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	<title>Torquemada &#187; Ambiente</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Latte, biscotti e tumore: l&#8217;incredibile caso della Marlane</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 13:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa si è chiuso uno dei capitoli più duri e drammatici della recente storia del Meridione d&#8217;Italia. Nessun colpevole, il fatto non sussiste né ci sono prove sufficienti per condannare i dodici imputati di uno tra i peggiori disastri della storia calabrese e non solo. Sin dal 1999 la Procura di Paola- città costiera in provincia di Cosenza- aveva iniziato a raccogliere prove ed a cercare di comprendere cosa realmente succedesse alla “Marlane”, uno stabilimento tessile nato nel 1957 a Praia a Mare (CS) e chiuso -delocalizzazione in Repubblica Ceca- nel 2004, dopo varie traversie e passaggi di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="Q" class="cap"><span>Q</span></span>ualche giorno fa si è chiuso uno dei capitoli più duri e drammatici della recente storia del Meridione d&#8217;Italia. Nessun colpevole, il fatto non sussiste né ci sono prove sufficienti per condannare i dodici imputati di uno tra i <strong>peggiori disastri</strong> della storia calabrese e non solo. Sin dal 1999 la Procura di Paola- città costiera in provincia di Cosenza- aveva iniziato a raccogliere prove ed a cercare di comprendere cosa realmente succedesse alla “Marlane”, uno stabilimento tessile nato nel 1957 a Praia a Mare (CS) e chiuso -delocalizzazione in Repubblica Ceca- nel 2004, dopo varie traversie e passaggi di proprietà.<br />
Il problema di questo sito industriale, però, è che dal 1969 fino alla sua chiusura <strong>almeno 50 operai sono morti</strong>. Tutti deceduti per <strong>tumore</strong>, tutti in seguito alle <strong>esalazioni</strong> ed ai <strong>fumi</strong> che provenivano da una fabbrica nella quale &#8211; ascoltando le dichiarazioni degli ex-lavoratori emerse nel processo terminato pochi giorni fa &#8211; un pessimo sistema di aerazione e la mancanza di divisioni tra i vari reparti e di adeguate misure di sicurezza hanno contribuito ad acuire le dimensioni di un vero e proprio massacro. Ad aggravare la situazione ambientale, poi, ci sarebbero anche quelle ingenti quantità di cromo esavalente (quello contro cui combatteva Erin Brokovich, ricordate almeno il film?) e di altre s<strong>ostanze cancerogene</strong> rinvenute nei pressi del sito industriale. Tuttavia, questa vicenda tragica s&#8217;arricchisce di sfumature grottesche, perchè qualcuno, evidentemente, sapeva che le condizioni di lavoro -almeno in alcuni reparti della fabbrica- erano pericolose e, così -stando ad un&#8217;altra testimonianza emersa nel corso del dibattimento- agli operai della tintoria veniva offerto un rimedio altamente tecnologico per la salvaguardia della salute:<strong> il latte!</strong><br />
Strano a dirsi, ma il rimedio miracoloso dalle solide basi scientifiche pare non abbia funzionato. Così, a sedici anni di distanza dall&#8217;apertura dell&#8217;indagine, non c&#8217;è nessun colpevole e nessun responsabile per questa strage silenziosa. L&#8217;altra sfumatura grottesca è che, sebbene non ci sia nessun colpevole, l&#8217;azienda veneta proprietaria dello stabilimento aveva offerto un risarcimento ai familiari degli operai deceduti solo 13 mesi fa! Questo perchè, leggendo la perizia dei consulenti del tribunale di Paola, un collegamento tra le morti e le attività dello stabilimento è lampante: «Riteniamo pertanto di potere affermare che vi è stato un <strong>disastro ambientale</strong> per lo <strong>sversamento continuo e costante di sostanza classificata tossica</strong> e irritante capace in determinate condizioni di sviluppare sostanze volatili irritanti come gli ossidi nitrosi, tale sostanza è presente in grandi quantità nelle zone sottoposte a verifica e circostanti la Marlane; la tipologia di sostanza è del tutto associabile ad attività di tessitura come quella attuata presso la Marlane».<br />
Purtroppo, il dato più inquietante di questa vicenda è che si tratta di una goccia nel mare dello <strong>scempio ambientale</strong> a cui è stata sottoposta una parte consistente del mezzogiorno d&#8217;Italia. Lo strano caso della fabbrica in cui i tumori si curano col latte si inserisce in uno scenario preoccupante e in costante evoluzione: basti pensare agli arcinoti fatti dell&#8217;Ilva di Taranto o ai <strong>tonnetti geneticamente corretti al metallo pesante</strong>, pescati recentemente sempre nel Tirreno cosentino come una versione calabrese del pesce triocchiuto dei Simpson. Ma la Marlane si collega direttamente anche alle <strong>scorie radioattive </strong> &#8211; probabilmente &#8211; interrate nelle Serre vibonesi ed alla Terra dei fuochi campane: stragi silenziose, senza nessun colpevole.<br />
<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane4.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-679" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane4.gif" alt="marlane4" width="180" height="176" /></a><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-681" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane-300x225.jpg" alt="marlane" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-682" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-2.jpg" alt="MARLANE 2" width="230" height="173" /></a><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-683" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-3.jpg" alt="MARLANE 3" width="230" height="169" /></a></p>
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		<title>Fabbrikando l&#8217;avvenire</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2014 20:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Santo Uffizio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo di Flaminia Gualtierotti. Ancora un incontro per affrontare le difficili problematiche ambientali italiane è stato organizzato dai ‘lottatori’ dell’associazione crotonese ‘Fabbrikando l’avvenire’. Sempre in prima linea il suo presidente Pino Greco, che ha organizzato la conferenza stampa insieme ai suoi collaboratori lo scorso sabato alla presenza del professor Ubaldo Prati, direttore sanitario della fondazione ‘Tommaso Campanella’ di Catanzaro e della docente Natalia Malara dell’università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro e medico oncologo del Centro ricerche interregionale per la sicurezza alimentare e la salute. Greco, uno dei più strenui difensori della causa, ha riassunto l’attività svolta dall’associazione nell’anno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><em><span title="R" class="cap"><span>R</span></span>iceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo di <strong>Flaminia Gualtierotti</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora un incontro per affrontare le difficili problematiche ambientali italiane è stato organizzato dai ‘lottatori’ dell’associazione crotonese ‘Fabbrikando l’avvenire’. Sempre in prima linea il suo presidente Pino Greco, che ha organizzato la conferenza stampa insieme ai suoi collaboratori lo scorso sabato alla presenza del professor Ubaldo Prati, direttore sanitario della fondazione ‘Tommaso Campanella’ di Catanzaro e della docente Natalia Malara dell’università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro e medico oncologo del Centro ricerche interregionale per la sicurezza alimentare e la salute. Greco, uno dei più strenui difensori della causa, ha riassunto l’attività svolta dall’associazione nell’anno appena terminato, ha ricordato ai presenti che la salute va tutelata e ha iniziato l’importante discorso sull’inquinamento.<br />
La ‘passeggiata degli innamorati’ spinge la gente a pensare ad un romantico viale alberato e fiorito dove le coppie si incontrano godendo delle bellezze del creato. Questi 15 metri quadrati dal nome suggestivo si estendono alle spalle delle fabbriche crotonesi, nell’area che costeggia la strada consortile e, mentre gli innamorati passeggiavano ignari, inalavano esalazioni tossiche provenienti dal terreno che nascondeva migliaia di tonnellate di rifiuti speciali prodotti da quegli stabilimenti. E purtroppo le malattie tumorali non hanno tardato ad arrivare e a mietere numerose vittime innocenti ed inconsapevoli. Per questo motivo, pochi mesi fa è nato il movimento ‘Crotone ci mette la faccia’: in senso letterale, perché malati e sani hanno pubblicato sul web le loro foto con slogan contro la terribile malattia. Una delegazione del movimento ha presenziato alla conferenza stampa per manifestare il suo attento interesse alla collaborazione in atto.<br />
Qualche giorno fa lo staff della trasmissione di Italia1 ‘Le Iene’ è arrivato in città invitato da una donna malata per dare maggiore risalto al movimento e alle sue motivazioni, ma soprattutto per far conoscere all’Italia intera la devastazione tossica del territorio e ciò che essa provoca. Questi, insieme ad altri, i temi principali trattati da Pino Greco, prima di cedere la parola ad Ubaldo Prati, che ha subito sottolineato l’importanza della collaborazione con ‘Fabbrikando l’avvenire’. E dopo aver parlato del ‘progetto Calipso’, finalizzato all’analisi del territorio, il discorso si è spostato sulla presentazione di un protocollo di intesa tra il centro di ricerche interregionale per la sicurezza alimentare e la salute e il centro di oncologia ‘Tommaso Campanella’ con l’associazione crotonese per l’attivazione di un ambulatorio di tossicologia ambientale che esegua visite mediche volte all’accertamento e alla valutazione di patologie precancerose e cancerose. “Sappiamo che ogni singola cellula è messa in difficoltà dall’ambiente inquinato e il nostro organismo reagisce con reazioni positive o negative. La strategia del centro di ricerca è di monitorare le aggressioni dell’inquinamento con un semplice prelievo di sangue” ha spiegato Natalia Malara, portavoce del professore Vincenzo Mollace, docente presso l’università ‘Magna Graecia’. Ѐ possibile quindi individuare i fenomeni di difesa che il sistema immunitario mette in atto, se attaccato. Insieme al presidente di ‘Fabbrikando’ è partita la proposta di uno screening da effettuare su tutto il territorio della provincia, con l’aiuto dei medici di base della zona. Questo il focus della discussione, un importante passo avanti nella lotta alla malattia che ammorba giorno dopo giorno l’aria che respiriamo.<br />
Ancora un progetto ambizioso, accolto da tutti con entusiasmo e speranza e con l’augurio che le conquiste della scienza medica riusciranno presto a sconfiggere questo terribile male.</p>
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