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	<title>Torquemada &#187; Euro</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>La risposta di Varoufakis a Renzi (TRADUZIONE INTEGRALE)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 01:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell&#8217;originale http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l&#8217;insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare.  Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca qui per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><em><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>ubblichiamo la traduzione integrale in italiano della risposta che Yanis Varoufakis, già ministro delle finanze ellenico, ha dato sul suo blog [questo il link dell&#8217;originale <a href="http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/" target="_blank">http://yanisvaroufakis.eu/2015/09/22/a-message-for-mr-rentzi/</a>] al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che lo aveva bersagliato con una inelegante boutade, dopo l&#8217;insuccesso elettorale alle elezioni di domenica scorsa della lista Unità Popolare, per la quale Varoufakis aveva dichiarato di votare. </em></p>
<p style="text-align: justify">Il primo ministro italiano Matteo Renzi (clicca <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/09/21/direzione-pd-renzi-a-minoranza-scissioni-a-sinistra-anche-sto-varoufakis-se-lo-semo-tolti/416834/" target="_blank">qui</a> per il suo discorso) ha gioito per “essersi sbarazzato di me”, alludendo al mio “ritiro” dalla “scena” come ad una prova che gli “apostati” (leggi quelli che dividono i loro partiti) finiscono buttati a mare. La sua è una illusione motivata. <strong>Lo scorso luglio “loro” si sono “sbarazzati” di qualcosa di molto più importante rispetto a me.</strong> Qui c’è il mio messaggio al primo ministro italiano…</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il signor Renzi mi dipinge come un apostata che ha lasciato SYRIZA e che adesso si trova nella savana della politica. La verità è più complessa.</strong> Diversamente da molti dei miei compagni, io sono rimasto leale al programma di SYRIZA che ci ha visto eletti quel 25 gennaio come il partito unito che ha ridato la speranza ai Greci e ai popoli Europei. Speranza per cosa? Speranza di farla finita una volta per tutte con le <strong>formule di salvataggio “extend-and-pretend”</strong> <em>[quelle in cui si dilazionano i termini del prestito e si riducono i tassi di interesse, pretendendo alla nuova scadenza il suo ammontare e gli interessi sugli interessi n.d.r.]</em>, che costano all’Europa un caro prezzo, e che hanno condannato la Grecia alla depressione permanente facendoci presagire altre politiche fallimentari per il resto d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cos’è successo?</strong> Sotto la coercizione formidabile dei governanti europei, compreso il signor Renzi (il quale si è rifiutato di discutere in modo avveduto le proposte della Grecia) il mio primo ministro, <strong>Alexis Tsipras, è stato soggetto il 12 e 13 luglio ad incredibili prepotenze</strong>, a manifeste intimidazioni e ricatti, a pressioni inumane. <strong>Il signor Renzi ha giocato un ruolo di primo piano nella gazzarra, ha contribuito ad “ammorbidire” Alexis con la “tattica del poliziotto buono”, ripetendo sempre la stessa solfa: “se non cedi ti distruggono – per favore digli di sì”.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Alexis ed io abbiamo diviso le nostre strade perché eravamo in disaccordo sul fatto che “loro” stessero bluffando o meno, e sul fatto che noi, in ogni caso, avessimo avuto o non avessimo avuto il diritto morale e politico di firmare l’ennesimo accordo che non avremmo potuto onorare, consegnando le chiavi di quello che è rimasto allo stato Greco ad una troika spietata. <strong>È stato, e rimane, un dissidio tra me e Alexis.</strong></p>
<p style="text-align: justify">In seguito a questa divergenza, Alexis ha forzato <strong>una inversione a U nella politica di SYRIZA</strong> riguardo i prestiti extend-and-pretend (accettandoli per la prima volta nella storia di SYRIZA, seppur come mali necessari), e di conseguenza, una larga fetta di membri del partito ha deciso che non poteva seguirlo ancora, giù per questo cammino. <strong>È non è stato solo il segmento di Unità Popolare ad aver lasciato. C’è stata gente come Tasos Koronakis, il segretario del partito, io stesso e molti, molti altri che non hanno mai condiviso l’agenda di Unità Popolare.</strong> Noi non fummo apostati, solo compagni che non credevano che SYRIZA dovesse diventare il nuovo PASOK, che non hanno voluto ingrossare le fila dei partiti scheggia, frammenti di altri, come Unità Popolare; e che hanno scelto di stare fuori da queste tristi elezioni parlamentari, che non avrebbero dovuto (e non l’hanno fatto), produrre un parlamento in grado di dar vita ad un programma di riforme effettivamente realizzabile per la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify">Torniamo a Mr. Renzi adesso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mr. Renzi, ho un messaggio per te. Puoi rallegrarti quanto vuoi </strong>riguardo al fatto che non sono più ministro delle finanze, e nemmeno in parlamento.<strong> Ma non ti sei affatto “sbarazzato” di me. Io sono politicamente vivo e scalciante</strong>, come mi ricorda la gente quando cammino per le strade del tuo bellissimo paese. No, <strong>quello di cui ti sei sbarazzato, partecipando a quella ignobile orgia contro Alexis Tsipras e la democrazia greca lo scorso luglio, è stata la tua integrità personale di democratico europeo. E, può darsi, anche della tua anima.</strong> Grazie al cielo questa non è una cosa irreversibile. Ma prima <strong>devi fare ammenda seriamente</strong>. Non vedo l’ora che tu possa di nuovo tornare ad essere uno dei democratici d’Europa.</p>
<div id="attachment_2344" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/pd_ren12.jpg"><img class="wp-image-2344 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/04/pd_ren12-300x193.jpg" alt="pd_ren12" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo Renzi</p></div>
<p style="text-align: justify"><em>Ci sono due tipi di persone, da una parte quelli che partecipano allo sviluppo di un determinato pensiero (o nella politica, quelli che prendono le decisioni necessarie ad attuare un certo piano), e dall&#8217;altra parte ci sono gli stupidi. </em><em>I secondi fanno tutto quello che fanno i primi, e si distinguono soltanto quando parlano: si illudono di essere dotati dicendo quello che gli altri presumibilmente pensano, ma non si sognerebbero mai di dire.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Credo che il commento alla dichiarazione odierna di Renzi possa essere ridotto a questa affermazione generale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Traduzione e commento di Eugenio Runco.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Grassetto nostro.</em></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>La Grecia al voto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 21:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco. Si tratta, probabilmente, di un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale crisi dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, Alexis Grigoropoulos, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>omani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco.</strong> Si tratta, probabilmente, di <strong>un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo</strong>. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale <strong>crisi</strong> dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, <strong>Alexis Grigoropoulos</strong>, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, <strong>da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello Stato ellenico</strong>; addirittura, anche i cani si sono schierati contro le “forze dell&#8217;ordine greche”.<strong> Le elezioni di domani sono state un evento teoricamente imprevisto, deciso dopo il fallimento del governo dei partiti centrosinistra e centrodestra</strong> (Pasok e Nea Demokratia) nell&#8217;elezione di un Presidente della Repubblica. Tuttavia, l<strong>e larghe intese non hanno fallito solo politicamente, ma hanno macellato la popolazione greca in un ghiros a (presunto) vantaggio dei “creditori” della Grecia</strong>. Infatti, secondo il rapporto 2013 dell&#8217; ΕΣΤΑΤ &#8211; l&#8217;Istat greco -, <strong>892.763 famiglie si trovano sull’orlo della povertà assoluta</strong>. <strong>Quattro famiglie su dieci non sono in grado di pagare il mutuo della casa, una su tre non può riscaldarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il 23,1% della popolazione greca vive in povertà</strong>, questa percentuale equivale a <strong>più di 2,5 milioni (sugli 11 milioni di greci)</strong>, mentre la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale ammonta a 3.903.800 persone.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il dati raccolti dall’ΕΣΤΑΤ <strong>il 20,3% della popolazione vive in condizione di “deprivazione materiale”</strong>,</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’ΕΣΤΑΤ tiene conto dell’accessibilità della popolazione a una lista di nove punti come pagamento di bollette o possibilità di acquistare alimenti proteici, che dovrebbe dimostrare il benessere reale dei greci.</strong> Nei rapporti che vanno <strong>dal 2010 al 2013 si è osservato un aumento delle percentuali di coloro che non hanno addirittura accesso ad almeno quattro di questi punti.</strong> Nel 2010 era del 11,6%, nel 2011 di 15,2%, nel 2012 di 19,5%, nel rapporto 2013 è salita al 20,3%</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre<strong>, le famiglie hanno perso il 40% del potere d&#8217;acquisto negli ultimi cinque anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il leader di Nea Demokratia, <strong>Samaras</strong>, ha paventato il rischio che la Grecia possa diventare la Corea del Nord qualora vincesse il principale partito di sinistra, Syriza, ma a leggere le statistiche si capisce bene che il governo da lui presieduto non ha di certo arginato la crisi e che, anzi, potrebbe far invidia anche ai fondatori della Juche! <strong>Gli ultimi sondaggi davano Syriza con il 33-38% seguita a 4-7 punti da Nea Demokratia. Per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, il leader Tsipras dovrà oltrepassare la soglia del 37%. Altrimenti dovrà cercare di formare un governo di coalizione</strong>. I partner più probabili sono <strong>To Potami</strong> (il nuovo partito del giornalista <strong>Stavros Theodorakis</strong>) e i socialdemocratici del <strong>Pasok</strong>. Ci sarebbe anche il <strong>KKE</strong>, il partito comunista greco che, però, sin dall&#8217;inizio ha cercato di distinguersi da Syriza, organizzando manifestazioni diverse ed attacando il blocco di sigle guidato da<strong> Alexis Tsipras</strong>, come la forza di riserva del capitalismo internazionale per tenere sotto controllo la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In caso di vittoria, il programma di Syriza prevede:</strong></p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>audit debito pubblico</strong>, rinegoziando gli interessi e sospendendo i pagamenti fino a quando l’economia del paese non si sarà ripresa e siano tornate la crescita e l’occupazione;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>incremento dell’imposta sul reddito</strong> al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno;</p>
<p style="text-align: justify">-La <strong>nazionalizzazione delle banche</strong> e <strong>delle imprese ex-pubbliche in settori strategici</strong> per la crescita del paese;</p>
<p style="text-align: justify">-Il <strong>ritorno del salario minimo al livello che aveva prima dei tagli</strong> (751 euro lordi al mese) ; inoltre sempre nell&#8217;ambito del lavoro il patito di Tsipras programma l&#8217;<strong>abolizione del precariato</strong>, il recupero del <strong>contatto collettivo</strong> in modo da fornire ai sindacati gli strumenti per orientare i contratti individuali verso il cosiddetto &#8220;tempo indeterminato&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;aumento dei sussidi per i disoccupati nonché delle misure di <strong>previdenza sociale</strong> per le famiglie monoparentali, gli anziani, i disabili e le famiglie senza reddito.</p>
<p style="text-align: justify">Se Syriza dovesse fallire (ammesso che riesca ad andare al governo) , c&#8217;è comunque qualcuno che è convinto di essere in grado di risolvere la situazione della Grecia: il partito di estrema destra <strong>Alba Dorata</strong>, recentemente ospitato da Casa Pound in Italia, <strong>che parte dal 9% conquistato alle ultime europee</strong> con il solito copione della destra europea contro l&#8217;Islam, gli stranieri, l&#8217;Europa; un altro obiettivo di questo gruppo sembrerebbero essere anche i comunisti, visto che 3 dei loro deputati sono indagati in seguito all&#8217;uccisione del rapper anti-fascista Giorgos Roupakias.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1356" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1-300x182.jpg" alt="foto1" width="300" height="182" /></a> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1357" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg" alt="foto 2" width="275" height="183" /></a></span></span></span></p>
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		<title>Borghi: «Renzi come un quadro di Ensor, ma i problemi sono Euro e poca democrazia»</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 20:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo incontriamo all’uscita di un esame universitario per parlare di Euro, il suo punto forte. Ma non solo: anche di Europa, economia, democrazia e futuro della Lega. Prima di dedicarsi al Carroccio, Claudio Borghi Aquilini insegnava all’Università Cattolica di Milano. Fortunatamente, doveva presiedere ad un esame scritto: l’umore dell’economista che ha trascinato Salvini nella lotta contro l’Euro non è infatti dei più rosei e non avrebbe certo aiutato i malcapitati esaminati. «La bocciatura del referendum contro la legge Fornero avrà ricadute sulle alleanze» &#8211; dice evidentemente stizzito &#8211; «non si può continuare a collaborare con chi vuole mandare al Quirinale uno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>o incontriamo all’uscita di un esame universitario per parlare di Euro, il suo punto forte. Ma non solo: anche di Europa, economia, democrazia e futuro della Lega. Prima di dedicarsi al Carroccio, Claudio Borghi Aquilini insegnava all’Università Cattolica di Milano. Fortunatamente, doveva presiedere ad un esame scritto: l’umore dell’economista che ha trascinato Salvini nella lotta contro l’Euro non è infatti dei più rosei e non avrebbe certo aiutato i malcapitati esaminati. «La bocciatura del referendum contro la legge Fornero avrà ricadute sulle alleanze» &#8211; dice evidentemente stizzito &#8211; «non si può continuare a collaborare con chi vuole mandare al Quirinale uno come Amato».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partiamo da qui. Vi aspettavate una bocciatura?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«No. Non si fa una fatica assurda, che impegna tutto il partito per quasi un anno, per il semplice gusto di farselo bocciare. Qui c’è di mezzo l’Articolo 1 della Costituzione: lavoro e sovranità al popolo. Non so come la Corte abbia potuto calpestarlo. Se dilatiamo il divieto a referendum dalle questioni ‘fiscali’ a quelle ‘economiche’, cosa ci rimane? La nostra vita dipende dall’economia, ma la sovranità monetaria non c’è più e il pareggio di bilancio in Costituzione ha sottratto anche la politica fiscale: se non possiamo nemmeno gestire questioni relative al lavoro e incidere con referendum, allora – capite – che la democrazia rimasta è ben poca.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il prof. Emilio Diodato nel suo ultimo libro «L’ortopedia del “vincolo esterno”» ha detto che i vincoli imposti dall’Ue all’Italia sono il «simbolo di una democrazia morente».</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Non c’è pensiero più elitario ed antidemocratico di supporre che il popolo sia cretino. Si suppone che il popolo sia stolto e incapace a governarsi, ritenendo necessari degli strumenti di supplenza alla democrazia &#8211; siano essi espressi dal vincolo esterno, realizzati con la moneta unica o concretizzati nell’affidamento dei governi ad istituzioni “al riparo del processo elettorale”, usando le parole di Monti. Ma più che democrazia morente, direi democrazia morta».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ci sono margini di rivitalizzazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Sì, servirebbe che l’elettore prendesse coscienza che alcuni partiti queste politiche le appoggiano, smettendo di votarli. Ma uno dei sintomi della malattia della democrazia è l’informazione».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In che senso?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Una democrazia può dirsi compiuta solo se l’elettore è informato. Se vado da un cittadino a dirgli “vuoi la torta alla crema o un calcio negli stinchi?”, e lo faccio in maniera corretta ed equilibrata, l’elettore sceglierà ovviamente il dolce. Se invece gli taccio che la torta è avvelenata, è evidente che vi sarà un vizio del consenso democratico. Da quando abbiamo iniziato a parlare di Euro, vengono propagate menzogne da una lunga serie di mezzi di informazione. Agli italiani è stato detto che senza la moneta unica l’inflazione salirebbe al 300% e che per comprare il latte servirebbero carriole di soldi: queste non sono opinioni, ma bugie. Falsa informazione, utile solo a viziare la democrazia».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un sondaggio Ipsos, pubblicato dal <em>Corriere della Sera</em>, riporta che per gli italiani il secondo motivo di “speranza” in questi tempi difficili sono i partiti euroscettici. Il primo in classifica è Papa Francesco. </strong></p>
<p style="text-align: justify">«Non metto in dubbio che a molti italiani abbiamo ridato speranza. La rassegnazione è quello che tutti i carcerieri si augurano. Godono della rassegnazione. Noi non abbiamo fatto altro che dire agli italiani che è possibile fare una scelta differente».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Far crollare l’Europa dà speranza?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Certo, anche se è necessario precisare: non è che “l’Europa crolla”. Quella rimarrà lì attaccata al mappamondo come sempre. A noi basta far cadere il guinzaglio, che è l’Euro. Poi, una volta riportato il campo da gioco in parità con tutti i bilanciamenti del caso derivanti dalle monete nazionali, saremo liberi di decidere se ci interessa allearci con gli altri paesi. Se tutto dovesse rimanere come ora, comunque, non vedo perché dovremmo avere interesse verso l’Europa associativa».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il 53% degli italiani considera la Germania «ostile». Già negli anni ’90, negli ambienti politici italiani, si diceva che «chi offre il marco in vittima vuole in realtà l’egemonia europea». Perché allora siamo saliti sul carro?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Bella domanda. Nemmeno io l’ho ancora capito. La risposta più semplice è “la stupidità”: uno dei grandi motivi per cui di solito si fanno cose stupide è perché si è stupidi. Le élite industriali hanno sempre usato l’esca della “moneta forte” per attirare le “valute deboli” e millantare la formazione di un’area di libero scambio dove tutti stanno meglio. Ma l’inganno sta nel far credere che sia una gara a squadre, quando invece è un <em>match</em> di pugilato. Cascarci è un’ingenuità da bambino: ovvio, tutti vogliono giocare con il più forte. Senza capire, però, che quello dell’economia non è un gioco di squadra, ma individuale. Dove alla fine vince uno solo. Ecco, questo potrebbe essere il primo motivo. Dall’altra parte, invece queste élite, consce del fatto che entrare in questo strumento di morte porta vantaggi solo a qualcuno, hanno trovato sponda nei partiti di sinistra. I quali hanno ritenuto l’aspetto democratico inutile, se non fuorviante: si sentivano più bravi, più colti, più intelligenti eppure alle elezioni vinceva sempre Berlusconi. Hanno scelto allora l’alternativa elitaria e tecnocratica per conquistare il potere».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’Europa è nata male e finita peggio, oppure non ha retto le sfide della storia?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Non pretendo che tutti sappiano di cose economiche. Ma se si mette in piedi un progetto ambizioso come l’Europa unita non si può non pensare alle conseguenze finanziarie. Non so se si trattò d’ingenuità o fu fatto volontariamente. Se i padri fondatori erano in buona fede quando progettarono i vincoli e li legarono alle convergenze economiche di paesi così differenti, se erano in buona fede insomma, allora erano anche straordinariamente ignoranti».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In un’intervista di qualche giorno fa ha detto che i tassi negativi sui <em>Bund</em> tedeschi significano la scommessa degli investitori sull’uscita della Germania dall’Euro. Draghi, invece, ha detto che è una moneta irreversibile. Il monito era indirizzato alla Merkel?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Draghi continua a dire che è irreversibile perché è il suo mestiere. Anche il governatore della Banca Centrale svizzera, prima di abbandonare il livello del cambio, continuava a dire che era un sistema “irreversibile”. Le parole di Draghi quindi non mi stupiscono. Ma il discorso dei tassi negativi è eclatante: non c’è nessun motivo per cui una persona paghi per prestare dei soldi a qualcuno».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Potrebbe essere considerato un bene di rifugio.</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Sì, ma l’alternativa sarebbe tenere il denaro in cassaforte. Piuttosto che acquistare un titolo di stato e pagare un tasso negativo, preferirei avere nel portafoglio moneta contante. Certo, poi c’è chi dice che, al netto dei costi di transazione per la detenzione di liquidi, sia comunque conveniente comprare i <em>Bund</em>. Sono d’accordo. Ma quando i tassi sono così tanto negativi per lunghissime scadenze, i dubbi vengono. Infatti, un titolo di Stato a 5 anni non è immediatamente convertibile in denaro: se per un qualsiasi motivo i tassi dovessero tornare a salire, il valore di questi titoli si incenerisce. Rischio che non ha la carta moneta. Tuttavia, gli investitori stanno immaginando che la Germania uscirà dall’Euro, aspettandosi così una rivalutazione del nuovo marco rispetto alla moneta unica. I titoli tedeschi denominati originariamente in euro, quindi, verrebbero ripagati con il marco, valuta a quel punto molto più forte dell’euro con cui erano stati acquistati. Ottenendo così un guadagno».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Scelta saggia?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«No, secondo me sbagliano. Perché i tedeschi non sono normalmente proni a fare beneficenza agli altri. Sono quasi certo che, in caso di addio alla moneta unica, i titoli tedeschi denominati in euro per non residenti verranno mantenuti in euro. Al massimo la Germania pagherà in marchi i <em>Bund</em> detenuti da suoi cittadini, per opportunità politica. Di certo non lo farà per i titoli in mano ad un signore in Italia o in Francia. Inoltre, rinominare il debito è una facoltà: se fossimo noi ad uscire, dovremmo farlo. Ma non credo che la Germania abbia questo interesse».</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Quantitative Easing</em> di Draghi. Sarà utile?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Ci sono una serie di leggende sul tema. Sbaglia chi considera il QE come se fosse la Banca Centrale che stampa soldi. Invece semplicemente dà denaro in cambio di titoli. Questa cosa può essere di stimolo all’economia solo quando il tasso d’interesse è alto, che in virtù degli acquisti della Bc si abbassa. Ma se i tassi sono a zero, significa che il valore nominale del mio titolo di stato è uguale al prezzo di mercato, includendo gli interessi. Per cui, molto banalmente, se oggi vendo un titolo che mi rende zero, esso è praticamente uguale ad una banconota. Perché potrei rivenderlo sul mercato ed ottenere quella banconota. In situazione di tassi zero il QE significa scambiare, di fatto, il <em>proxy</em> di una moneta con moneta. Quindi l’effetto economico è praticamente nullo. Quello che bisognerebbe fare per ottenere inflazione e attraverso essa far abbassare il debito, è far spendere la gente. Quindi alzare i salari e la spesa pubblica. Bisogna immettere denaro nel circuito reale, rilanciando i consumi e rinvigorendo così l’economia. Non vogliono farlo perché senza il correttivo del tasso di cambio, i soldi che metto in circolazione verrebbero spesi all’estero. Risultando quindi inutili per l’economia nazionale».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Draghi lo preferisce alla Bce o al Colle?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Il governatore conosce benissimo i mercati, quindi è molto meglio di Trichet. Però adesso sta giocando contro di noi. Mi sarebbe piaciuto vederlo in Banca d’Italia per lottare contro le altre banche centrali. Assicurandoci prima, però, la sua lealtà. Adesso è come avere Ibrahimovic, ma lasciarlo giocare con la squadra avversaria».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>John Milos, mente economica di Syriza, ha detto che in caso di vittoria la Grecia «non uscirà dall’Euro, perché rispetto al 2012 sul tema siamo diventati maturi».</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Direi piuttosto che sono diventati più meridionali».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In che senso?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Se tengo in piedi un’economia con l’assistenza di soldi provenienti dall’estero, quell’economia si adatta molto velocemente alla situazione. E pur con tutti i disastri e le risorse scarsissime, ad un certo punto subentra il terrore all’idea di dover staccare la spina. È come sdraiarsi in un ospedale con una flebo con un po’ di oppiacei: dopo qualche tempo vengono a mancare le motivazioni per alzarsi e vivere una vita libera. Si fa fatica. Ci si adatta. Quindi non mi stupisce che Syriza non voglia uscire dall’Euro».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La lega corre nei sondaggi. Siete certi di arrivare al governo?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Sì».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E diventerete “maturi” come Syriza?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«No, assolutamente. Infatti le similitudini tra Syriza e la Lega sono fuori luogo. Due cose completamente diverse. Loro vogliono rimanere nell’Euro e farsi pagare. Noi invece non vogliamo ricevere un centesimo, ma abbandonare questa moneta assurda».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Presentando la Flat Tax ha detto che avreste presentato a tappe le mosse economiche. Quale sarà la prossima?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Parleremo di spesa pubblica e di come riqualificarla. E l’altra iniziativa, presente già nel programma della Lega, sarà di mettere in chiaro la non desiderabilità di tasse slegate dal reddito. Basare la tassazione sulla capacità contributiva è un principio costituzionale. Articolo puntualmente disatteso con innumerevoli tipologie di balzelli, dall’Imu all’Irap.</p>
<p style="text-align: justify">Non stiamo parlando di cose improvvisate al momento: la Lega ha presentato da tempo un piano programmatico preciso che stiamo declinando. Abbiamo il solo difetto di fare quello che diciamo».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lei è esperto anche di arte. Se dovesse rappresentare Renzi con un quadro, quale sceglierebbe?</strong></p>
<p style="text-align: justify">Fa a un sorriso e continua. «Forse “L’entrata di Cristo a Bruxelles” di Ensor: con la folla di gente strana che va dietro ad un personaggio senza sapere dove sarà trascinata. Un quadro di forte decadenza».<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ENSOR.5.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1023 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/ENSOR.5-300x174.jpg" alt="ENSOR.5" width="300" height="174" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Salvini?</strong></p>
<p style="text-align: justify">«Lui, invece, spero sia un “Taglio” di Fontana. Qualcosa che serve a far svegliare la gente per farla passare oltre una fase che già dovrebbe essere morta e sepolta».<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/artwork_images_989_631822_lucio-fontana.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1022 size-full" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/artwork_images_989_631822_lucio-fontana.jpg" alt="artwork_images_989_631822_lucio-fontana" width="255" height="300" /></a></p>
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