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	<title>Torquemada &#187; Argomenti indiretti</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Vegan in quattro mosse? Gli animali, la salute, il pianeta, il Terzo Mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 14:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
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		<description><![CDATA[Propongo anche su questo blog i contenuti del mio intervento alla Pentola Vegana (un locale di Monza) di martedì sera sui cosiddetti argomenti diretti e indiretti. Si tratta in buona parte di una presentazione e di una riformulazione del materiale attinto sullo stesso argomento dagli articoli di Katherine Perlo e Aldo Sottofattori pubblicati sulla rivista Liberazioni. La registrazione audio di quel che è stato detto esattamente quella sera, tra i due interventi iniziali (quello di Giampaolo Lanzallotta e il mio) e il dibattito che ne è scaturito, sarà comunque disponibile in tempi brevi sul sito dell&#8217;associazione Oltre la Specie. Nel vasto panorama]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><em><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>ropongo anche su questo blog i contenuti del mio intervento alla </em>Pentola Vegana<em> (un locale di Monza) di martedì sera sui cosiddetti argomenti diretti e indiretti. Si tratta in buona parte di una presentazione e di una riformulazione del materiale attinto sullo stesso argomento dagli articoli di <a href="http://www.liberazioni.org/articoli/Liberazioni-n01-estate2010.pdf" target="_blank">Katherine Perlo</a> e <a href="http://www.liberazioni.org/articoli/Liberazioni-n03-inverno2010.pdf" target="_blank">Aldo Sottofattori</a> pubblicati sulla rivista </em>Liberazioni<em>. La registrazione audio di quel che è stato detto esattamente quella sera, tra i due interventi iniziali (quello di Giampaolo Lanzallotta e il mio) e il dibattito che ne è scaturito, sarà comunque disponibile in tempi brevi sul sito dell&#8217;associazione </em><a href="http://http://lnx.oltrelaspecie.org/category/multimedia/audio/" target="_blank">Oltre la Specie</a><i>.</i></p>
<p>Nel vasto panorama dei gruppi che si pongono come obiettivo finale la liberazione degli animali non umani da ogni forma di sfruttamento, violenza e coercizione (la liberazione dai macelli, dagli allevamenti, dai laboratori, dagli zoo et cetera), la maggioranza affianca ad argomenti che riguardano direttamente e inequivocabilmente gli animali stessi (è sempre ingiusto far loro del male, tenerli prigionieri per ricavarne profitto et cetera), argomenti di altra natura che vertono invece sugli interessi propri dell&#8217;umano. <strong>Sono i cosiddetti argomenti indiretti</strong>. Per fare alcuni esempi, quelli che vengono citati sui volantini e sui siti che inneggiano alla &#8220;scelta vegan&#8221; sono principalmente tre: <strong>quelli di marca salutista</strong> (mangiare carne e latticini nuoce alla nostra salute), <strong>quelli ecologisti</strong> (secondo le Nazioni Unite gli allevamenti bovini sono i primi responsabili dell&#8217;emissione di gas serra e quindi del surriscaldamento globale), <strong>quelli infine terzomondisti</strong> (le sementi coltivate in territori devastati dalla carestia, come l&#8217;Etiopia o il Brasile, vengono esportati in Occidente per sfamare gli animali &#8220;da allevamento&#8221;). Se ne potrebbero fare molti altri: che la sperimentazione animale debba essere dismessa perché non dà risultati scientificamente validi, che portare i bambini a vedere gli animali del circo (o gli zoo e i delfinari) sia sbagliato da un punto di vista pedagogico, che la caccia vada abolita perché miete anche tante vittime umane per incidente o che, come una volta disse scherzosamente un attivista, non bisogna dare i calci al cane perché si rovinano le scarpe. <strong>Sono evidentemente tutti discorsi obliqui rispetto al vero nocciolo della questione</strong>, che spinge gli attivisti a impegnarsi in prima persona. Un altro caso ricorrente è quello di citare vegetariani autorevoli del passato (e attori e cantanti pop del presente) come se la loro opinioni fosse in qualche modo rilevante a supporto della causa animalista. In certi ambienti <strong>la caccia alla celebrità</strong> è diventata una sorta di mania (Da Vinci, Gandhi, McCartney, Carl Lewis, Brad Pitt, Gianni Morandi&#8230;).</p>
<p><strong>Da un punto di vista teorico gli argomenti indiretti devono essere rigettati (e quindi non adottati più in assoluto, nè in pubblico nè in privato, per sostenere la liberazione animale) perché</strong> invece di intaccare quel paradigma culturale che per cambiare il mondo e salvare quindi gli animali non umani dovremmo stravolgere, <strong>consolidano l&#8217;antropocentrismo e lo specismo</strong>. In pratica, vorrebbero che i non umani fossero risparmiati non perché è giusto così e per una sana compassione del loro tetro destino, ma perché si vorrebbe far credere che la loro morte sia svantaggiosa in fin dei conti anche agli umani. Si rifanno tutti a quella visione del mondo secondo cui l&#8217;umano si erge al centro dell&#8217;universo e il resto degli enti esistono in funzione di lui; secondo cui tra l&#8217;umano e il resto del mondo animale esiste una barriera insormontabile che li distingue nettamente e rende gli uni degni di considerazione morale, gli altri no.</p>
<p>Nel dubbio, <strong>per capire se un argomento che stiamo usando è antropocentrico o meno, possiamo porci alcune domande</strong>. Ne suggerisco alcune. La prima: <strong>faremmo lo stesso tipo di obiezione a proposito di gruppi umani oppressi?</strong> Chiederemmo agli israeliani di non bombardare i palestinesi perchè in quel modo causano un dissesto tellurico e deturpano il paesaggio, così come oggi molti animalisti si impuntano sull&#8217;impatto ambientale (estremamente inquinante) degli allevamenti intensivi? La seconda: proviamo ad adottare il punto di vista degli animali. <strong>Agli animali importerebbe qualcosa di quello che stiamo dicendo?</strong> Se le medicine testate sui loro corpi sono efficaci o meno alla fine del processo, se il consumo di latte per il quale teniamo in cattività le vacche è davvero una causa dell&#8217;osteoporosi, cambia qualcosa per loro? Qualcuno ritiene che qualsiasi espediente (anche a costo di dire panzane, qualche volta) è lecito pur di tirarli fuori dalle gabbie in cui ora si trovano a marcire, tuttavia la ragioni esposte nel paragrafo precedente e in quello successivo credo siano sufficienti a confutare questa tesi. La terza e ultima domanda: <strong>e se così non fosse?</strong> Se le deiezioni degli animali allevati in quelle specie di campi di concentramento non contaminassero gravemente le falde acquifere, li mangeremmo lo stesso? Certamente no, per una serie di ragioni etico-politiche. E lo stesso se anche la carne non fosse così cancerogena come dicono certi animalisti.</p>
<p>Tuttavia nemmeno <strong>da un punto di vista strategico</strong> gli argomenti indiretti sono rilevanti: sono semmai controproducenti. <strong>Non solo sono scorretti e inadeguati nei confronti delle vittime, ma sono pure inutili alla loro liberazione. Rappresentano infatti un nascondimento dei propri fini</strong> (e alla lunga un ostacolo al loro raggiungimento): nessuno prende sul serio degli animalisti che pretendono di salvare gli animali dalla loro condizione miserevole, cercando di convincere i loro oppositori su basi mediche, ambientaliste o umanitarie. <strong>Sono fuorvianti</strong>, in quanto sviano la conversazione con chi vorremmo coinvolgere nelle nostre iniziative (o i nostri contraddittori, in un confronto pubblico) e li favoriscono, permettendo loro di parlare di tutt&#8217;altro rispetto al problema centrale, ineludibile, che come dicevo è di natura prettamente etico-politica. Mille studi che si contraddicono a vicenda escono ogni giorno per esempio a proposito dell&#8217;effetto dei cibi animali sulla nostra salute. Che per divorare il corpo di un animale di un&#8217;altra specie occorra invece ucciderlo (quando se ne può fare benissimo a meno e non sussiste giustificazione alcuna a questo gesto, se non una sproporzione nel rapporto di forze) è un fatto invece incontrovertibile. Inoltre gli argomenti indiretti <strong>sono sempre limitati ad un singolo settore dello sfruttamento animale</strong> (che i cibi di origine animale facciano male, per esempio, non dice nulla sul fatto che non si debba indossare la loro pelle), mentre un discorso di più ampio respiro sulla dignità degli altri viventi (dotati di sensibilità e ragione) è sempre onnicomprensivo e fornisce a chi ci ascolta la misura del nostro pensiero, non solo la nostra opinione su ciascun caso specifico. <strong>Ammettono poi delle risposte parziali</strong>, a differenza di quelli diretti: se è vero che la nostra preoccupazione è la tutela dell&#8217;ambiente o la salute umana, allora è sufficiente mangiare molta meno carne, senza cessarne l&#8217;uso del tutto. Per di più, se davvero vogliamo affermarci, in un dibattito serrato, <strong>non possiamo certo pensare di fare una gran figura accumulando una serie di argomenti (i più disparati) a sostegno della nostra opinione: occorre trovarne uno unico, il più solido possibile, l&#8217;essenziale, e attenersi a questo.</strong> Su ciò concorderebbe il più elementare manuale di retorica. Che speranza abbiamo che il nostro messaggio (così distante dalla mentalità corrente, che è profondamente specista) venga percepito e assimilato dall&#8217;opinione pubblica, se aggiungiamo e confondiamo ad esso una serie di argomenti altri?</p>
<p><strong>Perché dunque si adoperano gli argomenti indiretti?</strong> Credo, semplicemente, <strong>perché ormai sono entrati in circolo</strong> e perché sono così radicati nel repertorio animalista che (anche volendo) si fa una gran fatica sbarazzarsene. <strong>Si dà per scontato innanzitutto che siano veri, né si riflette come si dovrebbe sulla loro opportunità e convenienza. Un altro motivo importante è quello della scarsissima considerazione sociale di cui gode l&#8217;impegno animalista</strong>, che viene percepito come di second&#8217;ordine rispetto alle cause filantropiche non solo dalla società specista, ma anche dagli stessi attivisti antispecisti (che serbano sempre qualche comprensibile insicurezza anche solo ad un livello inconsapevole): si cercano quindi degli argomenti antropocentrici per fare da contrafforte a quelli che sono anti-antropocentrici e superare la resistenza propria e degli interlocutori ad una novità assoluta come l&#8217;antispecismo.</p>
<p><strong>Chi ancora li difende si appella in primo luogo alla necessità di aumentare il numero degli attivisti (o più banalmente dei consumatori vegani)</strong> per accrescere il consenso nella popolazione totale e accelerare i tempi della liberazione animale. Oppure dubita (ragionevolmente) che questa rivoluzione si compirà mai, pensa che la nostra cultura (e quindi le pratiche che ne derivano) rimarrà sempre antropocentrica, e pertanto ambisce a &#8220;convertire&#8221; più vegani possibile per salvare più animali possibile. Salvare il salvabile, insomma. Alcuni tra l&#8217;altro sono convinti che siccome anche loro inizialmente si erano avvicinati all&#8217;animalismo (diventando vegetariani o vegani) in virtù degli argomenti indiretti, tutti i nuovi attivisti debbano passare per questa fase in cui alla questione etico-politica si accompagnano quelle salutista, ambientalista, umanitaria et cetera. <strong>Sia nel caso del proselitismo vegan che in quello dello scetticismo pessimista, ci si muove sempre in una prospettiva di conversione uno ad uno, considerando più la quantità che la qualità dei nuovi attivisti che vengono formati e non badando a come il proprio messaggio venga percepito in maniera distorta, mettendo assieme questioni tanto differenti (e ritardando quindi il momento di una eventuale liberazione di tutti gli animali).</strong></p>
<p>Un altro tentativo di difesa degli argomenti indiretti viene da chi (hallelujah!) propone una concezione più politica dell&#8217;animalismo, mettendo sullo stesso piano (e quindi conducendo insieme) discorsi relativi la condizione degli animali, dei lavoratori, dei poveri e dell&#8217;ecosistema in cui tutti abitiamo. In effetti questo è proprio quello che occorrerebbe fare,<strong> aggiungere la questione dell&#8217;antispecismo (con le debite conseguenze) agli altri campi di lotta della sinistra radicale, senza però confondere ciò che pertiene l&#8217;ambiente e il Terzo Mondo con le ragioni per cui pensiamo che non si debbano sfruttare e uccidere gli animali.</strong> Portare avanti come su binari separati (ma sempre paralleli e inscindibili ovviamente) tutti questi discorsi, in un nuovo movimento politico ben articolato e strutturato. Pur avendo a cuore dunque le ingiustizie che vengono perpetrate ai danni degli umani e gli ecocidi in corso in tutto il mondo, nondimeno <strong>quando si tratta di argomentare a favore della liberazione degli animali non umani bisogna concentrarsi esclusivamente sugli argomenti diretti: raccontare le crudeltà che essi subiscono, illustrare l&#8217;inconsistenza della discriminazione di specie e muovere una critica ben connotata politicamente a tutto il sistema economico e culturale </strong>che genera e preserva queste ineguaglianze, che investono in misura differente sia gli umani che i non- umani.</p>
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		<title>VEGANI TALEBANI: IL GIOVANE TELEVISIVO</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 16:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano le interviste agli attivisti e alle attiviste antispecist*: questa è la volta di Andrea S., di anni diciotto, una mascotte per il mondo animalista (almeno quello lombardo), che per il suo impegno e le sue capacità merita grande ammirazione. La nostra conversazione (su Skype) deve mantenersi entro i limiti di quaranta minuti, perché alle dieci di questa mattina Andrea è atteso nell&#8217;ufficio del sindaco di Noviglio. Andrea, che vai a fare dal sindaco di Noviglio?! Ho ricevuto una segnalazione da un cittadino ed ho appreso che nel Parco principale del paese vive una colonia di nutrie che conta tre adulti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="C" class="cap"><span>C</span></span>ontinuano le interviste agli attivisti e alle attiviste antispecist*: questa è la volta di Andrea S., di anni diciotto, una mascotte per il mondo animalista (almeno quello lombardo), che per il suo impegno e le sue capacità merita grande ammirazione. La nostra conversazione (su Skype) deve mantenersi entro i limiti di quaranta minuti, perché alle dieci di questa mattina Andrea è atteso nell&#8217;ufficio del sindaco di Noviglio.</p>
<p><strong>Andrea, che vai a fare dal sindaco di Noviglio?!</strong></p>
<p>Ho ricevuto una segnalazione da un cittadino ed ho appreso che nel Parco principale del paese vive una colonia di nutrie che conta tre adulti e cinque cuccioli. Oltre a non essere molto gradite dagli abitanti di zona, stanno compromettendo un albero che a prescindere era a rischio di caduta in quanto piantato troppo vicino alla riva. Inoltre mi hanno riferito che la Provincia era già stata contattata dal Comune e che stava intervenendo con l’intenzione di sparargli, come già successo negli anni precedenti. Come responsabile del Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente – Sezione Lombardia ho bloccato l’intervento della Provincia ed ora ci stiamo occupando della cattura, della sterilizzazione e del rilascio degli animali in un’area fluviale, lontano dai centri abitati.</p>
<p><strong>Qual è stato il tuo esordio nel mondo animalista?</strong></p>
<p>Da sempre amo gli animali, ma era un amore perverso. Tutto è cambiato quando in prima superiore un amico (vegano) mi ha mostrato il video di un mattatoio. Ho smesso di mangiare carne da un giorno all&#8217;altro e la settimana stessa sono andato alla mia prima manifestazione: era a Milano il 5 marzo 2010, una manifestazione nazionale contro la vivisezione. Poi da lì ho conosciuto persone che mi hanno fatto integrare nel Movimento.</p>
<p><strong>Ho sempre avuto l&#8217;impressione che tu fossi un po&#8217; un libero battitore e che non ti fossi mai vincolato inscindibilmente ad un gruppo o ad una associazione particolare. Mi sbagliavo?</strong></p>
<p>Fino a questo gennaio sono sempre stato indipendente e ho partecipato alle iniziative di tutti, da Nemesi Animale a Fronte Animalista, da Cani Sciolti a Oipa. Da gennaio del 2015 sono diventato il Responsabile, come dicevo, del Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente – Sezione Lombardia, una Onlus a livello Nazionale. Ci occupiamo di contrastare con ogni mezzo maltrattamento e sfruttamento animale, dai presidi informativi contro il consumo di carne alle proteste contro l&#8217;utilizzo di animali nei Circhi, da azioni Istituzionali a ricevere segnalazioni, fare sopralluoghi per poi sporgere denuncia. Il traguardo più importante, personalmente, credo sia stato il sequestro dell&#8217;allevamento di visoni ad Antenate (BG) e l&#8217;affido dei 300 visoni alla nostra Associazione. Tutto questo in collaborazione con EITAL, Essere Animali e Paolo Bernini del Movimento 5 Stelle. Come singolo invece adesso sto cooperando con il Comune del mio paese, con cui mi trovo molto bene. Sono molto sensibili alla causa. Nutrie a parte, è già stata approvata un’ordinanza contro i circhi, organizzati vari incontri e stand informativi durante la festa paesana, abolito il Palio delle rane ed ora stiamo preparando degli incontri nelle scuole elementari e medie per parlare di veganismo e vegetarismo. Ci sono altri progetti in cantiere di cui non voglio parlare per scaramanzia.</p>
<p><strong>Data la tua giovanissima età ti trovi ad occupare un punto di vista privilegiato all&#8217;interno del movimento animalista. C&#8217;è qualcosa in particolare che secondo te dovremmo cambiare nel nostro modo di operare? Qualcosa di più che dovremmo fare o che invece andrebbe evitata, ai fini della liberazione animale, qualcosa da rimproverare alle strategie impiegate fino ad ora?</strong></p>
<p>Credo che si debba fare attivismo a 360° e utilizzare tutti i metodi a nostra disposizione, dal volantinaggio all’incatenamento, qualsiasi cosa va bene! Certamente non mi piacciono tutti gli odi personali e le esclusioni reciproche che impediscono al Movimento di andare avanti. Si creano mille gruppi e organizzazioni, quando invece dovremmo restare tutti uniti contro il colosso dello sfruttamento animale! Potremmo essere 10.000 in piazza, ma a qualcuno interessa di più boicottare le iniziative se ad organizzarle è un&#8217;associazione piuttosto che un altra.</p>
<p><strong>Se ci consenti questa osservazione, abbiamo delle forti perplessità su un tipo di retorica adottata da alcuni gruppi animalisti e che anche tu ci pare non disdegni. Mi riferisco ai cosiddetti argomenti indiretti (quelli antropocentrici), per esempio che non bisogna vivisezionare i topi perché producono risultati scientificamente inutili, che non bisogna mangiare carne di maiale perché, oltre ad essere crudele, fa male alla nostra salute, che i circhi dove si usano animali devono chiudere in quanto offrono spettacoli diseducativi ai nostri figli et cetera, et cetera. Questi ragionamenti rappresentano un tradimento rispetto agli interessi degli animali in causa e un&#8217;implicita ammissione di insufficienza, da parte nostra, del discorso etico-politico che è la vera ragione del nostro agire. Sono dannosi e fuorvianti in quanto permettono ai nostri avversari &#8211; vivisettori, allevatori, circensi et cetera &#8211; di controbattere su questioni scientifiche, salutiste, pedagogiche, ecologiste et cetera, trascurando comodamente il fatto che (questo sì inconfutabile) è sempre un delitto sfruttare e uccidere gli altri animali. Stando al gioco dell&#8217;<em>Inquisizione Vegana</em>, che è il nome della nostra rubrica, ti chiediamo: cos&#8217;hai da dire a tua discolpa?</strong></p>
<p>Ah, secondo voi bisognerebbe solo puntare sul livello etico? Secondo me no. Per esempio, quando parlo di sperimentazione sugli animali utilizzo anche argomenti scientifici, perché i dati sono quelli e non si possono cambiare. E’ inoppugnabile che il modello animale non è affatto predittivo per la nostra specie ed è giusto dirlo. Ogni specie reagisce diversamente perché ci sono differenze anatomiche, fisiologiche e metaboliche fra tutte le specie animali, quindi una sostanza può risultare innocua per una specie ma mortale per un altra, e con la sperimentazione animale non è mai possibile prevedere la risposta umana, anche Silvio Garattini una volta lo disse. Vedete bene che se parlassi solo di etica e riconoscessi che il loro metodo di ricerca può funzionare, allora i ricercatori PRO-SA mi direbbero che preferiscono sacrificare un topo, piuttosto che un bambino… Mentre è giusto affermare che è possibile salvare sia il topo che il bambino.</p>
<p><strong>Infatti! Davanti a queste domande stupide si può rispondere per esempio chiedendo chi sceglierebbero tra un bambino italiano e uno tunisino. (La discussione continua&#8230;) Tornando ai tuoi progetti, cosa bolle in pentola per il 23 maggio?</strong></p>
<p>A Milano, in Piazza Mercanti, posizioneremo un maxi-schermo dalle 9 alle 19, e proietteremo video di allevamenti e mattatoi. Nella stessa Piazza terminerà il Corteo Nazionale contro EXPO ed il consumo di carne, con partenza da Piazza Sant&#8217;Eustorgio alle ore 13, organizzato da Alessandro Mosso, Presidente di Associazione Animalisti. Da due anni circa, con Cani Sciolti facciamo eventi video, mettendo una televisione in piazza. Con questa tecnica molte persone si fermano e decidono di cambiare. Questa volta, in occasione di EXPO, con 2.000.000 di visitatori previsti, ho pensato di amplificare il tutto utilizzando uno schermo di sei metri per tre! Facendo appello su Facebook, nel giro di un mese si sono messi insieme 1500 euro circa per noleggiare furgone e maxi-schermo… E alla fine della raccolta fondi c’era chi ancora mi chiedeva come contribuire, quando avevamo già raggiunto la nostra quota! Le immagini che comporranno il filmato saranno prese da investigazioni di Essere Animali, Animal Equality e altre associazioni. Cercheremo inoltre di fare un paragone tra l’Olocausto dei non umani e quello degli ebrei, nei campi di concentramento. Capisco il rischio di scandalizzare e allontanare le persone in questo modo, però in fondo non è proprio così, guardando questo genere di filmati, che molti di noi sono diventati vegan* o vegetarian*? Non dimentichiamoci che molti ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento sono diventati poi vegetariani, vegani ed attivisti per i Diritti Animali.</p>
<p><strong>Ci sono delle battaglie che consideri contigue a quella per gli animali non umani, per cui già ti batti?</strong></p>
<p>Credo che la mia empatia debba rivolgersi alla specie umana così come a tutte le altre. Personalmente sostengo i diritti degli omosessuali partecipando al Gay Pride contro l’omofobia, alle iniziative del Movimento 5 Stelle (l’unico “partito” che si occupa seriamente anche di diritti animali), alle raccolte firme di Amnesty International, Action Aid e Save the Children. Faccio delle donazioni a queste associazioni, ma prevalentemente mi occupo degli animali non umani proprio perché sono gli ultimi degli ultimi. Ed ora sto frequentato il corso per diventare soccorritore al 118.</p>
<p><strong>Sappiamo che ti sta molto a cuore la faccenda del palio delle oche di Lacchiarella. Spiega ai profani di che si tratta e, se ci sono delle novità interessanti, aggiornaci per favore.</strong></p>
<p>Ogni anno ad ottobre si tiene una festa paesana a Lacchiarella, in provincia di Milano, in cui una decine di oche sono costrette a correre tra una folla di persone urlanti che le incita chiassosamente. Vi ho assistito in prima persona e quel che ho visto era inaccettabile, come mi aspettavo: i pennuti erano completamente terrorizzati, in preda al panico. Ho chiesto di incontrare il Sindaco di Lacchiarella, Antonella Violi, e ad un anno di distanza non mi ha mai ricevuto né risposto, anche quando mi sono recato da lei di persona, così come le decine di mail che ho mandato non hanno avuto risposta. Presto la mia Associazione sporgerà denuncia contro il Sindaco, per omissione d’atti d’ufficio.</p>
<p><strong>Ci è giunta voce di una tua prossima apparizione televisiva. Che ci dici a proposito?</strong></p>
<p>Nel mese di maggio per cinque giovedì di seguito andrò a Roma negli studi di <em>Anno Uno</em> a parlare di cinque tematiche diverse, tra cui l&#8217;allevamento intensivo di maiali. Il bello è che non mi sono candidato, mi hanno chiamato loro tramite conoscenze in comune! Ci sarà un tavolo a cui siederanno venti ragazzi e tutti parteciperanno alla discussione: ho paura di quel che potrebbe saltarne fuori, in ogni caso darò il meglio di me! Sono consapevole che è importante parlare non di migliorare gli allevamenti, ma di chiuderli proprio, perché anche se questi non fossero intensivi comunque resterebbe il problema della morte violenta degli animali. Anche se non mi aspetto niente di eccezionale, comunque andrà sarà un&#8217;opportunità preziosa per raggiungere tante persone che non si sono mai interessate di questi temi: milioni di italiani guardano la televisione ed è bene sfruttare anche questo mezzo per portare al centro dell&#8217;attenzione la tragedia che vivono gli altri animali.</p>
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