<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Torquemada &#187; Manuel Granata</title>
	<atom:link href="http://www.torquemada.eu/author/manuelgranata/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.torquemada.eu</link>
	<description>Torquemada è una rivista di inquisizione telematica, uno spazio condiviso dove esprimere il proprio pensiero in modo libero, ben argomentato ma soprattutto incendiario</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2017 20:06:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.32</generator>
	<item>
		<title>Puzzle romano</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/02/01/puzzle-romano/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/02/01/puzzle-romano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 14:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Manuel Granata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[camera]]></category>
		<category><![CDATA[casaleggio]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=1519</guid>
		<description><![CDATA[Dunque un siciliano. Il primo della storia con tale onere. Sergio Mattarella, dopo quattro turni di votazioni a camere riunite (tre delle quali farsa politica, inscenata per nascondere sotto una corta coperta le fittissime trattative politiche), ce l’ha fatta. O forse è Renzi che ce l’ha fatta, vincendo nuovamente contro i suoi amici/nemici politici senza nemmeno lo sforzo di passare per le urne, usanza abituale a casa dell’ex sindaco toscano, pare… Infatti per Mattarella la nuova elezione può essere letta piuttosto come coronamento di una silenziosa, ma diligente e coerente carriera politica tra prima e seconda repubblica (no, non passerò]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child " style="text-align: justify"><span title="D" class="cap"><span>D</span></span>unque un siciliano. Il primo della storia con tale onere. <strong>Sergio Mattarella</strong>, dopo quattro turni di votazioni a camere riunite (tre delle quali farsa politica, inscenata per nascondere sotto una corta coperta le fittissime trattative politiche), ce l’ha fatta. O forse è Renzi che ce l’ha fatta, vincendo nuovamente contro i suoi amici/nemici politici senza nemmeno lo sforzo di passare per le urne, usanza abituale a casa dell’ex sindaco toscano, pare…</p>
<p style="text-align: justify">Infatti per Mattarella la nuova elezione può essere letta piuttosto come coronamento di una silenziosa, ma <strong>diligente e coerente carriera politica tra prima e seconda repubblica</strong> (no, non passerò il resto dell’articolo a tratteggiare il profilo dell’ex DC, sia perché sono piuttosto scarso nel disegnare, sia perché esiste <em>Wikipedia</em> che fa lo sporco lavoro molto meglio del sottoscritto). Renzi invece con la giornata di sabato ha definitivamente concluso il suo periodo di praticantato da premier, e può dare inizio ad un percorso più compatto rispetto a quello già avviato nell’ultimo anno, fortemente targato PD, nonostante tutto ciò che possa sostenere Alfano. <strong>Il patto del Nazareno ormai è debolissimo</strong>: le parti contraenti non sono più alla pari all’interno dell’accordo. Il premier ha ricompattato un partito non abituato a vincere, e che negli scorsi mesi ha fatto di tutto per danneggiarsi; <strong>Berlusconi, e con lui Forza Italia, è stato disintegrato completamente da questa votazione</strong>, implodendo con la strategia delle schede bianche sabotata da un terzo dei grandi elettori forzisti. L’ex Cavaliere si ritrova per le mani, al momento, un partito all’opposizione che conta poco o niente, pieno per giunta di sibilanti correnti interne che rischiano di mutilarne i numeri alla Camera e al Senato.</p>
<p style="text-align: justify">Il patto del Nazareno (apparso come ultimo colpo di coda di una furbissima volpe dell’arena politica) oggi non rappresenta per Renzi quasi più nulla: vista la posizione di Forza Italia nell’emiciclo parlamentare, non è più nemmeno un vincolo sulle riforme: il fronte PD tutto da testare, ma nuovamente compatto (oggi paiono tutti fratelli e sorelle dimentichi delle urla e degli insulti delle scorse settimane: ah, che effetti miracolosi le bellezze della città eterna!) e i grillini scappati dal partito, con la stessa velocità con cui si scappa da un casa in fiamme, rappresentano una garanzia sufficiente. <strong>Il partito di Grillo e Casaleggio, oltre alla proposta di Imposimato, ha giocato la partita del Quirinale senza mai toccare la palla</strong>. Anzi non è mai sceso in campo. Non si è neanche seduto in tribuna: è rimasto proprio fuori dallo stadio (a urlare e a controllare le scie chimiche probabilmente…). Grillo e soci sentono infatti la fatica del correre nei palazzi della politica romana da soli e l’orgoglio di non cercare mai un appiglio seppur momentaneo pesa: le continue uscite di parlamentari dal movimento ne sono la dimostrazione. L’elezione del dodicesimo presidente della Repubblica certifica la crisi dei pentastellati, che saranno costretti a rivedere le loro logiche interne per non soccombere ai loro sempre più calanti sondaggi che interessano invece la Lega.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il partito fondato da Umberto Bossi infatti, di questo passo rischia di raggiungere i grillini e di strappare loro lo scettro di partito più populista del paese</strong>. I Salvini boys in questa tornata di votazioni non si sono sprecati molto, proponendo il nome di Vittorio Feltri (d’altronde pensare tutte quelle dichiarazioni interessanti che sparano quotidianamente deve costare molta fatica) insieme al piccolo partito di Giorgia Meloni. Del giorno di Mattarella al Quirinale ci restano in conclusione le lamentele di tutta l’opposizione sul metodo, ma non sul nome (rispettato e accettato da quasi tutti i gruppi parlamentari). Quest’atteggiamento certifica ancora di più la vittoria di Renzi, che nonostante le tante (troppe) parole della politica italiana continua ad agire indisturbato (datemi delle conferme, sta facendo qualcosa di concreto oltre a twittare, vero?), consolidando la sua leadership a Roma e indirettamente a Bruxelles e a Berlino.</p>
<p style="text-align: justify">Se è vero che la Balena Bianca non è mai morta (Mattarella <em>docet</em>), tenete dunque un occhio sul mai domo Berlusconi e sulla sua condanna che va a morire a breve. <strong>La partita a carte non è ancora finita</strong>, e se le donne le tiene tutte per sé, non sappiamo quali assi abbia ancora nel mazzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/02/01/puzzle-romano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Putin: un uomo solo sul palco</title>
		<link>http://www.torquemada.eu/2015/01/07/putin-un-uomo-solo-sul-palco/</link>
		<comments>http://www.torquemada.eu/2015/01/07/putin-un-uomo-solo-sul-palco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 13:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Manuel Granata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.torquemada.eu/?p=703</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il contributo dell’amico e collaboratore Manuel Granata Il gelido vento taglia la tensione e sferza le membra degli astanti. Un solo uomo sul palco. Sguardo fiero e concentrato. Quel genere di sguardo che, tra attesa e paura, lascia a bocca aperta. E infine gli altri, in un silenzio interrotto da qualche flebile colpo di tosse, aspettano la prossima mossa ai piedi del palco. Ecco come si presenta il 2015 agli occhi di Vladimir Putin. Dopo un 2014 che l’ha visto protagonista indiscusso delle cronache politiche internazionali per tutto l’arco dei 12 mesi; il 2015 per il presidente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="first-child "><span title="R" class="cap"><span>R</span></span>iceviamo e pubblichiamo il contributo dell’amico e collaboratore Manuel Granata</p>
<p>Il gelido vento taglia la tensione e sferza le membra degli astanti. Un solo uomo sul palco. Sguardo fiero e concentrato. Quel genere di sguardo che, tra attesa e paura, lascia a bocca aperta. E infine gli altri, in un silenzio interrotto da qualche flebile colpo di tosse, aspettano la prossima mossa ai piedi del palco. Ecco come si presenta il 2015 agli occhi di <b>Vladimir Putin</b>.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Dopo un 2014 che l’ha visto protagonista indiscusso delle cronache politiche internazionali per tutto l’arco dei 12 mesi; il 2015 per il presidente russo si presenta come l’anno delle risposte. Il momento di tirare le somme e portare a casa i risultati di mesi di prove di forza -diplomatiche e non-. Tralasciando le Olimpiadi invernali di Sochi, con cui ha aperto il suo personalissimo 2014 -in cui ha conseguito sia il titolo di runner-up per il <b>personaggio dell’anno del Time</b>, che l’Oscar come cattivo dell’anno-, la scrivania di Putin è carica di conti in sospeso e partite aperte. A partire dall’annosa questione ucraina.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">La partita su ciò che nella patria di Pietro il Grande è considerata la periferia russa -<b>Ucraina</b> deriva dal russo “<i>okraina”, </i>periferia appunto- si continuerà a giocare sia sul piano diplomatico -attraverso ulteriori sanzioni economiche- che sul piano militare. Sotto quest’ultimo frangente i cambiamenti in vista sembrano ridottissimi, in quanto la battaglia continuerà tra ribelli filo-russi ed esercito ucraino. Se, infatti, in questi ultimi 365 giorni e, i governi di Stati Uniti e dei paesi della Comunità Europea non sono intervenuti in maniera sostanziale, perché dovrebbero farlo ora? La situazione di stallo creatasi avvantaggia sia Putin, che ufficiosamente controlla alcune zone del territorio a metà tra Europa e Russia, sia i governi occidentali, i quali non saranno costretti a sporcarsi eccessivamente le mani. Sul fronte economico la partita appare decisamente diversa.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">Il revival da Guerra Fredda non è certamente piaciuto ai mercati internazionali, che, complice una contemporanea e vertiginosa discesa del prezzo del petrolio, hanno abbattuto sul finale del 2014 la loro scure “sull’orso russo” (citando proprio Putin) con dei vertiginosi cambi tra il rublo e le maggiori valute mondiali. Negozi online esteri (come amazon.com; e apple store) bloccati per giorni e concessionari automobilistici esteri costretti a bloccare le vendite sul suolo russo, hanno costretto Putin ad ammettere il profilarsi di una <b>mini crisi</b> da cui in ogni caso “la Russia potrà risollevarsi entro un paio d’anni” (sempre secondo l’ex KGB). Le sanzioni sia made in USA che di provenienza UE hanno, poi, costretto Putin a correre ai ripari da eventuali ferite troppo profonde per l’economia russa. La mossa però è stata calcolata per tempo. Sotto la minaccia -rivelatasi poi infondata- da parte europea di tagliare i rifornimenti di gas russo, Putin nei mesi scorsi si è affrettato a raggiungere accordi in direzione energetica con un partner strategico: la <b>Cina</b>. Questi accordi -come molti altri- sono una parziale valvola di sfogo economica qualora la frammentata politica estera di Bruxelles dovesse passare all’azione. Cosa che, peraltro, sembra molto lontana dall’accadere; il fatto che l’UE ad inizio autunno abbia pagato parte del “riscatto” chiesto da Mosca per fornire il gas per l’inverno all’Ucraina ne è la dimostrazione. L&#8217; accaduto riconferma inoltre l’<b>acume tattico</b> di Putin, che con la richiesta del pagamento immediato della somma agli Ucraini ha tolto loro molte risorse economiche che avrebbero finanziato l’esercito nell’azione militare contro i filorussi ed ha, dunque, garantito un vantaggio proprio a quest’ultimi.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY">In ultima analisi, nonostante sia stato cacciato dal G8, si sia allontanato dall’ultimo G20 in Australia (anche questa questione resta aperta, che fa? Lascia anche qui o resta?) e a migliaia di kilometri da Mosca si stiano tenendo le prove tecniche di abbattimento del muro ideologico tra comunismo e consumismo/capitalismo, anche quest’anno Vladimir Putin -che sia invitato o meno- sarà <b>il protagonista della politica internazionale</b>. Resta solo da decidere se nel bene o nel male.<img class="alignnone size-medium wp-image-705" src="http://www.torquemada.eu/wp-content/uploads/2015/01/IMG_4463-300x231.jpg" alt="IMG_4463" width="300" height="231" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.torquemada.eu/2015/01/07/putin-un-uomo-solo-sul-palco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
