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	<title>Torquemada &#187; Alba Dorata</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Grecia e Unione Eurasiatica: un matrimonio che (per il momento) &#8220;non s&#8217;ha da fare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 01:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Centini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da almeno 5 anni a questa parte l&#8217;Europa politica (l&#8217;Unione Europea, cioè il costrutto finanziario e non l&#8217;Europa &#8220;reale&#8221;) è sottoposta a tre spinte disgregative convergenti, una da sud, una da est e una dal centro. Queste tre crisi sono: la disgregazione (foraggiata o meno) dell&#8217;ordine politico nel mondo arabo-africano venutosi a creare dopo la fine dell&#8217;URSS e contestuale assalto alla Siria di Assad, l&#8217;inceppamento del motore europeo indipendentemente dalla crisi economica globale, e la rinascita di un fronte orientale con Mosca, quasi chiuso nel decennio 1998-2008. Queste tre spinte diventano particolarmente potenti nella parte sud-orientale del Mediterraneo, dove un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>a almeno 5 anni a questa parte l&#8217;<strong>Europa politica (l&#8217;Unione Europea, cioè il costrutto finanziario e non l&#8217;Europa &#8220;reale&#8221;) è sottoposta a tre spinte disgregative convergenti, una da sud, una da est e una dal centro. Queste tre crisi sono: la disgregazione (foraggiata o meno) dell&#8217;ordine politico nel mondo arabo-africano</strong> venutosi a creare dopo la fine dell&#8217;URSS e contestuale assalto alla Siria di Assad, l&#8217;inceppamento del motore europeo indipendentemente dalla crisi economica globale, e la rinascita di un fronte orientale con Mosca, quasi chiuso nel decennio 1998-2008.</p>
<p style="text-align: justify">Queste tre spinte diventano particolarmente potenti nella parte sud-orientale del Mediterraneo, dove un paese come la Grecia, statualmente debole e ridotto negli anni a frontiera discrasica della NATO sul mondo mediorientale, soffre le infiltrazioni dei tre processi sopracitati.</p>
<p style="text-align: justify">La Grecia, come capitalismo esile ed esposto agli equilibrismi monetari e politici (mancando di un comparto industriale di una certa consistenza e un economia legata al turismo) <strong>ha subito sentito i contraccolpi della crisi tricefala che ha smosso le acque dal 2010 circa in poi. Il risultato ovvio è stata la progressiva debolezza del governo greco, che fino alla vittoria di Syriza (25 Gennaio 2015) aveva colpevolmente rinunciato ad opporsi alla progressiva sostituzione delle agenzie eurocratiche allo Stato legittimo greco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La presidenza Tsipras, dichiaratamente riformista, non ha quindi smagnetizzato la Grecia attivamente, ma il suo governo ha labilmente intepretato un processo popolare endogeno, che porta la Grecia fuori dalla dicotomia Europa-Euro, verso però lidi ignoti. Tsipras non ha saputo far altro che prender tempo, e flirtare con la Russia, che vanta da molti anni un ottimo rapporto con la Grecia post-Euro.</p>
<p style="text-align: justify">La discrasia tra il processo endogeno del tutto comprensibile (stante il fallimento totale della cura-Troika) e l&#8217;attendismo di Tsipras e Varoufakis ha portato la Grecia in un limbo in cui i tre aspetti della statualità greca, Militarismo (A), Diplomazia (B), e Burocrazia (C), prendono strade diverse.</p>
<p style="text-align: justify">In questo contesto di caos, in cui la Troika detiene il pallino del gioco (giacchè ha molte armi con cui ricattare Atene) si sono fatte strade in alcuni gruppi di contropensiero antiatlantista lontane prospettive di un avvicinamento della Grecia ai BRICS, soprattutto dopo il viaggio di Tsipras a Mosca (8 Aprile), con contestuali contumelie tedesche. <strong>Un avvicinamento che però pare appartenere alla fantasia, soprattutto se da un piano economico-monetario (adesione alla Banca dei BRICS) ci si sposta su un piano di corposità politica, con la Grecia che entra nell&#8217;Unione Eurasiatica promossa da Mosca</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Tsipras-Putin.jpg"><img class=" wp-image-2815 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Tsipras-Putin-300x241.jpg" alt="Tsipras Putin" width="403" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">La discrasia che ricordavano poc&#8217;anzi tra l&#8217;effettivo corso del paese-Grecia e l&#8217;attendismo dei suoi governanti, non giustifica uno scatto centometristico verso lo scioglimento dei legami formali con l&#8217;Euro-Occidente e un involata verso le pianure eurasiatiche. A<strong>lla realtà socio-economica popolare si contrappone un governo che, seppur spregiudicato, appare pienamente inserito nella logica eurocratica di mantenimento dello status quo,</strong> e francamente incapace di dare uno strappo al declino in cui, da solo, ha voluto porsi in compagnia (&#8220;La Grecia non uscirà dall&#8217;Euro&#8221; ripeteva Tsipras in campagna elettorale, e ha continuato a ripeterlo anche una volta presidente).</p>
<p style="text-align: justify">Vediamo alcuni motivi per cui un effettivo avvicinamento della Grecia ai BRICS e in particolare all&#8217;Unione Eurasiatica promossa da Mosca.</p>
<p style="text-align: justify">A) <strong>Da un punto di vista militare l&#8217;esercito è ridotto ai minimi termini, per svariati ragioni</strong>. Storicamente, dopo la soppressione della dittatura militare dei colonnelli (1975) l&#8217;esercito è stato rigidamente controllato dagli apparati civili, e il ridotto zoccolo demografico/economico è dissanguato per mantenere una coltre militare con la Turchia (sebbene siano frequenti passaggi di personale di grado all&#8217;interno delle logiche NATO tra i due paesi) e un presidio ad alto valore aggiunto a Cipro sulla linea che divide l&#8217;isola tra la Grecia e la Turchia<strong>. La recente crisi economica ha accellerato questi processi, e ormai l&#8217;esercito greco è ridotto ad un agenzia di controllo immigrazione</strong>. Seppur di robusta cultura ortodossa e genericamente ben disposto verso Mosca, culturalmente parlando, la marina (il comparto più strutturato) e l&#8217;aviazione sono terreno di caccia della NATO. Non da ultimo la Grecia ha partecipato ad Ottobre 2014 ad un esercitazione generale NATO nel Mediterraneo (chiarendo quindi la sua eventuale partecipazione ad una cordata anti-siriana o anti-russa). <strong>Uno spiraglio verso un futuro filorusso potrebbe essere l&#8217;accordo con Mosca, nonostante le sanzioni, per alcuni pezzi di ricambio per sistemi di difesa aerea, siglato a Dicembre 2014. Tuttavia sia la non sponsorizzazione dell&#8217;accordo sia la relativa pochezza dello stesso lasciano pensare che esso sia solo normale routine, normale scambio tecnologico nell&#8217;ambito militare.</strong></p>
<p style="text-align: justify">In generale la mancanza di peso dell&#8217;esercito nella catena di montaggio nelle decisioni politiche e l&#8217;ingerenza, anche economica, degli USA sul comparto militare (nel 2010 gli Stati Uniti hanno venduto il 42 % degli armamenti necessari ai greci, seguiti da altri due paesi NATO, Francia e Germania) impediscono che il comparto militare e in generale l&#8217;esercito possano essere un reale pungolo verso l&#8217;Unione Eurasiatica.</p>
<p style="text-align: justify">B) <strong>La Grecia è un paese diplomaticamente diviso tra un lontano legame ortodosso e un presente mediterraneo-occidentale</strong>. Legata a doppio filo alla militanza NATO della Turchia, con la quale forma un tutt&#8217;uno strategico (tanto che furono proprio gli States a premere perchè entrassero insieme nella NATO, nel 1952, durante il primo allargamento). L&#8217;unica vera faglia militare, quella con la Turchia (giacchè quella con la Macedonia è una boutade su un nome, poca cosa) è forzosamente rimarginata dal paternalismo sovranazionale di Washington. <strong>Ultimamente la Grecia ha però firmato sia le sanzioni contro la Russia</strong> (Settembre 2014) <strong>sia l&#8217;allargamento delle stesse non molto dopo</strong>. Atene si è allineata alla vulgata atlantista anche astenendosi (come quasi tutti i paesi del blocco europeo) riguardo alla proposta putiniana di mettere al bando il revisionismo nazista, quando un governo di Sinistra avrebbe quasi importo un adesione alla proposta russa.</p>
<p style="text-align: justify">A dimostrazione del bipolarismo del governo greco tuttavia stanno le parole del ministro degli esteri Kotzias, che a Febbraio 2014, dopo un colloquio con Lavrov, parlava della necessità di cercare altre vie, che non fossero le sanzioni, per dialogare con la Russia.</p>
<p style="text-align: justify">L<strong>a Grecia diplomaticamente è particolarmente costretta dai lacciuoli eurocratici, e può quindi permettersi meno di quanto non potrebbe fare Berlino, o Parigi, ma anche Roma</strong>. E&#8217; pur vero che nessuna reprimenda, nemmeno flatus vocis è giunta da Atene, in riferimento all&#8217;allargamento delle sanzioni o come abbiamo visto, almeno sulla questione storia del Nazismo. Un voto contrario non solo avrebbe polarizzato la opinione pubblica greca ma avrebbe ragionevolmente galvanizzato alcuni paesi dentro la UE che malsopportano la russofobia spinta (Ungheria,Rep.Ceca ecc).</p>
<p style="text-align: justify">Bisogna quindi chiedersi in che modo Atene pensa di utilizzare diplomaticamente un appoggio gracile alla Russia. <strong>Probabilmente la Grecia spera in una risoluzione travagliata ma positiva del conflitto in Ucraina</strong> (vedi l&#8217;interesse per gli accordi di Minsk) e di diventare in futuro mediatrice tra Mosca e Bruxelles.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Eurasiatic-Emblem.png"><img class="size-medium wp-image-2816 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/06/Eurasiatic-Emblem-300x148.png" alt="Eurasiatic Emblem" width="300" height="148" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><i>                                                                                 Emblema ufficiale dell</i><b><i>&#8216;Unione Economica Eurasiatica </i></b><br />
<strong>C) I segmenti pesanti del paese sono più interessati ad una apertura al credito europeo che a sfidare apertamente la Troika con provocazioni filorusse.</strong> La Banca Centrale Greca è una roccaforte della reazione eurocratica, ed essendo la voce in capitolo più grande per gli investimenti greci e l&#8217;economia ellenica in generale preme per una risoluzione filo-europea della crisi. Anche le parole concilianti rivolte da Putin a Tsipras l&#8217;8 Aprile, durante la sua visita a Mosca, si sono comunque concluse con una rassicurazione del Presidente russo circa la non volontà russa di minare la stabilità politica europea.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un campo in cui il gran capitale greco può trovare conveniente una ripolarizzazione verso la Russia potrebbe essere quello dell&#8217;energia, con la sponda garantita da Tsipras al progetto di Turkish Steam che coinvolgerebbe anche la Fed.Russa</strong>. L&#8217;energia è il reale ventre molle dell&#8217;eurocratismo, e da qui può partire la magnetizzazione russa del Capitale greco, il quale tuttavia rimane largamente legato, controvoglia, al campo occidentale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Anche a livello di partiti l&#8217;unico che si sia schierato con convinzione con Mosca è Alba Dorata, che ha recentemente partecipato ad alcune rassegne politiche della galassia nazional-rivoluzionaria a Mosca</strong>. Alba Dorata da qualche anno, dopo aver superato la sua vicinanza con Slovobda (in modo simile a quanto ha fatto Forza Nuova in Italia), preme per un avvicinamento della Grecia alla Russia, sia in funzione antieuropea che antiamericana. <strong>Il resto dei partiti greci tuttavia registra posizioni farraginose</strong> (PASOK e Nea Dimokratia )<strong> o improntate all&#8217;opportunismo</strong> (Syriza, come ricordavamo), <strong>o apertamente filorusse ma solo per quanto concerne la questione ucraina</strong> (KKE).<br />
A queste condizioni, a meno di stravolgimenti (che potrebbero essere un nuovo governo magari a guida Alba Dorata o una sterzata vampiresca della Troika) epocali,<strong> l&#8217;adesione di Tsipras all&#8217;Unione Eurasiatica rimane solamente una carta buona da giocare per esacerbare il dialogo con i soloni eurocratici. Più probabile rimane l&#8217;adesione alla ba</strong><strong>nca dei BRICS, che tuttavia rimane troppo legata a progetti diplomatici e non politici tout court. Nel qual caso quest&#8217;adesione non sarebbe impossibile, ma solo poco produttiva su un piano di rapporti di forza</strong>.</p>
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		<title>La Grecia al voto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 21:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco. Si tratta, probabilmente, di un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale crisi dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, Alexis Grigoropoulos, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>omani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco.</strong> Si tratta, probabilmente, di <strong>un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo</strong>. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale <strong>crisi</strong> dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, <strong>Alexis Grigoropoulos</strong>, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, <strong>da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello Stato ellenico</strong>; addirittura, anche i cani si sono schierati contro le “forze dell&#8217;ordine greche”.<strong> Le elezioni di domani sono state un evento teoricamente imprevisto, deciso dopo il fallimento del governo dei partiti centrosinistra e centrodestra</strong> (Pasok e Nea Demokratia) nell&#8217;elezione di un Presidente della Repubblica. Tuttavia, l<strong>e larghe intese non hanno fallito solo politicamente, ma hanno macellato la popolazione greca in un ghiros a (presunto) vantaggio dei “creditori” della Grecia</strong>. Infatti, secondo il rapporto 2013 dell&#8217; ΕΣΤΑΤ &#8211; l&#8217;Istat greco -, <strong>892.763 famiglie si trovano sull’orlo della povertà assoluta</strong>. <strong>Quattro famiglie su dieci non sono in grado di pagare il mutuo della casa, una su tre non può riscaldarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il 23,1% della popolazione greca vive in povertà</strong>, questa percentuale equivale a <strong>più di 2,5 milioni (sugli 11 milioni di greci)</strong>, mentre la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale ammonta a 3.903.800 persone.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il dati raccolti dall’ΕΣΤΑΤ <strong>il 20,3% della popolazione vive in condizione di “deprivazione materiale”</strong>,</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’ΕΣΤΑΤ tiene conto dell’accessibilità della popolazione a una lista di nove punti come pagamento di bollette o possibilità di acquistare alimenti proteici, che dovrebbe dimostrare il benessere reale dei greci.</strong> Nei rapporti che vanno <strong>dal 2010 al 2013 si è osservato un aumento delle percentuali di coloro che non hanno addirittura accesso ad almeno quattro di questi punti.</strong> Nel 2010 era del 11,6%, nel 2011 di 15,2%, nel 2012 di 19,5%, nel rapporto 2013 è salita al 20,3%</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre<strong>, le famiglie hanno perso il 40% del potere d&#8217;acquisto negli ultimi cinque anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il leader di Nea Demokratia, <strong>Samaras</strong>, ha paventato il rischio che la Grecia possa diventare la Corea del Nord qualora vincesse il principale partito di sinistra, Syriza, ma a leggere le statistiche si capisce bene che il governo da lui presieduto non ha di certo arginato la crisi e che, anzi, potrebbe far invidia anche ai fondatori della Juche! <strong>Gli ultimi sondaggi davano Syriza con il 33-38% seguita a 4-7 punti da Nea Demokratia. Per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, il leader Tsipras dovrà oltrepassare la soglia del 37%. Altrimenti dovrà cercare di formare un governo di coalizione</strong>. I partner più probabili sono <strong>To Potami</strong> (il nuovo partito del giornalista <strong>Stavros Theodorakis</strong>) e i socialdemocratici del <strong>Pasok</strong>. Ci sarebbe anche il <strong>KKE</strong>, il partito comunista greco che, però, sin dall&#8217;inizio ha cercato di distinguersi da Syriza, organizzando manifestazioni diverse ed attacando il blocco di sigle guidato da<strong> Alexis Tsipras</strong>, come la forza di riserva del capitalismo internazionale per tenere sotto controllo la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In caso di vittoria, il programma di Syriza prevede:</strong></p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>audit debito pubblico</strong>, rinegoziando gli interessi e sospendendo i pagamenti fino a quando l’economia del paese non si sarà ripresa e siano tornate la crescita e l’occupazione;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>incremento dell’imposta sul reddito</strong> al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno;</p>
<p style="text-align: justify">-La <strong>nazionalizzazione delle banche</strong> e <strong>delle imprese ex-pubbliche in settori strategici</strong> per la crescita del paese;</p>
<p style="text-align: justify">-Il <strong>ritorno del salario minimo al livello che aveva prima dei tagli</strong> (751 euro lordi al mese) ; inoltre sempre nell&#8217;ambito del lavoro il patito di Tsipras programma l&#8217;<strong>abolizione del precariato</strong>, il recupero del <strong>contatto collettivo</strong> in modo da fornire ai sindacati gli strumenti per orientare i contratti individuali verso il cosiddetto &#8220;tempo indeterminato&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;aumento dei sussidi per i disoccupati nonché delle misure di <strong>previdenza sociale</strong> per le famiglie monoparentali, gli anziani, i disabili e le famiglie senza reddito.</p>
<p style="text-align: justify">Se Syriza dovesse fallire (ammesso che riesca ad andare al governo) , c&#8217;è comunque qualcuno che è convinto di essere in grado di risolvere la situazione della Grecia: il partito di estrema destra <strong>Alba Dorata</strong>, recentemente ospitato da Casa Pound in Italia, <strong>che parte dal 9% conquistato alle ultime europee</strong> con il solito copione della destra europea contro l&#8217;Islam, gli stranieri, l&#8217;Europa; un altro obiettivo di questo gruppo sembrerebbero essere anche i comunisti, visto che 3 dei loro deputati sono indagati in seguito all&#8217;uccisione del rapper anti-fascista Giorgos Roupakias.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1356" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1-300x182.jpg" alt="foto1" width="300" height="182" /></a> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1357" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg" alt="foto 2" width="275" height="183" /></a></span></span></span></p>
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