<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; 2015</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/tag/2015/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>Berlinale 2015: Queen of the desert</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/12/berlinale-2015-queen-of-the-desert/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/12/berlinale-2015-queen-of-the-desert/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 09:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Pasquin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Un Fachiro al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Berlinale]]></category>
		<category><![CDATA[Berlinale 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Gertrude Bell]]></category>
		<category><![CDATA[James Franco]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Kidman]]></category>
		<category><![CDATA[Queen of the desert]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Pattinson]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella O'Hara]]></category>
		<category><![CDATA[Via col Vento]]></category>
		<category><![CDATA[Werner Herzog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1706</guid>
		<description><![CDATA[T Regia: Werner Herzog Sceneggiatura: Werner Herzog Anno: 2015 Durata: 125′ Produzione: USA Fotografia: Peter Zeitlinger Montaggio: Joe Bini Costumi: Michele Clapton Colonne sonore: Klaus Badelt Interpreti: Nicole Kidman, James Franco, Robert Pattinson Capita alla Berlinale di entrare in sala un sabato mattina presto per gustarsi Queen of the desert di Werner Herzog, film in concorso. E capita di sentir risuonare nelle proprie orecchie fino alla scena conclusiva le parole rimbombanti su Tara e la sua terra rossa (rosso Technicolor, cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno) pronunciate da Rossella O’Hara in chiusura di Via col vento, visto giusto la]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: right"><span title="T" class="cap"><span>T</span></span></p>
<p style="text-align: right"><strong>Regia:</strong> Werner Herzog<br />
<strong>Sceneggiatura:</strong> Werner Herzog<br />
<strong>Anno:</strong> 2015<br />
<strong>Durata:</strong> 125′<br />
<strong>Produzione:</strong> USA<br />
<strong>Fotografia:</strong> Peter Zeitlinger<br />
<strong>Montaggio:</strong> Joe Bini<br />
<strong>Costumi:</strong> Michele Clapton<br />
<strong>Colonne sonore:</strong> Klaus Badelt<br />
<strong>Interpreti:</strong> Nicole Kidman, James Franco, Robert Pattinson</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Capita alla Berlinale di entrare in sala un sabato mattina presto per gustarsi Queen of the desert di Werner Herzog, film in concorso. E capita di sentir risuonare nelle proprie orecchie fino alla scena conclusiva le parole rimbombanti su Tara e la sua terra rossa (rosso Technicolor, cui è dedicata la retrospettiva di quest’anno) pronunciate da Rossella O’Hara in chiusura di Via col vento, visto giusto la sera precedente.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Se la trama del film di Fleming è già stata delineata in settant’anni di recensioni, non è lo stesso per quella di <strong>Queen of the desert, che ha avuto la sua première mondiale proprio venerdì scorso alla Berlinale</strong>. Protagonista è <strong>Gertrude Bell, studiosa, archeologa, politica e agente segreta britannica</strong>, massima esperta dell’Arabia, della sua politica e delle sue genti tra l’inizio del novecento e gli anni ’20. Grazie ai suoi studi sul campo e ai suoi viaggi tra Siria, Giordania, Persia e Arabia riuscì a guadagnarsi il titolo di Segretaria Orientale dell’Impero Britannico.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Il film dovrebbe<strong> raccontare proprio il profilo storico della Bell che, in un periodo caldo come quello del crollo dell’Impero Ottomano, finì per essere considerata dai beduini stessi la “regina del deserto”</strong>. Ciò che si trasmette nel film è invece più una carrellata di spedizioni e successi tra i signori locali, con una Nicole Kidman schiava della sua bellezza (un’attrice più giovane e meno conosciuta sarebbe stata sicuramente più adatta), che a fatica riesce a mostrare le doti che effettivamente hanno permesso al suo personaggio di arrivare tanto avanti. Le sue imprese sono offuscate dal vero leitmotiv della pellicola, ovvero le sfortune amorose e le apprensioni della Bell più intima. Qui, volenti o nolenti, entra in gioco prepotentemente Rossella O’Hara, a scardinare un’emotività e una pochezza cinematografica cui magari in altre circostanze si sarebbe passato oltre.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><strong>Due profili simili quelli di Rossella e Gertrude, due modi opposti però di rappresentarli sullo schermo.</strong> Entrambe belle, affascinanti e con schiere di pretendenti ai loro piedi. Entrambe sfortunate in amore: Rossella colleziona matrimoni con scarse fortune, Gertrude vede passare storie d’amore senza lieto fine.</p>
<div id="attachment_1709" style="width: 690px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/kidman_franco.jpg"><img class="wp-image-1709 size-large" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/02/kidman_franco-1024x576.jpg" alt="kidman_franco" width="680" height="382" /></a><p class="wp-caption-text">Gertrude Bell (Nicole Kidman) e Henry Cadogan (James Franco)</p></div>
<p class="western" align="JUSTIFY">L’amore, chiave di entrambi i film, è presentato impeccabilmente in Via col vento: la civettuola Rossella cade spesso nella trappola di Cupido, ma nel far ciò mostra il suo atteggiamento di sfida alla vita, la sua determinazione nello sfruttare astutamente gli uomini per costruirsi un futuro, lei stessa artefice del suo destino.<br />
Herzog, al contrario, affonda nella melma dell’amore più sdolcinato e melenso: la stessa Gertrude che nella cupa Inghilterra rifiuta uno dietro l’altro pretendenti troppo modesti (e in questo lascia presagire lo stesso carattere di Rossella) si perde a Teheran in un amore quasi adolescenziale con Henry Cadogan, funzionario dell’ambasciata. <strong>Né determinazione, né caparbietà, né astuzia nella trama del film:</strong> solo una banale rappresentazione che include anche le immortali scene del ciondolo spezzato diviso tra gli amanti e della scalata del Romeo di turno al palazzo di Giulietta, accompagnate da lunghe e sdolcinate lettere all’amante di turno. <strong>La Bell si mostra in tutta la sua debolezza, che pare insopportabile, incomprensibile, incoerente con una vita tra i beduini del deserto</strong> che richiede un approccio diametralmente opposto. L’ispirazione storica di Queen of the desert risulta sprecata e il carattere di Gertrude viene delineato in maniera incompleta, lasciando dedurre allo spettatore quasi più dai titoli di coda della vicenda che non dalle sue immagini.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Non c&#8217;è spazio per un urlo d’orgoglio come quello di Rossella, che nella terra di Tara trova la forza per riscattare la sua movimentata esistenza, bensì solo per la rassegnazione. Dov’è la Bell punto di riferimento britannico nel controllo del Mandato post-ottomano? Dov’è la Bell che supporta la rivolta araba e che disegna i confini delle nuove nazioni? Dov’è la Bell che incorona i re di Iraq e Giordania?</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">All’originale ironia di Via col vento, che si inserisce senza problemi nella trama (basti pensare all’attrice premio Oscar che interpreta Mammy), si contrappone in Queen of the desert <strong>un’ironia tipicamente inglese</strong>, spesso tirata, anche se in alcuni casi comunque d’effetto, che ha al centro il personaggio di Winston Churchill (tanto per cambiare), un inadatto Lawrence d’Arabia (Robert Pattinson) e vari riferimenti sprezzanti sull’essere tedeschi.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Ciò che, parzialmente, salva il film di Herzog sono le <strong>maestose inquadrature del deserto e dei paesaggi arabi</strong> (girate in Marocco), delle carovane e delle oasi, delle città d’argilla nell’atmosfera ancora intatta del pre-colonialismo. Il tutto accompagnato da una <strong>colonna sonora pomposa e d’effetto.</strong></p>
<p><strong>Queen of the desert: 5</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/12/berlinale-2015-queen-of-the-desert/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il vero nome è Casini: lo vuole anche la Merkel</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/il-vero-nome-e-casini-lo-vuole-anche-la-merkel/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/il-vero-nome-e-casini-lo-vuole-anche-la-merkel/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 11:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Casini]]></category>
		<category><![CDATA[CCD]]></category>
		<category><![CDATA[Consultazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[UDC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1469</guid>
		<description><![CDATA[La cosa straordinaria, è che ha sempre ottenuto posizioni di governo portando con sé solo una piccola dote di voti. Classica mossa da democristiano nato e cresciuto nella prima Repubblica, sostengono i suoi detrattori. E forse è anche vero, perché Pierferdinando Casini è stato esponente di spicco di partiti(ni) dai più svariati nomi &#8211; Ccd, UDC, UdC &#8211; e, nonostante la poca generosità degli elettori, è stato al Governo per lungo tempo. O meglio, ha quasi sempre fatto parte delle maggioranze che sostenevano gli esecutivi di Berlusconi e tanti altri, ma al Governo &#8211; personalmente &#8211; non ci è andato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>a cosa straordinaria, è che ha sempre ottenuto posizioni di governo portando con sé solo una piccola dote di voti. Classica mossa da democristiano nato e cresciuto nella prima Repubblica, sostengono i suoi detrattori. E forse è anche vero, perché <strong>Pierferdinando Casini</strong> è stato esponente di spicco di partiti(ni) dai più svariati nomi &#8211; Ccd, UDC, UdC &#8211; e, nonostante la poca generosità degli elettori, è stato al Governo per lungo tempo. O meglio, ha quasi sempre fatto parte delle maggioranze che sostenevano gli esecutivi di Berlusconi e tanti altri, <strong>ma al Governo &#8211; personalmente &#8211; non ci </strong><strong>è</strong><strong> andato mai</strong>. Perché, si sa, è una posizione scomoda, capace di attaccarti addosso un&#8217;etichetta che poi difficilmente ti scrolli.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per questo Casini è il nome più caldo della corsa al Quirinale a poche ore dall&#8217;inizio delle consultazioni. Pierferdinando ha una dote incontestabile, cioè quella di <strong>sapersi riciclare con classe, aiutato indubbiamente dal suo volto piacevole e dal portamento signorile</strong>. É simpatico a molti e indigesto a quasi nessuno. Ha fatto l&#8217;amore (politicamente, s&#8217;intende) con molti: da Berlusconi a Fini, dagli esponenti della sinistra a quelli più radicali. Forse non piace ai 5 Stelle, che vorrebbero un magistrato a tutti i costi e che non voteranno Pietro Grasso solo perché sono più le volte che li ha cacciati dall&#8217;aula di quelle in cui è riuscito a mandare in galera un mafioso. <strong>Casini, dicevamo, </strong><strong>è</strong><strong> stato compagno di letto del Cav., ha appoggiato il governo Monti, Letta e Renzi</strong>. Insomma, dove si comanda lui c&#8217;è: una volta in maniera più visibile, ora nell&#8217;ombra.</p>
<p style="text-align: justify">Non gli mancano gli incarichi, certo. Ora è stato premiato con la presidenza di una Commissione Affari esteri. <strong>Domani, chiss</strong><strong>à</strong><strong>, con la Presidenza della Repubblica</strong>. Sì, perché l&#8217;interesse di Renzi è quello di non far cadere il patto del Nazareno. Berlusconi e il Premier si sono incontrati e scontrati sui nomi di <strong>Mattarella e Amato</strong>. Il primo, sostenuto dal segretario Pd, essendo un nome politicamente ininfluente e di caratura grigia, incapace probabilmente di contrastare la colorita corsa alle riforme dell&#8217;ex sindaco di Firenze. L&#8217;altro, <strong>il dott. Sottile, </strong><strong>è</strong><strong> caldeggiato da Berlusconi ed il perch</strong><strong>é</strong><strong> rimane un mistero pi</strong><strong>ù</strong><strong> incomprensibile di quelli di Fatima</strong>. Braccio destro di Craxi, ma non amato dal leader del fu Psi. Inoltre, non sarebbe una garanzia per le voglie di libertà dai servizi sociali del capo di Forza Italia. Insomma, Renzi e Berlusconi si trovano così al muro contro muro, e questo spiega il perché dell&#8217;uscita del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, dopo giorni di silenzio stampa sul toto-nomi. <strong>Il nome di Mattarella </strong><strong>è</strong><strong> un modo per tirare un po&#8217; la corda, stando attenti che non si spezzi</strong>.<strong> Ai renziani, infatti, non conviene rompere il patto</strong>. Se decidessero di ricucire in toto il Pd, concedendo un nome ben visto dalla minoranza di Bersani e soci, dovrebbero poi contare anche sulla loro fedeltà quando ci sarà da far passare le riforme. Il che non è scontato, e nella migliore delle ipotesi significherebbe rivedere l&#8217;impianto complessivo delle norme che riscrivono la Costituzione. Un rischio che val la pena correre?</p>
<p style="text-align: justify">Forse no. <strong>Perch</strong><strong>é</strong><strong> un nome capace di far passare ogni impasse in secondo piano esiste, ed </strong><strong>è</strong><strong> quello di Casini</strong>. Lui, insomma, il democristiano mai defunto, sopravvissuto alla morte della Dc, dei governi Berlusconi, del fallimentare appoggio al governo Monti. Per non parlare del più duro dei colpi ricevuti, ovvero quella campagna elettorale condotta con Scelta Civica, formazione che avrebbe dovuto spaccare il mondo (politico) e si è ritrovata disintegrata qualche giorno dopo il voto. <strong>Casini non ha solo amoreggiato con tutti, con molti ha anche litigato, ha spesso chiesto ed ottenuto la separazione.</strong> <strong>Ma non ha mai divorziato</strong> &#8211; ad eccezione che con la ex moglie, invaghito com&#8217;era della donna Caltagirone &#8211; con nessuno dei leader politici che sono passati e rimasti sulla scena. <strong>Berlusconi</strong>, pur sentitosi tradito più di una volta, come quando si è sfilato dal pentolone Pdl che voleva raccogliere tutte le formazioni dell&#8217;allora Casa delle Libertà, non solo lo ha perdonato, ma <strong>lo ritiene un amico. Forse pi</strong><strong>ù</strong><strong>, quasi un figlio. Ribelle alcune volte, come tutti i giovanotti, ma pur sempre un figlio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per questo ieri, in gran segreto, è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Lui stesso, come ha rivelato Kayser Soze su Panorama, avrebbe confessato di essere il nome giusto, &#8220;altrimenti Renzi non ha i voti&#8221;. E questo spiega la segretezza dell&#8217;arrivo in Piazza del Parlamento con i vetri oscurati, mentre gran parte di quelli che sono andati a ricevimento da Renzi lo hanno fatto alla luce del sole. Scoperto a causa della targa dell&#8217;auto blu (un errore tattico che poteva risparmiarsi), è da ieri sulle prime pagine dei giornali.</p>
<p style="text-align: justify">Può salvare il patto del Nazareno, è questa la sua arma vincente. Ma non solo. <strong>Durante la visita a Firenze, la Cancelliera tedesca Angela Merkel si </strong><strong>è</strong><strong> informata sulle possibilit</strong><strong>à</strong><strong> di Casini di arrivare al Colle</strong>. A rivelarcelo, una fonte vicina al Ppe in quei giorni nel capoluogo toscano. Un appoggio internazionale che potrebbe non guastare. E aiutare Pierferdinando a salire al Quirinale. Salvando così il Patto del Nazareno.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre, dicono alcuni, non dispiace nemmeno alla mamme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/29/il-vero-nome-e-casini-lo-vuole-anche-la-merkel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
