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	<title>Torquemada &#187; Matteo Leta</title>
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	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
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		<title>Cronache di una trasferta sbagliata</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 09:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristo si è fermato a Eboli]]></category>
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		<description><![CDATA[Le ultime partite di stagione sono sempre le più belle, quelle in cui ci si diverte, quelle in cui non si pensa più al campionato; quelle, insomma, in cui il giuoco del calcio emerge in tutta la sua bellezza e in tutto il suo splendore. Quasi tutte sono così. Una, però, non lo fu. Eravamo tranquilli, salvi, sicuri di mantenere la categoria ed in una discreta posizione di metà classifica, che ci permetteva di guardare alle ultime tre giornate di campionato con agio, calma e con un pizzico di malinconia per l&#8217;ennesima stagione che si concludeva. Tuttavia, era domenica, una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="L" class="cap"><span>L</span></span>e ultime partite di stagione sono sempre le più belle, quelle in cui ci si diverte, quelle in cui non si pensa più al campionato; quelle, insomma, in cui il giuoco del calcio emerge in tutta la sua bellezza e in tutto il suo splendore. Quasi tutte sono così. Una, però, non lo fu. <strong>Eravamo tranquilli, salvi, sicuri di mantenere la categoria ed in una discreta posizione di metà classifica</strong>, che ci permetteva di guardare alle ultime tre giornate di campionato con agio, calma e con un pizzico di malinconia per l&#8217;ennesima stagione che si concludeva. Tuttavia, era domenica, una domenica d&#8217;Aprile inspiegabilmente fredda, ed il calendario ci metteva di fronte ad una squadra in acerrima lotta per i play-off promozione: roba mica da ridere. La squadra in questione era situata in un paesino a circa 50 km, forse sarà stato per il mal d&#8217;auto o forse per l&#8217;inutilità di quella partita, ma partimmo in sole 13 persone, più l&#8217;allenatore e la dirigenza. Io, da buona riserva, avevo affrontato <strong>un riscaldamento pre-partita particolarmente ostico ed impegnativo</strong>: due bottiglie di vino invece che una, tanto non giocherò mai e potrò vantarmi a bordocampo senza pericoli; anzi, prendo la radiolina così controllo le altre partite di giornata.</p>
<p style="text-align: justify">E così, pieni di fiducia e di entusiasmo, partimmo verso il campo degli avversari.</p>
<p style="text-align: justify">Già a metà del viaggio, però, si consumò la prima tragedia. Incontrammo un enorme mercatino locale, pieno di spezie, profumi e di quella umanità multietnica tipica delle fiere: sembrava quasi la <em>kasbah</em> di Istanbul sotto Solimano il Magnifico. Purtroppo, tra questi effluvi peccaminosi perdemmo due titolari: entrambi fuggirono con delle affascinanti donne straniere, ammaliati dal loro esotismo. Non li rivedemmo più, ma, a quel che so: uno ha aperto la pizzeria “Da Tonino” in un&#8217;oasi del deserto del Niger, mentre l&#8217;altro è diventato carne prelibata per il tipico <em>gulash</em> della Trasnistria. Tuttavia, il disastro si completò quando, per pagare un cd col meglio di Gianni Celeste e Maria Nazionale, fummo costretti ad impegnare tutte le nostre divise. La partita era ormai a rischio e stavamo per tornare tristi e delusi, ma riuscimmo a giungere alla nostra destinazione grazie all&#8217;elemosina di un ambulante africano che<strong> ci regalò le divise “semi-originali” del Senegal al mondiale di Corea e Giappone del 2002</strong>, più un vecchio cammello che, all&#8217;occorrenza, sarebbe stato un ottimo incontrista. E così, meno numerosi ma sempre speranzosi, raggiungemmo il campo da gioco. Fu molto divertente osservare la sorpresa dell&#8217;arbitro scorgendo i nostri due attaccanti biondi e pallidi che indossavano le magliette di ElHadji Diouf e Khalilou Fadiga, del resto tipici nomi calabresi. Ahimé, toccò giocare anche a me. Ci furono tante giocate di classe, in quei 90 minuti, ma sicuramente una è da scrivere negli annali del calcio dilettantistico: al minuto &#8217;75, col cammello in un inedito ruolo a fare da terzino di spinta, un tifoso di casa scese dagli spalti e ci passò attraverso le grate del campo un bicchiere di vino ed una fetta di formaggio. <strong>Un gesto di sano, vero e giusto <em>fair-play</em></strong>. Così, rinvigoriti dall&#8217;amicizia e rifocillati dal vino portammo a termine la nostra eroica partita. Il risultato finale fu un 9-0 per i nostri avversari che si lanciarono verso i <em>play-off</em>, mentre noi cercammo un modo per dare la colpa della disfatta all&#8217;arbitro.</p>
<p style="text-align: justify">Come tutte le grandi storie, anche questa ha una punta di comico: a fine partita, prima di dirigerci mestamente a casa, notammo uno dei nostri dirigenti contemplare assorto un meraviglioso e poetico tramonto, forse in un impeto romantico o in un momento malinconico: sorpresi, gli chiedemmo il perché di questo suo sguardo serioso verso il sole che mestamente declinava dietro le colline e lui così rispose: &#8220;Ma quale sole e tramonto, stavo guardando quell&#8217;escavatore che mi può servire per il cantiere&#8221;.</p>
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		<title>Estremismo: malattia infantile del comunismo greco ed italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 11:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo Tsipras ha giurato, Syriza ha vinto le elezioni ed ha formato un governo di coalizione con un gruppo di fuoriusciti dal partito di centro-destra Nea Demokratia, i Greci Indipendenti. Syriza non avrebbe potuto formare un governo monocolore, perché non aveva i seggi necessari e, così, ha dovuto aprire ad altre compagini politiche. La notizia di un&#8217; alleanza con un gruppo di destra, seppur anti-troika e contrario all&#8217;austerità imposta alla Grecia, ha fatto vacillare buona parte dei fan di Tsipras in Italia ed ha dato una “conferma” alle solite critiche di altre organizzazioni politiche di sinistra convinte del fatto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><span title="I" class="cap"><span>I</span></span>l governo<strong> Tsipras</strong> ha giurato,<strong> Syriza</strong> ha vinto le elezioni ed ha formato un governo di coalizione con un gruppo di fuoriusciti dal partito di centro-destra Nea Demokratia, i Greci Indipendenti. Syriza non avrebbe potuto formare un governo monocolore, perché non aveva i seggi necessari e, così, ha dovuto aprire ad altre compagini politiche. La notizia di un&#8217; alleanza con un gruppo di destra, seppur anti-troika e contrario all&#8217;austerità imposta alla Grecia, ha fatto vacillare buona parte dei fan di Tsipras in Italia ed ha dato una “conferma” alle solite critiche di altre organizzazioni politiche di sinistra convinte del fatto che Syriza sia una sorta di “montatura borghese” o un calmiere che il capitalismo transnazionale ha usato contro lo stupido proletariato greco.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Nonostante questo patto insolito, una buona fetta della classe politica italiana ha applaudito Tsipras e , dopo averlo dipinto come un folle comunista, lo ha eletto a novello<strong> Simon Bolivar</strong>. Ora, è evidente che, almeno da un punto di vista programmatico, il governo di Syriza dista anni luce dal governo italiano di centro-centro-centro-centro-sinistra (?) appoggiato dalla destra. <strong>Le idee sul lavoro e sul debito pubblico rendono risibili quanto opportunisti i tentativi di parte del PD italiano e non solo di appoggiarsi alla stampella greca per giustificare un atteggiamento anti-troika che, in effetti, i governi Monti, Letta e Renzi non hanno  tenuto.</strong> D&#8217;altronde, Tsipras si appresta ad aumentare il salario minimo mentre da noi si tagliano tutele ai lavoratori, si fanno scrivere riforme del lavoro ai grandi imprenditori ed il tanto atteso reddito di cittadinanza è rimasto promessa elettorale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Un punto centrale è, invece, capire perchè Syriza si allea con i Greci Indipendenti e non con i comunisti o i socialisti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small"><span style="font-size: small">La Grecia si presentava a queste elezioni con una situazione sociale disastrata, </span><span style="font-size: small">che smentisce anche tante idee apparse su alcuni quotidiani, secondo le quali Tsipras avrebbe</span> <span style="font-size: small">conquistato una classe media che, ormai, </span><span style="font-size: small">nel paese ellenico </span><span style="font-size: small">non esiste praticamente più. (Per un breve sunto statistico della situazione greca, si veda <a href="http://www.torquemada.eu/2015/01/24/la-grecia-al-voto/">http://www.torquemada.eu/2015/01/24/la-grecia-al-voto/</a> )</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Tsipras ha sfondato, è vero, ma non è riuscito a superare quella soglia del 37% che gli avrebbe consentito di governare in completa autonomia. Così, bisognava cercare le alleanze. Alla sua sinistra avrebbe potuto esserci un alleato naturale, il Partito Comunista greco (KKE). Tuttavia, fin dall&#8217;inizio delle proteste, i “comunisti” hanno preferito distaccarsi dal movimento che ha innalzato Syriza, rimanendo da soli anche nelle più accese manifestazioni di piazza. Alla immediata destra del partito vincitore sedeva il Pasok, i cui consensi sono ormai ridotti all&#8217;osso visto il disastroso governo di coalizione con Nea Demokratia e di sudditanza nei fatti ai diktat della finanza e dell&#8217;Europa. C&#8217;era, inoltre, un altro partito di centro sinistra,<strong> To Potami</strong>, che, secondo i più autorevoli analisti -che puntualmente colgono le più autorevoli cantonate-, sarebbe stato un buon alleato di Syriza. Ovviamente, Tsipras ha detto no. Questo perchè “Il fiume” (questa è la traduzione italiana di To Potami) ha cercato, negli ultimi giorni della campagna elettorale, di<strong> accreditarsi come il moderatore del furente e rivoluzionario Tsipras nei confronti delle istituzioni europee</strong>, cercando di ritagliarsi un ruolo di cane da guardia che sicuramente ha colpito positivamente alcune banche europee, una su tutte Credit Suisse, ma ha scavato un solco profondo con il partito vincente. Così, restavano solo i Greci Indipendenti ed un gruppo di fascisti, Alba Dorata, che tra un attacco agli immigrati ed un assassinio contro i comunisti si è presentato alle elezioni. La scelta, per quanto facile a questo punto, è stata obbligata e, forse, sarà anche felice. Infatti, Syriza ha dato il “contentino” del ministero della Difesa al loro leader e si appresta così a governare con una maggioranza numericamente non esigua e con un alleato reale -almeno così pare- nella battaglia contro il cappio economico che alla Grecia è stato imposto.  <strong>Qualora Tsipras vincesse, riuscendo a migliorare le condizioni di vita dei greci (anche se non creerà dei Soviet), sarà sicuramente il primo beneficiario della vittoria e consoliderà il bagaglio di voti di Syriza.</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small">Ci sarà, dunque, una <strong>maggioranza disposta a ribellarsi ai diktat della troika</strong>, mentre, su temi come diritti civili ed immigrazione, qualora i Greci Indipendenti dimostrino la natura omofoba e razzista di cui sono stati accusati, Syriza potrà trovare facilmente altri alleati tra le persone dotate di semplice buon senso sedute tra gli scranni del Parlamento greco. La situazione, dunque, sembrerebbe essere buona, anche perchè, in un altro paese dei Pigs (così chiamano gli stati “deboli” dell&#8217;Ue), il movimento Podemos sembra essere in ascesa, oltre che in sintonia con i progetti di drastico cambiamento di rotta che Tsipras vorrebbe imporre all&#8217;Europa. Tsipras, ovviamente, non è Lenin né tantomeno c&#8217;è un&#8217;Internazionale, anche perchè in paesi come l&#8217;Italia i comunisti sono prevalentemente impegnati o a dar torto al proletariato oppure ad appaltare la propria attività politica al carro di turno (da De Magistris ad Ingroia e via di seguito), tuttavia l&#8217;esito delle elezioni greche dimostrerebbe che l&#8217;antiliberismo e l&#8217;anticapitalismo in Europa non sono più soltanto dei miti letterari.</span></p>
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		<title>La Grecia al voto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 21:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco. Si tratta, probabilmente, di un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale crisi dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, Alexis Grigoropoulos, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><strong><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>omani, 25 Gennaio si terrano le elezioni dei deputati al Parlamento greco.</strong> Si tratta, probabilmente, di <strong>un evento di importanza capitale all&#8217;interno dello scacchiere politico europeo</strong>. La Grecia, com&#8217;è noto, è uno dei Paesi nel quale le politiche della troika si sono fatte sentire con maggiore gravità; ciò ha comportato, ovviamente, la più totale <strong>crisi</strong> dell&#8217;economia greca, ma anche della democrazia stessa. Infatti, l&#8217;omicidio di un giovanissimo manifestante, <strong>Alexis Grigoropoulos</strong>, avvenuto sei anni fa, non è rimasto un caso isolato e, purtroppo, <strong>da Patrasso a Salonicco, passando, ovviamente per Atene, scene di guerriglia urbana sono state all&#8217;ordine del giorno nello Stato ellenico</strong>; addirittura, anche i cani si sono schierati contro le “forze dell&#8217;ordine greche”.<strong> Le elezioni di domani sono state un evento teoricamente imprevisto, deciso dopo il fallimento del governo dei partiti centrosinistra e centrodestra</strong> (Pasok e Nea Demokratia) nell&#8217;elezione di un Presidente della Repubblica. Tuttavia, l<strong>e larghe intese non hanno fallito solo politicamente, ma hanno macellato la popolazione greca in un ghiros a (presunto) vantaggio dei “creditori” della Grecia</strong>. Infatti, secondo il rapporto 2013 dell&#8217; ΕΣΤΑΤ &#8211; l&#8217;Istat greco -, <strong>892.763 famiglie si trovano sull’orlo della povertà assoluta</strong>. <strong>Quattro famiglie su dieci non sono in grado di pagare il mutuo della casa, una su tre non può riscaldarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il 23,1% della popolazione greca vive in povertà</strong>, questa percentuale equivale a <strong>più di 2,5 milioni (sugli 11 milioni di greci)</strong>, mentre la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale ammonta a 3.903.800 persone.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il dati raccolti dall’ΕΣΤΑΤ <strong>il 20,3% della popolazione vive in condizione di “deprivazione materiale”</strong>,</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’ΕΣΤΑΤ tiene conto dell’accessibilità della popolazione a una lista di nove punti come pagamento di bollette o possibilità di acquistare alimenti proteici, che dovrebbe dimostrare il benessere reale dei greci.</strong> Nei rapporti che vanno <strong>dal 2010 al 2013 si è osservato un aumento delle percentuali di coloro che non hanno addirittura accesso ad almeno quattro di questi punti.</strong> Nel 2010 era del 11,6%, nel 2011 di 15,2%, nel 2012 di 19,5%, nel rapporto 2013 è salita al 20,3%</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre<strong>, le famiglie hanno perso il 40% del potere d&#8217;acquisto negli ultimi cinque anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il leader di Nea Demokratia, <strong>Samaras</strong>, ha paventato il rischio che la Grecia possa diventare la Corea del Nord qualora vincesse il principale partito di sinistra, Syriza, ma a leggere le statistiche si capisce bene che il governo da lui presieduto non ha di certo arginato la crisi e che, anzi, potrebbe far invidia anche ai fondatori della Juche! <strong>Gli ultimi sondaggi davano Syriza con il 33-38% seguita a 4-7 punti da Nea Demokratia. Per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, il leader Tsipras dovrà oltrepassare la soglia del 37%. Altrimenti dovrà cercare di formare un governo di coalizione</strong>. I partner più probabili sono <strong>To Potami</strong> (il nuovo partito del giornalista <strong>Stavros Theodorakis</strong>) e i socialdemocratici del <strong>Pasok</strong>. Ci sarebbe anche il <strong>KKE</strong>, il partito comunista greco che, però, sin dall&#8217;inizio ha cercato di distinguersi da Syriza, organizzando manifestazioni diverse ed attacando il blocco di sigle guidato da<strong> Alexis Tsipras</strong>, come la forza di riserva del capitalismo internazionale per tenere sotto controllo la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In caso di vittoria, il programma di Syriza prevede:</strong></p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>audit debito pubblico</strong>, rinegoziando gli interessi e sospendendo i pagamenti fino a quando l’economia del paese non si sarà ripresa e siano tornate la crescita e l’occupazione;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;<strong>incremento dell’imposta sul reddito</strong> al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno;</p>
<p style="text-align: justify">-La <strong>nazionalizzazione delle banche</strong> e <strong>delle imprese ex-pubbliche in settori strategici</strong> per la crescita del paese;</p>
<p style="text-align: justify">-Il <strong>ritorno del salario minimo al livello che aveva prima dei tagli</strong> (751 euro lordi al mese) ; inoltre sempre nell&#8217;ambito del lavoro il patito di Tsipras programma l&#8217;<strong>abolizione del precariato</strong>, il recupero del <strong>contatto collettivo</strong> in modo da fornire ai sindacati gli strumenti per orientare i contratti individuali verso il cosiddetto &#8220;tempo indeterminato&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify">-L&#8217;aumento dei sussidi per i disoccupati nonché delle misure di <strong>previdenza sociale</strong> per le famiglie monoparentali, gli anziani, i disabili e le famiglie senza reddito.</p>
<p style="text-align: justify">Se Syriza dovesse fallire (ammesso che riesca ad andare al governo) , c&#8217;è comunque qualcuno che è convinto di essere in grado di risolvere la situazione della Grecia: il partito di estrema destra <strong>Alba Dorata</strong>, recentemente ospitato da Casa Pound in Italia, <strong>che parte dal 9% conquistato alle ultime europee</strong> con il solito copione della destra europea contro l&#8217;Islam, gli stranieri, l&#8217;Europa; un altro obiettivo di questo gruppo sembrerebbero essere anche i comunisti, visto che 3 dei loro deputati sono indagati in seguito all&#8217;uccisione del rapper anti-fascista Giorgos Roupakias.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000"><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1356" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto1-300x182.jpg" alt="foto1" width="300" height="182" /></a> <a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1357" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/foto-2.jpg" alt="foto 2" width="275" height="183" /></a></span></span></span></p>
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		<title>Latte, biscotti e tumore: l&#8217;incredibile caso della Marlane</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 13:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa si è chiuso uno dei capitoli più duri e drammatici della recente storia del Meridione d&#8217;Italia. Nessun colpevole, il fatto non sussiste né ci sono prove sufficienti per condannare i dodici imputati di uno tra i peggiori disastri della storia calabrese e non solo. Sin dal 1999 la Procura di Paola- città costiera in provincia di Cosenza- aveva iniziato a raccogliere prove ed a cercare di comprendere cosa realmente succedesse alla “Marlane”, uno stabilimento tessile nato nel 1957 a Praia a Mare (CS) e chiuso -delocalizzazione in Repubblica Ceca- nel 2004, dopo varie traversie e passaggi di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="JUSTIFY"><span title="Q" class="cap"><span>Q</span></span>ualche giorno fa si è chiuso uno dei capitoli più duri e drammatici della recente storia del Meridione d&#8217;Italia. Nessun colpevole, il fatto non sussiste né ci sono prove sufficienti per condannare i dodici imputati di uno tra i <strong>peggiori disastri</strong> della storia calabrese e non solo. Sin dal 1999 la Procura di Paola- città costiera in provincia di Cosenza- aveva iniziato a raccogliere prove ed a cercare di comprendere cosa realmente succedesse alla “Marlane”, uno stabilimento tessile nato nel 1957 a Praia a Mare (CS) e chiuso -delocalizzazione in Repubblica Ceca- nel 2004, dopo varie traversie e passaggi di proprietà.<br />
Il problema di questo sito industriale, però, è che dal 1969 fino alla sua chiusura <strong>almeno 50 operai sono morti</strong>. Tutti deceduti per <strong>tumore</strong>, tutti in seguito alle <strong>esalazioni</strong> ed ai <strong>fumi</strong> che provenivano da una fabbrica nella quale &#8211; ascoltando le dichiarazioni degli ex-lavoratori emerse nel processo terminato pochi giorni fa &#8211; un pessimo sistema di aerazione e la mancanza di divisioni tra i vari reparti e di adeguate misure di sicurezza hanno contribuito ad acuire le dimensioni di un vero e proprio massacro. Ad aggravare la situazione ambientale, poi, ci sarebbero anche quelle ingenti quantità di cromo esavalente (quello contro cui combatteva Erin Brokovich, ricordate almeno il film?) e di altre s<strong>ostanze cancerogene</strong> rinvenute nei pressi del sito industriale. Tuttavia, questa vicenda tragica s&#8217;arricchisce di sfumature grottesche, perchè qualcuno, evidentemente, sapeva che le condizioni di lavoro -almeno in alcuni reparti della fabbrica- erano pericolose e, così -stando ad un&#8217;altra testimonianza emersa nel corso del dibattimento- agli operai della tintoria veniva offerto un rimedio altamente tecnologico per la salvaguardia della salute:<strong> il latte!</strong><br />
Strano a dirsi, ma il rimedio miracoloso dalle solide basi scientifiche pare non abbia funzionato. Così, a sedici anni di distanza dall&#8217;apertura dell&#8217;indagine, non c&#8217;è nessun colpevole e nessun responsabile per questa strage silenziosa. L&#8217;altra sfumatura grottesca è che, sebbene non ci sia nessun colpevole, l&#8217;azienda veneta proprietaria dello stabilimento aveva offerto un risarcimento ai familiari degli operai deceduti solo 13 mesi fa! Questo perchè, leggendo la perizia dei consulenti del tribunale di Paola, un collegamento tra le morti e le attività dello stabilimento è lampante: «Riteniamo pertanto di potere affermare che vi è stato un <strong>disastro ambientale</strong> per lo <strong>sversamento continuo e costante di sostanza classificata tossica</strong> e irritante capace in determinate condizioni di sviluppare sostanze volatili irritanti come gli ossidi nitrosi, tale sostanza è presente in grandi quantità nelle zone sottoposte a verifica e circostanti la Marlane; la tipologia di sostanza è del tutto associabile ad attività di tessitura come quella attuata presso la Marlane».<br />
Purtroppo, il dato più inquietante di questa vicenda è che si tratta di una goccia nel mare dello <strong>scempio ambientale</strong> a cui è stata sottoposta una parte consistente del mezzogiorno d&#8217;Italia. Lo strano caso della fabbrica in cui i tumori si curano col latte si inserisce in uno scenario preoccupante e in costante evoluzione: basti pensare agli arcinoti fatti dell&#8217;Ilva di Taranto o ai <strong>tonnetti geneticamente corretti al metallo pesante</strong>, pescati recentemente sempre nel Tirreno cosentino come una versione calabrese del pesce triocchiuto dei Simpson. Ma la Marlane si collega direttamente anche alle <strong>scorie radioattive </strong> &#8211; probabilmente &#8211; interrate nelle Serre vibonesi ed alla Terra dei fuochi campane: stragi silenziose, senza nessun colpevole.<br />
<a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane4.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-679" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane4.gif" alt="marlane4" width="180" height="176" /></a><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-681" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/marlane-300x225.jpg" alt="marlane" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-682" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-2.jpg" alt="MARLANE 2" width="230" height="173" /></a><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-683" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/MARLANE-3.jpg" alt="MARLANE 3" width="230" height="169" /></a></p>
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		<title>Cuba: cinquanta sfumature di rosso</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questi i fatti: il 17 dicembre il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, Barack Obama, e il presidente della Repubblica di Cuba, Raul Castro, hanno ripreso i rapporti diplomatici dopo un astio tra i due stati durato sessant&#8217;anni. Sono stati liberati tre dei cinque agenti dell&#8217;anti-terrorismo cubani, imprigionati in America nel 2001 mentre cercavano di sgominare tentativi golpisti nell&#8217;isola caraibica. In cambio, gli statunitensi hanno ottenuto la liberazione di un contractor americano e di un cittadino cubano &#8211; che lavorava al soldo dell&#8217;intelligence americana - detenuti nelle carceri dello stato socialista. La ripresa dei contatti -ottenuta grazie alla mediazione della Santa]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="Q" class="cap"><span>Q</span></span>uesti i fatti: <b>il 17 dicembre il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, Barack Obama, e il presidente della Repubblica di Cuba, Raul Castro, hanno ripreso i rapporti diplomatici dopo un astio tra i due stati durato sessant&#8217;anni</b>. Sono stati <b>liberati</b> tre dei cinque <b>agenti dell&#8217;anti-terrorismo cubani</b>, imprigionati in America nel 2001 mentre cercavano di sgominare tentativi golpisti nell&#8217;isola caraibica. In cambio, gli statunitensi hanno ottenuto la liberazione di <b>un contractor americano</b> e di <b>un cittadino cubano &#8211; che lavorava al soldo dell&#8217;intelligence americana -</b> detenuti nelle carceri dello stato socialista.<img class="size-medium wp-image-516 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/libertad-para-los-cinco-heroes-blog_jpg-1-300x187.jpg" alt="libertad-para-los-cinco-heroes-blog_jpg-1" width="300" height="187" /><br />
La ripresa dei contatti -ottenuta grazie alla <b>mediazione della Santa Sede</b> &#8211; è stata variamente interpretata nel mondo ed ha dato adito a numerevoli congetture. <b>C&#8217;è stato chi ha inteso in questi fatti la fine del Comunismo cubano ed il ritorno di Cuba all&#8217;interno dello scacchiere geo-politico statunitense</b>, in quella che sembrerebbe, dunque, essere una resa senza condizioni, aggravata dalla senilità dei fratelli Castro. <b>Ci sono state, però, riletture opposte: alcuni, infatti, hanno attribuito ai cubani una grande vittoria diplomatica</b>, per aver condotto alla pari uno scambio di prigionieri con una delle più potenti nazioni al mondo riportando in patria “los cincos”, per la cui liberazione si era creato un movimento d&#8217;opinione internazionale. <b>Un&#8217;altra delle bizzarre teorie di alcuni politologi della domenica immaginava a Cuba la creazione di uno stato capitalista monopartitico &#8211; una sorta di modello cinese &#8211; garantito e protetto dal nemico yankee!</b><br />
Ora, <b>è difficile immaginare realmente quale sarà il futuro delle relazioni cubano-americane</b>, allontanandosi dal piano delle congetture. Tuttavia, ci sono dei punti che possono meglio spiegarci questa svolta storica e grazie ai quali, forse, può essere più comprensibile la dinamica degli eventi futuri. <b>Gli Stati Uniti hanno abbandonato ormai da tempo la fobia maccartista in favore di altri “nemici pubblici”</b>; inoltre, <b>il Sud America</b>, che reclamano sin dalla dottrina Monroe (elaborata 200 anni fa) come una sorta di loro possedimento esclusivo <b>è retto, in questo momento, da 11 governi di sinistra o centro-sinistra con cui è consigliabile un accordo o quantomeno un dialogo, pena l&#8217;esclusione delle imprese americane da importanti e vicini mercati in via di sviluppo.</b><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-517 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/cuba_mjgby.T0-300x200.jpg" alt="cuba_mjgby.T0" width="300" height="200" /></p>
<p><b>D&#8217;altro canto, però, anche Cuba affronta un problema centrale per la sua sopravvivenza economica.</b> Infatti, <b>il principale alleato dello stato socialista nell&#8217;ALBA è quel Venezuela in cui il dopo-Chavez è abbastanza incerto </b>e la leadership di Maduro è molto meno salda di quella del principale artefice della “rivoluzione bolivariana” e grande amico di Fidel.Inoltre,<b> la stessa sinistra sudamericana non solo è molto frastagliata ma rischia di subire notevoli tracolli elettorali,</b> come testimonia il caso del <b>PT</b> che nelle ultime due elezioni brasiliane ha perso quasi il 10% di consensi (qualcosa come 4 mln di voti).<br />
Un&#8217;ipotetica svolta politica conservatrice in Sudamerica e nei paesi sponsor di Cuba &#8211; un&#8217;isola non solo geograficamente parlando, visto il pluridecennale embargo voluto dagli USA &#8211; sarebbe, forse, fatale per la Repubblica cubana. <b>Probabilmente, prima di dare riletture ideologicamente troppo marcate e di compiere “requiem” prematuri sarebbe d&#8217;uopo considerare le contingenze sincroniche in cui è avvenuto lo scambio di prigionieri</b>, prassi normale anche tra nazioni in formale stato di guerra, pensiamo agli accordi israelo-palestinesi o ad i più recenti dialoghi tra russi ed ucraini. <b>Gli unici dati certi sono le parole dei rappresentanti delle nazioni interessate</b> ed a sentire i cubani, il loro Socialismo è tutt&#8217;altro che morto. <b>Raul Castro, infatti, ha detto che «Ogni Paese ha il diritto inalienabile di scegliere il suo sistema politico. Nessuno deve pensare che il miglioramento dei rapporti con gli Stati Uniti significhi che Cuba rinunci alle sue idee»</b>. Castro ha anche detto che <b>i cambiamenti dovranno essere graduali per creare un sistema di «comunismo prospero e sostenibile»</b>. Inoltre, i lavori attualmente in corso dell&#8217;Assemblea Nazionale del potere popolare si concentrano proprio sulle riforme e sull&#8217;armonizzazione legislativa ed economica del regime comunista cubano: nessuno smantellamento, almeno così pare.<br />
Il giornalista e guerrigliero argentino <b>Jorge Masetti</b>, parlando di Cuba sosteneva che &#8220;Existen dos Cubas: la creada para la exportación y la auténtica, la que pugna por ser integralmente una república&#8221;. <b>Quale che sia il futuro delle relazioni cubano-americane, l&#8217;auspicio più condivisibile è che di <b>“Cuba Libre” non rimanga solo il cocktail.</b><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-520" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Raul-Castro-4.jpg" alt="Raul Castro - 4" width="300" height="250" /><img class="alignnone size-medium wp-image-519" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Fidel_Castro_PNW-208x300.jpg" alt="Fidel_Castro_PNW" width="208" height="300" /></b></p>
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		<title>Cristo si è fermato ad Eboli</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 18:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Leta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristo si è fermato a Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Calcetto]]></category>
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		<description><![CDATA[Manuale di sopravvivenza al calcio amatoriale calabrese Che idea avete del calcio? Ricordate, forse, le partite trasmesse in tv? Quei prati all&#8217;inglese rasati al millimetro falcati dai calciatori che, col loro fisico, fanno innamorare generazioni di ragazzine e fanno finire anche i bronzi di Riace dallo psicologo? Non c&#8217;entrano niente col calcio amatoriale calabrese. L&#8217;unica somiglianza sta nei nomi delle squadre. Ogni categoria, dalla Lega Dilettanti ai tornei intercondominiali presenta almeno tredici Real, sedici Manchester e qualche Inter. A ciò si aggiungono tante squadre con nomi desunti dalla classicità latina o greca; perciò, per chi non conosce la materia, leggere]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " align="CENTER"><strong><span style="font-size: large;"><span title="M" class="cap"><span>M</span></span>anuale di sopravvivenza al calcio amatoriale calabrese</span></strong></p>
<p>Che idea avete del calcio? Ricordate, forse, le partite trasmesse in tv? Quei prati all&#8217;inglese rasati al millimetro falcati dai calciatori che, col loro fisico, fanno innamorare generazioni di ragazzine e fanno finire anche i bronzi di Riace dallo psicologo? Non c&#8217;entrano niente col calcio amatoriale calabrese.</p>
<p>L&#8217;unica somiglianza sta nei nomi delle squadre. Ogni categoria, dalla Lega Dilettanti ai tornei intercondominiali presenta almeno tredici Real, sedici Manchester e qualche Inter. A ciò si aggiungono tante squadre con nomi desunti dalla classicità latina o greca; perciò, per chi non conosce la materia, leggere il calendario di uno a caso di questi campionati, produce la sensazione di essere catapultati in un continuo All-star Game della Storia, in cui le varie civiltà sembrano confrontarsi per un predominio eterno e scolpito nel marmo. Ma la realtà? Qual è?</p>
<p>In questa rubrica cercheremo di scandagliare il composito universo d&#8217; “u pallune”, dal calcetto amatoriale del Giovedì Sera in città alle squadre dei paesini, vedremo i tornei parrocchiali, esploreremo il subconscio dei calciatori e riesumeremo le scene tipiche, le formule, gli eroi e gli antieroi; cercheremo, insomma, di svelare il poema epico che ruota attorno ad una palla che rotola.</p>
<p>Questo perché, in fondo, il calcio è l&#8217;ultimo fatto sociale della nostra epoca, l&#8217;ultimo grande evento che tiene assieme le persone. Tutti, infatti, hanno un&#8217;opinione -tendenzialmente critica- ed un ricordo eroico-tendenzialmente falso- legato alla squadra locale, anche se molti non ne conosco il nome; ma in questo continuo processo di mitopoiesi e di costruzione dell&#8217;immaginario si creano delle icone memorabili, come il portiere di riserva, altrimenti detto “il dodicesimo”.</p>
<p><a href="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Cristo-sè-fermato-a-Eboli-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-391 aligncenter" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2014/12/Cristo-sè-fermato-a-Eboli-2-300x256.jpg" alt="Cristo s'è fermato a Eboli 2" width="300" height="256" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di una figura che, col mondo del calcio e più in generale con il mondo dello sport ha ben poco a che fare, ma nonostante ciò, ogni squadra si preoccupa di averne almeno uno. Lo si riconosce sin dall&#8217;aspetto fisico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un personaggio visibilmente fuori forma, la cui pancia non è stata del tutto esplorata, ma, a quello che ci risulta la Nasa sta per lanciare una serie di sonde che andranno mappare il 40% di questi cimiteri di tortellini e sacrari di birrette. Riuscirete a fargli goal molto facilmente, basta solo tirare basso anche se la palla si muoverà più lentamente di un bradipo in fase Rem. Lui allora vi dirà che dieci anni fa e venti chili fa avrebbe preso tranquillamente quel tiro, ma voi non credeteci: l&#8217;obesità non è la causa del portiere scarso, ma tendenzialmente ne è la scusa. In verità, molti di loro già alla nascita superavano il quintale e dieci anni prima erano ancora più grandi e mangiavano l&#8217;intero cast di Jurassic Park come aperitivo. Gli altri, invece, pur se magri, non avevano la più pallida idea di cosa dovesse fare un portiere, e allora sono ingrassati per poter trovare una loro scusante alla loro incapacità. Allora, 10 anni dopo, con una lunga e appassionata storia d&#8217;amore col Big Mac sulle spalle e davanti le spalle, sono diventati grassi ed hanno finalmente occultato le loro incapacità tecniche.</p>
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