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	<title>Torquemada &#187; Charlie Hebdo</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Je ne suis pas Charlie!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 08:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Virga]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso e volentieri, ci sono cose che vanno dette, anche se risultano sgradevoli o scomode. Nessuna solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo, colpita da un violento attentato terroristico, che è costato la vita a 12 persone e ha lasciato ferite altre 11. Nel migliore dei casi, saremmo ipocriti, a solidarizzare con chi ha più volte offeso deliberatamente Dio e la fede cattolica. Nel peggiore dei casi, faremmo la figura della vecchia e gloriosa Cattedrale di Notre Dame de Paris, ridottasi a suonare le campane per solidarietà verso coloro che l’avrebbero volentieri ridotta a granaio. Chiariamo prima un punto: quando Nostro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="S" class="cap"><span>S</span></span>pesso e volentieri, <strong>ci sono cose che vanno dette, anche se risultano sgradevoli o scomode</strong>. <strong>Nessuna solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo, colpita da un violento attentato terroristico</strong>, che è costato la vita a 12 persone e ha lasciato ferite altre 11. Nel migliore dei casi, saremmo ipocriti, a solidarizzare con chi ha più volte offeso deliberatamente Dio e la fede cattolica. Nel peggiore dei casi, <strong>faremmo la figura della vecchia e gloriosa Cattedrale di Notre Dame de Paris, ridottasi a suonare le campane per solidarietà verso coloro che l’avrebbero volentieri ridotta a granaio.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Chiariamo prima un punto: quando Nostro Signore parlava di amare i propri nemici, si riferiva alle persone. E<strong> noi non possiamo che deplorare l’assassinio a sangue freddo di dodici esseri umani, che non hanno avuto il tempo di ravvedersi dei propri errori, né di risponderne davanti ad un tribunale terreno. Al tempo stesso, nessuna pietà dobbiamo verso l’istituzione, e nessuna giustificazione verso la loro condotta.</strong> Se i terroristi si fossero limitati a distruggere la redazione, rendendone impossibile il lavoro, senza cagionare danno alle persone, allora non avremmo potuto che approvare, anche moralmente, il loro gesto. Lo stesso vale nel caso di altre strutture di peccato, a partire dalle cliniche dove si pratica l’aborto. Tuttavia, <strong>non tutti sono tolleranti come i cattolici.</strong></p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/charlie-hebdo-021.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1576" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/charlie-hebdo-021-247x300.jpg" alt="charlie-hebdo-021" width="247" height="300" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Intanto si è scatenata la ridda dei complottari vari, che vedono in qualsiasi azione, fosse anche l’opera di un folle isolato, chissà quali oscure trame. È pieno così, del resto, di poteri occulti che vorrebbero favorire il nazionalismo e l’avversione per la società multiculturale in Europa! <strong>È piuttosto vero che il fondamentalismo e il terrorismo islamico esistono anche nel nostro continente</strong>, come testimoniano centinaia, se non migliaia, di <strong>volontari partiti per ingrossare le fila dello Stato Islamico</strong>, o anche attentati come <strong>l’assassinio di Theo Van Gogh</strong>. Né potrebbe essere altrimenti, visto che<strong> gli Stati europei chiudono tutti e due gli occhi sui finanziamenti degli sceicchi del Golfo alle moschee e ai predicatori islamisti</strong>. Sia mai, del resto, che vengano meno gli affari con questi beduini arricchiti grazie al petrolio!</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Esiste anche, d’altra parte, un’islamofobia becera e ignorante che si presta magistralmente alle strumentalizzazioni imperialiste, in particolar luogo sioniste; un’islamofobia la cui matrice è in ampia parte liberale e libertaria, dunque da respingere</strong>, anche quando si veste di patriottismo.<strong> L’islam dà fastidio principalmente perché insiste nel ribadire la preminenza di Dio rispetto all’uomo.</strong> È una lezione che molti cristiani, o presunti tali, paiono aver dimenticato. <strong>Tutti, invece, ora, bruciano incenso a idoli come la libertà d’espressione e la laicità, trascurando la schifosa ipocrisia con cui questi “valori” sono applicati e difesi in Francia e nel resto d’Europa.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Un colosso della filosofia politica novecentesca come <strong>Schmitt</strong> resta ignorato, ovvero si ignorano bellamente quali siano i propri nemici e i propri amici. <strong>Questo vale prima di tutto per i “nazionalisti” e per i “cattolici”. Eccoli che esprimono solidarietà non tanto verso le vittime, quanto verso il periodico in sé, e si riempiono la bocca di espressioni quali “libertà di stampa”. Questi utili idioti, dal Front alla Lega, dimenticano che quella stessa stampa li ha sempre attaccati, insultati, offesi e vilipesi, ben oltre la legittima critica e discussione delle idee! Essi dimenticano che nella Francia che si batte il petto per Charlie Hebdo, intere categorie di persone, bollate con nomi d’infamia: “razzisti”, “negazionisti”, “omofobi”, “antisemiti”, sono escluse dal godere di questa libertà!</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Questa è la libertà di espressione che i cialtroni della destra populista, baciando le mani che li schiaffeggiano, difendono: <strong>se sostieni che il matrimonio è tra un uomo e una donna, sei un pericoloso intollerante da rinchiudere; se bestemmi ripetutamente a mezzo stampa, offendendo Dio e miliardi di credenti, sei un martire del libero pensiero.</strong> E naturalmente, per loro, il pericolo è l’islam, non questo <strong>totalitarismo del politicamente corretto di stampo individualista-progressista</strong>. Eppure non solo non hanno il coraggio per dire la verità, ma non di rado non ne hanno nemmeno gli strumenti, tanto sono culturalmente subordinati.</p>
<p style="text-align: center" align="JUSTIFY"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1578" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992-300x168.jpg" alt="gty_charlie_hebdo_cover_wy_150107_16x9_992" width="300" height="168" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La libertà di espressione è sacrosanta per le questioni mondane, dove invece è spesso limitata da leggi, codici espressivi, galatei e altri legacci. <strong>Chi di noi si sente libero di esprimere il proprio parere con il proprio datore di lavoro? E che dire delle varie leggi e leggine Scelba, Mancino, Gayssot, del vilipendio alle cariche dello Stato, ecc. ? Viceversa, in ambito religioso, vige la piena licenza di diffondere ogni sorta di oscenità e di blasfemie.</strong> Tale è l’inversione satanica dei valori che domina la nostra società. <strong>Eppure, la democrazia ateniese, tanto spesso esaltata a radice dell’Occidente, a fianco della parrhesía (libertà di parola) puniva l’empietà con la morte.</strong> Anche coloro che in Dio non credono, dovrebbero nondimeno evitare di offendere il Sacro e la Divinità, per rispetto a coloro che vi credono e per i quali costituisce una parte intima e fondamentale della loro vita. Invece, nel caso di Charlie Hebdo, in sé solo la punta di un iceberg, la bestemmia è impugnata come esempio di satira e libertà di pensiero.</p>
<p align="JUSTIFY">Immaginiamo il caso di uno che sia solito dare del “figlio di puttana” ai suoi interlocutori. Noi potremmo anche lasciar passare in cavalleria, ma sicuramente non ci stupiremmo, se un altro rispondesse prendendolo a ceffoni, e tantomeno lo difenderemmo. Ecco, lo stesso, mutatis mutandis, può essere detto di Charlie Hebdo. Il sangue delle vittime ricade piuttosto su chi ha scelleratamente provocato una reazione tanto violenta, e magari ora si batte il petto fingendosi perseguitato. <strong>Ebbene, gli sia data ragione, una buona volta! Si torni – come avviene in ogni Paese dabbene, non solo religioso, ma anche laico – a punire la blasfemia</strong>, e tanto più quando questa non è semplicemente uno sfogo verbale, ma piuttosto è rivendicata come forma d’espressione culturale e sociale. <strong>È semplicemente una questione di civiltà e rispetto.</strong></p>
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		<title>L&#8217;Islam moderato batta un colpo</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 07:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premessa. Non saremo qui a cercare di capire se è nato prima l’uovo o la gallina, cioè se la violenza jihadista è conseguenza o causa delle guerre in Iraq e Siria. Non lo faremo perché è un discorso utile, certo. Geopolitico, ovvio. Ma non fondamentale per quanto riguarda la natura del problema, cioè che l’Occidente è oggi attraversato da eventi delittuosi riconducibili ad una matrice unica, ideologica e religiosa, che è l’Islam. Questo è il punto che l’Occidente si trova e dovrà avere il coraggio di affrontare: la sua relazione con la religione di Maometto, la sua realtà e le]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>remessa. Non saremo qui a cercare di capire se è nato prima l’uovo o la gallina, cioè <strong>se la violenza jihadista è conseguenza o causa delle guerre in Iraq e Siria</strong>. Non lo faremo perché è un discorso utile, certo. Geopolitico, ovvio. Ma non fondamentale per quanto riguarda la natura del problema, cioè che <strong>l’Occidente è oggi attraversato da eventi delittuosi riconducibili ad una matrice unica, ideologica e religiosa, che è l’Islam</strong>. Questo è il punto che l’Occidente si trova e dovrà avere il coraggio di affrontare: la sua relazione con la religione di Maometto, la sua realtà e le sue differenze con la nostra civiltà. Europea, cristiana, ed attraversata, come ha detto Benedetto XVI, dalla ragione.</p>
<p style="text-align: justify">La questione ruota attorno alla domanda, legittima, <strong>se esista davvero o no un Islam moderato</strong>. I diretti interessati, ovviamente, dicono di sì. Altri, tra cui anche convertiti d’eccellenza, sostengono il contrario, perché nel Corano si predica l’odio, perché Maometto ha comandato di uccidere o convertire gli infedeli, perché il Musulmano deve applicare la Sharia. Se non segue tutte queste cose è un apostata. L’ha ben spiegato l’imam di Londra, <strong>Anjem Choudary</strong>, ai microfoni di <em>Piazzapulita</em>: <strong>«chi insulta il Profeta deve morire»</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia, la maggior parte dei commentatori e dei credenti di nazionalità occidentale sono certi che <strong>l’islam moderato esista e possa convivere con le bellezze e le storture della civiltà occidentale</strong>. Ma l’Islam moderato non è monolitico, è un arcipelago. Che produce differenti livelli di risposta all’integralismo islamico. Alcuni coerenti con il rifiuto di ogni violenza e l’accettazione che l’Occidente ha una propria peculiarità culturale che deve essere rispettata. Tante altre piccole isolette, invece, non denunciano con forza gli atti violenti perpetrati contro le minoranze religiose, le donne, i reporter stranieri. Non si schierano dalla parte di chi combatte il terrorismo. Troppo spesso assumono delle posizioni di debole condanna, che contengono dubitativi che ne sbiadiscono l’efficacia.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo di questi suona come una sorta di «ha cominciato prima lui». Ospite a <em>La Gabbia</em> su La7, il responsabile della comunità islamica milanese, <strong>Davide Piccardi</strong>, ha più volte ripetuto di non dimenticare che <strong>i nostri governi occidentali hanno invaso dei paesi musulmani</strong> e lì ucciso donne e bambini. Il che, pur non giustificando, spiegherebbe i motivi di tali reazioni. <strong>Ragionamento legittimo, ma che lascia troppo spazio a cattive interpretazioni</strong>. Perché non limitarsi alla semplice condanna del terrorismo islamico fatto in nome di Allah?</p>
<p style="text-align: justify">Non pochi fedeli, invece, contestano la scelta dei Media di chiamare «terrorismo islamico» le azioni militari svolte contro la redazione di Charlie Hebdo. L’obiezione, in breve, è questa: <strong>si tratta di terrorismo, cioè qualcosa che porta morte e terrore, ma non di terrorismo «islamico»</strong>. Perché l’Islam, a loro modo di vedere, è tutt’altro, ma non è violenza. Non si può negare, però, che entrando nella sede del giornale satirico, i due terroristi lodavano Allah e che le rivendicazioni delle bombe a Londra, Madrid e gli aerei di New York avevano uguale radice. Si vuole forse sostenere che Boko Aram, l’Isis, Al-Qaeda nulla abbiano a che fare con l’interpretazione, giusta o sbagliata, del messaggio del profeta Maometto? <strong>Sarebbe come affermare che le Brigate Rosse, essendo una frangia estremista, non erano «comuniste»</strong>. Invece, trovavano proprio nel materialismo marxista, nella rivoluzione del proletariato, la giustificazione alle loro azioni. E nel “brigatismo moderato”, cioè il Partito Comunista e non solo, l’acquiescenza sufficiente a svilupparsi tanto da poter colpire al cuore dello Stato. <strong>Il passo che manca all’Islam è il riconoscere che queste violenze non nascono per caso</strong>, non sono perpetrate da squilibrati. Hanno un loro fondamento ideologico. Islamico.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mario Adinolfi</strong>, sempre a <em>La Gabbia</em>, ha chiesto ai suoi interlocutori di fede islamica se condannassero a pieno l’Isis, Boko Aram e la Sharia che lapida le donne in Pakistan come una erronea interpretazione dell’Islam: non ha ricevuto chiara risposta. I vari ospiti presenti in studio hanno aggirato l’ostacolo, hanno fatto melina. Questo lascia interdetti. E fa pensare che ancora <strong>sia lontano il momento in cui l’intero arcipelago dell’islam moderato comprenderà che per estirpare le frange estreme, quelle moderate devono tagliare ogni contatto, ogni falsa giustificazione</strong> del tipo «in Pakistan ci sarà la Sharia, ma in Italia c’è il femminicidio». Questa è una visuale ristretta sulla realtà umana: il male nel mondo esiste e gli omicidi pure, ma quando questi diventano sistematici, legati ad un pensiero, ammanettati ad una religione, allora diventano pericolosi. Perché possono farsi sistema, magari Stato, magari legge.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Amedy-Coulibaly-vieo-3-mini.png"><img class="aligncenter wp-image-902 size-medium" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/Amedy-Coulibaly-vieo-3-mini-300x180.png" alt="Amedy-Coulibaly-vieo-3-mini" width="300" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify">È innegabile, inoltre, che nelle moschee italiane ed europee abbiano il permesso di predicare anche imam radicali, liberi di incitare alla violenza e reclutare soldati. Lo dimostrano le inchieste, le condanne e le notizie che trapelano dai servizi segreti. <strong>Bilal Bosnic</strong>, imam arrestato in Bosnia ed accusato di essere un reclutatore, ha potuto predicare a Bergamo ed in altre città italiane. Questo è il cordone ombelicale che deve essere tagliato.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre, <strong>è necessario che la comunità riconosca il terrorismo</strong> un problema interno, e lo condanni. Come ha chiesto papa Francesco ai capi islamici ad Istanbul: «in quanto capi religiosi vi è l’obbligo di denunciare tutte le violazioni della dignità e dei diritti umani». E come, a suo modo, ammoniva Ratzinger nel famoso discorso di Ratisbona, in cui sosteneva <strong>l’importanza di far coesistere esperienza religiosa e ragione</strong>, così da comprendere che «la <strong>violenza</strong> è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima». Anche se a chiamare alle armi fosse Maometto.</p>
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