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	<title>Torquemada &#187; Educazione</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>SONO GAY, BISESSUALE E SONO ETERO.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 15:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucciola della Ribalta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Refugium Peccatorum]]></category>
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		<description><![CDATA[Da bambina mi hanno insegnato che o sei gay o sei etero. O ti piacciono quelli del tuo stesso sesso o quelli, cosa più normale, più accettabile, più socialmente idonea, di sesso opposto. A dodici anni l’ho capito: sono etero! anche io sento dell’attrazione sessuale verso un maschio! A vent’anni poi, nelle serate, le amiche si baciavano sbronze tra di loro. Io non lo facevo mica, preferivo “limonarmi” i ragazzi. Ma lo si faceva così, per farsi vedere, perché intanto piaceva ai maschi, e poi, intanto, sì, si aveva bevuto… In compenso in camera avevo un poster-collage di ritagli di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>a bambina mi hanno insegnato che o sei gay o sei etero.</strong> O ti piacciono quelli del tuo stesso sesso o quelli, cosa più normale, più accettabile, più socialmente idonea, di sesso opposto.</p>
<p style="text-align: justify">A dodici anni l’ho capito: <em>sono etero! anche io sento dell’attrazione sessuale verso un maschio!</em></p>
<p style="text-align: justify">A vent’anni poi, nelle serate, le amiche si baciavano sbronze tra di loro. Io non lo facevo mica, preferivo “limonarmi” i ragazzi. Ma lo si faceva così, per farsi vedere, perché intanto piaceva ai maschi, e poi, intanto, sì, si aveva bevuto… In compenso in camera avevo un poster-collage di ritagli di donne mezze nude presi da vari giornali. Di uomini, neanche l’ombra.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><strong>Lentamente ho iniziato ad apprezzare il corpo delle donne</strong>, a livello estetico, formale. Le foto di nudo delle donne sono di gran lunga più belle di quelle degli uomini, sarà perché non c’è un pendolo tra le gambe che spacca l’armonia delle forme.<br />
Mica mi chiedevo sono lesbica, no, no, mi piaceva fare sesso con i maschi e le donne guardarle, apprezzarle, appendermele in camera.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/11/saffo-quadro.jpg"><img class="size-medium wp-image-2965 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/11/saffo-quadro-193x300.jpg" alt="saffo-quadro" width="193" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Poi un giorno è arrivato il porno. <strong>E il primo video che ho visto era di una ragazza che si masturbava.</strong> Di uomini, neanche l’ombra. C’è anche da dire che nel porno vedi gran poco l’uomo, la protagonista, la star è sempre la donna, e i suoi genitali.<br />
Di porno in porno mi sono resa conto di non stare più tanto a ricercare spasmodicamente quei piccoli frammenti di corpo maschile che la cinepresa generosamente regalava, no, no, mi bastava una bella ragazza, e dell’uomo, anche se non si vedeva, poco mi importava. Ora la mia scelta di un porno dipende al 70 per cento dall’aspetto della donna. Mi piacciono quelle more, latine, sode e formose!<br />
Ho guardato allora porno lesbo, strap on, threesome, orge…</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E poi sì, sono andata con una donna, o più di una.</strong> E intanto i ragazzi mi continuano a piacere. A parte la ovvia diversità anatomica (che comunque, se ben attrezzati, si può supplire) la vera differenza la sento in me stessa, nei ruoli che assumo nella relazione sessuale. Con una donna mi sento più virile, più forte, ho voglia di possederla tanto quanto ho voglia di essere posseduta da un uomo. Con la stessa identica intensità, capovolta!</p>
<p style="text-align: justify">Ecco, tutto ciò è avvenuto naturalmente e gradualmente. Non mi sono mai soffermata per chiedermi se stavo cambiando la mia sessualità, se stavo diventando lesbica.<strong> Sono convinta che siamo tutti bisessuali</strong> (pansessuali?), <strong>che ci piacciano i corpi, le forme, il calore e il sesso.</strong> La diffusa staticità sessuale forse è più da imputare alla pigrizia, alla paura <em>oh mio dio poi divento gay</em>, al non volere mettere in dubbio, al <em>mi hanno insegnato così, io faccio così e allora io sono così</em>. Sarebbe meglio non categorizzare così la sessualità e impostare tutto il sistema sociale-educativo su questa insana dicotomia. <strong>La sessualità è fluida, colorata, varia, e vorrei che ce l’avessero bisbigliato, piano, piano che se no ci sentono, tanto tempo fa…</strong></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Segui il mio blog: <a href="https://luccioladellaribalta.wordpress.com/" target="_blank">Lucciola della Ribalta</a></p>
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		<title>L&#8217;invisibilizzazione che legittima il sessismo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 22:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
		<category><![CDATA[Binarismo sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofemminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei post a venire ci capiterà qualche volta di trattare tematiche legate all&#8217;ecofemminismo e ai queer studies in rapporto all&#8217;antispecismo. Pensiamo che possa essere utile per aprire ed anticipare il dibattito condividere su questa rubrica l&#8217;intervento di Michela Angelini al secondo incontro di Liberazione Generale, che si è tenuto a Verona il 24 maggio scorso. Ringraziamo l&#8217;autrice per la gentile concessione e rimandiamo, oltre che al sito del Collettivo Anguane (da dove abbiamo preso il pezzo), anche al blog della rivista di critica antispecista Liberazioni, dove è disponibile una versione ampliata dello stesso testo. In foto, il secondo matrimonio a Las]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><em><span title="N" class="cap"><span>N</span></span>ei post a venire ci capiterà qualche volta di trattare tematiche legate all&#8217;ecofemminismo e ai queer studies in rapporto all&#8217;antispecismo. Pensiamo che possa essere utile per aprire ed anticipare il dibattito condividere su questa rubrica <strong>l&#8217;intervento di Michela Angelini al secondo incontro di Liberazione Generale</strong>, che si è tenuto a Verona il 24 maggio scorso. <strong>Ringraziamo l&#8217;autrice per la gentile concessione</strong> e rimandiamo, oltre che al sito del Collettivo <a href="http://anguane.noblogs.org/?p=2368" target="_blank">Anguane </a>(da dove abbiamo preso il pezzo), anche al blog della rivista di critica antispecista <a href="http://liberazioni.noblogs.org/?p=306" target="_blank">Liberazioni</a>, dove è disponibile una versione ampliata dello stesso testo. In foto, il secondo matrimonio a Las Vegas di Mario Adinolfi, tra gli ispiratori del movimento tradizionalista <a href="http://sentinelleinpiedi.it/" target="_blank">Le Sentinelle in Piedi</a> e fondatore del quotidiano <a href="http://www.lacrocequotidiano.it/" target="_blank">La Croce</a>. </em></p>
<p><strong>Il sesso, da sempre, viene usato come pretesto per legittimare la superiorità dell&#8217;uomo sulla donna</strong>: il maschio, per natura forte e irascibile, domina famiglia, clan, stato. La femmina, per natura votata alla maternità, è relegata all&#8217;accudimento della famiglia e a ruoli che richiedano una certa empatia e propensione alla cura, come l&#8217;infermiera o la maestra. <strong>Cosa divide i maschi dalle femmine?</strong> I diversi genitali? Il diverso sistema ormonale? Le differenze cromosomiche? Oppure è solo una costruzione sociale per dividere l&#8217;umanità in oppressi ed oppressori? <strong>Il binarismo sessuale è principio organizzatore della società</strong> e la paura del potenziale sovversivo insito in ogni persona transessuale ed omosessuale è troppo forte per non essere visto come minaccia per la “normalità”.</p>
<p>Non si ha diritto ad avere un&#8217;identità legale femminile se non si è prima proceduto ad un&#8217;eliminazione dei genitali maschili. L&#8217;immagine della donna trans non operata è l&#8217;unica opzione di transessualità, accostata costantemente ad ambienti trasgressivi e al limite della legalità, cosa che rende agli occhi del pubblico la categoria “transessuali” formata da sole persone poco raccomandabili e poco affidabili. <strong>Ci insegnano che il genitore coincide con un ruolo stereotipato chiamato “madre” o “padre”</strong>, quindi automaticamente che la genitorialità omosessuale e transessuale sono inaccettabili. Non si può mettere in crisi la società sessista, preferendo l&#8217;essere sé stessi invece di adattarsi alla comune morale: <strong>alle persone transessuali è consentito rientrare nella norma rendendo il loro corpo confondibile con un corpo natio di quel sesso e alle persone omosessuali di vivere tranquillamente ad ogni livello sociale nascondendo il proprio orientamento sessuale.</strong></p>
<p><strong>Una società che vedesse convivere famiglie eterogenitoriali con famiglie omogenitoriali, monogenitoriali e famiglie allargate su quali basi fonderebbe il sessismo?</strong> Se i bambini fossero abituati fin dall&#8217;asilo a conoscere figli delle sopracitate categorie e se non esistesse alcun pregiudizio verso esse, come potrebbe essere la famiglia primo luogo dove si viene educati al sessismo? Se si potesse migrare di genere senza dover essere sottopost* a perizie psichiatriche, se i ruoli genitoriali non sono fossero più divisi in madre e padre ma unificati sotto la parola “genitore”, se l&#8217;uomo avesse la possibilità di accudire i figli neonati e la donna, neomamma, potesse lavorare e continuare a far carriera, <strong>se i bambini fossero educati in modo neutro e senza ricorrere continuamente a stereotipi di genere, cosa succederebbe alla nostra società?</strong></p>
<p>In una società senza pressione genderista, in cui tutti possono incarnare l&#8217;espressione di genere che sentono propria, in cui tutti possono essere genitore, quanti finirebbero fuori da quelle gabbie imposte dal sistema? Se ognuno potesse esprimere il proprio potenziale senza doversi continuamente confrontare con le categorie uomo -maschio- patriarca e donna -femmina- madre, <strong>su quali presupposti si reggerebbero il sessismo per essere ancora legittimato?</strong></p>
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