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	<title>Torquemada &#187; Expo2015</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>H2O: quando diamo per scontato un diritto da difendere</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 11:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Speroni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hai mai pensato all’acqua come ad un diritto inalienabile? Il 22 marzo è stato il “World Water Day”: ricordiamoci dell’acqua, bene insostituibile. “L’acqua pura per bevanda… sconviene, perché questa è troppo poco stimolante, mette troppa mollezza e rilassatezza nei corpi e troppi sudori facilita”. Questa è la balzana idea sostenuta da Domenico Cervesi, ahimè ancora a metà del 1800, quando si pensava che il vino fosse la bevanda ideale, da preferire, e si continuava imperterriti a credere che l’acqua fosse fonte di gravissime malattie. Infatti, mentre i romani trascorrevano le loro giornate alle terme, tra bagni e saune, i medioevali sono stati i]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify" align="CENTER"><span title="H" class="cap"><span>H</span></span>ai mai pensato all’acqua come ad un diritto inalienabile? Il 22 marzo è stato il “<strong>World Water Day</strong>”: ricordiamoci dell’acqua, bene insostituibile.</p>
<p style="text-align: justify">“L’acqua pura per bevanda… sconviene, perché questa è troppo poco stimolante, mette troppa mollezza e rilassatezza nei corpi e troppi sudori facilita”. Questa è la balzana idea sostenuta da Domenico Cervesi, ahimè ancora a metà del 1800, quando si pensava che il vino fosse la bevanda ideale, da preferire, e si continuava imperterriti a credere che l’acqua fosse fonte di gravissime malattie. Infatti, mentre i romani trascorrevano le loro giornate alle terme, tra bagni e saune, i medioevali sono stati i primi a temere l’acqua e a non usarla affatto, preferendo vivere tra pulci e pidocchi, certo, ma vivere. Perchè per loro <strong>acqua significava: veleno micidiale.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Che dire di Versailles, 1700? <strong>Lì l’acqua era tabù</strong>, le donne si lavavano (forse) una volta all’anno, indossavano parrucche per intrappolare i tanti parassiti annidati tra i capelli e si cospargevano di profumi e oli con la speranza di nascondere il proprio odore nauseabondo.</p>
<p style="text-align: justify">E pensare che oggi, invece, l’acqua è definita <strong>“oro blu”</strong>, il <strong>“nuovo petrolio”</strong> e ci sono anche molte guerre, soprattutto nell’America Latina, che hanno come oggetto del loro contendere questo composto, il più semplice e il più versatile dell’Universo, due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, la molecole alla base della vita, che gli scienziati cercano sugli altri pianeti. L’acqua è l’ “ingrediente” principale del nostro corpo, un uomo può vivere circa un mese senza mangiare nulla, ma non può sopravvivere più di due giorni senza bere.<br />
<strong>Usiamo l’acqua in qualsiasi nostra attività</strong>: la beviamo, ci laviamo, cuciniamo, puliamo le nostre case, la usiamo per irrigare i campi e nei processi industriali. Ogni anno i consumi aumentano ed è un’escalation che non conosce limiti, anche se questo vale soltanto nei paesi ricchi, non in quelli del terzo mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, infatti, al giorno d’oggi ancora <strong>molte persone non hanno la possibilità di servirsi di acqua potabile</strong>; in Asia e Africa sono milioni i bambini che muoiono ogni anno perché si ammalano dopo aver bevuto acqua sporca … O per non averne bevuto abbastanza.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2376 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua2-300x199.jpg" alt="artacqua2" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia, nei paesi industrializzati, <strong>l’acqua continua ad essere un business</strong> e se sulla carta, la Risoluzione ONU del 2010, <strong>il diritto all’acqua è un diritto umano universale e inalienabile</strong>, non lo è poi nei fatti, dato che l’acqua viene trattata al pari di una qualsiasi merce che crea mercato e guadagno.<br />
Levissima, Ferrarelle, Boario, Sant’Anna, Panna, Fiuggi… l’acqua in bottiglia muove un giro d’affari di centinaia di miliardi di euro, soprattutto in Europa, specialmente in Italia, anche se l’acqua del rubinetto è altrettanto buona e fa bene anche al portafoglio.</p>
<p style="text-align: justify">L’acqua è sempre più scarsa, più inquinata, più rara e se si vuole garantire a tutti l’accesso all’acqua potabile lo si può fare lottando per <strong>arrestare i processi di privatizzazione e mercificazione e mettendosi in gioco per rendere l’acqua un vero bene comune, equamente condiviso.</strong><br />
Condivisione: questa è la parola chiave. Creare, omogeneità tra i consumi permetterebbe di evitare, in futuro, gravi problematiche legate alla reperibilità di acqua potabile.<br />
Al giorno d’oggi, invece, esistono solo grandi squilibri: si va dai 4/5 litri che un italiano fa scorrere per lavarsi i denti, al litro di acqua circa che i nomadi dei deserti del mondo si fanno bastare per una intera giornata.</p>
<p style="text-align: justify">La nostra nazione è, infatti, tra i <strong>maggiori consumatori di acqua potabile</strong> e un italiano su due compra ancora acqua in bottiglia, con la convinzione che abbia un sapore migliore… e per abitudine.<br />
Sfortunatamente non esiste un’altra alternativa: il primo passo avanti per migliorare le cose si può fare solo se si è disposti in primo luogo a cambiare se stessi, le proprie consuetudini, il proprio modo di pensare e a mobilitarsi per salvare questo bene partendo dal semplice gesto di chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2377" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua3-300x224.jpg" alt="artacqua3" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify">In Italia, poi, le produzioni agricole assorbono circa il 70% dei consumi, ma purtroppo è tanta l’acqua che fuoriesce dagli impianti e non raggiunge i campi. Per tagliare queste perdite si potrebbero usare <strong>nuovi sistemi di irrigazione</strong>, come quello “goccia a goccia”, grazie al quale si fornisce acqua in quantità precise alle singole piante.<br />
Nel settore secondario, invece, si potrebbe puntare su riciclaggio e riutilizzo dell’acqua impiegata nei processi industriali, che viene normalmente scaricata come rifiuto.</p>
<p style="text-align: justify">Andando avanti di questo passo stiamo rischiando di arrivare, nel 2020, con tre miliardi di persone senza accesso all’acqua potabile e allora dovremo <strong>sviluppare sistemi nuovi per la depurazione e desalinizzazione dell’acqua di mare</strong>, che ci costeranno miliardi e miliardi di euro e metteremo ancor più in crisi la nostra economia già seriamente ammalata.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La nostra civiltà di consumi si sta trasformando in quella degli sprechi</strong>, a partire da quel bene prezioso e sempre più raro che è l’ “oro blu”. Se le cose non cambieranno subito e in fretta fra pochi anni il vero problema non sarà la scarsità di cibo… ma di acqua.</p>
<p style="text-align: justify">Rischierà l’estinzione?</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2375" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/artacqua1-300x250.jpg" alt="artacqua1" width="300" height="250" /></a></p>
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		<title>ANUS MUNDI</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 17:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
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		<description><![CDATA[Uscito appena dall&#8217;adolescenza per metà della vita fui gettato nelle stalle d&#8217;Augìa. Non vi trovai duemila bovi, né mai vi scorsi animali; pure nei corridoi, sempre più folti di letame, si camminava male e il respiro mancava; ma vi crescevano di giorno in giorno i muggiti umani.  (Satura, Eugenio Montale) &#160; AAA cercasi regista folleggiante per realizzare un dramma fecale brechtiano-aristofanesco in occasione dell&#8217;Expo Milano 2015, secondo il seguente canovaccio. Il drammaturgo rinuncia a tutti i ricavi e a tutti i diritti. L&#8217;azione si svolge in mezzo al mare, sul ponte di un vascello, senza interruzioni di tempo. La nave]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="uiScrollableArea _2nc uiScrollableAreaWithTopShadow nofade uiScrollableAreaWithShadow uiScrollableAreaBottomAligned contentBefore">
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<p class="first-child " style="text-align: right"><em><span title="U" class="cap"><span>U</span></span>scito appena dall&#8217;adolescenza </em><br />
<em>per metà della vita fui gettato </em><br />
<em>nelle stalle d&#8217;Augìa. </em></p>
<p style="text-align: right"><em>Non vi trovai duemila bovi, né </em><br />
<em>mai vi scorsi animali; </em><br />
<em>pure nei corridoi, sempre più folti </em><br />
<em>di letame, si camminava male </em><br />
<em>e il respiro mancava; ma vi crescevano </em><br />
<em>di giorno in giorno i muggiti umani. </em></p>
<p style="text-align: right"><em> (</em>Satura<em>, Eugenio Montale)</em></p>
</div>
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</div>
<div class="uiScrollableAreaTrack">
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AAA cercasi regista folleggiante per realizzare un dramma fecale brechtiano-aristofanesco in occasione dell&#8217;Expo Milano 2015, secondo il seguente canovaccio. Il drammaturgo rinuncia a tutti i ricavi e a tutti i diritti.</strong></p>
<p>L&#8217;azione si svolge in mezzo al mare, sul ponte di un vascello, senza interruzioni di tempo.</p>
<p>La nave dell&#8217;avventuriero Istrione trasporta verso una &#8220;magna polís&#8221; una gran varietà di passeggeri e mercanzie, in occasione della fiera universale che vi si terrà a breve. Al centro della scena campeggia il bene più prezioso che Istrione deve portare a destinazione: un culo di proporzioni gargantuesche, che via via cacherà sulla scena i vari personaggi. Essi provengono dalle interiora feconde del culo e ne sono come partoriti. Altri fuoriescono dalla stiva della nave, collegata al ponte da un passaggio che si trova proprio al di sotto dello spacco formato dalle due natiche. Ogni volta che compaiono sono accompagnati da un gran peto.</p>
<p>Il culo è il prodotto organico di uno studioso indiano genialoide, che dopo decenni di sperimentazioni ha creato questo monstrum, capace con un solo pugno di legumi, lasciati a fermentare nelle sue budella, di produrre tanta crema da sfamare un continente. La grande fiera infatti è dedicata al tema dell&#8217;alimentazione, a come saziare le masse di nullatenenti che affollano un pianeta ormai prossimo ad esaurire le sue risorse. E il culo altro non è che il dono prodigioso lasciato all&#8217;umanità da questo scienziato vecchissimo, poco prima della sua morte.</p>
<p>Il culo è azionato da tre manovali: un energumeno che fa girare una manovella (suscitando un roboante suono di scorregge), un ingegnere informatico (che presenzia sulla scena, dietro una piccola scrivania) e un cantore greco-calabrese, il dotto Teofilo. Opportunamente solleticato da Teofilo, che gli sussurra parole dolci in una lingua melodiosa ed antichissima e gli pizzica all&#8217; &#8220;orecchio&#8221; le corde di una chitarra-mandolino, il culo è in grado di produrre ben altro oltre alla sua deliziosa e nutriente burrata: una fantasmagoria caleidoscopica di figure e di miraggi sbucano dal suo roseo sfintere e prendono vita sulla scena, per poi dissolversi magicamente. Il culo rappresenta la potenza illusionistica del tecno-capitalismo e la sua pretesa capacità di creare infinita ricchezza. Può rappresentare anche Dio, l&#8217;universo o, a piacere, i frutti e le capacità rigenerative della terra.</p>
<p>Istrione, pigramente adagiato su una stuoia, fumando il narghilè, invita Teofilo a sfruttare le doti profetiche del gran culo, perchè gli dia un saggio delle meravigliose sorti e progressive che scaturiranno dalla fiera universale. Il carnoso marchingegno è tosto messo in moto dai tre addetti ed evoca con uno sbuffo una serie di spettri e di visioni.</p>
<p>Dapprima si fa avanti arrancando una schiera di donne seminude. Tirando dei cordini, trainano un carretto su cui si erge l&#8217;idolo di un nume armato di scudo e lancia, dall&#8217;enorme cazzo sbucciato. Sono dattilografe, puttane, casalinghe, figlie, mogli e madri stritolate dalla macina del sessismo fallocentrico. Insieme a loro intervengono anche un frocio e un travestito. La tirata femminista è stemperata dal lirismo della testimonianza di ciascuna, alla Edgar Lee Masters. All&#8217;apice della rabbia e della sconcezza, irrompono sul palco sulle note della <em>Danza delle sciabole</em> di Aram Khachaturiam (il jingle dello sgrassatore <em>Chante Clair</em>) quattro sacerdoti cattolici, che piroettano leggiadri sorreggendo l&#8217;orlo della tunica con la punta delle dita. Una a una le coreute sono imbavagliate dai preti, che con solerzia le scortano all&#8217;uscita. Invano i compagni di Istrione tentano di dissuaderli, intonando forte un &lt;&lt;Laudate Anulum&gt;&gt; e additando la sorgente semi-divina della donnesca processione.</p>
<p>Il secondo coro è composto dagli animali da fattoria: cala una penombra innaturale e in un&#8217;atmosfera onirica attori e attrici vestono costumi da mucche, tacchini, maiali e quant&#8217;altr*. Narrano in tono elegiaco le violenze e le privazioni che hanno sofferto, senza nessun&#8217;altra colpa se non quella di non essere umani. La loro apparizione è interrotta da una barca fenicia che accosta quella di Istrione. Un coro di migranti cenciosi fa il suo ingresso sulla scena e prende timidamente la parola. Hanno nomi arabi. Anche loro sono diretti alla &#8220;magna polís&#8221; dove abiteranno le baracche della periferia e lavoreranno, invisibili, come schiavi.</p>
<p>A questo punto Istrione riceve una delegazione dai capi della fiera: sono i perfidi capitalisti, due uomini e due donne finemente vestiti. Venuto a conoscenza dei loro piani di spartizione delle ricchezze che usciranno dal gran culo, Istrione si ribella, rifiuta di consegnar loro l&#8217;animale e li fa gettare in mare dal suo equipaggio. Nella scaramuccia Teofilo (che era un dissidente politico e portava una palla d&#8217;acciaio ai piedi) rimane ferito al mignolo e, sconsolato, chiede di essere spinto per i piedi da Istrione e i suoi fin dentro allo sfintere del gran culo: spera di trovare dall&#8217;altra parte un mondo migliore di quello in cui ha vissuto fino allora. I marinai esaudiscono festosi il suo desiderio.</p>
<p>Ora Istrione sogna di costeggiare tutte le terre e di distribuire gratuitamente a tutte le genti le derrate alimentari che il culo produrrà generosamente. Nomina un elenco di località fantastiche dai nomi immaginifici, che si propone di attraversare. Presto però l&#8217;imbarcazione è attaccata dalle torpediniere delle nazioni. Il buffonesco capitano rintuzza la furia armata dei suoi inseguitori scagliando focacce di merda (dolcissime, appena sfornate). Dopo una fuga rocambolesca, la nave è ridotta a un relitto, ma il culo è in salvo e Istrione cerca di titillarlo perché emetta ancora la sua crema squisita, dandogli prova delle sue potenzialità. Forse per l&#8217;assenza di Teofilo, forse perché è rimasto danneggiato durante i cannoneggiamenti o per qualche altro motivo ignoto, dal culo non esce che una ventata di scorregge. Istrione è disperato. In ginocchio davanti allo sfintere innalza un&#8217;invocazione lamentosa e incalza l&#8217;ano con una scarica di domande sul significato della vita e della storia (&lt;&lt;Deh, culo, perchè non mi rispondi?&gt;&gt;). In preda all&#8217;ira e ad un profondo turbamento, col volto rigato dalle lacrime, è un po&#8217; Achab che provoca all&#8217;azione la balena, un po&#8217; Cristoforo Colombo (quello delle <em>Operette Morali</em> di Leopardi) con Pietro Gutierrez. Infuria flatulenta la bufera. Il nero pertugio sembra quasi spalancarsi per rilasciare un profluvio di melassa zuccherina, quando, al culmine delle preghiere, il protagonista infervorato è investito da un getto di sterco, che pone fine miseramente al suo monologo. Quindi il prolasso: l&#8217;ano è irreparabilmente fuori uso.</p>
<p>Cala il sipario.</p>
</div>
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		<title>Expo2015, appalti e CL: cosa c’è dietro il sì di Alfano a Mattarella</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2015 09:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è un motivo se Alfano e il Nuovo Centrodestra hanno ceduto alle pressioni di Matteo Renzi e votato Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. È un filo rosso che lega direttamente Roma a Milano, il Quirinale all’Expo2015, passando per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: l’ultimo appiglio di Cl al treno dell’esposizione universale. Facciamo alcuni passi indietro. Il giorno simbolo del crollo del sistema Cl è datato 26 ottobre 2012, quando il consiglio regionale della Lombardia si dimise in massa aprendo la strada alle elezioni anticipate e, soprattutto, alla conclusione di un’era. Quella di Roberto Formigoni, dal 1995 governatore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>’è un motivo se Alfano e il <strong>Nuovo Centrodestra hanno ceduto alle pressioni di Matteo Renzi</strong> e votato Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. È un filo rosso che lega direttamente Roma a Milano, il Quirinale all’Expo2015, passando per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <strong>l’ultimo appiglio di Cl al treno dell’esposizione universale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/2483.jpg"><img class="alignleft wp-image-1625 size-full" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/2483.jpg" alt="2483" width="213" height="146" /></a>Facciamo alcuni passi indietro. Il giorno simbolo del <strong>crollo del sistema Cl</strong> è datato 26 ottobre 2012, quando il consiglio regionale della Lombardia si dimise in massa aprendo la strada alle elezioni anticipate e, soprattutto, alla conclusione di un’era. Quella di <strong>Roberto Formigoni, dal 1995 governatore della Regione Lombardia</strong> e responsabile indiscusso delle sue eccellenze e dei suoi affari. Abbandonando il Pirellone, confermò che il rammarico più grande sarebbe stata la certezza non poter partecipare all’evento espositivo Expo2015 alla guida della “sua” regione. Ma, soprattutto, quello di <strong>non poter controllare tutto ciò che c’è sotto: appalti, opere, infrastrutture</strong>. La palla, infatti, passò a <strong>Roberto Maroni</strong> che ha esautorato la vecchia dirigenza e inserito una nuova <em>governance</em> meno legata al movimento di Don Giussani.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’Expo, in tutto questo, rappresentava e tuttora rappresenta una ghiotta opportunità: impossibile farsela scappare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/expo_2015-300x112.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1626 size-full" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/expo_2015-300x112.jpg" alt="expo_2015-300x112" width="300" height="112" /></a>Quando Milano ottenne a Parigi l’assegnazione per l’esposizione universale, superando ampiamente la città turca Smirne, la <strong>rete di relazioni e di governo di Cl poteva vantare innumerevoli sostegni</strong>. Oltre Formigoni al Pirellone, in quegli anni Milano era governata da <strong>Letizia Moratti</strong>, che alla Compagnia delle Opere non è mai stata legata, ma che contava nella giunta due assessori provenienti proprio dall’area <em>ciellina</em>. Infine, Cl andò a infoltire le nutrite schiere del <strong>governo Berlusconi</strong> in carica dal maggio del 2008.</p>
<p><strong style="font-weight: bold !important"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/ministero_delle_infrastrutture_e_dei_trasporti_preview.png"><img class="alignright wp-image-1624 size-full" style="float: right" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/ministero_delle_infrastrutture_e_dei_trasporti_preview.png" alt="ministero_delle_infrastrutture_e_dei_trasporti_preview" width="200" height="200" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify">Il dramma, pero, inizia proprio a Milano. <strong>La Moratti nel 2011 perde le elezioni e i molti accusano Cl </strong>di non averne sostenuto a sufficienza la candidatura. In quei giorni, intanto, comincia a venir meno il sodalizio che legava Cl a Forza Italia e Berlusconi. Due anni dopo, la crisi definitiva: <strong>la formazione del Nuovo Centrodestra, in cui Formigoni e Maurizio Lupi</strong>, due ciellini storici, ricoprono ruoli di primo piano. <strong>Inparticolare, occupano il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.</strong> Perché?</p>
<p style="text-align: justify">Andiamo con ordine. Il versante politico e delle poltrone è solo una parte della crisi di Cl in tutta la Lombardia. <strong>L’altro colpo l’ha ricevuto dalla Procura di Milano, che ha messo il naso – e le manette – negli affari di Expo2015</strong>. Quando nel maggio del 2014 le carte dell’inchiesta arrivano alla cronaca giudiziaria, i nomi più in vista sono in qualche modo collegati a Cl. «Comunione e Liberazione non c’entra» &#8211; ha più volte ripetuto Lupi &#8211; «il punto è la responsabilità personale di ognuno di noi e se qualcuno sbaglia deve pagare». Certo. Ma non basta: <strong>i collegamenti tra l’area <em>ciellina</em> e gli affari per l’opera espositiva trovano riscontri da più parti</strong>. <strong>Antonio Rognoni</strong>, di Cl e fedele formigoniano, viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta mentre è a <strong>capo dell’Ilspa, la società Infrastrutture Lombarda</strong> che ha gestito tutti gli appalti della regione nell’era Formigoni e patteggia tre anni di reclusione. Nell’informativa della Guardia di Finanza nell’ambito della stessa inchiesta si legge: «L&#8217;indagine ha svelato una fitta rete di relazioni e di <strong>rapporti affaristici</strong> intessuta dagli avvocati <strong>Carmen Leo e Fabrizio Magri&#8217; soggetti legati alla Compagnia delle Opere</strong> ed agli ambienti della Presidenza della Regione Lombardia». Ancora. <strong>Gianstefano Frigerio</strong>, uno dei principali indagati, nelle intercettazioni parla di <strong>Manutencoop</strong>, cooperativa rossa travolta dallo scandalo, affermando che l’azienda «al di là di quello che pensa Rognoni, <strong>è ‘così’ con Cl</strong>» e che lo stesso Lupi è loro amico. Ancora. Secondo Dagospia, Frigerio si vanta al telefono con <strong>Enrico Maltauro</strong> (ad dell’omonima impresa edile e anche lui indagato per la cupola Expo) del fatto di poter contare sull’ex Senatore di Forza Italia <strong>Luigi Grillo che a Lupi «fa praticamente da sottosegretario». </strong></p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente, il Ministro ha più volte smentito e non ci sentiamo di accusare nessuno senza il responso dei giudici.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/1.jpg"><img class="alignleft wp-image-1623 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/1-185x300.jpg" alt="1" width="185" height="300" /></a>Quello che però colpisce è il colpo inferto a Comunione e Liberazione nella sua roccaforte lombarda.</strong> Dopo aver perso Milano e la Regione a pochi mesi dall’evento espositivo che porterà fama e soldi all’ombra della madonnina, <strong>a Cl non è rimasto che aggrapparsi al Ministero delle Infrastrutture</strong>. Antonio Rognoni, infatti, era il collegamento tra il ministro e gli appalti sul territorio lombardo ed ora Lupi può gestire Expo solo attraverso il Tavolo Ministeriale aperto per garantire il completamento delle opere.</p>
<p style="text-align: justify">Si capisce: i <strong>numeri dell’Expo sono impressionanti</strong> per quanto riguarda gli investimenti, ed una parte molto consistente di questi vengono proprio <strong>dal Ministero di cui Lupi è a capo</strong>. In un triennio per il solo dicastero, <strong>11,5 miliardi di investimenti più 9,3 di trasferimenti alle imprese</strong>. E dal cinque maggio 2014 ulteriori <strong>141 milioni di euro</strong> per il Parcheggio di Cascina Merlata, la Metro 4, l’accessibilità ferroviaria Malpensa T1 e T2 e altre opere di collegamento per la zona dell’Expo. Insomma, bocconi succulenti.</p>
<p style="text-align: justify">Per questo, quando la notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, giorno dell’elezione di Mattarella, <strong>Alfano si è trovato a decidere se appoggiare o meno il candidato di Renzi, i pensieri sono volati anche agli appalti dell’Expo</strong>. Il Ministro dell’Interno ha smentito ricatti, ma è impensabile che, votando scheda bianca, i centristi potessero sperare di mantenere tutti i dicasteri che tutt’ora guidano. In particolare, quello dei Trasporti. Dopo l’addio al Pirellone e a Palazzo Marino, <strong>senza Maurizio Lupi alla sede di Piazzale di Porta Pia, a Cl non sarebbe rimasto alcun collegamento con Expo2015</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco dunque spiegato il dietrofront: votate Mattarella.</p>
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