e discorsi convenzionalmente vittimistici, giocando invece con la rigogliosa tradizione poetica e narrativa che il mondo occidentale ha alle sue spalle. A cercar bene, essa porta visibilmente i segni di quest&#8217;astio ingiustificato e sessista verso le esponenti del &#8220;gentil sesso&#8221;: martoriate di insulti e marginalizzate, oppresse e subordinate dagli uomini per tempi immemorabili. Scambiate come merce, a prescindere dalla loro volontà, nei contratti matrimoniali e vilipese per la loro presunta natura debole e difettosa, a lungo hanno avuto una delle loro poche occasioni di riscatto (?) proprio come oggetto d&#8217;interesse letterario, nella poesia amorosa e nei romanzi. Ma non è della donna angelicata e idealizzata dello Stil Novo (o a quella del Romanticismo) che si parlerà il 9 marzo. Ci si occuperà invece di tutti quei testi che, tra il tragico e l&#8217;ilare, costituiscono una prova del trattamento ingiusto e della pessima considerazione di cui le donne hanno goduto nelle opere di poeti e scrittori famosi, che in questo senso sono stati un po&#8217; la cartina torna sole della sensibilità e degli umori della loro epoca. Rileggere e discutere insieme testi come la Satira delle Donne del lirico greco Semonide Di Amorgo, gli epigrammi sprezzanti di Marziale, i sonetti dell&#8217;Aretino o alcune novelle di Svevo e Pirandello, non può che acuire la conoscenza e ravvivare la consapevolezza di quanto di male è stato fatto e creduto contro le donne, dai cantori dei poemi omerici fino ai giorni nostri (così rumorosamente e ipocritamente progressisti).</p>
<p style="text-align: justify">Sebbene gli intenti dei promotori di questo seminario siano dichiaratamente femministi, ai quattro relatori (quattro istituzioni per la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Università Cattolica) sarà lasciata piena libertà di esprimere il proprio pensiero, evidenziando e riportando all&#8217;attenzione del pubblico anche indizi discordanti con quanto abbiamo detto appena adesso sulla condizione femminile e sulla tendenza, nella letteratura, a rappresentare le donne in maniera dispregiativa. Al termine dei quattro interventi ci sarà largo spazio per le domande e le osservazioni del pubblico, con cui si spera che si potrà intrattenere un dialogo costruttivo e fecondo.</p>
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		<title>Teoria sociale dell&#8217;Islamofobia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 16:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Centini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fallaci]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni &#8220;fobia&#8221; anche l&#8217;Islamofobia si comporta come un interprete psicotica di pulsioni culturali e sociali. Culturali, perchè contro una cultura si scaglia e perchè chiama a raccolta almeno una pallida idea di cosa si desidera opporre all&#8217;Islam. Sociale, perché le riflessioni degli uomini partono sempre da spunti propri della quotidianità, invariabilmente estesa dall&#8217;economia alla sessualità. Con tutto ciò che è nel mezzo. &#160; &#160; Proprio perché interprete l&#8217;Islamofobia è incomprensibile e inestricabile se analizzata fuori dal contesto umano in cui viene propagandata.             Le idee non valgono in sé, ma sono legate al gruppo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>ome ogni &#8220;fobia&#8221; <strong>anche l&#8217;Islamofobia si comporta come un interprete psicotica di pulsioni culturali e sociali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Culturali, <strong>perchè contro una cultura si scaglia e perchè chiama a raccolta almeno una pallida idea di cosa si desidera opporre all&#8217;Islam</strong>. Sociale, <strong>perché le riflessioni degli uomini partono sempre da spunti propri della quotidianità, invariabilmente estesa dall&#8217;economia alla sessualità. Con tutto ciò che è nel mezzo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Isis.jpg"><img class="wp-image-1394 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Isis-300x187.jpg" alt="Isis" width="437" height="272" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Proprio perché interprete l&#8217;Islamofobia è incomprensibile e inestricabile se analizzata fuori dal contesto umano in cui viene propagandata.             <strong>Le idee non valgono in sé, ma sono legate al gruppo sociale che le supporta, e al gruppo sociale che le subisce. Essendo una proiezione della struttura attraverso il prisma della sovrastruttura</strong>, l&#8217;ideologia (e la &#8220;fobia&#8221; è un&#8217;ideologia antietica e psicotica) può essere capita solo se osservata nel suo rapporto peculiare con la base. La Lieu du Peuple, come direbbe qualche radical chic, avido lettore di Babeuf.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Islam-against-isis.jpg"><img class=" wp-image-1391 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Islam-against-isis-300x163.jpg" alt="Islam against isis" width="379" height="206" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L&#8217;islamofobia è indubbiamente rampante, nel senso che è in ascesa</strong>. E non solo nelle comprensibilmente impaurite tecnocrazie quaternarie borghesi, accerchiate dalla massa di poveri che hanno contribuito a creare, ma anche nel popolino basso. È islamofobo Giordano ma lo è anche il macellaio sotto casa. È islamofobo Pigi Battista e lo è pure il professore di Lettere. Lo sono in maniera diversa. <strong>Possono essere islamofobi &#8220;di Sinistra&#8221; o &#8220;di Destra&#8221;, ma ugualmente impauriti dall&#8217;Islam. Non dagli islamici in se, proprio dall&#8217;Islam</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Al contrario della Giudeofobia</strong> (concetto lontano e diverso da quello di antisemitismo), che si può distinguere in due rami, aristocratico e popolare,<strong> l&#8217;Islamofobia è simile alla descrizione che Andy Wharol dava della Coca-Cola. Come in America tutti bevono la stessa Coca-Cola, così tutti in Italia</strong> (ma forse in Europa), <strong>bevono la stessa Islamofobia</strong>. Così non è difficile imbattersi negli stessi concetti rimasticati da bocche diverse. A ben vedere <strong>le critiche di Daniela Santanchè alla condizione della donna nell&#8217;Islam non sono diverse da quelle che azzimate femministe progressiste </strong>(mai &#8220;marxiste&#8221; ma sempre &#8220;di Sinistra&#8221;)<strong> che accusano l&#8217;Islam di &#8220;perpetuare il patriarcato&#8221;. </strong><strong>L&#8217;Islamofobia riesce ad unire tutti, a creare un grande arco costituzionale da far impallidire il pentapartito. </strong>Proprio per questo senza capire quali pulsioni interpreti l&#8217;Islamofobia è impossibile capacitarsi di questa grande virtù interclassista.</p>
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<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Femen-Islam.jpg"><img class=" wp-image-1392 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Femen-Islam-300x225.jpg" alt="Femen Islam" width="399" height="299" /></a></p>
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<p style="text-align: justify">Questa peculiarità è data dal fatto che<strong> l&#8217;Islamofobia non intepreta pulsioni socio-economiche, ma solo culturali</strong>. Mentre la Giudeofobia (che prenderemo ad esempio perchè funzionale alla dimostrazione della tesi) si espanse nell&#8217;Europa fine ottocentesca e di inizio &#8216;900 filtrando dall&#8217;alto (la giudeofobia &#8220;aristocratica&#8221; dei Goblineau) e salendo dal basso (la giudeofobia popolare dei contadini tedeschi del Brandeburgo), l&#8217;Islamofobia è una sovrapposizione culturale che, come percolato rancido, cade dall&#8217;alto e permea il popolino.<br />
<strong>La paura del giudeo nasce culturalmente nell&#8217;Europa post Restaurazione, in particolare nelle elites franco-tedesche. Qui un&#8217;intera classe aristocratica</strong> (non per forza nobile) <strong>reinterpreta a ritroso la propria Storia, e dando fondo a precetti cristiani forti</strong> (ebrei &#8220;deicidi&#8221;) <strong>affianca l&#8217;ebreo ai grandi stravolgimenti politici precedenti</strong>. Saranno i conservatori franco-tedeschi a dare per primi la paternità della Rivoluzione Francese ad una presunta influenza ebraica. Successivamente sarà nella Germania che una la casta degli Junker, conservatori non meno che cristiani (cattolici e protestanti) <strong>uniranno questi preconcetti antichi come il cristianesimo al loro disprezzo per il parlamentarismo e le dottrine sociali progressiste</strong>. La giudeofobia &#8220;d&#8217;alto bordo&#8221;<strong> diventa quindi una riflessione spontanea di alcune classi elevate per giustificare la loro opposizione metapolitica al protagonismo delle masse e la loro adesione al binomio &#8220;trono-altare</strong>&#8220;.<br />
Accanto a questa giudeofobia se ne sviluppa un&#8217;altra, sopratutto nelle masse tedesche di fine &#8216;800. <strong>Queste masse, soprattutto contadini e piccoli imprenditori sono, a fine secolo, stretti tra la pervasività dello Stato sempre più efficiente e il Capitalismo internazionale, che mediante i cartelli e la Grande distribuzione, erode gli spazi per queste fasce. Le quali, sentendosi minacciate, reagiscono individuando nell&#8217;ebreo</strong> (quindi rimasticando anche qui concetti arcaici) <strong>il fautore di questo nuovo ordine</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Per tali masse non era difficile. <strong>Ebrei erano effettivamente molti capitani di industria ed ebrei erano molti professionisti e uomini di cultura. La giudeofobia del contadino e del piccolo imprenditore</strong> (che diventerà poi anche operaia) <strong>è una giudeofobia di reazione al sistema economico vigente</strong>.<br />
La Giudeofobia, quindi,<strong> finisce per essere inteprete di due pulsioni ben distinte, solo comunicanti ma non sovrapponibili tra loro</strong>. Quindi tale proiezione trae la sua forza da due realtà ben precise (&#8220;di classe&#8221;, direbbe qualcuno) che sottendevano a paure ben più pratiche e fondate.</p>
<p style="text-align: justify">Questa strutturazione sociale può ritrovarsi nell&#8217;Islamofobia? In che modo l&#8217;Islamofobia interpreta le pulsioni di determinati gruppi sociali e/o economici?<br />
<strong>È evidente che la posizione degli ebrei degli anni &#8217;20 e &#8217;30 non sia paragonabile con quella dei musulmani in Occidente al giorno d&#8217;oggi. La stragrande maggioranza di musulmani fa degnamente parte del sottoproletariato urbano e del proletariato classico, e ricopre in società ruoli di infimo ordine, poco capaci di influenze politiche o economiche</strong>.<br />
Al contrario quindi degli ebrei degli anni &#8217;20 e &#8217;30 l&#8217;influenza islamica strutturata sulla vita politica occidentale è quasi nulla. <strong>Non è quindi possibile far risalire l&#8217;islamofobia ad un&#8217;opposizione sociale</strong>.<br />
Il vero segreto dell&#8217;Islamofobia<strong> sta nell&#8217;opposizione ai valori che in se porta</strong> (o crediamo essere portati) <strong>dall&#8217;Islam. Tale fobia deriva dal fatto che ormai anche il popolino condivide l&#8217;orizzonte valoriale liberale e progressista</strong> (diritti umani) <strong>dei gruppi al potere</strong>.<br />
L<strong>&#8216;Islam è ritenuto essere in contrasto coi valori liberali e umanitari che l&#8217;Occidente ha assunto a propri, e con i quali i gruppi al potere denaturano le spinte sovversive della base, che è confusa e mazzolata dalla psicopolizia progressista</strong>. Essendo l&#8217;idealità interclassista, ed essendo possibile rivedere il film dell&#8217;ideologia al contrario,<strong> l&#8217;Islamofobia è tanto più condiviso dalle classi più diverse tanto più che è condivisa l&#8217;idea di progresso alla base</strong>.<br />
All&#8217;immagine della morsa con cui abbiamo dipinto, velocemente, lo sviluppo sociale della Giudeofobia, che stritola i ceti medi, dobbiamo sostituire quella del ripetitore. <strong>Da un ripetitore centrale parte un messaggio che è recepito da tutte le antenne, che immaginiamo piantate sulla testa di chi condivide l&#8217;orizzonte valoriale liberale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">                       <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Hezbollah.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1393" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Hezbollah-300x199.jpg" alt="Hezbollah" width="469" height="311" /></a></p>
<h5 style="text-align: center"><i>Militanti di Hezbollah, movimento politico sciita libanese che ha inviato dei volontari a combattere l&#8217;ISIS in Siria</i></h5>
<p style="text-align: justify">Dopo aver appurato la natura del tutto inconsistente dell&#8217;Islamofobia, <strong>è bene dire che tale &#8220;fobia&#8221; può però diventare facilmente uno strumento politico</strong>. L&#8217;Islam, adesso, <strong>delinea una ben precisa zona del mondo, attraversata dagli interessi di molte cancellerie. Non lasciarsi usare dovrebbe essere il primo obbiettivo per ogni &#8220;incendiario&#8221;</strong>.</p>
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