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	<title>Torquemada &#187; Esteri</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>La Nuova Russia, stato ribelle autoproclamato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 14:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Pasquin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla mezzanotte di domenica vige in Ucraina orientale il cessate il fuoco stabilito dagli accordi della conferenza di Minsk della scorsa settimana. Nella migliore delle ipotesi si arriverà ad uno stop della guerra civile che da quasi un anno segna la regione del Donbass, mentre una risoluzione definitiva delle questioni politiche tra Ucraina e Russia è ancora distante. Le testate di informazione quasi sempre descrivono le parti in causa parlando di forze governative e forze pro-russe ribelli. Dietro ai cosiddetti rivoltosi non si nascono semplicemente terroristi (così sono infatti definiti dal governo di Kiev) o gruppi isolati, ma si cela]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child western" align="JUSTIFY"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>alla mezzanotte di domenica vige in Ucraina orientale il cessate il fuoco stabilito dagli accordi della conferenza di Minsk della scorsa settimana. Nella migliore delle ipotesi si arriverà ad uno stop della guerra civile che da quasi un anno segna la regione del Donbass, mentre una risoluzione definitiva delle questioni politiche tra Ucraina e Russia è ancora distante.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Le testate di informazione quasi sempre descrivono le parti in causa parlando di <em>forze governative</em> e <em>forze pro-russe ribelli</em>. <strong>Dietro ai cosiddetti rivoltosi non si nascono semplicemente terroristi (così sono infatti definiti dal governo di Kiev) o gruppi isolati, ma si cela in realtà una nazione che ha dichiarato la propria indipendenza</strong>. Qualche bandiera può tornare utile per comprendere meglio la situazione.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">È ormai chiaro cosa è accaduto in Crimea a marzo dello scorso anno, quando le truppe russe hanno invaso la penisola con lo scopo di proteggere la popolazione russofona e hanno traghettato le proteste verso il referendum che ha sancito l’indipendenza della regione e la sua annessione alla Federazione Russa.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">In Ucraina orientale il copione è stato simile, con le prime rivolte popolari e l’occupazione di edifici governativi da parte dei filo-russi ad aprile, contrastate da un’offensiva militare ucraina. Anche qui, <strong>tramite due referendum svoltisi l’11 maggio (entrambi non riconosciuti dal governo centrale e dai partner occidentali), con vittoria bulgara del Sì è stata sancita l’indipendenza dei due oblast’ di Donetsk e Lugansk, autoproclamatisi due Repubbliche popolari autonome</strong>.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">La bandiera della Repubblica popolare di Donetsk è un tricolore con bande orizzontali nera, blu e rossa. I colori si ispirano rispettivamente al carbone del Donbass (importante regione mineraria) e al mar Nero, all’acqua e alla libertà. Sulla bandiera sono apposti anche lo stemma della repubblica (un’aquila bicipite tanto cara all’araldica slava) e l’iscrizione <em>Doneckaja Narodnaja Respublika</em> (Repubblica Popolare di Donetsk).</p>
<p>La bandiera della Repubblica Popolare di Lugansk è quasi identica, non prevede però nella sua versione attuale (ufficializzata a fine novembre) né la presenza dello stemma repubblicano, né l’iscrizione con il nome ufficiale. Le bande orizzontali sono color ciano, blu e rosso, ispirate ai colori panslavi della bandiera russa e al color ciano dello stemma cittadino di Lugansk.</p>
<div id="attachment_1795" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Lugansk.png"><img class="wp-image-1795 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Lugansk-300x199.png" alt="Bandiera_Lugansk" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Bandiera della Repubblica Popolare di Lugansk</p></div>
<div id="attachment_1794" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Donetsk.png"><img class="wp-image-1794 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Donetsk-300x199.png" alt="Bandiera_Donetsk" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Bandiera della Repubblica Popolare di Donetsk</p></div>
<p class="western" align="JUSTIFY">Già fine maggio<strong> le due repubbliche si sono fuse creando la Federazione delle Repubbliche Popolari, cui ci si riferisce abitualmente con il nome di Nuova Russia (Novoróssija)</strong>. Nuova Russia non è banalmente un termine nazionalista per rivendicare la propria appartenenza alla sfera russa piuttosto che a quella ucraina, bensì un diretto riferimento alla regione storica della Nuova Russia, conquistata e slavizzata dai russi nel XVIII secolo, prima in mano agli ottomani e al Khanato di Crimea e a maggioranza tatara. La regione storica (cui corrispondono le odierne rivendicazioni degli indipendentisti) si estendeva non solo sulla parte orientale dell’Ucraina, bensì su tutta la costa settentrionale del Mar Nero, comprendendo anche altre aree russofone, come l’oblast’ di Odessa, e arrivando a lambire i confini dell’attuale Transnistria (altra nazione filo-russa autoproclamata ormai da più di vent’anni).</p>
<div id="attachment_1800" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/pic_39fe5d94ee7a734ca9e37977782d8758.jpg"><img class="wp-image-1800 size-full" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/pic_39fe5d94ee7a734ca9e37977782d8758.jpg" alt="pic_39fe5d94ee7a734ca9e37977782d8758" width="420" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Ucraina e Nuova Russia</p></div>
<p class="western" align="JUSTIFY">La Nuova Russia è stata finora riconosciuta ufficialmente solo dall’Ossezia del Sud (a sua volta riconosciuta solo da un pugno di Stati nel mondo). I ribelli inizialmente hanno utilizzato per identificarsi non solo le bandiere di Donetsk e Lugansk, bensì anche altri vessilli: la bandiera sovietica, la bandiera della Federazione Russa e il nastro di S. Giorgio (strisce nero-arancio, simbolo russo d’identità militare). Il processo di scelta di una bandiera ufficiale sotto cui riconoscersi è stato lanciato da Pavel Gubarev, governatore di Donetsk, a fine maggio, concretizzandosi ad inizio luglio con una votazione online tra 11 alternative sul portale <em>Novorossija</em>.<strong> La proposta più gettonata era quella di una bandiera con una croce di S. Andrea azzurra bordata di bianco su sfondo rosso</strong>, che sfrutta vari rimandi alla tradizione russa: lo sfondo rosso riprende il vessillo della vittoria sovietica fatto sventolare sul Reichstag nella Berlino capitolata, mentre la croce è ispirata alla bandiera della marina militare russa ed è presente anche nello stemma della flotta di Sebastopoli.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Ad agosto il portavoce del parlamento nuovo-russo Oleg Tsarëv ha presentato ufficialmente <strong>la bandiera scelta dalle autorità, che non è quella appena descritta, bensì un tricolore a bande orizzontali bianca, gialla e nera, versione capovolta del vessillo imperiale della dinastia degli zar Romа́nov</strong>. La scelta dei colori è un riferimento storico diretto alla Nuova Russia di epoca ottocentesca, conquistata e slavizzata proprio sotto il comando della famiglia Romа́nov. Un’interpretazione non ufficiale vuole anche che il bianco stia per la purezza delle idee e dei principi della federazione, il giallo per i campi dorati di Lugansk e il nero per le miniere del Donbass.</p>
<div id="attachment_1802" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Nuova_Russia_guerra.png"><img class="wp-image-1802 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Nuova_Russia_guerra-300x199.png" alt="Bandiera_Nuova_Russia_guerra" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Bandiera di guerra della Nuova Russia</p></div>
<div id="attachment_1801" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Nuova_Russia.png"><img class="wp-image-1801 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/Bandiera_Nuova_Russia-300x199.png" alt="Bandiera_Nuova_Russia" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Bandiera civile della Nuova Russia</p></div>
<p class="western" align="JUSTIFY"> La bandiera con la croce di S. Andrea è stata contestualmente adottata come vessillo di guerra ed è sfoggiato sulle toppe militari dell’esercito (come in foto di copertina), risultando comunque ben più popolare di quella civile. L’apparente somiglianza con la bandiera degli Stati Confederati d&#8217;America è meramente una curiosa analogia, senza alcun riferimento diretto.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Alla conferenza di Minsk, alle spalle dei rispettivi leader, erano presenti solo le bandiere di Bielorussia, Russia, Germania, Francia e Ucraina, con i rappresentanti ribelli ad attendere nelle retrovie. <strong>È lecito aspettarsi la bandiera della Nuova Russia alla prossima conferenza?</strong></p>
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		<title>Donbass e Repubblica Sociale, quell&#8217;ipocrisia delle etichette &#8220;sinistrate&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 08:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanbattista Varricchio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A fianco del Donbass antifascista. Contro USA, UE e NATO, la scritta che leggo sul muro è firmata da uno dei tanti centri sociali operativi a Roma Sud, non mi sorprende: so che se riesci a dare l&#8217;aggettivo di “antifascista” a una qualunque battaglia &#8211; politica o metapolitica che sia &#8211; la teppaglia dello squadrismo rosso si prodigherà a farne bandiera il prima possibile. Sorge però spontaneo un doveroso, per quanto forse originale parallelo storico: come si fa, c&#8217;è da chiedersi, a conciliare gli slogan a sostegno delle Repubbliche Popolari in questione con altri slogan &#8211; come il classico “25]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium"><span title="A" class="cap"><span>A</span></span><strong> <em>fianco del Donbass antifascista. Contro USA, UE e NATO</em>, la scritta che leggo sul muro è firmata da uno dei tanti centri sociali operativi a Roma Sud</strong>, non mi sorprende: so che se riesci a dare l&#8217;aggettivo di “antifascista” a una qualunque battaglia &#8211; politica o metapolitica che sia &#8211; la teppaglia dello squadrismo rosso si prodigherà a farne bandiera il prima possibile.</span></p>
<p align="left"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Armata-Donbass.jpg"><img class=" wp-image-1320 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Armata-Donbass-266x300.jpg" alt="Armata Donbass" width="297" height="335" /></a></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Sorge però spontaneo un doveroso, per quanto forse originale parallelo storico: come si fa, c&#8217;è da chiedersi, <strong>a conciliare gli slogan a sostegno delle Repubbliche Popolari in questione con altri slogan &#8211; come il classico “25 Aprile SEMPRE” &#8211; volti alla condanna senza se e senza ma della Repubblica Sociale Italiana?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">La discrasia intellettuale di questa sinistra, a tal riguardo, è più evidente di quanto non possa apparire in un primo momento: l&#8217;esperienza della Repubblica Sociale e quella delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk – ma si potrebbero inserire altri casi come la Transnistria- hanno notevoli affinità, al netto delle diverse circostanze storiche, sia dal punto di vista della loro genesi, sia, almeno in parte, dal punto di vista ideologico.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Per quanto attiene al fattore genetico infatti, <strong>è facilmente riscontrabile come, sia la R.S.I. che la cosiddetta <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/05/25/donetsk-e-lugansk-unite-in-nuova-russia_99910189-5ea7-4d53-a62f-cb4d54cc83e2.html" target="_blank">Nuova Russia</a> (progetto statuale federativo delle realtà separatiste a Donetsk e Lugansk), siano sorte in contesti bellici e, particolarmente, a seguito di un cambio radicale al governo centrale del Paese</strong>. </span></p>
<div id="attachment_1318" style="width: 449px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-1318" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Aquila-devasta-Pravy-Sektor-300x225.jpeg" alt="Aquila devasta Pravy Sektor" width="439" height="329" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;aquila della Nuova Russia che strappa le insegne del Pravy Sektor, gruppo terrorista ucraino.</p></div>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Sotto il profilo ideologico è evidente il nazionalismo che anima le dette Repubbliche, sorte appunto con la volontà di liberazione del proprio popolo di riferimento (etnicamente individuato); sotto lo stesso profilo è, altresì, individuabile negli U.S.A. e (soprattutto per quanto attiene al Donbass) nell&#8217;apparato politico sovranazionale dell&#8217;Occidente, un comune nemico, fautore e promotore di un liberalismo morale ed economico osteggiato tanto dalla Repubblica Sociale che dalle Repubbliche Popolari.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Interessante ed ironica si fa, a questo punto, la posizione dei centri sociali, la cui ipocrisia a riguardo può essere criticata sotto due aspetti: il primo, quello attinente alla condanna della Repubblica “fascista”; l&#8217;altro attinente alla difesa del Donbass “antifascista”.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Riguardo al primo aspetto, infatti viene da chiedersi perché la sinistra radicale non guardi almeno con simpatia all&#8217;impianto politico e programmatico della R.S.I., <strong>che può esser definita</strong> – almeno nelle sue dichiarazioni di intenti – <strong>come l&#8217;esperienza statuale italiana più vicina al socialismo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">In effetti basterebbe leggere il <a href="http://www.larchivio.org/xoom/cartadiverona.htm" target="_blank">Manifesto di Verona</a>, documento programmatico del fascismo repubblicano, per rendersi conto di quanto la Repubblica fascista avrebbe potuto essere baluardo contro all&#8217;ideologia liberale e all&#8217;<i>American way of life</i>, i quali sarebbero diventati dominanti nell&#8217;italietta del dopoguerra, vassalla fedele della NATO e dell&#8217;UE.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Tornando al Manifesto di Verona, <strong>notiamo al punto 10 un abbozzo di quella che oggi definiremmo “funzione sociale della proprietà”; per non parlare della cogestione delle aziende ad opera delle rappresentanze operaie per la fissazione dei salari e la ripartizione degli utili secondo criteri di equità (punto 12).</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><strong><span style="font-size: medium">Al punto 13 troviamo addirittura la possibilità di esproprio delle terre incolte o mal gestite, le quali sarebbero state poi lottizzate tra gli stessi braccianti.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Oltre a ciò, si riscontra la promozione del &#8211; tanto sbandierato a sinistra &#8211; diritto alla casa (punto 15) e la fissazione di minimi salariali a livello nazionale (punto 17).</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Un&#8217;impostazione decisamente socialisteggiante &#8211; che aveva infatti trovato sostegno in personaggi singolari come il comunista Nicola Bombacci, e prima ancora nel noto storiografo Delio Cantimori che, a guerra finita passò al Partito Comunista &#8211; peccato non avesse il titolo di “Repubblica Popolare” (sebbene lo stesso <a href="http://1.bp.blogspot.com/-1F5Ws_EjT6k/UMG9QX37OVI/AAAAAAAAHkg/znbfCPJXIoE/s1600/corsera+annuncio+18+punti+di+VR.JPG" target="_blank">Corriere della Sera</a> non esitò a definirla così) e quindi non può piacere ai compagni nostrani.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">E&#8217; vero, si potrebbe eccepire il carattere reazionario (punto 6) e nazionalista (punto 18) che animava il documento sopracitato, <strong>ma qui la contraddizione diventa palese se lo si raffronta con le basi ideologiche delle tanto acclamate Repubbliche Popolari del Donbass.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">Declinare l&#8217;antifascismo dichiarato dai militanti filo-russi è questione certamente complessa, ma senz&#8217;altro non corrisponde all&#8217;ideologia pacifista, internazionalista e ateizzante promossa dai fan della canna libera e del relativismo etico.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">L&#8217;antifascismo del Donbass è, in primis, parte integrante della storia della Russia sovietica: non sfugge infatti il parallelo tra la “grande guerra patriottica” con la quale l&#8217;URSS respinse l&#8217;iniziativa militare dell&#8217;Asse sul proprio territorio, <strong>e la guerra civile attuale nell&#8217;est Ucraina, che vede impegnate sul fronte di Kiev organizzazioni politiche e paramilitari di ispirazione neo-nazista quali il <i>Pravy Sector</i>, il battaglione Azov e il battaglione Donbass</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><strong><span style="font-size: medium">Questo antifascismo però, dimostra alla prova dei fatti, peculiarità che lo rendono quanto mai distante dalla visione del mondo portata avanti dai centri sociali nostrani: è stato rilevato – sebbene le fonti a riguardo non siano molte – che la Costituzione della Repubblica Popolare di Donetsk sosterrebbe apertamente la famiglia tradizionale, oltrech</span><span style="font-size: medium">é</span></strong><span style="font-size: medium"><strong> il diritto alla vita del nascituro, per non parlare dell&#8217;Ortodossia come religione di stato </strong>(le fonti <a href="http://www.eastjournal.net/ucraina-altro-che-compagni-la-repubblica-di-donetsk-e-lombra-nera-di-aleksandr-dugin/46773" target="_blank">qui </a>e <a href="https://crisiglobale.wordpress.com/2014/05/21/focus-ucraina-repubblica-di-donetsk-sempre-piu-a-destra-verso-la-russia/" target="_blank">qui</a>).<strong> In ogni caso, se anche queste informazioni non risultassero vere, ci sono diverse altre prove che l&#8217;antifascismo militante in salsa filo-russa non è in alcun modo paragonabile a quello comunemente inteso nel nostro Paese;</strong> basta vedere chi è effettivamente al comando dei ribelli: personaggi come Igor Strelkov, il quale in un&#8217;<a href="http://souloftheeast.org/2014/10/31/a-russian-centurion/" target="_blank">intervista</a> ha avuto modo di affermare: </span><span style="font-size: medium"><i>“</i></span><span style="font-size: medium"><i>La gente del Donbass combatte per la propria terra</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>la terra degli antenati</i></span><span style="font-size: medium"><i>.(&#8230;) </i></span><span style="font-size: medium"><i>La gente del Donbass lotta per la Giustizia</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>per il diritto di essere russi</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>per la cultura russa</i></span><span style="font-size: medium"><i>, </i></span><span style="font-size: medium"><i>per l&#8217;Ortodossia</i></span><span style="font-size: medium"><i>. (…) </i></span><span style="font-size: medium"><i>la verità è con loro, ma sopratutto Dio è con loro</i></span><span style="font-size: medium"><i>”. </i></span><span style="font-size: medium">Si potrebbe, d&#8217;altronde anche citare uno dei suoi aiutanti, Igor Druz, il quale titola un suo recente articolo sulla Nuova Russia con un poco fraintendibile <i>“</i><i><a href="http://ruskline.ru/analitika/2014/09/06/my_russkaya_kontrrevolyuciya/" target="_blank">Мы &#8211; русская контрреволюция</a>”</i> (= Noi, la controrivoluzione russa).</span></p>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium"><strong>Idealismo, sentimento religioso marcatamente ortodosso, nazionalismo panrusso sono quindi ingredienti imprescindibili per questi combattenti; chissà cosa ne potrebbero pensare quei simpaticoni della <a href="http://www.punkadeka.it/wp-content/uploads/2014/07/BANDABASSOTTI_NOPASARAN.jpg" target="_blank">Banda Bassotti</a> (anche loro accaniti fan degli antifà dell&#8217;est ucraino) nel vedere, ad esempio l&#8217;<a href="http://www.gettyimages.co.uk/detail/news-photo/pro-russian-fighters-sit-ontop-of-a-tank-in-starobesheve-news-photo/454426238" target="_blank">icona del Cristo <i>Pantokrator</i></a> sui carri armati dei loro partigiani</strong>.</span></p>
<div id="attachment_1321" style="width: 440px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Bandiera-Pantokrator.jpg"><img class="wp-image-1321" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Bandiera-Pantokrator-300x168.jpg" alt="Bandiera Pantokrator" width="430" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">La bandiera del Christos Pantokrator usata in battaglia dalla Milizia Ortodossa e portata in piazza a Roma dal Coordinamento Solidale per il Donbass a ottobre.</p></div>
<p style="text-align: justify" align="left"><span style="font-size: medium">A conclusione di questa, purtroppo non brevissima, disamina, non si può non concordare con <strong>un filosofo di spessore come Costanzo Preve, il quale affermava, riguardo ai ragazzi dei centri sociali</strong>: <em>Privi di qualsiasi ragion d&#8217;essere storica, costoro, composti di semianalfabeti, intontiti dalla musica che ascoltano abitualmente ad altissimo volume e dallo spinellamento di gruppo, hanno una cultura della mobilitazione, dello scontro e della paranoia del fascismo esterno sempre attuale, ed è del tutto inutile porsi in un razionale atteggiamento dialogico, che pure potrebbe teoricamente chiarire moltissimi equivoci. Ma il paranoico non è un interlocutore</em>.</span></p>
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