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	<title>Torquemada &#187; Calcio Amatoriale</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Cronache di una trasferta sbagliata</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 09:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristo si è fermato a Eboli]]></category>
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		<description><![CDATA[Le ultime partite di stagione sono sempre le più belle, quelle in cui ci si diverte, quelle in cui non si pensa più al campionato; quelle, insomma, in cui il giuoco del calcio emerge in tutta la sua bellezza e in tutto il suo splendore. Quasi tutte sono così. Una, però, non lo fu. Eravamo tranquilli, salvi, sicuri di mantenere la categoria ed in una discreta posizione di metà classifica, che ci permetteva di guardare alle ultime tre giornate di campionato con agio, calma e con un pizzico di malinconia per l&#8217;ennesima stagione che si concludeva. Tuttavia, era domenica, una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>e ultime partite di stagione sono sempre le più belle, quelle in cui ci si diverte, quelle in cui non si pensa più al campionato; quelle, insomma, in cui il giuoco del calcio emerge in tutta la sua bellezza e in tutto il suo splendore. Quasi tutte sono così. Una, però, non lo fu. <strong>Eravamo tranquilli, salvi, sicuri di mantenere la categoria ed in una discreta posizione di metà classifica</strong>, che ci permetteva di guardare alle ultime tre giornate di campionato con agio, calma e con un pizzico di malinconia per l&#8217;ennesima stagione che si concludeva. Tuttavia, era domenica, una domenica d&#8217;Aprile inspiegabilmente fredda, ed il calendario ci metteva di fronte ad una squadra in acerrima lotta per i play-off promozione: roba mica da ridere. La squadra in questione era situata in un paesino a circa 50 km, forse sarà stato per il mal d&#8217;auto o forse per l&#8217;inutilità di quella partita, ma partimmo in sole 13 persone, più l&#8217;allenatore e la dirigenza. Io, da buona riserva, avevo affrontato <strong>un riscaldamento pre-partita particolarmente ostico ed impegnativo</strong>: due bottiglie di vino invece che una, tanto non giocherò mai e potrò vantarmi a bordocampo senza pericoli; anzi, prendo la radiolina così controllo le altre partite di giornata.</p>
<p style="text-align: justify">E così, pieni di fiducia e di entusiasmo, partimmo verso il campo degli avversari.</p>
<p style="text-align: justify">Già a metà del viaggio, però, si consumò la prima tragedia. Incontrammo un enorme mercatino locale, pieno di spezie, profumi e di quella umanità multietnica tipica delle fiere: sembrava quasi la <em>kasbah</em> di Istanbul sotto Solimano il Magnifico. Purtroppo, tra questi effluvi peccaminosi perdemmo due titolari: entrambi fuggirono con delle affascinanti donne straniere, ammaliati dal loro esotismo. Non li rivedemmo più, ma, a quel che so: uno ha aperto la pizzeria “Da Tonino” in un&#8217;oasi del deserto del Niger, mentre l&#8217;altro è diventato carne prelibata per il tipico <em>gulash</em> della Trasnistria. Tuttavia, il disastro si completò quando, per pagare un cd col meglio di Gianni Celeste e Maria Nazionale, fummo costretti ad impegnare tutte le nostre divise. La partita era ormai a rischio e stavamo per tornare tristi e delusi, ma riuscimmo a giungere alla nostra destinazione grazie all&#8217;elemosina di un ambulante africano che<strong> ci regalò le divise “semi-originali” del Senegal al mondiale di Corea e Giappone del 2002</strong>, più un vecchio cammello che, all&#8217;occorrenza, sarebbe stato un ottimo incontrista. E così, meno numerosi ma sempre speranzosi, raggiungemmo il campo da gioco. Fu molto divertente osservare la sorpresa dell&#8217;arbitro scorgendo i nostri due attaccanti biondi e pallidi che indossavano le magliette di ElHadji Diouf e Khalilou Fadiga, del resto tipici nomi calabresi. Ahimé, toccò giocare anche a me. Ci furono tante giocate di classe, in quei 90 minuti, ma sicuramente una è da scrivere negli annali del calcio dilettantistico: al minuto &#8217;75, col cammello in un inedito ruolo a fare da terzino di spinta, un tifoso di casa scese dagli spalti e ci passò attraverso le grate del campo un bicchiere di vino ed una fetta di formaggio. <strong>Un gesto di sano, vero e giusto <em>fair-play</em></strong>. Così, rinvigoriti dall&#8217;amicizia e rifocillati dal vino portammo a termine la nostra eroica partita. Il risultato finale fu un 9-0 per i nostri avversari che si lanciarono verso i <em>play-off</em>, mentre noi cercammo un modo per dare la colpa della disfatta all&#8217;arbitro.</p>
<p style="text-align: justify">Come tutte le grandi storie, anche questa ha una punta di comico: a fine partita, prima di dirigerci mestamente a casa, notammo uno dei nostri dirigenti contemplare assorto un meraviglioso e poetico tramonto, forse in un impeto romantico o in un momento malinconico: sorpresi, gli chiedemmo il perché di questo suo sguardo serioso verso il sole che mestamente declinava dietro le colline e lui così rispose: &#8220;Ma quale sole e tramonto, stavo guardando quell&#8217;escavatore che mi può servire per il cantiere&#8221;.</p>
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		<title>Cristo si è fermato ad Eboli</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 18:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristo si è fermato a Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Manuale di sopravvivenza al calcio amatoriale calabrese Che idea avete del calcio? Ricordate, forse, le partite trasmesse in tv? Quei prati all&#8217;inglese rasati al millimetro falcati dai calciatori che, col loro fisico, fanno innamorare generazioni di ragazzine e fanno finire anche i bronzi di Riace dallo psicologo? Non c&#8217;entrano niente col calcio amatoriale calabrese. L&#8217;unica somiglianza sta nei nomi delle squadre. Ogni categoria, dalla Lega Dilettanti ai tornei intercondominiali presenta almeno tredici Real, sedici Manchester e qualche Inter. A ciò si aggiungono tante squadre con nomi desunti dalla classicità latina o greca; perciò, per chi non conosce la materia, leggere]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="CENTER"><strong><span style="font-size: large;"><span title="M" class="cap"><span>M</span></span>anuale di sopravvivenza al calcio amatoriale calabrese</span></strong></p>
<p>Che idea avete del calcio? Ricordate, forse, le partite trasmesse in tv? Quei prati all&#8217;inglese rasati al millimetro falcati dai calciatori che, col loro fisico, fanno innamorare generazioni di ragazzine e fanno finire anche i bronzi di Riace dallo psicologo? Non c&#8217;entrano niente col calcio amatoriale calabrese.</p>
<p>L&#8217;unica somiglianza sta nei nomi delle squadre. Ogni categoria, dalla Lega Dilettanti ai tornei intercondominiali presenta almeno tredici Real, sedici Manchester e qualche Inter. A ciò si aggiungono tante squadre con nomi desunti dalla classicità latina o greca; perciò, per chi non conosce la materia, leggere il calendario di uno a caso di questi campionati, produce la sensazione di essere catapultati in un continuo All-star Game della Storia, in cui le varie civiltà sembrano confrontarsi per un predominio eterno e scolpito nel marmo. Ma la realtà? Qual è?</p>
<p>In questa rubrica cercheremo di scandagliare il composito universo d&#8217; “u pallune”, dal calcetto amatoriale del Giovedì Sera in città alle squadre dei paesini, vedremo i tornei parrocchiali, esploreremo il subconscio dei calciatori e riesumeremo le scene tipiche, le formule, gli eroi e gli antieroi; cercheremo, insomma, di svelare il poema epico che ruota attorno ad una palla che rotola.</p>
<p>Questo perché, in fondo, il calcio è l&#8217;ultimo fatto sociale della nostra epoca, l&#8217;ultimo grande evento che tiene assieme le persone. Tutti, infatti, hanno un&#8217;opinione -tendenzialmente critica- ed un ricordo eroico-tendenzialmente falso- legato alla squadra locale, anche se molti non ne conosco il nome; ma in questo continuo processo di mitopoiesi e di costruzione dell&#8217;immaginario si creano delle icone memorabili, come il portiere di riserva, altrimenti detto “il dodicesimo”.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Cristo-sè-fermato-a-Eboli-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-391 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Cristo-sè-fermato-a-Eboli-2-300x256.jpg" alt="Cristo s'è fermato a Eboli 2" width="300" height="256" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di una figura che, col mondo del calcio e più in generale con il mondo dello sport ha ben poco a che fare, ma nonostante ciò, ogni squadra si preoccupa di averne almeno uno. Lo si riconosce sin dall&#8217;aspetto fisico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un personaggio visibilmente fuori forma, la cui pancia non è stata del tutto esplorata, ma, a quello che ci risulta la Nasa sta per lanciare una serie di sonde che andranno mappare il 40% di questi cimiteri di tortellini e sacrari di birrette. Riuscirete a fargli goal molto facilmente, basta solo tirare basso anche se la palla si muoverà più lentamente di un bradipo in fase Rem. Lui allora vi dirà che dieci anni fa e venti chili fa avrebbe preso tranquillamente quel tiro, ma voi non credeteci: l&#8217;obesità non è la causa del portiere scarso, ma tendenzialmente ne è la scusa. In verità, molti di loro già alla nascita superavano il quintale e dieci anni prima erano ancora più grandi e mangiavano l&#8217;intero cast di Jurassic Park come aperitivo. Gli altri, invece, pur se magri, non avevano la più pallida idea di cosa dovesse fare un portiere, e allora sono ingrassati per poter trovare una loro scusante alla loro incapacità. Allora, 10 anni dopo, con una lunga e appassionata storia d&#8217;amore col Big Mac sulle spalle e davanti le spalle, sono diventati grassi ed hanno finalmente occultato le loro incapacità tecniche.</p>
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