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	<title>Torquemada &#187; Codice Penale</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Meglio insicuri che mal governati. Entra in vigore il d.l. 7/2015, cd. “pacchetto antiterrorismo”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 17:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Carlino]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nihil novi sub sole: ci risiamo con la lotta transnazionale al terrorismo che tocca – tanto la lotta quanto il terrorismo – tutti i paesi a rischio per via del loro garibaldino bellicismo nordafricano e mediorientale. Come reagisce la gioventù europea? Forse con una cameratesca levata di scudi, inorridita facendo quadrato contro il nero straniero? Non proprio: i giovani – e già che siamo pochi rispetto alla popolazione complessiva – scappano in numero sempre più consistente, diretti verso quei teatri di guerra che oramai definiscono i confini. Fonti di intelligence parlano di circa 3400 occidentali nello scenario siriano. Sono i]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><i><span title="N" class="cap"><span>N</span></span>ihil novi sub sole</i>: ci risiamo con la lotta transnazionale al terrorismo che tocca – tanto la lotta quanto il terrorismo – tutti i paesi a rischio per via del loro garibaldino bellicismo nordafricano e mediorientale. Come reagisce la gioventù europea? Forse con una cameratesca levata di scudi, inorridita facendo quadrato contro il nero straniero? Non proprio: i giovani – e già che siamo pochi rispetto alla popolazione complessiva – scappano in numero sempre più consistente, diretti verso quei teatri di guerra che oramai definiscono i confini. Fonti di <i>intelligence</i> parlano di circa 3400 occidentali nello scenario siriano. Sono i <i>foreign fighters</i>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Poco tempo addietro, auspicavo in altra sede la diffusione di una “conoscenza laica” delle categorie basilari, dei principi del diritto penale; strumento così onnipresente nella decisioni pubbliche di ogni giorno. Su questa falsariga, dunque, chiediamoci: come è intervenuto il Governo (<i>giammai</i> il pachidermico Parlamento)? Avete indovinato: con il diritto penale, chiaramente! Poche ciance sulle cause a monte di questa inquietante fuga di giovani che rinnegano il benessere e lo sviluppo (<i>giammai</i> il pachidermico progresso) per cui le leadership dicono di adoprarsi: il dato c’è, il processo è in corso e occorre affrontarlo con fermezza così da, citando l’Alfano della conferenza stampa, <i>“rendere l&#8217;Italia un posto sicuro nel quale vivere sereni”</i>. Intendiamoci: anche dal punto di vista del rischio per l’ordine e l’incolumità pubblici, il fenomeno rileva per il suo valore simbolico, per il <i>rischio</i> che incarna in termini di percezione soggettiva ben più e ben prima che per la sua effettiva attitudine lesiva: d’altro canto, oramai accettata e persino perseguita la demolizione dello stato sociale, il profondo senso di inquieta insicurezza che s’ingenera è accettato come un dato ineluttabile; in nessun modo la politica ardisce di problematizzarlo come <i>“null’altro che il modo in cui socialmente sono costruiti, nella realtà e nell’immaginario collettivo, i problemi conseguenti ai processi di trasformazione propri della globalizzazione e della crisi delle politiche di </i>welfare<i>”</i>: semplicemente una visione culturalista dell’insicurezza ben espressa nelle parole di M. Pavarini in <i>Sicurezza e diritto penale</i><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup>1</sup></a>; una visione che resta chiaramente aliena ai responsabili della nostra… sicurezza. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">La dinamica, per il resto, è semplice: l’accademia riflette e la politica criminalizza; individua il nemico e fa belle conferenze stampa in cui la guerra – giuridica, certamente, ma forse proprio per questo ben più sottile e incisiva perché divien parte del nostro stesso tessuto ordinamentale – vien dichiarata per decreto governativo, in spregio alla esclusiva competenza parlamentare riconosciuta dall’art. 78 della Costituzione! Si badi, non si sta esagerando: la teoria del <i><b>“diritto penale del nemico”</b></i><i> </i>esiste, porta la firma di Gunther Jakobs e professa una radicale <i>capitis deminutio</i> (roba arcaica, sì, di epoca romana: quando ancora non c’erano le costituzioni) della “non-persona” che si opponga all’ordinamento, per ciò estromessa dal circuito delle garanzie costituzionali. L’amministrativizzazione dei provvedimenti limitativi della libertà personale – vedi CIE – ne è una plausibile manifestazione. Ma anche l’attribuzione a prefetti e questori del potere di ritirare il passaporto o di oscurare siti internet, come sta accadendo in Germania, Francia e – con alcune garanzie in più – da noi, incarna l’introduzione legale di limitazioni a libertà fondamentali come quella di movimento o di parola.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">E qui entriamo nel merito del recentissimo provvedimento: approvato per decreto legge (lo so che è una notazione ormai dal sapore <i>vintage</i> ma ci tengo ancora e soprattutto nel penale, che ci volete fare?), esso principalmente:</span></p>
<ul style="text-align: justify">
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">Istituisce, dopo tanto parlare, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (per inciso: in quattordici anni di guerra al terrore, non un attentato sul suolo patrio);</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">attribuisce ai questori il potere, soggetto a convalida del giudice, di disporre il ritiro del passaporto qualora sia richiesta la misura della sorveglianza speciale;</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">prevede che il Pubblico Ministero che procede per reati di terrorismo possa disporre l’oscuramento di siti internet o la rimozione di contenuti sensibili (non è chiaro se si richiede anche qui la convalida giudiziale);</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">crea un inquietante canale di accesso degli 007 ai detenuti, <i>“al solo fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale”</i>: va da sé che – ottenuta l’autorizzazione dal procuratore generale che ne vaglia gli stringenti requisiti – nessuna garanzia è prevista per il detenuto, durante lo svolgimento del colloquio;</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">aggrava a spron battuto tutte le condotte di istigazione e propaganda condotte per via telematica (come se non fosse effettivamente l’unica, di via);</span></li>
<li><span style="font-family: Arial, sans-serif">criminalizza ulteriormente, spingendo il maglio penale non già soltanto al reclutatore di combattenti, ma anche ora al reclutato (<i>nemico</i> in sé e per sé), alla singolare figura dell’”organizzatore di viaggi” e soprattutto al cosiddetto “<i>lupo solitario”</i> (art. 270 <i>quinquies </i>c.p.), definito come la <i>«</i><i><b>persona che avendo acquisito, anche autonomamente, le istruzioni per il compimento degli atti di cui al primo periodo </b></i>(atti in senso lato destabilizzanti con finalità di terrorismo, ndr)<i><b>, pone in essere comportamenti finalizzati alla commissione delle condotte di cui all&#8217;articolo 270-sexies</b></i><i>»</i>.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Si nota subito che con quest’ultima previsione il fondamentale principio di tassatività – quello che impone una tipizzazione stringente, inequivocabile della fattispecie, così da contenere la repressione e l’arbitrio giudiziale – è completamente obliterato: è meritoria di condanna, infatti, la persona che ha allo stato semplicemente acquisito delle istruzioni, anche per i fatti propri, riguardo al compimento di atti riconducibili a una nozione alquanto lata di destabilizzazione e che semplicemente pone in essere delle non specificate condotte a loro volta meramente “finalizzate al” (e non “consistenti nel”) compimento – solo proprio? O anche altrui? – di atti di terrorismo (ai sensi del vago art. 270 <i>sexies</i>). Siamo all’<i>open-end festival</i> del terrore!</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">La “razionalità rispetto allo scopo” di tutto questo? Poca, se si condivide l’assunto della psicoterapeuta dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb che <i>&#8220;non basta dichiarare reato l&#8217;arruolamento con i jihadisti: dobbiamo essere capaci di far vedere ai nostri ragazzi un valore alternativo a tutto ciò che l&#8217;Islam propone&#8221;</i>; molta, se invece si pensa a quanto ben si presti la lombrosiana fisiognomica di Alfano alla presentazione di un provvedimento sterilmente securitario.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif">P.S.: il decreto attua la risoluzione ONU 2178/2014 che condanna l’estremismo islamico e terrorista e, per la prima volta, anche il fenomeno dei “<i>foreign fighters”</i>: questi, in soldoni, vengon definiti come individui che espatriano per dedicarsi al terrorismo. Il punto è che, come ci ricorda il politologo francese Eric Rouleau, quello di “terrorismo” (a differenza di quello di “guerra”) è un concetto che la comunità internazionale non è riuscita a definire; fondamentalmente per la semplice ragione che ognuno è terrorista di qualcun altro. Visto che riesce ad esserlo di qualcuno di noi, è proprio così difficile pensare che l’Occidente lo sia dell’Islam? Cambierebbero un sacco di cose, a riconoscere l’alterità.</span></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<div id="sdfootnote1">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a> Bologna, 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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