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	<title>Torquemada &#187; allevatori</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Attentato!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 16:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquisizione Vegana]]></category>
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		<description><![CDATA[&#60;&#60;Attentato!&#62;&#62;. Se la settimana scorsa abbiamo consacrato a Beppe Bigazzi un nostro post, ci piace oggi cominciarne uno nuovo omaggiando un altro idolo del trash specista nostrano, il giornalista nevrotico ed asservito al potere Emilio Fede, che nei bei tempi che furono soleva aprire il suo telegiornale gridando &#60;&#60;Attentato!&#62;&#62;. E all&#8217;attentato gridiamo anche noi, manifestanti animalisti antispecisti delle associazioni Oltre la Specie e Cani Sciolti, che martedì abbiamo protestato davanti al palazzo della regione contro la legge nr.32 ammazza-nutrie. Del presidio avevamo già parlato, anticipandolo, sempre la settimana scorsa (ecco il link). Così pure dell&#8217;orrore antropocentrico per cui migliaia di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large">&lt;&lt;Attentato!&gt;&gt;. Se la settimana scorsa abbiamo consacrato a <a href="http://www.torquemada.eu/2015/02/15/febbraio-gattaio-in-memoria-di-beppe-bigazzi/" target="_blank">Beppe Bigazzi</a> un nostro post, ci piace oggi cominciarne uno nuovo omaggiando un altro idolo del trash specista nostrano, il giornalista nevrotico ed asservito al potere Emilio Fede, che nei bei tempi che furono soleva aprire il suo telegiornale gridando &lt;&lt;Attentato!&gt;&gt;. E all&#8217;attentato gridiamo anche noi, manifestanti animalisti antispecisti delle associazioni Oltre la Specie e Cani Sciolti, che <b>martedì abbiamo protestato davanti al palazzo della regione contro la legge nr.32 ammazza-nutrie</b>.</span></p>
<p class="first-child "><span style="font-size: large"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>el presidio avevamo già parlato, anticipandolo, sempre la settimana scorsa (ecco il <a href="http://www.torquemada.eu/2015/02/14/di-uomini-e-nutrie/" target="_blank">link</a>). Così pure dell&#8217;orrore antropocentrico per cui migliaia di castorini verranno stragiati nei prossimi mesi in tutto il territorio lombardo, sotto l&#8217;egida potente della legge (del più forte), per i danni che arrecano ai canali e alle colture. <b>Quel che ci preme di raccontare ora e per cui gridiamo (esagerando scherzosamente) all&#8217;attentato è un fatto grave avvenuto durante la manifestazione: a pochi passi di distanza dagli attivisti che, rivolti verso la strada, sorreggevano dei cartelli, è stato lanciato un grosso petardo</b> che ha lasciato nella vicina aiuola un cratere largo un metro. Se fosse atterrato poco più in là, qualcuno avrebbe potuto farsi seriamente male. Il responsabile è stato tempestivamente arrestato (o forse solo allontanato&#8230;) dalle forze dell&#8217;ordine, che presenziano sempre a queste manifestazioni, ed è stato facile riconoscerlo in <b>uno dei contadini e degli allevatori che stavano protestando dall&#8217;altra parte della strada</b>. Infatti, nonostante il comune avesse garantito agli animalisti di manifestare alle porte del Pirellone (il palazzo della regione appunto), quella posizione al nostro arrivo era ancora occupata da ben altri manifestanti, che alle 15.30 invece avrebbero già dovuto essersene andati, e che ostili a chi protestava contro lo sterminio sistematico dei castorini di Lombardia ostentavano trattori, rimorchi e camion blindati, di quelli che si usano per trasportare mucche, cavalli e maiali dai luoghi di detenzione a quelli della loro morte (l&#8217;unico spostamento in tutta la loro vita agra).</span></p>
<p><span style="font-size: large">Nonostante questo episodio spiacevole, il presidio è andato per il meglio. Molte persone si sono fermate ad ascoltare quello che avevamo da dire e tra i manifestanti si sono fatti vedere persino <b>Valerio Pocar, &#8220;Garante per la Tutela degli Animali&#8221;</b><strong> del comune di Milano</strong> (antispecista, intellettuale e fine giurista che sullo sporco affare delle nutrie ha appena pubblicato un <a href="http://www.garanteanimali.it/2015/02/povere-nutrie.html" target="_blank">suo comunicato</a>) e alcuni inviati di <b>Radio Popolare</b>. Con gli animalisti hanno subito simpatizzato gli skater di Piazza Duca D&#8217;Aosta (qualche malevolo dirà che tra buzzurri ci si intende), tra cui il mitico Tako: uno skater che di lavoro fa il sushi maker (pur detestando il fatto che i clienti chiedano sempre piatti di carne e di pesce, quando il sushi invece prevede anche tante varianti vegane) e che si è prestato a questo nostro video contro l&#8217;Expo (simbolo del capitalismo finanziario e della devastazione del territorio, nonostante le sue pretese falsamente umanitarie ed ecologiste):</span></p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='680' height='413' src='http://www.youtube.com/embed/nMmViu0rdDI?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0' allowfullscreen='true'></iframe></span></p>
<p><span style="font-size: large">Tornando al lancio del petardo e alla denuncia che se ne fa in questo articolo, <b>dall&#8217;episodio qualcuno potrebbe trarre conclusioni erronee anche se diametralmente opposte</b>. Ci teniamo a discostarcene:</span></p>
<p><span style="font-size: large">La <b>prima</b> è che <b>gli animalisti siano dei vittimisti rompi-coglioni e che abbiano del buon tempo da perdere, a protestare per dei topastri che guastano gli argini e mangiano il nostro grano</b>. Questo non è vero, perchè l&#8217;idea che si possa sparare e uccidere chiunque interferisca con i nostri piani e intacchi i nostri profitti è oltre che antropocentrica anche crudele, e va assolutamente contrastata. Nel caso specifico delle nutrie, dovremo accettare di riparare e prevenire dove possibile i guai che provocano (con i soldi di tutti naturalmente, non solo quelli dei contadini). Anche se potessimo estirparle tutte in un colpo solo, da un giorno all&#8217;altro, come con uno schiocco di dita, sarebbe comunque criminoso farlo: <b>gli animali non umani sono soggetti politici, anche loro soffrono, anche loro hanno degli affetti e degli interessi che non sono meno legittimi dei nostri</b>. Molti inorridiscono quando si paragona il movimento animalista a quello per l&#8217;emancipazione delle donne o dei neri (negli Stati Uniti). In realtà anche <b>l&#8217;animalismo ha avuto i suoi martiri e quotidianamente viene combattuto e represso da chi detiene il potere</b> a suon di processi (pensiamo ai singoli attivisti condannati a pagare multe milionarie dopo azioni di sabotaggio o di liberazione), a suon di percosse (chi è stato a Green Hill per esempio ne sa qualcosa), a suon di diffide (al filosofo Steven Best è stato vietato di mettere piede nel Regno Unito per tenere le sue conferenze) e a suon di leggi anti-terroristiche (in America, l&#8217;<i>Animal Enterprise Terrorism Act </i>del 2006 per esempio).</span></p>
<p><span style="font-size: large">La <b>seconda</b> conclusione che qualcuno (questa volta gli animalisti) potrebbe trarre dal lancio del petardo, è che <b>non solo qualche violento ma tutti gli allevatori (o i cacciatori o i vivisettori o i circensi) siano delle persone intrinsecamente cattive</b>. Per illustrare la nostra posizione, faremo ricorso a una <b>bella parabola</b>. C&#8217;era una volta un uomo di nome Jim, che aveva un cuore d&#8217;oro. Aveva una parola gentile per tutti, faceva l&#8217;elemosina, non aveva occhi che per la sua donna e i loro bambini, che amava devotamente. Non che ci provasse gusto, ma Jim (quest&#8217;uomo dal carattere encomiabile) aveva trovato lavoro nel traffico degli schiavi di colore: quando incatenava nella stiva della nave torme di negri spauriti, se ne vedeva uno particolarmente afflitto o indebolito, gli rivolgeva umanamente qualche parola di conforto, gli dava da bere un sorso d&#8217;acqua o gli passava di nascosto un tozzo di pane. Lo stesso discorso vale per tutti gli uomini e le donne implicati nello sfruttamento dei non umani: tanti allevatori (e gente affine) saranno senz&#8217;altro persone squisite, magari qualcuno vorrà anche bene agli animali che tiene prigionieri o che porta al macello (ogni tanto accarezza loro la schiena o li rinfresca con la pompa dell&#8217;acqua). <b>Il problema non sono le persone e la loro presunta natura maligna (che non esiste), quelle che vanno combattute sono le pratiche di sfruttamento e di sterminio che si sono affermate e le ideologie (speciste nel nostro caso) che le supportano.</b></span></p>
<p><span style="font-size: large">Ci congediamo con la tenue speranza che quante più nutrie possano scampare alla caccia che verrà condotta in questi mesi e con la certezza che gli attivisti antispecisti non si stancheranno di lottare per e insieme a loro.</span></p>
<p><span style="font-size: large">Foto e video di <strong>Alessandra Picci</strong> e <strong>Alessandra Galbiati</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cratere1.jpg"><img class="wp-image-1854 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/cratere1-300x225.jpg" alt="cratere1" width="392" height="294" /></a></p>
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		<title>Gli allevatori e Michele Serra, lo Sdraiato</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 11:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Losi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poverino, Michele Serra, lui e il suo umanesimo superficialotto, il suo perbenismo imborghesito. Tra uno sbadiglio e un vezzo pseudo letterario, dalla sua rubrica su Repubblica ha lanciato ieri un appello in difesa degli allevatori e contro il &#8220;fanatismo&#8221; degli animalisti vegani. (Un click sull&#8217;immagine per ingrandirla). I produttori di latte hanno manifestato venerdì portando i &#8220;loro&#8221; animali nelle maggiori piazze italiane dentro stalle improvvisate (a Venezia addirittura su una chiatta galleggiante) all&#8217;insegna di una &#8220;maximungitura&#8221;. Ovviamente sono intervenuti in loro sostegno autorità nazionali, provinciali e comunali di ogni partito. E altrettanto ovviamente gli attivisti antispecisti, dove possibile, hanno organizzato una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="P" class="cap"><span>P</span></span>overino, Michele Serra, lui e il suo umanesimo superficialotto, il suo perbenismo imborghesito. <strong>Tra uno sbadiglio e un vezzo pseudo letterario, dalla sua rubrica su <em>Repubblica</em> ha lanciato ieri un appello in difesa degli allevatori e contro il &#8220;fanatismo&#8221; degli animalisti vegani</strong>. (Un click sull&#8217;immagine per ingrandirla).</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/lamaca.jpg"><img class="wp-image-1675 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/lamaca-228x300.jpg" alt="l'amaca" width="276" height="363" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>I produttori di latte hanno manifestato venerdì portando i &#8220;loro&#8221; animali nelle maggiori piazze italiane dentro stalle improvvisate</strong> (a Venezia addirittura su una chiatta galleggiante) all&#8217;insegna di una &#8220;maximungitura&#8221;. Ovviamente sono intervenuti in loro sostegno autorità nazionali, provinciali e comunali di ogni partito. E altrettanto ovviamente gli attivisti antispecisti, dove possibile, hanno organizzato una tenace contromanifestazione.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Serra pone il problema del consumo di latte e derivati come una scelta individuale</strong>. La vera imposizione, secondo lui, non è <strong>rinchiudere decine di milioni di esseri senzienti in gabbie metalliche</strong>, ogni anno fecondarle artificialmente (uno stupro), strappare alle madri i loro nati perché non possano bere il latte che loro spetta, che viene invece imbottigliato e venduto nei supermercati (i vitelli sono spediti al macello e le mucche pure, una volta terminata la loro &#8220;carriera&#8221; ed esaurite le forze). <strong>Per lui la vera imposizione è chiedere la fine di questo scempio a chi vegano e animalista ancora non è</strong>, e il fatto che il 90% degli italiani faccia abitualmente uso di latte e prodotti affini gli sembra sufficiente a rendere il problema &#8220;tecnico, non ideologico&#8221;, mentre è evidente che è molto ideologico. E questa ideologia (studiata approfonditamente da intellettuali di tutti i paesi e le discipline da almeno quarant&#8217;anni) <strong>si chiama specismo</strong>: è una ideologia pregiudiziale che legittima la prigionia, lo sfruttamento e lo sterminio perpetuato degli animali discriminandoli dagli umani sulla base dell&#8217;appartenenza di specie. <strong>È un&#8217;ideologia antropocentrica radicata al sessismo, al razzismo e in generale alla cultura del dominio che nasce con la &#8220;domesticazione&#8221; (schiavitù) degli animali non umani diecimila anni fa e continua ancora oggi la sua fortuna</strong>. È un&#8217;ideologia per cui da diecimila anni proseguiamo con la coscienza pulita a castrare o ad uccidere tutti i maschi della specie bovina, salvo quei pochissimi indispensabili a generare nuovi prigionieri e prigioniere, dei cui corpi e del cui latte ci siamo resi i sedicenti padroni. <strong>Indubbiamente, come dice Serra, l&#8217;uomo è la più aggressiva delle bestie</strong>.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/lorenzin.jpg"><img class="wp-image-1676 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/lorenzin-300x168.jpg" alt="lorenzin" width="356" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Poverino, Michele Serra: evidentemente non ha capito qualcosa di veramente importante che invece la &#8220;ragazza vegana incazzata&#8221; &#8211; che probabilmente è una studentessa cazzuta, un&#8217;impiegata o un&#8217;operaia che uscita dal lavoro conserva ancora lo spirito e le energie per scendere in piazza a gridare rabbia contro le ingiustizie e le storture di questo mondo &#8211; ha capito eccome.</p>
<p style="text-align: justify">Poverino Michele Serra, ma mica tanto, perché sdraiato comodamente sulla sua amaca, come gli adolescenti debosciati del suo ultimo romanzo <em>Gli Sdraiati</em>, nella sua strafottente <em>nonchalance</em> <strong>rinuncia alla lotta e si rende colluso con un sistema di sfruttamento e repressione che da millenni affligge umani e animali insieme</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Forse su certe questioni sanguinose varrebbe la pena di riflettere un tantinello di più, Michele Serra, perché altrimenti, non solo Coldiretti e i grandi marchi dell&#8217;industria casearia, ma assassino diventi pure tu</strong>.</p>
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